CrediFriuli-Auser, un nuovo automezzo per la comunità di Marano Lagunare

È stato “inaugurato”, con una breve cerimonia, il nuovo automezzo da sette posti (con alimentazione ibrida) acquistato dall’Auser Volontariato Turgnano Odv-Ets. La Pescheria Vecchia di Marano Lagunare ha ospitato l’evento al quale, oltre ai molti volontari dell’Associazione, hanno partecipato anche il presidente Diego Castellano; il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin; il sindaco della Comunità Maranese, Mauro Popesso; il presidente della Bcc CrediFriuli, Luciano Sartoretti; l’onorevole Graziano Pizzimenti; il consigliere regionale Massimiliano Pozzo e il presidente di Auser Fvg, Ezio Medeot.


Nel ringraziare sponsor e sostenitori, Castellano ha sottolineato l’impegnativo lavoro svolto dall’Auser (sostenuta da 670 soci) e dai suoi 32 volontari durante il 2024, realizzato effettuando oltre 1.085 trasporti a chiamata, di cui ben 366 destinati esclusivamente alle persone bisognose di Marano Lagunare. «I nostri volontari – ha detto Castellano – hanno percorso oltre 56.000 km e dedicato oltre 7.450 ore del loro tempo libero per garantire un servizio essenziale a chi ne aveva necessità. Questo automezzo, che si aggiunge agli altri 4 già in disponibilità dell’Associazione – ha concluso – rappresenta un ulteriore segno tangibile della nostra volontà di continuare a essere vicini a chi ha più bisogno».
Il sindaco Popesso ha evidenziato l’importanza del servizio offerto dall’Auser alla comunità ed ha invitato altre persone a unirsi alla pattuglia dei volontari. Sartoretti, per conto dell’istituto di credito, ha espresso invece la vicinanza al territorio e alle sue tante attività di volontariato (anche attraverso un congruo sostegno all’acquisto del nuovo mezzo), confermando l’impegno all’attenzione anche per il futuro. «Ancora una volta, la preziosa sinergia tra pubblico e privato riconosce il lavoro svolto dai volontari. La Regione – ha aggiunto Bordin – cerca di sostenere queste realtà attraverso linee contributive nate dal confronto con le esigenze delle persone. La misura per l’acquisto delle auto adibite al trasporto di malati e disabili è stata confermata nel tempo e ha permesso di valorizzare l’impegno di questa straordinaria Associazione».

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In copertina e all’interno due immagini della consegna dell’automezzo a Marano.

Bus turistici, a Zoppola la slovena Nomago ora ha la sua prima sede in Italia

Nomago, la più grande compagnia di autobus turistici della Slovenia e tra i maggiori player del settore in Europa, ha inaugurato la sua prima sede in Italia a Cusano di Zoppola. Alla presenza delle autorità locali, il presidente Sandi Brataševec e l’amministratore delegato Dimitrij Saksida hanno aperto le porte del moderno hub che, situato sulla strada statale Pontebbana tra Pordenone e Udine, permette di coprire strategicamente tutto il Nordest e oltre.

La sede di Cusano di Zoppola rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento della presenza di Nomago in Italia, iniziata nel 2018 con l’acquisizione di Alibus, storica azienda conosciuta e apprezzata nel territorio pordenonese. Nomago Italia ha un parco di 70 autoveicoli e la sua ricaduta occupazionale è di 100 dipendenti, residenti principalmente nel territorio in cui l’azienda opera. La nuova sede rientra in un ampio progetto aziendale incentrato sulla sostenibilità: per questo è stata riqualificata una precedente area produttiva del territorio zoppolano senza consumare o cementificare ulteriore suolo.
Presenti il sindaco di Zoppola Francesca Papais, l’assessore alla mobilità, trasporti e viabilità del Comune di Pordenone Cristina Amirante, l’assessore alla mobilità del Comune di Azzano Decimo Gabriele Pardini, il maresciallo Francesco Napolitano vicecomandante della stazione dei Carabinieri di Fiume Veneto. La sede è stata benedetta dall’aiutante della parrocchia di Zoppola, don Stefano Mattiuzzo. La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha inviato i saluti del presidente Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale ai trasporti Graziano Pizzimenti.

