Fino ad agosto la Summer Experience del Progetto Giovani di Casarsa della Delizia

Un’estate da vivere per i ragazzi dai 15 ai 25 anni di Casarsa della Delizia: l’amministrazione comunale ha ufficializzato il calendario di eventi della Summer Experience del Progetto Giovani, che fino a inizio agosto proporrà oltre una dozzina di appuntamenti. In programma workshop di canto gospel, tornei sportivi, una camminata con delitto sul territorio comunale, una gita in montagna tutti insieme, le proposte del gruppo di giovani dell’iniziativa “I like it” e la serata cinema, solo per citarne alcuni. Grande novità la tre giorni “Attorno al fuoco”, che ora vede i giovani partecipanti ospiti dell’oratorio della vicina San Martino al Tagliamento per un fine settimana di socializzazione e crescita personale.

«Riteniamo – hanno commentato il sindaco Claudio Colussi e il consigliere comunale delegato alle politiche giovanili Manola Bellinato – che anche nel periodo estivo sia fondamentale una proposta di qualità per le nostre ragazze e ragazzi i quali, conclusa la scuola, devono avere opportunità per continuare a incontrarsi, facendo nuove esperienze educative e allo stesso tempo divertendosi. Il programma del Progetto giovani comunale, realizzato con passione dai responsabili del servizio e in collaborazione con la cooperativa sociale Il Piccolo Principe, punta a questi obiettivi, dando allo stesso tempo un supporto alle famiglie nella gestione dei propri figli con un servizio di qualità».

Tra i vari eventi sta riscuotendo molto apprezzamento il workshop di musica gospel, che fino al 26 luglio vedrà l’insegnante Francesca Ziroldo coinvolgere i partecipanti con l’energia di questo genere musicale. L’uscita all’oratorio di San Martino al Tagliamento, anche oggi e domani, vedrà i partecipanti confrontarsi anche sulle tematiche della comunicazione, delle dinamiche europee e delle fake news (l’iniziativa rientra nel progetto Keep it real & Viral – Correct information as key for European future).

Programma completo su www.progettogiovanicasarsa.it

—^—

In copertina e all’interno due immagini dell’attività estiva per i giovani di Casarsa.

 

 

Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli a Brescia su quanto fatto nel lockdown

Vetrina nazionale per la cooperazione del Friuli occidentale: il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli partecipa, infatti, a Brescia alla Biennale della Prossimità (www.biennaleprossimita.it), il festival che giunge proprio oggi al termine e nel quale si parla di questa particolare dimensione sociale, sospesa tra il sistema di welfare formale e organizzato e l’azione personale e privata, come l’aiuto dato ad un amico.
Piccoli presenterà una buona pratica di intersettorialità cooperativa nei servizi di prossimità realizzatasi in occasione del primo lockdown della primavera 2020 e che ora potrà essere proposta all’interno dei Distretti del Commercio previsti dalla legge regionale Sviluppimpresa.
«Un progetto di intersettorialità tra nostre cooperative aderenti – ha spiegato il presidente – quella sociale de Il Piccolo Principe, tramite la sua Fattoria La Volpe sotto i Gelsi, e quella di consumo con Coop Casarsa, con i prodotti di quest’ultima distribuiti alle famiglie, che non potevano uscire di casa, da parte de Il Piccolo Principe insieme alla frutta e agli ortaggi delle proprie serre». Un servizio di prossimità che tramite delle forniture a domicilio denominate kit AntiCovid19 hanno permesso a 500 famiglie del territorio di superare il periodo più duro della prima fase dell’emergenza sanitaria. Le famiglie potevano prenotare il proprio kit anche attraverso un’apposita app.
«Una partnership – ha concluso il presidente di Confcooperative Pordenone – nel segno delle buone pratiche di intercooperazione, che proprio per rispondere alle sfide poste dal Covid-19 nel Friuli occidentale si son fatte più frequenti». Piccoli ha ricordato questa buona pratica anche nella recente assemblea soci di Coop Casarsa.

—^—

In copertina, il presidente Luigi Piccoli alla Biennale di Brescia (anche qui sopra) che si conclude oggi.

 

Servizio civile solidale, a Casarsa aperto fino al 10 giugno il bando per sei giovani

A Casarsa della Delizia una occasione importante per i giovani al fine di aiutarli a costruire il mondo che desiderano mettendosi al servizio della comunità. Sono, infatti, ancora pochi i giorni disponibili (una settimana) per partecipare al bando riguardante il nuovo progetto di Servizio civile solidale proposto dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Quest’anno il nome scelto è “Il mondo che vorrei” e infatti, obiettivo del progetto, è dare ai giovani volontari un’occasione attraverso la quale acquisire competenze e conoscenze importanti per costruire il proprio futuro, a livello personale e allo stesso tempo per contribuire a “sognare” e a realizzare il mondo desiderato. Il progetto è rivolto a sei giovani con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni e avrà una durata di nove mesi per un totale di 360 ore di servizio. Per candidarsi, c’è dunque tempo fino al 10 giugno prossimo. A ciascun volontario verrà anche corrisposto un contributo e potrà, in base alle proprie scelte, mettersi alla prova nei diversi servizi gestiti dalla cooperativa sociale casarsese.

