Nimis, appello di Mareschi per la pace: le vite dei Caduti di Nongruella e di quelli di tutte le guerre non siano perse invano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo, in funzione di contrasto alle attività partigiane, nelle vallate del Cornappo e del Torre, tra l’11 e il 17 dicembre 1943, persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi. Di queste, il 12 dicembre furono uccisi otto concittadini di Nongruella e cinque cittadini di Subit e di Attimis. Un ulteriore, anzi il primo tributo di sangue pagato da Nimis per la difesa della propria e dell’altrui libertà». Sono le parole con cui il commissario comunale, Giuseppe Mareschi, ha ricostruito ieri mattina a Nongruella i fatti di quel dicembre di 81 anni fa a pochi mesi dall’armistizio dell’8 settembre, quando si scatenò quel rastrellamento nazista che fece le prime vittime del Comune pedemontano, seguite nove mesi dopo da quelle dell’Eccidio di Torlano e poi da quelle dell’incendio del capoluogo e della deportazione nei Lager in Germania.


In una splendida mattinata di sole, la borgata sopra Cergneu ha quindi reso omaggio, come fa ogni anno, a quei morti innocenti con una semplice cerimonia dinanzi alla lapide che ai margini del bosco li ricorda. Ha celebrato una Messa in loro suffragio il parroco don Marco Visintini, sottolineando l’impegno di tutti per la pace affinché non si compiano altre inutili stragi, come Benedetto XV ebbe definire, nel 1916, la Grande Guerra. Presenti una rappresentanza di Comuni vicini, tra cui i vicesindaci di Lusevera e Reana del Rojale, il commissario ha quindi tenuto il discorso commemorativo, dopo la deposizione di una corona d’alloro tra le note del Silenzio suonate dalla tromba. «Grazie a quanti si sono sacrificati fino a perdere la vita – ha affermato Mareschi – che oggi, non solo i cittadini di Nimis, ma l’intero popolo italiano, vive in un Paese libero e democratico. E ricordare e commemorare quei fatti e quei sacrifici deve anche indicarci, con forza, ogni giorno, che la libertà non è a prescindere, che la democrazia non è per sempre, ma sono valori che vanno difesi da tutti sempre. Ed è con questi sentimenti che oggi, a nome dell’intera comunità, onoro i Caduti di Nongruella e ricordo a tutti noi che non ci è permesso che le loro vite e quelle di tutti i Caduti, di tutte le guerre, siano perse invano». Infine, il rappresentante del Comune di Nimis – che, come è noto, traghetterà l’ente locale fino alle prossime elezioni amministrative – ha ringraziato quanti si adoperano «per lo svolgimento di questa cerimonia di commemorazione e chi si prende cura di questo luogo». La manifestazione si è, quindi, conclusa con un gustoso piatto di pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Ana Nimis-Valcornappo, guidato da Roberto Grillo, e altre buone cose preparate da alcune bravissime cuoche di Cergneu.

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In copertina, il commissario Giuseppe Mareschi durante il discorso commemorativo; all’interno, tre immagini della cerimonia con l’omaggio ai Caduti e la celebrazione della Messa.

L’ultrasecolare Presepe animato di Perteole ora avrà anche un bel libro per ricordare le piccole grandi storie di quel paese della Bassa friulana

di Nicola Cossar

RUDA – Perteole è cambiata. Il Friuli è cambiato. Il mondo è cambiato. Molti di noi si sentono disorientati, cercano uno scoglio cui aggrapparsi, una bussola che ci indichi una strada sicura, una stella che ci guidi e accompagni. Ad ogni Natale, nascita dopo nascita, quella stella speciale e unica l’accende per noi il Bambin Gesù. Che qui, nel profondo sud della Bassa, ha trovato quell’ospitalità che a Betlemme fu negata a Lui e ai suoi genitori. Da più di 100 anni, generazione dopo generazione, a Perteole arrivano centinaia e centinaia di bambini e adulti per rendergli omaggio, per salutarlo e per ammirare la splendida e fedele ricostruzione della Natività, dei personaggi, dei mestieri, dei luoghi, persino del firmamento racchiusi nel Presepe animato.


