Quaresima, da Grado e da tutto il Decanato a Gemona nel Santuario Antoniano più antico del mondo rinato dopo il terremoto di 50 anni fa

(g.l.) Quando si parla di Sant’Antonio, il pensiero corre immediatamente a Padova e alla sua celeberrima Basilica dove riposano le spoglie del grande “Taumaturgo” e che è pure uno scrigno prezioso di arte e di storia. Non tutti sanno, invece, che il Friuli vanta il primo Santuario Antoniano del mondo: è quello di Gemona, completamente distrutto dal terremoto di mezzo secolo fa e prontamente ricostruito anche se con un’altra fisionomia che conserva, però, importanti memorie dell’antico luogo sacro. Per quanto riguarda le origini del Santuario friulano, in una nota si ricorda che è «storicamente accertata la presenza dei Frati Minori in Friuli fin dall’inizio dell’Ordine. Un documento ufficiale del patriarca di Aquileia, Bertoldo, probabilmente del 1219, fa menzione esplicita dei Frati Minori, ai quali, insieme con i Frati Predicatori (domenicani), viene riconosciuta la facoltà della predicazione in difesa della fede cattolica dagli attacchi delle eresie dell’epoca».

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Il Credo ai ragazzi

Oggi, 1 marzo, durante la Messa domenicale delle ore 11.30 nella Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino, i ragazzi del terzo anno di catechesi (prima media) riceveranno il Credo. «È un gesto semplice, ma molto grande: non è soltanto un foglio o una formula da imparare, è la Chiesa che affida loro le parole della propria Fede, perché lentamente diventino anche le loro», afferma monsignor Nutarelli. «In un tempo in cui non è facile annunciare il Vangelo, tra distrazioni, ritmi veloci e domande nuove, sappiamo però – aggiunge don Paolo – che la Fede non nasce solo dalla nostra bravura educativa o dalle attività pastorali. Noi possiamo preparare, spiegare, accompagnare… è lo Spirito Santo che tocca il cuore».

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E sabato prossimo, 7 marzo, da Grado partirà un pellegrinaggio decanale quaresimale diretto proprio nella “capitale del terremoto” e che si appresta a diventare anche il punto di riferimento regionale delle celebrazioni ufficiali del cinquantesimo anniversario di quella immane catastrofe che soltanto a Gemona causò la morte di quattrocento persone. «Qui Sant’Antonio – scrive monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia in distribuzione oggi – si fermò per alcuni mesi: predicò, incontrò la gente e compì segni che lasciarono nella popolazione una profonda convinzione della sua santità. È una bella occasione per mettere insieme “fede”, “cultura” , “spiritualità” ma, soprattutto, un’occasione per rimettersi in cammino nel tempo di Quaresima».
Sarà possibile raggiungere Gemona con mezzi propri oppure in corriera. Per fruire del mezzo pubblico è necessario iscriversi all’Ufficio Parrocchiale nei giorni di apertura, fino ad esaurimento posti. Come detto, il pellegrinaggio quaresimale è stato organizzato dal Decanato Aquileia-Cervignano-Visco (Arcidiocesi di Gorizia) che comprende anche le Parrocchie di Grado e Fossalon, per cui è facile prevedere una folta partecipazione a questa giornata di riflessione spirituale nel nome di Sant’Antonio di Padova nella cittadina pedemontana che fu frequentata dal “Santo dei Miracoli” e che gli ha, appunto, dedicato la Chiesa più antica del mondo, più ancora di quella patavina che, come tutti sanno, è ben più famosa. Ma sarà anche una bella occasione per compiere una importante visita in una località fra le più significative della nostra regione, depositaria di una storia antica testimoniata da tante e preziose memorie, come il Duomo di Santa Maria Assunta e il Castello medioevale, beni storici completamente rinati dopo il sisma che li aveva ridotti in macerie o poco più.

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In copertina, la statua di Sant’Antonio tra i resti della Chiesa distrutta dal terremoto di 50 anni fa; all’interno, due immagini del nuovo Santuario di Gemona del Friuli.

Grado, imminente il via ai lavori di restauro del campanile della Basilica. Intervento conservativo anche per i preziosi mosaici del pavimento

di Giuseppe Longo

Imminente a Grado il via alle opere di restauro dell’imponente campanile della Basilica patriarcale. “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale oggi in distribuzione, riferisce infatti che dopo l’approvazione dei lavori conservativi da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e della Curia arcivescovile di Gorizia, “potrà prendere ufficialmente avvio un importante intervento di restauro che interesserà il campanile della Basilica di Sant’Eufemia, simbolo inconfondibile della nostra comunità ed elemento identitario del profilo della città”. Come si ricorderà, alla fine della scorsa estate era stata segnalata una caduta di frammenti dalla storica struttura, tanto che si era dovuto provvedere tempestivamente al transennamento dell’area sottostante al fine di scongiurare ogni rischio per la pubblica incolumità. Immediato, quindi, l’avvio della procedura, da parte degli uffici parrocchiali, per la richiesta delle verifiche di stabilità e per impostare l’iter burocratico inerente alla sistemazione di un bene così prezioso.

