Grado, la Basilica di Sant’Eufemia fulcro di una ricca estate tra spiritualità e “bellezza” storica e culturale dell’isola

(g.l.) Invitante appuntamento musicale sabato prossimo, a Grado, nell’antica Basilica di Sant’Eufemia. Alle ore 20.30, inserita nel Festival  Udine Castello con tema conduttore “Angeli e Segrete”, l’Orchestra d’archi Naonis Donatello regalerà al pubblico, che sicuramente gremirà la bellissima Chiesa patriarcale dominata dal campanile con l’Anzolo, una serata di musica classica con brani, tra gli altri, di Antonio Vivaldi, il “prete rosso”: direttore Nurhan Arman, solista al flauto Luisa Sello, presidente degli Amici della musica di Udine che organizzano la importante rassegna.

Monsignor Paolo Nutarelli


Sarà questo, praticamente, l’appuntamento che inaugurerà il programma estivo della Parrocchia isolana che era stato definito durante la recente riunione del consiglio pastorale, convocata da monsignor Paolo Nutarelli, che aveva appunto preso in esame proprio l’imminente cartellone di eventi spirituali e culturali. «Sacramenti, accoglienza, condivisione – afferma don Paolo – sono quanto la Chiesa deve assicurare ad ogni persona che percorre il cammino della vita. La Fede non va mai in vacanza e la riflessione non può permettersi pause. Per tal motivo, occorre mantenere alto il livello delle opportunità, segno della nostra sensibilità cristiana. Il tempo delle vacanze può diventare il luogo dell’Annuncio della Fede». E ancora: «In particolare, la bellezza artistica delle nostre Basiliche ci invita ad alzare lo sguardo. Paolo VI, rivolgendosi agli artisti, dichiarava: “Questo mondo, nel quale viviamo, ha bisogno di bellezza per non affondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che mette gioia nel cuore, è quel frutto prezioso che resiste all’usura del tempo, che unisce le generazioni e le congiunge nell’ammirazione”. La bellezza – aggiunge l’arciprete di Grado – ci mette in comunione con qualcosa che è più grande di noi: è legata all’infinito e ci apre al mistero del mondo, per cui dà la voglia di essere migliore e quindi fa sentire migliore. Allora, c’è proprio da augurarsi che, nel nuovo millennio, si avveri quanto lo scrittore-profeta Dostoevskij affermava: “Il mondo sarà salvato dalla bellezza”».
Ma come si svilupperà l’estate nell’Isola d’oro, che richiama sempre una larga partecipazione anche da parte dei turisti? Indicativamente, partendo dal mese di giugno, verranno vissuti numerosi appuntamenti: il lunedì pellegrinaggi notturni al Santuario mariano di Barbana, incontri alla Cattedra di Elia e sulla Storia di Grado. Il martedì e il giovedì eventi culturali in Basilica. Il mercoledì, invece, spazio alla spiritualità con l’adorazione Eucaristica (dalle ore 20.30 alle 22.30), mentre dalle 21 alle 21.30 ci sarà una Lectio Divina). Quindi il sabato e la domenica le consuete celebrazioni parrocchiali, fra le quali emergono le varie solennità come la odierna Festa di Pentecoste e la ricorrenza del Corpus Domini, con la tradizionale processione con il Santissimo, del 2 giugno prossimo. Fra gli appuntamenti speciali si segnala il 21 giugno, giorno del Solstizio d’estate, la Messa che sarà celebrata alle 5, vale a dire al sorgere del sole, sul Lungomare Nazario Sauro. Il 28 giugno seguirà invece la già annunciata Festa di Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, mentre il 2 agosto e il 6 settembre ci sarà una Liturgia gradese alla Cattedra di Elia con l’accompagnamento della della Corale-Orchestrale “Santa Cecilia”.

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In copertina, la Basilica patriarcale di Sant’Eufemia a Grado fulcro della spiritualità e della cultura isolana; qui sopra, il meraviglioso interno.

La Festa di Avvenire farà il tris a Grado: alla piccola “agorà” rivolta ai giovani parlerà il cantautore Giovanni Caccamo protagonista all’Onu e in Vaticano

di Giuseppe Longo

Grado si prepara ad accogliere, per la terza volta, la “Festa di Avvenire”, il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica edito dalla Conferenza episcopale italiana e diffuso in tutte le regioni. La manifestazione, rivolta soprattutto ai giovani, si articolerà in due serate, il 28 giugno e il 2 luglio prossimi, ospiti speciali padre Paolo Benanti e il cantautore Giovanni Caccamo, protagonista anche nella recente festa di Azione Cattolica tenutasi in Vaticano, alla presenza di Papa Francesco. «Ritorna, anche quest’anno – informa “Insieme” diffuso proprio oggi -, la “Festa di Avvenire”, una piccola agorà voluta dalla Parrocchia, dal Comune e dal Consorzio in collaborazione con Promoturismo Fvg». Si tratta, infatti, di un appuntamento al quale tiene molto monsignor Paolo Nutarelli, in quanto, come nelle due precedenti edizioni, potranno uscire importanti messaggi da lanciare alle nuove generazioni.