Quest’anno, poi, le festività indossano un “abito” in più, nuovo e speciale: un libro. Infatti, davanti all’altare della Madonna, dove nacque un secolo fa (forse anche prima) quel piccolo miracolo di devozione, amicizia, talento e artigianato artistico che tutta la regione conosce, visita e apprezza, domenica 15 dicembre, alle 15, proprio lì, nella parrocchiale di San Tommaso Apostolo, sarà presentato il prezioso volumetto che ne racconta la storia.
Scritto a più mani dagli eterni ragazzi del Presepe e corredato da una ricca serie di immagini, storiche e attuali, il libro ci accompagna in un lungo e affascinante cammino a tappe. Un mosaico di generazioni, volontariato, operosità, capacità, creatività, fede. Piccole grandi storie di un paese della Bassa, ma anche paradigmatiche di un “come eravamo” che ci manca molto, quegli ormai lontani anni fatti di attenzione per gli altri, di tenace spirito paesano e comunitario, plasmato da intelligenze ed energie felicemente unite attorno ad un unico e nobile obiettivo: testimoniare la visione del mondo che sa ritrovarsi con rispetto, stupore, devozione e gratitudine attorno alla capanna di Betlemme.

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Il Presepe animato di Perteole sarà visitabile, nei locali accanto alla parrocchiale (nella piazzetta da poco intitolata all’illustre musicista concittadino Tullio Pinat), dal 22 dicembre al 19 gennaio: domeniche e festivi dalle 10.30 alle 12 e dalle 14 alle 19; feriali (dal 23 dicembre al 4 gennaio) dalle 14 alle 19. Per comitive o gruppi numerosi è possibile concordare visite anche in giorni e orari diversi da quelli prestabiliti. Info: 349.0569736, 377.2827525 oppure 0431.998954; www.presepeperteole.it

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Una capanna che è diventata anche nostra. Sì, perché questo Presepe animato porta il nome di tanti perteolesi (tutti ricordati nel libro): dagli inizi subito dopo la Grande guerra di Ruben, Romeo e Bortul e dai primi rudimentali movimenti tra elettricità, acqua e umile meccanica fino al ritrovato stato di grazia e di pace dopo il secondo conflitto mondiale con la folta squadra guidata da Aldo, Mino, Gigjùt, Francesco e Ciso; e poi l’incontro e la sfida vincente con le nuove tecnologie che dal 1968 a oggi hanno aiutato Gianfranco, Mario, Gianpaolo, Gigi, Dante, Fabiano, Claudio, Giovanni, Mauro e tanti altri giovani a plasmare questo piccolo capolavoro di artigianato artistico.
Non sono mai stati soli, hanno sempre avuto al proprio fianco i parroci: don Francesco Spessot, don Giacomo Gregori, don Ennio Andreos, don Giampietro Facchinetti e don Flaviano Scarpin. E, attorno a tutti, l’affetto della gente che dalla vigilia di Natale e fino a metà gennaio li ha sempre premiati con una visita, con un complimento, con il sorriso silenzioso e stupito dei bambini. Del resto, come non rimanere ammirati di fronte alle centinaia di movimenti di statuine perfettamente e filologicamente vestite, di tanti personaggi intenti al lavoro e poi avviati a rendere omaggio al Bambino, all’alternarsi di giorno e notte con la perfetta ricostruzione (grazie a don Piero) del cielo stellato che si vedeva ai tempi di Gesù?
Tre epoche diverse, generazioni diverse si sono succedute, tanti cambiamenti hanno interessato il paese, il Friuli e il mondo. Eppure, in questo secolo (e forse più) il Presepe ha rappresentato per Perteole un punto fermo, una piccola stella fissa con cui orientarsi e ritrovarsi, stare di nuovo insieme, sognare e progettare insieme, imboccare insieme una strada più sicura. Magari mormorando a fior di labbra una breve e grata preghiera capace di riaccendere in tutti noi una luce antica che non tradisce.

