Cciaa Pn-Ud: montagna friulana per il quarto anno in saldo positivo di imprese trainato da servizi e costruzioni

La montagna del Friuli Venezia Giulia dimostra una capacità di resilienza imprenditoriale che sta invertendo la tendenza praticamente decennale: per il quarto anno consecutivo, il saldo tra iscrizioni e cessazioni di impresa (al netto delle cancellazioni d’ufficio) è risultato positivo. È questa la principale e più incoraggiante notizia che emerge dalla nuova “Analisi economica della montagna del Friuli Venezia Giulia”, elaborata dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine su dati Istat e Infocamere.
Mentre il territorio montano continua a fare i conti con un pesante calo demografico, l’economia locale, composta da 5.018 sedi di impresa registrate al 31 dicembre 2024, sta attraversando una fase di crescita. Infatti, dopo quasi dieci anni caratterizzati da saldi negativi (fino al 2020, con l’eccezione del 2018 dovuta all’ingresso di Sappada), il 2021 ha segnato la svolta con +93 sedi. Il trend è proseguito nel 2024, chiudendo con un incremento di 43 unità (+0,9% annuo).
A livello settoriale, l’incremento è stato sostenuto primariamente dal settore dei servizi, che registra la variazione percentuale maggiore (+5,5%), seguito dalle costruzioni (+1,6%). Stabile il settore primario, mentre cali hanno interessato commercio, industria, e alloggio e ristorazione. Particolarmente interessante è l’assetto produttivo specifico della montagna: il settore dell’alloggio e ristorazione ha un’incidenza percentuale che è quasi doppia rispetto alla media regionale (17,1% contro il 9,4% del Fvg), così come è superiore l’incidenza del settore primario (17,9% contro 12,7%).
Il tessuto imprenditoriale montano si distingue inoltre per una marcata presenza femminile, con una percentuale di imprese rosa del 26,4%, ben superiore al 22,5% medio regionale, e con un picco del 30,1% registrato in Canal del Ferro e Valcanale. Anche l’incidenza delle imprese artigiane (29,0% contro 28,6% regionale) e di quelle giovanili (8,4% contro 7,6% regionale) supera lievemente i valori medi del Friuli Venezia Giulia.

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La qualità della vita

«Accogliamo con soddisfazione – afferma il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo – la rinnovata presenza della provincia di Udine sul podio nazionale della Qualità della vita del Sole 24 Ore. I segnali positivi parlano di un territorio dinamico, dove la qualità della vita si intreccia con la qualità dell’ambiente economico. Registriamo miglioramenti in comparti importanti per la competitività: dagli affari e lavoro alla giustizia e sicurezza, una comunità coesa con servizi efficaci. Sono indicatori che confermano come Udine sappia offrire condizioni solide a chi fa impresa e a chi cerca opportunità di crescita professionale. Spicca inoltre un primato che racconta molto dello stile di vita del territorio: Udine è prima per densità di palestre e strutture analoghe e a questo si aggiunge l’ottima performance della cultura, che testimonia un’offerta vivace, fatta anche di librerie diffuse e luoghi di partecipazione. Significativi poi gli avanzamenti nella rappresentanza e nell’occupazione femminile, mentre i segnali legati alle opportunità economiche e al reddito confermano un tessuto produttivo capace di generare valore. La presenza piuttosto frequente di Udine ai vertici della classifica nazionale non è mai un risultato scontato: significa che ci troviamo in un luogo dove si vive bene, dove le persone possono crescere e dove imprese e lavoro hanno occasioni di sviluppo. La classifica non è però una gara, ma uno strumento che può essere utilizzato per orientarci, per capire dove si sta andando bene – e continuare così – e dove anche ci sono margini di miglioramento, su cui è necessario impegnarci, sicuramente in primis come istituzioni: questo bel risultato infatti non deve far scendere l’attenzione su temi fondamentali, come quello della sicurezza o quelli legati alla mobilità, dove possiamo sempre fare meglio».

