Cento ragazzi di Grado al campo estivo di Fusine prima del ritorno a scuola in un’Isola che è rimasta senza l’autonomia

di Giuseppe Longo

Mentre Grado è in festa per la tradizionale celebrazione del “Perdòn de Barbana”, un centinaio di ragazzi dell’Isola si appresta a iniziare l’importante esperienza dei campi estivi in montagna. Proprio da oggi, infatti, sarà attivo il “Campo Uno” a Fusine con alunni di prima e seconda media di Grado e Cormons. «La nostra comunità, grazie alla disponibilità di adulti e giovani, animatori, capi scout e catechisti – ha scritto al riguardo, su Insieme, monsignor Paolo Nutarelli – riesce a proporre le esperienze educative a quasi 100 ragazzi gradesi: un grande grazie, quindi, a quanti rendono possibili queste attività». La folta comitiva isolana, come detto, trascorrerà la vacanza montana nel Tarvisiano assieme a un gruppo di coetanei di Cormons, la comunità del Collio che ha avuto per una quindicina d’anni la guida spirituale proprio di don Paolo, prima che il sacerdote fosse stato richiamato dall’arcivescovo di Gorizia nella sua cittadina d’origine per assumere l’importante investitura di arciprete di Grado. E questo dimostra che fra la comunità marina e quella collinare rimane un ottimo e promettente rapporto di amicizia e collaborazione.

Monsignor Paolo Nutarelli


Vacanze in montagna, dunque, per i ragazzi gradesi, per i quali il ritorno a scuola in settembre, al termine dei mesi estivi, sarà contrassegnato da una ripresa delle lezioni senza l’autonomia che fino allo scorso anno scolastico era assicurata: il plesso isolano sarà infatti accorpato a quello di San Canzian d’Isonzo. Un provvedimento contro il quale monsignor Nutarelli – che nella scuola media è anche insegnante – ha espresso sempre contrarietà fin dal primo momento per il fatto che Grado, isola lagunare, non ha nulla in comune con l’entità dell’entroterra e che è distante parecchi chilometri. E proprio nell’ultimo giorno di scuola aveva affidato ai social la sua amarezza per la decisione ormai presa. «C’è allegria e gioia. Ma anche tanta tristezza, perché “oggi” chiude la Secondaria di Grado (le “medie”). Infatti, “muore” l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Grado e nascerà uno nuovo dove le nostre scuole saranno accorpate con un’altra scuola. Si poteva, si doveva fare di più. La scuola non è solo “interrogazioni o lezioni”, sono i progetti, le attività, il territorio (che è unico). Che brividi ascoltare le riflessioni dei ragazzi di terza che forse, più di tutti, hanno capito che cosa significherà tutto questo. Ciao “Marco Polo”». E poi il sacerdote-professore aveva aggiunto: «Ogni scelta nasce dai criteri che ci diamo, accorpare per fare economia ed accorpare con una progettualità e lungimiranza evidentemente sono criteri diversi».
Un problema, dunque, nato prima che venisse eletta la nuova amministrazione civica, guidata dal sindaco Giuseppe Corbatto, in carica da neanche un mese. La quale sicuramente cercherà di capire se ci sono ancora margini per una marcia indietro da parte della Regione Fvg. Quella che l’Isola tutta – per primo monsignor Nutarelli – auspica perché solo questo provvedimento rispetterebbe le sue peculiarità di territorio che non ha proprio nulla a che fare con quello di San Canzian e della vicina Turriaco. Ovviamente, senza nulla togliere ai due Comuni isontini.

L’Isola rivendica l’autonomia scolastica.

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In copertina, ragazzi gradesi a un precedente campo estivo in montagna.

Nimis, le dimissioni di nove consiglieri spianano la strada al commissario dopo meno di due anni di Giunta Bertolla

di Giuseppe Longo

“Tutti a casa” titolava un famoso film con Alberto Sordi, di oltre sessant’anni fa, sul dopo 8 settembre 1943. Da ieri, il Consiglio comunale di Nimis, infatti, non esiste più, per cui mancando il numero legale salta anche la prevista seduta di questa sera che aveva all’ordine del giorno le annunciate dimissioni del sindaco Giorgio Bertolla. Un colpo di scena – peraltro nell’aria, anche se non proprio in questi termini così ultimativi – ha portato alle dimissioni di ben nove consiglieri su dodici, facendo così cadere l’esecutivo: i cinque “dissidenti” della maggioranza e i quattro della minoranza. Vale a dire Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti che avevano già restituito le deleghe nelle scorse settimane uscendo dalla Giunta, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto; l’ex sindaco Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti. A questo punto risulta spianata la strada del commissariamento in attesa delle nuove elezioni amministrative.

