E ora il Presepe lagunare di San Pietro (visto da tutto il mondo) Grado lo riproporrà a Gorizia. Un grande lavoro di tanti volontari lodati dalla Parrocchia: Associazioni “motore” della comunità

(g.l.) Il successo ottenuto dal bellissimo e grandioso Preseoe allestito da Grado un anno fa nella Città del Vaticano, ai piedi dell’obelisco di Piazza San Pietro, non poteva avere una storia finita con quelle festività natalizie. Anzi, al termine della mostra romana, i volontari che l’avevano realizzato con la guida di Antonio Boemo, proponendo un suggestivo scorcio della Laguna di un secolo fa, avevano annunciato che sarebbe stato proposto anche altrove. Troppo bello e importante, infatti, per non assicurarne una continuità. E dove poteva essere se non a Gorizia, il capoluogo provinciale giunto al termine di un anno straordinario da tutti conosciuto come Go!2025 Nova Gorica Gorizia Citta europea della cultura?
E così è avvenuto, tanto che sabato prossimo, 20 dicembre, a pochi giorni dal Natale, alle ore 17 verrà inaugurato il “Presepe lagunare di San Pietro”. «Per l’occasione – annuncia Insieme, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, in distribuzione proprio oggi – abbiamo organizzato il pullman con partenza alle ore 15.30 dal Piazzale Carpaccio. Informazioni in Ufficio Parrocchiale fino ad esaurimento posti».
Il maxi-presepe inaugurato dall’indimenticabile Papa Francesco e ammirato, tramite gli schermi televisivi e la rete di Internet, da tutto il mondo, è il frutto il un grande, immenso lavoro del volontariato, un “motore” indispensabile espresso da sodalizi e associazioni che in una comunità lavora silenziosamente a beneficio di tutti a fianco delle pubbliche Istituzioni. Una espressione lodata sullo stesso foglio informativo da monsignor Paolo Nutarelli, il quale scrive: «Nei giorni che precedono il Natale, come da bella tradizione gradese, le Associazioni della nostra cittadina aprono le porte delle loro sedi per scambiarsi gli auguri. Sono momenti semplici, ma preziosi, in cui ci si ritrova, ci si guarda negli occhi e si riscopre quanto il volontariato sia davvero il tessuto vivo della nostra Comunità. Ogni associazione, con il proprio stile ed il proprio impegno, tiene insieme ciò che spesso rischia di sfilacciarsi: relazioni, attenzione ai più fragili, cura del territorio, passione per lo sport, la cultura, la solidarietà. Le Associazioni costruiscono ponti, generano appartenenza, fanno sì che la nostra città non sia solo un luogo dove vivere, ma una casa».

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Oggi il “Concerto di Natale”

«La musica eleva lo spirito», sottolinea ancora Insieme ricordando il “Concerto di Natale” in programma questo pomeriggio, alle 16, nella Basilica di Sant’Eufemia. Come già annunciato, sarà protagonista il Jess Trio Wien affiancato dalla flautista Luisa Sello, la cui presenza è costante a Grado, che proporrà pagine di Dvorak e Beethoven. Il concerto sarà a ingresso libero, grazie al supporto del Ministero della Cultura, della Regione Fvg e del Comune di Udine.

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«Anche la Parrocchia – prosegue l’arciprete, gradese fra i suoi gradesi – desidera dire il suo grazie: grazie per la vicinanza, per la collaborazione, per il sostegno reciproco che durante l’anno si traduce in progetti, iniziative, attenzioni condivise. Natale ci ricorda che Dio si fa vicino e nasce dentro la storia concreta delle persone: questo accade ogni volta che, insieme, scegliamo di mettere al centro il bene comune. Questi giorni siano, allora, un’occasione per rinsaldare legami, valorizzare il servizio discreto di tanti volontari e riconoscere che, nella trama quotidiana della città, siamo tutti fili della stessa tela. Buon cammino verso il Natale!».
E a proposito di presepi, l’odierno foglio parrocchiale di Grado invita tutti alla loro realizzazione. «Piccolo o grande non importa: ciò che conta è il segno! Costruire il presepe – si sottolinea – è un gesto semplice, quasi disarmante, che però ogni anno apre uno spazio di luce nelle nostre case e nei nostri cuori. San Francesco, a Greccio, non voleva “fare una scenografia” ma, vedere con gli occhi del corpo, l’umiltà del Dio che si fa bambino. Il suo presepe fu un atto d’amore, un invito a lasciarsi toccare dalla tenerezza di Dio. Insieme all’albero, regaliamoci, quindi, lo spazio per il presepe nelle nostre case. È un invito a ritrovare, accanto alle luci ed ai colori della festa, quel piccolo angolo che ricorda l’essenziale».
Infine, a tal riguardo, si ricorda che nelle celebrazioni eucaristiche di domenica prossima, 21 dicembre (ore 8.30 e 10 in Basilica e ore 11.30 a San Crisogono) – ed ovviamente nella Messa prefestiva di sabato – le famiglie, che costruiscono il Presepe sono invitate a portare la piccola “statuina” del Gesù Bambino. «Vivremo il gesto della benedizione – annuncia monsignor Nutarelli – e verrà consegnata una piccola preghiera da fare nelle proprie case». Infine, sempre per restare nel clima delle festività imminenti, si ricorda che con martedì 16 dicembre inizierà la tradizionale Novena di Natale durante la Messa vespertina delle ore 18.

