In\Visible Cities compie dieci anni: il Festival debutterà a Gorizia-Nova Gorica e poi inviterà a Gradisca d’Isonzo

È iniziato il conto alla rovescia per la nuova edizione di In\Visible Cities! Un’edizione speciale perché la prima a doppia cifra: il Festival urbano multimediale, targato associazione Quarantasetteeroquattro, nel 2024 taglia infatti il traguardo dei suoi primi 10 anni e lo fa con il suo inconfondibile stile, capace di fondere performance e divulgazione, teatro e multimedialità, ricerca site specific e dialogo con il territorio e chi lo vive. «In questi dieci anni abbiamo cercato di raccontare il territorio, la sua storia, le sue comunità, senza mai perdere di vista i grandi temi del nostro tempo. Abbiamo però sempre posto al centro le relazioni e la sperimentazione; offerto nuove occasioni di creazione artistica, promosso il lavoro di ricerca site specific, sempre in dialogo con le persone che quegli spazi li vivono quotidianamente. Dieci anni in cui abbiamo tracciato alcune strade che, anche in questa edizione, si intrecciano tra loro in una programmazione attenta alla nuova drammaturgia, alla promozione di un approccio intermediale, alla contaminazione tra diverse forme espressive, per dare vita a esperienze coinvolgenti e di grande impatto», hanno raccontato da Quarantasettezeroquattro.
Anche quest’anno il festival riesce a portare in regione alcuni degli artisti e delle compagnie attive nell’ambito della ricerca sui linguaggi espressivi più interessanti a livello nazionale, con prime regionali e nazionali. Una programmazione attenta a coniugare sperimentazione e fruibilità da parte di un pubblico ampio e variegato, unica richiesta: la disponibilità a mettersi in gioco, accettando di fare esperienze nuove e sorprendenti. Tutto il programma è disponibile sul sito www.invisiblecities.eu.

PERFORMANCE E GIOCO – Dal 28 agosto al primo settembre il Festival sarà a Gorizia-Nova Gorica, per poi fare tappa, dal 4 all’8 settembre, a Gradisca d’Isonzo. In questi nove giorni, caratterizzati da un programma fittissimo, proseguirà la sperimentazione nell’ambito del racconto della storia del Novecento, attraverso performance urbane, itineranti e ludiche dedicate al confine e all’esperienza basagliana a Gorizia.

ZERO GRADI DI SEPARAZIONE – Confermato anche nel 2024 Zero gradi di separazione, il focus con cui In\Visible cities cerca di rendere accessibili performance teatrali e di danza anche alle persone con disabilità motore, sensoriali e cognitive.

ARTI RELAZIONI SCIENZE – Immancabile poi l’appuntamento con la rassegna Ars. Arti relazioni scienze, promossa dal Comune di Gradisca d’Isonzo in collaborazione con Kaleidoscienza, il Festival sonderà nuovi modi per fare divulgazione scientifica attraverso il teatro, la poesia, la danza e la musica.

VISIONI FUTURE – Si rinnova infine la sfida di intercettare le nuove generazioni, grazie alla collaborazione con Cta. Inoltre, con il progetto Visioni future, gli organizzatori hanno coinvolto un gruppo di adolescenti, selezionatori di alcuni spettacoli e parte attiva durante il festival.

PUBBLICO SLOVENO – Da sempre attento alle relazioni transfrontaliere, quest’anno il programma di In\Visible cities sarà disponibile integralmente anche in sloveno, e inviterà il pubblico italiano e sloveno ad attraversare il confine, per fruire spettacoli, performance e incontri oltreconfine. Un’intera giornata, domenica 1° settembre, sarà ospitata a Nova Gorica e numerose sono le iniziative pensate per poter essere fruite da un pubblico misto.