«Puntiamo molto sul mercato italiano – ha affermato il presidente di Nomago, Sandi Brataševec – a cui siamo geograficamente vicini e con il quale ci sono molte affinità. Dalla collaborazione tra Slovenia e Italia siamo pronti a partire con uno sguardo positivo al futuro. Futuro che però è già iniziato, visti i numerosi Comuni del territorio del Friuli Venezia Giulia che hanno scelto i nostri mezzi per il loro servizio di autobus scolastico. Il dialogo con le comunità di riferimento è infatti per noi molto importante, come anche con gli altri soggetti fondamentali dei territori: in tal senso, ne sono felice esempio la pluriennale collaborazione con la Base americana di Aviano, l’Udinese calcio, Pallacanestro Trieste e le Frecce tricolori. In Nomago da oggi c’è anche un cuore italiano che batte a Zoppola, pronto a lavorare in sinergia con le nostre sedi in Slovenia e Croazia. Da Venezia a Dubrovnik, passando per Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste, un’unica grande realtà al servizio dei viaggiatori».
«La sede di Zoppola – ha aggiunto l’amministratore delegato di Nomago Dimitrij Saksida – permetterà un agevole contatto con la clientela, che in un unico luogo potrà accedere a tutti i nostri servizi. La sua posizione strategica ci permetterà di coprire con i nostri mezzi il territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dialogando proficuamente con la casa madre in Slovenia e con la sede in Croazia. Un hub moderno, che nasce dalla riqualificazione di un’area già esistente e su cui stiamo investendo anche in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale».
«Nomago ponendo qui la sua sede italiana – ha poi osservato il sindaco Francesca Papais – ha riconosciuto la valenza strategica della posizione di Zoppola e posto le radici per uno sviluppo non solo dell’azienda ma anche del territorio con essa. Da anni collaboriamo per il servizio di scuolabus, con i conducenti che sono tra i primi educatori che i nostri ragazzi incontrano ogni giorno: sono un valore aggiunto del servizio stesso».

L’AZIENDA – Nomago nasce nel 2018 dalla fusione di diverse realtà di trasporto in Slovenia, allargando poi il suo raggio d’attività anche a Italia e Croazia. Tra i suoi servizi non solo noleggio autobus turistici ma anche servizio di trasporto pubblico, mobilità integrata autobus-biciclette, servizi charter su gomma e in collegamento con gli aeroporti e i porti, agenzia turistica. Oltre 800 gli autoveicoli attivi in Slovenia, Italia e Croazia, che percorrono più di 35 milioni di chilometri ogni anno. In Nomago lavorano 1200 persone e vengono serviti più di 10 milioni di passeggeri all’anno.

L’AMBIENTE – Nomago Italia, in sintonia con la casa madre, è attenta all’impatto ambientale delle sue attività. Per questo è stata scelta come sede una realtà produttiva già esistente sulla strada statale Pontebbana a Cusano di Zoppola – ampia circa 18 mila mq – riqualificandola ed evitando così di cementificare nuove porzioni di suolo. È stato anche avviato un piano d’intervento per l’installazione di pannelli fotovoltaici, nonché lo sviluppo del servizio intermodale con e-bike. Si sta anche effettuando il rinnovo del parco automezzi con l’acquisto di autobus di ultima generazione Euro 6D a bassissime emissioni, oltre a quelli a metano già circolanti in Slovenia. Scegliere l’autobus è di per sé una scelta ecologica, visto che ogni mezzo “toglie” dalle strade 50 automobili con le relative emissioni.

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In copertina e all’interno alcune immagini della inaugurazione della nuova sede di Nomago a Cusano di Zoppola.

Regione Fvg a Trenitalia: vanno riaperte le stazioni di Mossa, Capriva e Palazzolo

«La Regione chiederà a Trenitalia uno studio preliminare di fattibilità per valutare l’ipotesi di riapertura delle stazioni ferroviarie di Mossa, Capriva del Friuli e Palazzolo dello Stella». Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti a margine di una riunione che si è tenuta a Udine, alla quale hanno partecipato i sindaci Emanuela Russian (Mossa), Daniele Sergon (Capriva) e Franco D’Altilia (Palazzolo) e i consiglieri regionali Diego Bernardis e Mauro Bordin. All’ordine del giorno dell’incontro l’esigenza espressa dal territorio di ripristinare al servizio viaggiatori le fermate lungo le direttrici Udine-Gorizia-Trieste e Portogruaro-Cervignano-Trieste.

L’incontro con Pizzimenti a Udine.