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Questo segnale di rinnovata vitalità economica si scontra però, come detto, con la persistente emorragia demografica. L’analisi sui 58 comuni montani del Fvg, definiti secondo criteri Istat, rivela che la popolazione è scesa da 63.371 a 59.865 residenti nel periodo 2019-2025, una perdita del 5,5%. Nello stesso periodo, il calo demografico a livello regionale è stato dell’1,3%. La situazione più critica in termini relativi si registra nel Canal del Ferro e Val Canale, dove la popolazione è calata da un indice di 100 a 93,7.
«I dati di questo studio ci raccontano una montagna che, nonostante il costante e doloroso calo demografico, sta dimostrando di possedere una capacità di reagire e di attrarre iniziative, soprattutto nei servizi e nelle filiere legate al turismo e all’abitare, come l’alloggio e le costruzioni – commenta Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine -. Il saldo positivo delle imprese registrato non è un evento isolato, ma il segnale di una trasformazione che dobbiamo sostenere come istituzioni. È fondamentale continuare a monitorare con precisione l’andamento economico della montagna, perché è l’unico modo per dare basi solide alle politiche di sviluppo. Noi istituzioni abbiamo l’obbligo di creare condizioni strutturali, soprattutto migliorando infrastrutture e accessibilità, affinché si possa non solo continuare a vivere, ma anche tornare a vivere e lavorare in montagna con prospettive di futuro».
Un elemento cruciale che continua a caratterizzare la vita in montagna è l’accessibilità: ben due terzi (65,5%) dei 58 comuni montani sono classificati come periferici o, nel 8,6% dei casi, ultra-periferici. In termini di spostamenti, il “costo” per raggiungere le principali infrastrutture rimane elevato. I comuni montani distano in media 63,9 minuti dall’aeroporto più vicino (con il Pordenonese Montano a 74,5 minuti medi), 44,3 minuti dalla stazione ferroviaria con servizio passeggeri attivo (52,5 minuti in Carnia) e 23,1 minuti dall’accesso autostradale. Come nota positiva, secondo Istat risultano 30 (51,7%), i comuni montani catalogati come ad alta o molto alta densità turistica, cioè prossimi a siti di interesse.

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pn-Ud Giovanni Da Pozzo.

In Fvg 331 imprese in più nel 2023. Continua il traino dei servizi e l’edilizia figura tra le attività più dinamiche