Padre Paolo Benanti

Entrambe le serate cominceranno alle 21 e si terranno in Campo Patriarca Elia, cioè il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia. In caso di maltempo, invece, gli incontri si terranno all’interno della stessa Chiesa patriarcale. Il primo incontro, intitolato “Intelligenza artificiale: minaccia oppure opportunità da cogliere?” vedrà la partecipazione, appunto, di padre Paolo Benanti, presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e di Stefano Fabbris, del Dipartimento Scienze Fisiche Tecnologie della materia del Cnr. Modererà l’incontro Andrea Lavazza, giornalista di Avvenire. «Sono un francescano del Terzo Ordine Regolare – si presenta padre Benanti -; sono nato il 20 luglio del 1973 e mi occupo di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare, i miei studi si focalizzano sulla gestione dell’innovazione: Internet e l’impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Cerco di mettere a fuoco il significato etico e antropologico della tecnologia per l’Homo sapiens: siamo una specie che da 70 mila anni abita il mondo trasformandolo, la condizione umana è una condizione tecno-umana».
Il secondo incontro, intitolato “Le parole che ci cambiano”, vedrà invece un dialogo tra il ricordato Giovanni Caccamo e Angela Calvini, pure giornalista del quotidiano cattolico. Il raffinato cantautore è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani”, presentato lo scorso 5 aprile al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite nella sede dell’Economic and Social Council, nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong.
«Presentare questo progetto nato in Italia all’Onu di fronte a 5 mila giovani provenienti da 142 Paesi è stato incredibile», ha raccontato ad “Avvenire” Giovanni Caccamo. «Troppo spesso – ha aggiunto – ci arrendiamo di fronte alle nostre fragilità, sopraffatti da un mondo virtuale che mette in onda vite perfette facendoci sentire inadeguati e mai all’altezza, ho detto nel mio discorso. Bach scrisse la sua “Toccata e Fuga in Re minore” a 20 anni. Michelangelo scolpì la Pietà a 23 anni e iniziò a dipingere la volta della Cappella Sistina a 33. È nostro dovere rimboccarci le maniche e chiederci quali possano essere i cambiamenti più urgenti e necessari nel nostro presente. Ogni sera – ha quindi proposto -, prima di addormentarci, sforziamoci di trovare almeno una decina di piccole, grandi cose che hanno reso la nostra giornata speciale e per cui imparare a dire “grazie”. Credere nella pace, ad esempio, significa imparare a sciogliere i conflitti della nostra vita; sforzarci di perdonare e chiedere scusa mettendo in circolo nuove dosi d’amore e gentilezza».
«La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo – si sottolinea, infine, in una nota del giornale edito dai vescovi italiani – conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità».

Il Campo Patriarca Elia e la Basilica.

“Avvenire” è il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica diffuso in tutto il territorio italiano. Con grande attenzione all’evoluzione della società, alla cronaca e all’attualità economica e internazionale, si distingue per gli ampi spazi di approfondimento grazie ai numerosi editoriali, alle ricche sezioni del quotidiano e agli inserti periodici. “Avvenire” è oggi al centro di un vero e proprio sistema editoriale che comprende oltre al quotidiano, con i suoi inserti dedicati a tematiche specifiche, un sito web con un servizio di lettura vocale degli articoli, accessibilità di lettura per persone con disabilità e siti verticali dedicati, newsletter settimanali tematiche, social con elevato tasso di engagement (Facebook, X, Instagram, Linkedin, YouTube), un canale podcast con mini serie dedicate, un canale WhatsApp per ricevere aggiornamenti in tempo reale, una App dove consultare il quotidiano digitale e tutte le sue edizioni locali (diocesane), il mensile Luoghi dell’Infinito, che racconta di arte, cultura e itinerari, una produzione libraria, che annovera anche una collana in collaborazione con Vita e Pensiero, il giornale di attualità per bambini Popotus, unico nel panorama editoriale, con un’ampia diffusione presso le scuole primarie italiane. «Le 100.470 copie diffuse ogni giorno (dato progressivo a dicembre 2023, in fase di certificazione Ads), la percentuale di abbonati più elevata tra tutti i quotidiani italiani e il trend di crescita della diffusione, costante e ininterrotto dal 2002, dimostrano che i lettori riconoscono ad “Avvenire” un livello di qualità molto alto, forte di un rapporto di fiducia che pochi altri quotidiani possono vantare», si osserva infine in una nota del giornale cattolico.

