Costi dell’energia, Confcooperative Fvg preoccupata: «Situazione insostenibile»

«C’è forte preoccupazione delle imprese cooperative regionali per l’incremento dei costi energetici: i settori maggiormente presidiati dalla cooperazione non possono sospendere l’attività senza interrompere l’erogazione di servizi fondamentali ai cittadini o a intere filiere di trasformazione». È l’allarme che viene dal presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia, Daniele Castagnaviz, all’indomani del vertice delle categorie economiche in Regione Fvg, giudicato positivo dall’associazione: «Un incontro molto utile. È chiaro, infatti, che in questa fase il confronto fra tutte le istituzioni e tutte le categorie è fondamentale perché il momento – e il prossimo inverno ancora di più – rischia di vedere le imprese in forte difficoltà, anche perché spesso indebolite, ad esempio sotto il profilo patrimoniale, dai due anni di pandemia».

Nicola Galluà

Foto Petrussi

Gli incrementi interessano tutti i settori; quelli più energivori sono i più colpiti. Non c’è infatti solo la grande industria, ma anche molte imprese dei servizi, del sociale e dell’agroalimentare sono gravate da costi energetici insostenibili. E gli aumenti, fanno sapere gli uffici regionali di Confcooperative che nei giorni scorsi hanno compiuto una ricognizione puntuale, vanno da 2 a 4-5 volte i costi abituali, a seconda del settore, con punte del +346 per cento per la bolletta del gas segnalata da alcuni nidi d’infanzia; del +137 per cento per la bolletta luce delle cooperative della pesca mentre, in alcuni settori dell’agroalimentare, gli aumenti arrivano anche a 4-5 volte i costi “normali”, con le situazioni più serie che si riscontrano per l’ortofrutta e il vitivinicolo e per il comparto cerealicolo. Da notare, peraltro, che in questi due ultimi ambiti il periodo settembre-ottobre è quello in cui si registrano anche le punte massime di consumo energetico per l’attività delle presse e del raffreddamento delle uve in cantine, e per i costi di essiccazione di mais e soia. Passando al turismo, per l’inverno preoccupa anche il costo di riscaldamento di strutture ricettive quali gli alberghi diffusi.
«È estremamente importante supportare le imprese negli investimenti per il contenimento del consumo energetico o per l’autoproduzione, attraverso fotovoltaico o impianti a biomasse – sottolinea il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà – anche semplificando l’iter autorizzativo. Ma è altrettanto chiaro che servono pure misure emergenziali perché molte imprese saranno probabilmente costrette a ricorrere alla leva del credito per affrontare questi costi aziendali straordinari». Anche negli appalti pubblici, sottolinea Confcooperative Fvg, è necessario un ragionamento: «Gli incrementi dei costi energetici non erano prevedibili al momento della formulazione delle offerte, e di questo è necessario tenere conto».

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In copertina, il presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia Daniele Castagnaviz.

Donne e conciliazione vita-lavoro in Fvg: cresce l’attenzione delle cooperative

Cresce l’attenzione delle imprese cooperative verso le politiche di genere e le cooperatrici. Lo rende noto Confcooperative, in occasione dell’8 marzo, divulgando i dati di una ricerca condotta dal proprio Ufficio studi su un campione di 87 imprese cooperative del Friuli Venezia Giulia. Il 46 per cento delle cooperative afferma di impegnarsi “molto” o “moltissimo” sul tema della valorizzazione delle diversità di genere. «Solo pochi anni fa – commenta Paola Benini, coordinatrice della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg – una percentuale di questo tipo sarebbe stata impensabile: negli ultimi anni c’è stato un netto passo avanti in termini di sensibilità delle imprese verso la questione. Ciò vale innanzitutto per il mondo cooperativo, dove le donne lavoratrici rappresentano circa il 52 per cento degli addetti. C’è, però, ancora una presenza troppo limitata delle donne ai vertici delle imprese».
Soltanto nel 25 per cento delle cooperative, infatti, le donne rappresentano la maggioranza degli amministratori: il 33 per cento delle cooperative, però, conferma di porsi l’obiettivo di una crescita del numero delle amministratrici nella propria impresa. «Un obiettivo che, però, deve essere confermato da iniziative concrete che vadano in questa direzione», spiega Benini, ricordando altresì che «gli imprenditori e le imprenditrici non possono essere lasciati soli sul tema della conciliazione vita-lavoro. Il problema gravissimo della denatalità, una cura attenta e competente dei nostri bambini e dei nostri anziani, non può e non deve ricadere solo sulle donne e sulle imprese più attente e illuminate. È un tema di benessere sociale e di costruzione del futuro che dovrebbe ossessionare la nostra classe dirigente politica».
Più attenzione alle politiche di genere. Su questo secondo fronte c’è ancora molto lavoro da fare. I dati sono, comunque, incoraggianti: il 51 per cento delle cooperative si sta impegnando per migliorare l’attenzione alle politiche di genere nei processi di selezione del nuovo personale, e il 57 per cento annuncia iniziative per lo sviluppo professionale delle lavoratrici. Sul tema della conciliazione vita-lavoro: il 63 per cento delle cooperative intervistate afferma di voler adottare un’organizzazione del lavoro orientata a favorire la conciliazione e il 50 per cento vuole sensibilizzare tutti i collaboratori sul tema delle pari opportunità. Infine, il 53 per cento delle imprese cooperative intende promuovere un particolare impegno per l’individuazione dei fenomeni di violenza di genere all’interno dell’organizzazione con messa in mora dei responsabili e tutela delle vittime. «Proprio il Friuli Venezia Giulia – ricorda infine Paola Benini – è stato, nel 2019, una delle prime regioni in Italia a dotarsi di un Protocollo tra sindacati e associazioni datoriali per il contrasto alla violenza di genere sui luoghi di lavoro. E una ulteriore spinta all’attenzione per la parità di genere potrà venire dalle clausole inserite nei bandi Pnrr». La parità di genere, infatti, è una delle priorità trasversali anche nei bandi del Pnrr: le imprese beneficiarie dei bandi, a esempio, dovranno promuovere l’assunzione di donne, giovani e disabili per una quota non inferiore al 30 per cento.