In\Visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo, dalla Fondazione Carigo e dall’8 per Mille Valdese. ARS è un progetto del Comune di Gradisca d’Isonzo finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, curato da Kaleidoscienza in parternariato OGS – Istituto di oceanografia e geofisica sperimentale e WWF Area marina protetta di Miramare.
Info: https://invisiblecities.eu, Facebook, Instagram, segreteria@quarantasettezeroquattro.it

“River Chants”, l’installazione sonora da oggi alla Galleria Spazzapan di Gradisca

“River Chants” è un nuovo progetto artistico ideato dalla film-maker e regista teatrale triestina Ana Shametaj e dall’artista friulana, con studio a Rotterdam, Giuditta Vendrame. Le artiste hanno iniziato a collaborare con il progetto Sot Glas (“sot” dal friulano sotto e “glas” dallo sloveno voce): installazione realizzata a Kleine Berlin (Trieste), parte del Padiglione Italia, alla 18a Biennale di Architettura di Venezia. Con River Chants le artiste continuano ad affrontare e interrogare il confine italo-sloveno attraverso i canti popolari, guardando alla musica e al suono come a un canale, a uno sconfinamento e a un paesaggio.
River Chants si formalizza in un’installazione sonora che verrà ospitata nella sala Patuna della Galleria Spazzapan, a Gradisca d’Isonzo, da oggi all’8 settembre e che s’inserisce nella programmazione degli eventi artistici di Onde Mediterranee. Con un impianto a nove canali, l’installazione orchestra diversi canti popolari reinterpretati dalle voci del territorio. Un “cannone sonico” – dispositivo acustico a lungo raggio che viene utilizzato comunemente come strumento di controllo o come mezzo per disorientare i migranti in mare – qui riproduce un brano a cui danno voce membri della comunità Pashtun di Trieste e Bangladese di Monfalcone. Il cannone sonico chiede al visitatore di avvicinarsi, disarmando con la dolcezza del canto la natura del dispositivo stesso e ribaltandone la funzione.
«Dopo l’esperienza positiva di Sot Glas, realizzato in occasione della 18^ Biennale di Architettura diffusa di Venezia, siamo felici di tornare in Friuli Venezia Giulia con un nuovo progetto artistico comune. River Chants ci consente di continuare quel percorso di ricerca, che si traduce in interventi site-specific sul territorio, e di proseguire la nostra indagine artistica sul confine italo-sloveno», hanno spiegato Ana Shametaj, film-maker e regista teatrale triestina trapiantata a Milano e Giuditta Vendrame, artista friulana di Casarsa, che vive a Rotterdam. Invitando tutti all’opening in programma il 25 luglio, alle 18, le due artiste hanno voluto «ringraziare non solo la Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan, di Gradisca d’Isonzo, per l’ospitalità, ma anche tutti i partner di questo progetto che sarà visitabile in sala Patuna, fino all’8 settembre». Chiudendo hanno inoltre ricordato che il filone di indagine proseguirà ancora: «Nel 2025 continueremo la ricerca iniziata con River Chants, sul campo, in Bangladesh, attraverso un periodo di residenza artistica, supportata dall’Italian Council, progetto della direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura».
River Chants utilizza l’acqua come veicolo per un’idrologia sonora e poetica. La ricerca si concentra sulle tradizioni orali e femminili, con uno sguardo rivolto all’acqua, ai fiumi, ai mari, al loro movimento e ai loro suoni. Questo nuovo affresco sonoro rivelerà gli squilibri, le fragilità e le sfide del contemporaneo: crisi climatica e migratoria, e le intersezioni fra le due sfide, esplorando le relazioni idriche tra geografie distanti e corpi in movimento. Dal 2004, la frontiera italo-slovena è aperta, ma oggi questa “linea” si rende visibile attraverso le comunità migratorie che quotidianamente la attraversano come ultima tappa della rotta balcanica.
La ricerca si sviluppa localmente coinvolgendo le diverse comunità dell’area, attingendo a preziosi archivi, grazie al contributo dei partner coinvolti nel progetto. Attraverso la raccolta di canti, melodie e field recording ricerchiamo testi e suoni che custodiscano una conoscenza profonda e interconnessa all’acqua e alla natura, rivelando un legame oggi da riscoprire e ricucire. Essendo una tradizione orale che segue prevalentemente una trasmissione matrilineare in cui le donne sono portatrici di questi repertori, i canti individuati verranno poi reinterpretati da voci femminili del territorio: dal coro Stu Ledi, dal quartetto Anutis e dalle donne delle comunità pashtun e bangladese.
Per le artiste, lavorare sul comune di Gradisca d’Isonzo è elemento dirimente, poiché per i temi affrontati la presenza del Cpr (Centro Per il Rimpatrio) apre questioni etiche e estetiche profonde sul concetto di “Fortezza Europa”, attraverso cui River Chants vuole rispondere con la sensibilità di chi non è cieco e adduce attraverso l’arte la vertigine di una somiglianza umana antica, di cui la migrazione è un fenomeno chiave e doloroso, soprattutto per gli abitanti del territorio di confine.

