A Udine la prima festa dei Santi Patroni per l’arcivescovo Lamba: Ermacora e Fortunato allontanino da noi la violenza

di Giuseppe Longo

UDINE – Prima Messa dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni di Udine e del Friuli, per il nuovo arcivescovo metropolita Riccardo Lamba, alla guida della storica Arcidiocesi – che, con quella di Gorizia, ha raccolto l’eredità del glorioso Patriarcato di Aquileia – dallo scorso 5 maggio. E ieri mattina a concelebrare il solenne rito è tornato anche il suo predecessore, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, che si era ritirato nella regione d’origine, il Veneto, per raggiunti limiti d’età. Con loro all’altare della Cattedrale di Santa Maria Annunziata anche un altro vescovo, monsignor Diego Causero, friulano di Moimacco, una vita da diplomatico nel mondo.


Al termine della celebrazione eucaristica il presule, con i canonici del Capitolo metropolitano e l’arciprete del Duomo Luciano Nobile, è uscito sul sagrato per la tradizionale benedizione alla Città con le reliquie dei Patroni, implorando dai Santi Martiri una speciale protezione per Udine turbata, soprattutto in questi ultimi tempi, da una preoccupante spirale di violenza e criminalità. Un auspicio formulato anche dal sindaco Felice De Toni, da poco più di un anno alla guida del capoluogo friulano, che ha rivolto un saluto beneaugurante al nuovo arcivescovo proprio in occasione della festa cittadina. Al termine della benedizione, un rappresentante del gruppo folcloristico “Stelutis di Udin” ha donato a monsignor Lamba un quadro con la raffigurazione della Croce di Aquileia.
Folta la partecipazione, presenti numerose rappresentanze (tanti, per esempio, i labari dei donatori di sangue), al rito celebrato in quattro lingue – italiano, friulano, sloveno e latino – e accompagnati dai bellissimi inni della Schola cantorum della Cattedrale con all’organo il maestro Beppino Delle Vedove, direttore del Conservatorio Tomadini. Suggestiva la lunga sequenza, nella melodia aquileiese, dedicata proprio ai Santi Ermacora e Fortunato che, oltre a essere protettori dell’antica città romana e della vicina Isola di Grado, sono patroni anche della nostra intera regione.

«Celebrare i martiri Ermacora e Fortunato, Patroni della nostra Chiesa, le cui radici sono in Aquileia, significa ricordare – ha osservato l’arcivescovo Lamba durante l’omelia, per la quale ha attinto dalla pagina del Vangelo di Giovanni appena proclamata -, anche a noi e a quanti desiderano essere discepoli di Gesù Cristo, che quando ci poniamo alla Sua sequela, prima o poi, in un modo più o meno esplicito, si pone la questione della fedeltà a Gesù Cristo senza compromessi, ma anche senza “lagne”, proprio come loro, i Santi Patroni, l’hanno vissuto. Solo così anche noi oggi potremo raccogliere il testimone della fede, passato attraverso il crogiuolo del martirio di sangue, che ha generato alla vita nuovi cristiani, perché la “vita” che loro hanno trasmesso è la stessa che avevano ricevuto da Gesù Cristo nel mistero Pasquale, la stessa vita che anche noi possiamo già sperimentare sin dal giorno del nostro Battesimo. Quel testimone potremo così trasmetterlo con gioia e speranza alle generazioni dopo di noi».

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In copertina, l’arcivescovo Riccardo Lamba benedice la Città di Udine con le reliquie dei Santi Ermacora e Fortunato; all’interno, la solenne celebrazione all’interno della Cattedrale per la quale è ritornato anche monsignor Andrea Bruno Mazzocato; quindi, il rito sul sagrato dove ha preso la parola anche il sindaco Felice De Toni.

Go!2025, con il Cta di Gorizia nasce un evento fotografico transfrontaliero

di Mariarosa Rigotti

Già si possono vedere pubblicate le prime cartoline di 3…2…1…GO! 2025 l’evento fotografico transfrontaliero ideato dal Cta, Centro teatro animazione e figure di Gorizia. Un evento creato con lo scopo di «far conoscere a tutti le bellezze, i luoghi più suggestivi, le curiosità, gli aspetti più particolari e unici di Gorizia e Nova Gorica, in occasione dell’appuntamento di Go!2025, Capitale Europea delle Cultura 2025».
Va sottolineata, al riguardo, una particolarità importante: il progetto è aperto a tutti. Infatti, può partecipare chiunque (bambini, giovani, adulti e anziani, amanti della fotografia…). E anche la partecipazione è molto semplice, come spiegano dal Cta che conta come direttore artistico Roberto Piaggio: «Puoi inviarci le tue foto seguendo le istruzioni sul sito www.ctagorizia.it. I tuoi scatti potrebbero diventare il nuovo biglietto da visita di Gorizia/Nova Gorica in tutta Europa».
Va, inoltre, aggiunto un concetto sottolineato dagli stessi organizzatori: «Gorizia e Nova Gorica aspettano che anche tu dia loro un volto nuovo», infatti, «3…2…1…Go!2025 nasce dal Cta per dare l’opportunità di far scoprire o ri-scoprire Gorizia e Nova Gorica attraverso gli scatti fotografici di chiunque desideri partecipare all’evento transfrontaliero, offrendo un volto più vero, fresco, vitale delle due città».
Per partecipare c’è ancora molto tempo: infatti, ci si può iscrivere entro il 20 settembre andando su www.ctagorizia.it e caricare i propri scatti. E, appunto, quelli selezionati diventeranno nuovi biglietti da visita delle due città che insieme saranno Capitale Europea della Cultura 2025. Inoltre, c’è l’opportunità di vedere l’album in continuo aggiornamento su Facebook https://shorturl.at/d8G75 o su google drive https://shorturl.at/gaJA3

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In copertina, Gorizia e Nova Gorica propongono una fotografia di Giorgio Drius.

