A Pordenone approvato all’unanimità dall’assemblea il nuovo statuto Efasce

L’assemblea soci dell’Efasce, convocata in seduta straordinaria nel centro diocesano a Pordenone, ha approvato all’unanimità il nuovo Statuto dell’Ente che, dal 1907, opera a favore degli emigranti. Un’assemblea che è stata largamente partecipata: tra presenti e deleghe sono stati espressi 151 voti, mentre numerose persone nel mondo hanno seguito i lavori tramite collegamento streaming.


“Ringrazio tutti coloro che hanno accolto la nostra proposta come Consiglio direttivo – ha affermato il presidente Gino Gregoris, che ha illustrato il documento assieme al consigliere Angioletto Tubaro alla presenza del notaio Gaspare Gerardi – per un Efasce che senza dimenticare le sue radici guarda allo stesso tempo al futuro coltivando il presente. Con il nuovo Statuto abbiamo ora una definizione più attenta della nostra realtà, che nasce come Segretariato di emigrazione per la tutela dei lavoratori emigranti e ora volge il suo sguardo all’emigrazione attuale. In più abbiamo recepito dei necessari aggiornamenti normativi e dato vita alla nuova Consulta dei Segretariati”.
I Segretariati sono le suddivisioni territoriali di Efasce in contatto con gli emigranti e sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela, a cui si è aggiunto il più recente negli Emirati Arabi Uniti. La Consulta sarà l’organo che permetterà il dialogo continuo tra Segretariato e Consiglio direttivo, valorizzandone il ruolo.
Dopo questo passaggio fondamentale, Efasce con Gino Gregoris e la vicepresidente Luisa Forte e la segreteria sono al lavoro per le attività dei prossimi mesi, che culmineranno con il 46° Incontro dei Corregionali all’Estero, importante momento di ritrovo e confronto annuale che si terrà a luglio, preceduto da visite sul territorio da parte degli emigranti e loro discendenti grazie ai progetti in essere con la Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Fondazione Friuli e Bcc Pordenonese Monsile.

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In copertina, l’intervento del presidente Gino Gregoris (all’interno, anche con Gerardi e Tubaro).

Lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit: sabato a Udine la mini-guida dell’Efasce

Una mini-guida su come trasferirsi a lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit dedicata ai giovani del Friuli Venezia Giulia e non solo. A scriverla tre corregionali che vivono in Gran Bretagna: Miriam Ferrarin originaria di Maniago che a Londra lavora in una grande multinazionale del settore musicale e che è pure una seguita travel blogger con il suo Mary Giramondo; Luca Marin di Prata di Pordenone responsabile della gestione di servizi finanziari nella City da 13 anni; Roberto Ortolan, originario di Pasiano di Pordenone, ingegnere meccanico che vive a Coventry nelle West Midlands e da 7 anni lavora per il settore automotive. I tre sono i responsabili dell’e-segretariato londinese dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) e proprio sul sito efasce.it si può scaricare la guida in formato digitale. La ricerca sarà presentata alla tavola rotonda “Italiani all’Estero & Internazionali in FVG” in programma sabato 18 febbraio, alle 9.30, all’Università di Udine, a Palazzo Garzolini Toppo-Wassermann, in via Gemona nel capoluogo friulano.
“La guida realizzata dai nostri corregionali – commenta Gino Gregoris presidente di Efasce -, ai quali va il nostro ringraziamento, è un progetto davvero interessante e che rientra in pieno nello spirito di sostegno agli emigranti che da sempre caratterizza l’attività del nostro Ente. Con la Brexit molte cose sono cambiate per chi vuole trasferirsi nel Regno Unito e quindi avere tutte le informazioni essenziali raccolte da chi vive e lavora è uno strumento davvero utile. Sempre più riceviamo richieste di assistenza da chi, più o meno giovane, vuole partire per l’Estero”.
La guida, partendo da una spiegazione sugli effetti della Brexit, illustra quanto è necessario per espatriare, dal passaporto ai visti, dalla conoscenza della lingua inglese alle coperture sanitarie, senza dimenticare la ricerca di un alloggio, l’acquisto di una scheda telefonica o aprire un conto corrente.
L’evento udinese è organizzato da Ente Friuli nel Mondo in collaborazione con le altre Associazioni riconosciute dei corregionali all’estero (Alef, Clape nel mondo, Eraple, Giuliani nel Mondo Trieste, Efasce – Pordenonesi nel Mondo, Slovenci Po Svetu-Unione Emigranti Sloveni del Fvg), con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero e in collaborazione con l’ Università degli Studi di Udine. Rientra nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione Fvg “2° Seminario sull’emigrazione dei giovani corregionali – La nuova emigrazione promuove il Friuli Venezia Giulia in Europa”.