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In copertina, un’immagine del grandioso presepe lagunare di Grado allestito in Piazza San Pietro lo scorso Natale.

Grado, il Museo Civico del Tesoro una bellissima proposta in più per le festività nell’Isola accanto ai tantissimi Presepi

(g.l.) Immacolata Concezione con una proposta in più per chi arriva a Grado. Dunque, oggi ma in tutto questo mese di dicembre e poi anche in gennaio: la visita al Museo Civico del Tesoro, aperto ufficialmente sabato mattina nella vecchia casa canonica della centralissima piazza Biagio Marin, edificio che sorge proprio di fronte al palazzo municipale. Infatti, accanto ai numerosi presepi la cui tradizionale rassegna è stata appena inaugurata – ne facciamo riferimento anche nel precedente articolo riguardante tutto il Friuli Venezia Giulia e quindi anche l’Isola del sole (oggi, peraltro, bellissimo!) -, potrà essere visitata anche questa ricca esposizione di reperti e preziose testimonianze della storia locale che si sviluppa su quasi due millenni, aperta nella giornata odierna festiva anche dalle 14.30 alle 17.30.
Sipario alzato, dunque, dall’altro pomeriggio sulla rassegna presepiale allestita, come ogni anno, al Palacongressi di Città Giardino: una mostra che dà inizio anche quest’anno al “Nadal de l’Isola”, la manifestazione di fine anno che trasforma Grado in un magnifico borgo colorato e ricco di oltre 50 diverse proposte di intrattenimento, spettacolo e cultura. E, come già riferito, tutti gli appuntamenti si snoderanno nell’arco di un ricchissimo mese di iniziative e manifestazioni che si è appena aperto e si concluderà il 6 gennaio con la solennità dell’Epifania.

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Anche l’Albero di Natale

E per quanto riguarda ancora le prime iniziative di questo intenso mese di festa, oggi – giornata che celebra la più importante ricorrenza mariana prima di quella della Nascita di Gesù -, alle ore 17, in Campo Patriarca Elia, sul sagrato della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, ci sarà la tradizionale accensione dell’Albero di Natale a cura della civica amministrazione. “Un segno luminoso che apre simbolicamente il nostro Tempo di Natale”, ha sottolineato monsignor Poalo Nutarelli su Insieme. Nel foglio informativo settimanale della Parrocchia arcipretale si ricorda pure che, come ormai tradizione, anche quest’anno i bambini della Scuola dell’Infanzia Parrocchiale “Luigi Rizzo” porteranno un segno di luce per le vie del centro anticipando di due giorni la festa di Santa Lucia. Infatti, nella serata di giovedì 11 dicembre, a partire dalle ore 16.30, dal piazzale Patriarca Elia, i bambini offriranno, con il loro sorriso e con i loro canti, “un po’ di luce” a tutte le persone che incontreranno. “Un semplice gesto, capace di illuminare i cuori”, ha osservato ancora il parroco.

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La rassegna dei presepi coinvolge oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, saranno esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il porto e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo di Aquileia. Il tradizionale presepe galleggiante lascerà il posto, sempre al mandracchio, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna sarà visitabile fino al 1° febbraio. Sabato, come detto,è avvenuta l’inaugurazione, al citato Palazzo regionale dei Congressi. Giornate e orari di apertura: oggi e fino al 23 dicembre e dal 7 gennaio al 1° febbraio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; dal 24 dicembre al 6 gennio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.

Tornando, invece, al Museo Civico del Tesoro di Grado, la sua inaugurazione ufficiale è avvenuta sabato mattina durante una bellissima e partecipata cerimonia- rallegrata dalle note della Banda cittadina -, alla quale hanno fatto gli onori di casa il sindaco Giuseppe Corbatto e l’arciprete Paolo Nutarelli. Per sottolineare l’importanza dell’evento è intervenuto anche l’arcivescovo Carlo Redaelli, assieme ad altri numerosi ospiti, tra i quali l’europarlamentare Anna Maria Cisint e i rappresentanti della Soprintendenza regionale dei beni storici, oltre che della Socoba, la società che gestisce la Basilica di Aquileia e che si occuperà anche del Museo gradese.  La presentazione dell’opera dedicata a monsignor Sebastiano Tognon, parroco dell’Isola all’epoca della Grande Guerra che si prodigò per la salvaguardia di questi beni storici dal valore incalcolabile, era cominciata all’interno della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia con la presentazione del Museo in tutti i suoi dettagli storico-scientifici (ne parla anche un ampio articolo pubblicato il 5 dicembre scorso su friulivg.com). Al termine, è seguito il tradizionale taglio del nastro nella ex canonica dei parroci di Grado, dove l’ultimo ad avervi dimorato è l’indimenticabile monsignor Silvano Fain. Il quale da Lassù sarà sicuramente felice di vedere come la casa che l’ha accolto per quarant’anni sia diventata un prezioso polo culturale per Grado e per tutta la nostra regione.