Dal viaggio immaginario a Pieris per bambini e famiglie alla trasferta veneta tra i casoni e le acque a Piove di Sacco

di Mariarosa Rigotti

Ricca di proposte l’estate del Centro teatro animazione e figure di Gorizia, con in programma anche una trasferta in Veneto. Proposte che si collocano prima dell’Alpe Adria Puppet Festival, che quest’anno toccherà anche il cuore della Bisiacaria con le sue “Vetrine” nella sessione estiva. Ma andiamo con ordine.

Roberto Piaggio


Intanto, domani, 26 giugno, alle 17.30, a Pieris (San Canzian d’Isonzo), precisamente nella sala polifunzionale della casa delle Associazioni (via Marconi 1), andrà in scena, con ingresso gratuito, “Qui e là” uno spettacolo per bambini dai 3 anni e loro famiglie: si tratta di un viaggio immaginario, ideato da Roberto Piaggio, direttore artistico del Cta, in cui i piccoli saranno accompagnati dal canto “a cappella” di Adriana Vasquez. Come viene anticipato, sarà «un’avventura tra il “qui” e il “là”. E se il “qui” è quasi tutto quello che si tocca con mano, il “là” spesso ci rimanda a un altrove, a un luogo di cui sappiamo l’esistenza ma che non conosciamo: l’aldilà, l’isola che non c’è, l’universo… insomma spazi ignoti e inesplorati. Il “là” può indicare anche mondi e storie tutte da scoprire o spazi che ci fanno paura perché sconosciuti». Va anche aggiunto che questo spettacolo rappresenta una nuova produzione del sodalizio e riprende un tema proposto anni fa con successo in una scuola di Udine. Questa volta è dedicata espressamente ai bambini delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo delle elementari. Comunque, per maggiori informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 0481.537280 e 335.1753049 o scrivere a organizzazione@ctagorizia.it

Cristina Grazioli e Silvia Battaglio


Mentre, passando alla trasferta veneta, il Cta dal 28 al 30 giugno sarà ospite del festival “Scene di Paglia – Festival dei casoni e delle acque” a Piove di Sacco (Padova). Saranno proposti tre lavori di e con Claudio Montagna. Così, venerdì, alle 21, al casone Ramei, sarà la volta di “Tarzan” una produzione del Cta in collaborazione con Teatro e Società (Torino). Quindi, sabato, alle 22, alla Corte Benedettina a Correzzola in prima regionale Montagna sarà protagonista di Modàfferi (produzione Teatro e Società, Torino). Infine, il 30 giugno, ancora al casone Ramei, alle 18.30 e alle 21, Montagna proporrà una produzione del Cta, “Orecchie d’asino e Tarzan”. Ma per il 30, va segnalata un’altra proposta, che vedrà la partecipazione pure di Cristina Grazioli, docente dell’Università di Padova che è stata ospite dell’Alpe Adria Festival. Infatti, alle 22, andrà in scena “La sposa blu” di e con Silvia Battaglio, scrittura di scena liberamente ispirata a Barbablù di Charles Perrault. A seguire, ci sarà l’incontro “Le stanze di Barbablù Quando il teatro apre le porte segrete” con le stesse Grazioli e Battaglio.
Una significativa partecipazione, dunque, quella al Festival di Piove di Sacco per una importante realtà del nostro territorio come il Cta. Infatti, il Festival Scene di paglia nato nel 2009, proprio nella località veneta, nel tempo si è esteso tra le province di Padova e Venezia, ed ha come obiettivo «portare l’arte scenica e performativa in spazi non usuali, permettendo al teatro di dialogare con il territorio e con le sue tradizioni, facendone strumento di incontro e confronto».

Adriana Vasquez

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In copertina, Claudio Montagna che sarà protagonista a Piove di Sacco.

Ultima giornata oggi a Gorizia con il Festival delle Lingue: nel programma c’è anche una visita a Casa Ascoli

Seconda e ultima giornata, oggi, a Gorizia con il Festival delle Lingue, rassegna ideata dall’Associazione culturale Kulturhaus Görz ospitata nella Corte di Casa Ascoli, luogo simbolico dell’identità plurale e della storia della città isontina quale è il ghetto ebraico. Anche per questa seconda giornata un’intensa attività di laboratori e workshop oltre agli attesi incontri letterari. Avvio alle 10 con i laboratori di lingue: quello di sloveno, a cura di Lionella Costantini, e quello di friulano, a cura di Serena Fogolini. Completano i laboratori, nel pomeriggio, quello di Disegno Manga per ragazzi con il noto fumettista Federico Bauzon, che con le sue creazioni appassiona il popolo dei social, e il Laboratorio di spagnolo con Francesca Fornasier e Maria Muñoz di Kulturhaus Görz, mentre alle 17 la Società Filologica Friulana guida il pubblico alla scoperta del piano nobile di Casa Ascoli che ospita la mostra “Le lingue di Gorizia e E nas une lenghe”.