Monsignor Paolo Nutarelli


Come scrive monsignor Paolo Nutarelli, il progetto si articolerà in due momenti distinti: «Fase 1 – marzo/giugno 2026 (appalto d’urgenza). Si procederà al restauro delle facciate esterne, dalla base fino alla cella campanaria, con particolare attenzione ai mattoni e gli inserti lapidei a vista che caratterizzano i prospetti del campanile. Saranno, inoltre, effettuate prove tecniche sulla meccanica dell’Angelo segnavento, elemento storico e simbolico che da secoli veglia sull’Isola». Quindi la Fase 2 che si svilupperà tra marzo e giugno del prossimo anno. «Riguarderà – precisa l’arciprete – il restauro degli interni ed eventuali interventi di consolidamento strutturale, nonché il rinnovamento delle scale e relativi piani di sbarco. Saranno interessate anche la cuspide, l’Angelo e le bifore della cella campanaria. È probabile che, al termine dei lavori, non sarà più possibile il passaggio delle auto nell’area adiacente al campanile, per garantire maggiore tutela e sicurezza del monumento. Si tratta di un intervento necessario per preservare un bene che non è soltanto di carattere monumentale ma profondamente spirituale e comunitario. Parallelamente, è in programma anche un intervento di restauro conservativo del prezioso pavimento musivo della Basilica. Attualmente si è in attesa dei necessari permessi da parte della Sovrintendenza e della Curia. Il costo stimato dell’intervento è di circa 30 mila euro, interamente a carico della Parrocchia».
«Prendersi cura della Basilica e del suo campanile – conclude monsignor Nutarelli – significa custodire la memoria, la fede e la storia di un popolo. Non è solo un cantiere: è un gesto di responsabilità verso le generazioni future». Non resta, quindi, che aspettare il prossimo mese quando scatteranno le prime procedure per la complessa operazione di restauro della torre, inconfondibile simbolo identitario di Grado anche se, purtroppo, da diversi anni non è possibile ascoltare il meraviglioso concerto delle sue campane, per cui la comunità e i tanti ospiti che si sono affezionati al ritmo delle tradizioni isolane devono accontentarsi di un suono registrato.

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In copertina, il campanile della Basilica e qui sopra i magnifici mosaici interni.

Educare e crescere insieme rafforzando la fiducia tra famiglie e insegnanti: il progetto Fism Udine e Fondazione Friuli

Crescita della fiducia tra famiglie e insegnanti, rafforzamento delle reti educative sul territorio, riconoscimento di un presidio educativo stabile apprezzato dalla comunità. Sono gli obiettivi più importanti raggiunti dal progetto “Educare e crescere insieme: scuola e famiglie per il futuro dell’infanzia” realizzato da Fism Udine, l’associazione che raggruppa 70 scuole dell’infanzia non statali e paritarie sul territorio, con il sostegno della Fondazione Friuli. Il progetto consiste in un servizio di supporto specialistico da parte di figure professionali specializzate (come psicologi dell’età evolutiva e pedagogisti) a disposizione delle famiglie e degli insegnanti ed educatori della fascia 0-6 anni.

Roberto Molinaro


Nell’ultimo anno sono 44 gli operatori (insegnanti ed educatori) ad aver operato suddivisi tra sportelli di consulenza, osservazioni sul campo, supervisione e momenti di restituzione delle osservazioni. Le attività hanno coinvolto i territori di Udine, Cervignano del Friuli, Grado, Nimis, Tarcento, Aiello del Friuli, Talmassons, Moggio Udinese e Paularo. Il progetto, infatti, è nato anche con l’obiettivo di superare barriere geografiche e culturali, portando il servizio di supporto anche in contesti periferici e meno raggiungibili, rafforzando così l’equità nell’accesso al sostegno educativo e familiare.
Parallelamente al lavoro con le scuole, sono stati attivati anche numerosi spazi di ascolto e consulenza rivolti ai genitori, occasioni preziose per affrontare dubbi educativi, difficoltà relazionali e bisogni specifici legati alla crescita dei figli. La possibilità di accedere a uno spazio non giudicante ha favorito la condivisione di esperienze e la costruzione di strategie concrete, rafforzando il dialogo scuola-famiglia. La fiducia instaurata è stata tale che scuole e famiglie, dopo un primo incontro, hanno spesso richiesto una seconda e, in diversi casi, una terza consulenza di follow-up, segno di continuità e di riconoscenza nei confronti delle scuole FISM e dell’istituzione stessa.
«Il risultato più prezioso di questo percorso è l’essere diventati un punto di riferimento stabile per la comunità educante. – sottolinea il presidente Roberto Molinaro –. La fiducia costruita nel tempo è un segnale concreto: la collaborazione tra soggetti educativi e territoriali è la chiave per sostenere le famiglie e accompagnare le comunità scolastiche. La richiesta di proseguire sul percorso avviato è un importante riconoscimento che il metodo adottato è vincente».
La conclusione del progetto, infatti, non rappresenta un punto di arrivo, ma l’occasione per valorizzare quanto costruito e guardare avanti. L’auspicio condiviso è proseguire nel solco tracciato, ampliando ulteriormente il raggio d’azione per raggiungere un numero maggiore di famiglie e scuole e rafforzare ancora di più le reti educative territoriali, consolidando un modello di accompagnamento replicabile e sostenibile.