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli benedice il Museo prima del taglio del nastro; all’interno, alcune immagini della cerimonia inaugurale con l’intervento in Basilica di monsignor Paolo Nutarelli e la visita alla esposizione permanente della storia di Grado, presenti il sindaco Giuseppe Corbatto e l’onorevole Anna Maria Cisint; infine, la Banda cittadina.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Omaggio ad Antonio Smareglia al Giovanni da Udine con la premiazione del Concorso internazionale organizzato dall’Accademia musicale Ricci

(g.l.) Udine oggi, 26 novembre, renderà omaggio ad Antonio Smareglia, il compositore nato a Pola nel 1854 e morto a Grado nel 1929. Alle 18, nella splendida cornice del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, si terrà infatti la cerimonia conclusiva dell’8° Concorso internazionale di composizione organizzato con cadenza biennale dall’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci”, guidata da Flavia Brunetto, con la consegna dei relativi premi. La cerimonia sarà coronata da un concerto protagonista il soprano Giulia Della Peruta accompagnato dal pianoforte di Franca Bertoli. Oltre che da alcuni bellissimi brani dello stesso Smareglia (quattro canti, un recitativo e un’aria da Pittori fiamminghi, una delle opere più famose del musicista di cultura mitteleuropea), saranno proposte composizioni di Douglas Hedwig, Primo premio del Concorso Smareglia 2025, Rodolfo Lipizer e Licinio Refice.


La manifestazione odierna era stata anticipata in maggio quando, nell’ambito della “Setemane de culture furlane”, durante un incontro tenutosi a Villa de Claricini Dornpacher, a Bottenicco di Moimacco, era avvenuta la premiazione della sezione in lingua friulana. Il premio era stato consegnato a Paolo Furlan, autore di “Friul”, dalla nipote del compositore Adua Smareglia Rigotti. Anche in quell’occasione era stato proposto un concerto, con l’esecuzione dell’opera premiata, e alcune liriche smaregliane, protagonisti il soprano Alessia Nadin e la stessa pianista che suonerà stasera, appunto Franca Bertoli.
Un omaggio, dunque, al grande compositore che nacque a Pola il 5 maggio 1854. Come detto, il musicista si spense, invece, a Grado il 15 aprile 1929. Come ricorda la pianista Flavia Brunetto, che è stata anche recente guida del Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine, «Antonio Smareglia fu uno dei più importanti compositori di area mitteleuropea. Durante la sua giovinezza fu a contatto sia con l’ambiente musicale viennese sia con la Scapigliatura milanese: nelle sue opere si fondono elementi stilistici germanico-danubiani, reminiscenze slave e la migliore tradizione del lirismo italiano. Tra i titoli più importanti vanno citati Il vassallo di Szigeth (Vienna, 1889), Nozze istriane (Trieste, 1895), La Falena (Venezia, 1897), Oceana (Milano, 1903), Abisso (Milano, 1914), Pittori fiamminghi (Trieste, 1928). Fu rappresentato nei maggiori teatri del mondo (La Scala di Milano, il Metropolitan di New York, Praga, Dresda, Vienna, Zagabria, Pola e Trieste) con la direzione dei più famosi maestri (da Toscanini a Richter, da Strauss a Gavazzeni) ed ebbe l’apprezzamento dei più grandi musicisti e musicologi dell’epoca, fra cui Johannes Brahms ed Eduard Hanslick. Fu anche apprezzato autore di musica pianistica e di liriche per canto e pianoforte».
Ricordiamo, infine, che l’evento è sostenuto dal Ministero della Cultura, Dipartimento dello Spettacolo dal vivo, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dall’Università degli studi di Udine, dalla Fondazione Friuli e dalla Società Filologica Friulana, appunto per la sezione in “marilenghe” del Concorso internazionale che oggi giunge a conclusione nella sua edizione 2025.

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In copertina, Antonio Smareglia (Pola 1854 – Grado1929); all’interno, Flavia Brunetto e la nipote del compositore istriano mentre consegnano il premio per la sezione friulana al compositore Paolo Furlan.

