“Caro bollette”, a Udine c’è un’intesa fra Confartigianato e UniCredit

Aiutare le piccole e medie imprese a fronteggiare i recenti, rilevanti, rincari energetici supportandone le esigenze di liquidità, soprattutto per quei settori maggiormente colpiti dai rincari e che rischiano un’ulteriore compressione del proprio capitale circolante. Con questo obiettivo UniCredit e Confartigianato-Imprese Udine hanno siglato un accordo finalizzato al sostegno concreto delle ditte associate: più nel dettaglio, la banca metterà a disposizione una nuova linea di finanziamenti, con importo minimo di 10 mila euro e durata dodici mesi comprensiva di pre-ammortamento fino a sei mesi, a condizioni agevolate.

Graziano Tilatti


L’intervento rientra nella più ampia strategia di UniCredit che ha portato allo stanziamento di un plafond di 3 miliardi di euro per dare supporto alle aziende del Paese impattate dal “caro bollette” e per quelle che devono fronteggiare esigenze straordinarie legate all’attuale situazione dei mercati internazionali.
«Con questo accordo intendiamo rispondere alle necessità delle realtà artigiane del Friuli rispetto a un problema non differibile, con una logica di attenzione e presenza attiva rivolta alle nostre comunità – afferma Luisella Altare, regional manager Nord Est di UniCredit -. In particolare, grazie all’accordo siglato con Confartigianato Udine, le imprese associate potranno beneficiare di linee di credito dedicate per limitare l’effetto negativo del caro-energia». «L’intesa con gli istituti bancari – aggiunge Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine – testimonia la volontà dell’associazione di individuare soluzioni congiunte che consentano agli artigiani e ai piccoli imprenditori di far fronte al vertiginoso aumento dei costi dell’energia e di operare una graduale transizione energetica verso modelli di produzione a ridotto impatto ambientale, economico e sociale». Le filiali di UniCredit restano a disposizione per maggiori dettagli.

 

Da Ancos Udine un mezzo di trasporto per sezione Ana e Protezione civile

Nuovo gesto di solidarietà da parte del Comitato provinciale Ancos (Associazione Nazionale Comunità Sociali e Sportive) di Confartigianato Udine. Il comitato friulano ha infatti messo a disposizione delle sezioni udinesi di Ana e Protezione civile un automezzo Fiat Fiorino per il trasporto in particolare di generi alimentari.
La consegna del mezzo è avvenuta nel corso di una piccola cerimonia organizzata presso la sede Ana di Udine, presenti – tra gli altri – il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti, il presidente provinciale di Ancos, Mario De Bernardo, il presidente regionale di Anap, Pierino Chiandussi, e ancora Pietro Botti di Confartigianato Udine e Luciano Ermacora. A ricevere il mezzo sono stati Dante Soravitto de Franceschi, presidente della sezione Ana di Udine, e Luigi Rosolen per l’associazione regionale della Protezione civile assieme al coordinatore di sezione Luigi Ziani.
«Abbiamo voluto mettere a disposizione dell’Ana e della Protezione civile questo mezzo, ricevuto dall’Ancos nazionale e ottenuto con l’uso dei fondi della raccolta del 5×1000, per dare un segnale di attenzione nei confronti del territorio. Confartigianato – ha aggiunto il presidente Tilatti – è da sempre vicina alle persone e a quel volontariato, che è parte del dna di questa nostra regione, e che in questi ultimi anni è stato in prima fila, fondamentale ancor più in tempi di pandemia».

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In copertina, un momento della cerimonia e qui sopra il mezzo donato da Ancos Udine.

Confartigianato Udine, a Battistutta il testimone dei Giovani imprenditori

Cambio al vertice del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine. Il testimone passa dalle mani di Enrico Todesco a quelle di Marco Battistutta, eletto presidente dei giovani artigiani per acclamazione dall’assemblea del movimento che si è riunita per il rinnovo del consiglio direttivo. Pasticcere di 32 anni, Battistutta ha abbracciato giovanissimo la sfida dell’autoimprenditorialità: «Avevo 22 anni quando ho aperto Charlotte, la mia pasticceria. Non sono figlio d’arte, ho fatto tutto da me. Dopo aver finito il Civiform -racconta – ho lavorato per alcuni anni come dipendente e poi ho aperto la mia attività. Nel 2019 ho ampliato il locale, oggi ho tre dipendenti e accosto pasticceria e gelateria». Una testimonianza, la sua, che promette di fare proseliti nel cuore e nelle aspirazioni dei più giovani, convincendoli che non c’è solo il lavoro dipendente, ma che il loro futuro possono costruirselo e ottenerne grandi soddisfazioni.