«Il mondo che vorrei – spiega Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani della cooperativa – vuole essere anche un monito e un impegno per noi adulti nel saper lasciare ai giovani il loro spazio nella vita della comunità. Tra gli obiettivi: accrescere nei volontari il senso di cittadinanza e partecipazione attiva alla collettività, favorire la conoscenza e l’inserimento dei giovani in servizi locali, attività e azioni in cui è prevista la partecipazione di personale volontario nel territorio. Inoltre, sono previsti anche momenti di scambio tra i volontari partecipanti per arricchire la propria esperienza. Tutte attività che si rendono ancora più importanti in questo periodo post-pandemico che stiamo vivendo e che ha tolto molte possibilità di confronto, di relazione ai nostri giovani; ecco perché la dimensione relazionale è il canale principale attraverso cui i ragazzi sperimenteranno il loro impegno nelle diverse attività e servizi».

Il “Servizio civile solidale” è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia per stimolare la partecipazione dei giovani in esperienze di solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è quello di promuovere tra i ragazzi una cultura della pace, della solidarietà e della non violenza attraverso progetti che veicolano messaggi di impegno civile e favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. I ragazzi saranno impiegati nel periodo da ottobre 2022 a luglio 2023 per un totale di 360 ore.
A Casarsa i ragazzi potranno essere impegnati nelle attività del Servizio Socio educativo pomeridiano (il doposcuola), dei Progetti Giovani e del Centro socio- occupazionale per disabili, affiancando gli operatori in attività specifiche. Poi nel periodo estivo, potranno partecipare come animatori ai due centri estivi organizzati dal Piccolo Principe ovvero il “Punto Verde” e il centro estivo alla fattoria sociale La Volpe sotto i gelsi.
«La solidarietà e il dono – aggiunge Elisa Paiero – sono così espressione libera di impegno che lascia il segno tanto nella comunità di riferimento, quanto nella vita del giovane volontario. Ringraziamo i ragazzi che stanno terminando questo percorso e quelli che li hanno preceduti negli anni passati, perché in ogni servizio hanno fatto germogliare nuove idee, dando valore aggiunto ai servizi della cooperativa».

Come si diceva, ai volontari in Servizio civile solidale spetta un contributo complessivo, al termine dell’esperienza e al raggiungimento delle ore di servizio, pari a 1.116 euro per la partecipazione ai progetti da 360 ore. Ricordiamo che c’è tempo fino al 10 giugno, entro le ore 14, per presentare la domanda. Si possono scaricare i moduli online dal sito www.ilpiccoloprincipe.pn.it ed inviarli a e.paiero@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure consegnarli di persona all’Ufficio Politiche giovanili del Comune di Casarsa, che sostiene e diffonde le diverse esperienze di volontariato dei giovani. Seguirà una selezione di tutti coloro che hanno presentato la domanda per arrivare a scegliere i sei giovani volontari per l’anno 2022/2023.

 

—^—

In copertina, ragazzi di Casarsa della Delizia al Punto verde e all’interno l’attività di doposcuola.

Innesti, il gruppo giovani imprenditori oggi ai Vivai Cooperativi Rauscedo

Primo evento per il neo costituito gruppo Giovani Imprenditori di Confcooperative Pordenone: oggi, 1° aprile, ci sarà “Innesti – Cooperare per generare nuovi frutti”. L’appuntamento è ai Vivai Cooperativi Rauscedo – Research center, alle 17.30 (accesso su invito o confermando la propria partecipazione scrivendo a pordenone@confcooperative.ito telefonando al numero 0434.378700). Incontreranno i giovani cooperatori locali il presidente nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori Confcooperative Dennis Maseri, che interverrà su “cooperazione e intergenerazionalità”, ed Elisa Calzuola, referente per la formazione Giovani Imprenditori Confcooperative, su “cooperazione e formazione”.
“Con questo appuntamento – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – si completa il programma del nostro 70° anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1951: non a caso lo dedichiamo ai cooperatori under 40, vero motore carico di entusiasmo del territorio. Daremo così uno sguardo al futuro grazie al nostro gruppo Giovani Imprenditori, dopo aver dato voce, lungo il calendario delle celebrazioni, a tutti i “mondi” che compongono la nostra realtà”.
Come rilevato dallo studio del professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, per il 70° dalla fondazione, il 71% delle cooperative associate a Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani tra i suoi soci e addetti. Un mondo che ora ha la sua voce all’interno di Confcooperative Pordenone, grazie al coordinamento del gruppo guidato da Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe.

 

Le iniziative del 70° anniversario sono sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-Udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, C.a.r.a.c, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

—^—

In copertina, ecco il Centro ricerche dei Vivai Cooperativi Rauscedo.