Vojko Gorjanc


Dalle 10.30 spazio anche agli incontri a partire dalla presenza di Vojko Gorjanc, docente all’Università di Lubiana sul tema delle “Ideologie linguistiche” dove verranno approfondite le relazioni di potere nel discorso, compresa l’interazione mediata dall’interprete. Ulteriore, appassionante incontro sul tema delle lingue quali possibili “ponti” o motivo di scontro tra popoli, è il dialogo con Jan Brousek in “Conflitti linguistici nella regione Alpe-Adria. È possibile trovare una lingua comune?” (ore 11.30). L’artista visiva Paola Gasparotto sarà protagonista, in conclusione di mattinata (ore 12.30), dell’incontro condotto da Franco Spanò “Time of change. Visioni per un pianeta che cambia”.
Nel pomeriggio, il laboratorio “L’importanza dello studio del carsismo nella regione Fvg nel contesto Mitteleuropeo” a cura di Maurizio Tavagnutti del Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer mentre alle 18 ospite del festival sarà la poetessa e scrittrice Mary Barbara Tolusso: accompagnata da Walter Chiereghin si racconta in “Poesia e prosa di un’autrice al confine”. Giornalista sempre in movimento tra Milano e Trieste, Tolusso – vincitrice del Premio Pasolini (2004), Premio Fogazzaro (2012), Premio Internazionale Città di Moncalieri (2023) e Premio Acqui Terme (2023) – è autrice dei romanzi L’imbalsamatrice (Gaffi, 2010), L’esercizio del distacco (Bollati Boringhieri, 2018) e delle raccolte poetiche L’inverso ritrovato (Lietocolle, 2003), Il freddo e il crudele (Stampa, 2012), Apolide (Specchio-Mondadori, 2022, finalista al Premio Strega Poesia 2023).
Con Lorenzo Drascek, dell’Associazione Amici di Israele, si andrà invece alla scoperta del ghetto ebraico con una visita guidata in programma alle 19.15, a cui sarà abbinata una degustazione di vini kosher. Ultimo autore in programma (ore 20.30) lo scrittore Kossi Komla-Ebri nell’incontro condotto da Rossana Puntin, “Rinascere in una lingua”. Togolese naturalizzato italiano, dopo essersi trasferito in Italia si è laureato in Medicina e Chirurgia a Bologna, esercitando la professione medica per molti anni. Kossi Komla-Ebri è un esponente di spicco del movimento della Letteratura della migrazione in lingua italiana, vincitore tra gli altri del premio Mare Nostrum per la letteratura nel 2005 e del premio Prato città aperta nel 2019. Ha pubblicato numerosi libri di racconti tra cui i divertentissimi Imbarazzismi (2002) e Nuovi Imbarazzismi (2004), una serie di piccoli racconti di quotidiana ed ilare discriminazione, tradotti in più lingue, Home (2022) in lingua inglese e Neyla (2002-2011), da poco anche tradotto ed edito in Slovenia.
Gran finale per questa seconda edizione del Festival delle Lingue alle 21,30 con la musica di Dj Janko, noto DJ sloveno famoso per la sua scelta musicale europop, lavora nella zona transfrontaliera e coniuga ironia e passione musicale spaziando tra adiversi generi e travalicando confini musicali e temporali in un’unica, grande proposta musicale.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero. Per Info: www.kulturhaus-go.it

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In copertina, la giornalista, poetessa e scrittrice Mary Barbara Tolusso.

Riecco i Summer Camp del Cta, proposte per l’estate a Gorizia e a Farra d’Isonzo

di Mariarosa Rigotti

Proposte estive da non perdere firmate dal Centro teatro animazione e figure di Gorizia e intitolate proprio “(R)estate con il Cta!”. Infatti, stanno per prendere il via i Summer Camp che si snoderanno a Gorizia e a Farra d’Isonzo, firmati dall’associazione che conta come direttore artistico Roberto Piaggio. Come spiegano, infatti, dal sodalizio, «dopo l’esperienza estremamente positiva, l’anno scorso, con la prima edizione del Summer Camp teatrale, inauguriamo le nostre attività estive con una serie di Summer camp teatrali diversificati per bambini e ragazzi!».
Nel dettaglio, a Gorizia sono previsti due Summer camp teatrali, il primo è intitolato “GiocaTeatro” e si animerà dal 10 al 14 giugno nella sala parrocchiale del quartiere di Sant’Andrea e negli spazi antistanti. Si tratta di un programma rivolto ai bambini dai 7 ai 9 anni che avrà come tema “Attesa/sorpresa”.
Saranno «cinque giornate fatte di gioco, divertimento e teatro in cui i piccoli, attraverso giochi di ruolo e improvvisazione, impareranno a creare storie e a portare in scena personaggi inaspettati». L’altro Summer camp teatrale di Gorizia troverà sarà il Teatro d’Estate e si animerà dal 15 al 19 luglio al Kulturni center Lojze Bratuž (in viale XX settembre), dedicata ai ragazzini dai 10 ai 12 anni. E passando al tema, come viene anticipato, «sarà sempre quello dell’ “Attesa/sorpresa” ma in questo caso i partecipanti verranno coinvolti nella creazione di una vera e propria drammaturgia». E, come viene aggiunto, sarà «un laboratorio intensivo che li accompagnerà alla scoperta di piccoli e grandi segreti del teatro, attraverso il gioco e il divertimento. Un percorso che permetterà di portare in scena un vero e proprio spettacolo nel giro di una settimana».
Va anche ricordato chi condurrà le iniziative: sarà l’attrice Alice Melloni, diplomata alla scuola di teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”. «Negli anni – viene ricordato -, Alice ha arricchito la sua formazione con artisti fra i quali: Cristina Pezzoli, Emma Dante, Mario Perrotta, Fulvio Pepe. Si dedica al teatro di prosa e ha avuto esperienze radiofoniche e televisive. Parallelamente conduce laboratori di formazione teatrale per scuole e corsi amatoriali con allievi di tutte le età. Entra a far parte del Cta di Gorizia nel 2012 e da allora è coinvolta come membro di compagnia nella produzione e progettazione di teatro di figura». Passando, invece, alla proposta di Farra d’Isonzo, sono previste due settimane di attività rivolte a bambini dai 6 agli 11 anni e che saranno realizzate in collaborazione con il Comune isontino. I laboratori troveranno spazio nella palestra comunale e nel giardino annesso e potranno essere seguiti singolarmente o in maniera consecutiva, perché il programma sarà diversificato.
Quindi, passando alle date: dal 10 al 14 giugno ci sarà il laboratorio creativo intitolato “Le avventure del delfino Daniel” che, come viene anticipato, «partendo dal libro “Il Delfino” di Sergio Bambarén, giocherà sull’espressività del corpo e della voce. I bambini si divertiranno, immedesimandosi nei personaggi che abitano gli oceani: come si muovono? Cosa mangiano? Che linguaggio utilizzano? sono strambi, divertenti, o forse fanno un po’ paura? Il gioco sarà immaginare tutto questo e cercare di metterlo in scena». Poi, dal 17 al 21 giugno, il filo conduttore sarà “Il Custode delle Stelle”, ispirato al libro di Max von Thun, «un libro che affronta il tema dell’insicurezza dei più piccoli e quello delle diversità. Attraverso giochi teatrali e laboratori manuali si svilupperanno storie e scene, in un viaggio magico che sottolinea quanto tutti siamo speciali». I laboratori a Farra d’Isonzo saranno guidati da Michele Pagliai, attore, regista e insegnante di recitazione, anche lui formatosi alla Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”. Come viene ricordato, si tratta di un «attore eclettico, nella sua carriera spazia da spettacoli di circo teatro a spettacoli di prosa classici, fino a testi di autori contemporanei. Dal 2019 si occupa di formazione teatrale». Va infine evidenziato che, alla fine di ogni settimana, a completamento dei singoli percorsi, è prevista una breve dimostrazione, in cui i piccoli attori si metteranno alla prova.