Più imprese di costruzioni, più imprese dei servizi, in particolare attività professionali, scientifiche e tecniche, immobiliari e finanziarie-assicurative. In calo le imprese nell’agricoltura, nella manifattura e nel commercio. In Friuli Venezia Giulia le imprese crescono dello 0,34% nel 2023 (331 imprese in più) e i dati indicano in crescita, o comunque stabili, tutti i territori: Trieste +1,59% (+249 imprese nell’anno), Gorizia +0,54% (+52), Pordenone +0,09% (+22), Udine +0,02% (+8). Nel Nord Est le imprese hanno registrato un +0,47% rispetto al 2022 (con Trentino Alto Adige +1,02% e Veneto +0,49%), in Italia in media crescono dello 0,70%.
«In uno scenario economico caratterizzato da inflazione, crescenti tensioni geopolitiche su più fronti e rapidissimi cambiamenti tecnologici, il saldo 2023 per le imprese del Fvg resta quindi positivo», commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che evidenzia comunque come questo andamento non sia evidente però in tutti gli ambiti di attività: infatti, la maggior parte delle 331 imprese registrate in più negli ultimi dodici mesi opera in soli due macro-settori, ossia le costruzioni e, tra i servizi, le attività professionali, scientifiche e tecniche.
Queste alcune delle evidenze che emergono dai dati InfoCamere sull’andamento della demografia delle imprese nel 2023, il focus per il Friuli Venezia Giulia è stato elaborato dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.
In Friuli Venezia Giulia il più dinamico, in termini di crescita imprenditoriale, è il comparto delle costruzioni che, nonostante l’incertezza sulle prospettive dei bonus legati al mondo dell’edilizia che ha caratterizzato il 2023, alla fine degli scorsi dodici mesi ha contato 268 imprese in più rispetto al 2022 al netto delle cancellazioni d’ufficio (+1,80%). «Che i servizi siano trainanti negli ultimi anni è un dato che viene confermato anche in questa ricerca», aggiunge il presidente Da Pozzo, citando i numeri positivi registrati dalle imprese nel campo delle attività professionali, scientifiche e tecniche che a fine 2023 presentano un aumento significativo di 133 imprese (+3,15%), trainate da un “boom” nelle divisioni di pubblicità e ricerche di mercato e della consulenza aziendale e amministrativo-gestionale. Alla crescita hanno contribuito anche le attività immobiliari, che a fine 2023 contano 83 imprese in più dell’anno precedente (+1,53%) e quelle finanziarie e assicurative (+55 imprese, +2,45%).
A fronte di questi risultati positivi, i settori più tradizionali continuano a segnalare un restringimento della platea delle imprese. Per il commercio, il 2023 si è chiuso con una riduzione complessiva di 280 attività (-1,36% su base annua). Nell’agricoltura, il bilancio di fine anno evidenzia una riduzione complessiva di 164 imprese (-1,28%) mentre la manifattura presenta una perdita complessiva di 64 imprese (-0,63%). Una performance per quest’ultimo settore che tocca tutti comparti con l’eccezione della crescita delle imprese di riparazione, manutenzione e installazione di macchine ed apparecchiature.
La lettura dei dati dal punto di vista delle forme organizzative delle imprese conferma il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale, in atto ormai da anni. L’intero saldo positivo del 2023 è spiegato dalla crescita delle società di capitale: 572 in più in termini assoluti, pari al +2,25%. Le imprese individuali, che rappresentano più della metà dello stock di imprese esistenti, sono stabili e fanno registrare in termini relativi un +0,05%, in calo invece le società di persone (-257 imprese nel periodo, -1,39%) e le altre forme giuridiche.

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

Alta l’adesione in Friuli Venezia Giulia al “Cassetto digitale dell’imprenditore”

Il sistema camerale raggiunge un nuovo importante traguardo, l’adesione di un milione di imprenditori a impresa.italia.it, il Cassetto digitale dell’imprenditore, iniziativa avviata nel 2017 con l’intenzione di assumere un ruolo di “interfaccia” tra il mondo imprenditoriale e l’Amministrazione pubblica. In Friuli Venezia Giulia l’adesione è molto elevata: sono 26.321 le imprese che vi hanno già aderito, con una percentuale che supera ampiamente il 25% totale delle imprese, mentre la media nazionale si ferma al 16,5%.

Giovanni Da Pozzo


Il Cassetto digitale – riferisce la Camera di Commercio di Pordenone-Udine guidata da Giovanni Da Pozzo – consente a tutti gli imprenditori italiani di accedere ai documenti ufficiali della propria azienda, depositati al Registro imprese degli enti camerali, per scaricarli gratuitamente – anche in mobilità – e condividerli in modo facile, sicuro e veloce.
Si tratta di un risultato significativo, con una crescita delle attivazioni del 100% in poco più di un anno, frutto dell’impegno di tutto il Sistema Camerale e di InfoCamere, nell’azione di partnership istituzionale con le imprese, per la messa a disposizione di strumenti digitali di reale semplificazione e innovazione. Questo traguardo è un segnale di come il Sistema Camerale stia interpretando il concetto di trasformazione digitale, prioritaria per il mondo produttivo e per il sistema Paese, per il tramite di iniziative concrete: ogni cassetto digitale, infatti, rappresenta un imprenditore dotato di identità digitale che, grazie all’utilizzo di smartphone e tablet, acquisisce sempre maggior consapevolezza del valore del patrimonio informativo delle Camere di Commercio aperto alle esigenze della propria impresa.

