In\visible Cities XL torna a esplorare Gorizia assieme al confine e all’Isonzo: gli appuntamenti di oggi e domani

In\visible Cities XL torna a Gorizia con due appuntamenti che intrecciano arte, memoria e territorio. L’edizione espansa del Festival Urbano Multimediale organizzato dall’associazione Quarantasettezeroquattro in occasione di GO!2025 Capitale europea della cultura, propone così un doppio sguardo sulla città e sul suo paesaggio urbano e naturale. Attraverso linguaggi diversi – il teatro itinerante e la performance site specific – In\visible Cities XL invita a riscoprire Gorizia come luogo simbolo di incontro e separazione. Due eventi che metteranno in scena il valore della memoria collettiva attraverso parole, suoni e corpi in movimento.

ORFANA LA MIA CITTÀ – Si comincerà oggi, 28 giugno, alle 17.30, e in replica domani, alle 11, con “Orfana la mia città”, una performance teatrale itinerante che guiderà il pubblico in un percorso a tappe, raccontando la storia di Gorizia che, da area di frontiera diventa terra di confine. Il cammino partirà dal Teatro Verdi e si concluderà alla stazione Transalpina, recentemente rinnovata. Lungo il tragitto, i partecipanti saranno invitati ad osservare la città, a coglierne i segni della memoria, a porsi domande intanto che prosegue una narrazione capace di fondere i toni del documentario con quelli della poesia. Riccardo Tabilio, a partire dalle ricerche di Alessandro Cattunar, darà voce a memorie italiane e slovene, attraversando le grandi fratture del Novecento: dall’Impero asburgico al fascismo, fino alla spartizione del 1947 tra Italia e l’allora Jugoslavia.

ATLANTE ISONTINO – Domani, 29 giugno, alle 17.30, nella suggestiva cornice del Parco Piuma, in riva all’Isonzo, si terrà “Atlante Isontino”, una performance site specific ideata da Giulia Bean. L’evento darà voce ai ricordi legati al fiume che unisce Gorizia e Nova Gorica, attraverso una coreografia interpretata da due danzatrici. Il pubblico verrà guidato da suggestioni audio in cuffia, partecipando a un’esperienza immersiva dal forte impatto, visivo ed emotivo. La danza evocherà un fluido piano sequenza, trasformando le memorie in movimento e creando un racconto collettivo fatto di corpi, suoni e nostalgia.

Tutti gli eventi in programma nel cartellone di In\Visible Cities XL sono gratuiti con prenotazione obbligatoria. Per prenotare è sufficiente inviare un messaggio Whatsapp o un sms al numero 328.8535125 indicando Nome, Cognome, Spettacolo, Numero di biglietti che si desidera prenotare. In caso di impossibilità a partecipare, i prenotati sono pregati di informare l’organizzazione per consentire ad altre persone di partecipare, essendo ogni evento a numero chiuso.
In\Visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo.
Info: https://invisiblecities.eu | Facebook | Instagram | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina e all’interno alcune immagini di Invisible Cities scattate a Gorizia da Andrea Colbacchini.

Oggi al via “I Teatri dell’Anima” con due spettacoli a Rive d’Arcano e a Flambro tra ecologia, poesia e tanta ironia

“I Teatri dell’Anima”, il primo festival teatrale a basso impatto ambientale, giunge quest’anno alla sua undicesima edizione e tra giugno e luglio vedrà un calendario di 8 spettacoli a ingresso libero tra le province di Pordenone, Udine e Gorizia. Organizzazione e direzione artistica di EtaBeta Teatro.
Programma al via oggi, nel suggestivo scenario del Mulino Nicli a Rive d’Arcano (Udine) con “Acqua Vita – Quasi sogni ecologici al tramonto”. Lo spettacolo della Compagnia Hellequin, andrà in scena alle ore 18. Si tratta di un intreccio tra favola, poesia e impegno ecologico. Con la regia e la drammaturgia di Ferruccio Merisi, la messa in scena accompagna lo spettatore in un viaggio emozionante tra storie visionarie e delicate: tre prìncipi alla ricerca di una sorgente pura, un cucciolo di squalo bianco che scopre il mondo, un bambino africano che divide la sua preziosa acqua, un nonno e un nipote al museo dell’acqua perduta. Racconti surreali, “quasi sogni”, che mettono in luce il valore dell’acqua e della vita in tutte le sue forme. Un’ode teatrale alla natura che, pur affrontando temi urgenti, lo fa con leggerezza e poesia.
A seguire, nel cuore del biotopo naturale delle Risorgive di Flambro (Talmassons), domani, alle ore 21 andrà in scena “Mi abbatto e sono felice”, di e con Daniele Ronco, produzione Mulino ad Arte. Uno spettacolo che è anche una dichiarazione di intenti: un monologo comico e profondo a impatto ambientale zero, alimentato unicamente dallo sforzo fisico dell’attore in scena, senza l’uso di energia elettrica tradizionale. Ispirato alla filosofia della decrescita felice di Maurizio Pallante, lo spettacolo smonta con ironia i luoghi comuni su consumo, produttività e benessere, portando lo spettatore a interrogarsi sul vero significato della felicità in un mondo affaticato da crisi, inquinamento e ritmi sempre più accelerati. Ronco accompagna il pubblico in un viaggio che alterna la nostalgia per un passato semplice e genuino alla critica pungente del presente iper-performante. L’evento si inserisce in uno scenario naturalistico d’eccezione: il Mulino Braida, immerso nel biotopo delle risorgive, dove alle ore 18.30 si terrà una visita guidata all’anello naturalistico a cura dell’associazione La Marculine. Un’occasione per scoprire le specie rare e gli ambienti protetti di questo prezioso ecosistema, prima di lasciarsi coinvolgere da uno spettacolo che unisce teatro, ecologia e attivismo. In caso di maltempo lo spettacolo si terrà nella sala Polifunzionale di Talmassons, in via Tomadini.