 

A Casarsa ripartono i Progetti Donna per l’integrazione, la formazione e il lavoro

Dopo la sospensione legata alle fasi più acute dell’emergenza sanitaria, ripartono con la Città di Casarsa della Delizia i Progetti Donna, rivolti a donne, italiane e straniere che versano in condizione di svantaggio socio-culturale o disagio personale, per favorire la loro integrazione sociale attraverso percorsi mirati di formazione, orientamento al lavoro e gestione delle proprie risorse e competenze. In programma, un incontro settimanale con formazione linguistica e incontri con specialisti. Si parte con due gruppi che coinvolgeranno 30 partecipanti in totale a San Giovanni nel Centro attività sociali. Il progetto è curato dall’assessorato alle Politiche sociali e la parte educativa è affidata alle educatrici della cooperativa sociale Il Piccolo Principe, con il supporto di alcune volontarie e la partecipazione del servizio di Assistenza sociale dell’Ambito socio-sanitario.
«Dopo le chiusure per I’emergenza sanitaria del Covid-19 – spiegano il sindaco Lavinia Clarotto e l’assessore alla politiche sociali Claudia Tomba -, le donne in quanto punto di riferimento forte della famiglia devono essere sostenute non solo nel progetto globale familiare ma anche in un percorso che le conduca nell’acquisizione di strumenti di empowerment utili per essere Ioro stesse protagoniste di momenti di crescita e formazione. Con questo progetto intendiamo dare loro questa opportunità, per essere protagoniste della ripartenza».
Gli incontri settimanali prevedono laboratori di formazione linguistica, realizzazione di momenti di formazione sociale, psicologica, educativa e sanitaria. Verranno proposti anche degli incontri con specialisti per analizzare temi di interesse comune quali salute, sanità, istruzione, normative di legge in materia di diritti e tutele per le donne immigrate, orientamento e ricerca del lavoro. Inoltre laboratori creativi che valorizzano le abilità delle donne coinvolte.

Il sindaco Lavinia Clarotto

L’assessore Claudia Tomba

—^—

In copertina, uno degli incontri a Casarsa nell’ambito dei Progetti Donna.

 

Servizio civile, ci sono 7 posti a Casarsa per i giovani: venerdì la presentazione

Un incontro per avere, in maniera semplice e chiara, tutte le informazioni sulle quattro realtà che a Casarsa Della Delizia mettono a disposizione posti per un anno di Servizio Civile Universale, per un totale di sette giovani tra i 18 e i 29 anni che saranno scelti tra i candidati. A organizzare l’evento l’assessorato alle Politiche giovanili, guidato da Ilaria Peloi, che ha così voluto dare la possibilità a tutte le realtà della comunità casarsese, che ospiteranno il servizio civile, di illustrare le attività con i vari referenti responsabili. Appuntamento, dunque, venerdì 14 gennaio, alle 18, nella sede del Progetto Giovani nel giardino di palazzo De Lorenzi-Brinis. Inoltre, gli operatori dell’InformaGiovani di Casarsa saranno a disposizione per eventuali chiarimenti e per capire come presentare la domanda. Queste le realtà proponenti: Città di Casarsa Della Delizia (con Progetto Giovani, InformaGiovani e Biblioteca Civica); Pro Casarsa Della Delizia (con il Comitato regionale Unpli), cooperativa sociale Il Piccolo Principe (con il Consorzio Leonardo). Il servizio civile consente di partecipare alla vita della comunità e contribuire al suo miglioramento, essere parte per un anno di un’organizzazione stimolante in grado di arricchire umanamente e professionalmente, collaborare attivamente a fianco di professionisti dei diversi settori.

Ilaria Peloi

Ecco nel dettaglio di cosa si occuperanno i sette giovani:

Progetto Giovani e InformaGiovani: per collaborare alla realizzazione di attività animative, educative e di socializzazione per i giovani; attività di orientamento scolastico, lavorativo e di volontariato;

Biblioteca Civica: per collaborare alla gestione dei servizi bibliotecari (front-office e back-office); Interventi di promozione del libro e della lettura; Organizzazione e promozione di eventi culturali, anche volti a valorizzare la cultura locale; Organizzazione e promozione di eventi ricreativi;

Pro Casarsa della Delizia: per collaborare all’ideazione di nuovi modelli di promozione e divulgazione del patrimonio culturale dell’area di riferimento, attraverso un approccio di tipo “glocale”. Riscoperta e valorizzazione delle espressioni tradizionali dell’artigianato locale in un percorso condiviso verso la sostenibilità ambientale del territorio.

Il Piccolo Principe: al Centro Socio Occupazionale per disabili, nelle attività del servizio semi-residenziale per giovani e adulti con disabilità medio-gravi; alla Volpe sotto i gelsi, nell’attuazione dei percorsi riabilitativi e di integrazione lavorativa, realizzati attraverso l’attività agricola.

Il servizio civile è rivolto ai giovani dai 18 ai 29 anni non compiuti, prevede un impegno di circa 25 ore settimanali per un anno. Offre un contributo economico mensile di 444 euro e la certificazione delle competenze acquisite. La domanda dovrà essere compilata e inviata online entro il giorno 26 gennaio alle ore 14. È possibile candidarsi ad un solo progetto in un solo ente.

Per tutte le informazioni
www.progettogiovanicasarsa.it/servizio-civile-a-casarsa

—^—

In copertina, l’attività del Progetto Giovani a Casarsa della Delizia.