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In copertina, “River Chants, frammenti dalla ricerca sul campo, 2024. Stills da video, courtesy Kokoschka Revival”.

 

Un secolo fa nasceva Giuseppe Zigaina: presto la Regione Fvg acquisterà la casa-atelier dell’artista a Cervignano

«Il ricordo dei cent’anni dalla nascita di Giuseppe Zigaina, nel 2024, celebrato con un ricco cartellone di eventi che tocca diverse località del Friuli Venezia Giulia e che si articola in più proposte e appuntamenti, è solo il primo passo verso la creazione di una rete, di una costellazione di luoghi ideali, del cuore e dell’arte della nostra terra. Vogliamo che cultura e arte diventino sempre più le bandiere del Friuli Venezia Giulia in Italia e in Europa. Per farlo riscopriamo e disveliamo i suoi figli più illustri, interpreti della sua anima più autentica, senza timore di mostrare anche le contraddizioni e gli aspetti più ruvidi: per far conoscere quello che siamo stati col nostro passato, quello che cerchiamo di essere ora e quello che vorremmo in futuro tentare di testimoniare». Sono le parole del vicegovernatore e assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, intervenuto nella sede di Udine della Regione Fvg, alla presentazione di “Zigaina 100/Anatomia di un’immagine”, un contenitore di eventi, mostre, conferenze, dibattiti e incontri organizzati per i cent’anni dalla nascita di Giuseppe Zigaina che si terranno tra Cervignano, Treppo Ligosullo, Trieste, Udine, Roma e Gradisca d’Isonzo. L’evento nasce dalla collaborazione tra la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Ente regionale patrimonio culturale Fvg (ErPacFvg) e il Comune di Cervignano del Friuli.


Presenti tra gli altri all’illustrazione del programma di eventi – che prendono avvio il 23 marzo con le Giornate del Fai di primavera (visite guidate alla casa dell’artista) per concludersi a dicembre 2024 a Gradisca d’Isonzo -, le due curatrici del progetto, Francesca Agostinelli e Vanja Strukelj, il sindaco di Cervignano, Andrea Balducci, e la figlia del maestro, Alessandra Zigaina.
«La Regione ha voluto fin da subito sostenere questo progetto, facendolo peraltro con una norma specifica e puntuale, per ricordare il centenario della nascita di Zigaina, a testimoniare l’importanza che vogliamo rivestano gli appuntamenti calendarizzati, lunghi un anno – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga -. Una scelta dettata pure in relazione all’intenzione, ormai pressoché concretizzata da parte nostra, di acquisire la casa dell’artista a Cervignano del Friuli, in una funzione e in una visione soprattutto future, dei decenni che verranno, non limitata al solo periodo che stiamo vivendo. Parliamo di un luogo suggestivo, straordinario, per certi aspetti addirittura magico: abbiamo ritenuto importante portare avanti le azioni necessarie a evitare la modifica delle sue unicità e autenticità, per il mantenimento della sua poesia, proteggendolo dagli aspetti del tempo che avrebbe potuto mutarlo, fin anche a cancellare le sue cronache e il periodo storico che ha rappresentato», ha aggiunto il vicegovernatore.