MODALITA’ DI INGRESSO – Gli spettacoli saranno ad ingresso gratuito e si terranno in spazi liberi all’aria aperta ove saranno disponibili delle sedute “da prato”. Se lo desidera il pubblico potrà portare con sé una coperta, un cuscino o la propria seggiola preferita su cui accomodarsi. Si consiglia di dotarsi di spray antizanzare che comunque verranno messi a disposizione. Per info cell. 333.6785485 – info@iteatridellanima.it oppure www.iteatridellanima.it

IL FESTIVAL – La nuova edizione del festival si muove nel segno delle Eco-Logiche, un tema che unisce l’ecologia al pensiero consapevole, alle relazioni umane e al linguaggio dell’arte. Un invito a riscoprire il legame profondo tra natura e cultura, attraverso l’esperienza viva del teatro in luoghi che parlano con la loro semplice presenza: risorgive, biotopi, boschi, parchi, borghi antichi. Come sempre, gli spettacoli si inseriscono in ambienti di forte valore naturale o storico, portando con sé l’intento di favorire una riconnessione personale, sia interiore che con il paesaggio. Un’occasione per rallentare, respirare, ascoltare. In un mondo segnato dall’urgenza e dallo stress, Eco-Logiche è un percorso che rigenera corpo e spirito, e che invita a uno stile di vita più essenziale, rispettoso e armonioso. In più quest’anno c’è anche un invito a una mobilità consapevole con la possibilità di raggiungere lo spettacolo di Dardago in sella alla propria bici.
“Eco-Logiche – sottolinea il direttore artistico Andrea Chiappori – è un’esperienza teatrale che si muove con leggerezza e consapevolezza, entrando in punta di piedi nei luoghi, per ascoltarli e farli parlare attraverso il linguaggio delle emozioni. L’obiettivo è proporre uno sguardo nuovo: la natura non come sfondo, ma come protagonista; non come risorsa da consumare, ma come dimora viva da rispettare e custodire”.
I Teatri dell’Anima è il primo festival teatrale a basso impatto ambientale, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione. Il titolo e il tema di questo viaggio teatrale è Eco-Logiche e anche quest’anno sarà un festival a contatto con l’ambiente circostante che toccherà risorgive, boschi, biotopi con 8 spettacoli che andranno in scena in territori diversi in provincia di Udine, Pordenone e Gorizia e che daranno la possibilità anche di scoprire meglio i luoghi protagonisti, con visite guidate e passeggiate. Si tratta di un calendario di spettacoli all’aperto, gratuiti, dal 14 giugno al 13 luglio, che nascono dalla necessità di riscoprire il rapporto con la natura, valorizzare la biodiversità e difendere il nostro Pianeta. Oltre alle rappresentazioni, da non perdere la passeggiata teatrale nell’area naturalistica del Vinchiaruzzo (13 luglio), la visita guidata lungo l’anello del biotopo naturale delle Risorgive di Flambro (15 giugno), la conversazione campestre “Pensare sostenibile” a cui seguirà un concerto nel verde Parco di San Floriano (19 giugno) e lo spettacolo “Fiatone… io e la bicicletta” a Dardago di Budoia che invita a una mobilità consapevole attraverso l’iniziativa “A teatro con la bici”, in collaborazione con Fiab Pordenone – Aruotalibera. Un invito a vivere l’arte come veicolo di riflessione e cambiamento, dentro paesaggi che sono custodi di memoria e bellezza.