 

Casarsa, San Vito e Prata si uniscono per poter gestire meglio la nuova disabilità

La volontà di costruire un futuro sempre più inclusivo per le persone con disabilità e con fragilità ha fatto unire le forze a tre cooperative sociali dell’area pordenonese: nasce l’Associazione Temporanea di Impresa (Ati) tra Il Piccolo Principe, Il Granello e Il Ponte. Le tre storiche cooperative operano da decenni rispettivamente a Casarsa della Delizia, San Vito al Tagliamento e Prata di Pordenone per favorire l’inclusione offrendo servizi diversificati: strutture residenziali, centri diurni, attività laboratoriali, percorsi semiresidenziali e inserimenti lavorativi, sono solo alcuni degli esempi dell’offerta garantita a persone con fragilità mentali, disabilità, dipendenze, difficoltà di inserimento sociale.
«Stiamo muovendo i primi passi come sistema di servizi – spiega Giuliana Colussi, referente per la neocostituita Ati – e siamo davvero orgogliosi di esserci costituiti in Associazione Temporanea di Impresa perché questo ci permetterà di lavorare al meglio per il benessere delle persone, per dare delle risposte sempre più personalizzate, lavorando in equipe e mettendo insieme competenze diverse, nonché garantendo un miglioramento di tutti i nostri servizi per far fronte alle nuove complessità e alle sfide che ci saranno in futuro».

Il Piccolo Principe, che fa da capofila all’associazione, gestisce il Centro socio-occupazionale per persone con disabilità e i laboratori di assemblaggio e montaggio rivolti alle aziende locali in cui si sperimentano servizi di integrazione lavorativa a Casarsa della Delizia. Poi a San Vito al Tagliamento ha fatto partire da diversi anni l’esperienza dell’agricoltura sociale nella fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi in località Comunali a cui si aggiunge l’attività degli orti sociali a Torrate di Chions. Tra i suoi servizi, vi è anche La Cucina delle Fratte a Fiume Veneto che fornisce pasti dando opportunità di integrazione lavorativa e sociale a persone con fragilità.
La seconda cooperativa coinvolta è Il Granello di San Vito al Tagliamento che annovera tra i suoi servizi: la residenzialità, con la comunità alloggio, alcuni gruppi appartamento e percorsi di autonomia abitativa; il Centro Semiresidenziale con attività educative e laboratoriali; il servizio diurno dedicato a giovani con disabilità grave e gravissima; e il laboratorio permanente di attività espressive per la sperimentazione di tirocini, percorsi occupazionali e di valorizzazione del tempo libero. Poi c’è il Ponte di Ghirano di Prata di Pordenone con la sua casa famiglia, gli appartamenti a bassa soglia che accolgono persone adulte in situazione di disabilità, che necessitano di un intervento specifico per il potenziamento delle autonomie personali e abitative, il Centro diurno “Malolako” e la fattoria sociale.
Insieme, le tre cooperative offrono: servizi per l’abitare per un totale di oltre 30 posti (due comunità alloggio, un gruppo appartamento e un gruppo a bassa soglia) e servizi per l’inclusione per un totale di oltre 60 posti (tre centri semiresidenziali, un’unità educativa territoriale e un centro per gravi e gravissimi).

«L’aumento della speranza di vita della popolazione con disabilità ha imposto da tempo la necessità di individuare moduli di servizio dedicati – hanno aggiunto Giuliana Colussi, per Il Piccolo Principe, Maria Rosa Toffolon, presidente de Il Granello, e Maurizio Buosi, direttore de Il Ponte -. Inoltre, cresce il bisogno di risposta alternativa e/o di supporto rispetto alla famiglia: è necessario e urgente attivare servizi e interventi a sostegno della domiciliarità e dare attuazione a forme innovative di abitare inclusivo. Sottolineiamo, poi, come sia diventato urgente e necessario rafforzare l’integrazione fra i servizi sanitari e il terzo settore con competenze specifiche sulle difficoltà adolescenziali per rispondere in modo adeguato e multidisciplinare a bisogni sempre più complessi scaturiti anche dalla crisi generata dalla pandemia. Per rispondere a tutte queste nuove sfide, abbiamo voluto mettere in campo le nostre competenze ed esperienze diverse, certi che insieme potremo lavorare e garantire servizi sempre migliori e insieme anche formarci per lavorare su nuovi progetti». Infatti, la nuova Ati è nata proprio con l’obiettivo di erogare interventi sulla base di un modello di progettazione sempre più personalizzata e offrire servizi nell’ambito della Neuropsichiatria Infantile, del Dipartimento delle Dipendenze e del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale.
Ai servizi già attivi, andranno ad aggiungersene altri: una nuova Unità educativa territoriale a La Volpe sotto i Gelsi del Piccolo Principe oltre a servizi per la valutazione delle autonomie per l’abitare e a tutti i servizi legati alla socialità (laboratori valutativi espressivi, sostegno all’inserimento in attività di volontariato nella comunità, supporto socio-educativo per il tempo libero, laboratori artistici creativi). Oltre a ciò, verranno potenziati gli interventi socio-educativi per le attività formative, occupazionali e di orientamento.