“La storia di Mosè” questa sera a Grado con gli attori dell’Oratorio di Cormons: una invitante proposta teatrale tra musica, recitazione e spiritualità

(g.l.) Appuntamento a teatro questa sera, 15 novembre, a Grado. Ma non sarà il teatro che tutti siamo soliti conoscere, bensì quello che “nasce in Oratorio”. L’appuntamento è alle 20 nella sala dell’auditorium “Biagio Marin” di via Marchesini. Sulla scena “La storia di Mosè – Il musical”, brillante e significativo lavoro proposto dal gruppo teatrale “I Rompini” del Ric Cormons che ritorna nell’Isola per presentare questo nuovo allestimento liberamente ispirato al celebre film d’animazione “Il Principe d’Egitto”.
«Il musical – anticipa la Parrocchia di Sant’Eufemia – è uno spettacolo che unisce musica, recitazione e spiritualità, raccontando una delle più grandi storie di libertà e di Fede di tutti i tempi. Dietro le quinte, però, si cela qualcosa di ancora più importante: un cammino condiviso, nato e cresciuto in Oratorio. Ragazzi, animatori, genitori, volontari ed amici hanno unito le proprie energie, ciascuno con i propri talenti, per costruire insieme non solo una rappresentazione ma una vera esperienza di vita comunitaria. Il teatro in Oratorio è, in fondo, una scuola di vita e di Fede: insegna a mettersi in gioco, a fidarsi degli altri, a superare la timidezza ed a trasformare la paura in coraggio. E, quando le luci si accendono sul palco, ciò che emerge non è solo una storia antica ma la bellezza di un gruppo che ha imparato a camminare insieme, come un piccolo popolo in cammino verso la libertà».
Una bellissima proposta, insomma, da cogliere al volo, anche per sostenere e apprezzare il lavoro dei giovani attori che con tanto entusiasmo si dedicano all’attività teatrale nell’ambito delle iniziative oratoriane della cittadina collinare: una proposta che viene presentata anche in collaborazione con lo Spes, il Ricreatorio gradese sempre protagonista di una ricca programmazione a favore dei ragazzi isolani.. Ricordiamo, infine, che è possibile prenotare gratuitamente il proprio biglietto inviando una e-mail a rompiscena@gmail.com

Giornate brevi, pedalata lunga: a Grado mare e terra in bicicletta con 40 chilometri di suggestive piste ciclabili

Giornate brevi, pedalata lunga! Per chi non sa o non vuole resistere all’eterna suggestione del mare d’autunno (e d’inverno), quello di Grado è anche un territorio da scoprire in bicicletta, un vero e proprio paradiso per gli amanti delle due ruote. I suoi 40 chilometri di piste ciclabili, grazie ai quali il borgo marinaro è stato premiato con 5 Bike Smile dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, permettono ai cicloamatori di girare comodamente il centro, ma anche avventurarsi nell’esplorazione dell’entroterra fino alle due città sotto tutela Unesco di Aquileia e Palmanova o verso le oasi delle Riserve naturali Valle Cavanata e Foce dell’Isonzo. L’Isola, tra l’altro, si trova al termine della grande ciclovia Alpe Adria, un percorso di 415 chilometri che si snoda in parte sul tracciato di una vecchia linea ferroviaria dismessa (eletta miglior pista ciclabile d’Europa nel 2015), tra paesaggi montuosi, collinari e lagunari e che, in una settimana, conduce i ciclisti da Salisburgo a Grado.

Storia e natura, in poche ore – Aquileia è facilmente raggiungibile su un percorso di poco più di 10 chilometri per trenta minuti di tempo di percorrenza, totalmente pianeggiante. Pedalando sul ponte translagunare che collega l’Isola del Sole alla terraferma, si attraversa la laguna con splendide vedute sul Santuario di Barbana, su velme, isolotti e casoni. Si giunge al borgo rurale di Belvedere (ultima stazione ferroviaria prima di salire, anticamente, sui battelli per raggiungere Grado) e, poi, ad Aquileia.
Guardando a Est, per arrivare da Grado al Caneo, passando per la Riserva della Valle Cavanata, bastano poco più di un’ora e 15 minuti e 17 chilometri di strada pianeggiante che, nel tratto finale, percorre l’argine di contenimento lagunare facendo spaziare lo sguardo all’intero Golfo di Trieste. Un po’ più lungo, 30 chilometri (per un tempo di percorrenza di un paio d’ore), l’itinerario naturalistico ad anello che parte da Grado e arriva alla Riserva dell’Isola della Cona ma in questa oasi, come in quella di Valle Cavanata, in autunno e primavera consente di ammirare tranquillamente un gran numero di uccelli migratori che sostano nelle aree protette. È consigliata una breve tappa a Punta Sdobba, suggestivo villaggio di pescatori, con piccole case in muratura e un porticciolo fluviale.
Durante la stagione fredda, Grado è raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Cervignano del Friuli (che si trova sulla ciclovia Alpe Adria) o da quella di Monfalcone (sulla ciclovia del Mar Adriatico). Per sapere tutto su itinerari e servizi ai ciclisti, riferendosi a Grado, è utile consultare le pagine del sito: https://grado.it/it/scoprire-grado/grado-in-bici.