Il passaggio di consegne.


Come detto, Battistutta succede a Todesco alla presidenza del movimento e sarà affiancato da due vicepresidenti, Elena Buttazzoni della Blifase srl di Corno di Rosazzo (vicaria) ed Elisa Stella, della Tipografia Marioni di Udine.
«Il Movimento – assicura Battistutta – continuerà a sostenere l’avvio di impresa, vogliamo aiutare chi desidera aprire l’attività anche in un momento così difficile per l’aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi dell’energia. E vogliamo investire nella formazione e potenziare i rapporti con il mondo scolastico per l’orientamento all’imprenditorialità».
A lui il presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, ha rivolto i suoi migliori auguri rivolgendo al contempo un ringraziamento a Todesco: «Grazie a chi ha passato il testimone e auguri di buon lavoro a chi lo raccoglie».
Un lavoro che sarà orientato soprattutto a incentivare i giovani ad avvicinarsi al mondo dell’autoimprenditorialità e a incrementare così l’incidenza delle imprese giovanili sul totale: in provincia di Udine, al 31 dicembre 2021, pesavano infatti solo il 7,1%, 3.043 sulle quasi 43mila complessive. A dirlo è l’ufficio studi di Confartigianato Imprese Udine che rileva pure l’incidenza significativa delle imprese giovanili artigiane della provincia di Udine che sono ben 1.139. Significa che più di un’impresa “under” su tre (37,4%) è artigiana.
Fortunatamente, rispetto al dato pre-pandemia (2019), in provincia le perdite tra le file delle giovani imprese nel biennio Covid si sono “fermate” a una media di 50 l’anno, meno di quelle registrate tra 2018 e 2019 (-119).

Il gruppo Giovani imprenditori.

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In copertina, Marco Battistutta riceve gli auguri del presidente Graziano Tilatti.

(Foto Petrussi)

Confartigianato Udine e SardexPay: intesa per la moneta complementare

Scambiare beni e servizi senza muovere un euro? Oggi è possibile grazie a Sardex, Pmi innovativa che attraverso la piattaforma SardexPay consente a imprese, liberi professionisti e associazioni di vendere e acquistare beni e servizi usando moneta complementare.
Da qualche giorno anche in provincia di Udine grazie alla convenzione siglata tra SardexPay e Confartigianato-Imprese Udine, un patto di collaborazione tra la principale associazione di categoria del territorio e la più grande community italiana nel mondo delle monete complementari. Ripresa, territorio e sostenibilità: queste le parole chiave intorno a cui è nata e si è sviluppata questa partnership che punta a fornire strumenti innovativi di accesso al credito per le Pmi.
«L’intesa firmata con SardexPay – afferma Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine – si inserisce all’interno di una visione che pone le esigenze di mercato e liquidità delle imprese come prioritarie per la nostra associazione. La crescita del nostro tessuto imprenditoriale in un’ottica di economia collaborativa sta diventando una necessità assoluta per le nostre aziende soprattutto all’interno di questi scenari economici internazionali così incerti».
«Oggi più che mai – aggiunge Franco Contu, direttore commerciale e co-founder Sardex Spa – il rilancio economico passa dalle Pmi e dalle imprese artigiane, che hanno bisogno di liquidità per investire e scommettere sul futuro. I modelli di economia collaborativa tra imprese come SardexPay possono essere uno strumento importante per rispondere a questo bisogno e sostenere le Pmi del nostro Paese».
La community nazionale di SardexPay è la più rilevante realtà italiana del settore e la seconda in Europa, con 10.000 imprese in rete e un volume di transazioni che nel 2021 ha superato un controvalore in euro di 200 milioni, di cui 125 regolati in “moneta complementare”, senza dunque intaccare la liquidità euro delle imprese. Nel corso degli ultimi anni SardexPay ha stretto partnership con Banca Etica, PerMicro e altre realtà del settore, l’obiettivo dell’accordo con Confartigianato-Imprese Udine è quello di sviluppare la presenza sul territorio friulano offrendo alle aziende aderenti a Confartigianato la possibilità di aderire ad un prezzo vantaggioso alla community, beneficiando dello scambio di beni e servizi attraverso la piattaforma nazionale e acquisendo nuovi clienti e fornitori.