—^—

In copertina, Giuliana Colussi referente della neocostituita Ati per i problemi della disabilità.

Confcooperative Pordenone per Natale invita a pensare ai “regali solidali”

In vista del Natale, Confcooperative Pordenone invita a pensare ai “regali solidali”, che fanno bene a chi li produce oltre a chi li riceve. La “Guida ai regali cooperativi e solidali” – sia in versione cartacea che digitale sul sito www.pordenone.confcooperative.it – permette di scegliere tra i prodotti della cooperative Futura, Il Ponte, Arca, Il Piccolo Principe, Acli, Granello.
“Queste cooperative curano progetti – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, che guida anche il Consorzio di cooperative sociali Leonardo – che coinvolgono persone con disabilità e fragilità, lavorando materie prime provenienti dal territorio in un’ottica di produzione circolare attenta sia alla società che all’ambiente. Per questo abbiamo deciso in occasione del Natale 2021 di incentivare la conoscenza fra cooperative nostre associate dei prodotti delle cooperative sociali come valido ed importante regalo aziendale dal valore solidale”.
Vari i doni – cooperativi, solidali e a km0 – tra cui si può scegliere, dai panettoni alle ceramiche lavorate a mano, dai vini del territorio ai prodotti in vasetto dell’orto, taglieri in essenze di legno locale e indumenti in lana d’alpaca, solo per citarne alcuni e senza dimenticare le sempre gettonate ceste natalizie con tante proposte e l’oggettistica dedicata (comprensiva di addobbi per Natale).

 

Giornata della disabilità, iniziative annunciate per oggi in Friuli

UDINE – Si intitola “Giona nel ventre della pistrice” ed è il cortometraggio realizzato da 12 ragazzi con disturbi del neuro sviluppo (disabilità intellettive, disturbi specifici dell’apprendimento, autismo ecc) che racconta la storia biblica del profeta Giona inghiottito dal mostro marino, ispirata ad uno dei mosaici del pavimento musivo della Basilica Patriarcale di Aquileia. Il progetto, reso possibile da un finanziamento triennale del Comune di Udine, nasce dalla stretta collaborazione tra .Lab del Centro Solidarietà Giovani, ente accreditato specializzato in corsi di formazione e percorsi di inclusione rivolti a persone fragili, e Radio Magica, la fondazione da dieci anni impegnata nella divulgazione inclusiva attraverso produzioni di storie nei formati audio e video, anche in lingua dei segni italiana (Lis), simboli (Caa), testi ad alta leggibilità.


«Siamo molto felici di aver potuto sostenere e accogliere nella nostra città un progetto così innovativo – dice Giovanni Barillari, assessore alla Sanità, Assistenza sociale e Rapporti con l’Università di Udine -. L’obiettivo è favorire enti del Terzo Settore capaci di fare rete per rispondere ai bisogni dei giovani con disturbi del neuro sviluppo che, concluso il periodo scolastico, corrono il grave rischio dell’emarginazione. Tre anni fa Fondazione Radio Magica è riuscita a ottenere il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri – dipartimento Pari Opportunità, dimostrando l’efficacia della radio e della produzione di video racconti per favorire la creatività e le capacità comunicative dei giovani con disabilità. L’Amministrazione comunale ha contribuito a consolidare con un finanziamento triennale questa iniziativa promossa da due partner simbolo di creatività, cultura e inclusione: .Lab e Fondazione Radio Magica. L’auspicio è che il progetto contamini scuole e musei per creare nuove sinergie e attrarre volontari per i laboratori creativi».
«Per cinque settimane la nostra aula magna si è trasformata in una vera e propria “academy”: laboratorio, officina e set cinematografico – racconta Rosanna Pravisano, progettista per Il Centro Solidarietà Giovani –, si è creato un gruppo di lavoro vivace e coeso, un luogo di lavoro e di espressione individuale che ha fatto emergere le singole caratteristiche dei ragazzi e le loro potenzialità creative che normalmente non vengono espresse. Ognuno si è ritagliato il ruolo che preferiva, dando vita ad un team pieno di entusiasmo e soddisfazione». La realizzazione, infatti, è stata interamente curata dai ragazzi tra i 18 e i 25 anni coordinati dal personale di Csg .Lab, insieme a coetanei volontari e con il prezioso supporto di professionisti del settore come i due video maker Gaspare di Giovanni e Maurizio Faleschini: tra i ragazzi c’è chi si è occupato delle scenografie, dei costumi, chi ha recitato, chi ha dato la propria voce alla narrazione.
«Questo progetto – commenta Elena Rocco, fondatrice di Radio Magica – dimostra come le industrie culturali creative (Icc) possano aprire nuove frontiere per avvicinare mondi all’apparenza distanti, valorizzando la disabilità come risorsa creativa e mettendo i ragazzi svantaggiati in contatto con il contesto istituzionale e di vita da cui spesso sono esclusi. Lavorare a produzioni come questa mette in gioco doti espressive, creative per realizzare un prodotto unico che allarga il perimetro dell’inclusione e, a chi lo vede, fa scoprire il significato di talento oltre le diversità». Non solo: il cortometraggio è dedicato a uno dei patrimoni storici ed artistici più importanti della regione Fvg – i mosaici di Aquileia – e può diventare veicolo di valorizzazione del territorio facendolo vedere nelle scuole. In tal modo, chi guarda questo video ha un duplice beneficio: non solo aumenta le proprie conoscenze, ma soprattutto conosce la realtà della disabilità da un nuovo punto di vista, abbattendo barriere culturali e sociali. «Attraverso progetti di grande valore come il cortometraggio prodotto da .Lab del CSG e Radio Magica, Aquileia si ri-scopre città dell’inclusione, sprigionando in questo modo il grande potenziale che i luoghi della cultura hanno nell’ottica di un turismo sempre più accessibile – commenta con soddisfazione il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino -. Il racconto della storia di Giona nella pancia della pistrice rappresenta il perfetto connubio tra le attività di valorizzazione del territorio e la concreta possibilità di renderlo fruibile a tutti, attraverso un percorso innovativo e originale di scoperta del nostro immenso patrimonio archeologico, storico e culturale».
Il cortometraggio verrà presentato in anteprima oggi, 3 dicembre alle 17.30, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità nella sede di .Lab del Centro Solidarietà Giovani di via Martignacco 187, a Udine: sarà un’anteprima anche per tutti i ragazzi che lo hanno realizzato e che non hanno ancora visto il risultato finale del loro impegno. Il video sarà poi disponibile a tutti per la visione sul canale YouTube di Radio Magica e di .Lab del CSG. Il progetto triennale “Radio Magica Academy” prosegue tutto l’anno con laboratori di creatività inclusivi il sabato presso la sede di .Lab. Per informazioni pravisano@csg-fvg.it