Il sindaco Giorgio Bertolla.

In pratica, se il sindaco Bertolla, come riferito a suo tempo, aveva giocato d’anticipo, vista la dissoluzione della sua maggioranza, annunciando la volontà di rinunciare a portare a termine il mandato amministrativo, prima di correre il rischio di essere sfiduciato, i nove consiglieri in questione hanno agito con altrettanta abilità e tempismo prendendo la drastica, anche se sofferta, decisione di dimettersi in blocco, così da interrompere definitivamente il corso politico che era cominciato neanche due anni fa, con le elezioni del 12 giugno 2022. Al quinto punto dell’ordine del giorno, infatti, figuravano le dimissioni del sindaco e soltanto all’oggetto successivo seguiva la trattazione della mozione di sfiducia al primo cittadino inoltrata al Protocollo municipale a metà marzo con la richiesta della convocazione della stessa assemblea civica. Ma prima ancora, al punto 4 dell’Odg, c’era la presa d’atto dell’avvenuta costituzione del gruppo “Nimis s’è Desta” – appunto con i cinque consiglieri di maggioranza in contrasto con Bertolla – e della designazione del rispettivo capogruppo.
Ed è proprio la predisposizione di questa “scaletta” consiliare che è risultata indigesta a coloro che avevano richiesto, a termini di legge, la convocazione dell’assemblea municipale per trattare la mozione di sfiducia contro il primo cittadino. Nella lettera recapitata ieri in Municipio, si sottolinea infatti che la discussione sarebbe stata «solamente pretestuosa e strumentale nonché, così come formulata, finalizzata a rendere inutile e/o a svilire il dibattito sulla presentata mozione di sfiducia, relegata all’ultimo punto dell’ordine del giorno», facendo altresì critico riferimento alla tempistica scelta da Giorgio Bertolla «per la presentazione delle proprie dimissioni da sindaco, visto l’ampio lasso di tempo oramai intercorso dall’inizio della crisi politico-amministrativa in seno all’Amministrazione comunale di Nimis». A tal fine, si fa rilevare che «per costante orientamento espresso dal Ministero dell’Interno, le dimissioni, al fine del computo dei termini, vanno presentate al Protocollo non essendo necessaria né sufficiente la loro presentazione nel corso di una seduta consiliare». Inoltre, si evidenza che «i punti all’ordine del giorno, così come indicati, sono difformi dall’ordine di trattazione degli argomenti previsto dal regolamento e ciò in spregio alle norme dell’ente e allo stesso Consiglio comunale», per cui «stante il perdurare della situazione di stallo amministrativo, i sottoscritti – si legge infine – rassegnano, contestualmente e personalmente, le dimissioni irrevocabili dalla carica di consigliere comunale». Seguono le nove firme, tutte in rigoroso ordine alfabetico presentate al Protocollo dinanzi al funzionario incaricato Claudio Ceschia.
Come si ricorderà, nelle elezioni amministrative del 2022 si era affermata, per poche decine di voti, su Rinnova Nimis (attualmente all’opposizione), la compagine espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis che proponeva, appunto, come candidato sindaco Giorgio Bertolla, il quale dopo neanche due anni esce dunque di scena per la caduta del consiglio comunale, al cui interno ormai, oltre al primo cittadino,  erano rimasti soltanto il vicesindaco Sergio Bonfini, l’assessore Matteo Cuffolo e il consigliere Luca Balloch. Per cui ora bisognerà soltanto attendere la nomina del commissario straordinario da parte della Regione Fvg, un’esperienza che il Comune pedemontano in pochi anni ha già sperimentato. E poi tornare a votare. Quando? È ancora presto per dirlo, ma se non sarà possibile in autunno si slitterà di sicuro alla primavera 2025. Per cui, singolare coincidenza ma molto significativa, Nimis riprenderebbe gli ormai storici ritmi dei rinnovi amministrativi precedenti alle esperienze commissariali e al breve periodo dei mandati quadriennali.

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In copertina, il Municipio di Nimis che ieri è rimasto senza consiglio comunale.