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In copertina, il cantautore Giovanni Caccamo in Vaticano assieme ai giovani del progetto “Manifesto per il cambiamento”. (Foto di Marco Anelli da”Avvenire”)

Grado sull’Isola delle Cove avrà una caserma per i vigili del fuoco. Verso il ripristino del molo Torpediniere

(g.l.) Nuova caserma dei vigili del fuoco e ripristino del molo Torpediniere, con sullo sfondo il rinnovo amministrativo di giugno che metterà fine alla gestione commissariale. Incontro, infatti, ieri a Grado tra Regione Fvg, commissario straordinario e Vigili del fuoco del comando di Gorizia per valutare l’ipotesi della realizzazione di una nuova caserma dei pompieri all’interno del territorio comunale. L’incontro, come ha riferito l’assessore regionale a Infrastrutture e territorio, è stato molto proficuo e ha gettato le basi per la stesura di un protocollo di intesa tra Comune, Regione e Ministero degli Interni per l’avvio della progettazione preliminare.
L’area individuata – come informa Arc – si colloca sull’isola delle Cove (la medesima su cui sorge il cimitero) dove vi sono delle aree comunali disponibili. Tra queste un’area a ovest ha le dimensioni opportune per ospitare una caserma per il distaccamento permanente di una decina di addetti e per la realizzazione di aree per attività di addestramento (come formazione sull’autoprotezione acquatica o sugli interventi a mare). La stessa area consente l’accesso diretto alla laguna con la disponibilità di creare ormeggi per le imbarcazioni di soccorso.

Il molo Torpediniere a Grado.


La necessità di una caserma di pompieri è sentita da anni, ha ricordato l’assessore, non solo per il periodo estivo, ma per la copertura permanente di un’area che include i Comuni di Grado e di Aquileia; per questo la Regione ha ribadito la volontà di portare a termine il procedimento con l’intesa di tutte le parti interessate.
Successivamente, l’assessore ha approfondito con il commissario comunale anche il tema del ripristino del molo Torpediniere che la Regione giudica strategico per il potenziamento del trasporto pubblico marittimo regionale su cui sono stati fatti importanti investimenti. La Regione – è emerso – è pronta a fare la sua parte; il piano regolatore di Grado prevede un intervento unico sia per la parte del molo pubblica che per quella privata: non appena il progetto a cura del privato sarà pronto, auspicabilmente entro la fine dell’anno, potranno essere avviati i lavori che saranno in capo alla direzione infrastrutture.
Caserma dei vigili del fuoco e molo torpediniere, ovviamente, sono obiettivi che vedranno la luce durante il mandato amministrativo che uscirà dalle elezioni comunali di giugno. Si avvia infatti a conclusione, come si diceva, l’incarico del dottor Augusto Viola alla guida del Comune isolano dove in giugno, fra poco meno di un mese, si terranno le consultazioni cittadine assieme a quelle di tanti altri Comuni del Friuli Venezia Giulia e alle elezioni europee. Amministrative per le quali, come è noto, proprio in questi giorni sono state depositate le liste che presentano tre candidati sindaco: Giovanni Bredeon, Giuseppe Corbatto e Roberto Marin. Per quest’ultimo si tratta di un ritorno sulla scena politico-amministrativa, per cui in caso di vittoria tornerebbe al vertice del Municipio isolano per la terza volta. Gli altri due candidati sono invece al debutto.

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In copertina, l’isola Le Cove e qui sopra una veduta generale di Grado:  la zona interessata dalla costruzione della caserma dei vigili del fuoco è sullo sfondo a sinistra.

Grado, a fine mese pronti i primi campi (basket e minivolley) del Ricreatorio Spes. Un protocollo per la valorizzazione sottoscritto da Parrocchia e Comune

(g.l.) Martedì prossimo, a Grado, si farà il punto sui lavori di ristrutturazione del Ricreatorio Spes di Città Giardino, ma nel contempo si comincerà anche a parlare della gestione successiva della struttura parrocchiale. E questo avverrà nel corso della riunione del consiglio pastorale, convocato anche per la trattazione di altre questioni da monsignor Paolo Nutarelli in casa canonica alle 20.30.