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In copertina e all’interno immagini dello storico Presepe animato di Perteole riprodotto anche in una cartolina del 1931.

Casarsa della Delizia ricorda i 100 anni del monumento ai Caduti. Il sindaco Colussi: monito a scongiurare le guerre

Cento anni fa la comunità di Casarsa della Delizia inaugurò il monumento ai Caduti della Grande Guerra in piazza Cavour (che poi dopo la Seconda Guerra Mondiale vide inseriti nelle lapidi anche i nomi dei Caduti di quel conflitto). Per questo sabato scorso, a un secolo esatto dall’inaugurazione, l’Amministrazione comunale ha voluto ricordare quell’importante momento della vita cittadina.
«In questo modo – ha affermato il sindaco Claudio Colussi – abbiamo voluto onorare la memoria di coloro che diedero la vita per l’Italia. La lapide posta nel monumento recita “fiero manipolo casarsese che ogni affetto ogni speranza; l’avvenir la lor primavera; balda gioventù la vita; tutto alla patria offrirono”: parole che a più di un secolo di distanza dai fatti della Grande Guerra ancora risuonano attuali e quale monito verso i conflitti di ieri e di oggi».
Dopo la Messa di suffragio nella Chiesa parrocchiale della Santa Croce e della Beata Vergine del Rosario, celebrata dal parroco don Lorenzo, è seguita con i rappresentanti delle Associazioni d’arma la deposizione di una corona di alloro sulla centenaria opera commemorativa. Presenti anche i Carabinieri del locale Comando.
Il monumento è opera del professor Tamagnini di Roma ed è un obelisco esagonale sormontato dalla statua della Gloria. Il 10 agosto 1924, come si evince da un articolo dell’epoca de “La Patria del Friuli” recuperato dall’alpino casarsese Giovanni Francescutti (che nell’occasione ha letto anche l’inno composto 100 anni fa per l’inaugurazione), vide la presenza delle massime autorità civili e religiose, delle Forze armate e dei reduci, nonché degli scolari del Comune. Piazza Cavour fu scelta quale punto centrale del paese, di fronte all’allora Municipio (attuali Poste) e alla Chiesa parrocchiale, che durante l’occupazione austriaca era stata ribattezzata Karlplatz. Ancora vivi, nella comunità, erano il ricordo dei morti durante il conflitto e il dolore delle famiglie.

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In copertina e all’interno due immagini della cerimonia commemorativa di sabato davanti al monumento ai Caduti di Casarsa.

Sulle tracce della Grande Guerra con Visit Zoncolan: invito a non dimenticare per poter salvaguardare la pace

Quello che oggi appare indiscutibilmente come un paradiso, un tempo nemmeno troppo lontano è stato teatro dell’inferno. Sua maestà lo Zoncolan e il verde, bucolico paesaggio delle Alpi Carniche, in Friuli Venezia Giulia, a un soffio dal confine austriaco, oggi meta di un turismo amante della natura e di ritmi lenti e consapevoli, sono stati testimoni degli orrori del primo conflitto mondiale. Ecco l’occasione per non dimenticare e per riflettere sul valore della pace, spingendosi al fronte carnico, dove si possono fare straordinarie passeggiate alla scoperta dei luoghi che furono teatro di aspri combattimenti, dove ora regna il silenzio.
Il territorio della Carnia è ancora punteggiato di resti di forti, trincee, gallerie e ripari inseriti da Visit Zoncolan in una serie di itinerari dedicati alla Grande Guerra da percorrere in occasione di tante escursioni a tema, perfette per chi voglia sposare cultura e attività fisica all’aria aperta, panorami mozzafiato e testimonianze storiche.


