Alpe Adria Puppet Festival, quante belle proposte oggi a Gorizia e Nova Gorica!

Ultime due giornate per l’Alpe Adria Puppet Festival, a Gorizia e Nova Gorica, che oggi 5 ottobre aprirà le sue proposte con due laboratori rientranti nel progetto Art&Puppets, per il coinvolgimento diretto del pubblico, in pieno stile SpettAttore. Dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, al Grand Hotel Entourage di Gorizia, il laboratorio trilingue Lighting Guerrilla, a cura di Strip Core/Forum Ljubljana.
Dalle 10 alle 11 e dalle 11 alle 12, nella Sala Franc Močnik, in via San Giovanni 9, sempre a Gorizia, si terrà un workshop on Illusionism (dai 6 anni), a cura di Macarena Recuerda che apre la sua ricerca “Illusionismo performativo” a un pubblico di bambini e adulti interessati a pensare giocando. Si inizia con una discussione, alcuni disegni, dei giochi dinamici e infine con la creazione di piccole scene.
Alle 17, al Circolo Arci Gong di Gorizia, Claudio Montagna porterà in scena Trascinato sulla via del disonore. La storia è ambientata a Torino, nel 1918. Nello, diciottenne complice di un assassinio, scrive una lettera dal carcere per chiedere perdono ai figli della vittima. Ottantaquattro pagine per tentar di recuperare almeno la dignità perduta, sono il racconto di una breve esistenza, illuminata soltanto da un’istantanea storia d’amore. La lettera si trova negli archivi del museo Lombroso di Torino, non si sa se sia servita o no al suo scopo. Di Nello non si sa più niente.
Alle 18, al Gimnazija – Gledaliska Dvorana di Nova Gorica, Cta Gorizia e Slou Coop presentano 2XGO, una coproduzione che porta in scena teatro d’oggetti, pupazzi e musica. Protagonista dello spettacolo è la città di Gorizia/Nova Gorica. La performance unisce il talento poliedrico del polistrumentista e performer Leo Virgili alla grazia e bravura della flautista e attrice di teatro di figura Urška Cvetko, sotto la guida creativa della drammaturga e regista teatrale Jelena Sitar di Lubiana.
Alle 19.30, al Kulturni Center Lojze Bratuž di Gorizia sarà la volta della compagnia Frau Trapp (Svizzera) con Five Lines, uno spettacolo multidisciplinare che unisce micro-cinema e teatro. La pièce ci porta in un mondo nel quale gli esseri umani vivono le conseguenze dell’attuale livello di benessere, in cui le risorse scarseggiano e sopravvivere implica la perdita della libertà individuale. Ancora una volta è confermata la beffarda persistenza dell’illusione, che ci dà la forza per immaginare che il nostro futuro possa essere migliore senza compiere azioni che vadano a modificare in positivo il susseguirsi degli eventi.
Infine, alle 21, in piazza Sant’Antonio a Gorizia si terrà il Flash Art Lighting Guerrilla. Strip Core / Forum Ljubljana e i partecipanti al workshop presenteranno l’installazione urbana performativa, realizzata durante i tre giorni di workshop.

Info su www.puppetfestival.it

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In copertina, il teatro da tavolo di Silos 008 e qui sopra una scena di Frau Trapp.

“Contimi, Crassigne”, Ovidio a Gorizia e a Udine raccontato ai più piccoli

“Le Metamorfosi” di Ovidio raccontate ai più piccoli, in friulano, attraverso due pupazzi: manca ancora poco per la prima assoluta di “Contimi, Crassigne”, spettacolo per i piccoli dai sette anni e firmato da Serena Di Blasio e Carlo Tolazzi.

DOPPIO APPUNTAMENTO – La nuovissima co-produzione firmata Teatri Stabil Furlan e Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia sarà ospitata in prima assoluta, proprio nel capoluogo isontino, oggi 3 ottobre, alle 17, al Kulturni Center Lojze Bratuž di viale XX Settembre, nell’ambito dell’Alpe Adria Puppet Festival, organizzato da 33 anni proprio da Cta. La seconda data in calendario sarà invece quella del 13 ottobre, sempre alle 17, a Udine, al Teatro San Giorgio, in via Quintino Sella 4 (dietro la Chiesa di via Grazzano). Un appuntamento, quest’ultimo che rientra nella minirassegna di teatro in lingua friulana per bambini e ragazzi del Tsf, “Canais-Teatri par fruts e frutis furlanis”, ulteriore ramificazione di “Udine città teatro per le bambine e i bambini” (di Css Teatro Stabile d’innovazione del Fvg e Teatro Nuovo Giovanni da Udine).