Come ha spiegato Pizzimenti, il percorso di valutazione con Trenitalia servirà a capire quali potrebbero essere le caratteristiche del servizio ferroviario da riattivare e i relativi costi. Il passaggio più difficile risulta essere quello di integrare nuovi passaggi dei treni con il quadro attuale del servizio, con tutte le conseguenti variazioni di orario. Perciò la prospettiva del ragionamento si sposta verso la fine del 2022, con l’entrata in vigore dell’orario invernale. «Le tre stazioni, disabilitate dal 2013 – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga -, sono per lo più in buone condizioni grazie ad investimenti poco antecedenti alla chiusura. Alcune sono dotate di videosorveglianza, pensiline nuove e biglietterie automatiche. Quella di Palazzolo, invece, necessiterebbe di significativi lavori di riqualificazione». Nel corso della riunione è emerso che i Comuni che attualmente si occupano della manutenzione e della pulizia degli accessi sarebbero pronti a intervenire anche direttamente pur di consentire ai propri cittadini l’utilizzo più frequente del treno.
«L’obiettivo – ha evidenziato ancora Pizzimenti – è quello di riaprire con un servizio che non sia limitato, ma che vada realmente incontro alle esigenze del pubblico. Il nostro target non è solo quello dei pendolari o degli studenti: dobbiamo catalizzare l’interesse anche di altri cittadini o turisti che scelgono di spostarsi con il treno per altre motivazioni. Per questo dal 2022 è già attivo un approfondimento sui servizi di trasporto pubblico su gomma e sulla domanda potenziale, per capire le reali necessità dell’utenza e valorizzare le opportunità di integrazione treno-autobus. Il risultato auspicato è quello di definire un piano di mobilità adeguato alle esigenze del territorio in termini complessivi, mettendo a sistema tutte le varie possibilità». «Da questo punto di vista c’è anche da considerare – ha concluso l’assessore – che pandemia e smart working hanno cambiato le abitudini di utilizzo da parte dei pendolari, perciò bisogna puntare ad attrarre un pubblico più ampio possibile. Solo così potremo pensare concretamente a valorizzare località più piccole dando un senso compiuto ad una scelta che, se non ragionata, potrebbe risultare antieconomica».

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In copertina, uno scorcio della stazione ferroviaria di Palazzolo dello Stella.

Regione Fvg: una rivoluzione tariffaria per incentivare il trasporto pubblico

«Sarà una vera rivoluzione tariffaria che potrà cambiare le abitudini di trasporto dei cittadini, favorendo l’utilizzo dei mezzi pubblici sia su gomma che su ferro. La finalità è quella di rendere maggiormente attrattivo il sistema del trasporto pubblico locale nell’utilizzo quotidiano o occasionale, semplificando ed unificando, a vantaggio dei viaggiatori, il sistema tariffario in chiave regionale ed introducendo nuove tariffe, nuovi titoli di viaggio o agevolazioni, con particolare riguardo ai nuclei familiari, ai giovani e alle categorie fragili». È questo il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti nell’annunciare, come informa Arc, il nuovo piano tariffario del trasporto pubblico locale e regionale per il 2022.
«Con l’introduzione di titoli di viaggio e abbonamenti utilizzabili su tutta la rete dei servizi automobilistici di Tpl in regione – ha detto ancora l’esponente della Giunta Fedriga – viene data concreta evidenza e sostanza alla presenza di un gestore unico ed un unico servizio Tpl gomma/marittimo a livello regionale. Si dà inoltre avvio ad una prima fase sperimentale di integrazione tariffaria gomma-ferro, che sarà ampliata e ulteriormente articolata nei prossimi anni anche nel contesto del nuovo affidamento Trenitalia 2022-2031».