Aria di crisi al Comune di Nimis: rinuncia di due assessori e mozione di sfiducia al sindaco da parte di cinque consiglieri di maggioranza e quattro dell’opposizione

di Giuseppe Longo

“Tanto tuonò che piovve!”. La celebre affermazione attribuita a Socrate può essere adattata bene anche alla situazione del Comune di Nimis, dove a una lunga sequenza di malesseri interni alla maggioranza consiliare, sono seguite nel giro di pochi giorni le dimissioni di due assessori e una mozione di sfiducia, alla civica amministrazione, da parte di nove esponenti: cinque della stessa maggioranza di centro-destra e quattro dell’opposizione, sui tredici totali. C’è aria di crisi, dunque, a neanche due anni dalle elezioni amministrative che avevano portato al vertice del centro pedemontano la compagine guidata da Giorgio Bertolla – espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis – dopo aver superato, per poche decine di voti, Rinnova Nimis, la lista del sindaco uscente Gloria Bressani. Giovedì è stata infatti protocollata in Municipio una missiva indirizzata al consiglio comunale, al primo cittadino e al segretario dell’ente locale nella quale si chiede «la convocazione della seduta del consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al sindaco». Il documento è sottoscritto, come detto, dai cinque esponenti della maggioranza: Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti (assessori dimissionari), Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, unitamente ai quattro rappresentanti dell’opposizione, e quindi la stessa Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti.

Gloria Bressani
ex sindaco di Nimis

Un nuovo Gruppo – Cinque consiglieri – fra cui, appunto, due componenti della giunta – agli inizi dello scorso gennaio avevano ritenuto di differenziarsi dal resto della maggioranza municipale dando vita un Gruppo nuovo – “Nimis s’è Desta”, la sua denominazione – con l’intento dichiarato, però, di non far mancare l’appoggio al sindaco e alla sua amministrazione, ma di rappresentare nel contempo un apporto “critico” diverso con cui puntare a un maggior coinvolgimento nelle scelte comunali. Evidentemente, vista la svolta, in questi mesi le cose non sono andate nella direzione auspicata, tanto che lunedì scorso gli assessori Del Fabbro e Doraconti hanno rimesso nelle mani del sindaco i propri mandati (rispettivamente Associazioni – Politiche scolastiche – Attività culturali – Politiche giovanili – Sanità; Turismo – Sport – Società partecipate) e, aggiungendosi ai tre colleghi consiglieri Di Betta, Michelizza e Migueletto, hanno firmato la mozione di sfiducia alla giunta, espressa ormai soltanto dal sindaco Giorgio Bertolla, dal vicesindaco Sergio Bonfini e dall’assessore Matteo Cuffolo. Per cui con nove consiglieri “dissidenti” su tredici significa la perdita della maggioranza da parte dell’amministrazione, quindi senza la possibilità di deliberare alcunché a cominciare dal bilancio di previsione. In altre parole, è l’apertura di una crisi virtuale in attesa della sua ufficializzazione consiliare. La seduta, a termini di legge, andrà convocata non prima di dieci giorni – comunque entro trenta – dalla presentazione della mozione al fine di poter accertare se. nel frattempo, ci fosse stato qualche ripensamento da parte di firmatari.

Il consiglio comunale – Ma cosa significa tutto questo? Se la mozione di sfiducia verrà approvata nella ormai prossima seduta del consiglio comunale ci sarà la decadenza immediata della civica amministrazione aprendo la strada al commissariamento, esperienza che il Comune di Nimis aveva già conosciuto una dozzina di anni fa. Il Testo unico degli Enti Locali – come ricordano i nove firmatari nelle premesse al loro documento – prevede, infatti, che «il sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio». Da notare, al riguardo, che si aprirebbe una piuttosto lunga gestione commissariale che potrebbe arrivare addirittura alla primavera 2025 (se non dovesse essere aperta una “finestra” elettorale in autunno), in quanto non ci sono più i termini prescritti affinché pure Nimis possa aggiungersi ai numerosi Comuni chiamati al voto nel prossimo giugno in abbinamento con le consultazioni europee.

Fabrizio Mattiuzza
capogruppo di minoranza

La trasparenza – Come si è arrivati a questa delicata, e abbastanza singolare, situazione? Lo spiegano già le prime righe della mozione – che tutti hanno avuto la possibilità di leggere in questi giorni sui social -, quando si sottolinea che «uno dei cardini del programma dell’attuale maggioranza era quello di migliorare il rapporto tra cittadini e amministrazione coinvolgendoli nelle scelte e informandoli costantemente del lavoro svolto»; inoltre, «tutti i consiglieri avevano stabilito che l’azione amministrativa avrebbe dovuto essere incentrata sul dialogo, sulla condivisione e sulla trasparenza». Cosa che, a quanto pare di capire, non è avvenuta in quanto «sin dalle prime fasi, invece, il dialogo, la compartecipazione e la trasparenza, sia interno che esterno, venivano trascurati a favore di una gestione accentrata nelle mani del sindaco e di un paio di assessori». Nel contempo, «gli altri componenti la compagine di maggioranza per oltre un anno insistevano costantemente affinché il sindaco aprisse una stagione di maggior dialogo, trasparenza e coinvolgimento di tutti i consiglieri al fine di riuscire a lavorare tutti insieme in armonia e sviluppare con più energia e passione progetti di sviluppo e di innovazione per il nostro territorio».