Per maggiori informazioni e prenotazioni si può chiamare lo 0481.547280 o il 335.1753049, o scrivere a organizzazione@ctagorizia.it

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In copertina, un’immagine scattata alla scorsa edizione del Summer Camp.

Torre Natisone, dagli scatti su Folkest di Reana alla Magnalonga di Savorgnano e alla camminata sui sentieri di Masarolis

Weekend della Festa della Repubblica – e del Corpus Domini (che peraltro ricorre proprio oggi) – ricco di eventi per tutti i gusti grazie alle aderenti al Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža Aps. “Anche questo inizio di giugno – spiega la presidente Giovanna Rossetto – è ricco di iniziative ed eventi sul territorio. È possibile scegliere tra varie proposte tutte realizzate con passione dalle nostre Pro Loco aderenti e dai loro grandi volontari. E poi per tutta l’estate abbiamo in programma sagre, camminate e altri eventi. Tra i prossimi eventi a cui non bisogna mancare è la gita con Saporibus a Buttrio in programma per domenica 9 giugno, in occasione della 91ma Fiera Regionale dei Vini”. Inoltre, la Pro Loco di Manzano assieme alle Città del Vino Fvg darà il suo supporto a Gorizia nell’organizzazione del Concorso Internazionale Enologico Città del Vino in programma da domani a domenica.

REANA DEL ROJALE – Oggi 30 maggio, alle ore 18, nella sede della Vetrina del Rojale a Remugnano (di fronte al palazzo municipale), ci sarà l’inaugurazione della mostra “Il fotografo ed il musicista” in collaborazione con Folkest. La famosa manifestazione è stata immortalata negli scatti di alcuni fotografi che l’hanno seguita negli anni Novanta del secolo scorso.

SAVORGNANO – Domenica 2 giugno a Savorgnano del Torre, in Comune di Povoletto, si terrà invece la 15ma edizione della Magnalonga, una camminata non competitiva tra i vigneti e i boschi del Torre. Un’occasione unica per immergersi nella bellezza del paesaggio friulano e scoprire i sapori tipici del Friuli. La Magnalonga propone un percorso di 7 km adatto a tutti, diviso in varie tappe e ad ogni tappa viene servita una portata della Magnalonga: prodotti tipici e buon vino per scoprire insieme la tradizionale cucina friulana. Si potranno gustare ad esempio, la fonduta di Montasio, il risotto al Refosco, lo spezzatino con patate prezzemolate. Costo di partecipazione 25 euro (prezzo adulti) e 18 euro (prezzo ridotto 7-17 anni). Il ritrovo è previsto al campo sportivo di Savorgnano del Torre a Povoletto (partenza primo gruppo alle ore 10). È raccomandato un abbigliamento adeguato ad un percorso in collina ed in mezzo alle vigne. L’itinerario è interamente all’aperto, con leggera salita e deve essere percorso a piedi. Al momento della partenza, verrà consegnato a tutti i partecipanti adulti il bicchiere del “magnalonghista” con la sua custodia e la tabella di marcia. Per info: 351.8335848.

MASAROLIS – La Pro Loco di Masarolis, località montana in Comune di Torreano, per il 2 giugno ha organizzato una camminata storico-naturalistica lungo i “sentieri di ronda” dell’ex opera militare della Fanteria d’Arresto a “Bocchetta di Calla”. Il sentiero è adatto a tutti e si snoda tra i bunker un tempo adibiti alla difesa del confine orientale durante la guerra fredda. Il ritrovo è previsto per le 9 al chiosco della Pro Loco. Quota di partecipazione 10 euro (comprensiva di pastasciutta e acqua). Per iscrizioni (obbligatorie): cellulare 338.7296012 Fabrizio (whatsapp).

PORZUS – La Pro Loco Amici di Porzus, località montana in Comune di Attimis, ha indetto un concorso fotografico dal titolo “Sfumature d’acqua immagine e poesia”. Le foto dovranno essere inviate entro oggi, 30 maggio, a proloco.porzus@gmail.com accompagnate dal titolo dell’immagine e da un breve testo poetico. Le immagini verranno premiate durante la manifestazione Festa della Meda in programma ad agosto.

VALLI DEL NATISONE – La Pro Loco Nediške Doline presenterà la guida al Cammino delle 44 chiesette votive domani, 31 maggio, alle ore 21 alla Società Alpina Friulana a Udine. In più esperienze bagni di foresta, rivertrekking o canoa sul Natisone; inoltre, il 2 giugno apertura alle visite della Grotta di San Giovanni d’Antro a Pulfero.

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In copertina, il disegno che compare sul logo di quest’anno di Folkest in programma dal 13 giugno al 17 agosto.

Ma quanti parlano la lingua friulana! Sono in 444 mila a usarla attivamente. Gli ultimi tre giorni con la “Setemane”

La lingua friulana è oggi parlata attivamente da 444 mila persone (corrispondente a oltre metà della popolazione residente nei Comuni dichiaratisi di lingua friulana del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale), che salgono a circa 700 mila (ossia 9 persone su 10) considerando coloro che anche solo la comprendono. Le aree con le percentuali più alte di utilizzo attivo del friulano sono il Friuli centrale, l’area Collinare e la Carnia. In sostanza, per la grande maggioranza delle zone indagate, il friulano è parlato da almeno una persona su 2 e una su 4 potrebbe riattivare la sua competenza in friulano se incoraggiata all’uso. Anche città quali Udine, Pordenone e Gorizia rivelano positive sorprese.