Graziano Pizzimenti


Alcune novità sono entrate in vigore a Capodanno, altre saranno affinate nei prossimi mesi e saranno applicate dal 1° luglio 2022, per organizzare gradualmente le variazioni di maggiore complessità gestionale. Le principali novità dal 1° gennaio riguardano l’unificazione dei biglietti urbani di corsa semplice sul territorio regionale, i nuovi biglietti urbani pluricorsa, una nuova tariffa urbana per i biglietti giornalieri (da 4,60 euro a 3 euro), l’unificazione sul territorio regionale degli abbonamenti urbani quindicinale, mensile, semestrale, annuale, con allineamento al valore più basso oggi applicato; il nuovo abbonamento urbano semestrale a una linea o sull’intera rete; il nuovo abbonamento extra urbano semestrale a una linea o intera rete; la conferma dello sconto del 50 per cento sull’abbonamento scolastico ai residenti in Fvg.
La prima novità, come detto, riguarda il nuovo biglietto giornaliero che passa da 4,60 euro a 3 euro e da luglio sarà utilizzabile indifferentemente su tutte le reti urbane. Il biglietto orario “zona una tratta” attualmente in vigore al costo di 1,35 euro diventerà biglietto orario a 60 minuti, allo stesso prezzo. I biglietti corsa semplice 2 tratte di una linea, orario senza limiti di tratta, orario intera rete 75 minuti (attualmente al costo di 1,65 euro ciascuno) vengono accorpati nel biglietto orario 75 minuti allo stesso prezzo. Il biglietto orario zona una tratta pluricorsa per 10 corse (esclusa Trieste) che attualmente costa 12 euro diventerà biglietto orario pluricorsa valido 60 minuti (10 corse ) a 12,15 euro così come biglietto intera rete pluricorsa 10 corse (Trieste) attualmente in vigore a 12,45 euro. Sarà introdotto un nuovo biglietto orario pluricorsa 75 minuti (10 corse) per 14,85 euro.
Gli abbonamenti quindicinali attualmente in vigore a tariffe diverse vengono ridotti a due tipologie: abbonamento a una linea 19,10 euro; abbonamento all’intera rete 22,25. Allo stesso modo, l’abbonamento mensile sarà disponibile per una sola linea a 28,50 euro, per l’intera rete a 35,20. Dal 1° luglio sarà acquistabile l’abbonamento urbano intera rete regionale allo stesso prezzo della singola rete (quindicinale a 22,25 euro, mensile a 35,20, annuale 352).
Le altre novità in vigore dal 1° luglio riguardano inoltre i nuovi Formula Famiglia, abbonamento Hinterland, abbonamento rete regionale urbano+extraurbano fino a 50 km, l’abbonamento rete regionale urbano+extraurbano oltre 50 km, la Card Under26, l’abbonamento scolastico ora acquistabile per il medesimo periodo di validità anche da non studenti, la possibilità di rateizzazione dell’abbonamento annuale e scolastico, lo sconto aggiuntivo Convenzione Ardiss per studenti universitari non residenti, la tariffa integrata regionale (prima fase) Servizi Tpl Automobilistico Extraurbano e Ferroviario, la tariffa servizi flessibili in area montana (attivabile anche antecedentemente al 1° luglio 2022 ad avvio delle varie sperimentazioni), i biglietti urbani utilizzabili indifferentemente su tutte le reti urbane della regione.
Nel dettaglio con Formula Famiglia, a partire dal prossimo luglio, sugli abbonamenti aventi lo stesso periodo di validità acquistati da componenti di uno stesso nucleo familiare, sarà applicato uno sconto del 20 per cento sul secondo abbonamento, del 50 per cento sul terzo, del 70 per cento dal quarto abbonamento in poi. Gli sconti sono cumulabili con l’abbattimento del 50 per cento dell’abbonamento scolastico per residenti Fvg. Sempre da luglio 2022, con l’abbonamento urbano intera rete regionale (dello stesso costo dell’abbonamento della singola rete urbana) si potranno utilizzare tutti i servizi urbani della regione. Ad esempio, con l’abbonamento mensile urbano acquistato a Trieste (35,20 euro) si potrà viaggiare anche a Pordenone, Udine, Gorizia. La Card Under 26, invece, dedicata ai più giovani, darà diritto all’acquisto di abbonamenti e biglietti per i mesi di luglio e agosto scontati del 30 per cento o all’acquisto di abbonamenti personali e biglietti con sconto del 30 per cento ai clienti con uno storico di abbonamenti acquistati con validità di almeno 240 giorni/anno nei 5 anni precedenti, da documentare da parte dall’utente con apposita autocertificazione (non cumulabile con Formula Famiglia); la Card Under 26 darà, inoltre, accesso ai vantaggi previsti nell’ambito di specifiche campagne promozionali. Da segnalare anche l’estensione ai non studenti dell’abbonamento scolastico con validità 10 mesi e decorrenza dal primo settembre o dal primo ottobre: diventa acquistabile pure da non studenti senza limiti di età e consente l’accesso alle agevolazioni previste dalla nuova Formula Famiglia.
Infine, uno sguardo alla prima fase di integrazione tariffaria sperimentale per i servizi automobilistici Tpl Fvg e ferroviari Trenitalia interni al Friuli Venezia Giulia. Ecco alcuni esempi: Tratta San Daniele – Gorizia: l’attuale costo per due abbonamenti gomma e treno è di 126,75 euro (bus extraurbano fino a Udine e treno), con l’abbonamento integrato passerà a 81,30 euro (con un risparmio di 45,45). Tratta Grado-Trieste (via Monfalcone): l’attuale abbonamento al bus extraurbano fino a Monfalcone più treno e bus urbano Trieste una linea costa 147,25 euro; passerà a 88,05 euro (con un risparmio di 59,20). Tratta Roveredo in Piano-Udine: l’attuale abbonamento multiplo (bus extraurbano fino a Pordenone più treno e urbano Udine intera rete) costa 140,90 euro; passerà con l’abbonamento integrato a 93,20 euro (risparmio di 47,70). Tratta Udine-Gorizia, l’attuale abbonamento (bus urbano Udine intera rete più treno e bus urbano Gorizia intera rete) costa 137,90 euro; con l’abbonamento integrato costerà 82,15 euro (risparmio di 55,75).

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In copertina, un autobus nel centro di Udine e qui sopra un treno pendolari.

Case popolari, oltre 4.500 alloggi in mezzo secolo nel Pordenonese

L’Ater di Pordenone in mezzo secolo di vita ha dato risposta all’esigenza abitativa primaria dei cittadini, con particolare riguardo verso coloro che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato delle case. L’importante compleanno è stato celebrato, alla Fiera di Pordenone, con un convegno dedicato proprio ai 50 anni dell’istituto. Nato, in seguito alla costituzione della Provincia di Pordenone, con legge regionale il 21 aprile 1971 con il nome di Iacp provinciale (Istituto Autonomo per le Case Popolari), nel 1999 ha assunto, come nel resto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il nome di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale.