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In copertina, da sinistra Miriam Ferrarin, Luca Marin e Roberto Ortolan autori della mini-guida di Efasce Pordenone.

Gli emigranti entusiasti della festa a Caneva: “Torneremo nel 2020”

Si sono dati appuntamento al prossimo anno i 150 partecipanti al 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) a Caneva, borgo che in questo fine settimana è diventato punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Non solo: folta anche la presenza di giovani discendenti di quegli emigranti che ancora adesso, nonostante siano arrivati alla terza o quarta generazione, sono davvero molto legati alle proprie radici.

Ieri, la giornata conclusiva delle celebrazioni ufficiali ha visto il ritrovo al monumento ai Caduti, di Caneva, per i saluti e la deposizione della corona assieme alla Banda “Amici della Musica” di Tamai. Poi nella chiesa parrocchiale di San Tomaso apostolo la Messa è stata celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone monsignor Ovidio Poletto, che nell’ omelia, ricordando come anche i suoi famigliari siano stati emigranti, ha sottolineato che l’Efasce è importante in quanto, sin dalla sua fondazione avvenuta nel lontano nel 1907, opera a favore degli emigranti, promuovendo quei valori di accoglienza che contrastano l’individualismo.

Giulio e Giorgetta Armanaschi (25 anni di matrimonio) col vescovo Poletto e don Cesarin; sotto, foto di gruppo con i sindaci. 

Alla bella cerimonia, cui hanno partecipato numerosi sindaci del Friuli occidentale (a partire dal padrone di casa, Andrea Attilio Gava) nonché i consiglieri regionali Ivo Moras e Chiara Da Giau, toccante momento per i 25 anni di matrimonio di una coppia di corregionali dalla Romania, Giulio e Giorgetta Armanaschi.
L’occasione ha visto il presidente dell’Efasce, don Aniceto Cesarin, che ha concelebrato la Messa, rimarcare come bilancio della due giorni canevese il fatto che si lavorerà sempre a favore degli emigranti, collaborando con le altre associazioni di corregionali attive sul territorio e aprendosi sempre più anche alla nuova ondata di partenze, con tanti giovani che negli ultimi anni hanno lasciato il Friuli Venezia Giulia in cerca di lavoro. Ricordiamo che sabato c’era stato un interessante convegno sulla lingua degli emigranti, a partire dal Talìan parlato in Brasile, con la consegna del Premio Beato Odorico al coordinatore Efasce del Brasile, Argel Rigo.

Per capire come opera l’Efasce, interessante l’esempio di Montevideo (capitale dell’Uruguay): mentre i più anziani hanno un appuntamento settimanale denominato “Un caffé e quattro chiacchiere” per ritrovarsi, come raccontato da Danì Rovaglio, con origini pordenonesi, i più giovani trasmettono lingua e abitudini italiane e friulane ai figli (per esempio la tradizione del Purcit di Sant’Antoni), come fatto da Gisela Mion, anch’ella con radici pordenonesi, coinvolgendo pure nel viaggio in Italia i giovani Norman e Magnus, che hanno detto di essere rimasti colpiti dalle montagne (che in Uruguay non ci sono) e di aver apprezzato il gelato italiano: con loro anche la nonna Rosa Bosca Pordenon.

La famiglia di Gisela Mion.