La generale apertura al plurilinguismo, considerato un grande vantaggio da oltre il 56%, e il desiderio di migliorare la conoscenza della lingua friulana, che riguarda il 63% degli intervistati, sono segnali altrettanto interessanti. Così come il suo uso nelle nuove forme di comunicazione digitale, quale codice adatto all’immediatezza relazionale. I dati rappresentano i principali risultati dell’indagine sociolinguistica “Tire fûr la lenghe”, realizzata nell’ambito del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025, per comprendere e analizzare l’utilizzo del friulano e delle altre lingue parlate in Friuli. Sostenuta dalla Regione Fvg e realizzata con il contributo dell’Arlef, l’indagine è stata condotta da Ires Fvg e Forskningscentrum för Europeisk Flerspråkighet. Tra aprile e giugno 2023 sono state raccolte oltre 4.300 interviste, in 178 Comuni tramite la compilazione di un questionario. Il campione di indagine coinvolto ha un’ampia rappresentatività di genere e fasce d’età, grazie al coinvolgimento di ben 74 istituti comprensivi che, con il supporto degli insegnanti, hanno contribuito a diffonderlo nelle famiglie.
I ricercatori sono ora impegnati nell’analisi complessiva della grande mole di dati raccolti, con l’obiettivo di renderli completamente fruibili al pubblico entro la fine dell’anno. Emergono però già molti spunti di riflessione interessanti, primo fra tutti che la lingua friulana è presente in maniera ancora rilevante sulla gran parte del territorio friulano ed è parte fondamentale del patrimonio linguistico e culturale del Friuli.

Un grande senso di identità – Il senso di appartenenza e l’identità friulana si affermano in modo netto nella maggior parte delle areeprese in considerazione: il 52% del campione afferma di sentirsi “molto” friulano, percentuale che sale al 75% se si considera anche chi dichiara di esserlo “abbastanza”. L’indagine mostra poi l’esistenza di un terreno ideologico favorevole, rappresentato dal netto e generale miglioramento degli atteggiamenti verso il friulano, considerato come un codice simbolico e identitario. Al di là dei territori extracittadini, dove il friulano è da sempre utilizzato in maniera più diffusa, interessante è il dato dei parlanti attivi nelle tre città principali del Friuli: Udine, Pordenone e Gorizia. In particolare, per Gorizia e Pordenone, l’indagine rileva una situazione ben più positiva di quella attesa: se a Udine parla il friulano il 40% degli intervistati, a Gorizia il 23% e a Pordenone il 18%; a comprenderlo poi sono rispettivamente l’82%, il 73% e il 55%.

I cittadini chiedono più investimenti per la “marilenghe” – Da sottolineare anche la positività dei cittadini verso l’utilizzo dei soldi pubblici in attività in sostegno al friulano. È stato chiesto di dichiarare quanti euro, tra quelli pagati già in tasse, ritenessero adeguati per finanziare misure di sostegno: è favorevole ben il 77%, con una media di 22 euro pro capite, circa quattro volte quanto attualmente investito su base annua per tali misure.

In famiglia il friulano tiene – Le percentuali dicono che il friulano è una lingua ancora viva nella comunità: risulta maggioritaria tra quelle parlate dai genitori dell’intervistato (51%); mentre con la madre parla in friulano ben il 44% degli intervistati, stessa percentuale con il padre. Da sottolineare poi che il 79% degli intervistati ritiene che l’uso di più lingue in contesto familiare non ostacoli l’apprendimento scolastico, anzi che rappresenti un vantaggio. L’auspicio di una maggiore presenza del friulano nelle scuole interessa l’ampia maggioranza, quasi il 70% – si dichiara favorevole anche il 59% degli intervistati nel Veneto orientale – confermando le percentuali rilevate costantemente nelle scuole del Friuli per quanto riguarda la scelta dei genitori di avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana per i propri figli.

Più friulano nei media e nella Pa – Venendo alla comunicazione, emerge che l’uso del friulano è più diffuso sulle piattaforme di messaggistica istantanea, dove ad esempio una persona su 4 utilizza la lingua friulana nei messaggi vocali, e le percentuali di ascolto del friulano online sono maggiori di quelle di lettura e scrittura. Gli intervistati considerano il friulano un codice adatto all’immediatezza comunicativa, testimoniando positivamente la presenza della lingua in un dominio così diffuso. Indagando il settore della pubblica amministrazione, emerge che l’uso del friulano deve ancora affermarsi pienamente negli uffici pubblici e nei rapporti con l’amministrazione comunale, anche se il 42% del campionelo indica tra le lingue ufficiali “auspicabili” in ambito amministrativo locale. È un riconoscimento implicito della percezione del prestigio della lingua friulana, ulteriore segnale che non vi è pregiudizio verso il suo utilizzo anche in ambiti ritenuti “alti” e riprova dell’indebolimento dello stereotipo che vede le lingue minoritarie come inadatte ad ambiti diversi da quello strettamente familiare.

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Intanto, ultimi giorni con la XI edizione la Setemane de culture furlane – Settimana della cultura friulana, rassegna promossa dalla Società Filologica Friulana (oltre 200 appuntamenti in totale) fino a domenica. Al centro del programma della giornata odierna convegni a ricordo di importanti personalità.
A Udine, palazzo Mantica, sede della Società Filologica Friulana, alle 18 e online su www.setemane.it convegno “Intorno alla figura di Antonio Bartolini” Il convegno intende illustrare la figura del bibliofilo e bibliografo Antonio Bartolini (1746-1824), inserendolo nel contesto udinese dell’epoca. Intervengono Liliana Cargnelutti (Antonio Bartolini e l’Ordine di Malta), Cristina Moro (Una vita per i libri: il conte udinese Antonio Bartolini) e Paolo Pastres (Antonio Bartolini e le arti figurative). Coordina Fabiana Savorgnan di Brazzà.