Il Cassetto digitale dell’imprenditore nell’anno pandemico – Il servizio ha visto aderire, senza oneri, tutte le diverse forme di impresa, con alcuni importanti cluster economici quali le società di capitali e le imprese individuali che rappresentano il 79% delle attivazioni. Rispetto al periodo pre-covid, l’esplosione dell’emergenza sanitaria ha visto raddoppiare le adesioni e quadruplicare la frequenza media degli accessi giornalieri al cassetto digitale – passati da 1500 a 7300 – triplicando quelli mediante Spid (il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale). Dal cassetto, gli imprenditori hanno potuto scaricare fino ad oggi – senza alcun costo – 2,5 milioni di documenti ufficiali delle proprie aziende, con una media giornaliera che, rispetto al periodo pre-covid, è passata da 1300 a 3700 documenti.
Tra questi, la visura (anche in inglese), l’elenco dei soci e degli amministratori, l’atto costitutivo, lo statuto, il bilancio, la storia delle modifiche, la fusione, la nomina di amministratori, la procura, il fascicolo d’impresa, la dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione al Registro Imprese per ogni firmatario e molto altro ancora. Dal cassetto, ognuno di questi documenti può essere condiviso in tempo reale e sempre senza alcun costo non solo con la Pa ma anche con partner, clienti, fornitori, banche, professionisti.

Chi sono gli imprenditori “digitali” e cosa fanno le loro imprese:

– L’85% è a capo di un’azienda con meno di 10 addetti, il 25% è donna, il 56% ha un’età compresa tra i 45 e i 65 anni e il 20% guida un’azienda del commercio.

– Milano (75mila), Roma (68mila) e Napoli (33mila) le province con il maggior numero di cassetti attivati. In rapporto alle imprese del territorio, però, spiccano le province di Calabria e Puglia (con tassi di utilizzo superiori al 30%), e del Friuli Venezia Giulia (intorno al 25%).

– Quasi il 60% delle adesioni riguarda proprietari di quote o azioni, titolari o amministratori unici. La metà (il 51%) delle imprese ha la forma di società di capitali (quasi tutte Srl) e il 27% quella di imprese individuali, a testimonianza dell’interesse suscitato dal servizio delle Camere di Commercio verso le imprese più piccole e a maggiore rischio di marginalizzazione digitale.

Come si accede:

Per accedere al Cassetto Digitale basta collegarsi al sito impresa.italia.it ed entrare attraverso gli strumenti di identità digitale che consentono di identificare il cittadino-imprenditore: lo SPID (il Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la CNS (la Carta Nazionale dei Servizi). Per chi ne fosse sprovvisto, è possibile ottenerli rivolgendosi alla propria Camera di Commercio.

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In copertina e all’interno ecco due immagini della sede udinese dell’ente camerale Pn-Ud.

Debuttano i canali YouTube per imprese e giovani dell’Ente camerale Pn-Ud

Una comunicazione più immediata, di pratica fruizione ed efficace. La Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha voluto avviare un proprio canale YouTube per integrare con video-servizi, tutorial e momenti formativi la sua attività di comunicazione. Il canale camerale si trova con il profilo UP!Economia, esattamente come il mensile della Cciaa, che riunisce le comunicazioni di entrambe le sedi dell’ente, ma anche l’azienda speciale Concentro, a Pordenone, ha avviato un canale specifico per attività di info-formazione, rivolte direttamente alle imprese, su temi di attualità riguardanti l’economia e la gestione dell’azienda e i suoi rapporti con la Pubblica amministrazione. I canali sono implementati progressivamente.
UP!Economia, proprio di recente, si è arricchito di due playlist dedicate agli studenti e ai giovani, ma ovviamente utili per tutti gli interessati alle tematiche trattate. Una in particolare costituisce una questione molto sentita e molto delicata, ossia “il pensiero critico” (che è proprio il titolo di una delle playlist), in cui si vuole aiutare i ragazzi a destreggiarsi nel mondo online, a ragionare sui contenuti e sulle fonti delle informazioni che vengono diffuse attraverso Internet e i social. Altra playlist dedicata con particolare attenzione ai giovani è quella sull’Orientamento scuola-lavoro, che parla appunto, con l’aiuto di efficaci video-grafiche, di come avvicinare due mondi che devono dialogare e integrarsi sempre più. Entrambe le playlist sono state presentate in anteprima alle scuole del territorio e sono state pubblicate su YouTube per essere facilmente e immediatamente fruibili da tutti gli istituti in qualsiasi momento per affrontare queste tematiche nella didattica quotidiana. Ovviamente, sono state lasciate “aperte”, cioè pubbliche, a beneficio di tutti.
Il canale Concentro è invece orientato a dare evidenza alle attività dell’ente, a partire dal focus su tematiche di particolare rilevanza aziendale, affrontate anche qui con l’intervento di esperti: si spiega per esempio come creare un budget di cassa, si approfondiscono le forme di debito, ma anche le opportunità di contributo del Decreto rilancio, nonché il bonus locazioni. Tutte questioni di attualità che possono essere utili agli imprenditori e ai lavoratori per la propria attività d’impresa.