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In copertina, Graziano Tilatti e Franco Contu mentre firmano l’accordo a Udine.

 

Confartigianato-Imprese, il Basso Friuli sceglie il lignanese Giorgio Venudo

Giorgio Venudo è il nuovo presidente della zona Basso Friuli di Confartigianato-Imprese. Gelatiere di Lignano Sabbiadoro, già vicepresidente zonale e componente del consiglio nazionale di categoria, Venudo prende le redini della zona dopo 8 anni di presidenza di Loredana Ponta.
L’artigiano è stato eletto durante l’assemblea di zona per acclamazione, alla presenza del presidente provinciale di Confartigianato-Imprese, Graziano Tilatti, che gli augura buon lavoro. «A Giorgio e alla sua squadra – ha detto Tilatti – vanno il mio personale augurio di buon lavoro e un grazie per aver accolto con spirito di squadra questo nuovo impegno. Il periodo – ha aggiunto il presidente – non è facile, ma sono convinto che in Venudo la zona abbia trovato la guida giusta, grazie a quel mix di esperienza, passione ed entusiasmo che caratterizzano da sempre Giorgio sia nella vita professionale che associativa». Ad affiancarlo, oltre alla vicepresidente zonale Serena Moras di Palmanova, anche l’impiantista di Castions di Strada, Giacomo Passon, pure lui eletto per acclamazione nella stessa assemblea.
Venudo, come detto, ha accolto con emozione il nuovo incarico. «Ringrazio i presenti – ha detto – per la fiducia che mi hanno accordato. Sarò il presidente di tutti e mi impegno fin d’ora a farmi portavoce delle istanze che verranno dalla base associativa tanto nei confronti del nostro vertice provinciale quanto delle istituzioni e di ogni interlocutore che possa esser utile a risolvere i problemi degli artigiani e far crescere la categoria».
Una famiglia, quella della zona del Basso Friuli, che a fine 2021 contava – stando ai dati elaborati per l’occasione dell’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine – su 2.788 imprese artigiane (il 31% di quelle complessivamente attive) e 6.137 occupati. L’incidenza sociale dell’artigianato è di 26 imprese per mille abitanti, superiore alla media regionale che si ferma a 23.
Rispetto a dieci anni fa, il numero degli artigiani si è contratto di 361 unità (-11%), una decrescita che nell’ultimo anno ha visto una lieve inversione di marcia, con un recupero di 18 imprese dopo molti anni in calo. Tra le imprese artigiane prevalgono quelle del comparto costruzioni (42%), seguite dai servizi (38%) e manifatture (20%). Nel “distretto” della nautica sono attive 121 aziende (con tendenza in crescita) e 563 addetti.

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In copertina, il gelatiere lignanese Giorgio Venudo nuovo presidente della zona Basso Friuli di Confartigianato-Imprese.

Udine, l’artigianato ora è finalmente in ripresa ma la manodopera è introvabile

(g.l.) Il Covid finalmente pare giunto alle sue ultime battute, la ripresa è in atto – anche se, purtroppo, incombono le gravi inceretezze innescate dalla guerra in Ucraina -, ma per assecondarla servono braccia. Sono però proprio queste che un settore produttivo importante, anzi strategico come quello dell’artigianato stenta a trovare, tanto che quello della manodopera è il problema che oggi “zavorra” più di tutti la rimessa in moto dopo due anni di emergenza sanitaria.

Tilatti con Nicola Serio.