IL CRAMÂR E LA BAMBINA – I piccoli spettatori incontreranno sul palco Iaroni e Gaia, due pupazzi manovrati a vista da altrettanti attori-animatori, Giulia Cosolo e Daniele Fior, con la regia di Serena Di Blasio. Lui, un vecchio, enigmatico e scorbutico, si ferma per riposare dopo aver trascinato un grande bagaglio (una “crassigne”, in lingua friulana). Lei, invece, gli va incontro raccontandogli di essersi persa nel bosco. É a quel punto che il vecchio “cramâr” propone alla bambina di ascoltare alcune storie suggerite dagli oggetti trovati nei cassetti misteriosi della “crassigne”. Un “cramâr” è infatti un tradizionale venditore ambulante che porta merci e riporta storie che vengono da oltre le montagne, storie che un tempo potevano essere anche pericolose, foriere di idee di una cultura altra, diversa da quella istituzionale. Le trame raccontate da Iaroni saranno quattro e richiameranno altrettanti episodi de “Le Metamorfosi” di Ovidio: Narciso, Ceice e Alcione, Filemone e Bauci, Erisittone. Attraverso questi racconti Gaia troverà la strada per uscire dal bosco e il vecchio riprenderà la sua via.

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In copertina, i due pupazzi protagonisti dello spettacolo a Gorizia e a Udine.

Scultura rinascimentale in Friuli: a Corno di Rosazzo una mostra dedicata all’artista Carlo da Carona

Carlo da Carona fu il maggiore degli artisti lombardi che operarono in Friuli nel ‘500: una tradizione che affonda le radici in epoca patriarcale e che successivamente fu favorita anche dalla Serenissima. Protagonista assoluto di questa lunga stagione friulana dei maestri cosiddetti “comacini”, l’opera di Carlo da Carona è ancora conservata in tanti luoghi di culto delle diocesi di Udine, Gorizia e Pordenone. Proprio in uno di questi luoghi, la Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di Sant’Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, venerdì 27 settembre, alle ore 18, verrà inaugurata la mostra fotografica che la Società Filologica friulana ha realizzato sull’opera dello scultore lombardo unitamente ad un ponderoso catalogo (“Carlo da Carona in Friuli. Guida alle opere”, 312 pagine), in collaborazione con la Regione Fvg e la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Sarà proprio uno degli autori della pubblicazione, Vieri Dei Rossi, ad illustrare la figura e il patrimonio artistico attribuito allo scultore lombardo nella chiesetta che conserva una sua opera, la statua di San Michele, proprio a ridosso della festa liturgica dedicata all’Arcangelo che sarà celebrata nello stesso tempietto domenica 29 settembre dalla Parrocchia di Corno di Rosazzo.
La mostra sarà visitabile nei pomeriggi del 28 e 29 settembre, dalle 15 alle 18, sotto la guida del volontari del gruppo Fai di Cividale. La statua di San Michele di Visinale risale al 1545 ed è un manufatto emblematico dell’opera del Carona in Friuli. La Basilica di Aquileia, le Pievi di Moggio e Rosazzo, il Duomo di Udine e la Chiesa di Fiumicello sono alcuni dei tanti luoghi di culto che conservano importanti testimonianze dell’artista lombardo. L’iniziativa è promossa dal Circolo culturale Corno e dalla stessa Filologica Friulana con il patrocinio del Comune e della Parrocchia di Corno di Rosazzo.

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In copertina, la statua di San Michele Arcangelo a Sant’Andrat del Judrio.