Tassan Zanin e Novacco.

Il presidente dell’Azienda, Giovanni Tassan Zanin, ha ricordato come dal 1971 siano stati realizzati oltre 4mila 500 alloggi in gran parte dei 50 Comuni del Friuli occidentale e, sottratti quelli che nel corso di questi anni sono stati ceduti a inquilini che ne avevano diritto, attualmente Ater Pordenone gestisce 3.832 alloggi. «Anche quelli ceduti agli inquilini – ha aggiunto – sono un segnale positivo di come la qualità della vita delle famiglie in questi anni sia aumentata. Le sfide del futuro sono spendere bene i soldi del Pnnr e case moderne anche dal punto di vista energetico, come già stiamo facendo». Negli alloggi più recenti, infatti, grande attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e al risparmio energetico, con alloggi in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e pompa di calore, a conferma di un’attenzione all’ambiente che l’Azienda ha avuto, prima in Italia nell’edilizia pubblica, fin dalla sua nascita.

Al microfono De Bortoli.

All’evento è intervenuto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti: «Un ente che ha alle spalle mezzo secolo di vita, ma che è sempre all’avanguardia sapendo proporre scelte innovative che coniugano la necessità di nuove residenze con le evoluzioni della società», ha detto portando anche i saluti del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga. Per quanto riguarda il futuro, l’assessore ha individuato due grandi sfide. «La prima – ha detto Pizzimenti – è quella legata all’opportunità messa in campo con il Pnrr, che assegna alle Ater del Friuli Venezia Giulia quasi 63 milioni di euro da investire. Dovremo essere in grado di mettere in campo progetti già cantierabili, poiché i fondi a disposizione dovranno essere spesi entro il 2026. Servirà quindi compiere un lavoro di squadra con le amministrazioni pubbliche della regione per utilizzare al meglio le risorse a nostra disposizione. La seconda sfida – ha concluso Pizzimenti – è quella invece legata al ruolo delle Ater. Ci dobbiamo interrogare per capire se l’ente sia deputato solamente alla realizzazione infrastrutturale degli edifici abitativi oppure se, accanto a questo aspetto, debba essere nel contempo impegnato anche a studiare l’evoluzione della società per capire quali siano le nuove esigenze degli inquilini».

Bertolo e Pielli.


L’assessore del Comune di Pordenone, Walter De Bortoli, portando i saluti del sindaco Alessandro Ciriani e consegnando una targa al presidente Tassan Zanin, ha ricordato come l’Ater Pordenone sia stata tra i motori dello sviluppo cittadino e di come le sue case siano sempre state fatte con cura, mentre il presidente nazionale di Federcasa, Riccardo Novacco, ha analizzato il quadro delle residenze pubbliche nella penisola, spiegando che è in atto un dialogo costruttivo con il Governo. Monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha poi ricordato come la casa sia un elemento essenziale per il benessere della comunità.

Ex presidenti e amministratori.

Tra gli ospiti della giornata – condotta dal direttore Lorenzo Puzzi e realizzata assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro – anche il primo presidente Giuseppe Bertolo (che ricoprì la carica fino al 1994) e il primo dipendente Francesco Pielli (vicedirettore fino al 1978 e poi direttore dal 1979 al 2005). I due hanno ricordato i primi anni di vita dell’ente, staccatosi dall’omologo udinese dopo la nascita della provincia di Pordenone. Con loro hanno ricevuto un diploma di ringraziamento anche altri ex amministratori presenti in sala (il commissario Davide Sartor, i presidenti Alberto Scotti e Claudio Serafini e l’amministratore unico Monica Pase) e dirigenti (i direttori Antonio Ius e Aldo Bello e lo stesso Angioletto Tubaro). Sono stati anche ricordati con un momento commemorativo gli ex presidenti scomparsi Sergio Peressutti, Giancarlo Luisa Vissat e l’ex direttore Giorgio Garau. Presenti in sala pure consiglieri regionali, sindaci e amministratori del territorio.

La sala presente il vescovo Pellegrini.

