Pordenone, le cooperative sociali in difficoltà con i grandi appalti comunali

Le cooperative sociali di tipo B si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nel manifatturiero, commercio, servizi e agricoltura: un sistema che in Friuli occidentale vede 11 realtà aderenti a Confcooperative Pordenone e Consorzio Leonardo, per un totale di 311 soci dei quali 83 svantaggiati e 65 volontari. Le persone inserite sono seguite nel loro diritto ad avere un lavoro consono alle loro condizioni di fragilità. Un lavoro che oltre a essere fondamentale per la propria realizzazione economica, lo è anche per quella personale e terapeutica, facendo sentire utili per la società le persone svantaggiate.

Luigi Piccoli (Confcooperative Pn)


Ma l’epidemia da Covid-19 ha reso questi ultimi mesi molto ardui per le cooperative, che ora devono anche fare i conti con una tendenza da parte dei Comuni della zona di indire appalti per grandi servizi e con grandi importi, nei quali le realtà locali invece non sono competitive. Però l’emergenza sanitaria ha anche creato delle nuove opportunità, prontamente colte da quelle cooperative che si occupano di sanificazione e cura del verde. Infine, la ripartenza del settore manifatturiero pordenonese ha portato a nuovi ordini conto terzi per grandi aziende del territorio da sempre attente al valore sociale del lavoro, a partire dalla Savio.
Questi gli spunti emersi nella riunione che i rappresentanti delle cooperative L’Acero Rosso, Il Piccolo Principe, Futura, Karpòs e Fvg Servizi hanno avuto con il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, il direttore Marco Bagnariol e Giuliana Colussi, referente provinciale del settore delle cooperative sociali. Riflessioni condivise poi con le altre cooperative del gruppo Il Seme, Arca, Oasi, Solidarietà familiare, La Fenice e Il Ponte.
“Da parte delle nostre associate – spiega Bagnariol – c’è l’apertura a una maggiore sinergia tra di loro per rispondere a queste richieste, ma va sottolineato il rischio di un impoverimento del tessuto imprenditoriale locale se proseguirà da parte del settore pubblico il concentramento dei servizi in soli grandi appalti. Si potrebbe perdere il valore aggiunto che le nostre realtà offrono rispetto ad altre, ovvero la profonda conoscenza dei territori e delle comunità nonché delle relazioni sociali che li contraddistinguono”.
Tanto più che le cooperative sociali di tipo B del Friuli occidentale hanno dimostrato una grande resilienza nell’affrontare la situazione dettata dal Covid-19. “In autunno ci saranno le elezioni in diversi Comuni del territorio – conclude Luigi Piccoli, che è anche presidente del Consorzio Leonardo – e sarà nostra cura presentare ai candidati sindaco il valore che le cooperative sociali producono per le comunità. Con quest’opera di sensibilizzazione proveremo a far capire come in vari settori, dalla cura del verde pubblico alla gestione dei rifiuti fino all’economia circolare nel nuovo quadro della green economy, come per esempio nel riutilizzo degli indumenti, ci sono già delle realtà locali che lavorano bene e con passione. Il riavvio degli ordini da parte del settore privato manifatturiero è un segnale positivo che speriamo si amplifichi nei prossimi mesi”.

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In copertina e all’interno: le cooperative sociali del Pordenonese sono attive anche nei settori meccanico-manifatturiero e agricolo.