Grado si prepara alla nuova Stagione: in febbraio Recruiting Day della Regione che offre 68 posti di lavoro nel turismo

Presentato ieri a Trieste il Recruiting Day in programma giovedì 19 febbraio a Grado, dedicato alla selezione di personale per la stagione estiva 2026. L’iniziativa, organizzata dai Servizi per il lavoro della Regione Friuli Venezia Giulia con il patrocinio del Comune di Grado, mette a disposizione 68 posti di lavoro in tre strutture turistiche del Basso Isontino e si svolgerà nella Sala consiliare del Municipio isolano. Il Recruiting Day, giunto al secondo anno consecutivo con questo format, coinvolge le realtà Club del Sole e Grado Villaggio Europa e rappresenta un modello di collaborazione stabile tra la Regione e le imprese del territorio.

Alessia Rosolen


«Accanto alle attività di selezione, con Club del Sole sono già stati attivati due percorsi formativi coprogettati per figure professionali specifiche (addetto al giardinaggio e receptionist), finalizzati alla formazione e all’inserimento diretto nei rispettivi organici», ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen. Le posizioni aperte riguardano diversi ambiti professionali, tra cui amministrazione, accoglienza e reception, cucina, sala e bar, market, manutenzione del verde, guardiania notturna e assistenza bagnanti con brevetto.
Per partecipare è necessario inviare il curriculum vitae entro martedì 10 febbraio 2026, utilizzando il link “Mi candido” disponibile sul portale regionale LavoroFVG. È possibile candidarsi a una o più posizioni; da smartphone è consigliato l’utilizzo dell’app LavoroFVG. Tra tutte le candidature pervenute verrà effettuata una preselezione. I candidati ritenuti in linea con i profili richiesti riceveranno conferma via e-mail dell’appuntamento per i colloqui, che si svolgeranno il 19 febbraio secondo gli orari indicati tra il 12 e il 18 del prossimo mese.
«L’iniziativa conferma l’impegno della Regione Friuli Venezia Giulia nel promuovere strumenti efficaci di politica attiva del lavoro, capaci di sostenere l’occupazione stagionale qualificata e di rafforzare il legame tra sviluppo economico e territori», ha concluso Rosolen.

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In copertina, una bella panoramica dell’Isola di Grado vista dall’alto.

“Grado si sta progressivamente svuotando”: monsignor Nutarelli fa una preoccupata analisi all’inizio del nuovo anno commentando il calo dei residenti. “L’Isola non sia solo una meta turistica ma una Comunità abitata e abitabile”

di Giuseppe Longo

Centododici funerali, ripartiti esattamente a metà fra uomini e donne, contro 34 Battesimi (16 maschietti e 18 femminucce): è l’immagine che “fotografa” con nitidezza la situazione demografica di Grado. nell’ambito della Parrocchia di Sant’Eufemia, ma con proporzioni che di certo non dovrebbero discostarsi di molto se raffrontate con i dati anagrafici dell’intera comunità civile, comprese anche le realtà agricole rivierasche. Una situazione che viene affrontata e commentata con preoccupazione, all’inizio del nuovo anno, sul numero odierno di “Insieme”, il bollettino settimanale della Chiesa isolana.
«I dati demografici – scrive monisgnor Paolo Nutarelli – confermano una realtà ormai evidente: Grado si sta progressivamente svuotando. Il calo costante della popolazione non è episodico ma strutturale e, porta con sé, conseguenze sociali, lavorative ed ecclesiali sempre più marcate». Infatti, negli ultimi quattro anni i residenti sono passati dai 7861 del 2021 agli attuali 7389, di cui 6752 a Grado e 637 a Fossalon.

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Il ricordo di Arianna a Barbana

Nello scorso novembre si spegneva, a 88 anni, Arianna Cutti Nutarelli. Era la madre di don Paolo che, nella ricorrenza del suo compleanno, sarà ricordata oggi, alle 14.30, nel Santuario mariano di Barbana, dove sarà celebrata una Messa di suffragio. Parenti e amici si ritroveranno alle 13.45 all’imbarcadero di fronte all’Isola della Schiusa. Al termine del rito, alle 15.30, ci sarà il ritorno a Grado.

