Efasce, oggi prima giornata dell’Incontro (a Pordenone) dei corregionali all’estero

Tutto pronto, oggi, per la prima giornata dell’Incontro dei corregionali all’estero dell’Efasce (l’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti), giunto alla sua 44ma edizione: a partire dalle 17 dal Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone si terrà con un’innovativa formula tra pubblico in presenza, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate da varie parti del mondo. Una formula già sperimentata con successo lo scorso anno, quando è stato lanciato il tema “Connessi per creare il futuro” che verrà sviluppato pure in questo 2021 sempre mettendo al centro le esperienze dei corregionali all’Estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia.

Filippo Trevisan

S’inizia, dunque, oggi alle 17 con i discorsi di apertura, a partire dal presidente Efasce, Gino Gregoris. A seguire Filippo Trevisan, professore associato di Comunicazione pubblica all’American University di Washington Dc, viene intervistato su “La politica Usa dopo la pandemia: dialogo sul sogno americano”. Poi speech di Anna Cupani, responsabile comunicazione Istituto di Data Science, Imperial College London su “Numeri per ripartire, la scienza al servizio della popolazione”. Alle 21, evento riservato ai corregionali all’estero, concerto di Cristina Zavalloni “Parlami di me”: le canzoni di Nino Rota per il cinema italiano.

Filippo Trevisan – Originario di Codroipo, è professore associato di Comunicazione pubblica all’American University, Washington Dc. La sua ricerca esplora l’impatto dei media digitali su attivismo e comunicazione politica. Studia come sia i “movimenti dal basso” che i partiti politici usano le piattaforme digitali, in combinazione con metodi più tradizionali di protesta e comunicazione strategica, per indirizzare i dibattiti su questioni controverse e influenzare importanti decisioni politiche. Autore di numerosi libri, articoli e pubblicazioni su riviste internazionali di scienza politica e comunicazione.

Anna Cupani – Originaria di Pordenone, è responsabile comunicazione e collaborazioni esterne Istituto di Data Science Imperial College London. Una formazione scientifica che passa per una laurea in chimica all’Università di Padova, un master in scienze molecolari e un dottorato di ricerca in ingegneria chimica. Il suo interesse per il trasferimento tecnologico, per il tradurre le scoperte scientifiche in innovazione che raggiunga la collettività e per il lavoro interdisciplinare, l’ha portata a sviluppare attività che aiutano i ricercatori. Dal sostegno nella promozione della loro ricerca accademica in varie sedi, dal World Economic Forum al Parlamento britannico, a collaborare con le istituzioni per definire nuove leggi e regolamenti, a stabilire collaborazioni tra industria e ricerca accademica.

Gino Gregoris

L’Incontro è realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il contributo di Bcc Pordenonese e Monsile e con il patrocinio del Comune di Pordenone e Camera di Commercio Pordenone – Udine. Tutti gli interventi saranno trasmessi in diretta streaming (e poi successivamente a disposizione per essere rivisti) sul sito www.efasce.it,sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Efasce – Pordenonesi nel Mondo.

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In copertina, Anna Cupani, responsabile comunicazione Istituto di Data Science, Imperial College London.

Pordenone, ripresa e sviluppo dopo l’emergenza nell’augurio degli emigranti

La giovane virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, ha dedicato attraverso un video molto apprezzato un brano ai corregionali scomparsi a causa del Covid-19. Così, anche il suo è stato un ricordo affettuoso per chi non c’è più unito alla voglia di guardare al futuro attraverso le visioni dei manager che stanno affrontando, in Friuli Venezia Giulia e nel mondo, le nuove sfide dell’innovazione: questi gli spunti emersi nel 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, che sabato alla Fiera di Pordenone è avvenuto con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate non solo dall’Italia ma anche da Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela, Paesi in cui sono attivi i Segretariati dell’Efasce. L’incontro è stato organizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, nonché con il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Laura Bortolotto