Tentativi e promesse – Ma nonostante «tutti i tentativi e le tante promesse da parte del sindaco nulla cambiava, persistendo la mancanza di ogni forma di programmazione condivisa, l’assenza di incontri per concordare congiuntamente le priorità da seguire, i progetti da porre in essere e quelli da elaborare e intavolare per il futuro, nonché la mancanza di ogni forma di dialogo con i cittadini, non avendo il sindaco indetto alcun incontro, discussione, comizio pubblico per informare e coinvolgere la popolazione nelle scelte amministrative». E proprio per tentare di “sbloccare questa situazione di stallo e dare impulso ad una nuova e più costruttiva dialettica politica interna ed esterna, cinque consiglieri di maggioranza costituivano in data 03.01.2024 il gruppo consiliare “Nimis S’è Desta”, precisando che lo stesso avrebbe continuato, senza soluzione di causa, a sostenere il sindaco in carica e avrebbe operato sempre a sostegno della maggioranza cui apparteneva”. Ma le cose non sono andate come auspicato, tanto che da gennaio è seguita «una situazione di instabilità determinata dall’incapacità del sindaco di gestire una nuova dialettica democratica tra i gruppi di maggioranza con la conseguenza che una problematica che poteva essere risolta in modo costruttivo in meno di una settimana ad oggi non ha ancora visto soluzione. Infatti, invece di aprire un dialogo serio all’interno della maggioranza, il sindaco, il vicesindaco e l’assessore alle Opere pubbliche immediatamente, senza un coordinamento unico e concordato nemmeno tra loro stessi, intavolavano una trattativa privata con i consiglieri di opposizione nel tentativo di sostituire gli aderenti a “Nimis S’è Desta” con il gruppo di minoranza offrendo a questi ultimi due assessorati».

I progetti – Una trattativa che, tuttavia, non ha portato a nessun risultato perché «condotta in modo talmente dilettantistico sin dalle prime fasi, diveniva di dominio pubblico e portava ad un nulla di fatto, mettendo, però, in crisi la maggioranza uscita dalle urne». Se questo, invece, fosse avvenuto «oltre a sintomo di spregio e noncuranza della volontà popolare» espressa con il voto del 2022, sarebbe stato «anche un grave atto di mancanza di lealtà e rispetto nei confronti dei candidati», ma anche «un tentativo di strumentalizzare la correttezza e la trasparenza dei consiglieri di opposizione, configurando questa una “motivazione politica”, di per sé sola sufficiente per l’approvazione della mozione di sfiducia».
Nel documento si passa poi all’analisi delle mancanze amministrative, in quanto – si accusa – «si è manifestata ripetutamente e diffusamente l’inadeguatezza del sindaco a condurre un confronto costruttivo con l’intero consiglio comunale, e un tanto anche in considerazione della costituzione del nuovo gruppo consiliare», oltre a «definire le linee programmatiche dell’azione amministrativa per individuare, affrontare e risolvere i problemi del paese; rappresentare in consiglio comunale le scelte dell’amministrazione; svolgere un’azione di governo efficiente, ad esempio, il “rilancio rapido del Parco delle Pianelle”, la demolizione e la realizzazione del nuovo Ponte della Motta, il completamento dei lavori di riqualificazione della palestra, la pulizia e la manutenzione del territorio». Alla Giunta Bertolla si imputa poi che «non sono stati affrontati gli iter di importanti piani e iniziative urbanistiche ed edilizie, quali la costruzione del nuovo asilo nido finanziato con fondi Pnrr, la messa in sicurezza del “Ponte Grande” di Cergneu, la realizzazione della rotonda in piazza Monsignor Beniamino Alessio, la riqualificazione dei percorsi pedonali di via Garibaldi, la ristrutturazione dell’auditorium e dell’aula di musica». Oltre a questo, si afferma che «nulla si è visto per quanto riguarda i progetti e i programmi di sviluppo per il paese annunciati nel corso del dibattito politico in campagna elettorale» e che «a tal riguardo il sindaco non ha saputo tessere rapporti con gli altri Comuni e territori pur essendo nella maggior parte dei casi della sua stessa area politica. Dimostrazione ne è la non riconferma del sindaco del Comune di Nimis quale componente del comitato esecutivo della Comunità di Montagna del Natisone e Torre».