Domenica 4 e venerdì 16 agosto le escursioni saranno dedicate alla zona del Passo di Promosio, che divide la Valle del But da quella del Gail, in Austria. Oltre alle trincee e alle gallerie, si percorreranno luoghi che ricordano il sacrificio di Maria Plozner Mentil, eletta simbolo delle portatrici carniche, eroiche donne che nel corso della Prima Guerra Mondiale tenevano i collegamenti con le trincee, portando di nascosto ai soldati non solo viveri, ma anche munizioni. Uccisa mentre trasportava armi in prima linea, è stata insignita della Medaglia d’oro al valore militare dal Presidente della Repubblica. L’escursione, di 4/5 ore complessive e con 500 metri di dislivello, richiede un impegno medio.
Giovedì 15 e sabato 24 agosto la meta sarà invece il museo all’aperto di Passo Volaia, con il suo piccolo lago glaciale, attraverso un interessante itinerario a cavallo della linea di confine a 1950 metri. Impegno medio, 4 ore complessive, 650 metri di dislivello. Tris agostano, invece, per l’escursione al Pal Piccolo, in programma sabato 3, domenica 11 e domenica 18. Alla montagna simbolo degli aspri scontri della Grande Guerra in Carnia si sale proprio lungo i sentieri dei soldati e delle portatrici, incontrando luoghi carichi di memoria come l’ex cimitero, il cavernone, il trincerone, il ricovero Cantore e altro ancora. Impegno medio-alto, per 4/5 ore e 900 metri di dislivello.
Chi non ama le salite ha, comunque, l’opportunità di rendere omaggio agli eroi che qui combatterono per noi: restando nel fondovalle, un itinerario facile di 2,5 ore e soli 100 metri di dislivello porta a visitare il Tempio Ossario e il Museo della Grande Guerra di Timau con una passeggiata che offre spunti di riflessione. In calendario venerdì 2, martedì 13 e venerdì 30 agosto.

Le escursioni a tema storico costano tutte 20 euro a persona (bambini gratis sotto i 12 anni) e come tutte le Experience di Visit Zoncolan possono anche essere organizzate e personalizzate su richiesta. Possibilità di noleggio attrezzatura (bastoncini ecc.).
Informazioni: Visit Zoncolan – Tel. +39 0433 778921
www.visitzoncolan.com – info@visitzoncolan.com

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In copertina, luogo di avvistamento sulle montagne del Pal Piccolo; all’interno, il laghetto del Volaia e il sentiero delle eroiche portatrici carniche.

CasarSummer, dal cinema all’aperto all’incontro con Chiara Carminati

Un appuntamento con l’autore a Casarsa della Delizia in occasione di CasarSummer, il contenitore di eventi estivi del Comune in collaborazione con le associazioni cittadine. L’Associazione Il Noce – in collaborazione con Città di Casarsa della Delizia, Biblioteca Civica Nico Naldini e 4 Maggio – Giornata nazionale dell’affidamento familiare – propone domenica 21 luglio, alle 20.45, nel Giardino della sua sede in via Vittorio Veneto l’incontro sul romanzo “Nella tua pelle” scritto da Chiara Carminati alla presenza dell’autrice. Vincitrice del Premio Strega Ragazzi e Ragazze, in questa sua opera la scrittrice racconta dei ragazzi abbandonati dopo la Grande Guerra. Un racconto di piccole storie intrecciate con la Storia. In caso di maltempo la presentazione si terrà nella Sala Friuli della Biblioteca Civica Nico Naldini, nel capoluogo.
Tra gli altri eventi di questa settimana con CasarSummer il mercatino di antichità Tal Baul da l’Agna con la Pro Loco domani, 20 luglio, dall’alba al tramonto in centro e il cinema all’aperto sempre insieme alla Pro Casarsa della Delizia al giardino di Palazzo De Lorenzi Brinis: alle 21 di lunedì 22 luglio film d’animazione “Elemental”. La Biblioteca civica, per la rassegna Bibliofilm, propone invece giovedì 25 luglio, alle 17, il film per ragazzi “Home”.
Il Progetto Giovani, infine, propone nella sua sede mercoledì 23 luglio l’Escape room alle 20.30. Inoltre, le mostre In dialogo con l’arte – Elio Ciol prorogata fino al 28 luglio nello spazio espositivo dell’ex sala consiliare e la mostra al Centro studi Pasolini su Il Vangelo Secondo Matteo fino al 25 agosto.