Sempre a Udine, alle 20, al Cinema Visionario, incontro e proiezione “La voce di Turoldo e della sua terra”. La serata, promossa dal CEC e dalla Mediateca “Mario Quargnolo” del Visionario, prevede la proiezione del documentario, realizzato dall’Associazione musicale e culturale “Armonie” in collaborazione con il Centro Studi Turoldo e con l’apporto di studiosi. La proiezione sarà accompagnata dall’autrice Chiara Grillo e sarà seguita da una performance canora dal vivo della Cantoria “Santo Stefano” di Gradisca di Sedegliano, che quest’anno festeggia i 120 anni di attività; saranno eseguiti due brani su testo di Padre Turoldo, in friulano, e l’inno del Friuli.
Altri appuntamenti udinesi, alle 16, ancora a Palazzo Mantica la conferenza storica “Eustachio Celebrino e il mancato diluvio del 1524”, con Mario Turello. Al Museo Etnografico del Friuli ale 16 visita guidata alla mostra “Latte, mleko, milk”. Alle 18 alla Biblioteca Civica Vincenzo Joppi conferenza “Parto e lasciovi l’anima mia – Maria Savorgnan, un amore letterario del Rinascimento”. Incontro promosso dall’International Committee Romeo and Juliet in Friuli al fine di presentare lo stato attuale delle ricerche su Maria Savorgnan, protagonista di un’intensa e avventurosa storia d’amore con Pietro Bembo negli anni 1500-1501, testimoniata dalle 154 lettere segrete che i due si scambiarono. Cremasca trapiantata in Friuli, Maria sbalordì, con la sua elevata consapevolezza letteraria e il suo spirito intraprendente, i letterati del Novecento che scoprirono le sue missive. Anche le sue figlie ricevettero omaggi letterari: a Lucina Savorgnan, per esempio, fu dedicata la prima versione della storia di Giulietta e Romeo. Introduce Ugo Falcone, relaziona Gregorio Grasselli.
A Feletto Umberto, nella sala del Consiglio comunale di Tavagnacco, alle 18 convegno “Egidio Feruglio, geologo tra Friuli e Patagonia”. Illustrazione biografica e scientifica del geologo di Feletto Egidio Feruglio (1897- 1954) nei 70 anni della morte, proposta dal Centro Culturale “Settetorri per il Terzo Millennio”, con particolare riferimento agli studi e alle ricerche eseguiti in Friuli, Italia ed Argentina. Interventi di Javier Grossutti e Umberto Sello. Letture di Danilo D’Olivo. Partecipa Diego Lucchini, sindaco del Consiglio Comunale Ragazzi del Comune di Tavagnacco. Modera Stefano Urbano.
A Carpacco di Dignano al via e fino al 19 maggio il Festival delle Filande, promosso dall’Associazione Heritage in FVG. Il 17 maggio seminari, laboratori, cerimonia di apertura e alle 19.45 nel centro polifunzionale spettacolo teatrale “Filanderis” con Pauli Nauli, Milvia Morocutti, Rossana Di Tommaso e alla armoniche Luigino Squalizza e Giulio Ciccone.
E ancora a Buja, alle 20.30, presentazione del romanzo di Sergio Sarti “Fino all’alba”, edito da Aviani & Aviani, che il Circolo Culturale Laurenziano presenta nel 20° anniversario della scomparsa dell’intellettuale, il quale fu anche partigiano nella divisione Osoppo. Relaziona Paolo Strazzolini.
A Forgaria nel Friuli, alle 20.30, al Curnin Bar prima serata del ciclo “oltre i confini: un viaggio attraverso culture e paesaggi”. Eros Viel presenterà il suo “To(u)riolón” – cronache vagabonde” in cui viene raccontato il girovagare in bicicletta in vari luoghi del Friuli.
Ad Arta terme alle 20.30 incontro “L’altra diga di Luigi Candoni”, in Sala Talotti in Comune. Nel 50° anniversario della scomparsa del drammaturgo carnico (1921-1974) e a 61 anni dal disastro del Vajont, l’Associazione culturale “Luigi Candoni” propone una conferenza con Marc Vezzi, proiezione di documenti tratti dagli Archivi Candoni e Bortolotto e immagini delle rappresentazioni dell’opera dall’archivio Teatro Orazero Padova. Lettura scenica di estratti dai testi L’altra diga di Luigi Candoni e Frana allo scalo nord di Ugo Betti, con Chiara Donada e Giuliano Bonanni.
A Rive d’Arcano alle 20.30 in sala consiliare l’Associazione Latteria Rive d’Arcano propone un incontro con Romano Vecchiet, autore del volume “Quel lento viaggio in collina Storia del tram Udine- Fagagna-San Daniele” edito da Corvino edizioni. Dialoga con l’autore Cristina Noacco.
A Sutrio alle 20.30 in sala polifunzionale “Antîc al è il cûr”: Elisabetta Zambon presenta il libro di poesie del maestro Gianni Moroldo (Samuele Editore), mentre a Joannis di Aiello del Friuli alle 20.30 la Commissione comunale di storia di Aiello del Friuli propone un ricordo di Antonio Deluisa (1906-2004), insegnante, scrittore e poeta nato a Joannis. Ne parleranno Ferruccio Tassin (La figura di Antonio Deluisa), e Stefano Perini (La famiglia Deluisa di Joannis).
A Cividale, alle 20 all’ex convento di San Francesco “L’ombra del Matajur. Le valli del Natisone tra realtà e illusione. Racconti di confine”. Presentazione del libro di Giuliano Citti (Kappa Vu), una raccolta di tredici racconti, graffianti frammenti di vite di uomini e donne che vissero e che ancora vivono in quella terra chiamata Benečija. Con l’Associazione Genealogica del Friuli Venezia Giulia.
Prosegue la rassegna anche nel Friuli orientale. Venerdì 17 maggio a Cormòns alle 21 all’azienda agricola Gradnik si terrà la lettura teatrale musicale “Libars di scugnî lâ”. Gli “AccorDos”, Sara Rigo e Alessio de Franzoni – con le proprie armoniche suonano il repertorio di musiche tradizionali folcloristiche legate al tema del viaggio e della migrazione. Una iniziativa degli Amîs de Mont Quarine, dentro al festival itinerante “Dialoghi”.
Online sul sito www.setemane.it alle 21 concerto “Da font de mê anime
Cjants di glesie “a la vecje” in ricuart di pre ’Sef Cjargnel”.
Sempre online proseguono le proiezioni alle 15 su www.setemane.it di Gocce di folclore con i gruppi dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia. Il 17 maggio spazio al Gruppo Folkloristico Caprivese “Michele Grion” – Capriva del Friuli; Gruppo Folkloristico Danzerini di Lucinico – Lucinico.