I DATI

La ricorrenza ha fornito anche l’occasione per una “fotografia” del servizio che Ater Pordenone offre al territorio del Friuli occidentale. Nei 3832 alloggi gestiti vivono oltre 8 mila persone, per il 91% di nazionalità italiana. Il 60% degli alloggi sono assegnati a persone che hanno un reddito Isee tra zero e 10 mila euro, un dato che evidenzia come l’Ater Pordenone dia un bene primario come la casa a persone che altrimenti avrebbero difficoltà a reperire un’abitazione sul mercato privato. Tra questi soprattutto gli over 65, anziani che rappresentano il 41% degli intestatari. La composizione dei nuclei famigliari è per il 40% di una persona, del 29% di 2 persone, del 22% di 3-4 persone e del 9% di più di 4 persone.  La struttura di Ater Pordenone è composta da 50 persone tra dirigenti, quadri e impiegati. Neanche negli anni della pandemia ha smesso di seguire le sue finalità: nel 2020 sono stati consegnati 118 alloggi, nel 2021 fino a ottobre 176. Quest’anno in particolare si contraddistingue per l’inaugurazione di 28 nuovi alloggi tra Caneva, Casarsa della Delizia, San Quirino e Spilimbergo.  Tra i Comuni con il maggior numero di alloggi attualmente, oltre al capoluogo Pordenone con 1307, ci sono Azzano Decimo (111), Casarsa della Delizia (151), Cordenons (151), Fiume Veneto (109), Fontanafredda (1339, Maniago (182), Porcia (125), Sacile (245), San Vito al Tagliamento (293), Spilimbergo (141).

I PRIMATI

In questo mezzo secolo di attività, l’Ater Pordenone ha messo agli archivi una serie di “prime volte”. La prima serie di alloggi a essere stata costruita – dopo l’uscita dall’omologa azienda di Udine in seguito alla nascita della Provincia di Pordenone – vide il taglio del nastro il 28 agosto 1973 a Sesto al Reghena con una serie di villette a schiera in via Giotto di Bondone. Poco dopo, nel 1974, a Fiume Veneto in via Tavella, il primo intervento di edilizia pubblica in tutta Italia a installare un impianto solare.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Graziano Pizzimenti.

Da Iacp ad Ater, da mezzo secolo a Pordenone garantisce una casa

Domani, 26 novembre, alle 12, nella sala Zuliani della Fiera di Pordenone, si terrà il convegno per i 50 anni dell’Ater Pordenone. Nato, in seguito alla costituzione della Provincia, con legge regionale il 21 aprile 1971 con il nome di Iacp provinciale (Istituto Autonomo per le Case Popolari), nel 1999 ha assunto, come nel resto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il nome di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale. In questo mezzo secolo di vita ha dato risposta all’esigenza abitativa primaria dei cittadini, con particolare riguardo verso coloro che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato delle abitazioni. Dal 1971 ha infatti realizzato oltre 4mila 500 alloggi in gran parte dei 51 Comuni del Friuli occidentale e, sottratti quelli che nel corso di questi anni sono stati ceduti a inquilini che ne avevano diritto, attualmente ne gestisce 3.832.
All’evento interverranno il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti, il rappresentante del Comune di Pordenone e il presidente nazionale di Federcasa Riccardo Novacco, accolti dal padrone di casa, il presidente dell’Ater Pordenone Giovanni Tassan Zanin.
“Un momento ufficiale – ha spiegato Tassan Zanin – che abbiamo voluto organizzare per raccontare come siamo nati, come ci siamo sviluppati e quali obiettivi abbiamo in futuro, sempre tenendo presente quanto il nostro ruolo sia fondamentale sul territorio, visto che garantisce alle persone un bene primario come la propria abitazione. C’è ancora l’abitudine a chiamarle, con una definizione ormai superata, case popolari: ma le nostre sono case di edilizia residenziale pubblica, sempre più attente ai bisogni di chi ci abita”.
“L’emergenza Covid-19 – ha aggiunto il direttore di Ater Pordenone, Lorenzo Puzzi – ha reso ancora più indispensabile il bene casa, luogo che ci ha anche preservati nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria e luogo, altresì, che ora ha un ruolo fondamentale pure nella ripartenza. Attualmente i nostri alloggi sono sempre più strutturati seguendo i criteri per l’efficienza energetica e il rispetto dell’ambiente. La giornata per il cinquantesimo anniversario sarà una preziosa occasione di riflessione sugli impegni che stiamo portando avanti e di cui dialogheremo con i nostri ospiti”.
E tra gli ospiti interverranno anche il primo presidente Giuseppe Bertolo (che ricoprì la carica fino al 1994) e il primo dipendente Franco Pielli (vicedirettore fino al 1978 e poi direttore dal 1979 al 2005). A loro il gruppo organizzatore della giornata – guidato dallo stesso direttore Lorenzo Puzzi assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro – ha affidato a inizio del convegno un momento per ricordare i primi passi dell’ente, compresa la particolarità storica dell’avvio in due riprese. Infatti, prima della legge regionale del 1971, ci fu una prima istituzione portata dalla delibera della giunta regionale a luglio 1970, che però fu bloccata alla fine di quell’anno dopo un ricorso dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Udine da cui Pordenone si staccò.