CASARSA – In un video le bellezze artistiche e storiche del Friuli Venezia Giulia che sono accessibili ai disabili: anche il Centro socio occupazionale della cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia presenta un suo filmato, registrato nel Castello di Valvasone, alla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia per il progetto “Proprio lì, davanti a me”, in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità. I video che raccontano il territorio e i beni culturali del Friuli Venezia Giulia saranno presentati oggi 3 dicembre, a Palazzo Clabassi, a Udine, e poi saranno visibili sul sito della Soprintendenza. «Durante tutto questo periodo – ha spiegato Filippo Fioretti, educatore responsabile del progetto – abbiamo organizzato diverse uscite sul territorio con le persone che frequentano il nostro centro, per mostrare loro le bellezze storiche, artistiche e naturali in cui siamo immersi e che spesso si trovano proprio vicino a casa. Poi si è presentata la possibilità di realizzare questo video in cui mostrare l’accessibilità di questi luoghi anche alle persone portatrici di disabilità, e abbiamo pensato di fare la nostra parte».
Il gruppo del Cso in questi mesi ha visitato Sesto al Reghena, Spilimbergo, San Vito al Tagliamento, Casarsa della Delizia, Cordovado, Codroipo e Valvasone Arzene più in Veneto la città di Portogruaro. Proprio a Valvasone hanno realizzato, grazie anche alla collaborazione con l’Associazione A Spasso per il Borgo di Valvasone, il video in cui viene mostrata la loro visita al Castello medievale. «Abbiamo potuto visitare il Castello con grande entusiasmo da parte di tutti – ha riferito Fioretti –, non solo perchè è accessibile e non presenta particolari problematiche per quanto riguarda le barriere architettoniche, ma anche perché le guide di “A Spasso per il borgo” ci hanno intrattenuto in un percorso giocoso alla scoperta di fatti storici e delle bellezze racchiuse nel maniero. Abbiamo potuto imparare qualcosa divertendoci, è stata un’esperienza positiva ed arricchente. In particolare siamo rimasti molto colpiti dall’antico teatrino: un vero gioiello da far conoscere!».
L’iniziativa della Soprintendenza ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia e sviluppare una riflessione sulle difficoltà di accesso alla cultura, favorendo lo spirito di iniziativa personale e collettiva e all’incontro tra le diverse realtà, storie e identità che caratterizzano l’intero territorio regionale. In totale, le gite del Centro socio-occupazionale della cooperativa Il Piccolo Principe hanno coinvolto una ventina di persone che hanno potuto partecipare a diverse occasioni: dalle mostre fotografiche ai musei, dalle visite guidate nelle chiese alle passeggiate nei centri storici. «Questo progetto – ha aggiunto Filippo Fioretti ci ha permesso di riscoprire le bellezze vicino a casa e vorremmo continuare a proporre ai nostri ospiti altri piccoli itinerari per conoscere meglio il nostro Friuli Venezia Giulia. Siamo felici di aver partecipato alla creazione di un video per la Soprintendenza in quanto riteniamo importante stimolare una riflessione sulle difficoltà di accesso alla cultura da parte delle persone con disabilità e alla necessità di stimolarle con percorsi capaci di intrattenerle e infondere loro il fascino per la bellezza».

Al Castello di Valvasone.