(Foto Claudio Bonifazio)

Il festival I Teatri dell’Anima è reso possibile grazie all’organizzazione di EtaBeta Teatro con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, in partenariato con Erbamil, Associazione Naturalistica Cordenonese, Scuola Sperimentale dell’Attore, Servi di Scena, Mulino ad Arte. Con il patrocinio dei Comuni di Polcenigo, Talmassons, Budoia, Sagrado, San Giorgio della Richinvelda, Cordenons. In collaborazione con Ass. La Marculine, Borgo Creativo, Fiab Pordenone – Aruotalibera, Cooperativa Controvento, Terrae’, NOplanetB, Climax, Associazione Pro Loco Sagrado.

L’omaggio a Julius Kugy della Somsi di Pordenone: oggi prima iniziativa a Gorizia protagonista il New Era Quartet

È la figura di Julius Kugy (Gorizia 1858 – Trieste 1944), alpinista, scrittore, botanico, umanista, musicista, il fulcro del nuovo progetto dedicato a Go!2025 che la Storica Società Operaia di Pordenone promuove come proprio speciale contributo all’anno della Capitale Europea della Cultura. “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” nello spazio di un mese presenterà cinque appuntamenti tra Pordenone, Gorizia e il Collio, che ripercorreranno le orme di questo eclettico umanista, intorno ad alcune delle sue più forti passioni, in particolare la musica e la montagna.

Anna Graf


“Austriaco per parte di padre, sloveno di madre, nato a Gorizia ma di fatto triestino, amante delle vette che compongono il panorama delle Alpi Giulie, ma anche delle antiche vie sulle Dolomiti Friulane, e poi musicista per passione, fine intellettuale, Kugy incarna perfettamente la grande ricchezza culturale del mondo mitteleuropeo tra le culture tedesca, slovena e italiana, quello spazio “senza confini” che oggi la Capitale Europea della Cultura mette al centro del suo ambizioso progetto” sottolinea Eddi De Nadai, direttore artistico di questo percorso, realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, ITAS Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, e con il patrocinio di numerosi enti artistici e culturali del territorio.
La montagna friulana dunque sarà uno dei fil rouge del programma: da mettere subito in agenda la presentazione sabato 28 giugno, alle 17, nella sede Somsi di Palazzo Gregoris a Pordenone, con il patrocinio dell’ente Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e di varie sezioni del Cai regionale, del nuovo libro di Mario Tomadini “Le guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane” (1874-1915), frutto di una meticolosa ricerca condotta sul territorio dall’ex presidente SOMSI, appassionato studioso, Accademico dell’Istituto d’Arte e Cultura Alpina – Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, che converserà con Lucia Bassan.
La prefazione del libro è firmata da Maurizio Bait, giornalista e scrittore con uno sguardo particolare sul “confine”, che animerà, assieme alla studiosa di Kugy Valentina Randazzo, della Fondazione Coronini Cronberg, l’incontro “Julius Kugy profeta della frontiera aperta” in programma giovedì 26 giugno alle 18 al Kulturni Dom di Gorizia.

Tamara Ivaniš Zaplatić

Alina Tabolina

Tjaša Šulc

Quindi il filone musicale presenterà tre appuntamenti, tutti con giovani musicisti di grande talento. Si comincia oggi, 7 giugno, alle 19 nel Parco della Fondazione Coronini Cronberg a Gorizia, con il concerto del New Era Quartet, quartetto d’archi composto da giovani musicisti di area centro-europea (Kristina Mlinar e Teodora Kaličanin violino, Maria Cecilia Villani viola, Alessandro Pietro Dore violoncello), su musiche del tempo di Kugy, con spartiti di Mahler e Brahms, interpretati anche dal soprano russo Anna Graf, premiata al Concorso di canto cameristico “Seghizzi” di Gorizia del 2024.
Venerdì 20 giugno, alle 21, appuntamento sul Collio presso la Tenuta Borgo Conventi di Farra d’Isonzo con la “Serenata in Vigna” dedicata al tema dell’Acqua, realizzata insieme al Piccolo Opera Festival, con Alina Tabolina soprano, Aida Turganbayeva soprano e Andrea Furlan al pianoforte, su musiche di Schubert, Wolf, Brahms, Richard Strauss e Rachmaninov.
Infine il 3 luglio, alle 20.45, nel Convento di San Francesco a Pordenone sarà la vincitrice del Concorso “Seghizzi” 2024, il soprano croato Tamara Ivaniš Zaplatić, accompagnata dalla pianista slovena Tjaša Šulc Dejanović al pianoforte, a eseguire musiche dall’Europa di Kugy, anche di raro ascolto, da pagine di Grieg, R. Strauss, Mahler, Wolf, Seghizzi, Tosti, Pejacevic, Dell’Acqua, con una prolusione della musicologa Alessia Zangrando.

Maurizio Bait

Maggiori informazioni sugli eventi nel sito web www.somsipn.it o sulle pagine social della Somsi Pordenone.

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In copertina, un ritratto del famoso alpinista Julius Kugy (Gorizia 1858 – Trieste 1944).

