Guerra in Ucraina, dibattito a Bucarest con i friulani della Romania. Armanaschi rappresentante nella Consulta Efasce

Grande successo a Bucarest, all’hotel International, per il convegno organizzato da Efasce – Pordenonesi nel mondo sul tema “Vivere ai margini di un conflitto” con la relazione del professor Guglielmo Cevolin, docente universitario di diritto costituzionale pubblico e presidente del gruppo studi storici Historia. Per l’Efasce sono intervenuti la vicepresidente Luisa Forte ed il consigliere Angioletto Tubaro, portando il saluto del presidente Gino Gregoris. Hanno partecipato all’incontro i rappresentanti di ben 13 Segretariati (articolazione territoriale dell’Efasce nel mondo) romeni, discendenti della storica emigrazione friulana in questo Paese iniziata alla fine dell’800 e proseguita fino alla vigilia della seconda guerra mondiale.


Anche durante il lungo periodo della dittatura comunista – durante la quale era proibito mantenere i contatti con l’Italia – i corregionali del Friuli Venezia Giulia hanno saputo conservare la propria identità, lingua e cultura. Contatti che sono stati ripresi, con la caduta della Cortina di ferro, all’inizio degli anni Novanta tramite il consigliere Efasce Pergiorgio Zannese.
Anche di questo si è discusso nel convegno, al quale hanno inoltre partecipato Gianni Calderone, presidente Com.It.Es (Comitati degli Italiani all’estero) della Romania e Cesare Insinsola del Patronato Inas/Cisl di Bucarest. La relazione del professor Cevolin – che ha analizzato l’attuale stato del conflitto in Ucraina e i rapporti all’interno di Nato e Ue di Italia e Romania anche a fronte di possibili escalation – è stata molto apprezzata e ha dato spunti per un intenso dibattito. Nella seconda parte della giornata di lavori ha avuto luogo un proficuo dialogo con i Segretariati nel corso del quale è emersa la volontà di dare continuità all’esperienza delle comunità friulane in Romania coinvolgendo le giovani generazioni. Inoltre, sono stati trattati alcuni problemi contingenti quali la riacquisizione della cittadinanza italiana alla quale i nostri connazionali hanno dovuto rinunciare durante il periodo comunista.
Infine, è stato illustrato il nuovo statuto dell’Efasce, in particolar modo il ruolo della Consulta dei Segretariati. Con l’occasione Giulio Armanaschi, che da oltre trent’anni anima e coordina l’attività dei segretariati rumeni, è stato indicato rappresentante della Romania nella Consulta.

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In copertina e all’interno immagini del convegno Efasce tenutosi in Romania.

Vivere ai margini di un conflitto: oggi un convegno di Efasce Pordenone a Bucarest

Com’è la situazione dei corregionali del Friuli Venezia Giulia nell’Est Europa, area al centro di tensioni internazionali ora acuitesi ulteriormente con la guerra in Ucraina? “Vivere ai margini di un conflitto” è il convegno che Efasce – Pordenonesi nel mondo ha organizzato a Bucarest per oggi 22 giugno. L’evento si terrà all’Hotel International e vedrà la partecipazione di autorità rumene e italiane, nonché di esponenti della comunità di corregionali residenti in Romania (appartenenti principalmente all’emigrazione storica friulana che fino alla prima metà del Novecento ebbe questo Paese come una delle mete di approdo).