«Quando ci siamo immersi per la prima volta nella dimensione della dimora-atelier di Zigaina, abbiamo percepito subito il suo grande fascino: ci ha trasmesso una forte carica artistica. Sono sensazioni che solo alcuni luoghi sono in grado di suscitare nei confronti di chi li vede e li vive: raccontano di stagioni ed esperienze che hanno segnato il territorio e i modi del fare, che hanno influenzato e fatto pensare. È stato così per casa Zigaina a Cervignano del Friuli, come lo è stato a Casarsa della Delizia per la casa di Pier Paolo Pasolini: un legame, tra questi due artisti, che li vede legati anche nel loro poliedrico percorso di ricerca. Con questo progetto raccogliamo una sfida importante che siamo certi vinceremo se avremo con noi il sostegno della comunità locale, lavorando insieme con una visione unitaria: questi sono luoghi dell’anima e, per tale motivo, necessitano della forte presenza dell’anima delle persone che li amano, che per prime sanno come meglio valorizzarli e comunicarli, con passione e nella loro essenza più viva», ha concluso Anzil.

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In copertina, Giuseppe Zigaina nella sua casa-atelier di Cervignano; all’interno, l’artista con Pier Paolo Pasolini e immagini della presentazione del progetto a Udine.

In agosto Alpe Adria Puppet Festival a Grado, San Floriano, Cividale, Gradisca e San Canzian. Poi gran finale settembrino a Gorizia e Nova Gorica per Go!2025

di Mariarosa Rigotti

Attesa per la 33ma edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival, evento con identità transfrontaliera e internazionale, firmato dal Centro animazione e figure di Gorizia, che pone l’attenzione su teatro di figura e innovazione, la cui valenza rappresenta un riferimento per il Nord Est d’Italia e non solo. Due le tranche in cui si articolerà la manifestazione, precisamente dal 19 al 25 agosto – a Grado, ma anche nelle “Vetrine” di San Floriano del Collio, Cividale, Gradisca d’Isonzo e San Canzian d’Isonzo – e poi dal 27 settembre al 5 ottobre a Gorizia e Nova Gorica nella prospettiva di Go!2025..
Il Cta, di cui è direttore artistico Roberto Piaggio, anche in questa edizione presenterà in cartellone spettacoli internazionali, considerati tra i più interessanti nel circuito di settore e si pone anche «quale spazio di dialogo e d’incontro fra le persone». Infatti, va ricordato che durante le giornate di Festival si crea un vero e proprio laboratorio transfrontaliero, aperto e dinamico, in cui si sperimentano multiculturalità e multilinguismo. Una nota anche sul pubblico, che come ricordano gli organizzatori, è «ampio ed eterogeneo, di ogni età e di ogni strato sociale e culturale, spazia dalle famiglie con bambini, ai giovani e adulti, fino agli appassionati e “specializzati” di questo genere teatrale».
Da sottolineare anche, come viene ancora anticipato, che in questa edizione, nell’ambito della programmazione e accanto alla presenza di Compagnie internazionali, si potrà assistere agli spettacoli del progetto europeo “Transport” e del progetto Interreg “Art&Puppet”. Nel dettaglio, come già ricordato, dal 19 al 25 agosto, è prevista la sezione di Grado e, appunto, delle “Vetrine” di San Floriano, Cividale, Gradisca d’Isonzo e San Canzian d’Isonzo. «Questa – anticipano dal Cta – è la parte dedicata al “turismo family” italiano e straniero e il programma prevede spettacoli ed eventi partecipativi a ingresso gratuito, finalizzati all’inclusività». Mentre, dal 27 settembre al 5 ottobre, «si svilupperà la sezione di Gorizia e Nova Gorica, che da un paio d’anni a questa parte ha acquisito una sua specifica identità, con una programmazione diversificata, proiettata al pubblico di ragazzi e adulti, anche in prospettiva di Go!2025». Inoltre, viene evidenziato che «il nuovo progetto artistico parte dal presupposto che il pubblico partecipante al Festival debba avere l’occasione di essere presente in maniera attiva e non più solo da “spettatore passivo”; da questa idea è stato coniato anche il termine “spettAttore” e ad esso è stata associata tutta una serie di progetti e percorsi dedicati».

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In copertina, Alpe Adria Puppet Festival nella scorsa edizione a Grado.