Crediti d’imposta, intesa
Infocamere-Commercialisti

Diventa pienamente operativa e si rafforza – grazie alla collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – la piattaforma web SiBonus (sibonus.infocamere.it), l’iniziativa con cui InfoCamere, società delle Camere di commercio per l’innovazione digitale, consente alle pmi e ai titolari di crediti fiscali di cederli per ricavare liquidità immediata e, ai soggetti interessati, di acquisire crediti certi da portare a compensazione o rimborso delle imposte attraverso una transazione sicura, semplice e affidabile. In coincidenza con questo passaggio, suggellato dalla conclusione dei primi contratti, InfoCamere e Commercialisti hanno siglato un’intesa per favorire un più ampio coinvolgimento dei professionisti alle procedure di cessione e acquisizione dei crediti, a supporto di imprese e cittadini. Dopo una prima fase di raccolta di adesioni e di pubblicazione degli annunci di offerta – avviata a inizio novembre dello scorso anno – da pochi giorni nel portale sono state messe a disposizione degli utenti anche le funzionalità di acquisto – oggetto di sperimentazione nei mesi di dicembre e gennaio – rendendo possibili i primi scambi. Obiettivo dell’iniziativa di InfoCamere, avviata per conto del Sistema camerale, è quello di favorire la circolazione di liquidità nel mercato per stimolare e supportare la ripresa delle attività economiche in un settore vitale e a forte incidenza occupazionale come quello delle costruzioni.
“Le risorse messe a disposizione attraverso il cosiddetto Superbonus e tutti gli altri interventi in ambito edilizio di cui il decreto Rilancio ha previsto la trasferibilità del credito, possono dare una spinta significativa per aiutare un pezzo importante del sistema economico a riprendere il passo verso la normalità“ ha detto il Presidente di InfoCamere, Lorenzo Tagliavanti. “I dati del Registro delle Imprese segnalano come nel 2020 il perimetro delle imprese nel settore delle costruzioni ha ripreso ad espandersi e questo è un segnale che gli stimoli attivati dalla normativa hanno colto nel segno. Con l’iniziativa SiBonus vogliamo assecondare e favorire questi processi e, grazie al coinvolgimento attivo del mondo delle professioni più vicine alle imprese – come quella dei Dottori Commercialisti – siamo fiduciosi che i risultati non mancheranno”. “Grazie alla collaborazione che avviamo con un partner importante come InfoCamere” ha aggiunto il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Massimo Miani “i commercialisti italiani si confermano attori importanti nella filiera di competenze ogni giorno impegnata per il migliore utilizzo possibile del Superbonus e del Sismabonus. Una centralità che ci deriva dalla vicinanza al tessuto imprenditoriale del nostro Paese. Dal successo e dalle diffusione della piattaforma SiBonus possono evidentemente derivare grandi opportunità per la ripartenza di un settore storicamente strategico della nostra economia. Per questo ci impegneremo per la piena attuazione dell’accordo siglato con InfoCamere”.
La convenzione biennale sottoscritta tra InfoCamere e CNDCEC prevede specifiche funzionalità dedicate ai commercialisti iscritti alla piattaforma, nel ruolo di professionisti delegati a supportare cedenti o cessionari. A questo fine, InfoCamere fornirà un supporto di help-desk a vantaggio dei professionisti iscritti, che potranno avvalersi di un servizio di consulenza dedicato per chiarimenti e assistenza sul funzionamento delle procedure. Da parte sua, il Consiglio nazionale si impegna a favorire la diffusione della piattaforma e la sua evoluzione, anche ponendo in essere comunicazioni verso i professionisti sull’accordo e su eventuali attività formative promosse da InfoCamere. L’iniziativa prevede il supporto della controllata Iconto srl in veste di Istituto di Pagamento per la gestione dei flussi finanziari e si realizzerà in partnership con Sinloc Spa (società di consulenza e investimento che ha nel proprio azionariato dieci fondazioni bancarie).
Il credito d’imposta è un qualsiasi credito che il contribuente vanta nei confronti dello Stato. Può essere utilizzato per compensare eventuali debiti nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, quando ammesso, se ne può chiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi. Con il Decreto Rilancio, il governo ha introdotto un’importante novità, consentendo ai soggetti fisici o giuridici la possibilità di cedere a terzi il credito d’imposta maturato a seguito di interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica (i c.d. Superbonus 110%, Ecobonus, Sismabonus, bonus ristrutturazione e bonus facciate). Secondo i dati elaborati dai bilanci depositati nel 2019 presso il Registro delle Imprese, le società di capitale italiane aggregano una capacità di compensazione di crediti tributari superiore ai 50 miliardi di euro. Un’enorme potenziale leva economica che, se rapidamente attivata, può contribuire a rilanciare i consumi delle famiglie e il fatturato delle imprese.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