Luisa Forte e Gino Gregoris

La delegazione, partita da Pordenone, è guidata dalla vicepresidente Efasce Luisa Forte e dal consigliere Angioletto Tubaro, assieme a Guglielmo Cevolin – professore aggregato di Istituzioni di Diritto pubblico e vicedirettore del Master in Intelligence and Emerging technologies dell’Università di Udine, nonché presidente di Historia LiMes Club Pordenone Udine Venezia – che terrà la prolusione principale del convegno.
«Un momento di approfondimento – ha affermato il presidente di Efasce, Gino Gregoris – che analizzerà le ripercussioni socio-economiche del conflitto russo-ucraino sulla Romania, con particolare attenzione all’area est e nord-est del Paese, dove sono presenti numerosi Segretariati Efasce». «Seguirà un dibattito – ha aggiunto Luisa Forte – su come i discendenti degli emigrati pordenonesi stiano vivendo questa situazione. Dialogando con i presidenti dei Segretariati analizzeremo la situazione attuale e le prospettive future nel quadro dei mutati scenari socio-politici».
Inoltre, sarà presentato il nuovo Statuto Efasce che prevede la Consulta dei Segretariati: per essa sarà designato il rappresentante per la Romania. Conclusione dei lavori a cura del consigliere Angioletto Tubaro, mentre l’organizzazione è a cura del referente locale Efasce Giulio Armanaschi, il quale porterà il saluto iniziale mentre l’introduzione ai lavori, prima dell’analisi del professor Cevolin, sarà della vicepresidente Luisa Forte.

Geopolitica per le imprese, questa sera a Casarsa riflessione con il professor Parsi

Sarà il professor Vittorio Emanuele Parsi, dell’Università Cattolica di Milano, a concludere la rassegna “Geopolitica per le imprese”, organizzata da Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone con la Città di Casarsa della Delizia e Limes Club Pordenone Udine Venezia.
Appuntamento oggi, 22 dicembre, alle 20.30 nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich: il noto politologo, che è più volte intervenuto anche nelle reti televisive nazionali a sostegno dell’Ucraina colpita dall’attacco della Russia, parlerà de “Il posto della guerra e il costo della libertà”, ispirandosi al titolo del suo più recente libro edito da Bompiani. I suoi ambiti di ricerca riguardano principalmente le relazioni transatlantiche, le politiche di sicurezza in Medio Oriente e nel Mediterraneo e il rapporto tra politica ed economia nelle trasformazioni del sistema globale.
Il programma prevede a inizio incontro il saluto del sindaco Claudio Colussi. Coordinerà l’iniziativa l’avvocato Guglielmo Cevolin (Università di Udine e Presidente Historia). «Siamo lieti – ha affermato Colussi – di aver ospitato questa rassegna che ci ha permesso di ascoltare i preziosi spunti di riflessione da parte di illustri relatori sulla situazione geopolitica attuale. Gli incontri che non solo hanno visto una grande partecipazione del mondo imprenditoriale locale, ma anche di studenti universitari oltre a tanti cittadini di Casarsa». I precedenti incontri hanno visto gli interventi dei professori Franco Cardini e Igor Jelen (Università di Firenze).

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In copertina, il professor Vittorio Emanuele Parsi atteso questa sera a Casarsa.

Casarsa riflette sulla guerra in Ucraina tra territori, effetti e prospettive di pace

Prosegue la rassegna Geopolitica per le imprese, organizzata da Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone con la Città di Casarsa della Delizia e Limes Club Pordenone Udine Venezia. Il prossimo appuntamento è in programma, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, venerdì 11 novembre alle 20.30 con l’incontro intitolato “Territori, effetti della guerra e prospettive di pace per l’Ucraina”.
Dopo il saluto del sindaco Claudio Colussi, interverranno il professor Igor Jelen (Università di Firenze), l’onorevole Michelangelo Agrusti (presidente di Confindustria Alto Adriatico) e il professor avvocato Guglielmo Cevolin (Università di Udine e presidente di Historia).
“Sarà un momento di riflessione – ha anticipato Colussi – su un tema di estrema attualità come quello della guerra, da analizzare attraverso gli strumenti della storia, della politica e dell’economia. Un incontro che siamo lieti di ospitare per approfondire la conoscenza di tematiche internazionali non solo in favore delle aziende locali, per le quali la rassegna è stata ideata, ma anche per tutti i cittadini che vorranno partecipare”.
La rassegna era iniziata lo scorso 5 ottobre con l’apprezzato incontro che aveva visto protagonista, sempre sul tema della guerra, il professor Franco Cardini (Università di Firenze).

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In copertina, Michelangelo Agrusti presidente di Confindustria Alto Adriatico. 

