Ragazzi cattivi? Oggi al Bearzi di Udine un confronto sul disagio giovanile con l’educatore Claudio Burgio e Il Mosaico

“Non esistono ragazzi cattivi”: don Claudio Burgio a Udine per un confronto sul disagio giovanile. Oggi, 27 gennaio, alle ore 18.30, nell’auditorium dell’Istituto Salesiano “Bearzi” (via Don Bosco 2), si terrà un incontro pubblico con il sacerdote ed educatore da anni impegnato nel lavoro con adolescenti in situazione di fragilità. L’incontro vuole offrire uno spazio di riflessione sul disagio giovanile, superando stereotipi e pregiudizi e riscoprendo il valore dell’ascolto, della relazione educativa e della responsabilità condivisa tra famiglie, scuola e comunità. Un’occasione aperta a genitori, educatori, insegnanti e cittadini interessati a comprendere più a fondo le sfide educative del nostro tempo.
Don Claudio Burgio è fondatore dell’associazione Kayròs, impegnata nell’accoglienza di adolescenti coinvolti in procedimenti penali e in situazioni di vulnerabilità. È cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano ed è autore del libro bestseller “Non esistono ragazzi cattivi” (Edizioni Paoline), da cui prende il titolo l’incontro.
L’evento si inserisce nel più ampio progetto Crescendo del Consorzio Il Mosaico, un percorso gratuito di riflessione e formazione rivolto ai genitori di adolescenti e ai formatori, che si sviluppa ogni anno attraverso incontri strutturati con esperti del settore educativo e psicologico. Accanto al percorso formativo, Crescendo promuove annualmente anche eventi pubblici aperti alla cittadinanza, con l’obiettivo di favorire un confronto ampio sui temi dell’educazione, della crescita e del benessere dei ragazzi. Nel corso delle edizioni precedenti il progetto ha ospitato relatori di rilievo nazionale come Alberto Pellai, Massimo Recalcati e Marco Anzovino. L’incontro con Don Claudio Burgio è il primo appuntamento pubblico di quest’anno e conferma la volontà del Consorzio di offrire occasioni di qualità per rafforzare la comunità educante e la rete territoriale.
L’iniziativa è realizzata dal Consorzio Il Mosaico, con il sostegno di Fondazione Friuli, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale Asufc, il Convitto Salesiano “San Luigi” e l’Associazione Sidef Fvg. La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria al link: https://non-esistono-ragazzi-cattivi.eventbrite.it

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In copertina, l’educatore don Claudio Burgio che oggi animerà l’incontro di Udine.

Salute mentale, un’inchiesta di Report indica Trieste e Gorizia come modelli virtuosi. Il Consorzio Mosaico: qui la cura migliore è la ricerca dell’autonomia

In Italia una persona su sei soffre di un disturbo legato alla salute mentale. Le liste di attesa nel servizio pubblico si allungano, la carenza di operatori pesa sulla qualità dell’assistenza e – come ha denunciato il servizio andato in onda domenica scorsa su Report – il sistema fatica ancora a rispondere in modo strutturale ai bisogni delle persone. All’interno di questo quadro critico, la trasmissione di Rai3 ha però indicato Trieste e Gorizia come un esempio virtuoso, un modello di presa in carico territoriale che funziona e che dovrebbe essere replicato e rafforzato a livello nazionale. In chiusura del servizio “Avrò cura di te”, Report ha raccontato alcune esperienze concrete di salute mentale di comunità, tra cui due residenze gestite dal Consorzio Il Mosaico: la Villetta e la Casetta, visitate direttamente dalla troupe.