Visione strategica – La mozione di sfiducia sottolinea poi la «manifesta incapacità del sindaco nell’organizzare e nell’avere una minima visione strategica, non solo nel breve ma nemmeno nel medio/lungo termine». E questo «ha di fatto determinato nei nostri concittadini una completa sfiducia nell’attuale classe dirigente, che ad essi si era presentata come forza di modernizzazione e cambiamento». Si rileva, quindi, che l’«aver concentrato tutte le posizioni di responsabilità (contabile finanziaria e del personale) dell’Ente nelle mani dell’assessore alle Opere pubbliche, peraltro non all’altezza del ruolo, ha contribuito in maniera esponenziale a far emergere l’incapacità del sindaco ad assumere responsabilità amministrative, nonché ha evidenziato l’inadeguatezza al ruolo dell’assessore incaricato». Si osserva, altresì, che «la gestione delle risorse umane, a partire dalle forze di governo per arrivare al personale amministrativo, risulta totalmente fallimentare» e che «in tutto il periodo di amministrazione è stata forte l’assenza del sindaco ai tavoli istituzionali tematici dove si decidono investimenti e progetti a medio e lungo termine che riguardano Comune e territorio», tanto che «il consiglio comunale non può continuare ad assistere passivamente ad un così grave degrado nella gestione delle istituzioni, nei risultati dell’azione amministrativa, a tutto danno della comunità e dei cittadini», in quanto «questa amministrazione, a causa di alcuni suoi componenti», ha perso «definitivamente lo spirito di novità, trasparenza e responsabilità che le aveva permesso di essere scelta dalla maggioranza relativa dei cittadini per governare il paese».

Il dibattito – Per cui, alla luce di tutto quanto messo in evidenza nel loro documento, i consiglieri comunali Gloria Bressani, Mariacristina Del Fabbro, Ivana Di Betta, Stefano Doraconti, Beatrice Follador, Fabrizio Mattiuzza, Davide Michelizza, Raul Guillermo Migueletto e Serena Vizzutti – si osservi l’ordine alfabetico – chiedono, come si diceva, «la convocazione della seduta del Consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al sindaco che formalmente presentano». La parola, quindi, ora passa – e non potrebbe avvenire diversamente – all’assemblea municipale, nella quale i rappresentanti dei due gruppi ribadiranno le proprie posizioni con le quali hanno evidenziato numerosi addebiti nei confronti del sindaco Bertolla e degli altri due componenti della giunta, Bonfini e Cuffolo. Se, al termine delle controdeduzioni del primo cittadino e del dibattito, il documento dei nove consiglieri firmatari sarà approvato ottenendo la maggioranza assoluta dei votanti, ci sarà l’immediata caduta dell’esecutivo, per cui la Regione Fvg, informata degli sviluppi, sarà tenuta a nominare quanto prima un commissario straordinario che guiderà il Comune di Nimis fino alle nuove consultazioni amministrative.

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In copertina, il sindaco di Nimis Giorgio Bertolla con il vice Sergio Bonfini.

Ufficio scolastico, l’Aclif è con la Regione: così salviamo lingua friulana e autonomia