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In copertina, Paola Benini coordinatrice della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg.

 

Confcooperative Udine: stop al caro bollette o sarà la fine delle Pmi

Energia elettrica e gas hanno registrato incrementi incredibili negli ultimi mesi, arrivando a raddoppiare o triplicare il loro costo che incide pesantemente su tutte le aziende, da quelle “energivore” alle Pmi. Le imprese cooperative sono particolarmente colpite perché hanno margini molto limitati sui quali fare leva per coprire l’aumento esponenziale dei costi segnalati in crescita, mediamente, dai 40-45 euro MW/h ai 300 euro per l’energia elettrica e quello del gas da 0,17 euro al mc a 1,30 euro.
Il grave problema è stato posto all’ordine del giorno di un video-incontro tra la presidente di Confcooperative Udine, Paola Benini, il direttore dell’Organizzazione, Paolo Tonassi, e gli onorevoli Sabrina De Carlo, della I Commissione, Affari costituzionali, e Luca Sut, della X Commissione, Attività produttive.
Cooperative agricole, sociali, di lavoro che occupano immigrati e donne, ma anche cooperative attive in aree montane e disagiate, cooperative di consumo e di comunità, sono solo alcuni degli esempi di attività economiche in forma cooperative, presidio del territorio e delle sue comunità, che operano in coerenza con i valori di solidarietà, mutualità, reciprocità e sussidiarietà. Le soluzioni al problema dei costi energetici sono diverse e vanno dallo stoccaggio di gas, all’ulteriore incentivazione delle energie rinnovabili, alle forme di sostegno dell’autoproduzione, ma queste sono politiche di medio-lungo termine.
Servono interventi immediati. Il rischio è che le Pmi, in particolare, soccombano sotto il peso del “caro bolletta”. E quando chiudono le imprese cooperative non riaprono all’estero dove le materie prime costano meno, delocalizzando. Chiudono e basta. «Per questo – hanno concluso i dirigenti cooperatori -, sollecitiamo un intervento politico, affinché il Parlamento si faccia promotore di sostegni diretti alle pmi, immediati e facilmente ottenibili. Senza la burocrazia che ha contraddistinto fin troppi interventi pubblici».
La replica degli onorevoli De Carlo e Sut è stata incentrata, oltre che sulla condivisione dell’analisi e sulle proposte di Benini e Tonassi, sulla necessità, per ora disattesa, di uno scostamento di bilancio che il Governo non ha affrontato, anche in vista del fermo dei lavori delle Camere necessari all’elezione del Presidente della Repubblica.
Ipotesi tracciate sono state l’utilizzo di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2; la riduzione dell’Iva in bolletta considerato l’extra-gettito dovuto all’aumento degli imponibili; sul contributo da richiedere ai rivenditori; sulla rateizzazione del pagamento delle bollette; sui ristori alle imprese, ancora tutti da definire; sulla cartolarizzazione degli incentivi riconosciuti sulle energie rinnovabili; sulla riduzione degli oneri di sistema; al sostegno/sviluppo delle comunità energetiche con autoconsumo da 20 kW a 1 MW; all’incentivazione dell’”agrovoltaico”; all’incentivazione dell’eolico/offshore.

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In copertina, Paola Benini presidente di Confcooperative Udine.