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In copertina, la scrittrice Chiara Carminati attesa nei prossimi giorni a Casarsa.

Gli 80 anni dell’Asilo di Savorgnano nato nel vortice della guerra: due giorni di grande festa e un libro di Mario Martinis

L’Asilo infantile di Savorgnano del Torre compie 80 anni e nel paese collinare del Comune di Povoletto sono stati programmati, per oggi e domani, due giorni di grande festa al fine di celebrare la benemerita istituzione paesana che prevede anche la presentazione di un bel libro rievocativo dello storico concittadino Mario Martinis dal titolo “L’asilo infantile di Savorgnano del Torre (1944-2024)”. A prima vista può sembrare che la storia di tutti gli asili sia simile, ma non è così. La storia delle origini di questo è addirittura straordinaria perché nacque nel giugno 1944, nel vortice del secondo conflitto mondiale. Unico caso in Friuli e forse in Italia. Della creazione di un asilo infantile per i tanti bambini del paese, il più numeroso e povero dell’esteso Comune che va dalla pianura alle porte di Udine alle colline appunto di Savorgnano, e poi di Nimis, si era parlato già nel 1919 nel vigoroso dibattito esistente fra la Società ex combattenti, che proponeva la costruzione di un monumento a ricordo dei Caduti nella Grande Guerra (realizzato e inaugurato nel 1923), e la Società dei Reduci di ispirazione cattolica che invece sosteneva la edificazione di un asilo per l’infanzia.


Solo nel gennaio 1944, con l’arrivo del nuovo parroco Luigi Ciani, in una riunione dei capifamiglia si decise di adibire ad asilo infantile il fabbricato del cappellano mansionario, disabitato e attiguo alla canonica, dopo alcuni lavori di sistemazione. I primi mesi di attività dell’istituzione educativa vennero funestati dalle guerriglie che nei pressi del paese vennero intraprese tra i partigiani e le truppe nazifasciste che occupavano il Friuli. L’11 settembre, durante un rastrellamento che prevedeva l’incendio del paese – come avvenne anche nella vicina Nimis -, nella cappella dell’asilo dove si celebrava la Messa i nazisti lanciarono bombe a mano e spararono raffiche di mitra che provocarono cinque morti e diversi feriti gravi. Seguì il concentramento forzato della popolazione rimasta nel piazzale della Chiesa parrocchiale che successivamente venne rilasciata con le assicurazioni fornite dal parroco al nemico. Dopo la Liberazione, l’attività dell’asilo infantile riprese lentamente anche grazie alle scorte di cibo e agli aiuti pubblici (americani del Piano Marshall, vaticani, comunali) e proseguì nei decenni successivi con le sovvenzioni private (associazione degli asili, rette delle famiglie, lasciti e offerte raccolte in occasione di battesimi, matrimoni e funerali dei paesani).
Attualmente, l’asilo – scuola dell’infanzia di Savorgnano è una delle realtà di accoglienza, di formazione e di educazione più rappresentative della Provincia di Udine, il cui successo deve essere riconosciuto all’opera coraggiosa degli operatori di allora e di oggi e soprattutto a coloro che lo hanno fondato e alle suore francescane ora sostituite da preparati educatori laici. Per ricordare gli 80 anni della fondazione della scuola, come detto, oggi sarà presentato il libro “L’asilo infantile di Savorgnano del Torre (1944-2024)” di Mario Martinis in una festa che prevede i saluti di rito, la recita dei bambini ospiti e a cui seguirà la pastasciutta offerta dalle associazioni di volontariato del paese nel parco del Torre. Domani, infine, verrà celebrata una Messa solenne nella parrocchiale a ricordo dell’impegno di tutte le persone che hanno contribuito a sostenere la lunga attività della benemerita istituzione educativa.