Plauso dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (vi aderiscono 141 Comuni) alla volontà espressa da parte della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – tramite l’assessore all’istruzione Alessia Rosolen che ha scritto al ministro Valditara – di assumere le competenze dell’Ufficio scolastico, regionalizzandolo. Dal presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, arriva anche soddisfazione per il fatto che da parte dell’amministrazione regionale si voglia compiere questo passo per valorizzare le lingue minoritarie, non solo per una finalità culturale ma anche perché tramite la specialità si possono ottenere deroghe per i numeri di studenti per classe. «E questo oltre che per sloveno e tedesco – aggiunge Sergon – deve essere riconosciuto da Roma sempre più anche alle aree di lingua friulana: siamo a fianco dell’assessore Rosolen nelle sue richieste».
L’Assemblea ha appena ricevuto anche risposta a una sua lettera da parte dello stesso Ufficio scolastico circa i numeri di classi in deroga attivate in questo anno scolastico appena avviato: sono state 68 sul territorio regionale. «Grazie all’Ufficio scolastico con la dirigente generale Daniela Beltrame per la risposta e per quanto realizzato – sottolinea Sergon -: da queste 68 classi ripartiamo in vista del prossimo anno scolastico, le cui iscrizioni si concretizzeranno a gennaio, auspicando che il numero di deroghe si possa ampliare venendo incontro per esempio non solo alle aree montane, ma anche a quelle zone di collina e di pianura dove si parla friulano e c’è il rischio di accorpamento di plessi e chiusura di classi».
Aclif quindi è pronta a sostenere l’Amministrazione regionale in questo cammino. «Perché – conclude Sergon – questa Regione può restare a Statuto speciale se, e solo se, saprà difendere le sue minoranze linguistiche esistenti, anche in ambito scolastico. Non dimentichiamo infatti che senza di esse, questa Regione, rischia la sua specialità. Autonomia che ricordiamo ha anche un valore europeo, visto che le quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia italiano, sloveno, tedesco e friulano sono anche riconosciute dall’Unione europea. Con le nostre iniziative vogliamo rendere sempre più consapevole la società del fatto che la presenza e tutela di queste lingue non è solo una ricchezza culturale, ma anche un modo di mantenere lo status di Regione autonoma posta nel cuore dell’Europa non solo a livello geografico ma anche culturale e sociale».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon sindaco di Capriva del Friuli.

Una ciclabile naturalistica lungo il Torre: dalla Regione Fvg ok al Comune di Tarcento. Fondi per gli impianti sportivi

«Il potenziamento delle reti ciclabili comunali in accordo con il Biciplan locale e con la Rete ciclabile regionale è una progettualità che la Regione condivide e che anche nel caso di Tarcento ha una valenza turistica apprezzabile». È il commento dell’assessore regionale a Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, a margine dell’incontro avuto con il sindaco Mauro Steccati e la Giunta comunale, nell’ambito della ricognizione che l’esponente della Giunta Fedriga sta svolgendo nei tanti Comuni del Friuli Venezia Giulia che hanno progetti e cantieri in corso.

«La bretella ciclabile naturalistica lungo il Torre, che in prospettiva potrebbe collegare l’area camper tarcentina con la ciclovia FVG3, è un’opera strategica per dare un servizio ai tanti turisti che raggiungono Tarcento e l’Alta Val del Torre e vogliono godere appieno delle bellezze paesaggistiche di questi luoghi», ha rimarcato Cristina Amirante.
L’assessore ha poi preso visione dei progetti che il Comune di Tarcento ha in serbo per la riqualificazione di piazza Libertà e del vicino palazzo storico Armellini, in via Roma 5, che dovrebbe ospitare la nuova sede municipale i cui uffici sono attualmente dislocati all’interno di un condominio adattato post-terremoto. «Anche in questo caso è condivisibile che gli uffici comunali ritrovino una sede adeguata», ha detto infine l’assessore Amirante sottolineando come la Regione Fvg abbia in programma di riaprire la linea contributiva a favore dei piccoli centri urbani su cui è già prevista una dotazione finanziaria per il biennio 2024-25. La visita si è conclusa con un sopralluogo all’area camper da cui dovrebbe partire la bretella ciclabile naturalistica verso la FVG3.
Da ricordare, infine, che nell’ambito delle risorse destinate alla cultura e allo sport messe a disposizione del tessuto regionale attraverso l’assestamento di bilancio 2023 al Comune di Tarcento. come riferito dal vicepresidente Mario Anzil, saranno destinati 180 mila euro per la riqualificazione degli impianti sportivi.

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In copertina, il sopralluogo lungo il Torre per la pista ciclabile e all’interno al palazzo Armellini di via Roma candidato a diventare la nuova sede municipale di Tarcento.

Lilt Fvg, al via due corsi di meditazione mindfullness con Ateneo friulano e Cro

Due corsi di meditazione mindfullness della durata di otto settimane – uno con inizio a fine maggio ed uno in autunno – rivolti alle donne colpite da tumore al seno, che in Friuli Venezia Giulia sono circa 1.350 l’anno: è l’iniziativa messa a punto dalle sezioni Lilt operanti sul territorio regionale, in collaborazione con l’Università di Udine ed il Cro di Aviano, ed è volta al miglioramento del benessere psicologico e della qualità di vita personale e relazionale.
Il progetto si inserisce nell’ambito del supporto psicologico in ambito oncologico che sempre più è riconosciuto come fondamentale durante e dopo le cure mediche. Lo strumento della meditazione mindfulness è stato scelto per i numerosi studi che ne hanno dimostrato l’utilità per la riduzione dello stress, dei sintomi d’ansia e il miglioramento dell’umore. Anche i corsi offerti dalle Lilt Fvg saranno supportati da valutazioni sull’efficacia degli interventi.
Il progetto sarà presentato il prossimo 5 maggio, alle ore 18, nella sede Lilt di Udine, in via Francesco di Manzano 15 (a fianco del Palazzo della Regione Fvg) dove si terranno pure gli incontri in presenza previsti. Le persone interessate devono prenotarsi telefonando alla segreteria Lilt Udine allo 0432.481802.