Il titolo dato alla 32a Indagine congiunturale sull’artigianato in provincia di Udine lascia, dunque, ben poco all’immaginazione: “Artigiani Cercasi”. Il dato più eclatante tra quelli che emergono dalle interviste realizzate da Irtef tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio a 601 artigiani della provincia di Udine (il 4,4% della relativa popolazione) che occupano 2.267 addetti di cui 1.360 dipendenti, è proprio quello che attiene alla mancanza di lavoratori di assumere, in particolare di giovani che abbiano voglia di fare gli artigiani.
L’indagine, presentata ieri dal responsabile dell’ufficio studi dell’associazione, Nicola Serio, assieme al presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, evidenzia come il problema stia al primo posto, in una scala da 1 a 10, dei problemi che hanno pesato e pesano sull’attività degli intervistati. L’83%, vale a dire 8 intervistati tra quelli che stanno cercando manodopera su 10, afferma di aver avuto problemi ad assumere i profili cercati legando questa difficoltà alla scarsa predisposizione dei giovani verso le attività manuali. Su 204 imprese (sempre tra quelle intervistate) che stanno cercando personale, i profili più difficili da trovare risultano nell’ordine: l’operaio specializzato (39), l’operaio generico (25), l’autista (10), il meccatronico (8), il muratore (8), l’informatico (7), l’operatore audio video (6), il maestro d’ascia e il velaio (6), l’elettricista (5) e il falegname (5). Mancano, del resto, anche tappezzieri, carpentieri, parrucchieri, operatori Cnc, fornai, grafici, levigatori, serramentisti e boscaioli.

Falegnami

«Quest’ultima indagine contiene molti dati positivi – commenta il presidente Tilatti -, che sono parzialmente oscurati dai venti di guerra che stanno mettendo in ulteriore difficoltà l’approvvigionamento delle materie prime e i costi dell’energia. Questo si unisce al fatto che, purtroppo, la pandemia per il settore artigiano non è ancora alle spalle. I dati tuttavia ci dimostrano ancora una volta la resilienza delle nostre imprese, la capacità di rispondere con maggiore flessibilità ai momenti di criticità. Rileviamo, infine, segnali strutturali importanti che non vanno sottovalutati: la transizione digitale, grazie proprio alla pandemia, è finalmente stata imboccata e nell’arco di questi due anni ha compiuto passi da gigante”.

Tornando ai dati, al 31 dicembre 2021 le imprese artigiane attive in provincia di Udine sono 13.520, uno stock simile a quello di 50 anni fa (1972), in sostanziale tenuta nell’ultimo anno (+2). Ma la pandemia non è ancora un ricordo: 6 artigiani su 10 stanno affrontando una situazione uguale o peggiore dell’inverno precedente. Manifatture (74%), servizi alla persona (69%), autoriparazioni (67%) e servizi alle imprese (61%) contano un numero di artigiani che denunciano una situazione di gravità maggiore o uguale a un anno fa. Il 40% delle imprese artigiane ha introdotto dei cambiamenti organizzativi in azienda a seguito della crisi Covid.
Cambiamenti organizzativi non temporanei hanno interessato in modo particolare i servizi alla persona (67%) e i servizi commerciali per asporto (67%). Tra le novità introdotte in tempo pandemico che sono entrate a far parte della nuova “quotidianità” delle imprese ci sono gli strumenti Ict in genere. Il 30% delle imprese ha sviluppato contatti online per promuovere e distribuire i propri servizi, il 29% ha incrementato le proprie competenze di utilizzo dei nuovi strumenti messi in campo dalla Pubblica amministrazione.

Muratori

Sul fronte dell’occupazione, nel corso del 2021 si è registrato un lieve calo del numero di dipendenti, al contrario degli indipendenti, questi in lieve crescita. Complessivamente gli addetti sono cresciuti del +0,2%: +1,1% gli indipendenti, -0,4% i dipendenti. L’87% dei lavoratori artigiani ha un contratto a tempo indeterminato. Tra il 2020 e il 2021, il fatturato è cresciuto del 12% trainato dalla forte espansione dei settori industriali. Bene anche autotrasporti, asporto e autoriparazione, mentre si confermano in calo i servizi alla persona. Nel primo anno di pandemia le perdite di fatturato avevano riguardato tre artigiani su quattro (74,1%). Nel 2021 siamo scesi a uno su quattro (24,8%)
Resta insufficiente e in lieve calo (4,9), la fiducia degli artigiani nel sistema Paese. In ogni caso, gli ultimi due semestri fanno segnare i livelli più alti di fiducia degli ultimi 8 anni. Un dato sul quale certamente incidono l’inflazione, i rincari delle materie prime e delle commotidies, con prezzi mai arrivati tanto in alto. Il gas ad esempio: a dicembre 2021 costava il 709% in più che a dicembre 2019. E difatti, dopo i problemi a reperire manodopera, nella classifica delle difficoltà segnalate dalle imprese si contano, appunto, la crescita dei prezzi praticati dai fornitori (lo segnala il 73% degli intervistati) e quella dei costi energetici (69%).