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In copertina, la storica immagine con cui si apre il bel libro di Mario Martinis e qui sopra una vecchia immagine della Chiesa di Savorgnano del Torre.

Tra i colori del Carso autunnale e le tracce della Grande Guerra ai laghi di Doberdò e Pietrarossa

Immergersi nella magia del Carso autunnale, fra i colori accesi della vegetazione che avvolge il lago di Doberdò: la Coop Pavees, che gestisce la Riserva naturale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa, propone domenica 12 novembre un’escursione che permetterà anche di calarsi fra le tracce storiche della Grande Guerra.
Esperte guide condurranno i partecipanti alla scoperta di luoghi segnati profondamente dalla storia del Novecento, lungo un percorso che permetterà appunto di ammirare le tinte sgargianti dei cespugli di scotano e altri tratti distintivi del paesaggio, ascoltando, nel contempo, il racconto di varie tradizioni della cultura locale.
Il ritrovo è fissato al Centro visite Gradina, alle 9.30: la camminata avrà una durata di 3 ore (rientro previsto per le 12.30) e si svilupperà lungo un percorso ad anello, privo di difficoltà e dunque adatto a tutti. Sono consigliati un abbigliamento comodo, scarpe da trekking e una scorta d’acqua.
La partecipazione all’evento è gratuita, grazie al contributo del Comune di Doberdò del Lago e della Regione Friuli Venezia Giulia, ma è necessaria la prenotazione, effettuabile al 348.7942822 o all’indirizzo mail escursionidoberdo@pavees.it

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In copertina e all’interno i suggestivi colori accesi dello scotano al lago di Doberdò.

Il ponte di Dignano compie cent’anni: ecco come li celebrerà Dino Persello

di Giuseppe Longo

Finalmente il grande giorno è arrivato! In realtà, arriverà domani perché l’anniversario cade il 19 agosto, tuttavia la prima celebrazione si terrà oggi. Il riferimento è al centenario della costruzione del ponte di Dignano sul fiume Tagliamento: un’opera ciclopica, per quel tempo, realizzata alla fine della Grande Guerra, in anni difficili ma animati dalla speranza in una rapida ripresa dai disastri provocati dal conflitto che segnò una svolta epocale anche per il Friuli. Un’opera che, oggi, dimostra tutto il peso dei suoi anni, tanto da contrastare enormemente con un traffico che non ha nulla a che fare con quello di un secolo fa.

Dino Persello


Dino Persello, attore e regista sandanielese di riconosciuto talento, è nato proprio a Dignano, paese al quale è rimasto sempre molto legato. E proprio in omaggio al ponte che compie un secolo ha realizzato uno dei suoi apprezzatissimi lavori teatral-musicali. L’appuntamento è fissato per questa sera, alle 20.45, a Casa Zancani. Altre proposte sono in programma per domani e domenica.
Ma come è nata quest’opera? Ce lo spiega lo stesso Persello: «Il progetto teatral-musicale è nato dopo un’importante e profonda ricerca sull’affascinante storia di questa grandiosa opera relativamente ai primi difficili Anni 20 del secolo scorso. Nel racconto teatral-musicale, prenderò in considerazione diversi aspetti della realizzazione dell’opera, dalle primissime idee risalenti, pensate alla metà dell’800, fino ad arrivare al progetto definitivo, con vicende ed aneddoti curiosi ed emozionanti».
E l’artista friulano, emozionato per aver intrapreso quest’opera così importante e significativa, continua: «I tempi erano difficili e intricati, si usciva dalla Grande Guerra, miseria e disoccupazione la facevano da padrone. Ma la tenacia, la concretezza e competenza di un popolo come quello friulano che non si ferma “cuant ca le stràc, ma sôl cuant ca la finît”, hanno permesso la realizzazione di questa importante impresa, che sarebbe andata a risolvere l’aggregazione e le comunicazioni dei territori del Medio Tagliamento. Curioso, originale e intimo sarà questo “viaggio” dove le parole e la musica affidata ai “Petris” (fisarmoniche e violini), legati alle genti, ai luoghi e alla geografia territoriale, si combineranno per ridisegnare un ritratto ricco delle emotive, preziose, colorate e storiche sfumature in merito a quei luoghi e a quei tempi».
L’iniziativa di Dino Persello ha colto subito nel segno, tanto da suscitare largo interesse nella zona e in Friuli. Si sono già prenotate, infatti, a ospitare nei prossimi mesi lo spettacolo sia Spilimbergo che la “sua” San Daniele. E chi vi parteciperà di certo non rimarrà deluso, anche perché la qualità di quanto propone è sempre ai massimi livelli, suscita curiosità e interesse, toccando pure le corde del cuore.