Il Ricreatorio Spes com’è…

«In queste settimane – riferisce “Insieme” -, i lavori di ristrutturazione continuano e ci si augura, tempo permettendo, di poter aprire la parte esterna a fine maggio. In questi giorni si stanno ultimando i campi di basket e minivolley e verrà completata l’impiantistica degli spogliatoi e dell’illuminazione dei campi. Contemporaneamente all’apertura dell’area esterna, inizieranno i lavori di adeguamento degli impianti dell’edificio. Per saldare i debiti, in questi ultimi giorni, la Parrocchia sta contraendo un mutuo: infatti, sul bilancio della Parrocchia “pesa” la ristrutturazione della Basilica delle Grazie (euro 250 mila) per la quale era stato promesso, nel 2021, un contributo dell’Amministrazione comunale».
Il foglio settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia si sofferma anche sulla situazione finanziaria dell’intervento nel Ricreatorio voluto da monsignor Silvano Fain trent’anni fa, poco prima della morte che lo colse improvvisamente. Sul conto corrente bancario dedicato ci sono poco più di 308 mila euro ((disponibilità, contributi, offerte raccolte al 2 maggio scorso), mentre ci sono lavori saldati per oltre 240 mila euro e l’intervento complessivo costerà 1.183.500. Per cui don Paolo, grato per quanto fatto finora dai gradesi, rinnova l’appello alla generosità, per cui chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare: portando il proprio contributo nell’ufficio parrocchiale; attraverso il bonifico bancario intestato a Sogno Spes. Iban: IT09L0887764590000000705335. «Grazie a tutti – scrive il parroco -, il progetto sta prendendo forma “sempre più” e speriamo che la generosità delle persone possa continuare, ne abbiamo bisogno!».

… e come sarà presto.

Intanto, nel rispetto vicendevole di ruoli e di valori, la Parrocchia ed il Comune di Grado hanno sottoscritto – tramite l’arciprete Paolo Nutarelli e il commissario Augusto Viola – un protocollo d’intesa per la valorizzazione del Ricreatorio Spes che da sempre è luogo d’incontro ed è a servizio della comunità. «Sempre più – ha osservato, infine, il parroco – c’è bisogno di sinergia tra le istituzioni per trovare percorsi idonei per il benessere sociale e spirituale delle persone, in modo particolare dei giovani. Nel protocollo non ci sono novità, ma viene riconosciuto ciò che già viene fatto».

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In copertina, monsignor Nutarelli firma il protocollo con il commissario Viola.

Con musiche di Bruckner e Schubert stasera riparte la stagione concertistica nella storica Basilica di Grado

(g.l.) La Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, a Grado, è il fulcro della vita cristiana dell’Isola, ma è anche un prestigioso punto di riferimento per la vita culturale e artistica, nella quale eccelle l’attività musicale, sempre molto apprezzata dagli ospiti che in questi giorni cominciano a frequentare la cittadina balneare. Maggio, tradizionalmente, segna infatti l’avvio della nuova stagione turistica, nella quale, come sempre, non si contano gli appuntamenti concertistici, siano essere orchestrali, solistici, con piccole formazioni o corali, e che, se ospitati in Chiesa, sono ovviamente soprattutto incentrati sulla musica sacra. E proprio oggi, alla vigilia appunto dell’esordio dell’Estate 2024, ci sarà un concerto da non perdere, peraltro con ingresso libero.

Orchestra e coro a Castelfranco.


Orchestra giovanile Filarmonici Friuliani e Kairos Vox saranno protagonisti, alle 20.30, in una serata dal titolo “Bruckner & Schubert”, come dire che il programma sarà tutto incentrato sulle opere dei due grandi musicisti d’Oltralpe. Con la formazione sinfonica, diretta da Alberto Pelosin, si esibirà appunto il coro citato, mentre le parti soliste saranno sostenute da Sara Fanin, soprano, Arlene Miatto Albeldas, mezzosoprano, Jacopo Pesiri, tenore, e Askar Lashkin, baritono. Il concerto, già presentato con successo domenica sera nel Duomo di Castelfranco Veneto, e che il 3 maggio sarà replicato nel Castello di Godego, è rivolto alla musica sacra del Romanticismo, per cui saranno eseguiti alcuni mottetti di Anton Bruckner e la Messa n.1 in Fa maggiore di Franz Schubert.
Poi, sempre in Basilica, altri appuntamenti concertistici sono previsti il 25 e il 30 maggio. Ma c’è ancora tanto tempo per questi due appuntamenti, per cui ne riparleremo al momento opportuno. Per ora godiamoci il concerto, davvero promettente, in programma questa sera. Ricordiamo che l’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti, per cui il consiglio è quello di presentarsi per tempo sulla porta della storica Chiesa, gioiello storico-artistico di cui la comunità di Grado è giustamente gelosa, e che l’arciprete Paolo Nutarelli mette ben volentieri a disposizione anche per queste importanti iniziative che ben si integrano con le annuali celebrazioni. E che l’anno scorso, come si ricorderà, avevano raggiunto il punto più alto con la brillante esecuzione del “Requiem” di Mozart dedicato alla memoria dell’indimenticabile monsignor Silvano Fain.

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In copertina e qui sopra due suggestive immagini della Basilica di Sant’Eufemia a Grado.