Il saluto di Gregoris

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è stato il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si è aperta con il saluto del presidente dell’Efasce, Gino Gregoris. “Dopo il Coronavirus – ha affermato nel suo indirizzo di saluto – abbiamo l’occasione di ripensare il futuro per il nostro territorio, forti anche dei collegamenti con i nostri corregionali, sia quelli di recente emigrazione che con quelli dell’emigrazione storica o loro discendenti di seconda e terza generazione. Gli spunti e le visioni fornitici dall’Incontro 2020 li svilupperemo nel corso del prossimo anno, quando forse non potremo viaggiare molto all’Estero ma terremo sempre i contatti con i nostri Segretariati e organizzeremo diverse iniziative online, dai corsi d’italiano a un progetto, che stiamo elaborando, di prospettive di sviluppo legate all’Expo 2021 a Dubai”.

Massimiliano Fedriga

E delle Istituzioni Fvg

Con un videomessaggio ha portato il proprio saluto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha rimarcato l’importanza dell’azione dell’Ente nei rapporto con i nostri emigrati (messaggi video anche dall’assessore regionale ai corregionali Pierpaolo Roberti e dall’onorevole Luca Sut). Presente invece in sala il vicegovernatore Riccardo Riccardi, il quale ha ricordato come la Regione sia stata un esempio per la gestione della crisi Coronavirus, grazie anche a una cittadinanza pronta a rispettare le regole e che adesso, con una presenza di nuovi contagiati riconducibili per la gran parte a casi d’importazione, occorre non drammatizzare ma neanche sottovalutare la situazione, promuovendo una sorveglianza sanitaria omogenea assieme agli altri Paesi. Citando il senatore Mario Toros, che così si era espresso ai tempi del terremoto del 1976, ha infine sottolineato come gli emigranti del Friuli Venezia Giulia si siano fatti apprezzare nel mondo e questo ha fatto scattare allora come adesso una grande solidarietà internazionale.
Il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, sulla stessa linea, ha ricordato il grande ruolo dei corregionali all’estero come ambasciatori della nostra terra, mentre monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha sottolineato l’importanza di continuare a dialogare tra i vari Paesi di accoglienza e di incontrarsi anche con la formula innovativa scelta per il convegno 2020. Presente anche in rappresentanza del Comune di Pordenone il vicesindaco Eligio Grizzo, a testimonianza del proficuo rapporto dell’Efasce con i Comuni del territorio di cui la città, come Grizzo ha ricordato, è capofila, felice di collaborare con Efasce per il mantenimento dei contatti con i corregionali. Presenti in sala diversi sindaci e amministratori locali di altri Comuni del territorio, nonché consiglieri regionali (come Emanuele Zanon e Chiara Da Giau). Presenti pure gli Enti amici Giuliani nel Mondo, con il direttore Fabio Ziberna, e l’Unione Emigranti Sloveni, con la presidente Graziella Coren.

L’inizio dei lavori.

Lo sprone di Confindustria

Nella sua prolusione d’apertura lavori, “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”, il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti ha annunciato lo studio di un piano per i prossimi 200 giorni che gli industriali italiani presenteranno al Governo riguardo l’utilizzo dei fondi del Recovery fund europeo. Ha inoltre spronato a investire in innovazione, a partire dalla scuole di ogni grado fino al 5G che non deve essere demonizzato e a riflettere sugli squilibri dello smart working tra colletti bianchi che possono portarsi il lavoro a casa e colletti blu che invece devono rimanere in azienda. Sulla ripresa, ha detto che ci sono segnali confortanti per il manifatturiero locale, con ordini che arrivano sino a fine anno, magari rallentati ma comunque presenti, mentre alcune aziende stanno vivendo un boom, citando l’esempio della Jacuzzi di Valvasone Arzene che sta ricevendo tanti ordini per mini-piscine. Ha infine rivolto un invito a mantenere vivo il dialogo con realtà che stanno soffrendo come il Venezuela, in cui vivono molti corregionali.

Autorità e relatori.