Mattmark, nella tragedia di 59 anni fa perirono anche tre friulani. Il superstite Ilario Bagnariol al ricordo con Efasce

Non solo Marcinelle. C’è, infatti, anche un’altra tragedia che colpì gli italiani emigrati in cerca di lavoro nel secondo dopoguerra: successe a Mattmark, in Svizzera (valle di Saas, Canton Vallese), il 30 agosto del 1965. Il distacco di un fronte del ghiacciaio Allalin colpì il sottostante cantiere della diga che si stava costruendo in materiali naturali come roccia e terra. Nella valanga perirono 88 lavoratori tra cui 56 italiani. Tra loro anche degli emigranti dal Friuli Venezia Giulia: Mario De Celia di Gorizia, Alessio Ceccon e Luciano Specogna di Torreano.


Ancora li ricorda ogni anno, affinché la memoria di questa tragedia non si affievolisca, un loro compagno di lavoro che invece, in quella triste giornata, riuscì a salvarsi e a prestare i primi soccorsi. Si tratta di Ilario Bagnariol, nato a Fiume Veneto nel 1942, che ancora vive in Svizzera con la famiglia. Presidente del Segretariato Efasce di Ins/Lyss anche in questo 2024 – 59° anniversario dalla tragedia – come ogni anno si è recato alla cerimonia commemorativa ufficiale. Ad accompagnarlo questa volta due nipoti, terza generazione di friulani nel Paese elvetico: Christelle e Krebs Larissa Bagnariol.
“Ritengo doveroso non mancare – afferma Ilario Bagnariol – perché la memoria dei nostri concittadini italiani e in particolare dei tre friulani, va onorata”. Furono oltre un milione i metri cubi di ghiaccio che si abbatterono sul cantiere, situato a quota 2200 metri d’altitudine. Il ricordo di quel giorno è ancora vivo per Bagnariol, che era uno degli addetti ai bulldozer, sui quali stava lavorando. “E il rumore della macchina – ricorda – copriva tutto, tanto che non mi stavo accorgendo di nulla. Ad un tratto sentii un picchiettio: era un capocantiere che attirava la mia attenzione tirandomi dei sassi sul mezzo e grazie a questo, infine, vidi l’enorme massa di ghiaccio che scendeva a valle a una velocità spaventosa”. Un attimo, ma decisivo: Bagnariol si mise in salvo, però vide una scena straziante. “La valanga – aggiunse – travolse tutto, uomini, macchine e baracche seppellendole sotto 20/50 metri, arrestandosi infine in un silenzio assordante”.
Alla cerimonia 2024, alla quale Bagnariol è intervenuto come testimone dei fatti con Maria Testa (95 anni) che all’epoca operava come infermiera, erano presenti per rendere omaggio alle vittime anche l`ambasciatore d`Italia a Berna Gian Lorenzo Cornado, la console generale d’Italia a Ginevra Nicoletta Piccirillo, l’onorevole Antonio Ricciardi, presidente del gruppo interparlamentare Italia-Svizzera, Gennaro Praticò, presidente delle Colonie italiane di Briga Vallese. E, inoltre, Domenico Messiano, presidente del Comites Vallesano e nuovo presidente del comitato commemorativo in vista del sessantesimo anniversario, Filippo Ciavaglia, presidente della III Commissione del Cgie svizzero, Michele Scalo, coordinatore Intercomites svizzero, Alwin Zurbriggen, sindaco di Saas Almagell. Padre Costante e padre Giovanni di Bergamo, assieme ad altri sacerdoti, hanno celebrato la Messa in suffragio delle vittime.

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In copertina, Ilario Bagnariol con Maria Testa e padre Costante; all’interno, durante la Messa e con le nipoti.

Bilinguismo visivo italiano-friulano: l’83% dei Comuni friulanofoni lo assicura nella segnaletica stradale del proprio territorio

L’83% dei 173 Comuni del territorio friulanofono assicura la segnaletica stradale bilingue italiano-friulano sul proprio territorio. Nello specifico, il 91% dei Comuni dell’ex provincia di Udine, il 73% dell’ex provincia di Pordenone e il 75% dell’ex provincia di Gorizia. Un dato in linea con le norme di tutela delle lingue minoritarie stabilite dal Consiglio d’Europa e ratificate dallo Stato italiano. Da questo punto di vista, il Friuli Venezia Giulia è una delle Regioni più virtuose nell’ambito dell’Unione Europea, non solo per l’alta presenza della segnaletica nell’ambito linguistico friulano, ma anche in quello delle aree in cui si parla sloveno e tedesco.