A Grado il Primo maggio i pescatori torneranno pellegrini a Barbana ricordando il ciclone di un secolo fa

(g.l.) Dopo la grande festa di ieri pomeriggio, quando nella Basilica di Sant’Eufemia monsignor Armando Zorzin – l’ex parroco, oggi vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia, tornato per un giorno nell’Isola – ha amministrato il sacramento della Cresima a 28 ragazzi, la comunità di Grado vivrà un’altra giornata importante mercoledì prossimo – Primo maggio, Festa dei Lavoratori -, quando sarà rinnovato il Pellegrinaggio votivo dei pescatori a Barbana. Al tradizionale rito sarà presente una delegazione della Cooperativa Pescatori e tutta la comunità – annuncia “Insieme”, il settimanale della Parrocchia arcipretale – è invitata a partecipare. Il ritrovo sarà in porto alle ore 8.30 e, dopo la preghiera iniziale, risalendo il canale per andare proprio a Barbana, monsignor Paolo Nutarelli benedirà i pescherecci e le barche posizionati lungo le banchine, per cui sono invitati a partecipare tutti i possessori di natanti.
Con questo pellegrinaggio si ricorda uno scampato pericolo di quasi cent’anni fa. La notte del 3 giugno 1925 la flottiglia di pesca gradese, composta da ben 56 barche, venne infatti sorpresa al largo e travolta da un furioso ciclone. I marinai invocarono proprio la Beata Vergine di Barbana e tutti poterono fare ritorno incolumi alle proprie case, riabbracciati dalle loro famiglie. L’episodio è raccontato ancora oggi nell’ex voto pubblicato da don Paolo e che vi riproponiamo.
Una volta giunta a Barbana, la sicuramente folta comitiva assisterà alla celebrazione della Messa accompagnata dalla Corale “Santa Cecilia”. Il rientro dall’isoletta in mezzo alla laguna è fissata per le ore 12. Una bella manifestazione, dunque, che sarà soltanto un “assaggio” del grande pellegrinaggio del Perdon che si ripete ogni anno la prima domenica di luglio, quando Grado rinnoverà i suoi voti per la superata pestilenza del 1237.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli sulla barca diretta a Barbana durante il pellegrinaggio dei pescatori del 2023.

 

Grado, il parroco scrive agli operatori turistici: l’ospite non sia solo un cliente ma una persona di cui prendersi cura

di Giuseppe Longo

«Voi ed il vostro lavoro siete il volto della nostra Isola che incontra ed accoglie; è importante, quindi, rilanciare un turismo che pone al centro l’attenzione alla persona: l’ospite, il collaboratore ed il dipendente, perché chi arriva a Grado non sia solo un cliente ma una persona di cui prendersi cura». È questo uno dei passi principali della lettera che in questi giorni monsignor Paolo Nutarelli invierà agli operatori turistici dell’isola alla vigilia della nuova stagione estiva, per augurare loro una proficua attività.
«Carissimi “Operatori del turismo gradese” – esordisce don Paolo nel messaggio che porterà la data del 30 aprile 2024 -, il primo maggio, “in modo simbolico”, segna l’inizio di una nuova stagione turistica che interroga il nostro vissuto ed i nostri sogni. Come vostro Parroco, sento il bisogno di rincuorarvi e di testimoniare la vicinanza di tutta la Parrocchia al vostro prezioso lavoro. Vi ringrazio e vi incoraggio ad essere premurosi nell’ospitalità, attenti alla dignità delle persone, sensibili alle necessità dei più bisognosi. Mi permetto regalare, alla vostra riflessione, tre parole. Le prime due parole: Incontro ed Accoglienza». E su queste l’arciprete sviluppa il concetto già riportato, sottolineando appunto la necessità di «rilanciare un turismo che pone al centro l’attenzione alla persona».
«La terza parola: Sinergia. A tutti i livelli – prosegue il sacerdote “graisano” doc, rivolgendosi ai propri concittadini – siamo chiamati a fare squadra perché “il bello” che ci circonda, e di cui siamo custodi, ha bisogno di una Comunità che sappia fare rete per fare del nostro territorio, sempre più, un luogo di incontro e di spiritualità, nel senso più ampio. Rinnovo, nel rispetto degli ambiti, la mia disponibilità a collaborare, cercando di “trasmettere l’idea” di una Parrocchia che vi sta accanto come un’alleata e non come una realtà distante dal vostro vissuto, cercando di mostrare la nostra gloriosa storia, nata anche dal calore della Fede dei nostri padri!». E ancora: «Attraverso Voi desidero raggiungere tutti i nostri ospiti che soggiorneranno nella nostra Isola: possano sperimentare il calore della nostra gente, sempre disponibile e cordiale. Il mare e la laguna possano allietare le loro passeggiate e le nostre spiagge siano propizie alle loro vacanze. Soprattutto le nostre bellezze artistiche possano riempire il loro cuore e la loro mente».
«Cari Operatori Turistici e Collaboratori – conclude il titolare della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia – il Signore ricompensi abbondantemente le vostre fatiche, Vi protegga rendendo sicuro il vostro lavoro e Vi accompagni, sempre, insieme alle vostre famiglie. Vi affido alla protezione della Vergine Maria, che veneriamo come “Madonna di Barbana”. Invoco su di voi, sulle vostre famiglie e sul vostro lavoro la benedizione del Signore. E vi chiedo di pregare per me. Grazie! Buona Stagione Estiva!».
Monsignor Nutarelli, infine, aggiunge un paio di informazioni pratiche: «Nelle prossime settimane, come sempre, Vi invierò gli orari delle Celebrazioni ed il Calendario parrocchiale degli eventi; indicativamente in luglio, agosto e settembre in Basilica, martedì e giovedì, ci saranno sempre degli appuntamenti culturali o concerti: fate riferimento al nostro portale www.chiesagrado.org».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante un rito nella Basilica di Sant’Eufemia (qui sopra, l’esterno).