Preziose testimonianze

Tanti spunti interessanti dal dialogo con i manager attivi in Friuli Venezia Giulia o che da qui sono partiti vedendo apprezzato il loro talento all’estero. Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, ha ricordato i suoi inizi in un pollaio adattato a primo laboratorio suggerendo ai giovani di prepararsi per partire nei loro progetti con il piede giusto. Sul lockdown ha raccontato di come abbia permesso alla sua azienda di prendere strade nuove: è stata allestita una sala multimediale per tenere i contatti giornalieri con clienti, agenti e fornitori in tutto il mondo e uno showroom digitale per presentare i prodotti. Sul Made in Italy ha confermato come sia sempre apprezzato per il gusto del bello che viene riconosciuto ai nostri prodotti, e in particolare a quelli del Nordest per l’abilità nel creare in poco tempo novità.
Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, ha raccontato di come sia fiera delle sue radici friulane, tanto da utilizzare, quando deve spiegare all’estero da dove proviene, l’espressione “una regione che è la Silicon Valley italiana”, visto che le start up odierne sono quello che imprenditori illuminati del passato facevano qui partendo con le proprie aziende familiari. Anche lei deriva da una di queste, essendo figlia di imprenditori, e dalle sue esperienze internazionali ha rimarcato il concetto della cultura del fallimento, che all’estero non è visto in negativo purché sia rapido e poco costoso: si tentano nuove strade senza paura, ma se si vede che non danno risultati si passa rapidamente ad altro, arricchiti comunque da nuove esperienze.
Concetto che ha riportato anche Massimo Pascotto, pordenonese a capo di Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines: nel presentare in videocollegamento dalla Svezia alcuni dei progetti più innovativi che ha seguito recentemente (su tutti quello del primo passeggero imbarcato in aereo facendo il check-in con un microchip), ha spiegato come l’innovazione “costi” comunque impegno, ma ha messo l’accento anche sugli acceleratori digitali per sviluppare le idee e su come sia fondamentale anche una visione ampia che trascenda le singole competenze tecniche, citando l’esempio visionario di Steve Jobs.
Massimo Baù di Cecchini di Pasiano, professore associato alla Business school di Jönköping (Svezia), pure videocollegato, ha invece raccontato come nel mondo sia apprezzata la specificità italiana delle aziende familiari, che sono circa il 60%. Mentre Lisa Roman, vicepresidente dell’Efasce di Philadelphia, ha rimarcato l’importanza per i giovani discendenti degli emigranti della prima generazione di mantenere vivo l’uso della lingua italiana.

Settore della platea.

L’auspicio per il 2021

Conclusioni affidate, infine, alla vicepresidente di Efasce Luisa Forte: “Il lockdown ci ha portato a provare nuove strade per la nostra azione di vicinanza ai corregionali: con il lavoro di squadra che ha caratterizzato gli ultimi mesi vogliamo continuare, all’insegna dell’elasticità e freschezza che abbiamo potuto toccare con mano nelle esperienze di questo Incontro 2020”.
Ricordiamo che l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dai paesi tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela. L’ultima edizione dell’incontro tra corregionali “in presenza”, quella del 2019, era stata ospitata a Caneva con un grande piacere di incontrarsi per i 150 partecipanti. E ora la speranza è quella di potersi ritrovare fisicamente nel 2021, una volta superata definitivamente questa dura emergenza sanitaria causata dalla pandemia.

Lo stemma dell’Efasce.

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In copertina, ecco il saluto del presidente Gino Gregoris.

Emigranti, ripartire innovando: a Pordenone connessi con il futuro

Le voci di chi sta coniugando ripartenza e innovazione nella nuova era determinata dal Coronavirus: rappresentanti del mondo industriale, rimasti in Friuli Venezia Giulia ma che dialogano con il mondo o da qui partiti per esperienze professionali di livello pur rimanendo legati alla terra di origine, sono i protagonisti del 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che domani, 25 luglio, alla Fiera di Pordenone si svolgerà con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online. Appuntamento pertanto alle 18, in sala Zuliani, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Gino Gregoris