 

La terza ricostruzione del Fvg: a Casarsa oggi il primo incontro

di Silvio Bini

Appuntamento stamane a Casarsa della Delizia (ore 9.30, ridotto del Teatro Pier Paolo Pasolini) in occasione del primo incontro pubblico del Comitato promotore per la “terza ricostruzione” del Friuli Venezia Giulia (dopo quella post-bellica e quella post-terremoto del 1976). L’organismo è costituito da persone con esperienze molteplici maturate nel mondo della politica, della cultura, dell’economia, della pubblica amministrazione, delle professioni e dell’attività accademica e che si sentono in dovere, in un momento così difficile come l’attuale della nostra storia, di dare testimonianza attiva del proprio impegno. Suoi componenti sono Mario Banelli, Ferdinando Ceschia, Guglielmo Cevolin, Gianfranco Ellero, Sandro Fabbro, Antonino Morassi, Roberto Muradore, Pietro Mussato, Ubaldo Muzzatti, Diego Navarria, Maurizio Piemonte, Giorgio Santuz, Bruno Tellia e Roberto Visentin.

Le premesse operative del Comitato promotore pertanto sono:
a) che dopo oltre dieci anni di crisi economica, dopo gli effetti delle ricorrenti crisi dovute ai cambiamenti climatici e, con una grave pandemia da Covid-19 ancora in corso, le condizioni strutturali della regione nel suo complesso non paiono per nulla positive;
b) che, pertanto, o si ricostruiscono, con tutte le risorse che possono essere destinate a tale scopo, le condizioni sociali, economiche e ambientali per un forte rilancio della regione Fvg o si è destinati a scomparire, in silenzio, nel giro di poco tempo.

Non si sa ancora se il Governo chiamerà anche le Regioni a collaborare al “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” da finanziarsi con i massicci investimenti europei “Next Generation Eu” perché, in tal caso, la nostra Regione avrà titolo per proporre un suo piano adeguato alle risorse disponibili ed alle sfide che abbiamo davanti.
Il Comitato promotore, facendo affidamento anche sulle parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del 4 agosto scorso, per il 50° delle Regioni, quando aveva sostenuto che, ai fini del piano per l’Italia, “è prezioso il contributo delle Regioni (…) con il coinvolgimento e collaborazione di tutte le energie del Paese”, guarda fiducioso a tale prospettiva.
Con questo primo incontro di Casarsa, quindi, si intende attivare un dibattito pubblico sulle finalità e modalità del piano regionale di ricostruzione. La visione di fondo che si propone è quella di un progetto di regione capace di ricomprendere tutti i territori, tutte le energie esistenti e di motivare le generazioni più giovani.

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In copertina, l’ingresso del Teatro Pasolini a Casarsa della Delizia; all’interno, la sala del ridotto.

 

La guerra in Siria e i suoi riflessi domani a Vittorio Veneto

I drammi della guerra in Siria, con tutti i problemi derivati nello scacchiere mediorientale, ma anche con i riflessi che gli stessi hanno a livello internazionale, costituiscono la scottante tematica di un incontro che si terrà domani 13 dicembre, alle 20.30, al Museo della Battaglia, in piazza Giovanni Paolo I, a Vittorio Veneto. Relatori il dottor Giorgio Da Gai, editorialista e scrittore, Andrea De Bortoli, inviato Solidarité Identités onlus in Siria, Ada Oppedisano, presidente della stessa organizzazione, e il professor Guglielmo Cevolin dell’Università di Udine e di Historia Pordenone. Moderatore il professor Roberto Vitale dell’Università di Trieste. L’incontro, che beneficia del patrocinio del Comune di Vittorio Veneto, metterà dunque a fuoco le interpretazioni sulla recente guerra in Siria e sugli sviluppi dell’azione turca dell’ottobre scorso a danno dei curdi. Interpretazioni che possono dirci qualcosa sulla stabilità dell’area strategia contemporanea del cosiddetto Medio Oriente, ma anche sui riflessi che tutto questo può avere sulla scena internazionale.

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In copertina, il dottor Giorgio Da Gai, editorialista e scrittore.