Confcooperative Fvg e Università di Udine: formarsi per poter competere

Formare i futuri “manager” delle imprese cooperative regionali e aggiornare le competenze dei manager di oggi: ecco gli obiettivi della nuova importante iniziativa lanciata dal mondo cooperativo d’intesa con l’Università di Udine. La formazione e l’aggiornamento, infatti, rappresentano un’importante leva di crescita professionale personale e aziendale, anche in considerazione della particolare fase socio-economica che stanno vivendo tutte le imprese (cooperative comprese) per le quali risulta necessario qualificare le competenze personali e la capacità di “leggere” e affrontare i mercati di riferimento.
Per questo motivo, Confcooperative Fvg, assieme all’Università di Udine e con il supporto delle altre Associazioni datoriali e Centrali cooperative, per coloro i quali rivestono o potrebbero rivestire incarichi a livello di responsabilità delle imprese cooperative, ha pensato e progettato un corso di aggiornamento a livello universitario (diretto da Anna Zilli, docente di Diritto del lavoro all’ateneo friulano) su “Diritto e gestione delle imprese cooperative” che rappresenta un unicum a livello regionale per l’impostazione delle aree di formazione, delle materie previste, dei docenti coinvolti e delle modalità didattiche in programma. Le lezioni, per un totale di 144 ore, saranno svolte con modalità ibrida, parzialmente online e in presenza con inizio del corso alla fine di gennaio per poi concludersi entro il prossimo mese di giugno.
Il corso prevede un gruppo-classe costituito da un minimo di 12 fino a un massimo di 25 partecipanti in possesso del diploma di maturità: a conclusione del percorso di aggiornamento verrà rilasciato un certificato di frequenza.

Per maggiori informazioni: www.uniud.it/cooperative

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In copertina, la professoressa Anna Zilli dell’Università di Udine.

 

 

 

Cooperative Fvg, pandemia pesante per sanificazioni, aree lavoro e formazione

Pesante l’impatto dell’emergenza sanitaria sul sistema delle imprese cooperative nel 2020. In un’annata segnata da una domanda di servizi e prodotti depressa dalla crisi economica determinata dalla pandemia (solo 1 cooperativa su 10 ha giudicato alto il livello medio della domanda) le imprese cooperative hanno subito i pesanti oneri aggiuntivi determinati dalle misure di prevenzione del contagio. Lo svela un’indagine svolta dall’Ufficio studi di Confcooperative.
«Le cooperative hanno sostenuto costi per dpi e sanificazioni giudicati, sovente, come molto rilevanti. Anche perché le cooperative operano spesso in ambiti estremamente delicati quali servizi sociali, educativi, disabilità, case di riposo, dove gli operatori sono a contatto con soggetti fragili. I costi sostenuti sono stati in parte coperti dai contributi pubblici statali e regionali che sono intervenuti in questi mesi. Tuttavia, le imprese hanno dovuto operare – in mezzo a tutte le difficoltà determinate da misure di prevenzione, telelavoro e riorganizzazione degli ambienti di lavoro – in un contesto di notevole appesantimento burocratico. Più di un terzo delle nostre cooperative ha segnalato inoltre incertezza del mercato e confusione normativa come primi ostacoli ad un rilancio delle attività nel 2021», commenta Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg.
In particolare, nell’ambito delle sanificazioni e dei dispositivi di protezione individuale, il 70 per cento delle cooperative ha giudicato rilevanti i costi sostenuti: «Una situazione che ha spinto Confcooperative Fvg a intervenire, attraverso lo stanziamento di una linea contributiva dedicata da parte del nostro Fondo mutualistico», conferma Galluà. Pesanti anche gli oneri necessari ad adeguare gli ambienti di lavoro (solo una cooperativa ogni 20 non lo ha fatto): e per un terzo delle imprese cooperative i costi sono stati giudicati “rilevanti”. Importanti anche i costi di formazione e informazione del personale nell’ambito dell’emergenza pandemica, per il 49 per cento delle cooperative considerati significativi.
«Nell’immediato confidiamo nella veloce approvazione delle nuove misure di ristoro alle imprese, assolutamente urgenti, e l’accelerazione della campagna vaccinale per farci uscire dalla situazione di perdurante crisi – sottolinea Galluà -. Sul medio termine, è evidentemente necessario che nel sostenere le imprese si tenga conto delle lezioni che stiamo apprendendo in questi mesi: innovazione, infrastrutture digitali, information technology in azienda, il sostegno a questo tipo di investimenti è fondamentale sia per la competitività in azienda sia per erogare servizi all’altezza dei tempi in tutti gli ambiti, dal sociale – si pensi alla domotica applicata ai servizi agli anziani – alla logistica, al terziario».

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In copertina, il segretario generale di Confcooperative Fvg Nicola Galluà.