Parrucchieri 

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In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Tilatti. 

 

In Fvg vola la fatturazione elettronica: Nordest locomotiva della ripresa Covid

In Fvg vola la fatturazione elettronica e il Nordest traina la ripresa post-Covid, confermandosi ancora una volta locomotiva del Paese. I volumi della fatturazione elettronica parlano chiaro e se a livello nazionale certificano con evidenza la ripartenza – tra gennaio e agosto 2021 l’imponibile Iva da fatturazione elettronica è cresciuto del +20,1% rispetto agli stessi otto mesi del 2020 – mostrano un ruolo da protagonista del Nordest, con il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Trento che si posizionano sul gradino più alto del podio per variazione positiva con un aumento del +28% dell’imponibile Iva rispetto allo stesso periodo del 2020. A dirlo è il report sull’imponibile Iva da e-fattura nelle regioni italiane elaborato dall’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine realizzato sulla base dei flussi informativi estratti dalla banca dati della fatturazione elettronica e, in particolare, dai flussi degli imponibili Iva da inizio pandemia ad agosto 2021.

A livello nazionale a trainare sono stati in particolare i settori “industriali” e “artigianali” delle attività manifatturiere (+29,0%) e delle costruzioni (+33,4%), al contrario di utilities (elettricità, gas e acqua -4,8%), attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (-3,3%) e servizi alla persona, comprensive del comparto artigiano del benessere, parrucchieri e centri estetici (-2%).
A livello territoriale, al primo posto nella classifica regionale si colloca il Friuli Venezia Giulia che, tra gennaio e agosto 2021, ha fatto registrare l’incremento più consistente di imponibile Iva (+28%), rispetto ai primi otto mesi del 2020, al pari della Provincia autonoma di Trento; il Veneto si colloca al 9° posto, con una variazione del +23%, comunque superiore di quasi 3 punti percentuali rispetto alla media nazionale, mentre resta a distanza la Provincia di Bolzano, che cresce, ma “solo” del +15%, restando sotto la media nazionale.
Tornando al Friuli Venezia Giulia, la regione ha toccato il punto più basso dell’imponibile Iva da e-fattura ad aprile del 2020, con una perdita del -48,7% rispetto ad aprile 2019, sotto di quasi dieci punti rispetto alla media italiana che si è fermata a -37,1%, ed è proprio rispetto ai mesi di inizio della pandemia che si osservano le maggiori crescite di e-fatturato: il rimbalzo ad aprile 2021 è stato quasi doppio del crollo nell’anno precedente, +89,6% rispetto -48,7%, che ha consentito il recupero pressoché totale delle perdite subite.

«La forte crescita registrata in Friuli Venezia Giulia nei primi otto mesi del 2021 – spiega il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – è il risultato della energica reazione dell’economia regionale dopo le gravi perdite patite a causa della pandemia e dei lockdown del 2020, quando la regione era finita al penultimo posto della graduatoria delle regioni italiane, con un calo tendenziale annuo di imponibile Iva da fatturazione elettronica pari al -19,9% (-11,1% a livello nazionale). Questa ripresa è il frutto della caparbia capacità di resistenza delle nostre imprese e dell’azione combinata delle misure attuate dal governo nazionale, da quello regionale e dalle amministrazioni locali, una filiera che nell’emergenza ha saputo ancora una volta muoversi con grande efficacia. Ora però – conclude Tilatti – non dobbiamo mollare. La pandemia e i suoi effetti deleteri sull’economia sono ancora il nostro presente. Pesano le incognite che vanno dai lavoratori in quarantena o senza super green pass, il caro di bollette di gas ed energia, la carenza e i pesanti rincari sui prezzi delle materie prime. L’auspicio è che la campagna vaccinale possa fare nuovi, rapidi passi avanti e fermare sul nascere la diffusione di nuove varianti che possono ipotecare la situazione. Ci sono tutte le condizioni per una ripartenza duratura del Paese, complici le importanti risorse messe in campo dal Governo e dall’Europa, su tutte quelle del Pnrr, che costituiscono un’occasione senza precedenti per rilanciare il Paese e l’economia e che vanno spese subito e bene. A queste però vanno affiancate moratorie non meno determinanti ai fini della tenuta e della ripresa per consentire alle aziende un rientro morbido dalle esposizioni finanziarie e dalle scadenze fiscali».