Dall’omaggio alle vittime di Nongruella un monito a impegnarsi per la pace

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Ricordare questi avvenimenti deve farci pensare che la pace in cui viviamo qui ora non è poi così scontata, prova ne sia che è in corso una guerra sanguinosa non molto lontano da noi, all’interno della nostra Europa. È per questo che ognuno di noi deve impegnarsi in comunità come nel privato per mantenere la pace, dal vicino di casa fino alla comunità intera in cui vive quotidianamente». Questo il monito che il sindaco di Nimis, Giorgio Bertolla, ha lanciato da Nongruella, piccola borgata sopra Cergneu, durante il breve discorso che ha tenuto per commemorare le vittime del rastrellamento nazista di 79 anni fa, dinanzi alla lapide che le ricorda.


«Il 12 dicembre 1943, una data infausta – ha rievocato Bertolla, inquadrando la dolorosa vicenda nel contesto della seconda Guerra mondiale – per la storia delle nostre comunità ed in particolare per le frazioni di Cergneu, Nongruella e Subit. Una data che, assieme ad altre come quelle riguardanti l’Eccidio di Torlano e l’Incendio di Nimis, ricordiamo ogni anno per commemorare i nostri concittadini Caduti in questi tragici eventi. Qui furono uccisi otto nostri compaesani assieme ad altri cinque di Subit e Attimis, per lo più giovani, che nulla avevano a che fare con le attività belliche di quel periodo storico. Tutto ciò accadde – ha aggiunto il primo cittadino – durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo in funzione di contrasto alle attività partigiane. Ciò si svolse nelle nostre vallate tra l’11 e il 17 dicembre e persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi».
«Ringrazio a nome dell’amministrazione comunale tutta – ha concluso Giorgio Bertolla – chi si è adoperato per riprendere questa cerimonia di commemorazione, chi si prende cura di questo luogo e tutti voi che con la vostra presenza mantenete viva la memoria di questi tragici fatti che hanno segnato la nostra storia». Prima del discorso del capo della civica amministrazione, don Marco Visentini aveva benedetto il piccolo monumento dedicato ai ricordo di quei tredici morti innocenti. La cerimonia – alla quale erano intervenuti anche l’ex sindaco Renato Picogna e, in rapprentanza del Comune di Povoletto, l’assessore Rudi Macor – si è conclusa con un’ottima pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Nimis-Val Cornappo, mentre cominciava a fioccare la neve.

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In copertina e all’interno alcune immagini della commemorazione di Nongruella, con il discorso del sindaco Giorgio Bertolla, cerimonia conclusa dalla pastasciutta degli alpini del Gruppo Nimis -Val Cornappo.

 

“Hosting On The Road” sbarca a Gradisca ma anche in altre cinque città italiane

Oggi, 8 dicembre, sei Comuni di tre regioni diverse, fra cui il Friuli Venezia Giulia, saranno virtualmente connessi per l’inaugurazione di “Hosting On The Road”, progetto speciale finanziato dal Ministero della Cultura. Sei performance itineranti in cuffia fruibili autonomamente attraverso smartphone e cuffie grazie a dei Qr Code collocati negli spazi urbani. Sei passeggiate teatrali audioguidate che attraverseranno paesaggi fisici e sonori, storie e testimonianze, per disegnare il caleidoscopico ritratto delle comunità ospitanti. Il Collettivo lunAzione, nei mesi scorsi, ha attraversato, indagato e conosciuto sei pezzi di Paese, sei piccole comunità generose e ospitali, che hanno aperto le porte di casa e i cassetti dei ricordi.
Da loro ci siamo fatti guidare alla ricerca di storie, suoni, profumi, paure: raccolti e trasformati in esperienze collettive, ritratti sonori, drammaturgie corali. Ora è arrivato il momento di restituire quelle storie ed emozioni agli abitanti e ai visitatori che, proprio a partire dall’8 dicembre, potranno vivere l’esperienza dei percorsi Hosting in maniera del tutto autonoma, grazie al sistema di segnaletica QR-code e all’utilizzo delle cuffie.

LE CITTÁ IN FVG – In Friuli Venezia Giulia le città coinvolte sono Monfalcone, dove la partenza è prevista alle 11 da piazza Unità, e Gradisca d’Isonzo dove invece si partirà alle 15.30 da Porta Nuova (accesso libero, info e prenotazioni: segreteria@quarantasettezeroquattro.it).