Momento conclusivo all’area sportiva di Fiaschetti di Caneva (inizialmente si doveva andare al castello, ma il maltempo ha fatto cambiare i piani) con la Pro Loco Castello che ha servito a tutti un ottimo pranzo. Presenti corregionali da Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela.
Presenti anche i 66 partecipanti ai due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dedicati ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi.
Infine, oggi, dopo due settimane in visita a vari centri regionali, gli ospiti vivranno il momento conclusivo del loro tour dalle 18.30 a palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II, a Pordenone nella cerimonia patrocinata dalla Camera di Commercio di Pordenone e Udine. Domani, invece, le partenze verso i luoghi d’origine (Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania).

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In copertina e qui sopra due immagini della chiesa di Caneva gremita.

Anche i discendenti degli emigranti sono molto legati al Friuli

di Gi Elle

In tantissimi, dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento, partirono dalla fine del 1800, e nei decenni successivi, sostenendo lunghi e faticosi viaggi per terra e per mare – quando non c’erano ancora gli aerei che in poche ore ci portano da un capo all’altro del pianeta -, in cerca di fortuna in diversi Paesi europei, ma  soprattutto nelle Americhe. E Caneva, cittadina a pochi chilometri da Pordenone,  in questi giorni è diventata il punto di riferimento di quanti lasciarono il Friuli, o meglio ancora dei loro discendenti che, nonostante siano arrivati alla terza o quarta generazione, sono ancora molto legati alle proprie radici, alla regione d’origine dei loro progenitori.
A Caneva stamattina ha infatti preso avvio, nel migliore dei modi,  il 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti. Ad accogliere i circa 150 delegati dei vari segretariati Efasce nel Mondo (sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela), nell’auditorium comunale, il presidente dell’Efasce, Aniceto Cesarin (che ha rimarcato come l’ente operi attivamente per gli emigranti), assieme al sindaco di Caneva Andrea Attilio Gava (che ha sottolineato i vari rapporti internazionali come i gemellaggi della sua municipalità) e al vescovo di Concordia e Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini. Ha portato, invece, il saluto dell’Ente Friuli nel Mondo il consigliere Luigi Papais. Presenti anche l’onorevole Luca Sut e i past president dell’Efasce, mentre l’intervento conclusivo è stato del vicepresidente Gino Gregoris.

Il sindaco di Caneva, il presidente Cesarin e il vescovo Pellegrini.

Il Taliàn

Molto interessante il convegno, moderato dal giornalista Enri Lisetto, sulle lingue degli emigranti, a partire dall’esempio del Taliàn, la lingua franca basata su dialetti veneti e parole friulane unite al portoghese che ha di fatto “unificato” gli immigrati italiani in Brasile (in particolare nello Stato del Rio Grande Do Sul) da fine Ottocento a dispetto delle varie provenienze regionali. A raccontarne l’aspetto scientifico la professoressa Carla Marcato (Università di Udine), la quale ha sottolineato come le lingue tramandate dagli emigranti ci diano un prezioso “spaccato” di come erano i dialetti qui in Italia, dove nel frattempo hanno continuato a modificarsi, un secolo fa, mentre il dottor Argel Rigo (coordinatore Efasce Brasile, insegnante e promotore culturale di origini canevesi e tra coloro che hanno lavorato nello sterminato Paese bagnato dal Rio delle Amazzoni per l’ufficializzazione del Taliàn come lingua locale da preservare) ha presentato l’evoluzione storica e l’utilizzo di questo importante idioma. Fenomeni similari anche in altre zone del mondo dove si sono insediati immigrati friulani: per esempio il Canada, dove si parla un “italiese” con parole inglesi e friulane come raccontato nella sua ricerca dalla dottoressa Vanessa Lovisa (Segretariato di Toronto Efasce) di origini di Pravisdomini e San Giovanni di Casarsa.

Un momento del convegno.