Paolo Vernier

Michelangelo Agrusti

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si aprirà con il saluto del presidente dell’Efasce Gino Gregoris. “Reduci da settimane impegnative – ha affermato Gregoris -, in cui però abbiamo mantenuto i contatti con i nostri corregionali, siamo pronti a fare il punto su quanto svolto nell’ultimo anno e a guardare al futuro, coma da oltre un quarantennio facciamo ogni ultimo fine settimana di luglio. Essere riusciti a realizzare comunque il nostro Incontro, senza rimandarlo al 2021, è un primo concreto segnale di fiducia verso nuovi traguardi, superando le difficoltà dettate dal Coronavirus. Sarà interessante ascoltare le visioni di futuro che porteranno i nostri ospiti, con spunti che andremo a concretizzare nei prossimi mesi. E sarà infine bello ritrovarsi e condividere di nuovo un pezzo di strada insieme”.

Anna Bortolussi

Il keynote di apertura dei lavori sarà affidato al presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sul tema “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”. Case study della giornata sarà quello del Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines, al cui capo c’è il pordenonese Massimo Pascotto. Poi due interviste ad altrettante persone del territorio che gestiscono realtà dalla spiccata internazionalizzazione: a Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, che racconterà come “Progettare il futuro”, e ad Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, che racconterà “Trasformazione digitale e corporate startup innovation”.

Laura Bortolotto


Inoltre, l’Incontro vedrà la straordinaria partecipazione della virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Con centinaia di concerti internazionali, nel 2016 è stata proclamata Alfiere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Regalerà alla platea alcuni dei pezzi principali del suo repertorio.

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In copertina, Massimo Pascotto della Scandinavian Airlines.

Sabato in streaming da Pordenone l’incontro Efasce con gli emigranti

Neanche l’emergenza Coronavirus ferma l’Incontro dei corregionali all’Estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che il 25 luglio a Pordenone vivrà la sua 43ª edizione. L’esperienza vissuta durante il lockdown, con collegamenti via web e telefono costanti con i vari Segretariati Efasce attivi in 15 Paesi, ha di fatto rappresentato lo spunto per non rinunciare all’edizione 2020: i corregionali dall’estero non potranno raggiungere la regione, ma potranno essere lo stesso protagonisti grazie alla diretta streaming in programma. In fase di definizione la scaletta dei relatori, che sarà presto ufficializzata, ma già si conosce il titolo dell’incontro: “Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia”.
L’evento è in programma, come detto, sabato prossimo, alle 18, nella sala Zuliani di Pordenone Fiere, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e in collaborazione con il Comune di Pordenone e la Diocesi di Concordia-Pordenone.

Il presidente Gino Gregoris.

“Non volevamo perdere un anno e rimandare al 2021 – spiega il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris -, ma anzi prendere spunto dal momento di difficoltà che vive tutto il mondo a causa della pandemia per confrontarci con i nostri corregionali e soprattutto vivere questa occasione come un nuovo inizio nei rapporti tra loro e l’Efasce. Durante il lockdown abbiamo avviato il progetto “4 chiacchiere con…” dedicato principalmente alla “nuova emigrazione”, ovvero chi è partito negli ultimi 10-15 anni. In queste conversazioni in streaming abbiamo scoperto non solo giovani e adulti di altissimo profilo professionale, ma anche molto legati al territorio d’origine di cui hanno in un certo senso “riscoperto” il valore proprio vivendo all’estero. Da qui è nata l’idea del convegno di quest’anno. Ora il progetto prosegue con i discendenti dei nostri emigranti dell’Ottocento-Novecento, nati all’estero ma profondamente legati alle loro radici. Saranno quindi tre le parole chiave su cui ci muoveremo: ripartenza, futuro e innovazione, chiedendo anche ai nostri corregionali la loro visione e le loro idee per il Friuli Venezia Giulia post Covid-19″.