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In copertina, il ponte di Dignano oggi percorso dalle scie luminose delle auto: una bella immagine che mostra il contrasto tra la modernità e la vetustà dell’opera.

Da Redipuglia al Monte Sei Busi invito sul Carso nei luoghi della Grande Guerra

Per “Piacevolmente Carso”, domenica 15 maggio la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 una facile escursione naturalistica sui luoghi della Grande Guerra, a “Redipuglia e il Monte Sei Busi”. Saliti sul monte attraverso il Sacrario, si seguirà un itinerario in piano di 7 km, tra la vegetazione della landa carsica e i cespugli di scotano in fiore. Si passerà tra trincee e doline, come quella “dei Bersaglieri”, con i resti dei combattimenti del conflitto 1915-18. Con letture a tema.
Segue la possibilità di pasti dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10%. Ritrovo alle 9.10 davanti al Museo Storico Militare di Redipuglia (raggiungibile anche dall’Aeroporto Fvg con i mezzi del Trasporto Pubblico Locale Tpl Fvg). È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costo: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Uscita per la “Primavera della Mobilità Dolce”, promossa a livello nazionale dall’Alleanza per la Mobilità Dolce con le più importanti associazioni impegnate sul tema.

Mucche sulle trincee…

… e scotani in fiore.

“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFVG, A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, un’immagine dell’immenso Sacrario di Redipuglia: da qui si salirà sul Carso nei luoghi della Grande Guerra.

 

Ad Aquileia e in tutto il Fvg il ricordo del viaggio centenario del Milite Ignoto

Sentita e partecipata cerimonia ad Aquileia, e idealmente in tutto il Friuli Venezia Giulia, per ricordare il centenario della partenza del feretro che conteneva la salma del Milite Ignoto. Infatti il 29 ottobre del 1921, lasciò la stazione ferroviaria della città romana (ormai demolita da molti anni) il convoglio che trasportava l’affusto di cannone con sopra deposta la bara del Soldato Ignoto, ricoperta dalla Bandiera Tricolore. Lo stesso viaggio è stato riproposto a 100 anni di distanza, con le carrozze ferroviarie d’epoca, il locomotore a vapore del 1921 e il vagone che fece il trasporto della salma indicata da Maria Bergamas. Il treno è partito dalla stazione di Cervignano con destinazione Gorizia e Udine, e poi ancora le tante altre città d’Italia che un secolo fa si strinsero commosse al suo passaggio. La cerimonia vera e propria, che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, di tanti sindaci del Friuli Venezia Giulia, di rappresentanti di numerose Associazioni combattentistiche e d’arma (fra le quali anche la Federazione Italiana Volontari della Libertà con il proprio medagliere e l’Associazione Partigiani Osoppo Friuli), si è tenuta nella piazzale della Basilica di Aquileia.

La cerimonia ad Aquileia.