Le testimonianze

Molto interessante anche parlare con alcuni dei 66 partecipanti ai progetti Efasce finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni ) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) che in questi giorni hanno visitato vari centri nel territorio regionale alla ricerca delle proprie origini. Nipoti o addirittura pronipoti di corregionali immigrati, i giovani arrivati in questi giorni in Friuli Venezia Giulia hanno dimostrato un grande interesse nel conoscere la terra delle proprie radici, trasmettendo le loro emozioni con i parenti rimasti a casa. Come Carla Sinuka Martinis, 21 anni insegnante di arte acrobatica dall’Argentina, che via videochat ha mostrato al nonno Gianfranco Martinis i luoghi da cui è partito tanti anni fa, la casa di Meduno dove vive la cugina Patrizia che è andata a trovare (“rinunciando” alla giornata libera concessa ai partecipanti) e assaggiando per lui i sapori della madrepatria, dal caffè corretto con grappa al frico. E poi Daniele Leon, sviluppatore informatico di 26 anni dal Canada, che a Valvasone ha trovato i parenti e ammirato Castello e Duomo, che lo hanno particolarmente colpito. Philip Lindsay, 28 enne operatore sanitario statunitense, ha apprezzato invece la visita a Fanna, luogo d’origine della sua famiglia. Parlare con Vinicius Duz, 24 anni militare dell’esercito brasiliano, è come dialogare con uno dei giovani di Caneva (da cui ha origine) e dintorni dei giorni nostri, visto che parla molto bene il Talìan: lui stesso ha confermato di sentirsi a casa qui in Friuli. E poi i partecipanti al progetto per gli adulti di riscoperta delle origini friulane, come Juliano Grando, 51enne che, sposato con una Zatt originaria di Caneva, in Brasile aiuta coloro che hanno perso memoria delle proprie origini regionali a riannodare i fili con la propria identità.

Il saluto di un giovane discendente.

Il Premio

Il premio “Odorico da Pordenone”, destinato a un corregionale distintosi all’Estero, è stato consegnato proprio ad Argel Rigo, coordinatore dell’Efasce in Brasile e la cui famiglia è originaria di Caneva. Il riconoscimento è stato istituito nel 1998 dalla Provincia di Pordenone proprio in collaborazione con Efasce. Dopo lo scioglimento della Provincia, è stato il Comune di Pordenone a impegnarsi per il proseguimento nell’attribuzione di questo prestigioso riconoscimento. A consegnare il Premio a Rigo, salito sul palco con la moglie e che ha inoltre donato con il resto della delegazione brasiliana dei presenti alle autorità, il vicesindaco di Pordenone Eligio Grizzo.
Nella stessa cerimonia il Comune di Caneva, con il sindaco Andrea Attilio Gava, ha consegnato anche le sue Benemerenze a corregionali figli di genitori canevesi: Laura Sandra Poletto (Buenos Aires, Argentina, che ha delegato al ritiro Vicente Vezzato, sempre dell’Efasce Argentina) e Sergio Rigo (Veranopolis, Brasile). Inoltre, è stato consegnato un riconoscimento a Narciso De Lorenzi Canever, classe 1946 la cui famiglia è originaria di Erto e Casso, per i 30 anni di prezioso lavoro al servizio dei corregionali in Brasile con l’Efasce. A premiarlo il presidente Aniceto Cesarin. Inoltre, la mattinata ha visto la presentazione dei libri “Dalle radici al futuro” sul meeting Efasce giovani corregionali in Brasile e quello “L’emigrazione nel Friuli occidentale: il museo di Cavasso Nuovo” di Javier P. Grossutti, presente con il sindaco di Cavasso Nuovo, Silvano Romanin. Alla fine rinfresco per tutti.

I premi del Comune di Caneva e la delegazione del Brasile.

Incontri istituzionali

Ma ieri ci sono stati anche due importanti momenti istituzionali. A Trieste, in mattinata, la folta delegazione è stata accolta nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia dal presidente della Giunta Massimiliano Fedriga e dal presidente del Consiglio stesso, Piero Mauro Zanin, mentre alla sera momento d’accoglienza in Consiglio comunale a Pordenone con il vicesindaco Eligio Grizzo e l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli.

L’incontro in Consiglio regionale.

Domani e lunedì

Domani, domenica, sempre a Caneva il programma prevede alle 9.30 ritrovo al Monumento ai Caduti, per i saluti e la deposizione della tradizionale corona. Si formerà il corteo accompagnato dalla Banda “Amici della Musica” di Tamai per raggiungere la chiesa di san Tomaso apostolo, dove la santa Messa sarà celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone, monsignor Ovidio Poletto. Alle 12.30 si raggiungerà il Castello per il pranzo comunitario su prenotazione curato dalla Pro Loco Castello Caneva (funzioneranno delle navette per salire e scendere dal colle). Saranno a Caneva anche domani i 66 partecipanti ai due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) finanziati dalla Regione Fvg e dedicati ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi. Infine, lunedì, dopo due settimane in visita a vari centri regionali, gli ospiti vivranno il momento conclusivo del loro tour dalle 18.30 a palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II, a Pordenone, nella cerimonia patrocinata dalla Camera di Commercio di Pordenone e Udine. Il giorno dopo le partenze verso i luoghi d’origine (Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania).