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«Tra le cause principali – analizza l’arciprete – vi è il costo elevato delle abitazioni e la quasi totale assenza di affitti annuali accessibili. Questo rende difficile, se non impossibile, per molte giovani coppie e famiglie costruire un progetto di vita stabile sull’Isola. A ciò si aggiunge la progressiva riduzione dei servizi basilari, che spinge molte famiglie a trasferirsi in centri vicini, più organizzati e vivibili tutto l’anno. Il rischio concreto è che Grado diventi sempre più e solo una città stagionale, vissuta come luogo di vacanza estiva più che come Comunità stabile». E poi il parroco aggiunge: «Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il diffondersi delle convivenze. Sempre più coppie scelgono di non sposarsi, né religiosamente né civilmente, spesso non per mancanza di valori ma per ragioni economiche: oggi vivere il matrimonio comporta costi maggiori rispetto alla semplice convivenza. Su questo tema la società è chiamata ad una riflessione seria e non ideologica».
In qualità di responsabile della vita religiosa sull’Isola, monsignor Nutarelli trae poi delle conclusioni che riguardano direttamente la Chiesa. «Questa situazione – osserva, – ha ricadute dirette sulla vita pastorale. La Comunità cristiana, infatti, è chiamata a non limitarsi alla constatazione dei numeri, ma a rispondere con una pastorale di prossimità: accompagnando le giovani coppie, sostenendo le famiglie, dialogando con le nuove forme di vita affettiva e custodendo il senso di appartenenza. In un contesto fragile, la Chiesa è chiamata ad essere presenza viva e generatrice di speranza, perché Grado – conclude don Paolo – resti non solo una meta turistica, ma una Comunità abitata ed abitabile».
Concludendo l’analisi dei dati parrocchiali, “Insieme” ricorda che nell’anno passato ci sono state 17 Prime Comunioni e 24 Cresime (rispettivamente 30 e 28 nel 2024). E appena nove matrimoni, che nell’anno precedente erano stati quindici. Tornando invece ai funerali e ai Battesimi, nel 2024 gli addii cristiani erano stati 93 (per cui nel 2025 sono aumentati di ben diciannove unità), mentre 30 volte era stato amministrato il primo sacramento. Questo dimostra che nell’anno appena concluso, e salutato con il tradizionale Te Deum, c’è stato un piccolo incremento, l’unico dato positivo del panorama demografico della Parrocchia di Sant’Eufemia. Ma, evidentemente, troppo poco per poter arrestate quel costante spopolamento dell’Isola sottolineato da monsignor Nutarelli.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante la benedizione epifanica dei bambini nella Basilica di Sant’Eufemia.

(Foto Laura Marocco)

A Grado la grande solennità dell’Epifania anticipata dalla benedizione dei bambini e dall’emozionante concerto delle voci di Monfalcone nella Basilica di Sant’Eufemia

(g.l.) Sarà la “Messa pastorale” di Luigi Ricci a contrassegnare oggi, a Grado, la festività dell’Epifania di Nostro Signore che conclude il lungo ciclo delle celebrazioni natalizie. Il rito solenne sarà celebrato alla 10 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia e sarà animato dal Complesso corale orchestrale “Santa Cecilia”. Rito che ieri pomeriggio è stato anticipato da quello della tradizionale benedizione dei bambini e dei ragazzi, al termine del quale, al porto mandracchio, sono sbarcate le tanto attese “varvuole”, le streghe del mare che contraddistinguono, nell’Isola, la vigilia epifanica.

Ma in occasione delle feste di fine e inizio d’anno, Sant’Eufemia non ha ospitato soltanto appuntamenti religiosi legati al calendario liturgico che ha preso avvio proprio con l’Avvento, ma anche applauditissimi concerti come peraltro avviene tutto l’anno e soprattutto d’estate durante la stagione turistica. Una Basilica gremita, colma di pubblico ed emozione, è stata infatti la suggestiva cornice del concerto natalizio con i cori Overtwelve ed OndeMedie di Monfalcome che hanno accompagnato la foltissima platea in un vero e proprio viaggio nel mondo, attraversando culture, lingue ed emozioni diverse grazie alle musiche tipiche di queste festività. Canti gospel ed armonie moderne si sono così alternati a brani più tradizionali, dando vita ad un repertorio ricco e coinvolgente, capace di parlare a tutte le generazioni.
I due cori sono stati diretti da Francesca Moretti, con la collaborazione di Giorgia Tognon: entrambe con competenza e passione hanno guidato i bravissimi coristi valorizzando al meglio le diverse sonorità ed il percorso musicale proposto. Nel saluto finale, monsignor Paolo Nutarelli ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai due gruppi vocali, ai direttori ed a tutti coloro che hanno reso possibile questo appuntamento, soffermandosi in particolare su due aspetti significativi. Anzitutto, l’arciprete ha ricordato come la musica elevi lo spirito: per un pomeriggio, attraverso le voci ed i suoni, il mondo intero è stato a Grado, riunito in un’unica esperienza di bellezza e condivisione. In secondo luogo, ha richiamato l’attenzione sul valore educativo di quanto ascoltato: dietro ai due cori c’è un progetto serio e concreto che valorizza i giovani, li accompagna nella crescita e li aiuta ad esprimere talenti, impegno ed entusiasmo. Un concerto, dunque, che non è stato soltanto un evento musicale, ma un vero dono alla comunità isolana, ma non solo, capace di ricordare che il Natale passa anche attraverso l’arte, la bellezza ed il cammino condiviso. Un’ottima premessa, insomma, per un altro anno di grande musica tra le antiche suggestioni regalate dalla Basilica fondata dal Patriarca Elia.

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In copertina e all’interno immagini del bellissimo concerto animato in Basilica dai cori monfalconesi diretti da Francesca Moretti (con la collaborazione di Giorgia Tognon) dinanzi a un foltissimo pubblico.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Grado, solenne Te Deum prima della festa in piazza per dare il benvenuto al 2026. E domani pomeriggio il tradizionale Concerto di Capodanno

(g.l.) Ultimo giorno dell’anno, ricorrenza di San Silvestro. Anche Grado questa sera si ritrova per il Te Deum di ringraziamento e lo farà durante la Messa solenne che sarà celebrata alle 18 nella Basilica di Sant’Eufemia. Un rito nel quale l’antico inno non viene cantato con le melodie gregoriane che si possono ascoltare ovunque, bensì con quelle della tradizione isolana che affondano le radici nell’epoca patriarcale. Un rito propiziatorio affinché il nuovo anno – ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli – «sia tempo di pace e di speranza». Poi via alla festa per salutare l’anno che se ne va e dare il benvenuto a quello che sta arrivando. Ecco, comunque, un rapido giro d’orizzonte su tutte le manifestazioni del “Nadal de l’Isola” programmate oggi, domani e nei prossimi giorni epifanici.