HOSTING ON THE ROAD – Il format “Hosting” ideato da Eduardo Di Pietro, è già stato presentato in regione nel periodo 2020-2022 in forma performativa, all’interno dei festival In\Visible Cities e Contaminazioni digitali. Adesso, nella sua versione “On the road”, il progetto diventa strutturale. Il percorso audioguidato potrà essere fruito in qualsiasi momento, da spettatori singoli (con i propri auricolari) oppure da gruppi organizzati, che potranno usufruire di cuffie wireless che consentono una fruizione sincronizzata. Una modalità di narrazione e scoperta degli spazi urbani, in cui è la comunità stessa a presentarsi e ad accompagnare il pubblico, che collegherà tra loro idealmente sei piccoli borghi, abituando il pubblico a un nuovo linguaggio per il turismo culturale. I centri coinvolti sono, oltre a Gradisca d’Isonzo e Monfalcone, Cerignale (Emilia-Romagna), Orria (frazione Piano Vetrale, Campania), Perito (Campania) e Pontelagoscuro (Emilia-Romagna). Si tratta di centri urbani accomunati dalle criticità di cui soffrono le province, ovvero il rischio di abbandono, la mancata trasmissione dei mestieri, l’oblio del passato.

Durante l’estate, Quarantasettezeroquattro, ha ospitato 30 giorni di residenza del Collettivo lunAzione tra Monfalcone e Gradisca d’Isonzo, proponendo inoltre la fruizione in anteprima delle due performance nell’ambito dei festival urbani multimediali “Contaminazioni Digitali” e “In\Visible Cities”.
Teatro Nucleo, invece, ha agito attivamente entrando all’interno del processo di ricerca sul campo, e oggi 8 dicembre aprirà per la prima volta al pubblico i percorsi composti rispettivamente dai materiali raccolti a Cerignale (PC) e a Pontelagoscuro (Ferrara). In luglio, inoltre, c’era stata la residenza di Teatro Nucleo a Cerignale, che ha dato forma alla drammaturgia sonora di cui firmano testo e regia e Marco Luciano e Veronica Ragusa, mentre la compagnia è stata in residenza a Pontelagoscuro in ottobre, per realizzare un percorso sonoro a cura di Lisa Bonini e Natasha Czertok, con contributi musicali di Stefano Galassi. Entrambe le tappe sono curate dal sound-designer Gianluca Lovreglio.
In Campania, sempre in contemporanea agli “hosting” delle altre città, saranno fruibili invece le performance curate dal Collettivo lunAzione a Perito (Salerno) – dove era già stata presentata in luglio al CilentArt Fest 2022 la performance frutto di una residenza svoltasi a luglio 2022 – e a Orria (nella frazione di Piano Vetrale, Salerno). Per Orria la regia è di Eduardo Di Pietro, per Perito è dell’attrice Martina Di Leva, e di Cecilia Lupoli, qui anche dramaturg. La drammaturgia sonora è a cura del sound artist Tommy Grieco, aiuto-regia Marco Montecatino.

HOSTING ON THE ROAD

Gradisca d’Isonzo (GO) / partenza ore 15:30 da Porta Nuova
info e prenotazioni > segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Monfalcone (GO) / partenza ore 11:00 da Piazza Unità d’Italia
info e prenotazioni > segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Cerignale (PC) / partenza ore 11:00 da via Capoluogo, 4 (La Bottega della Bruna)
info e prenotazioni > info@teatronucleo.org / biglietteria@teatronucleo.org

Perito (SA) / partenza ore 11:00 da Piazza della Vittoria
info e prenotazioni > lunazione@gmail.com

Pontelagoscuro (FE) / partenza ore 15:30 da via della Ricostruzione, 40 (Teatro Nucleo – Teatro Julio Cortázar)
info e prenotazioni > info@teatronucleo.org / biglietteria@teatronucleo.org

Orria (SA) / partenza ore 15:30 da Piano Vetrale, Piazza Sant’Antonio
info e prenotazioni > lunazione@gmail.com

Info web e social
www.quarantasettezeroquattro.it
https://www.facebook.com/quarantasettezeroquattro
https://www.instagram.com/47_04/

www.collettivolunazione.it
https://www.facebook.com/collettivolunazione
https://www.instagram.com/collettivolunazione/

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In copertina e all’interno, “Hosting On The Road” a Gradisca d’Isonzo.