“Angeli e Segrete”, il Festival Udine Castello riscopre il Friuli con dieci appuntamenti tra Cividale, Rosazzo, Artegna, Moruzzo, Palmanova e Grado

Si stagliano sulle torri, sui campanili e sulle guglie per segnalare la direzione del vento: sono gli angeli indicatori e il più noto in Friuli è quello dorato del Castello di Udine, simbolo della città. Altri con particolarità proprie si trovano sui campanili di Moruzzo, Artegna e Grado. Ci sono poi le segrete, nascondigli e carceri, luoghi carichi di fascino e mistero. Sempre al Castello di Udine si trovano le prigioni dei sotterranei, spazi da riscoprire che trovano eco in regione nei bastioni di Palmanova, nell’Ipogeo Celtico di Cividale e nei passaggi segreti dell’Abbazia di Rosazzo.

Luisa Sello

È nel binomio “Angeli e Segrete” che l’undicesima edizione del Festival Udine Castello, diretto dalla flautista di fama internazionale Luisa Sello e organizzato dagli Amici della Musica di Udine, mette a valore i patrimoni del Friuli Venezia Giulia con concerti esclusivi, conferenze, incontri e visite guidate con la partecipazione di esperti, in luoghi spesso inesplorati, inediti e di grande attrattiva e vocazione turistica. Collabora alla sua realizzazione il partner European Festival Association, con il contributo del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Fvg, della Fondazione Friuli, del Comune di Udine e dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, con il sostegno dei Comuni di Cividale, Palmanova, Moruzzo, Artegna e della Fondazione Abbazia di Rosazzo, grazie al supporto di diversi sponsor privati e in partnership con l’Associazione Accademia Musicale Naonis.

Accademia Arrigoni

Domenico Mason

Quartetto Koprea

Dal 5 al 26 maggio, per un totale di dieci appuntamenti, Udine, Cividale, Palmanova, Artegna, Moruzzo, Grado e Rosazzo diventano così teatro di eventi dove l’originalità delle proposte musicali, dalle orchestre agli ensemble, si coniugano con l’unicità di luoghi e simboli che fanno del Friuli una terra elettiva. «Questa nuova edizione del Festival Udine Castello propone concerti e visite tra icone angeliche e luoghi celati, comuni denominatori di spazi unici – commenta la direttrice artistica, Luisa Sello -, dove artisti di fama mondiale e talenti regionali si affiancheranno ad una serie di proposte inedite e multidisciplinari. Si potranno così vivere in prima persona esperienze uniche, attraverso percorsi tra storia, musica e arte, del tutto inconsueti ed altamente fascinosi».
Il Festival si inaugura domenica 5 maggio, alle ore 11, nel Salone del Parlamento in Castello a Udine con un concerto firmato Ert Fvg, ente che da molti anni è partner degli Amici della Musica nella realizzazione di eventi speciali. Sul palco, l’Orchestra d’archi Arrigoni diretta da Domenico Mason, con la partecipazione dell’eclettico pianista Andrea Bacchetti in veste solistica, in un programma che alterna capolavori di Mozart e Nino Rota, di cui quest’anno ricorrono i 45 anni dalla morte.
Domenica 12 maggio, alle ore 16, nella chiesa di San Pietro ai Volti di Cividale, preceduto da una visita all’Ipogeo Celtico, l’ensemble di flauti e microteatro Le Agane eseguirà un programma con musiche di Orologio, Mainerio, Ryerson e Telemann, alternato a letture sul tema “Agane e Benandanti”.
Giovedì 16 maggio, alle 17, nella Torre di Santa Maria a Udine, sarà la volta di un avvincente duello musicale, con votazione del pubblico, tra i giovani pianisti Emma Brumat e Paolo Zentilin, mentre venerdì 17 maggio, sempre alle 17, nell’Area Baluardo Garzoni e anticipato da una visita ai Bastioni, il Trio Tempestoso (Andraž Golob al clarinetto, Urban Megušar al violoncello e Sanja Mlinarič alla fisarmonica) eseguirà un concerto con musiche di Stravinsky, Haydn e Piazzolla. Concerto in replica il giorno seguente, sabato 18 maggio alle ore 20.30, nella Chiesa di San Martino ad Artegna, anticipato dalla visita al Castello.
Il famoso violoncellista Giovanni Gnocchi sarà l’ospite dell’appuntamento di domenica 19 maggio alle ore 11 a Casa Cavazzini di Udine, evento anticipato dalla visita alle carceri in Castello, cui seguirà il concerto dal titolo “Dalle corti alle carceri” con opere di Bach, Britten, Judith Weir e alcuni canti dei prigionieri afroamericani nelle carceri del sud degli Stati Uniti.