Prosegue, infine, la Setemane pai fruts e pai fantats. Nelle scuole di Forni Avoltri dal mattino la Fraie dai Fruts, la festa dei bimbi della Filologica all’interno della “Fraie de Vierte”, la festa di primavera della società stessa. A Cordovado alle 17 in biblioteca civica invece “Letture e caccia al tesoro in friulano” con il poeta Giacomo Vit e le lettrici di Racconti…amo.

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In copertina, la bandiera del Friuli sulla specola del Castello di Udine; all’interno, gli autori dell’indagine promossa dall’Arlef e palazzo Mantica sede della Filologica.

A Gorizia da oggi in Borgo Castello nuovo spazio espositivo polifunzionale

Con mostre, incontri culturali, workshop e percorsi di co-progettazione per valorizzare il ruolo della cultura e dell’arte contemporanea per lo sviluppo di Borgo Castello, a Gorizia, prende vita in via Rastello 91 il nuovo spazio espositivo polifunzionale The Circle_Concept Zone, a cura dell’Associazione culturale QuiAltrove, che apre ufficialmente al pubblico oggi, a partire dalle 15.
Grazie alla partecipazione al programma pilota finanziato dal Pnrr “Mille anni di storia al centro dell’Europa: Borgo Castello crocevia di popoli e di culture”, la realtà culturale goriziana ha dato vita, all’interno del Cluster 1, a questo luogo che ha trasformato uno storico locale di via Rastello, sotto i portici dove trovava spazio la Drogheria Frantz. Per l’occasione, viene allestita la mostra “Duetto” che sarà inaugurata ad ingresso libero alle 16.30. Un testimonial d’eccezione è al centro di questa esposizione inaugurale, che affianca un grande maestro ad un giovane emergente. Si tratta del notissimo artista di origini trevigiane e triestino d’adozione Serse Roma che più di tutti è riuscito nelle sue opere a dare forma e visibilità all’acqua, condizione fluida per eccellenza. Nello spazio di via Rastello trovano spazio quattro sue opere, di cui tre di grande formato che fanno parte della produzione “A fior d’acqua”, accanto a queste, ulteriori tre opere di Eric Gerini a sintetizzare il titolo “Duetto”, che celebra il prezioso legame e la trasmissione di conoscenze tra maestri affermati e giovani artisti.
Gli straordinari lavori di Serse Roma – che com’è noto ha esposto ed è rappresentato in alcuni dei principali musei del mondo – raccontano il mistero e la potenza dell’acqua, restituita su tela con una tecnica sorprendente, unica, attraverso l’utilizzo della grafite e del carboncino. In questi disegni la grafite distribuisce luci e ombre alternando forme geometriche ad altre liquide, naturali o artefatte: un connubio in grado di immortalare l’inesausto moto.
Si apprezza quasi una similitudine con le antiche fotografie: una suggestione che accompagna chi guarda nel raggiungere quel che non può vedere. Ad introdurre lo spazio e la mostra i rappresentanti di QuiAltrove. L’inaugurazione della Concept Zone sarà completata alle 18 dal concerto Shunsuke Senda e Adam Čehovin, International Jazz Guitar Collective, a cura de “Il Mosaico” che cura anche una degustazione a Casa Netural.

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In copertina, l’artista Serse Roma davanti alla sua grande opera.

Go!2025, foto-evento transfrontaliero tutto su Gorizia e Nova Gorica affidato alla regia di Luca d’Agostino

di Mariarosa Rigotti

“3…2… 1… Go!2025. Dai a Gorizia e Nova Gorica il volto che vuoi tu… e fallo conoscere al mondo”. È questo il titolo di originale un evento fotografico transfrontaliero con obiettivo, appunto, Go!2025 promosso dal Centro teatro animazione e figure di Gorizia, in collaborazione con Promo Turismo Fvg, Get Go e Zavod Go!2025. Si tratta di una proposta senza confini aperta a tutti e curata dal fotografo Luca d’Agostino. Nella sostanza, i partecipanti avranno l’opportunità di creare il proprio “biglietto da visita” di Go!2025, di immediata lettura in tutto il mondo web, e sarà chiesto di diventare “cacciatori/segnalatori” di architetture, scorci, curiosità, aspetti particolari e sorprendenti di Gorizia e Nova Gorica, utilizzando qualsiasi tipo di device (smartphone, macchina fotografica, tablet).