Sono aperte le iscrizioni per il servizio civile nelle coop del Leonardo

Quest’anno il Consorzio Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, propone due progetti di Servizio civile, uno nell’area dell’assistenza disabili (Calzini spaiati) e uno nell’area minori (Attenti ai ragazzi).
Nel primo progetto sono previsti tredici volontari, che prenderanno servizio in undici diverse sedi (diurne o residenziali) delle cooperative sociali: Fai (Montereale Valcellina, Sacile, Orsago e Codroipo); Piccolo Principe (Casarsa, e San Vito al Tagliamento); Futura (San Vito al Tagliamento); Il Seme (Fiume Veneto); Il Granello (San Vito al Tagliamento); Acli (Cordenons e Aviano). Il progetto prevede l’affiancamento dei volontari agli operatori in varie attività di socializzazione e di incentivazione all’autonomia, a favore degli utenti dei centri diurni o residenziali.
Il secondo progetto prevede l’inserimento di volontari nella casa mamma-bambini Il Noce a Casarsa della Delizia. In questo progetto si imparerà a organizzare diverse attività sia ludiche che educative o sportive per i bambini e i ragazzi frequentanti la struttura, a rapportarsi con diversi servizi sul territorio e soprattutto a stare assieme ai minori. L’esperienza durerà dodici mesi e avrà avvio probabilmente verso metà del 2021. Il riconoscimento economico, a fronte di un impegno di circa 25 ore settimanali, è di 439,50 euro mensili. I requisiti per poter presentare domanda sono: avere tra i 18 e i 29 anni non compiuti al momento della presentazione della candidatura; non aver riportato condanne penali; essere cittadini italiani o regolarmente soggiornanti in Italia.
Per candidarsi bisogna presentare la domanda di partecipazione esclusivamente online attraverso la piattaforma Dol (Domanda On Line) a cui è possibile accedervi tramite Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o previa richiesta al Dipartimento di apposite credenziali. Scadenza per la presentazione della domanda: 8 febbraio 2021.
Per maggiori informazioni contattare il Consorzio Leonardo al numero 0434.378726, cellulare 338.8658916 (anche WhatsApp) o inviando mail a leonardo.scu@confcooperative.it
Nel 2019 ha trovato lavoro nelle cooperative sociali del Consorzio Leonardo il 30 per cento dei giovani in Servizio civile.

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In copertina e qui sopra un gruppo di giovani delle cooperative sociali del Consorzio Leonardo nel Pordenonese.

 

 

Al vescovo Pellegrini i nuovi “gusti” di Natale del Seme di Fiume Veneto

Visita speciale alla cooperativa sociale “Il Seme” onlus di Fiume Veneto (attiva dal 1981, dando operatività allo spirito della legge Basaglia e aderente a Confcooperative Pordenone): i suoi orti hanno accolto il vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, in visita pastorale sul territorio fiumano. La visita è stata l’occasione per presentare le attività di agricoltura sociale della cooperativa, preziosa per il sostegno e reinserimento in società di persone con fragilità e svantaggiate. Un lavoro che da un anno ha dato vita all’innovativo prodotto “Le Conserve del Seme”, realizzato con verdure e frutti coltivati direttamente dai suoi utenti. A monsignor Pellegrini sono stati donati i nuovi “gusti” realizzati come idea regalo per il Natale 2019 (tra i quali i sott’oli per le bruschette, i peperoni e radicchio di Treviso in saor, i cipollotti in agrodolce e le composte di meloni e albicocche)
“Erano presenti all’incontro – ha raccontato la presidente de “Il Seme”, Laura Lenardon – i soci lavoratori, quelli che hanno una borsa lavoro e i partecipanti al corso su Tecniche di orticoltura e floricoltura organizzato dall’ente di formazione accreditato Soform Scarl in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale Aas 5 Friuli Occidentale. Tutti felici di poter accogliere il vescovo”.
Il corso è stato realizzato nell’ambito del Programma specifico 18/18 “Formazione a favore di persone svantaggiate, a rischio di esclusione, marginalità, discriminazione” del Por Regione Friuli Venezia Giulia cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo. Il gruppo ha visitato pure parte dei 55 mila 500 metri quadri di superficie agricola, coltivata in convenzione con il Comune di Fiume Veneto, che garantiscono una produzione di ortaggi freschi, piante da orto e da fiore, tutti venduti per la maggior parte a privati nella rivendita collocata nella sede.
“Il vescovo Pellegrini – ha concluso Lenardon – ha mostrato grande interesse per la nostra realtà, che occupa un centinaio di utenti con alcuni di essi che sono pure diventati soci lavoratori della cooperativa e ci ha spronati a continuare nel nostro operato a favore della coesione sociale. Lo ringraziamo di cuore per il tempo che ci ha dedicato e per la disponibilità”. Erano presenti anche don Davide parroco di Fiume Veneto e don Galiano collaboratore spirituale della parrocchia di Azzano Decimo. Per tutti alla fine una bella foto di gruppo, con il vescovo che non si è tirato indietro al momento di salire su uno dei trattori della cooperativa.
“Il Seme – ha detto Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – sta continuando a operare con passione a favore della comunità e del territorio, mosso da un elevato sentire dei valori cooperativistici: in tal senso la visita del vescovo Pellegrini conferma la bontà dell’operato di soci e utenti, per un agricoltura sempre più sociale e attenta al prossimo”.

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In copertina e qui sopra il vescovo Pellegrini in visita alla cooperativa di Fiume Veneto.