Giovanni Gnocchi

Emma Brumat

Trio Tempestoso

L’ultimo fine settimana di maggio prevede quattro concerti con grandi nomi: venerdì 24 alle ore 20 a Villa Perabò della Savia a Moruzzo (cui seguirà brindisi a cura della Pro Loco), il quartetto d’archi Dcmf Korea, rinomato ensemble coreano, eseguirà pagine di Brahms; sabato 25 alle ore 11 nella Torre di Santa Maria a Udine, il musicologo Danilo Prefumo terrà una conferenza con proiezioni sonore dal titolo “La musica in Friuli ai tempi della Serenissima”, mentre alle ore 20.30, nella Basilica di Sant’Eufemia di Grado, il direttore d’orchestra armeno/canadese Nurhan Arman dirigerà l’Orchestra Naonis Donatello in composizioni di Vivaldi e dei contemporanei friulani Carlo Corazza e Valter Sivilotti.
Infine, domenica 26 alle ore 16, all’Abbazia di Rosazzo, con una visita antecedente il concerto nel monastero, il Trio Haydn (due flauti e violoncello) chiuderà la rassegna con pagine di Haydn, Mozart, Sammartini e Purcell. I concerti sono ad ingresso libero, ad esclusione degli appuntamenti del 5 e del 19 maggio. I biglietti per il concerto del 5 maggio sono in vendita al sito ertfvg.vivaticket.it; per le visite, a numero chiuso, è necessaria la prenotazione (informacitta@cividale.net per Cividale del Friuli e didatticamusei@comune.udine.it per Udine).

Nurhan Arman

Paolo Zentilin

Info dettagliate su
www.amicimusica.ud.it

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In copertina, l’ensemble di flauti e microteatro “Le Agane” che si esibirà a Cividale.

Quando i confini uniscono e non dividono: giù il sipario a Grado sul convegno delle Caritas d’Italia

(g.l) Con una celebrazione eucaristica conclusiva, presieduta da monsignor Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, a Grado è calato il sipario sul 44° Convegno nazionale delle Caritas d’Italia sul tema dei “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al Palacongressi di Città Giardino l’evento ha visto incontrarsi e confrontarsi per quattro giorni ben 613 tra direttori e membri di équipe provenienti da 182 Caritas diocesane di tutto il Paese.
Negli “orientamenti” finali il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha indicato le proposte di lavoro per continuare il cammino Caritas nei prossimi mesi. Richiamandosi al primo presidente di Caritas Italiana, don Giovanni Nervo, ha ricordato l’importanza di capire dove «poniamo i confini», che per Caritas non sono dei limiti, ma delle «zone di contatto», «luoghi in cui fare l’esperienza della presenza di Dio perché ci permettono di aprirci agli altri e di capire che c’è Qualcuno che può fare prima, durante e dopo il nostro servizio».