Grado con la sua Basilica.

Capodanno – In piazza Biagio Marin (di fronte al Municipio), infatti, a partire dalle ore 22, Capodanno con Radio Gioconda e Dancemania Live Band. Tanta musica, divertimento e animazione in attesa dello scoccare della mezzanotte. Domani, invece, primo gennaio 2026, alle 10 in Basilica Messa solenne “Veni Sanctus Spiritus”; quindi, al bar Numero Uno della Git, dalle 11, letture gratuite dei tarocchi, lotteria a premi e brindisi beneauguranti per i prossimi 365 giorni. Alle ore 17.30, al Palazzo dei Congressi di Città Giardino, tradizionale “Concerto di Capodanno”, con ingresso gratuito, fino a esaurimento dei posti.

Epifania – Domenica 4 gennaio, alle ore 16, sempre nella Basilica patriarcale, a cura della Parrocchia arcipretale di Grado, concerto gratuito del coro “Overtwelve” di Monfalcone. Mentre al porto mandracchio, dalle ore 18, prenderà il via uno spettacolo piro-musicale: fuochi d’artificio a tempo di musica. Alle ore 19, ancora in piazza Biagio Marin, concerto live gratuito di musica folk e celtica con il gruppo friulano “Corte di Lunas”. Lunedì 5 gennaio, vigilia epifanica, l’evento più atteso: “Arrivano le Varvuole”, rievocazione dell’antica leggenda delle streghe del mare, al calar della notte (dalle ore 17.45), sempre in porto, con corteo itinerante e festa finale in piazza Marin: l’appuntamento è imperdibile perché unico nel suo genere, peculiare e proprio della sola Grado. Una sentita manifestazione popolare che seguirà la tradizionale benedizione dei bambini in programma alle 16 in Basilica, dove l’indomani, alle 10, sarà celebrata la Messa solenne accompagnata dalla Corale orchestrale “Santa Cecilia”.

Presepi nelle calli – La rassegna dei presepi coinvolge oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, sono esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il Porto Mandracchio e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo di Aquileia. Il tradizionale presepe galleggiante ha lasciato il posto, sempre al porto mandracchio, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna si svolgerà fino al 1° febbraio. Fino al 6 gennaio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.

Winter Season – Sulla Spiaggia Imperiale, fino al 6 gennaio, è tornata la Winter Season: la spiaggia si è trasformata in un bosco incantato tra luci e alberi addobbati. Cuore dell’esperienza è il bar Numero Uno della Git, aperto ogni giorno dalla tarda mattinata al tramonto, con lettini e coperte riscaldanti per ammirare il mare, una vasca idromassaggio riscaldata, una sauna da esterno e una seconda vasca idromassaggio fredda per il “dopo sauna”, piatti alla brace cucinati sullo “spolert” e un programma di eventi per grandi e piccoli. La Winter Season della Git rappresenta un’occasione unica per vivere il mare a Grado anche d’inverno, in un mix perfetto di relax, divertimento e tradizioni natalizie. Un’iniziativa che punta a consolidare l’Isola del Sole come destinazione turistica di eccellenza, capace di incantare in tutte le stagioni.

Ospitalità e Terme – Nell’Isola, molti i negozi e i ristoranti aperti durante le festività con la novità della riapertura delle nuove Terme marine, dopo un completo risanamento conservativo.

Musei – Infine, per coloro che desiderano anche arricchirsi culturalmente, sono visitabili i due magnifici musei recentemente inaugurati nella vecchia canonica di piazza Biagio Marin e sul Lungomare Nazario Sauro: come è noto, si tratta del Museo civico del Tesoro di Grado e del Museo dell’archeologia subacquea dell’Alto Adriatico.

Il porto  di Grado.

Per informazioni e aggiornamenti su tutte le manifestazioni del “Nadal de l’Isola”, si consiglia di consultare il sito: www.grado.it

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In copertina, un magico scatto aereo di Ulderica Da Pozzo sull’Isola di Grado.

Volontariato a Grado, il suo prezioso ruolo nelle riflessioni di monsignor Nutarelli la Notte di Natale: “Serve agli altri, ma prima di tutto fa bene a me!”

di Giuseppe Longo

Il volontariato, più volte l’abbiamo osservato, è il “motore” che tiene viva una comunità: senza sarebbe impossibile realizzare tanti eventi e iniziative, a cominciare da quel grande Presepe lagunare che Grado, dopo il successo “mondiale” in Vaticano, ripropone in queste festività a Gorizia al termine della straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura con la contermine Nova Gorica. E questa preziosa espressione della vita sociale ha avuto un’eco di rilievo anche nell’omelia che monsignor Paolo Nutarelli ha pronunciato la Notte di Natale nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, osservando quanto sia importante trovare «il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato».