Due immagini della sala gremita.

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In copertina, il vicesindaco di Pordenone Eligio Grizzo consegna il Premio ad Argel Rigo.

(video con interviste a questo link https://we.tl/t-Mp0guu2PiK)

A Caneva l’incontro dei corregionali all’estero in arrivo da 15 Paesi

Tutto pronto a Caneva per ospitare il 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Efasce, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti: dal 27 al 28 luglio il centro collinare, ultimo Comune friulano prima del Veneto con il quale condivide l’area del Cansiglio, sarà il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Un legame forte in chi è emigrato in prima persona come anche in chi discende da coloro che compirono i viaggi verso tutti i continenti e che magari tornano proprio per rinsaldare le proprie radici friulane.
Ad accoglierli il presidente dell’Efasce, Aniceto Cesarin, assieme al sindaco di Caneva, Andrea Attilio Gava, con un ricco programma nel quale tutti i delegati dei vari segretariati Efasce nel mondo (sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela) troveranno spazi e momenti per confrontarsi con i corregionali che vivono in altri Paesi. Attese circa 150 persone.
La scelta di Caneva è stata effettuata perché in questi ultimi anni il Comune pordenonese ha lavorato a stretto contatto con la municipalità di Fagundes Varela, nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, dove ancora oggi vive una folta comunità di origini friulane, discendente delle famiglie contadine arrivate proprio da Caneva tra 1888 e 1893. Un lavoro che ha portato alla firma di un Patto di fraternità sottoscritto nell’aprile del 2015 e che verrà rinforzato proprio in occasione dell’Incontro di questo fine settimana.

L’anteprima sarà venerdì 27 luglio a Pordenone, dove il sindaco Alessandro Ciriani ansieme al collega canevese Gava accoglierà le delegazioni provenienti dalle varie parti del Mondo e il direttivo Efasce. Sabato 27 luglio all’Auditorium comunale di Caneva in via Trieste dalle 9 si entrerà nel vivo dei lavori con il convegno “Le lingue degli emigranti. Le radici del Taliàn”. Ad aprire la mattinata i saluti del sindaco Gava, del presidente Cesarin e del vescovo di Concordia Pordenone monsignor Giuseppe Pellegrini. Al convegno, moderato dal giornalista del Messaggero Veneto Enri Lisetto, interverranno la professoressa Carla Marcato (Università di Udine), la dottoressa Vanessa Lovisa (Segretariato di Toronto) e Argel Rigo (coordinatore Efasce Brasile). A mezzogiorno presentazione del Libro “L’emigrazione nel Friuli occidentale: Cavasso Nuovo” di Javier P. Grossutti e testimonianze dei partecipanti ai progetti Stage per giovani discendenti di corregionali e Ri-Scoprire il Friuli. Conclusioni a cura del vicepresidente dell’Efasce Gino Gregoris. Alle 12.15 consegna del Premio “Odorico da Pordenone” e delle benemerenze del Comune di Caneva. Alle 13 pranzo a buffet per corregionali e partecipanti alla mattinata.

Domenica 28 luglio alle 9.30 ritrovo al monumento ai Caduti di Caneva, per i saluti e la deposizione della corona. Si formerà il corteo accompagnato dalla Banda “Amici della Musica” di Tamai per raggiungere la chiesa di san Tomaso apostolo, dove la Santa Messa sarà celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone, monsignor Ovidio Poletto. Alle 12.30 si raggiungerà il castello per il pranzo comunitario curato dalla Pro Loco Castello Caneva (funzioneranno delle navette per salire e scendere dal colle).

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In copertina, la chiesa di San Tomaso a Caneva nel Pordenonese.