Per quanto riguarda la lingua friulana, a svolgere il ruolo di supporto e consulenza linguistica nel garantire il pieno rispetto della grafia ufficiale della lingua friulana e della forma corretta dei toponimi è l’Arlef, Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane. Il servizio è indirizzato a Enti locali, Fvg Strade, Società Autostrade Alto Adriatico, Direzioni centrali e Servizi della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Edr di Udine, Pordenone e Gorizia e, in generale, a tutti i soggetti pubblici o privati che hanno necessità di apporre la segnaletica e cartellonistica in lingua friulana. Al fine di agevolare tutti gli enti che si occupano della apposizione della segnaletica, l’ArlefF ha realizzato una pagina web con tutte le indicazioni su come procedere, con gli esempi di segnaletica corretta ed errata, che si trova sul sito www.arlef.it Sempre nel sito dell’Arlef, si trova l’elenco di tutti i toponimi ufficiali in lingua friulana approvato dal presidente della Regione Fvg.
Il bilinguismo visivo non riguarda solo la segnaletica stradale ma anche la cartellonistica, i supporti visivi in genere e i mezzi di trasporto. La Lr 29/2007 prevede che sul territorio friulanofono i cartelli, le insegne e ogni altra indicazione di pubblica utilità negli immobili sede di uffici e strutture operative debbano essere corredati della traduzione in lingua friulana, con pari evidenza grafica dell’italiano. L’ex provincia di Udine è anche in questo la più virtuosa, con il 24% di cartellonistica bilingue.
Il bando che proprio in questi giorni l’Arlef ha emanato a favore degli enti locali, riguarda appunto la cartellonistica esterna agli edifici, la cartellonistica informativa o turistica e i supporti visivi sui mezzi di trasporto. Un’azione pensata per dare ulteriore attuazione alla legislazione di tutela della lingua friulana (la scadenza del bando è il 16 settembre, tutte le informazioni sono disponibili al sito www.arlef.it, sezione Pubblicità legale).

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In copertina, cartellonistica plurilingue in Fvg; all’interno, in italiano e friulano.

Lingua friulana, l’Aclif è soddisfatta per la conferenza di verifica a Gorizia nel 2025

C’è anche il sostegno dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif) alla IV Conferenza di verifica e proposta sulla lingua friulana che, come da decisione della cabina di regia convocata dal presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, si terrà a Gorizia nel marzo 2025, nel periodo in cui la città assieme a Nova Gorica esordirà come Capitale europea della cultura.
Come è noto, la legge regionale 29/2007 (Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana) richiede che almeno una volta ogni cinque anni venga convocata una Conferenza per fare il punto sull’attuazione della legge stessa. L’ultima si tenne a Udine nel novembre del 2021.
«Accogliamo con piacere anche noi – spiega il presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – l’invito del presidente Bordin per questi “stati generali” in una città come Gorizia dall’anima prettamente friulana, tanto che qui nacque la Società Filologica. Proprio il Comune di Gorizia è infatti uno dei nostri 148 membri. Quali Comuni friulanofoni porteremo durante i lavori le nostre esperienze e proposte, basandoci sulla nostra esperienza diretta nei rapporti con i cittadini. La Capitale europea della cultura sarà anche l’occasione per incontrare i rappresentanti delle altre lingue minoritarie del continente».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon che è anche sindaco di Capriva.