L’Italia tra ansia di futuro e contagio del passato oggi a Udine

Nel conto alla rovescia per le elezioni dell’Europarlamento, la 15ma edizione del festival vicino/lontano si apre oggi,  16 maggio, a Udine, con un articolato focus che inquadra la crisi dell’istituzione europea nel suo rapporto con l’empasse di un’Italia incapace di affrontare le sfide globali. Oltre 250 protagonisti, e un centinaio di eventi in cartellone fino a domenica, ci mostreranno il mondo attraverso la lente del “contagio”, parola-chiave delll’edizione 2019: fra i protagonisti Nicola Gratteri, Jan Zielonka, Francesca Mannocchi, Floriana Bulfon, Pietro Del Soldà, Giorgio Zanchini, Guido Crainz, Stefano Allievi, Alessio Romenzi, Claudia Lodesani. E, ancora, Eugenia Carfora, Raffaele Simone, Anton Giulio Lana, David Puente, Federica Angeli, Giampaolo Rossi, David Parenzo, Massimo Polidoro, David Riondino, Angelo Floramo, Bernardo Valli, Paolo Legrenzi e Claudio Zampa.
Alle 17, nella sede della Fondazione Friuli, Lucio Caracciolo presenterà –  in anteprima a vicino/lontano – l’ultimo numero della rivista LiMes da lui diretta, intitolato Anti-europei: assieme allo storico Tiziano Bonazzi e al giurista, esperto di diritto internazionale, Maurizio Maresca, moderati da Guglielmo Cevolin, si chiederà quanto i nazionalisti e i sovranisti già al potere in molti Stati dell’Unione potranno contribuire alla sua disgregazione, condizionando in maniera significativa le prossime elezioni europee.

Vicino/lontano 2019 si inaugura oggi, alle 18, nella storica sede di Largo Ospedale Vecchio con il saluto dei promotori: assieme al presidente dell’Associazione vicino/lontano, Guido Nassimbeni, interverranno il presidente del Consiglio regionale Mauro Zanin, l’assessore alla Cultura del Comune di Udine Fabrizio Cigolot, il prorettore dell’Ateneo udinese, Angelo Montanari, e il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini.
Alle 19 nell’ex chiesa di San Francesco “Europa: i molti germi di una crisi”: il dialogo inaugurale offrirà uno sguardo dinamico sull’Europa e il progressivo “contagio” che l’ha investita, a partire dalla crisi finanziaria del 2008, che rischia di mettere in crisi la stessa democrazia in molti dei suoi componenti. Si confronteranno il politologo dell’Università di Oxford Jan Zielonka, il giornalista Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, e lo storico Guido Crainz, interpellati e coordinati da Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano.
Quando hanno iniziato a manifestarsi le prime avvisaglie del processo e come sta rispondendo la politica? I primi sintomi iniziano a manifestarsi già all’indomani del 1989, e si aggravano nel 2004, con l’allargamento dell’Unione a dieci nuovi Paesi con realtà economiche, istituzionali e culturali disomogenee. Quasi tutti facevano parte dell’Europa a lungo “sequestrata” dal comunismo sovietico. Portavano in dote tre pericoli a lungo sottovalutati: nazionalismo, populismo e la tentazione di governi forti. L’anno dopo, Francia e Paesi Bassi affossavano con un referendum il progetto di Costituzione europea: si fermava così il processo di unificazione politica e si accentuava il primato dell’economia. Un errore reso drammatico dalla crisi finanziaria internazionale, che ha prodotto sconvolgimenti nei rapporti sociali, insicurezza e paura.

Lo storico Guido Crainz.

