Come gestire rischi e cambiamenti: un corso online dell’ente camerale Pn-Ud

Un corso pensato per fornire alle imprese metodologie e strumenti per affrontare scenari produttivi e organizzativi in costante evoluzione, per comprendere i cambiamenti in atto e per aiutare l’impresa stessa a capire come dovrebbe cambiare per meglio adattarsi al variare del contesto. Lo organizza la Camera di Commercio Pordenone-Udine, con i suoi uffici I.Ter Formazione, a partire da lunedì 24 gennaio. Si introdurranno argomenti come l’intelligenza artificiale, l’analisi predittiva, le tecnologie IA cognitive e si tratterà anche di evoluzione delle organizzazioni, di come identificare e gestire i rischi, le emergenze e le crisi, nonché di bilancio di sostenibilità, delle risorse umane e di tanti altri temi legati all’innovazione.
Le lezioni si terranno in modalità online il lunedì e il mercoledì, dalle 17 alle 20, per un totale di 50 ore. Per partecipare al corso basta inviare una mail a daniela.morgante@pnud.camcom.it con i propri dati e con allegato il curriculum.
Tutte le informazione sul sito www.pnud.camcom.it. Info anche chiamando lo 0432.273218. Il corso è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito di attuazione del Por.

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In copertina, un incontro in videoconferenza. (Foto Inside Marketing)

 

 

Innovazione e start up, il Fvg col turbo nell’analisi dell’ente camerale Pn-Ud

Fvg con il turbo, o quasi, per quanto riguarda innovazione e start up, visto che sta dimostrando ottime capacità di aprirsi al mondo che cambia rapidamente. La nostra è infatti la terza regione italiana per capacità innovativa e, pur se con valori assoluti molto contenuti, è la seconda per percentuale di start up sul totale delle nuove società di capitali. A evidenziarlo è la recente analisi del Centro studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, che ha approfondito, a fine dicembre, tanto le capacità innovative delle economie locali quanto i dati aggiornati sulle imprese e le startup innovative, iscritte nella sezione dedicata dei registri imprese camerali Fvg.

Giovanni Da Pozzo

Partendo dalla capacità innovativa delle economie locali, il “Regional Innovation Index 2021” della Commissione Europea, analizzato nello studio Cciaa, fornisce una valutazione comparativa delle prestazioni dei sistemi di innovazione in 240 Regioni di 22 Paesi dell’Ue più Norvegia, Serbia, Svizzera e Regno Unito. Vi sono regioni “leader” di innovazione, innovatori “forti”, “moderati” e i cosiddetti “emergenti”. «Se l’Italia nel suo complesso è classificata come innovatore “moderato”, penalizzata dai parametri sulla spesa in ricerca e sviluppo e la quota di popolazione laureata – commenta il presidente Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo –, quasi tutte le regioni del Nord, incluso il Friuli Venezia Giulia, sono invece considerate innovatori forti. Il Fvg, in particolare, è la terza regione italiana per capacità innovativa».
Gli aspetti in cui la regione eccelle sono legati alle spese in innovazione (non R&S), alle innovazioni di processo introdotte dalle Pmi, alle co-pubblicazioni scientifiche internazionali e alla collaborazione delle Pmi innovative con altre imprese. Il Fvg risulta invece più penalizzato in altri elementi, come per esempio la spesa in ricerca e sviluppo nel settore privato delle imprese, la padronanza delle competenze digitali di base o la quota di popolazione con educazione terziaria.
Se nel 2019 in Italia la spesa in R&S è pari all’1,47% del Pil, le differenze sono piuttosto significative tra singole regioni: il Piemonte è primo con il 2,26% e seguono Emilia Romagna e il Lazio. Al quarto posto c’è il Friuli Venezia Giulia con l’1,71%, superiore al valore medio nazionale.