(Foto di Ruben Vuaran)

A Gradisca l’arte del selfie nel Medioevo, il murale di Pocenia e il Progetto Danza

GRADISCA D’ISONZO – In\Visible Cities – il festival multidisciplinari e diffuso che pone al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti performative, i linguaggi digitali e gli spazi urbani – prosegue la sua tappa conclusiva a Gradisca d’Isonzo nel segno di importanti collaborazioni come quella con l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.
Monday (al Teatro Comunale, alle 20), parte del progetto “ARS. Arti Relazioni Scienze”, è il nuovo spettacolo che la compagnia Dynamis, ormai ospite affezionato, ha realizzato in proprio in collaborazione con Enea. Un lavoro ironico, divertente e surreale sulla necessità della riduzione del consumo di plastica. Una narrazione che in qualche modo proseguirà anche domenica con il laboratorio Autodafè, in cui i partecipanti, assieme ai Dynamis e a dei rappresentanti dell’Agenzia, elaboreranno delle narrazioni-opere d’arte donando una voce, una nuova identità, un nuovo significato agli oggetti di plastica presi in analisi. Altro appuntamento da non perdere sarà quello con “L’Arte del Selfie nel Medioevo. Le Rime Petrose, Giovanni Succi racconta il Dante che non ti aspetti” (alle 18 nel giardino della famiglia Rizzo, in viale Regina Elena 3). Un progetto di Giovanni Succi, frontman della band “Bachi da Pietra” e volto noto del rock più underground made in Italy, primo di due capitoli, il secondo, “La vendetta”, andrà in scena domenica. La sua è una proposta molto originale: un racconto-concerto rock su Dante e le sue “Rime Petrose”. Una narrazione a tratti spiazzante che condurrà il pubblico a incontrare un Sommo Poeta al di là di ogni stereotipo. Un Dante calato nel proprio tempo, e non nel nostro, come spesso si tende a fare, incredibilmente alle prese con l’amore carnale in un contesto del tutto terreno.
La serata si chiuderà alle 21.30 in largo Porta Nuova con la danza urbana di Arearea e la nuova produzione Cosmic Dancer, secondo capitolo della trilogia sulla musica della contestazione avviata nel 2020 con “Noi siamo il Tricheco…”, ospitata nel 2020 sempre da In\Visible Cities. Sempre oggi da segnalare anche il workshop a cura di Kaleidoscienza, Elektron lapis (alle 17.30 nel Cortile di Palazzo Torriani). Alle 18 in piazza Unità ci sarà invece la replica di Lapsus Urbano // Il primo giorno possibile, perfomance audioguidata in cuffia a cura di Kepler 452. Mentre dalle dalle 20.30 alle 23 sarà possibile vivere l’installazione di Katja Heitmann, For iTernity.

POCENIA – “Il mondo non è altro che una tela per la nostra immaginazione“. Prendendo spunto da questo aforisma del filosofo, scrittore e poeta dell’Ottocento statunitense, Henry David Thoreau, a Pocenia, per iniziativa dell’artista locale Valentina Bott, con il concorso di Manuela Burlina e il patrocinio del Comune, è stato progettato un Laboratorio di Street Art rivolto a famiglie o gruppi di amici che desiderano migliorare, con il proprio apporto, l’aspetto del muro di recinzione della scuola primaria del paese. Verrà colorato un murale già disegnato, su una parte del muro di Via Duca d’Aosta. Chi parteciperà dovrà armarsi di pennelli, secchi e quant’altro possa servire per dipingere e presentarsi, dopo la prenotazione obbligatoria, oggi 11 settembre, in fasce orarie che vanno dalle 8 alle 19, con turni di circa due ore. L’opera collettiva darà così un volto colorito ad un muro rovinato dal tempo e farà contenti sicuramente anche gli alunni della scuola elementare. Per concludere la giornata si potrà ordinare la propria cena solidale da asporto, preparata dall’associazione Insieme per un Sorriso. Il ricavato dell’iniziativa andrà completamente a favore di progetti benefici nel campo delle malattie oncologiche infantili. La manifestazione sarà in regola con la normativa anti Covid-19 (s.b.).