L’evento rispetterà le norme anti contagio e a esso si entrerà con il Green Pass. Accesso su invito e prenotazione: info 0434.23357 – ater50@ater.pn.it

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In copertina, da sinistra Tubaro, Bertolo, Tassan Zanin e Pielli.

 

Le opportunità offerte dal Superbonus domani in un convegno a Pocenia

di Silvio Bini

Un’amministrazione comunale della bassa Riviera Friulana ha organizzato un incontro con i cittadini per parlare di riqualificazione a 360° del proprio paese. Una iniziativa oltremodo interessante, che offre a largo raggio l’opportunità di informazione sulla possibilità di aderire al Superbonus, un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici, per una progettualità concreta anche nei paesi minori. E’ il Comune di Pocenia, che domani 9 luglio, dalle 20 alle 22, nella sala comunale di via Previelis, terrà un convegno al quale parteciperanno l’architetto professor Masud Esmaillou, esperto di architettura bioclimatica; il sindaco Sirio Gigante, che affronterà il tema della Riqualificazione dei piccoli centri e della valorizzazione del Patrimonio pubblico; il responsabile dell’Area Mercato di Prima Cassa Credito Cooperativo, dottor Mauro Lizzi, che interverrà sull’argomento riguardante il Superbonus 110% con le opportunità della cessione del credito d’imposta. Parteciperanno anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti, e il consigliere regionale Mauro Bordin. Seguirà un libero dibattito. La capienza della sala è di cinquanta persone. Per informazioni, comunicare con e-mail: sirio.gigante@comune.pocenia.udine.it

Il sindaco Sirio Gigante.

L’architetto Masud Esmaillou.

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In copertina, la piazza di Pocenia.

San Giovanni di Casarsa, chiavi di casa Ater a sei famiglie negli ex orti Pezzotti

Taglio del nastro ufficiale per i nuovi appartamenti di edilizia popolare nella zona Peep di San Giovanni di Casarsa. Sei famiglie hanno ricevuto le chiavi della loro abitazioni grazie a un lavoro a tre: la Città di Casarsa della Delizia che con la sua amministrazione comunale ha donato l’area denominata ex orti Pezzotti; la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che ha finanziato l’opera; l’Ater Pordenone che con un cantiere da 1 milione di euro ha realizzato la nuova palazzina che rispetta l’abbattimento delle barriere architettoniche e punta sul risparmio energetico.

Il taglio del nastro.

“Un giorno importante per la nostra comunità – ha affermato il sindaco, Lavinia Clarotto – che in questo luogo per anni ha avuto sotto gli occhi, a pochi passi dal centro sangiovannese, il degrado di un cantiere mai completato a causa di un fallimento. Poi il terreno è tornato in possesso del Comune e siamo stati lieti di donarlo per questo progetto di edilizia sociale che, grazie al lavoro sinergico con Regione e Ater, ora è concluso dando così risposta alla domanda di alloggi popolari che nella nostra realtà è molto sentita”.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, ha aggiunto come il sistema regionale delle Ater “risponda alle esigenze del territorio e delle persone con un valore fondamentale come quello del poter disporre di una casa”, sottolineando come i bandi comprensoriali risponderanno sempre più alla richiesta di alloggi popolari. Il presidente dell’Ater Pordenone, Giovanni Tassan Zanin, ha ricordato anch’egli come la casa sia un bene primario da garantire, ragionamento ripetuto pure nella vicina Spilimbergo dove nella stessa giornata c’è stata l’inaugurazione di altre due palazzine.

Don Lorenzo Camporese, parroco di Casarsa, a nome anche del parroco di San Giovanni Giancarlo Pitton ha benedetto la struttura. Presente per l’amministrazione comunale pure l’assessore alle politiche sociali Claudia Tomba nonché consiglieri comunali e regionali e il comandante della locale stazione dei carabinieri Donato Perrone. Per l’Ater Fvg presente il direttore Lorenzo Puzzi per Ater Pordenone il direttore Angioletto Tubaro. Emozionante il momento in cui alle sei donne che con rispettive famiglie vivranno nella palazzina, sono state consegnate le chiavi degli appartamenti, tutti in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e pompa di calore, garage e cantina.

La palazzina Ater Pordenone.

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In copertina, gli interventi delle autorità alla cerimonia inaugurale.