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In copertina e all’interno il fascino della Laguna di Grado in bicicletta fruendo della bellissima ciclovia Alpe Adria.

(Foto Devis Solerti)

Le recenti scoperte archeologiche a Grado tra scienza e storia oggi in un incontro del Caffè Letterario Udinese

(g.l.) Grado é uno scrigno di storia, arte e tradizioni. E dei tesori dell’Isola del sole si parlerà questa sera, a Udine, durante il nuovo incontro organizzato dal Caffè Letterario Udinese nell’ambito della sua ricca programmazione annuale che si avvia alle ultime battute, ma che durante il 2025 ha proposto momenti di approfodimento, su vari argomenti, di vivo interesse. “Recenti scoperte archeologiche a Grado tra scienza e storia” è infatti il tema della conferenza che si terrà oggi, 29 ottobre, alla Caffetteria da Romi – Al Vecchio Tram di piazza Garibaldi. L’appuntamento, come di consueto, è alle 18.15 e sarà animato da Cristiano Meneghel, con il quale dialogherà Maria Sabina Marzotta, presidente del benemerito sodalizio culturale cittadino. La bella iniziativa beneficia del supporto e della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.


Un incontro, dunque, che si annuncia di sicuro interesse, in quanto condurrà in un affascinante tour culturale all’interno dell’Isola e in particolare del “castrum gradense”, il cuore delle città veccchia fatto, come a Venezia, di calli, campi e campielli, dove pulsa una storia antica e luminosa che riporta all’epoca patriarcale, ancora rappresentata, in tutto il loro splendore, dalle Basiliche di Sant’Eufemia e di Santa Maria delle Grazie, in campo dei Patriarchi e in Calle Lunga. Ma anche nei resti archeologici della Basilica paleocristiana di piazza Biagio Marin, con i suoi preziosi lacerti musivi, di fronte al palazzo municipale. Ma è meglio non aggiungere altro perché questo verrà svelato proprio da Cristiano Meneghel, vero conoscitore del passato di Grado e della sua isola meravigliosa.

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In copertina e all’interno due immagini delle Basiliche dell’epoca patriarcale a Grado.

(Foto interna di Massimo Crivellari)

Grado, al via il cantiere per l’ultimo tratto della pista ciclabile: 3,6 milioni per superare in sicurezza il ponte girevole

«Oggi a Grado prende avvio un cantiere atteso da tempo: un tratto di pista ciclabile non molto esteso ma complesso nella sua realizzazione, che vedrà la Regione impegnata con un investimento finanziario da 3,6 milioni di euro. Andremo così non solo a mettere in sicurezza la viabilità, ma anche ad estendere la rete delle ciclovie del Friuli Venezia Giulia». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, in occasione dell’inaugurazione dei lavori che interesseranno l’Isola del sole.


L’intervento riguarda un segmento di circa 590 metri, particolarmente delicato perché coinvolge l’area del ponte girevole di accesso a Grado, dove finora i ciclisti erano costretti ad abbandonare il percorso protetto per attraversare un tratto ad alta intensità di traffico, soprattutto durante la stagione estiva. Con la nuova opera, questa criticità sarà superata grazie alla realizzazione di una pista ciclabile a doppio senso di marcia su sede propria, separata con un guard rail dalla carreggiata, con larghezza standard di 3,40 metri, ridotta a 3,10 metri in corrispondenza del ponte.
Il tracciato – come informa una nota della Regione Fvg – prenderà avvio dal termine della ciclabile già esistente lungo la strada regionale 352, in corrispondenza del semaforo di attraversamento, per arrivare fino alla rotatoria di ingresso a Grado, collegandosi così al percorso già operativo. Nel primo tratto, fino alla spalla lato Aquileia del ponte girevole, la pista sarà affiancata da un parapetto in legno sul lato laguna e da un guard rail verso la carreggiata. Per superare il dislivello sarà realizzato un rilevato in terra armata e un muro di contenimento che sosterranno la nuova passerella ciclabile di collegamento. A tutela della sicurezza dei ciclisti, nei momenti di apertura del ponte girevole verranno inoltre installate barriere automatiche e semafori di segnalazione.