In\Visible Cities compie dieci anni: il Festival debutterà a Gorizia-Nova Gorica e poi inviterà a Gradisca d’Isonzo

È iniziato il conto alla rovescia per la nuova edizione di In\Visible Cities! Un’edizione speciale perché la prima a doppia cifra: il Festival urbano multimediale, targato associazione Quarantasetteeroquattro, nel 2024 taglia infatti il traguardo dei suoi primi 10 anni e lo fa con il suo inconfondibile stile, capace di fondere performance e divulgazione, teatro e multimedialità, ricerca site specific e dialogo con il territorio e chi lo vive. «In questi dieci anni abbiamo cercato di raccontare il territorio, la sua storia, le sue comunità, senza mai perdere di vista i grandi temi del nostro tempo. Abbiamo però sempre posto al centro le relazioni e la sperimentazione; offerto nuove occasioni di creazione artistica, promosso il lavoro di ricerca site specific, sempre in dialogo con le persone che quegli spazi li vivono quotidianamente. Dieci anni in cui abbiamo tracciato alcune strade che, anche in questa edizione, si intrecciano tra loro in una programmazione attenta alla nuova drammaturgia, alla promozione di un approccio intermediale, alla contaminazione tra diverse forme espressive, per dare vita a esperienze coinvolgenti e di grande impatto», hanno raccontato da Quarantasettezeroquattro.
Anche quest’anno il festival riesce a portare in regione alcuni degli artisti e delle compagnie attive nell’ambito della ricerca sui linguaggi espressivi più interessanti a livello nazionale, con prime regionali e nazionali. Una programmazione attenta a coniugare sperimentazione e fruibilità da parte di un pubblico ampio e variegato, unica richiesta: la disponibilità a mettersi in gioco, accettando di fare esperienze nuove e sorprendenti. Tutto il programma è disponibile sul sito www.invisiblecities.eu.

PERFORMANCE E GIOCO – Dal 28 agosto al primo settembre il Festival sarà a Gorizia-Nova Gorica, per poi fare tappa, dal 4 all’8 settembre, a Gradisca d’Isonzo. In questi nove giorni, caratterizzati da un programma fittissimo, proseguirà la sperimentazione nell’ambito del racconto della storia del Novecento, attraverso performance urbane, itineranti e ludiche dedicate al confine e all’esperienza basagliana a Gorizia.

ZERO GRADI DI SEPARAZIONE – Confermato anche nel 2024 Zero gradi di separazione, il focus con cui In\Visible cities cerca di rendere accessibili performance teatrali e di danza anche alle persone con disabilità motore, sensoriali e cognitive.

ARTI RELAZIONI SCIENZE – Immancabile poi l’appuntamento con la rassegna Ars. Arti relazioni scienze, promossa dal Comune di Gradisca d’Isonzo in collaborazione con Kaleidoscienza, il Festival sonderà nuovi modi per fare divulgazione scientifica attraverso il teatro, la poesia, la danza e la musica.

VISIONI FUTURE – Si rinnova infine la sfida di intercettare le nuove generazioni, grazie alla collaborazione con Cta. Inoltre, con il progetto Visioni future, gli organizzatori hanno coinvolto un gruppo di adolescenti, selezionatori di alcuni spettacoli e parte attiva durante il festival.

PUBBLICO SLOVENO – Da sempre attento alle relazioni transfrontaliere, quest’anno il programma di In\Visible cities sarà disponibile integralmente anche in sloveno, e inviterà il pubblico italiano e sloveno ad attraversare il confine, per fruire spettacoli, performance e incontri oltreconfine. Un’intera giornata, domenica 1° settembre, sarà ospitata a Nova Gorica e numerose sono le iniziative pensate per poter essere fruite da un pubblico misto.

In\Visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo, dalla Fondazione Carigo e dall’8 per Mille Valdese. ARS è un progetto del Comune di Gradisca d’Isonzo finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, curato da Kaleidoscienza in parternariato OGS – Istituto di oceanografia e geofisica sperimentale e WWF Area marina protetta di Miramare.
Info: https://invisiblecities.eu, Facebook, Instagram, segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Gorizia e Nova Gorica domani presentano ai Giochi olimpici il progetto Go!2025

Mentre è in partenza da Lubiana, Nova Gorica e Gorizia la delegazione internazionale in rappresentanza di Go!2025 che domani 8 agosto animerà la giornata della cultura alla Casa Slovenia al Parc de la Villette di Parigi, Gect Go informa che sarà presente all’evento con il suo vicedirettore, Tomaž Konrad, accompagnato dalla funzionaria Tanja Curto. E sin dalle 10.30 del mattino, domani, si avvicenderanno video, musica, danza accoglieranno gli ospiti internazionali, oltre a una tavola rotonda alla quale siederà il ministro della Cultura slovena Asta Vrečko.