Luca Fontana


Si tratta di contesti abitativi aperti, inseriti nel tessuto sociale, nei quali le persone non vengono contenute ma accompagnate verso autonomia, responsabilità e reinserimento. Come ha spiegato davanti alle telecamere Donatella Lah, operatrice del Consorzio e referente di area per l’Alto isontino: «Agli utenti viene consegnata la chiave di casa: sono liberi di entrare e uscire quando vogliono. Questo significa superare una logica di controllo per favorire una reale crescita personale e un autentico percorso di autonomia».
Le strutture sono gestite dal Consorzio all’interno della convenzione con l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (Asugi), a dimostrazione di come la collaborazione tra pubblico e cooperazione sociale possa produrre risposte efficaci, radicate nel territorio e orientate alla qualità della vita delle persone. Un modello in cui la competenza sanitaria si integra con il sapere educativo, sociale e comunitario della cooperazione.
Fondato nel 1994, Il Mosaico riunisce sei cooperative sociali attive nelle province di Gorizia e Udine nei settori della salute mentale, dell’assistenza, dell’educazione e dell’inserimento lavorativo. Da oltre vent’anni il Consorzio lavora per costruire progetti personalizzati, valorizzando le risorse delle persone e delle comunità, promuovendo diritti, inclusione e cittadinanza attiva. Il servizio di Report rilancia così un messaggio chiaro: investire sulla relazione, sulla prossimità e sull’integrazione dei servizi produce esiti migliori.
Sul tema interviene il presidente del Consorzio, Luca Fontana: «È necessario continuare a difendere e aggiornare la Legge 180, ma soprattutto applicarla pienamente e non in modo parziale. I gravi accadimenti che hanno segnato il dibattito pubblico negli ultimi mesi dipendono principalmente da due fattori: la carenza di personale, che costringe a interventi sempre più rapidi e frammentati, e una lettura talvolta ideologica che fatica a riconoscere l’importanza della valutazione diagnostica nei casi più complessi. Ricoveri e terapie farmacologiche non sono sinonimo di cattiva psichiatria se inseriti in percorsi riabilitativi personalizzati: le due dimensioni devono convivere. La cura clinica e la riabilitazione sociale non si escludono: devono lavorare insieme».
Fontana sottolinea inoltre il valore dell’integrazione tra soggetti diversi: «I dati ci dicono che dove il paziente è al centro, dove si cura la relazione, gli esiti sono migliori. La collaborazione tra pubblico e privato sociale è una leva decisiva: la cooperazione ha nel proprio DNA il prendersi cura delle persone e delle comunità, generando opportunità, inclusione, continuità dei percorsi e maggiore qualità dei servizi».
L’esperienza di Trieste e Gorizia, riconosciuta anche da una trasmissione di inchiesta come Report, dimostra che un altro modo di fare salute mentale è possibile: non basato sulla chiusura e sul contenimento, ma su fiducia, responsabilità, competenze integrate e comunità. Un patrimonio da consolidare e da estendere.

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In copertina, si balla all’interno della Villetta del Consorzio Il Mosaico.

Verso la vita adulta, domani a Udine Grandi sui problemi dell’adolescenza

Sempre più digitali, immersi nello schermo di uno smartphone, catturati da un continuo flusso di notifiche e immagini, costantemente altrove: spesso adolescenti e giovani sembrano abitanti di un altro mondo, difficile da raggiungere e comprendere. Eppure, chiedono silenziosamente aiuto: imparare ad ascoltarli è il tema dell’incontro aperto al pubblico “Verso la vita adulta: accompagnare alla maturazione interiore”, che avrà luogo domani, 15 giugno, alle 18 nella sala Spazio Venezia di via Stuparich, Udine.
L’appuntamento avrà come ospite d’eccezione Giovanni Grandi, professore associato di Filosofia morale all’Università di Trieste e tra i fondatori dell’iniziativa “Parole O_Stili” per la promozione di stili di comunicazione non violenti online. L’incontro è parte del progetto “Crescendo” organizzato dal Consorzio di Cooperative Sociali Il Mosaico grazie al contributo della Fondazione Friuli e in collaborazione con Asufc, Convitto Salesiano San Luigi, Sidef Fvg e Diesse Fvg.
“Il progetto Crescendo cerca di intercettare i bisogni del nostro territorio, – commenta Luca Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico – e uno dei più forti è la necessità, da parte di genitori ed educatori, di venir supportati rispetto al rapporto con giovani e adolescenti. Nei nostri incontri aperti a tutta la cittadinanza, abbiamo il piacere di ospitare relatori di spessore come il Professor Grandi, che negli anni ha approfondito tale tematica mettendo al centro l’importanza per i giovani dell’ascoltare e del sapersi ascoltare, riuscendo ad affrontare i tumulti interiori che possono sembrare talvolta ingovernabili”.
Ed è proprio qui che gli adulti giocano un ruolo importante, rappresentando un punto di riferimento prezioso nella misura in cui offrono gli strumenti per ascoltare in profondità se stessi, al fine di percorrere con più determinazione e meno ansia i passi verso la maturità.