Il secondo tratto riguarda lo scavalco del Canale della Litoranea Veneta, dove sorgerà una passerella ciclabile affiancata al ponte stradale esistente. La struttura, in carpenteria metallica reticolare, poggerà su pile e spalle in calcestruzzo armato con fondazioni profonde, collegandosi al tratto ciclabile già predisposto sul ponte girevole in occasione della sua manutenzione. Superata la laguna, la pista riprenderà la larghezza di 3,40 metri e seguirà l’andamento della Strada regionale 352 fino a deviare verso est, ricongiungendosi con il percorso già esistente nei pressi della rotatoria di ingresso alla città turistica. Anche in quest’ultimo tratto sono previsti parapetti, guard rail e rilevati con terre rinforzate, per ridurre l’impatto ambientale e consentire l’accesso alla laguna ai proprietari delle aree interessate.
L’assessore Amirante ha evidenziato come si tratti di un’opera di rilievo per la sicurezza e la mobilità sostenibile, resa possibile da uno stanziamento regionale di 3,62 milioni di euro. I lavori dureranno un anno e la conclusione è prevista entro la fine del 2026. «La nuova infrastruttura ciclabile – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – si integrerà perfettamente con la ciclovia Trieste-Venezia, che la Regione sta realizzando da Latisana fino a Palmanova e da Grado verso Monfalcone, rafforzando la rete della mobilità dolce a beneficio dei residenti e del turismo».

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In copertina e all’interno il rendering dei lavori per la pista ciclabile sul ponte girevole di Grado; qui sopra, l’assessore regionale Cristina Amirante con il sindaco Giuseppe Corbatto e i progettisti.

Santi, Defunti e Dedicazione della Basilica nella prossima agenda liturgica di Grado dopo la bellissima festa delle Cresime con l’arcivescovo Redaelli

(g.l.) La solennità di Tutti i Santi e la commemorazione dei Defunti sono le feste che pure la comunità cristiana di Grado si prepara a celebrare nei primi giorni di novembre. Ricorrenze che poi, appena una settimana più tardi, vedranno anche il ritorno della festa della Dedicazione della Basilica patriarcale, il massimo Tempio dell’Isola. «Il 3 novembre del 579 – ricorda, infatti, l’arciprete Paolo Nutarelli – veniva consacrata la Basilica di Sant’Eufemia in Grado, cuore spirituale e identitario della nostra Comunità. Da secoli essa custodisce la Fede, la storia e la bellezza della nostra isola, ed è segno vivo di una Chiesa che continua a raccontare la presenza di Dio tra le case degli uomini. Come ormai da tradizione, la festa della Dedicazione viene celebrata nella domenica successiva al 3 novembre, che quest’anno cade il 9 novembre. La Basilica è molto più di un edificio: è il segno visibile della comunità, la casa di tutti, il luogo in cui la fede diventa incontro e appartenenza».


Il parroco, pertanto, informa: «Pure quest’anno abbiamo invitato le associazioni della nostra cittadina» alla celebrazione del 9 novembre, quando alle 10 ci sarà la Messa solenne proprio in Basilica. Sono invitate, in particolare, «le Associazioni che operano nel campo della cultura e del volontariato sociale della nostra Grado! Coinvolgere le Associazioni in questa festa significa riconoscere il valore del tessuto vivo della nostra città, di quelle donne e quegli uomini che, con il loro impegno quotidiano, tengono viva la passione per il bene comune e trasmettono alle nuove generazioni un’eredità fatta di valori, solidarietà e bellezza. La celebrazione della Dedicazione diventa così anche un’occasione per rinnovare il senso di appartenenza: alla Chiesa, alla città, alla storia che ci ha preceduti e che siamo chiamati a continuare. Insieme, come pietre vive di un’unica casa».
Importanti appuntamenti, dunque, legati al calendario liturgico universale e più propriamente a quello della comunità gradese, ricco di consuetudini plurisecolari, come la recente festività della Madonna del Rosario, con la tradizionale “Benedizione del Mare”, celebrazione che è stata seguita pochi giorni dopo dalla bellissima festa delle Cresime. Ad amministrare il sacramento della Confermazione è stato l’arcivescovo Carlo Redaelli, ritornato nell’Isola dopo l’antico “Perdon de Barbana”, nel cui Santuario il primo maggio aveva aperto la “porta santa” in quanto la Chiesa mariana è stata proclamata “giubilare”, come poche altre nell’Arcidiocesi isontina. Il rito è stato celebrato in Basilica, ma a renderlo ancora più suggestivo e partecipato è arrivato da Città Giardino il Coro Don Luigi Pontel – dedicato al sacerdote, ricordato a Grado con affetto, del quale in questi giorni ricorrevano i quindici anni della scomparsa – che ogni domenica accompagna la Messa in San Crisogono, la Chiesa di tutti i bambini e ragazzi che frequentano la catechesi, vista anche la presenza del dirimpettaio Ricreatorio Spes. Mentre all’altare con il presule c’erano lo stesso parroco Nutarelli e monsignor Mauro Belletti. Nell’occasione, sono stati battezzati una bambina e un suo coetaneo che poi si sono accostati anche alla Prima Comunione. Durante l’omelia, l’arcivescovo ha voluto rivolgere ai ragazzi parole di grande incoraggiamento e fiducia: «Voi valete tantissimo. Il Signore vi vuole bene e vi apprezza più di quanto voi stessi vi apprezziate. Siete consapevoli della vostra scelta di fede, e questo è molto bello. Avete tanti doni: la capacità nello sport – molti di voi sono anche campioni a livello agonistico – e la capacità nello studio… ma soprattutto avete nel cuore la voglia di fare del bene». Monsignor Redaelli ha poi invitato i ragazzi a credere nei propri sogni, a ricercare la felicità vera e a vivere nella gratitudine.
«È stato un momento di intensa emozione e di gioiosa appartenenza, vissuto insieme ai genitori, ai padrini e madrine, ai catechisti e a tutta la comunità parrocchiale. Lo Spirito Santo accompagni questi giovani nel loro cammino, perché custodiscano la fede ricevuta e diventino testimoni di amore, di speranza e di gratitudine», ha commentato dopo il rito monsignor Nutarelli. Il quale ha avuto parole di sincera e affettuosa gratitudine anche per il gruppetto di persone che si dedicano con tanta disponibilità e generosità alla catechesi dei ragazzi, come quelli che, appunto, hanno appena ricevuto il sacramento della Cresima che li ha fatti diventare “soldati di Cristo”.