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In copertina, un’immagine del Cro di Aviano che collabora con le iniziative Lilt Fvg.

Confesercenti Fvg: “Aprire tutto e subito. Oltre al Covid peserà la crisi ucraina”

Oltre agli effetti delle misure anti-Covid, preoccupano molto anche il caro bollette e il precipitare della crisi ucraina, per cui è un appello urgente, quello di Mario Marini, presidente di Confesercenti Fvg: «È arrivato il momento di togliere ogni forma di restrizione e di dare un segnale di riapertura e ripresa chiaro e incontrovertibile. In queste ore – ha fatto sapere – abbiamo mandato una lettera ufficiale al governatore della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, affinché, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, porti a Roma questa nostra istanza, rispetto alla quale non è più possibile procrastinare, ma che anzi richiede anche un’azione rapida e precisa».

Mario Marini


«È necessario semplificare ed eliminare da subito tutti i limiti imposti dal green pass rafforzato», ha ribadito Marini precisando che «non è pensabile aspettare fino ad aprile per togliere solo un numero limitato di ristrettezze e attendere addirittura fino a giugno inoltrato per il resto. Accanto a ciò ritengo sia necessario accogliere i turisti stranieri con regole comprensibili e di facile attuazione». Negli ultimi giorni, infatti, il ministro Speranza ha firmato un’ordinanza, in vigore dal primo marzo, che apre al turismo extraeuropeo, per il quale varranno le stesse regole già in vigore per i comunitari. Per entrare in Italia sarà sufficiente una sola delle condizioni del green pass: certificato di vaccinazione, di guarigione oppure un test negativo. «I numeri dei nuovi contagiati – aggiunge Marini – sono in netta discesa e ci consentono di allargare le maglie togliendo delle regole che non hanno più senso d’essere».
Quelli passati sono stati mesi lunghi e complessi per bar e ristoranti, ma anche per il comparto del commercio e per quello del turismo. «Un periodo difficile non solo dal punto di vista economico, ma anche psicologico, che ha coinvolto tutti trasversalmente, famiglie e imprenditori. Una fase che si sta acuendo a causa dell’ulteriore stangata causata dal caro bollette e che la drammatica crisi ucraina, con ogni probabilità, andrà a peggiorare. Per tutte questa ragioni – ha chiuso – è necessario aprire tutto e subito».

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In copertina, ecco il controllo del green pass un adempimento cui siamo abituati.

Ristori Coopca, sportelli sempre aperti per le domande fino al 15 febbraio

Mentre procede l’attività di ricezione delle domande agli Sportelli Ristori Coopca appositamente attivati dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine di concerto con la Regione Fvg nelle sedi di Tolmezzo, Udine e Pordenone, l’ente camerale ricorda che il termine finale per la presentazione delle stesse (anche viste le prossime festività) è fissato al 15 febbraio 2022. Nel frattempo, la sezione dedicata al tema sul sito www.pnud.camcom.it si è arricchita di un’ulteriore parte informativa. Oltre alla spiegazione generale, alla modulistica semplificata per fare domanda e i link utili, è stata infatti aggiunta una pagina di veloci risposte alle domande più frequenti, le cosiddette Faq, a cui gli aventi diritto possono accedere e che mirano a fugare eventuali dubbi o altre richieste sulla procedura per fare domanda. La quale, lo si ricorda, può arrivare o rivolgendosi fisicamente agli Sportelli oppure via raccomandata con ricevuta di ritorno o ancora via Pec.
Chi decide per la consegna a mano, avrà ingresso libero: a Udine ogni lunedì e giovedì dalle 9 alle 12.30 e a Pordenone il lunedì dalle 8.30 alle 12.30. A Tolmezzo lo sportello è invece aperto tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, con ingresso stabilito preferibilmente secondo l’ordine indicato nel calendario sul sito camerale (in base alla lettera di inizio del cognome). Tutto questo, per evitare inutili code, attese e assembramenti.
Trovare la sezione sul sito camerale è facile perché è indicata da un banner evidente direttamente in homepage. L’ente ricorda anche che la competenza per le Cooperative operaie di Trieste è della Camera della Venezia Giulia ed è lì che dovranno rivolgersi gli aventi diritto. Una volta chiusi i termini per le domande, cioè dopo il 15 febbraio e fino al 15 maggio, seguiranno le istruttorie e da metà maggio verranno adottati gli atti necessari agli accreditamenti direttamente sui conti correnti dei beneficiari.