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In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine Graziano Tilatti. (Foto Petrussi)

 

 

Tagli fiscali nella legge di bilancio: il plauso di Confartigianato Udine

Giudizio positivo quello di Confartigianato-Imprese Udine sull’accordo fra Governo e partiti di maggioranza a proposito dell’utilizzo degli 8 miliardi previsti dal disegno di legge di Bilancio 2022 a riduzione della pressione fiscale. Per il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti, «l’accordo ha il merito di concentrare le risorse su pochi interventi selezionati, prevedendo l’abrogazione dell’Irap per tutte le persone fisiche, oltre a comportare un risparmio per ditte individuali di oltre 900 milioni di euro, nonché di semplificare la vita ad oltre 1,6 milioni di contribuenti eliminando l’obbligo di presentazione della dichiarazione».
Tilatti fa eco al presidente nazionale di Confartigianato-Imprese, Marco Granelli: «Apprezziamo pure la scelta di un intervento sistematico sulle aliquote Irpef a beneficio di tutti i contribuenti. Auspichiamo infine che, nell’ambito della discussione, la no tax area per gli autonomi venga adeguata nell’importo così da ridurre la differenziazione di aliquote effettive Irpef oggi esistente fra le diverse forme di reddito da lavoro».

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In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti.

 

“Compra in bottega a Natale”, a Udine per le feste ora c’è un temporary shop

Nel centro di Udine è stato inaugurato, ieri mattina, il temporary shop “Compra in bottega” allestito in piazzetta Belloni, a un passo dal Duomo, dalla Confartigianato provinciale. Uno spazio unico dove 28 aziende hanno portato una selezione dei propri prodotti per offrire a friulani e turisti la possibilità di scegliere i regali di Natale tra oggetti unici, fatti con la maestria e la passione degli artigiani del Friuli Venezia Giulia. Lo store sarà aperto fino alla vigilia di Natale: nel mese di novembre, dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19, a dicembre tutti i giorni, sempre dalle 11 alle 19. Vi si possono trovare oggetti dei più vari, dall’artigianato artistico alla moda passando per l’agroalimentare.

«Sono certa – ha esordito la presidente della zona di Udine di Confartigianato-Imprese, Eva Seminara – che ognuno potrà trovare qui il regalo perfetto per il proprio Natale». La rappresentante della categoria si è detta “orgogliosa di rappresentare gli artigiani che ancora una volta, in questo negozio, bello e ben allestito, dimostrano le migliori qualità. I loro sono oggetti fatti con competenza, ma anche con cuore”. Sempre più imitati. «Ma i nostri restano i numeri uno, le “copie” originali», ha rilanciato Gloria De Martin, capocategoria della moda di Confartigianato ringraziando la struttura associativa per l’impegno messo nella realizzazione del temporary. Un negozio sul quale c’è stata grande convergenza, come dimostra la folta partecipazione all’iniziativa, realizzata in collaborazione con Confartigianato-Imprese Gorizia, Confartigianato-Imprese Pordenone, Confartigianato-Imprese Trieste, CNA Fvg, Unione Regionale Economica Slovena (SDGZ-URES) e sostenuto dalla Regione Fvg e dal Cata Artigianato.

«L’auspicio è che questi oggetti meravigliosi riportino la gente in città, tra le strade, nelle nostre botteghe – ha detto dal canto suo Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine, tagliando il nastro assieme al presidente di Cata Fvg, Ariano Medeot, e all’assessore alle attività produttive del Comune di Udine, Maurizio Franz -. Voglio ancora una volta ricordare e ringraziare la grande famiglia degli artigiani per lo sforzo generoso che ha messo in campo durante il complicatissimo periodo che abbiamo vissuto, andando nelle case, continuando a prestare servizio. Grazie a queste persone la ripartenza non è un auspicio, ma una certezza. Anche perché, come dimostra questo store, i giovani sono tornati a interessarsi dell’artigianato garantendoci quel passaggio generazionale che è essenziale se vogliamo tramandare ai posteri i nostri mestieri».