Va sottolineato che le modalità di partecipazione sono due: una in presenza con due incontri, l’altra online. Chi vorrà partecipare ai due incontri, dovrà compilare e inviare un modulo di adesione entro il 2 maggio a puppetfestival@ctagorizia.it. Per chi parteciperà, invece, in modo autonomo la scadenza dell’invio del materiale è fissato per il 20 settembre. Va evidenziato che la partecipazione agli incontri e all’evento è gratuita previa compilazione obbligatoria del modulo di iscrizione con i propri dati informativi, scaricabile dal sito www.ctagorizia.it
Nel dettaglio, la prima modalità di partecipazione prevede due incontri condotti dal citato d’Agostino per predisporre i partecipanti a un’attività fotografica ottimale, a Gect Go – Go!Center, corso Giuseppe Verdi 51, a Gorizia. Un incontro è previsto per venerdì 3 maggio, dalle 18.30 alle 21.30, quando ci sarà l’apprendimento delle prime nozioni di fotografia, indispensabili per chi vuole godere appieno di questa arte: i principi base della tecnica, le differenze fra i vari modelli di apparecchiature fotografiche, gli obiettivi, l’uso del flash, la profondità di campo, fino ad arrivare ai primi rudimenti di composizione fotografica (quali gli errori più comuni, la regola dei terzi e altri piccoli “trucchi”). Quindi, sabato 4 maggio, dalle e 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30, ci sarà un “tour fotografico” per Gorizia e Nova Gorica, in cui i partecipanti avranno modo di produrre materiale sotto la guida dello stesso Luca d’Agostino. Alla fine del tour, ci sarà modo di visionare gli scatti, valutandone pregi e difetti e seguendo suggerimenti di strategie utili a migliorare il prodotto finale. Mentre, la seconda modalità di partecipazione all’evento è prevista in modo autonomo caricando gli “scatti” realizzati su Gorizia e Nova Gorica sulla cartella Drive, tramite il link pubblicato sul sito www.ctagorizia.it, come detto, entro il 20 settembre.


Va aggiunto che le foto migliori saranno presentate settimanalmente su tutti i social e i siti web nazionali ed europei di riferimento. In occasione dell’inaugurazione della 33ma edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival, verranno presentate e premiate le foto che rappresentano il miglior “biglietto da visita” di Nova Gorica/Gorizia, capitale europea della Cultura 2025. Agli autori delle tre foto che riceveranno maggiori “espressioni di gradimento“ sui canali social del Cta sarà offerta la possibilità di partecipare gratuitamente a tutti gli eventi del Festival (spettacoli, incontri, meeting, presentazioni).
Da rimarcare, infine, l’opportunità di seguire le lezioni con un professionista qual è Luca d’Agostino: fotografo dal 1984 e giornalista pubblicista dal 1989, ha collaborato con numerose agenzie fotogiornalistiche nazionali e internazionali, appassionandosi ben presto agli spettacoli dal vivo. È corrispondente della pagina Spettacoli del Messaggero Veneto, per il quale segue il jazz regionale e nazionale. Inoltre, è fotografo ufficiale di Mittelfest e dell’Alpe Adria Puppet Festival, Vicino Lontano, Dedica Festival, Rototom Sunsplash, Jazz&Wine of Peace, il Volo del Jazz e collabora con numerosi teatri regionali e nazionali. Da aggiungere che è socio fondatore di Phocus Agency – Fotografi di cultura e spettacolo, agenzia che si propone di offrire il proprio archivio e la propria esperienza a tutti gli operatori che lavorano nel campo dello spettacolo e della musica, promuovendo la fotografia attraverso esposizioni personali e collettive, oltre a workshop.

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In copertina e all’interno due immagini di Luca d’Agostino e una sua opera.

Grado fa il pieno di… solidarietà con centinaia di Caritas che portano una benefica “invasione” nell’Isola

(g.l.) Grado fa il pieno di… solidarietà. Da ieri, infatti, nell’Isola c’è una “invasione” pacifica di oltre duecento Caritas diocesane, con più di 600 delegati, che partecipano al loro 44° Congresso nazionale in programma, come già annunciato, fino a giovedì 11 aprile. Tema dell’importante appuntamento “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al centro dei quattro giorni di lavori il Palacongressi di Città Giardino, anche se sono previste puntate a Gorizia, Nova Gorica e in altre località, come nella lagunare isoletta del Santuario di Barbana e nella vicina Aquileia per la visita alla Basilica poponiana.


Confini, dunque, zone di contatto e non di separazione. Come dimostra con efficacia anche quello tra Italia e Slovenia ormai pressoché inesistente, considerato che proprio Nova Gorica e Gorizia formano praticamente una “città unica” in Go!2025, il progetto che le vede affiancate per la Capitale europea della cultura del prossimo anno. “Se non ci fossero i confini saremmo tutti più poveri, privi di punti di vista diversi. I confini sono anche positivi, perché garantiscono una diversità e un approccio complesso al mondo”, ha sottolineato, infatti, l’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana, Carlo Roberto Maria Redaelli. Il quale poi – come informa Sir – ha aggiunto: “Dobbiamo riconoscere che a volte ci sono confini tra uffici e servizi della Curia con il rischio di una pastorale frammentata e iniziative non coordinate che piovono sulle Parrocchie. Ci sono però tentativi interessanti di lavoro condiviso”. Ma il confine più arduo – secondo monsignor Redaelli – è “tra operatori e volontari Caritas e gli ultimi, perché siamo in due situazioni diverse, chi aiuta e chi ha bisogno di aiuto. Ma è un confine che va superato”. Per cui il presule propone di capovolgere i ruoli e invita a pensarci noi stessi “come gli affamati, gli assetati, gli stranieri che hanno bisogno di aiuto”.
Alla giornata inaugurale è intervenuto anche monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia – città che con Grado ha un legame storico speciale – e presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, il quale ha sottolineato che “la Chiesa è immersa in una dinamica d’amore concreto e senza confini”. Ieri hanno parlato anche padre Luciano Larivera, direttore del Centro culturale Veritas di Trieste, e don Matteo Pasinato, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica del Triveneto.
Giorni importanti, dunque, per Grado, non solo come immagine proiettata all’esterno in quanto punto di riferimento di una manifestazione nazionale di grande rilevanza, ma anche per la sua economia in questo periodo ancora di bassa stagione, considerato pure che le recenti festività pasquali sono state ostacolate dal maltempo, causando un danno che il sole dell’Ottava non è certamente riuscito a sanare. Una boccata d’ossigeno, insomma, preziosa per i valori che incarnano le Caritas, ma anche per gli effetti positivi  che questa “invasione” benefica porta all’Isola d’oro.

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia e presidente della Caritas Italiana Carlo Roberto Maria Redaelli; all’interno un settore del Palacongressi di Grado nella giornata inaugurale di ieri.