Monsignor Paolo Nutarelli

«Il volontariato – ha infatti osservato l’arciprete – è un tema sul quale spesso a voce alta ho riflettuto» e ha aggiunto: «Non solo facciamo fatica a fare volontariato, ma a volte vedo anche un po’ di stanchezza in chi lo fa. Perché spesso sono sempre gli stessi a “tirare la carretta”, mentre altri restano a guardare, da spettatori (e tutto diventa pesante…)». E, richiamandosi alla solennità che anche la Chiesa isolana stava vivendo, ha osservato che «lo stile di Dio è un altro. È uno stile che mi spinge ad alzarmi, nonostante tutto. Non perché manchino le difficoltà, ma perché il volontariato “fa bene” prima di tutto a me. Il volontariato serve a me, e proprio per questo poi, serve anche agli altri. Mi mette in movimento, dà un senso al mio tempo, dà un respiro più grande alla mia vita». Anche perché «chi resta solo spettatore, forse, non ha ancora scoperto fino in fondo il senso della propria vita. Perché la vita, quando la doni, diventa finalmente piena. E perché farlo? Perché il Paradiso lo abbiamo già ricevuto in dono. Non sprechiamolo. Fidiamoci di Dio. Buttiamoci. Facciamo nostro il suo stile. Saremo felici. Sarà vero Natale. Non solo stanotte. Sempre».
Dopo la lettura del Vangelo di Luca che racconta la Nascita di Gesù – “… Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia…” -, monsignor Nutarelli ha esordito affermando che «nel cuore di ogni uomo c’è una domanda di senso. C’è un desiderio che abita tutti: la vita non può finire qui, non può ridursi a ciò che vedo e controllo. E penso, a voce alta. Fin dall’antichità, le religioni nascono proprio come tentativo dell’uomo di dare una risposta a questo desiderio di infinito. Nella maggior parte delle religioni il movimento è sempre lo stesso: è l’uomo che deve impegnarsi, salire, purificarsi, meritare. Se fai abbastanza, forse arriverai. Se ti comporti bene, forse conquisterai il Paradiso. Che sia la scalata verso il Paradiso, l’illuminazione, la liberazione o una casta superiore, il movimento è sempre dal basso verso l’alto: se fai abbastanza, forse arriverai. Mi fermo… guardo ancora una volta il Bambino di Betlemme. Ed ecco: permettimi di affermare che il Cristianesimo rompe questa logica. Nel Cristianesimo non è l’uomo che raggiunge Dio, è Dio che raggiunge l’uomo. Il Paradiso non è una conquista futura, ma un dono già fatto. La vita eterna non comincia dopo la morte: comincia ora, perché Dio ha deciso di entrare nella nostra storia. E questo cambia tutto».
Don Paolo ha infatti argomentato: «Sapere che il Paradiso mi è già stato donato cambia la prospettiva con cui vivo. Non faccio il bene per guadagnarmi qualcosa, non “mi comporto bene” per paura di perdere la salvezza. Vivo in un certo modo perché ho ricevuto un dono, e da quel dono imparo a rileggere tutta la mia vita, con gli occhi di Dio. Il Natale dice esattamente questo. Natale non è il ricordo sentimentale di una nascita lontana. Gesù è già nato, è morto, è risorto. Natale è memoria viva di un Dio che non abbandona l’uomo, di un Dio che sceglie di stare dentro la storia, anche quando è fragile, confusa, ferita. Natale è nascita, sì. Ma vorrei che fosse per tutti noi un nuovo inizio». Per cui il parroco di Sant’Eufemia ha dedotto: «Oggi è un giorno di partenza per tutti. A dire il vero, spesso — e forse anche in questo momento — mi sento come San Paolo ad Atene, quando dopo una predica (anzi, un’omelia) meravigliosa e profondamente pastorale, la gente gli dice: “Ti sentiremo un’altra volta”. Spesso mi sento dire: “Belle parole… ma la vita è altro”. E allora mi domando: che cosa significa essere cristiani oggi? In un mondo dove la logica dominante è spesso l’opposto del Vangelo. A livello mondiale: se vuoi la pace, prepara la guerra… Ma anche a livello quotidiano: guarda dall’altra parte, mostrati forte, sii duro. È la logica del più forte, che alla fine porta sempre tristezza e solitudine. Sottovoce ma con fermezza e convinzione continuo a dirlo: Natale è contemplare lo stile che Dio ha con noi. Dio viene nel silenzio…. non ha bisogno di apparire. Dio viene nella semplicità…. smettiamo di essere complicati. Dio viene nell’essenziale. Essere cristiani, allora, non significa “fare i bravi”. Significa vivere secondo lo stile di Cristo. Ovvero lasciarsi abitare da una domanda Se Gesù fosse al mio posto, come reagirebbe? Come guarderebbe questa persona? Come starebbe dentro questo dolore? Come sceglierebbe di amare? E forse troveremo il coraggio di fare il primo passo verso quel familiare con cui c’è rancore — da una parte o dall’altra. E forse troveremo il coraggio di fare un passo di lato per affiancare. E forse troveremo il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato…».

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In copertina, il Presepe allestito dinanzi all’altare della Basilica di Sant’Eufemia.