E l’Italia? Senza quasi accorgersene è finita nel mezzo del ring dove Stati Uniti e Cina si contendono il titolo mondiale di superpotenza, ed è ancora alla ricerca di una strategia all’altezza delle sfide globali. La necessità di affrontare le mai risolte emergenze del paese sarà al centro della sempre attesissima lectio magistralis di Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica LiMes: alle 21, sempre nell’ex chiesa di San Francesco, introdotto dal giurista Guglielmo Cevolin. Lucio Caracciolo ha titolato la sua lectio “Il contagio del passato: l’Italia ha (ancora) un futuro?”: il tempo dell’improvvisazione è scaduto. Serve uno Stato ricentrato e finalmente compiuto, dove poteri e responsabilità siano immediatamente visibili e imputabili. Invece discutiamo di devolvere altre funzioni alle Regioni, immaginando città-Stato o sognando regressioni preunitarie – riedizioni del Lombardo-Veneto e nostalgie borboniche. Un modo per evitare di affrontare le vere emergenze del Paese: il persistente divario economico Nord-Sud e anzi il suo aggravarsi, l’invecchiamento della popolazione e la gestione dei flussi migratori, il controllo mafioso di interi pezzi di territorio, Nord incluso.
Proprio il tema dell’illegalità – con un’analisi aggiornata su corruzione, connivenze istituzionali, micro e macro criminalità a diffusione globale – sarà al centro della giornata di domani 17 maggio: alle 21.30 sempre in San Francesco si parlerà del contagio delle mafie e del sistema del malaffare, che ha attecchito e si è diffuso come una pestilenza nel tessuto economico e sociale dell’intero pianeta. Ci saranno il procuratore della Repubblica di Catanzaro, in prima linea contro la ‘ndrangheta, Nicola Gratteri; assieme a lui la giornalista di Repubblica Federica Angeli, sotto scorta per le sue indagini sulla mafia di Ostia, e Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali e tra i massimi esperti di ‘ndrangheta e globalizzazione delle mafie, con la moderazione del giornalista Giorgio Zanchini, conduttore per Rai Radio 1 della trasmissione “Radio anch’io”. Federica Angeli, nella mattinata di domani, sarà anche tra i protagonisti – al Teatro Nuovo Giovanni da Udine – de “Il piacere della legalità?”, momento conclusivo del percorso formativo rivolto agli studenti e ai detenuti sui temi dell’etica e della responsabilità individuale. Il progetto, coordinato da Liliana Mauro, giunge quest’anno alla sua 12ma edizione e coinvolge otto istituti superiori di Udine e una serie di istituzioni pubbliche e private. Fra gli ospiti anche il docente Francesco Barone, portavoce del Nobel per la Pace Denis Mukwege, Pierluigi Di Piazza, testimone di solidarietà del Centro Balducci, l’ingegnere informatico John Mpaliza, originario della Repubblica Democratica del Congo e messaggero di pace, Beppe Pagano, fondatore della cooperativa Nco-Nuova Cucina Organizzata di Aversa e il rapper friulano dj Tubet.

E fin da oggi, all’Università di Udine (sede dei Rizzi) si proietterà in loop il documentario “Meme: tra viralità e comunicazione”, a cura di Constraint Magazine Udine. Il termine meme deriva dal greco mímēma (imitazione) ed è stato coniato nel 1976 dal biologo evolutivo Richard Dawkins per indicare un elemento di una cultura o civiltà che si diffonde attraverso l’imitazione. Al tempo di Internet e dei social network il termine è associato a un’immagine, una frase, un video, un’espressione – spesso modificati in senso ironico – che si propagano in maniera virale e spontanea sul Web. La diffusione avviene rapidamente perché sono gli stessi utenti della rete a farlo girare tra i propri contatti, generando un vero e proprio effetto a catena, come se fosse un virus. Un documentario, trasmesso in loop, ripercorre il cambiamento del nostro modo di comunicare. Il programma di vicino/lontano 2019 sul sito www.vicinolontano.it

Il politologo di Oxford Jan Zielonka.

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In copertina, Lucio Caracciolo oggi sarà protagonista a Udine.

Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone e il LiMes Club Pordenone Udine Venezia….

Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone

ed il LiMes Club Pordenone Udine Venezia

Lunedì dì 23 ottobre 2017, ore 20.00 hanno organizzato l’evento:

La cena geopolitica

Catalogna, Veneto e Lombardia, Referendum, autonomia & indipendenza in Europa.

coordinatore & Presentatore Prof. Avv. Guglielmo Cevolin (Presidente di Historia)

Relatore: Prof. Aureli Argemì (Presidente emerito del Ciemen di Barcellona);

 

discussant Dott. Giorgio Da Gai (autore del primo volume della collana di Geopolitica Diritto Storia di Historia); 

L’indipendenza della Catalogna? Anche il Veneto e la Lombardia celebrano il loro referendum per l’autonomia. Gli Stati dell’Unione Europea delegittimati vedono crescere movimenti autonomisti ed indipendentisti. E’ possibile una la nuova Europa più fedele ai progetti dei loro fondatori, basata sui cittadini e i loro popoli rispettivi,  un’ Europa unita sulla base del pieno rispetto delle diversità?  E’ una prospettiva credibile una integrazione che consenta ai cittadini di assicurare uno sviluppo economico espressione dell’identità,  dell’impegno e dell’autogoverno di identità collettive di cui si compone l’Europa? E in quale direzione si orienta il Friuli?

questi gli argomenti di discussione conviviale, in presenza di ottimi vini e manicaretti gastronomici (da fare invidia persino alla Antonella Clerici)… 

Chi è Aureli Argemí:  nasce nel 1936 a Sabadell (Catalogna). E’ stato segretario dell’abate del monastero benedettino di Montserrat Aureli Maria Escarré i Jané, costretto da Franco all’esilio, dal 1965 al 1968, anno della morte di Escarré. Nel 1974 Argemì fonda il CIEMEN (Centre Internacional Escarré per les Minories Ètniques i Nacionals) di cui è tuttora Presidente onorario. Promotore della Dichiarazione universale dei diritti linguistici, della Conferenza delle Nazioni senza Stato in Europa (CONSEU) e della Rete Mondiale per i Diritti Collettivi dei Popoli presso il Parlamento Europeo. Il 20 aprile 2016 viene insignito della Creu de Sant Jordi, onorificenza istituita per Decreto n. 457 della Generalitat di Catalogna il 18 dicembre 1981, “per le persone fisiche o giuridiche, che per i loro meriti, hanno reso servizi eccezionali per la Catalogna in difesa della propria identità o, più in generale, negli ambiti civili e culturali”. Historia con Aureli Argemì dal 2006 ad oggi ha realizzato ininterrottamente tavole rotonde internazionali a Barcellona, Bruxelles e Udine.

Che cos’è la cena geopolitica : Historia e il LiMes Club Pordenone Udine Venezia organizzano presentazioni di libri o singole iniziative dedicate all’approfondimento di temi storici o concernenti le relazioni internazionali. La cornice della cena offre la possibilità con un costo relativamente modesto di trattare argomenti tra una portata e l’altra. Si tratta di un modo per entrare in contatto con un autore o l’esposizione di un argomento in un contesto più leggero, con sempre la garanzia della attualità e dell’eccellenza di Historia e del LiMes Club Pordenone Udine Venezia.

Insomma … non chiacchere da bar.

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Venerdì 20 ottobre 2017 al museo di Vittorio Veneto…

Venerdì 20 ottobre,  al museo di Vittorio Veneto, in Piazza Giovanni Paolo I,  si è svolto un convegno patrocinato dall’amministrazione comunale locale.

Gli argomenti trattati : missili intercontinentali, droni e bombardamenti aerei. 

Questo evento segue l’incontro con Lucio Caracciolo Direttore di LiMes Rivista italiana di geopolitica.

e l’evento di irripetibile portata internazionale occorso Il 12 ottobre scorso a Washington DC   (USA)

Gli argomenti trattati dal Prof. Tullio Scovazzi docente di Diritto internazionale all’Università di Milano Bicocca  sono stati :

 “Diritto internazionale e bombardamenti aerei”

Riprendendo e commentando la Discussione sul volume “Diritto internazionale e bombardamenti aerei” di Massimo Annati e Tullio Scovazzi (a cura di), Giuffrè editore, Milano 2012

  Approfondimento per l’attualità sui missili intercontinentali e i droni

 L’ evento rientra nell’ambito del programma di commemorazione della figura dell’On.le Brandolino Brandolini d’Adda rappresentante del Collegio di Vittorio Veneto in Parlamento e unico Deputato caduto nel corso della Grande Guerra.