 

Emergenza e commercio aperto. Ma da oggi in Fvg nuovo giro di vite

di Gi Elle

Nuovo giro di vite, in Friuli Venezia Giulia, nelle restrizioni individuate per frenare la diffusione del Coronavirus. Il governatore, Massimiliano Fedriga, ha infatti firmato – informa Arc – una nuova ordinanza che dalla giornata odierna, oltre a vietare di uscire per passeggiate o per attività sportive all’aperto, impone ai sindaci la chiusura di tutti i luoghi di aggregazione pubblici o aperti al pubblico, nonché lo stop, ogni domenica, di tutti gli esercizi commerciali di qualsiasi natura, fatte salve le farmacie, le parafarmacie e le edicole. Il testo dell’ordinanza ha validità appunto da oggi 20 marzo fino al 3 aprile, salvo proroghe. Per quanto concerne l’accesso agli esercizi aperti al pubblico, è limitato a un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone.

Ma quanti sono in Italia gli esercizi che continuano a rimanere aperti nell’emergenza sanitaria? Sono mezzo milione quelli commerciali e quelli dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che funzionano in base al decreto del Governo anti-Coronavirus. Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull’intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.
Il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari – come si rileva da una nota diffusa dall’ente camerale di Pordenone-Udine – si trova in Campania (quasi 33mila con 37mila dipendenti), che vanta la maggior rete a livello nazionale di piccoli esercizi commerciali al dettaglio (oltre 19mila), di minimarket (quasi 11mila) e di negozi di prodotti surgelati (633).
Di “taglia” maggiore sono invece gli oltre 25mila esercizi alimentari della Lombardia, seconda per diffusione di punti vendita di questo settore, al cui interno lavorano oltre 82mila dipendenti. Non a caso, questa regione vanta il maggior numero di Ipermercati attivi nel Paese (212 con 23mila dipendenti), ai quali si affiancano 2.100 Supermercati, in cui lavorano 38mila persone. Non mancano, però, anche i negozi di vicinato: quasi 15mila quelli presenti sul territorio con 12mila dipendenti.