UDINE – Professionisti di fama nazionale e internazionale, insieme, per aiutare giovani danzatrici e danzatori a realizzare il proprio sogno: fare della loro passione una professione! Guarda lontano, la Compagnia Arearea, e lo fa credendo sempre più fermamente nel potenziale delle nuove generazioni a cui ha deciso di destinare il bando del nuovo corso di Alta Formazione in programma fra novembre 2021 e aprile 2022, a Udine. «Siamo partiti nel 2019 mettendoci in gioco in questo nuovo percorso che da subito si è dimostrato stimolante e bellissimo – hanno fatto sapere -. Il corso di Alta Formazione pone le premesse per un approccio professionale alla danza, ed è per questo che saranno necessarie delle solide basi da cui partire. Siamo certi che questo progetto non solo saprà stupirci ancora una volta, ma riuscirà a coinvolgere alcuni fra i migliori talenti del nostro Paese. Oggi più che mai, loro, noi, tutti, abbiamo bisogno di spazi adeguati per coltivare la passione per la danza». I candidati dovranno inviare, entro domani 12 settembre, via e-mail ad altaformazione.arearea@gmail.com, con oggetto della mail “Candidatura Alta Formazione”, tutta la documentazione richiesta dal bando, consultabile in forma integrale sul sito www.arearea.it. Entro lunedì 13 settembre saranno comunicati i nominativi degli ammessi alle selezioni in programma il 19 e il 26 settembre a Lo Studio, sede della Compagnia Arearea, a Udine in via Fabio di Maniago, 15. Entro sabato 2 ottobre saranno comunicati i nomi di coloro che hanno superato la selezione e che saranno ammessi al corso di Alta Formazione.
Il corso offrirà ai partecipanti un programma di studio, da novembre 2021 ad aprile 2022, suddiviso in 6 settimane di lavoro con cadenza mensile, per un totale di 175 ore. Al termine di ciascuna settimana è prevista anche una prova aperta: uno spazio di incontro con il pubblico, grazie al quale maestri e allievi avranno modo di mostrare il proprio percorso di crescita. A conclusione della formazione è anche in programma una settimana di autogestione durante la quale il gruppo realizzerà una performance autoriale che nei mesi successivi sarà programmata nell’ambito dell’AreaDanza_urban dance festival, organizzato da Arearea nei Borghi più belli d’Italia, in Friuli Venezia Giulia.
I maestri saranno artisti di palcoscenico che si distinguono, tra gli altri, per chiarezza linguistica e riconosciute esperienze pedagogiche in Italia e all’estero e, non ultimo, per una spiccata fiducia in una “danza danzata” e generosa: Marta Bevilacqua della Compagnia Arearea; Alessio Maria Romano della Compagnia AMR; Antonio Montanile; Antonella Bertoni della Compagnia Abbondanza/Bertoni; Marta Ciappina. A supportarli nel lavoro di coaching per il perfezionamento della tecnica ci saranno anche la Compagnia Arearea, Riccardo Meneghini, Irene Russolillo, Martina La Ragione. L’obiettivo è valorizzare la danza di ricerca, senza dimenticare i fondamenti della storia della danza e le basi tecnico/organizzative necessarie ai lavoratori dello spettacolo dal vivo. Il piano di studi prevedrà un programma che guarda la danza nel suo aspetto tecnico, teatrale, performativo e poetico, con percorsi d’improvvisazione con musicisti dal vivo, esplorazioni di Musei, visite a centri di produzione e di residenza della regione e un incontro conferenza con Silvia Poletti, giornalista e critica che collabora con le maggiori testate nazionali.

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In copertina la Compagnia Arearea; all’interno, Selfie nel Medioevo, la scuola di Pocenia e un esempio di street art, e Monday.