Romina Kocina


Sottolinea Romina Kocina, direttrice Gect Go, Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale con sede a Gorizia: «Parigi in queste settimane si è trasformata in capitale dello sport, un settore importante e fortemente sostenuto anche da Nova Gorica-Gorizia capitale europea della cultura. Era importante cogliere l’occasione per anticipare, nella sede più prestigiosa di incontro fra nazioni e popoli, le Olimpiadi di Parigi, quello che succederà il prossimo anno nel territorio di confine nel cuore dell’Europa. invitando il pubblico internazionale a visitare Nova Gorica e Gorizia e a partecipare agli eventi di Go!2025. Per questo ringraziamo il ministero della Cultura sloveno che si è fatto ambasciatore di Go!2025».
Anche il Monastero della Castagnevizza (Kostanjevica, Nova Gorica) sarà protagonista della giornata parigina: com’è noto, il convento ospita la tomba di Carlo X di Borbone, l’ultimo re di Francia, mentre quasi tutte le tombe dei suoi avi sono a Saint-Denis, ora sede del Villaggio olimpico. In quest’occasione, il particolare legame storico verrà rinsaldato con un accordo fra le due città, aprendo a una stagione di collaborazioni più intense. Il documento di intesa sarà firmato alle ore 14 dal sindaco del Comune di Nova Gorica, Samo Turel, e dal sindaco del Comune di Saint-Denis, Mathieu Hanotin.
La MN Dance Company, partner di progetto del programma ufficiale GO! 2025, combinerà stili di danza contemporanea e street dance in una performance con i ballerini B-Boy TomiFly e B-Boy Tchantcho. La serata si concluderà con i ritmi del gruppo musicale sloveno Manouche.

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In copertina, particolare della facciata di Casa Slovenia al Parc de la Villette.

Arti multimediali e partecipative: in scadenza la call per la scuola estiva

Invasioni Creative, in collaborazione con In\Visible Cities Festival e Comune di Gorizia, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Carigo, chiama a raccolta studenti e professionisti del mondo dell’arte, della performance e della multimedialità invitandoli a partecipare alla call per la scuola estiva “Arti multimediali e partecipative” in programma dal 29 agosto al 1° settembre a Gorizia che, nel 2025, assieme a Nova Gorica, sarà Capitale Europea della Cultura.

LE CANDIDATURE – Per proporre la propria candidatura è necessario inviare, entro giovedì 8 agosto, il proprio curriculum vitae, assieme a un video di presentazione, all’indirizzo mail organizzazione@invasionicreative.it. I candidati dovranno essere residenti in Italia e avere meno di 35 anni. I 10 selezionati (che saranno contattati nel corso della settimana seguente) riceveranno la copertura delle spese di vitto, alloggio e trasporto.

OBIETTIVI DELLA SCUOLA – La scuola estiva “Arti multimediali e partecipative” mira a mettere in rete i giovani partecipanti con realtà artistico/performative e comunità locali, favorendo dinamiche di sostenibilità e innovazione. Vuole inoltre offrire un’occasione di alta formazione grazie al confronto con professionisti affermati a livello italiano ed europeo. Non in ultimo, punta a stimolare la produzione artistica e performativa di giovani artisti e artiste dando una chiave di lettura creativa e non convenzionale di storie, memorie e interazioni con il pubblico.

IL PROGRAMMA – La scuola estiva “Arti multimediali e partecipative”, durante il suo percorso intensivo, proporrà tre moduli di approfondimento. Ci sarà “Street Cinema” a cura di Tekla Taidelli. Un laboratorio pratico che utilizzerà le tecniche di neorealismo di strada tramite il linguaggio cinematografico. In programma anche “Expanding Theatre” con Caroline Bernaud e Stegan Kaegi di Rimini Protokoll. Il laboratorio sarà l’occasione per comprendere le modalità di creazione di format performativi inediti tra teatro, partecipazione e nuove tecnologie. “Multimedia Experience” sarà invece l’occasione per comprendere come creare esperienze immersive in contesti culturali, al di fuori del teatro e del cinema grazie a Ikon, realtà con sede a Milano e Udine, che utilizza le nuove tecnologie per raccontare realtà culturali. All’interno della scuola estiva saranno inoltre organizzati momenti dedicati in collaborazione con il festival di teatro urbano e multimediale In\Visible Cities che negli stessi giorni realizzerà spettacoli, installazioni e incontri a Gorizia. I partecipanti saranno messi in contatto con realtà nazionali tramite il confronto e l’ascolto di esperienze artistiche non convenzionali.