A Grado oggi oggi Babbo Natale arriva in batela e accende la festa. E a Santo Stefano tutti alla Marcia del Panettone

Il “Nadal de l’Isola” anche quest’anno ha trasformato Grado in un magnifico borgo colorato e ricco di oltre 50 diverse proposte di intrattenimento, spettacolo e cultura. Ecco un rapido giro d’orizzonte su quanto offre la città turistica da oggi e in tutto il periodo delle feste.

Presepi nelle calli – La rassegna dei presepi coinvolge oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, saranno esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il porto mandracchio e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo di Aquileia. Il tradizionale presepe galleggiante ha lasciato il posto, sempre in porto, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna si svolgerà fino al 1° febbraio. Giornate e orari di apertura: dal 7 gennaio al 1° febbraio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; dal 24 dicembre al 6 gennio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.

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I solenni riti in Basilica

La Basilica patriarcale di Sant’Eufemia è pronta per ospitare le celebrazioni per la nascita di Gesù. Oggi, nella Notte santa di Natale, la Messa sarà celebrata alle 22, mentre domani il solenne rito del Giorno si terrà alle 10: in entrambe le occasioni sarà presente la Corale orchestrale “Santa Cecilia” diretta da Anello Boemo. In vista delle celebrazioni natalizie, monsignor Paolo Nutarelli ha diffuso su Insieme un messaggio. «In questi giorni, la liturgia ci invita a contemplare il mistero dell’Incarnazione come un diamante che riflette la sua luce da molteplici angolature. Nella notte e nell’aurora di Natale, lo sguardo si posa sul momento umile e luminoso della nascita del Signore: Dio entra nella nostra storia con la fragilità di un bambino. La Santa Messa del giorno ci conduce già oltre l’evento, per contemplare l’Incarnazione come dimensione permanente della persona di Cristo: il Verbo fatto carne rimane per sempre solidale con l’umanità. È un mistero che tocca il cuore dell’uomo, perché – come ricorda il Prefazio III – se il Figlio ha assunto la nostra natura, noi possiamo partecipare alla sua vita divina. Le feste della Santa Famiglia e della divina maternità di Maria ci permettono, allora, di sostare sul realismo dell’Incarnazione nella vita quotidiana di Nazaret, dove Dio ha condiviso la trama semplice e nascosta dell’esistenza umana. L’intreccio con l’inizio dell’anno civile ci ricorda che la venuta di Cristo non riguarda soltanto la storia d’Israele o la vicenda personale dei credenti, ma si estende all’intero universo. Il Figlio è venuto per rialzare il creato dalla sua caduta e ricondurlo al disegno d’amore del Padre (Prefazio II). È un orizzonte cosmico che abbraccia il tempo, la storia, l’anno che si apre. L’Epifania, infine – conclude l’arciprete -, proclama il desiderio di Dio di farsi conoscere: Egli è luce che chiama, attira, illumina ogni ricerca sincera. In questa festa la liturgia intreccia il cammino dei Magi con la teofania (=manifestazione) al Giordano e con il segno di Cana, come tre lampi che rivelano la manifestazione della gloria del Figlio».

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Winter Season – Sulla Spiaggia Imperiale, fino al 6 gennaio, torna la Winter Season 2025–2026: la spiaggia si trasforma in un bosco incantato tra luci e alberi addobbati. Cuore dell’esperienza è il bar Numero Uno della Git, aperto ogni giorno dalla tarda mattinata al tramonto, con lettini e coperte riscaldanti per ammirare il mare, una vasca idromassaggio riscaldata, una sauna da esterno e una seconda vasca idromassaggio fredda per il “dopo sauna”, piatti alla brace cucinati sullo “spolert” e un programma di eventi per grandi e piccoli. Dal 27 al 29 dicembre sarà possibile salire su una mongolfiera (a pagamento) e alzarsi in volo vincolato sopra la spiaggia. La Winter Season della Git rappresenta un’occasione unica per vivere il mare a Grado anche d’inverno, in un mix perfetto di relax, divertimento e tradizioni natalizie. Un’iniziativa che punta a consolidare l’Isola del Sole come destinazione turistica di eccellenza, capace di incantare in tutte le stagioni.

Altre proposte – Mercatini di Natale e Luna Park – Fino al 6 gennaio, in Largo San Grisogono, Giardini Oransz e Viale Regina Elena.
Oggi 24 dicembre – In porto mandracchio, alle ore 17, Babbo Natale arriva in batela, la tipica imbarcazione dei pescatori lagunari.
Venerdì 26 dicembre – La mattina di Santo Stefano, dalle 8.30 (con partenza ufficiale alle ore 10), da piazza Biagio Marin, si potrà partecipare alla nona edizione della Marcia del Panettone.
Mercoledì 31 dicembre – In piazza Biagio Marin, a partire dalle ore 22, Capodanno con Radio Gioconda e Dancemania Live Band. Tanta musica, divertimento e animazione.
Giovedì 1° gennaio – Al bar Numero Uno della Git, dalle 11, letture gratuite dei tarocchi, lotteria a premi e brindisi di Capodanno. Alle ore 17.30, al Palazzo dei Congressi, Concerto di Capodanno, con ingresso gratuito, fino a esaurimento posti.
Domenica 4 gennaio – Alle ore 16, nella Basilica di Santa Eufemia, a cura della Parrocchia arcipretale di Grado, concerto gratuito del coro “Overtwelve” di Monfalcone. In Porto mandracchio, dalle ore 18, spettacolo piromusicale: fuochi d’artificio a tempo di musica.Alle ore 19, in piazza Biagio Marin, concerto live gratuito di musica folk e celtica con il gruppo friulano “Corte di Lunas”.
Lunedì 5 gennaio – L’evento più atteso: “Arrivano le Varvuole”, rievocazione dell’antica leggenda delle streghe del mare, al calar della notte (dalle ore 17.45), al porto mandracchio con corteo itinerante e festa finale in piazza Biagio Marin. L’appuntamento è imperdibile perché unico nel suo genere, peculiare e proprio della sola Grado.