Come detto, poi, particolare attenzione meritano, nel contesto dell’innovazione produttiva, quelle società iscritte alla sezione delle “startup innovative” del Registro imprese. In Italia, queste startup sono 13.970 (+2.071 rispetto al 31 dicembre 2020, +17,4%). In valore assoluto, secondo l’analisi Cciaa Pn-Ud, la regione con il maggior numero di startup innovative è la Lombardia con 3.644 (pari al 26,1% del totale). Seguono il Lazio (1.659, 11,9%), la Campania (1.262, 9,0%), il Veneto (1.113, 8,0%) e l’Emilia Romagna (1.086, 7,8%). In Friuli Venezia Giulia ci sono in totale 248 startup innovative, pari all’1,8% del totale italiano. In particolare, 110 sono situate nella provincia di Udine, 64 nel territorio di Pordenone, 57 in quello di Trieste, 17 in provincia di Gorizia. Le startup innovative in Fvg sono rimaste sostanzialmente stabili: sono scese di sole 3 unità rispetto al 31 dicembre 2020. Se andiamo a considerare la percentuale di startup innovative sul totale delle nuove società di capitali, in Italia siamo al 3,9% e i valori più alti sono quelli del Trentino Alto Adige (5,7%) seguiti proprio dal Friuli Venezia Giulia, con il 5,3%, quindi Lombardia e Basilicata (5,1%) e Valle d’Aosta (5,0%). La provincia di Trento è prima per rapporto tra numero di startup innovative e nuove società di capitali (7,7%), seguono Milano (6,4%), Ascoli Piceno (6,1%), Trieste e Bologna (5,9%). Pordenone e Udine sono rispettivamente al dodicesimo e tredicesimo posto della classifica, entrambe con un valore pari a 5,4%.

Per quanto riguarda infine i settori economici, le startup innovative in Italia si concentrano nella produzione di software e consulenza informatica (38,1%), industria e artigianato (16%), ricerca scientifica e sviluppo (14,3%), servizi di informazione (8,9%), commercio e turismo (4,3%). Anche in Fvg al primo posto troviamo produzione di software e consulenza informatica (35,9%). Seguono l’industria e l’artigianato (29%, oltre 10 punti sopra il dato nazionale), i servizi di informazione, la ricerca scientifica e sviluppo (10,5%), il commercio e turismo (1,6%).

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In copertina, la sede udinese della Cciaa in piazza Venerio.

Progetti educativi personalizzati, quale futuro? Post-Covid nel webinar Laluna

Il settore sociale guarda al futuro dopo la fase più acuta dell’emergenza Covid-19, con le buone pratiche emerse durante la pandemia, tra innovazione e resilienza, che sono ora base per la gestione della prossima attività. Tutti spunti che faranno parte dell’evento formativo digitale proposto dall’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa: domani 16 giugno, dalle 14 alle 17, si terrà infatti un webinar sulle risorse dell’approccio multidisciplinare nei progetti educativi personalizzati, a libera partecipazione previa prenotazione. Interverranno le varie figure professionali de Laluna che analizzeranno le diverse metodologie coinvolte nel lavoro su uno stesso caso mostrando la funzionalità della loro integrazione nel lavoro di equipe. Presente anche Simone Zorzi, dirigente dei Servizi per la disabilità nell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, che offrirà una sintesi esterna sul tema. Il momento formativo si inserisce nel più ampio progetto finanziato dal Bando Welfare 2020 della Fondazione Friuli.

Francesco Osquino


«Rimettere al centro la persona – ha spiegato Daniele Ferraresso, progettista educativo pedagogista clinico de Laluna – utilizzando un approccio globale con un’équipe multidisciplinare e definire un progetto individuale con l’obiettivo di includere e di valorizzare ciascuno secondo le proprie capacità e aspirazioni, questo il tema del nostro appuntamento formativo che si svolgerà in modalità digitale ed è aperto tutti: educatori, pedagogisti, operatori socio-sanitari, familiari di persone con disabilità. Il nostro intento è mettere a disposizione la nostra esperienza e mostrare l’efficacia dell’approccio multidisciplinare nei progetti educativi personalizzati». «Ringraziamo ancora una volta la Fondazione Friuli e il presidente Giuseppe Morandini – aggiunge Francesco Osquino, presidente de Laluna – per il sostegno grazie al quale possiamo lavorare ad una nuova frontiera del welfare».
Al webinar in programma domani interverranno Daniele Ferraresso, Alice Spagnol educatrice professionale, Alessandra Presicce terapista occupazionale, Maria Maniago operatrice socio-sanitaria, Nicoletta Cattaruzza psicologa e Simone Zorzi dirigente dei servizi per la disabilità nell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale. La partecipazione è gratuita. Per ricevere il link del webinar è sufficiente scrivere a segreteria.laluna@gmail.com

 