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In copertina e qui sopra il temporary shop; all’interno, due immagini della cerimonia inaugurale.

Oltre 300 pratiche (2,3 milioni di euro) con Permicro in Confartigianato Udine

Oltre 300 operazioni realizzate nell’arco di un anno per un totale finanziato pari a 2,3 milioni di euro. E’ il primo, felice bilancio, dell’attività svolta dalla filiale Fvg di Permicro, la finanziaria che si rivolge in particolare alle piccole e micro imprese, ma anche alle famiglie, sbarcata in regione ormai quasi un anno fa grazie all’iniziativa congiunta della Regione Fvg, per il tramite della finanziaria Friulia, di Confartigianato Imprese Fvg e Udine, di Cassa centrale banca e di Confidi Gorizia.

Un momento della cerimonia.


La filiale, già operativa nei locali di Confartigianato-Imprese Udine, in via del Pozzo, è stata formalmente inaugurata ieri pomeriggio, dopo i ripetuti rinvii dettati dall’emergenza pandemica. Un taglio del nastro che ha consentito così di guardare già ai primi risultati: nel primo anno di attività le pratiche finanziate sono state complessivamente 309, di cui 289 di privati, 20 di aziende, con Pordenone che ha fatto la parte del leone con 142 pratiche, seguita da Udine con 104, da Trieste con 37 e da Gorizia con 26. Complessivamente sono stati finanziati progetti per 2,3 milioni di euro di cui ben 2 milioni a favore dei privati. Attualmente le pratiche attive sono 169 per un outstanding di 1 milione.
Numeri di tutto rilievo che dimostrano come l’iniziativa abbia colto nel segno, andando a rispondere alle situazioni di non bancabilità, siano esse di privati o di aziende, «aiutandole – ha spiegato il presidente della finanziaria, Andrea Limone – ad aiutare se stesse, a rendere possibile qualcosa che già esiste, a sprigionare potenzialità». Un aiuto che poi torna indietro con gli interessi. Non solo quelli in senso stretto, dovuti per il prestito, che può arrivare fino a un massimo di 15mila euro per le famiglie e di 25mila euro per le imprese, ma anche in termini di gettito fiscale per le casse pubbliche. Ancora Limone: «Ogni euro che eroghiamo a un microimprenditore ne vale due per lo Stato». «I migliori clienti sono quelli che perdiamo – ha aggiunto l’Ad di Permicro, Benigno Imbriano -. Lavoriamo su soggetti non bancabili, tantissimo sulla persona, sulle sue motivazioni ed esperienze. Per noi il legame con il territorio è un aiuto fondamentale e in Fvg abbiamo trovato una delle situazioni migliori in termini di collaborazione».
Con Confartigianato, con gli istituti di credito – compresa Banca Etica, rappresentata da Anna Fasano, Cassa centrale banca, con l’Ad Mario Sartori, e Fabio Montena di Bnl – e soprattutto con Friulia. «E’ un progetto al quale stiamo lavorando da tempo – ha detto dal canto suo Federica Seganti, presidente di Friulia -. Un progetto con il quale abbiamo allargato la nostra operatività anche alle piccole e micro imprese, arrivando così a garantire alla nostra economia finanza di varia natura, rispondendo a tutte le dimensioni aziendali. Siamo pronti nel caso in cui ce ne fosse necessità a intavolare ragionamenti ulteriori».
Un plauso all’iniziativa è venuto dall’assessore alle attività produttive del Comune di Udine, Maurizio Franz, il quale ha sottolineato l’importanza dello strumento ricordando come il tessuto produttivo e di servizi nel Paese sia costituito soprattutto da piccole e piccolissime realtà, che una volta in più nel corso della pandemia hanno dimostrato grande capacità di resilienza». Per Graziano Tilatti, presidente provinciale e regionale di Confartigianato, la sfida di Permicro però è ancora più ambiziosa. «Guarda naturalmente alle esigenze delle nostre imprese, di quelle micro che non hanno i numeri per accedere al credito ordinario, ma va oltre, abbracciando le esigenze della società, che in questo difficile periodo necessita di essere puntellata, accompagnata ancora di più. Come artigiani abbiamo dunque voluto e vogliamo svolgere questo ruolo che è anche sociale, perché siamo attori di questo territorio e perché le famiglie, oltre che le imprese, sono anche le nostre».