Basket, all’Apu Old Wild West gli auguri di Friuli Doc 2020

Con gli auguri più calorosi della città di Udine, per l’occasione rappresentata dagli assessori Maurizio Franz e Antonio Falcone, e di tutto il popolo di Friuli Doc, è stata accolta la compagine (staff e giocatori) dell’Apu Old Wild West Udine, presentata in piazza Libertà. All’appuntamento, non hanno voluto mancare l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti, Giorgio Brandolin, presidente del Coni Fvg, e Claudio Bardini, presidente della Fit Udine e presidente regionale del Comitato nazionale allenatori.
Gli onori di casa sono stati fatti dal presidente del club bianconero, Alessandro Pedone, alla presenza dello staff dirigenziale capitanato dal direttore tecnico dell’Area sportiva, Alberto Martelossi, e dello staff tecnico guidato dall’esperto, Matteo Boniciolli, che accompagnavano tutti i giocatori (“della squadra più alta d’Italia in A2, con 1,98 metri di altezza media”, ha sottolineato Pedone) che tra poche settimane difenderanno i colori bianconeri sul parquet del Palasport Carnera: dai confermatissimi Michele Antonutti, Vittorio Nobile e Andrea Amato; ai volti nuovi Lodovico Deangeli, Marco Giuri, Nazzareno Italiano, Dominique Johnson, Joseph Mobio, ai quali si aggiungono Francesco Pellegrino (ritornato in Friuli dopo un’esperienza a Venezia) e i giovanissimi John Paul Onyekachi Agbara e Riccardo Azzano.
L’importante realtà cestistica cittadina, tra poco più di due mesi, comincerà la sua quinta avventura consecutiva nel campionato italiano di basket di Serie A2. Appassionati e curiosi, accorsi numerosi all’evento, hanno così avuto l’opportunità di ammirare dal vivo i loro beniamini della pallacanestro che portano e, si spera, porteranno ulteriormente in alto i colori del territorio.

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In copertina e qui sopra tre immagini della presentazione dell’Apu Old Wild West a Friuli Doc in piazza Libertà.

A Latisana un Comitato per dire no alla variante ferroviaria

di Silvio Bini

A Latisana si è costituito il Comitato Civico denominato “Diferendere Latisana – No alla variante ferroviaria”. Ha lo scopo di informare i cittadini latisanesi, ma non solo essi, sulle questioni riguardanti lo studio di fattibilità per il “Potenziamento e Velocizzazione del Collegamento Venezia Mestre-Trieste” presentato da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) alla Regione Fvg nella riunione del 23 aprile scorso. Nello specifico, l’azione del Comitato intende «evidenziare le pesanti e inaccettabili ricadute previste nella proposta per il territorio di Latisana, nonché l’utilità complessiva dell’intervento, con particolare riferimento agli ingenti costi e agli scarsi se non nulli benefici derivanti dalla sua realizzazione».

Ecco la variante ferroviaria.

 


Spiega il Comitato: «Il progetto presentato da Rfi si sviluppa su due linee di intervento: la prima di carattere tecnologico realizzabile anche sulla linea esistente, la seconda strutturale che prevede la realizzazione della variante di Latisana, oltre di 4 kilometri di un nuovo tracciato, la metà dei quali su viadotto, nonché altri interventi di minor rilevanza sulla tratta Ve Mestre-Trieste. Agli interventi sulla tratta ferroviaria si aggiungerebbero ovviamente anche quelli stradali, necessari sia per realizzare una nuova viabilità di collegamento, sia per eliminare le interferenze fra i due sistemi, aggiungendo così devastazione a devastazione». Secondo Difendere Latisana, «l’ipotesi di variante ferroviaria e il conseguente adeguamento della viabilità sarebbero devastanti per una vasta area abitata di recentissima realizzazione, smembrerebbero il tessuto urbano, comprometterebbero le scelte di sviluppo urbanistico di Latisana, quello delle sue attività economiche e produttive esistenti, anche a causa del permanere dei cantieri necessari per realizzare un’opera palesemente inutile. Ci troveremmo quindi di fronte a un inevitabile tracollo dell’economia locale con conseguenze sociali ed economiche facilmente prevedibili».
Il Comitato promette «una decisa e motivata opposizione al progetto di variante che è motivata dal suo devastante impatto su Latisana, ma anche dal mostruoso spreco di denaro pubblico impegnato per realizzarla; spreco e devastazione assolutamente immotivati, alla luce dei risibili risparmi sui tempi di percorrenza dei treni in transito e addirittura nulli o quasi per quelli che prevedono soste a Latisana o per il trasporto merci». La cittadina della Bassa friulana si appresta quindi ad una nuova azione per salvaguardare il proprio territorio. «L’ammodernamento della linea ferroviaria Venezia-Trieste è un progetto di interesse nazionale che deriva dagli accordi Stato-Regione presi in passato e non va attribuito a questa amministrazione – aveva già dichiarato l’assessore regionale alle infrastrutture, Graziano Pizzimenti -. Si tratta di una iniziativa che, dopo anni di silenzio assoluto, abbiamo voluto rendere pubblica. Per questo andremo nei numerosi territori coinvolti per raccogliere spunti e valutazioni nel più ampio spirito di trasparenza e partecipazione».

La stazione di Latisana.

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In copertina, il ponte sul fiume Tagliamento (da Ferrovie.it)