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In copertina, il professor Giovanni Grandi dell’Università degli studi di Trieste.

 

Csm Monfalcone e cooperativa Thiel: nuove forme di prevenzione del disagio

Il 10 ottobre si è celebrata in tutto il mondo, e questo avviene dal 1992,  la Giornata internazionale della salute mentale, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul tema e mobilitare gli sforzi a sostegno della salute mentale che interessa una persona su otto. Ma è ogni giorno, da oltre 20 anni, che la cooperativa sociale Thiel contribuisce a rendere la presa in carico delle persone con disturbi mentali una realtà concreta, accessibile, inclusiva ed efficace nei luoghi della quotidianità, mettendo a disposizione l’esperienza dei suoi operatori e i propri spazi assieme a vari partner, in primis il Dsm dell’Asugi, i Comuni e tante Associazioni di volontariato.
La Thiel e il Centro Salute Mentale di Monfalcone stanno collaborando per dare forma a una diversa gestione dei servizi sul territorio, sposando il metodo dell’ascolto dei desideri di destinatari. Desideri intesi come spinta propulsiva che sollecita investimento personale e impegno costante e quindi molla della crescita, dell’autonomia e dell’indipendenza. Protagonismo, autonomia, responsabilità, rappresentanza, partecipazione e cittadinanza attiva; e ancora: formazione, espressività, cultura, inclusione, socializzazione tra pari, attivazione delle risorse del territorio e lavoro di rete con la comunità. «Su queste coordinate il Csm di Monfalcone e il Consorzio di Cooperative sociali Il Mosaico – spiega il presidente di Thiel e del Consorzio, Luca Fontana -, operano in pieno spirito di coprogrammazione e coprogettazione nella consapevolezza dell’applicazione di una formula nuova di prevenzione del disagio».
«Lavorare con e per le persone fragili significa anche interpretarne la pluralità delle appartenenze, intercettare i loro interessi, riconoscere e incrementare competenze, connettere e mobilitare risorse – aggiunge Luca Nicolosi del Csm -. In una parola: attivare esperienze e contesti generativi di senso, nei quali sperimentare le capacità di prendere decisioni, di riconoscere e risolvere problemi e affinando competenze sociali e civiche, spirito d’iniziativa, consapevolezza ed espressione culturale».
«Come e dove? Ne “La Collettiva 48”, spazio privilegiato per persone giovani, di formazione e aggregazione, dove – puntualizza infine Fontana – le attività di gruppo della “Collettiva Giovani” si basano sui temi della creatività ed espressività (laboratori, gite a tema culturale, visione di film, momenti di convivialità e socialità), con l’aggiunta di spazi di alternanza scuola-lavoro, tirocinio universitario e Servizio Civile Universale. Nel “MediaThiel”, negozio di informatica che offre computer e smartphone rigenerati di alta qualità a basso costo. Nella CaDiRico, azienda agricola sociale che produce e vende frutta e verdura biologica, orientandosi sull’attività di inserimento lavorativo di soggetti sensibili. Infine, nel laboratorio di recupero di mobili e vestiti usati, in collaborazione con la parrocchia della Marcelliana».

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In copertina, il presidente della cooperativa sociale Thiel e del Consorzio Luca Fontana.