Il progetto “4 chiacchiere con…” fornirà diversi spunti di riflessione per l’Incontro. Come quelli emersi dall’intervista a Eleonora Cecco, originaria di San Vito al Tagliamento (dove ha avuto come insegnante Luisa Forte, vicepresidente Efasce), che lavora a Dubai dove è responsabile marketing e comunicazione in una importante azienda, la quale ha raccontato come la resilienza per i giovani espatriati sia importante e come le moderne tecnologie aiutino a mantenere i contatti con la famiglia e la terra d’origine, nonché a lavorare durante il lockdown. Gianni Cereser, originario di Prata di Pordenone, invece in Danimarca lavora come web designer per una banca a Copenaghen: ha consigliato ai giovani, che purtroppo troveranno ancora meno opportunità di lavoro a causa della crisi economica derivante dal Coronavirus, di mettersi in gioco, a partire da tante cose che si possono imparare frequentando corsi online.

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela.

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In copertina, Eleonora Cecco; qui sopra, Gianni Cereser.

 

A Caneva l’incontro dei corregionali all’estero in arrivo da 15 Paesi

Tutto pronto a Caneva per ospitare il 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Efasce, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti: dal 27 al 28 luglio il centro collinare, ultimo Comune friulano prima del Veneto con il quale condivide l’area del Cansiglio, sarà il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Un legame forte in chi è emigrato in prima persona come anche in chi discende da coloro che compirono i viaggi verso tutti i continenti e che magari tornano proprio per rinsaldare le proprie radici friulane.
Ad accoglierli il presidente dell’Efasce, Aniceto Cesarin, assieme al sindaco di Caneva, Andrea Attilio Gava, con un ricco programma nel quale tutti i delegati dei vari segretariati Efasce nel mondo (sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela) troveranno spazi e momenti per confrontarsi con i corregionali che vivono in altri Paesi. Attese circa 150 persone.
La scelta di Caneva è stata effettuata perché in questi ultimi anni il Comune pordenonese ha lavorato a stretto contatto con la municipalità di Fagundes Varela, nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, dove ancora oggi vive una folta comunità di origini friulane, discendente delle famiglie contadine arrivate proprio da Caneva tra 1888 e 1893. Un lavoro che ha portato alla firma di un Patto di fraternità sottoscritto nell’aprile del 2015 e che verrà rinforzato proprio in occasione dell’Incontro di questo fine settimana.

L’anteprima sarà venerdì 27 luglio a Pordenone, dove il sindaco Alessandro Ciriani ansieme al collega canevese Gava accoglierà le delegazioni provenienti dalle varie parti del Mondo e il direttivo Efasce. Sabato 27 luglio all’Auditorium comunale di Caneva in via Trieste dalle 9 si entrerà nel vivo dei lavori con il convegno “Le lingue degli emigranti. Le radici del Taliàn”. Ad aprire la mattinata i saluti del sindaco Gava, del presidente Cesarin e del vescovo di Concordia Pordenone monsignor Giuseppe Pellegrini. Al convegno, moderato dal giornalista del Messaggero Veneto Enri Lisetto, interverranno la professoressa Carla Marcato (Università di Udine), la dottoressa Vanessa Lovisa (Segretariato di Toronto) e Argel Rigo (coordinatore Efasce Brasile). A mezzogiorno presentazione del Libro “L’emigrazione nel Friuli occidentale: Cavasso Nuovo” di Javier P. Grossutti e testimonianze dei partecipanti ai progetti Stage per giovani discendenti di corregionali e Ri-Scoprire il Friuli. Conclusioni a cura del vicepresidente dell’Efasce Gino Gregoris. Alle 12.15 consegna del Premio “Odorico da Pordenone” e delle benemerenze del Comune di Caneva. Alle 13 pranzo a buffet per corregionali e partecipanti alla mattinata.

Domenica 28 luglio alle 9.30 ritrovo al monumento ai Caduti di Caneva, per i saluti e la deposizione della corona. Si formerà il corteo accompagnato dalla Banda “Amici della Musica” di Tamai per raggiungere la chiesa di san Tomaso apostolo, dove la Santa Messa sarà celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone, monsignor Ovidio Poletto. Alle 12.30 si raggiungerà il castello per il pranzo comunitario curato dalla Pro Loco Castello Caneva (funzioneranno delle navette per salire e scendere dal colle).

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In copertina, la chiesa di San Tomaso a Caneva nel Pordenonese.