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In copertina, l’arcivescovo Redaelli con  i sacerdoti Nutarelli e Belletti; all’interno, momenti del rito, il Coro di San Crisogono e il gruppo catechistico con il parroco.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Grado in ottobre, ecco l’Isola che non ti aspetti: a piedi, in bici e in barca nella suggestiva laguna tra curiosità e stupore

Grado, in ottobre, può diventare l’Isola che non ti aspetti. Il momento ideale per vivere con tranquillità il borgo marinaro e apprezzare le tante sorprese nascoste tra calli e laguna.

Le audioguide – Con il tempo e il ritmo che si vuole, a esempio, in completa autonomia si possono scoprire tutte le curiosità e i punti di interesse di Grado scaricando gratuitamente le audioguide dalla homepage del sito del Consorzio Grado Turismo (www.grado.it). Le 20 principali attrazioni isolane, proposte e descritte, sono divise in tre itinerari da percorrere a piedi, in biciletta o in barca. Seguendo il percorso “storico – culturale”, da Porto Mandracchio, passando per il Castrum medievale, è possibile visitare il complesso basilicale, proseguendo poi per le ville liberty e il Parco delle Rose (utile la spiegazione riguardante l’Isola di Barbana). L’itinerario “mare e benessere” si svolge sul lungomare, dalle spiagge rinomate della località, passando per le Terme Marine per le quali, nel 1892, l’Isola venne ufficialmente riconosciuta come Stazione di Cura. E, non ultimo, il percorso “sport, natura ed enogastronomia”, con il quale si scopre il cuore tradizionale dell’Isola, la laguna e le vicine Riserve naturali raggiungibili anche in bicicletta. Le descrizioni sono sintetiche ma puntuali e, per ogni singolo ascolto, richiedono solo 4-5 minuti di tempo. Ovviamente, tra un punto e l’altro, si può sostare a piacere in qualche angolo particolarmente suggestivo, magari sorseggiando un buon calice di vino del Collio o un digestivo e tipico Santonego.

In laguna – Grado e la sua splendida laguna sono un tutt’uno: un “luogo dell’anima” come lo definì il giovane “cronista” Pier paolo Pasolini. Le possibilità di fruizione, offerte dagli operatori locali, sono numerose. A esempio, si possono fare gite in motonave verso Porto Buso o recarsi al Santuario della Beata Vergine Maria sull’Isola di Barbana con il servizio di linea ancora attivo in ottobre con quattro partenze quotidiane. Oppure si può decidere di trascorrere una piacevole giornata in compagnia noleggiando un’imbarcazione presso uno degli operatori dell’Isola o, ancora, ci si può fare accompagnare da Taxi Boat o Ncc tra i casoni e le mote organizzando anche tour personalizzati.

Per tutte le informazioni necessarie si può consultare il sito: www.grado.it

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In copertina, una suggestiva gita in barca nella Laguna di Grado e qui sopra una visita al meraviglioso centro storico con l’antica Basilica patriarcale di Sant’Eufemia.