Emigranti, ripartire innovando: a Pordenone connessi con il futuro

Le voci di chi sta coniugando ripartenza e innovazione nella nuova era determinata dal Coronavirus: rappresentanti del mondo industriale, rimasti in Friuli Venezia Giulia ma che dialogano con il mondo o da qui partiti per esperienze professionali di livello pur rimanendo legati alla terra di origine, sono i protagonisti del 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che domani, 25 luglio, alla Fiera di Pordenone si svolgerà con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online. Appuntamento pertanto alle 18, in sala Zuliani, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Gino Gregoris

Paolo Vernier

Michelangelo Agrusti

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si aprirà con il saluto del presidente dell’Efasce Gino Gregoris. “Reduci da settimane impegnative – ha affermato Gregoris -, in cui però abbiamo mantenuto i contatti con i nostri corregionali, siamo pronti a fare il punto su quanto svolto nell’ultimo anno e a guardare al futuro, coma da oltre un quarantennio facciamo ogni ultimo fine settimana di luglio. Essere riusciti a realizzare comunque il nostro Incontro, senza rimandarlo al 2021, è un primo concreto segnale di fiducia verso nuovi traguardi, superando le difficoltà dettate dal Coronavirus. Sarà interessante ascoltare le visioni di futuro che porteranno i nostri ospiti, con spunti che andremo a concretizzare nei prossimi mesi. E sarà infine bello ritrovarsi e condividere di nuovo un pezzo di strada insieme”.

Anna Bortolussi

Il keynote di apertura dei lavori sarà affidato al presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sul tema “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”. Case study della giornata sarà quello del Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines, al cui capo c’è il pordenonese Massimo Pascotto. Poi due interviste ad altrettante persone del territorio che gestiscono realtà dalla spiccata internazionalizzazione: a Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, che racconterà come “Progettare il futuro”, e ad Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, che racconterà “Trasformazione digitale e corporate startup innovation”.

Laura Bortolotto


Inoltre, l’Incontro vedrà la straordinaria partecipazione della virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Con centinaia di concerti internazionali, nel 2016 è stata proclamata Alfiere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Regalerà alla platea alcuni dei pezzi principali del suo repertorio.

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In copertina, Massimo Pascotto della Scandinavian Airlines.

Debutta “Isonzo XR” terza fase del progetto di Fondazione Carigo

Sostenibilità, paesaggio e innovazione sono le parole d’ordine di una nuova modalità di fruizione del territorio che la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha avviato in questi anni, sotto la presidenza di Roberta Demartin, con il programma triennale CariGO GREEN³, dando vita, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, a progetti ad alta innovazione tecnologica.

Roberta Demartin


Dopo il primo focus, con il riallestimento multimediale del Museo del Monte San Michele, e il secondo step sul Collio goriziano con “Collio XR” – innovativa esperienza di Digital Landscape che ha aperto la frontiera dell’estensione digitale del paesaggio –, nel 2020 il progetto giunge alla sua terza, e conclusiva, annualità ponendo al centro delle azioni un grande simbolo del territorio isontino: l’Isonzo. Fiume della memoria, elemento naturale di grande fascino e suggestione, nel suo scorrere da Gorizia fino all’Isola della Cona e a Grado, l’Isonzo è un luogo distintivo e unificante, oltre che uno dei fiumi più importanti nella storia d’Italia.
Grazie allo storytelling e alle più innovative tecnologie, il nuovo progetto “Isonzo XR” – ancora realizzato dall’impresa di Staranzano Ikon digital farm con il coordinamento paesaggistico di Land Srl – estende ora anche alle aree che costeggiano il fiume la modalità di fruizione adottata con il progetto Collio XR, sempre basata su un approccio esperienziale, interattivo ed immersivo, incentrato allo stesso tempo su innovazione e autenticità e sull’importanza delle connessioni lente. “Isonzo XR” suggella un percorso progettuale iniziato più di 10 anni fa nel territorio goriziano, che ha saputo coniugare natura, cultura e sviluppo economico-sociale con le nuove opportunità evolutive dell’era digitale.
Alla presentazione del progetto “Isonzo XR”, in programma stamane alle 11.30, alla riserva Alberoni di Staranzano (Rivalunga 1, all’interno della Riserva naturale regionale della Foce dell’Isonzo), interverranno Roberta Demartin, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Enrico Degrassi, co-funder e ceo di Ikon digital farm, e Andreas Kipar, co-funder e ceo Land srl.

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In copertina, la Riserva naturale della Foce dell’Isonzo. (Foto Wikipedia)