La commemorazione è iniziata con l’intervento del sindaco Emanuele Zorino, che ha portato il saluto della comunità: «Cento anni fa – ha detto – Aquileia diventò madre, simbolo di tutte le città italiane che vissero i lutti della Grande Guerra. Un secolo fa ogni famiglia piangeva un proprio caro, ma un secolo fa con il viaggio del Milite Ignoto si creò l’unità della nazione».
Ha preso poi la parola il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato il parallelismo fra due epoche: «Cento anni fa si è visto lo spirito di unità del Paese e la riconoscenza verso le persone che si erano sacrificate. Oggi non volgiamo lo sguardo solo per ricordare e onorare la memoria, ma dobbiamo recuperare da quel passato il significato di essere uniti. Una unità necessaria per affrontare le sfide che stiamo vivendo». E’ stato quindi il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a chiudere i discorsi ufficiali, rivolgendo un saluto e ringraziando, oltre alle varie autorità, i sindaci presenti: «So quanto importante è il vostro lavoro quotidiano». Si è rivolto poi alle scolaresche, numerose nella antica piazza Capitolo: «Siete il futuro del Paese. Queste celebrazioni sono per voi. Il viaggio del Milite Ignoto è stato un momento fondamentale della storia italiana, un viaggio di unificazione del Paese, dopo la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Quel viaggio ha formato l’identità del Paese, un viaggio che fu compiuto fra due ali di folla, con una partecipazione popolare rilevantissima e lanci di fiori ad ogni passaggio». Il governatore Fvg ha infine concluso: «Il mio è un invito al silenzio, senza retorica, per una celebrazione che unisca ancora una volta l’Italia e possa dargli forza per il futuro».
Le autorità hanno poi inaugurato il restaurato Cimitero degli Eroi, dove sono sepolti i 10 soldati sconosciuti che non furono scelti per rappresentare il Milite Ignoto e anche la stessa Maria Bergamas, la mamma di un soldato disperso che nella Basilica di Aquileia indicò il feretro portato all’Altare della Patria, mentre in cielo le Frecce Tricolori hanno dispiegato per due volte il verde, bianco e rosso della Bandiera nazionale. Nel frattempo, è sfilata la teca contenente la Bandiera che avvolse l’urna del Milite Ignoto e che è stata portata a Cervignano per essere collocata sul treno storico alla volta di Roma, rifacendo così il viaggio di un secolo fa. E’ poi seguita la cerimonia di inaugurazione del cantiere per la ricostruzione della piccola stazione ferroviaria di Aquileia, ormai demolita da molti decenni: da lì infatti partì il treno che portò il Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma.
Alla conclusione della commemorazione vi è stato un breve incontro con il ministro Guerini: il presidente della Associazione Partigiani Osoppo Friuli, Roberto Volpetti, ed il presidente Massimiliano Fedriga hanno rivolto al titolare della Difesa l’invito a presenziare alla cerimonia commemorativa dell’Eccidio alle Malghe di Porzus che avrà luogo nel prossimo mese di Febbraio. Il ministro ha assicurato la propria presenza.
Guerini e le altre autorità – all’incontro erano presenti anche l’onorevole Debora Serracchiani e Ivano Strizzolo – si sono quindi trasferiti presso la stazione ferroviaria di Cervignano dove hanno preso posto sul treno storico che è partito alla volta di Gorizia, ripercorrendo il tragitto di un secolo fa. Alla stazione di Udine ad attendere il convoglio erano presenti sulle banchine centinaia di persone. Fra queste il sindaco Pietro Fontanini e decine di associazioni con bandiere e labari. Presenti anche l’assessore regionale Stefano Zannier e la medaglia d’oro Paola Del Din, presidente emerita della Federazione Italiana Volontari della Libertà, che è stata la prima e l’ultima persona, molto anziana, ringraziata dal ministro Guerini. Il treno è poi proseguito in direzione Venezia, fermandosi nelle altre stazioni friulane: Casarsa della Delizia, Pordenone, Fontanafredda e Sacile. Ad ogni tappa vi è stata una entusiastica partecipazione di autorità e popolazione.

La cerimonia a Udine.

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In copertina, la storica locomotiva del 1921 che ha trainato il convoglio rievocativo; qui sopra, immagini del suo arrivo alla stazione di Udine. (Foto Regione Fvg)