Ampia la disponibilità di esercizi commerciali dedicati al cibo e alle bevande anche nel Lazio: oltre 24mila quelli presenti con 44mila dipendenti. Nella regione della Capitale, in cui un po’ tutte le tipologie di vendita alimentare sono rappresentate, si concentra il maggior numero di discount a livello nazionale: 363 con quasi 4mila dipendenti. La regione è anche al secondo posto per diffusione di Ipermercati (90 con quasi 2mila lavoratori) e al terzo posto (dopo Campania e Sicilia) per presenza di Supermercati (oltre 2.500 con più di 21mila lavoratori).A seguire per capillarità di punti vendita alimentari la Sicilia (quasi 21mila con oltre 32mila dipendenti e il primato nazionale per numero di Supermercati) e la Puglia (oltre 18mila e 28mila lavoratori).
La nota della Camera di commercio friulana ricorda, infine, che sfiorano quota 47mila e i 96mila dipendenti le farmacie, parafarmacie e i punti vendita dedicati agli articoli sanitari e per l’igiene ai quali i provvedimenti di contrasto al Coronavirus chiedono di restare aperti al pubblico. I numeri più elevati si trovano in Lombardia, Campania, Lazio, Sicilia e Puglia. La Lombardia ha il numero maggiore di farmacie, la Campania quello delle parafarmacie e di punti vendita di articoli medicali e ortopedici, la Sicilia quelli di prodotti igienico-sanitari.

La Camera di commercio di Udine.

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In copertina, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

Cassetto digitale delle imprese: Udine e Pordenone leader

Stabilmente primi in Italia, con ben 13.767 imprese aderenti, un tasso di adesione del 18,2% delle imprese registrate: quello della Camera di Commercio di Pordenone-Udine si conferma il territorio in cui gli imprenditori utilizzano maggiormente il “Cassetto digitale dell’imprenditore”, servizio online delle Camere di Commercio realizzato da InfoCamere, che garantisce alle imprese, in modo gratuito, di accedere sempre a tutta la documentazione della propria azienda conservata nel Registro delle Imprese, di averla cioè a portata di smartphone o computer in qualsiasi momento, in modo facile e sicuro. Su base Italiana, sono già oltre 529 mila le imprese aderenti, con un tasso di adesione su base nazionale dell’8,7%.

«Siamo sempre stati ai vertici nazionali per partecipazione del sistema produttivo a questo servizio – spiega in una nota il presidente della Cciaa di Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo –, e ciò ci fa capire come le nostre imprese siano attente e sensibili alle iniziative di semplificazione della burocrazia e dei rapporti con la Pubblica amministrazione, tramite servizi messi a disposizione online. Questo servizio è un tassello significativo della più ampia attività di promozione e sensibilizzazione in tema di digitalizzazione dei rapporti tra imprese e Pa che la nostra Cciaa, così come tutto il sistema camerale, sta portando avanti con impegno e con sempre nuove iniziative».

Tra i documenti accessibili tramite il Cassetto digitale ci sono le visure (anche con il servizio di traduzione in inglese), ma anche statuto e bilanci e tutte le pratiche inviate al Suap, nonché le fatture elettroniche, per chi utilizza il portale gratuito per la fatturazione elettronica messo a disposizione dalle Camere di Commercio alle imprese iscritte. Elevatissimo, tra l’altro, il numero di documenti scaricati dagli imprenditori di Pn-Ud, che arriva (dato al 3 febbraio 2020) a 27.988 documenti, ed elevate anche le nuove adesioni, che solo nel primo mese del 2020 sono state 481.
Accedere al Cassetto digitale è facile e sicuro. È sufficiente digitare http://impresa.italia.it ed essere in possesso delle identità digitali che consentono di identificare il cittadino-imprenditore: lo SPID (il Sistema Pubblico di identità digitale) o la CNS (la Carta Nazionale dei Servizi). Per aprire il cassetto digitale o per informazioni su come avere l’identità digitale si può contattare la Camera di commercio di Pordenone-Udine, collegandosi tramite www.pnud.camcom.it.

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.