Gli oltre seicento partecipanti (di cui 138 giovani) da 182 Caritas diocesane, ripartendo da quanto emerso dal Convegno dello scorso anno a Salerno e guardando al Giubileo del 2025, hanno riflettuto insieme sul tema dei “confini” alla luce delle “tre vie” consegnate loro da Papa Francesco in occasione del 50° dell’istituzione di Caritas Italiana (1° luglio 1971): la via degli ultimi, la via del Vangelo, la via della creatività.
Il “confine” di questo 44° Convegno nell’Isola d’Oro è stato pensato – sottolinea Caritas italiana – «non come la linea che stabilisce un dentro e un fuori, ma come una porta, che permette di uscire e di entrare, che si può però anche chiudere e bloccare. Proprio il confine segna il punto di contatto tra centro e periferia: può essere o diventare luogo di incontro e di annuncio o elemento che crea distanza ed esclusione; dipende da come si usa la porta. Il Convegno si è svolto sul confine che scorre nei pressi di Grado e Gorizia, tra Italia e Slovenia, reso permeabile dalla comune appartenenza all’Unione Europea, che però rimane a sottolineare come le differenze debbano essere valorizzate, messe in comunicazione, rese feconde. Gorizia che, assieme a Nova Gorica, nel 2025 sarà Capitale europea della Cultura».
La “carità” (in latino “caritas”) è «attraversamento di confini», come ricorda monsignor Carlo Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana. «Tutti i confini, a cominciare da quelli che abbiamo nel cuore e nella testa…. Vogliamo farli diventare punti di incontro e di riconciliazione», ha sottolineato il presule.
«Il Vangelo – aveva commentato alla vigilia del convegno l’arciprete di Grado, monsignor Paolo Nutarelli – non è una notizia che si può chiudere in spazi e limiti, ma è notizia in movimento; il confine non è una linea tra dentro e fuori; è come una porta: permette di uscire e di entrare, ma si può anche chiudere e bloccare. E, mentre chiudi l’altro fuori, in realtà chiudi anche te dentro. Il confine segna, inoltre, il collegamento tra centro e periferia: può essere luogo di incontro e di annuncio o luogo di distanza e confinamento; dipende da come utilizziamo la porta. Molte sono le chiavi di lettura che la parola “confine” può dare».

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, presidente nazionale di Caritas; all’interno, immagini del convegno tenutosi al Palacongressi di Grado.

(Foto Caritas Italia)

Grado fa il pieno di… solidarietà con centinaia di Caritas che portano una benefica “invasione” nell’Isola

(g.l.) Grado fa il pieno di… solidarietà. Da ieri, infatti, nell’Isola c’è una “invasione” pacifica di oltre duecento Caritas diocesane, con più di 600 delegati, che partecipano al loro 44° Congresso nazionale in programma, come già annunciato, fino a giovedì 11 aprile. Tema dell’importante appuntamento “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al centro dei quattro giorni di lavori il Palacongressi di Città Giardino, anche se sono previste puntate a Gorizia, Nova Gorica e in altre località, come nella lagunare isoletta del Santuario di Barbana e nella vicina Aquileia per la visita alla Basilica poponiana.


Confini, dunque, zone di contatto e non di separazione. Come dimostra con efficacia anche quello tra Italia e Slovenia ormai pressoché inesistente, considerato che proprio Nova Gorica e Gorizia formano praticamente una “città unica” in Go!2025, il progetto che le vede affiancate per la Capitale europea della cultura del prossimo anno. “Se non ci fossero i confini saremmo tutti più poveri, privi di punti di vista diversi. I confini sono anche positivi, perché garantiscono una diversità e un approccio complesso al mondo”, ha sottolineato, infatti, l’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana, Carlo Roberto Maria Redaelli. Il quale poi – come informa Sir – ha aggiunto: “Dobbiamo riconoscere che a volte ci sono confini tra uffici e servizi della Curia con il rischio di una pastorale frammentata e iniziative non coordinate che piovono sulle Parrocchie. Ci sono però tentativi interessanti di lavoro condiviso”. Ma il confine più arduo – secondo monsignor Redaelli – è “tra operatori e volontari Caritas e gli ultimi, perché siamo in due situazioni diverse, chi aiuta e chi ha bisogno di aiuto. Ma è un confine che va superato”. Per cui il presule propone di capovolgere i ruoli e invita a pensarci noi stessi “come gli affamati, gli assetati, gli stranieri che hanno bisogno di aiuto”.
Alla giornata inaugurale è intervenuto anche monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia – città che con Grado ha un legame storico speciale – e presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, il quale ha sottolineato che “la Chiesa è immersa in una dinamica d’amore concreto e senza confini”. Ieri hanno parlato anche padre Luciano Larivera, direttore del Centro culturale Veritas di Trieste, e don Matteo Pasinato, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica del Triveneto.
Giorni importanti, dunque, per Grado, non solo come immagine proiettata all’esterno in quanto punto di riferimento di una manifestazione nazionale di grande rilevanza, ma anche per la sua economia in questo periodo ancora di bassa stagione, considerato pure che le recenti festività pasquali sono state ostacolate dal maltempo, causando un danno che il sole dell’Ottava non è certamente riuscito a sanare. Una boccata d’ossigeno, insomma, preziosa per i valori che incarnano le Caritas, ma anche per gli effetti positivi  che questa “invasione” benefica porta all’Isola d’oro.

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia e presidente della Caritas Italiana Carlo Roberto Maria Redaelli; all’interno un settore del Palacongressi di Grado nella giornata inaugurale di ieri.