UDINE – Sarà pubblicato sui social di Special Olympics Italia (Facebook , Instagram) oggi 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, il video che racconta il Flashmob andato in scena in tutta Italia lo scorso 27 novembre. Un evento a cui hanno partecipato anche i ragazzi di Special Olympics Fvg: assieme a famigliari e volontari si sono ritrovati in piazza libertà, a Udine; lì hanno ballato a ritmo di musica (“Live is Life” di Opus), con le loro “divise” rosse, portando una ventata di allegria del cuore della città! È stato un inno all’integrazione realizzato nell’insegna del divertimento e dello stare insieme, che ha visto intervenire anche Loris Michelini, vice sindaco, assessore a Mobilità, Lavori Pubblici, Edilizia Scolastica del Comune di Udine.
«È innegabile che Special Olympics sia una parte importante della vita di ogni atleta, familiare, volontario, coach e che in ogni evento si crei un’atmosfera unica, si respiri semplicemente “vita” nella sua essenza più pura», ha ricordato Giuliano Clinori, presidente Special Olympics Fvg e vicepresidente nazionale di Csen. Sulla pagina Facebook di Special Olympics Italia, sempre oggi, 3 dicembre, sarà trasmessa in live streaming, dalle 16, anche la Convention Nazionale “Leader del Cambiamento”.
Il movimento nella regione Fvg conta 11 Team ben distribuiti sul territorio, dalla Carnia a Trieste passando per la bassa friulana e il pordenonese; oltre 130 atleti con una cinquantina fra dirigenti e tecnici seguono uno programma di allenamento in varie discipline: in regione, oltre a nuoto e atletica, regine delle attività per numero di partecipanti, vengono praticati anche bocce, calcio, bowling, scherma, equitazione e basket. Special Olympics, fondato negli Usa da Eunice Kennedy Shriver nel 1968, ha compiuto lo scorso anno mezzo secolo di vita: propone ed organizza allenamenti ed eventi per persone con disabilità intellettiva e per ogni livello di abilità ed è presente in oltre 170 paesi contando più di 4.500.000 atleti in tutto il mondo. Attraverso il percorso di allenamento e confronto sportivo, il movimento si pone come obbiettivo quello di sviluppare ed accrescere il benessere fisico degli atleti, ma anche la propria autonomia e le relazioni con i volontari e tutta la comunità.

Il Flash mob a Udine.

—^—

In copertina e all’interno due immagini dello spettacolo dedicato al profeta Giona.

Confcooperative Pordenone da 70 anni: grande forza per reagire alla pandemia

(g.l.) «Confcooperative Pordenone rappresenta oggi quasi l’80% delle cooperative presenti nella provincia: 136 cooperative e 2 banche di credito cooperativo, 440 milioni di euro il valore della produzione e più di 7 miliardi la raccolta globale sommata agli impieghi delle banche di credito cooperativo; più di 60 mila i soci e oltre 7 mila gli occupati. Sono numeri importanti, riteniamo, in tempi di crisi, soprattutto perché riflettono una sostanziale tenuta del sistema. Un patrimonio di imprese presenti in tutti i settori dell’economia. Infatti, la cooperazione pordenonese si caratterizza per essere “trasversale” a tutti i settori, in quanto abbraccia il credito, l’agricoltura, il sociale, la distribuzione, la produzione, i servizi, l’edilizia, il sanitario. Confcooperative Pordenone è il luogo ideale dove queste cooperative possono incontrarsi, ascoltarsi e fare sintesi, creare spazi di comunicazione per costruire risposte adeguate a scenari in continua evoluzione. Le quattro principali attenzioni su cui stiamo puntando in occasione del 70mo di fondazione della nostra realtà sono un occhio alla storia ed alle nostre radici; e poi il ruolo delle donne cooperatrici; lo spazio per i giovani cooperatori; e infine, ma centrale, la cooperazione come fattore di sviluppo nella comunità». È, questo, il passo centrale della relazione celebrativa – “Facciamo impresa nella comunità dal 1951” è il suo titolo – tenuta ieri dal presidente Luigi Piccoli per ricordare i 70 anni di Confcooperative Pordenone che, erede della cooperazione di fine Ottocento e inizio Novecento, sorse nel 1951. Il convegno “La Cooperazione a Pordenone. I 70 anni di Confcooperative”, in Fiera, ha così permesso di fare un quadro non solo della storia ma anche della situazione attuale del mondo cooperativo provinciale, alle prese con la sfida del Covid-19 e con le dinamiche del mercato senza dimenticare mai i suoi fini sociali.

I presidenti Gardini e Piccoli.