A Grado Giornata del Ringraziamento e Benedizione del Mare con una preoccupata riflessione di monsignor Nutarelli: rischiamo di diventare un’isola di “seconde case”, una città che purtroppo invecchia senza giovani

di Giuseppe Longo

La comunità cristiana di Grado ha vissuto una importante settimana, cominciata domenica scorsa con la solennità della Beata Vergine del Rosario e culminata ieri pomeriggio con la grande festa delle Cresime amministrate a venticinque ragazzi dall’arcivescovo Carlo Redaelli, oltre alla celebrazione di due Battesimi. Ma tornando, alla ricorrenza di otto giorni fa – che ha visto anche lo snodarsi della processione pomeridiana con la tradizionale “Benedizione del Mare”, dopo la Supplica alla Madonna di Pompei -, meritano d’essere ricordate le preoccupate riflessioni che monsignor Paolo Nutarelli ha fatto nell’omelia pronunciata durante la Messa solenne celebrata in latino nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, rito accomunato all’annuale festa che conclude la stagione estiva e che è stato reso ancora più festoso e partecipato dalla presenza della Corale orchestrale “Santa Cecilia”, diretta da Anello Boemo. Mentre alla processione pomeridiana ha suonato, come al solito, la Banda cittadina di Grado, guidata da Nevio Lestuzzi.

«Questa domenica – ha detto, infatti, l’arciprete – coincide con la nostra Giornata del Ringraziamento. Ringraziamo per l’estate vissuta, per il lavoro che tanti hanno svolto, per le famiglie che hanno trovato qui riposo e serenità, per i volontari e per gli operatori turistici che con impegno e sacrificio hanno reso possibile un’accoglienza degna della nostra tradizione. È bello ricordare che la vocazione di Grado è l’accoglienza: il turismo non è solo un settore economico, ma diventa per noi una vera vocazione pastorale. Accogliere chi viene in vacanza, per noi Parrocchia, significa annunciare con gesti concreti la bellezza del Vangelo. Ma con il “grazie” – ha proseguito don Paolo – è giusto anche tentare di capire la nostra storia e dove stiamo andando, quale direzione stiamo percorrendo. Come ho ricordato recentemente alla presentazione di un libro su Grado e la sua storia, rischiamo di diventare una comunità di sole “seconde case”, una città svuotata della sua identità, che invecchia senza giovani». E ancora: «In questi anni ho potuto conoscere tante giovani coppie che vorrebbero “fare famiglia qui”, ma non ne hanno la possibilità. Senza nuove famiglie, senza ragazzi che crescono, senza la presenza viva di chi abita stabilmente l’isola, il nostro tessuto comunitario si impoverisce. Questo grande problema deve essere affrontato. Non so come… ma sarebbe bello — e lo auspico — se potessimo insieme iniziare una riflessione concreta. Abbiamo bisogno di visioni, e soprattutto del coraggio di fare scelte che sappiano mettere insieme sia l’aspetto economico che quello sociale, per tentare così di invertire la rotta. Credo, proprio, che sia urgente andare a scuola dalla Vergine Maria: per imparare sempre più a custodire e contemplare i misteri della nostra storia… a custodire il passato, a vivere con gratitudine il presente, ed a progettare il futuro con fiducia». Monsignor Nutarelli aveva, invece, esordito facendo riferimento anche «alle tragedie della nostra storia contemporanea – penso all’Ucraina, a Gaza e a tutti i luoghi del mondo dove si combatte – sembra che la violenza spenga la speranza, e non ci sia mai una fine: violenza chiama violenza, vendetta chiama vendetta… e la brutalità della guerra sembra non finire mai». Ma per fortuna, proprio durante questa settimana, è stata raggiunta una importante intesa quale solida premessa affinché il Medio Oriente, come tutti auspichiamo, possa ritrovare la pace. «Maria – ha poi aggiunto il celebrante – ci indica una strada: la preghiera. Una preghiera che forse non cambia la storia, ma cambia il nostro cuore con cui ci confrontiamo con essa. È da un cuore credente e rinnovato che può nascere anche un mondo nuovo. Ed è proprio da questa Fede, piccola ma vera, che può nascere anche il nostro ringraziamento. Solo chi crede riesce a dire “grazie”. Solo chi riconosce tutto come dono riesce a guardare con gratitudine alla vita. Ed a ciò che ha vissuto».
Nel pomeriggio, come dicevamo, l’arciprete Nutarelli, accompagnato dal vicario Mauro Belletti e da don Gianni Medeot, ha guidato la solenne processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli – non quella che viene portata annualmente al Pellegrinaggio di Barbana, ma quella che è conservata tutto l’anno nella Chiesa di San Crisogono a Città Giardino e che viene portata in Basilica soltanto per la festa del Rosario -, attraversando diverse vie cittadine fino a raggiungere la diga Nazario Sauro dove si è ripetuto il suggestivo rito della “Benedizione del Mare”, invocando protezione sulla prossima stagione turistica. Come dire che la Giornata del Ringraziamento per la Stagione 2025 s’intreccia con un auspicio di positività per quella che verrà, nell’estate 2026.

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In copertina e all’interno alcune belle immagini della processione mariana e della “Benedizione del Mare” rito che era cominciato in Basilica con la Supplica alla Madonna di Pompei.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)