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In copertina, un ufficio dedicato alla ricezione delle domande per i ristori.

 

Cciaa Ud-Pn: bene i contributi regionali per le “start up” proposte dai giovani

Si sono aperti ieri i termini per la presentazione delle domande per la concessione di contributi regionali a sostegno di “start up” giovanili, che potranno essere presentate alla Camera di commercio territorialmente competente a partire fino alle ore 16 del prossimo 27 gennaio.
«Vorrei ringraziare l’assessorato regionale alle attività produttive guidato da Sergio Bini – commenta il presidente del Comitato imprenditoria giovanile della Cciaa Pn-Ud, Luca Rossi – e con lui l’Agenzia Sviluppo impresa e i miei colleghi componenti del Comitato, perché abbiamo potuto compiere insieme il percorso per arrivare a questo provvedimento, che confidiamo possa dare nuove chance ai giovani per impegnarsi in un’attività in proprio e sviluppare nuove progettualità per il futuro del nostro territorio». Per Rossi e per il Comitato, formato dai rappresentanti dei gruppi giovanili di tutte le categorie economiche, «si tratta di un risultato importante giunto al termine di un itinerario fatto di confronto e condivisione costanti e proficui tra noi, la Camera di Commercio e la Regione Fvg che l’ha poi varato e siamo orgogliosi di partecipato all’elaborazione di questo provvedimento portando spunti e contributi che sono stati anche accolti favorevolmente».
Le imprese under 35 attive in Fvg sono circa 6 mila 500 (dato 2021) e rappresentano il 7,3% del totale delle imprese attive. «Numeri che confidiamo possano crescere in futuro: tanto come categorie quanto come Camera stiamo intensificando attività che possano aiutare a stimolare e accrescere la cultura d’impresa e la conoscenza stessa del mondo imprenditoriale come sbocco professionale, lavorativo e autorealizzativo dei giovani, operando in modo costante con le scuole e gli studenti», conclude il presidente Rossi.

Il Comitato giovani Cciaa Ud-Pn.

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In copertina, scorcio della sede udinese della Camera di Commercio.

 

Ristori per Coopca e Cooperative operaie: le domande dal 15 novembre

Ristori Coopca e Cooperative operaie: la Camera di Commercio Podernone-Udine ricorda la procedura semplificata per ottenerli. Le domande potranno essere presentate solamente a partire dal 15 novembre (e non prima) e fino al 15 febbraio, consegnando istanza allo sportello oppure inviandola elettronicamente via pec o ancora raccomandata a/r, utilizzando un modulo che, appena sarà approvato dalla Regione Fvg, sarà pubblicato anche sul sito camerale, all’indirizzo www.pnud.camcom.it, in una sezione facilmente raggiungibile e in evidenza in home page. Anche negli ingressi dei locali Cciaa sarà dato opportuno avviso con adeguata cartellonistica.
L’ente camerale, viste alcune richieste di informazioni già pervenute, ribadisce ai risparmiatori coinvolti che non conterà l’ordine di arrivo delle domande per l’ottenimento del ristoro, dunque che c’è tutto il tempo di 90 giorni per presentarle, poiché il fondo messo a disposizione dalla Regione copre tutte le richieste potenziali. Ricorda, altresì, che la procedura che si sta mettendo a punto con la Regione – e che sarà precisata dettagliatamente sul sito camerale entro i tempi – sarà snella e facilitata.
Una volta chiusi i termini per le domande, cioè dopo il 15 febbraio e fino al 15 maggio, si svolgeranno le istruttorie e da metà maggio verranno adottati gli atti necessari agli accreditamenti direttamente sui conti correnti dei beneficiari.
La misura del ristoro con fondi regionali, lo si ricorda, è stata fissata nel 10% per i prestatori di Cooperative operaie di Trieste Istria e Friuli e nel 25% per quelli di Coopca, e non sono previsti ristori, secondo la norma regionale, per crediti inferiori ai 400 euro. Integrate alle spettanze ammesse dai liquidatori, le risorse complessive andranno a ristorare l’88 per cento delle perdite per i risparmiatori della Società cooperativa carnica di consumo e l’89 per cento della cooperativa triestina.