Ospitalità e Terme – Nell’Isola, molti i negozi e i ristoranti aperti durante le festività con la novità della riapertura delle nuove Terme marine, dopo un completo risanamento conservativo, a partire dalla seconda decade di dicembre.

Per informazioni e aggiornamenti su tutte le manifestazioni del “Nadal de l’Isola”, si consiglia di consultare il sito: www.grado.it

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In copertina, la Basilica di Sant’Eufemia a Grado è al centro delle festività natalizie.

Grado, ora il Presepe lagunare del Papa brilla anche a Gorizia: inaugurato ieri sera tra gli applausi ai volontari. La Natività protagonista anche nell’Isola con oltre 150 allestimenti per le festività

(g.l.) E ora il “Presepe del Papa” brilla anche a Gorizia. Nei Giardini pubblici del capoluogo isontino è stato infatti inaugurato, ieri pomeriggio, il grande “Presepe lagunare di San Pietro” che un anno fa la comunità di Grado aveva allestito nella Città del Vaticano, dove era stato ammirato da oltre un milione di visitatori oltre a essere visto in tutto il globo grazie ai collegamenti in Mondovisione per i riti natalizi e alla rete Internet che ha rilanciato ovunque le sue immagini. Le stesse che ora possono essere viste a Gorizia dove il Presepe dei bravissimi volontari dell’Isola – che, come è noto, ripropone un’immagine della Laguna di Grado di un secolo fa, con tanto di casone e barca di pescatori – è stato riproposto, come era più che opportuno, a conclusione dello straordinario anno di Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura.


Un allestimento che è stato subito salutato da tantissimi applausi e apprezzamenti, a cominciare da quelli dell’arcivescovo Carlo Redaelli, il quale si è complimentato con i volontari gradesi, capitanati da Antonio Boemo (al quale va il merito della brillante idea del “Presepe lagunare di San Pietro”), e accompagnati dal sindaco Giuseppe Corbatto e dal parroco Paolo Nutarelli. Il quale ha sottolineato: «Oggi i volontari hanno inaugurato il Presepe Lagunare a Gorizia. Da San Pietro a Gorizia un’opera che nasce dalla passione, dalla dedizione e dal tempo donato con gratuità. Grazie di cuore per la loro presenza. Grazie per aver scelto di spendere i vostri talenti, le vostre mani ed il vostro cuore per assemblare non solo una struttura, ma una vera opera d’arte che diventa occasione d’incontro tra l’Infinito e ciascuno di noi». E nella breve nota affidata al profilo di ChiesaGrado Insieme, lodando ancora l’opera preziosa dei volontari, si osserva: «In un tempo spesso distratto e frettoloso, hanno creato uno spazio che invita a fermarsi, a guardare, a lasciarsi interrogare. Grazie davvero. Che Dio benedica loro e la nostra comunità».
Questo, dunque, a Gorizia. Ma anche a Grado “l’Isola del Natale” i presepi sono grandi protagonisti. La loro rassegna propone oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi, a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, sono esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il porto mandracchio e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo. Il tradizionale presepe galleggiante ha lasciato il posto, sempre in porto, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna, oltre durante tutte le feste,sarà visitabile fino al 1° febbraio. Giornate e orari di apertura: fino al 23 dicembre e dal 7 gennaio al 1° febbraio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; dal 24 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.
Intanto, le Chiese di Grado – a cominciare dalla Basilica patriarcale di Sant’Eufemia – si preparano ad accogliere i tanti riti previsti dalla liturgia natalizia. Programmi e orari sono dettagliatamente riportati su Insieme, l’apprezzato bollettino settimanale della Parrocchia in distribuzione proprio oggi. Un ricco calendario che nei giorni scorsi era stato inviato da monsignor Nutarelli anche agli operatori turistici dell’Isola. «Il Natale – ha loro scritto – è da sempre un’occasione preziosa per fare il punto sulla strada percorsa — personale e lavorativa — e per rinnovare uno sguardo di speranza sul futuro. Sono giorni in cui molte attività rallentano o chiudono temporaneamente, mentre altre si preparano a riaprire per le festività: un tempo “di soglia”, che invita tutti a respirare, riflettere e ripartire. A ciascuno di voi, e ai vostri familiari e collaboratori, giunga – ha concluso don Paolo – il mio augurio più sincero di un Natale sereno e luminoso, ricco di fiducia e di pace. Con stima e riconoscenza per il vostro servizio alla nostra isola».

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In copertina e all’interno due immagini del Presepe lagunare allestito da Grado a Gorizia a conclusione di Go12025.

(Foto tratte da ChiesaGrado Insieme)