«In questa terra ci sono distretti con una densità cooperativistica tra le più alte d’Italia – ha fatto eco a Piccoli il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini, ospite della importante giornata -: cooperative che in questi 70 anni hanno vissuto il periodo della ricostruzione e dello sviluppo, dalla povertà del dopoguerra a comunità orientate al futuro. La pandemia ha portato fratture sociali ma anche nuove sfide e opportunità, come per esempio i fondi del Pnnr, oltre a bisogni della società civile che anche qui a Pordenone troveranno risposta grazie alle cooperative».
«La Destra Tagliamento – ha osservato, dal canto suo, l’assessore regionale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier – come dimostrano i dati, si manifesta ancora come un’entità territoriale dinamica e in controtendenza, in senso positivo, rispetto agli effetti del momento indotti anche dalla pandemia. È una realtà che se ha risentito della situazione causata dall’emergenza sanitaria, ha saputo ripartire subito adeguandosi alle mutate necessità della società e alle richieste e attese dei mercati, traguardando in prospettiva. Questo, com’è tradizione per il mondo della cooperazione e com’è tradizione del tessuto economico produttivo, che alla pari della cooperazione nel Pordenonese ha una tradizione ultrasecolare». «Il modello cooperativistico – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – tiene anche nel terzo millennio e resiste agli effetti della pandemia, anche se in alcune realtà del Friuli Venezia Giulia deve scontare le difficoltà nel poter individuare figure disponibili per la governance del movimento: una criticità alla quale riescono a sopperire tecnici e professionisti capaci. È a loro che si deve il successo di un modello nato dalla solidarietà e cresciuto adattandosi alle esigenze della società e delle realtà locali, nel quale la Regione continua a credere e al quale non manca di continuare ad assicurare l’appoggio necessario. L’elemento inconfutabile – ha concluso Zannier – capace di far emergere il Pordenonese tra le diverse realtà del Nord Est, è la capacità fare rete e sistema, mentre sul territorio altre aree si presentano disgregate forse perché gli stessi strumenti legislativi non più attuali rendono difficili i compiti di vigilanza e governo della situazione».

La tavola rotonda.

I lavori – davanti a una platea con diversi consiglieri regionali, sindaci, amministratori e presidenti di cooperative – si erano aperti con la premiazione dell’unica cooperativa ancora attiva tra quelle fondatrici del 1951 – la Latteria di Palse con il presidente Giuseppe Zanetti – e una di quelle di più recente costituzione – la cooperativa di comunità Insieme di Meduno sorta da poche settimane, con la socia Anna Iogna che ha portato i saluti della vicepresidente Patrizia Marescutti -, oltre al neocostituito Gruppo giovani di Confcooperative Pordenone con il referente Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe. Sul palco anche i sindaci dei due Comuni delle Cooperative della provincia pordenonese, Lavinia Clarotto (Casarsa della Delizia) e Michele Leon (San Giorgio della Richinvelda), realtà dal grande Dna cooperativo visto il numero di imprese presenti. Saluti istituzionali sono stati portati dal vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, da Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e portavoce regionale di Alleanza Cooperative Italiane, e dal consigliere del Comune di Pordenone, Massimo Drigo, che ha consegnato una targa commemorativa a Confcooperative.

I sindaci Leon e Clarotto.

La targa comunale di Drigo.

Premio a Luison.

Lo studio “La cooperazione pordenonese alla prova della pandemia: un dinamismo in trasformazione”, realizzato dal professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, ha quindi evidenziato come in generale la cooperazione pordenonese (che vale il 10% della forza occupazionale provinciale) guardi al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla vicina Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete dopo le sfide del Covid-19. «Il 71% delle associate di Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani di meno di 30 anni tra gli addetti, il 41% con lavoratori di origine straniera e il 60% ha donne in ruoli di responsabilità. In totale – ha spiegato il luminare – la cooperazione pesa per il 10% dell’intero panorama occupazionale in provincia di Pordenone. Livelli occupazionali che durante la pandemia sono rimasti stabili nel 65% delle cooperative, con un 23% che ha pure aumentato gli addetti. Per il secondo semestre 2021 ci si aspetta una crescita sul mercato interno per il 36,3% mentre chi esporta sta vivendo con preoccupazioni le tensioni internazionali. In generale, la cooperazione pordenonese guarda al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete. Mediamente ogni mese le cooperative intessono relazioni con oltre 3.600 famiglie, 110 associazioni di volontariato e 75 associazioni di categoria con cui costruiscono progettualità e interventi. Sotto il profilo economico sono in filiera con oltre 5.800 imprese e 1.600 fornitori. In altri termini, sviluppano un “PIL sociale” che non è conteggiato nelle stime dell’economia reale, ma senza il quale l’intera società (e di conseguenza l’economia) ne risentirebbe fortemente».

Premiati Palse e Meduno.


A seguire la tavola rotonda sul tema “La cooperazione fattore di sviluppo nella comunità”, moderata dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier, ha visto, oltre al citato assessore regionale Zannier, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti, il consigliere del Consorzio tutela Doc Prosecco e presidente di Confcooperative Belluno Treviso, Valerio Cescon, assieme agli stessi Piccoli e Marini, ragionare su stato di fatto e obiettivi futuri della cooperazione. Conclusioni, quindi, affidate al presidente nazionale Gardini.

Due settori della sala in Fiera.

Programma della giornata celebrativa a cura degli uffici di Confcooperative Pordenone guidati dal direttore Marco Bagnariol con il supporto della cooperativa Nuove Tecniche.
L’evento ha beneficiato del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e dei Comuni delle Cooperative Città di Casarsa della Delizia e Comune di San Giorgio della Richinvelda. Le iniziative sono state sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, Carac, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

—^—

In copertina, l’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

(Servizio fotografico di Setefano Covre Nuove Tecniche)