Lago di Cornino, ammirare i grifoni in volo dall’altopiano di Monte Prat

Un’inedita, suggestiva passeggiata naturalistica sull’altopiano del Monte Prat, attraverso gli antichi pascoli, per ammirare dall’alto la valle e il lago di Cornino e da vicino i grifoni in volo: è la nuova proposta – in calendario per domani 18 giugno – della Coop Pavees, che gestisce la Riserva naturale regionale del lago di Cornino, appunto, e che quest’anno ha arricchito il programma consolidato degli eventi stagionali con alcune nuove proposte, tutte di alto interesse.

La prima avrà dunque per cornice l’affascinante ambiente dell’altopiano: in un’escursione di circa 4 ore (il dislivello sarà di 300 metri) i partecipanti potranno immergersi in un ambiente carico di suggestioni e scoprirne storia e caratteristiche grazie al contributo di guide esperte. Il ritrovo è fissato alle 9, al Centro Visite della Riserva, il rientro è previsto per le 13: per partecipare è necessaria la prenotazione, effettuabile all’indirizzo mail centrovisite@riservacornino.it o al numero 0427.808526.
L’altopiano di Monte Prat, che come detto sovrasta il lago di Cornino, è una splendida conca naturale a un’altitudine di circa 800 metri, ricca di tesori nascosti: da questo speciale “osservatorio” si può godere di una panoramica privilegiata sul volo dei grifoni che gravitano attorno alla Riserva, spesso visibili ad appena qualche decina di metri di distanza. Durante la camminata di potrà inoltre familiarizzare con l’architettura degli stavoli, costruzioni tipiche dell’ambiente montano del Friuli Venezia Giulia, un tempo utilizzate come ricovero per gli animali domestici (e in buona parte, oggi, restaurate): si trovano nei pascoli delle quote inferiori, quelli usati per il prealpeggio. Un’occasione, insomma, per calarsi nella storia rurale del Comune di Forgaria, oltre che per assaporare la bellezza di un patrimonio naturalistico unico nel suo genere.
«La stagione 2023 – commenta il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi, delegato alla Riserva naturale del lago di Cornino – offrirà appuntamenti capaci di intercettare e stuzzicare la curiosità di un pubblico diversificato: l’escursione sull’altopiano del Monte Prat, in particolare, abbina alla promozione della Riserva quella dell’intero territorio comunale e dei suoi gioielli naturalistici e paesaggistici, rispecchiando la linea guida dell’amministrazione nel campo delle politiche turistiche, volte a valorizzare tutte le ricchezze locali».

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In copertina, un grifone in volo sul lago di Cornino; all’interno, due suggestive immagini di Monte Prat e dei suoi stavoli.

Grifoni più autonomi nell’alimentazione: importanti dati dalla Riserva di Cornino

Sempre più numerosi e, da qualche mese, sempre più autonomi. L’inverno a cavallo fra 2020 e 2021 ha fatto registrare importanti e inattesi dati scientifici agli esperti della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, che monitorano l’ormai consistente popolazione di grifoni – 70 le coppie censite lo scorso anno e almeno 44 i giovani involati, esito di un autentico boom delle nidificazioni – presente nell’area prealpina e in parte di quella alpina, perché la “colonizzazione” dei rapaci si sta progressivamente espandendo.
La novità dell’ultima, lunga stagione fredda, molto probabilmente favorita dall’inusuale abbondanza di neve, è la sporadica fruizione, da parte degli avvoltoi, del punto di alimentazione attivo nella Riserva e costantemente rifornito dal competente personale della Coop Pavees, che gestisce il sito: al cosiddetto carnaio, da dicembre a un paio di settimane fa, di grifoni ne sono arrivati pochi, per un bilancio complessivo nettamente diverso da quello degli anni precedenti. «Sono stati assenti per periodi molto lunghi – conferma il direttore scientifico della Riserva, professor Fulvio Genero – e questo significa che si stanno appunto rendendo più autonomi nell’alimentazione. La copiosità delle nevicate, che ha provocato la morte di parecchi animali selvatici, è stata determinante: le carcasse di camosci, cervi, stambecchi hanno evidentemente rimpiazzato i rifornimenti sistemati nel carnaio, permettendo ai rapaci – per i quali il freddo non rappresenta un problema – di restare in montagna per tempi molto più lunghi di quanto avessero mai fatto finora. Grazie alla telemetria satellitare abbiamo potuto constatare che alcuni gruppi, per esempio, hanno continuato a gravitare sulla zona di Sauris, nel parco nazionale del Tricorno, in Slovenia, nel comprensorio del Montasio, nell’alta Carnia. Una simile tendenza aveva già iniziato a manifestarsi negli anni scorsi, ma mai in maniera così netta ed evidente: in passato nel periodo invernale i grifoni frequentavano quasi esclusivamente l’area prealpina». Tante le segnalazioni trasmesse da vari osservatori, fra cui cacciatori, che in alcuni casi hanno anche immortalato i grifoni mentre si cibavano dei resti di animali morti.
A fruire del carnaio, dalla primavera, sono invece gli “ospiti”, vale a dire i grifoni che cominciano ad arrivare dall’estero, Croazia in testa; recente anche il monitoraggio di esemplari giunti dalla Serbia e dalla Grecia. Complessivamente, l’attuale popolazione di avvoltoi in movimento fra il Friuli, la Slovenia e l’Austria si aggira su quota 200 esemplari nella stagione invernate e in circa 400 in quella estiva.
«Dati significativi – afferma il sindaco di Forgaria, Marco Chiapolino -, che attestano, una volta di più, la validità e l’importanza del Progetto Grifone, di quest’area e della sua valenza a livello internazionale».

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In copertina, alcuni grifoni sul Montasio in una foto di Marco Ursic.