Per ulteriori informazioni:
info@invasionicreative.it
www.invasionicreative.it
www.invisiblecities.eu

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In copertina, il Castello di Gorizia simbolo del capoluogo isontino.

Escursione-omaggio in Val Rosandra nel ricordo del grande Julius Kugy

Sabato 20 luglio, a Trieste, dalle 18.30 alle 22.30, la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione-omaggio alla figura di Julius Kugy, nella ricorrenza del suo compleanno (il 19 luglio), a 80 anni dalla scomparsa. Una facile camminata in Val Rosandra, ripercorrendo con letture e musica dal vivo alcune tappe della vita dell’alpinista, botanico, scrittore e musicista “di confine” dell’epoca asburgica. Con buffet-degustazione finale in vigna.
Kugy, nato a Gorizia nel 1858, con radici familiari, culturali e linguistiche slovene, austriache e italiane, fu un intellettuale eclettico, innamorato della montagna e della natura. Nei suoi testi le descrizioni delle esplorazioni botaniche e imprese alpinistiche sono rese con un linguaggio scientifico, ma colorate di poesia. Un’escursione con la guida naturalistica Barbara Bassi e letture di brani di Kugy a cura di Maurizio Bekar. Con interventi musicali alla tromba dei giovani concertisti Luca Bellodi, di Muggia, e Luka Baič, di Capodistria. Hanno al loro attivo: Bellodi collaborazioni con l’Orchestra Filarmonici Friulani, il Teatro Verdi di Trieste e l’Umbria Jazz Orchestra, e Baič con la Nuova orchestra da camera Ferruccio Busoni, l’Orchestra di Padova e del Veneto, e l’Orchestra Nazionale dei Conservatori. Conclusione con una degustazione di vini, formaggi e salumi nel vigneto dell’azienda agricola Zahar, di Sant’Antonio in Bosco, che produce olio e vino biologici.
Ritrovo alle 18.15 alla chiesa di Sant’Antonio in Bosco, a San Dorligo della Valle-Dolina. Uscita su un percorso ombreggiato, di 4 km, con un dislivello di soli 100 m. Sono raccomandate scarpe antiscivolo e, per chi è abituato, i bastoncini. Partecipazione al prezzo speciale di: 15 euro gli interi; i minori di 14 anni 10 euro. È richiesta la prenotazione per tempo a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. L’uscita è realizzata nell’ambito del programma escursionistico “Piacevolmente Carso”, in collegamento con il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, curati da Curiosi di natura. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. “Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

In Val Rosandra.

Il trombettista Luca Bellodi, di Muggia, classe 2003, studia al Conservatorio Tartini di Trieste sia musica classica che jazz, con i professori Massimiliano Morosini e Mirco Rubegni. Collabora con l’Orchestra Filarmonici Friulani e il Teatro Verdi di Trieste, e nel jazz suonando con la Umbria Jazz Orchestra per Umbria Jazz Winter vincendo nel 2022 il premio per giovani compositori Franco Russo.

Luka Baič, trombettista classe 1989, di Capodistria, ha iniziato a studiare tromba nel 1998 alla Scuola di musica di Capodistria, proseguendo gli studi al Liceo Artistico di Capodistria con Tomaž Bukovc e Matej Rihter. Ha conseguito i diplomi di biennio e triennio di tromba al Conservatorio Tartini di Trieste. Durante gli studi e dopo, collabora con vari gruppi professionali e semi professionali, come la Nuova orchestra da camera Ferruccio Busoni, l’Orchestra di Padova e del Veneto, e l’Orchestra Nazionale dei Conservatori.

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In copertina, un ritratto del grande alpinista di origine goriziana Julius Kugy.