L’ iniziative si è realizzata a cura  Comune di Vittorio Veneto in collaborazione con il Gruppo Studi Storici e Sociali  Historia anche mediante il contributo finanziario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo della Repubblica italiana,  in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Veneto.

Discussione sul volume “Diritto internazionale e bombardamenti aerei” di Massimo Annati e Tullio Scovazzi (a cura di), Giuffrè editore, Milano 2012

RelatorI, oltre al Prof. Tullio Scovazzi (Università di Milano Bicocca)…

il Prof. Aggr. Guglielmo Cevolin (Università di Udine e Historia Pordenone);

Moderatore Prof. Roberto Vitale (Vitale Institute for Geopolitical Studies).

La riflessione sui profili giuridici internazionali del bombardamento aereo ha offerto l’occasione di affrontare i temi generali e più problematici del diritto internazionale di guerra, come l’obbligo di distinguere tra gli obbiettivi militari e quelli civili e il principio della proporzionalità tra il vantaggio militare che un attacco può produrre e il pregiudizio sofferto dai civili,  gli effetti negativi del bombardamento aereo, come la distruzione di beni culturali o il deterioramento di equilibri ambientali. Lo studioso di diritto internazionale di fronte all’invenzione del bombardamento aereo individua nel fenomeno l’affossamento del diritto e l’affermarsi di una criminale follia.

E’ seguito  un approfondimento per l’attualità sui missili intercontinentali e i droni.

Citiamo una breve biografia dei relatori:

Prof. Tullio Scovazzi, Professore di Diritto Internazionale nell’Università di Milano-Bicocca. Partecipa occasionalmente a negoziati e riunioni internazionali in tema di diritti umani, diritto dei beni culturali e diritto dell’ambiente, come esperto giuridico dell’Italia o del Segretariato di organizzazioni internazionali. E’ stato visiting professor all’Università di Brest (1987), Paris II (1993), Paris I (1995), Nantes (1999), Limoges (2000). E’ membro di molte società scientifiche in Europa e nelle Americhe come l’ American Society of International Law , la Société Française de Droit International, l’ Academia Internacional de Derecho Pesquero, l’ Academia Paulista de Direito e  l’ Asociación Argentina de Derecho Internacional.

Prof. Avv. Guglielmo Cevolin, Professore Aggregato di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università di Udine. Insegna Diritto dell’informazione e dei media, Diritto dei mercati e degli intermediari finanziari all’Università di Udine e Legislazione nazionale dei beni culturali all’Università di Bologna. Presidente del Gruppo Studi Storici e Sociali Historia di Pordenone. Coordinatore del LiMes Club Pordenone-Udine-Venezia dal 1996 e del Corso di Geopolitica del Gruppo Studi Storici e Sociali Historia di Pordenone giunto nel 2017 alla XXI edizione. Direttore del Seminario geopolitico dell’Università di Udine (2016 e 2017, Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Multimediali Pordenone). Dal settembre 2013 iscritto all’Albo dei docenti della Scuola Superiore dell’Amministrazione del Ministero dell’Interno della Repubblica Italiana.

Prof. Roberto Vitale , insegna Giornalismo e nuovi media nel corso in Scienze Politiche dell’Università di Trieste.  Giornalista professionista, già portavoce del contingente italiano delle Nazioni Unite in Libano. Ha scritto per  il quotidiano Trieste Oggi, il Piccolo , l’Indipendente, Il Sole24Ore e l’ Ansa. Ha firmato reportage da ogni parte del mondo, documentando catastrofi come l’uragano Isabel negli Usa e guerre come l’operazione Antica Babilonia in Iraq. Presidente della Associazione culturale Cinzia Vitale Onlus, Ideatore e organizzatore del Premio giornalistico Papa Hemingway dedicato ad Ernst Hemingway a Caorle (VE), Ufficiale di complemento dell’Arma di Cavalleria.

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