Go!2025, il Giro d’Italia è in arrivo nell’Isontino: stasera Manzano vivrà il clima d’attesa con Dino Persello

(g.l.) Il Giro d’Italia, finalmente, sta per arrivare in Friuli Venezia Giulia con la mitica tappa che sabato 24 maggio si concluderà a Nova Gorica e Gorizia, quale omaggio degli sportivi del pedale alla Capitale europea della Cultura, la prima a carattere transfrontaliero contraddistinta dal logo Go!2025. Un clima d’attesa non da poco, davvero elettrizzante, e che sarà bello poterlo vivere questa sera con Dino Persello, il quale a Manzano – località, appunto, di passaggio dei “girini” – propone la sua terza puntata di “Aspettando il Giro…”, dopo le riuscitissime serate di Clauiano e Talmassons. L’appuntamento, con ingresso libero, è alle 20.30 all’antico Foledor Boschetti della Torre di via Natisone ed è sostenuto dal Comune di Manzano. «La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi», afferma Dino Persello che, come è noto, propone anche lo spettacolo odierno nell’ambito dell’ormai collaudato programma “Ciclismo è poesia”. L’ultima serata sarà sabato a Sacile a commento dell’arrivo della carovano rosa nell’Isontino italo-sloveno, ma anche in vista della tappa che il giorno successivo, domenica 25 maggio, andrà da Fiume Veneto ad Asiago, quindi dal Pordenonese al Vicentino.

# Oggi 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore e regista sandanielese Dino Persello atteso stasera a Manzano.

Setemane de culture furlane, a Torreano la “Fraie de Vierte” mentre Grado ricorda Biagio Marin e Nimis riflette sulle sue peculiarità. E domani sarà il gran finale

Ultime due giornate ricche di appuntamenti, oggi e domani, per il programma della dodicesima edizione della Setemane de Culture Furlane – Settimana della Cultura Friulana della Società Filologica Friulana (programma completo su www.setemane.it).

FRAIE DE VIERTE – Innanzitutto la “Fraie de Vierte”, la Festa di Primavera della Società Filologica Friulana ospitata per la prima volta dal Comune di Torreano. Appuntamento domani 18 maggio. Questo il programma. Alle 9 Visite guidate alla chiesetta di San Mauro Abate. Alle 10 Santa Messa. Alle 11.30 ritrovo all’Azienda agricola Volpe Pasini via Cividale. Saluto delle autorità e poi intervento di Valentina Ridolfo su “Lis gleseutis votivis di Montine, Roncjis e Toan” e di Enos Costantini con la “Presentazion dal numar speciâl di Sot la Nape dedicât a “Torean e al so teritori”. Premiazione dei docenti dei Corsi pratici di lingua e cultura friulana. Alle 13 momento conviviale.

A UDINE – Stamane, nella sede della Filologica a Palazzo Mantica in via Manin, incontro “Un lascito di un goriziano in guerra”. Due vicende diverse ma parallele, due nonni che devono tutto alla nostra terra. Un orfano che dalla pianura friulana fu inviato al fronte, in vista della città di Gorizia e da cui tornò vittorioso, pur con una grave invalidità. L’altro, partito da Roma per la città isontina che divenne la sua dimora per gli anni a venire, combatté anch’egli a lungo. Una vicenda di uomini e donne di inizio ’900, di sacrifici e sofferenze, di vite e famiglie devastate dalle guerre ma che lasciarono dietro di sé memorie e testimonianze importanti, fino alla scoperta delle sepolture che cento anni dopo, incredibilmente, il nipote ha ritrovato intatte.
Sempre a Palazzo Mantica, alle 18. concerto “Classicismo friulano al fortepiano”. Marius Bartoccini, noto fortepianista udinese, esplorerà il Classicismo friulano presentando un programma che comprende non solamente pagine di autori attivi a Udine, Venzone, Palmanova e Cividale ma importanti musiche inedite tratte dal fondo della Biblioteca “Vincenzo Joppi”, eseguite per la prima volta in tempi moderni. Accattivante è lo strumento: un fortepiano da tavolo originale costruito a Venezia nella bottega di Luigi Hoffer alla fine del ’700.
Alle 10 sempre a Udine, alla Biblioteca civica Joppi, “Verso una bibliografia friulana”. Incontro di studi promosso dal Comune di Udine per presentare agli addetti ai lavori i risultati delle attività svolte dalla Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” con il contributo concesso dalla Regione Fvg con Lr 16/2023: le nuove digitalizzazioni di periodici storici d’interesse locale e di monografie moderne in lingua friulana, nonché alcune riflessioni per una ipotesi di progetto di bibliografia friulana. Sarà l’occasione per aprire un primo tavolo di lavoro e recepire le eventuali suggestioni degli stakeholders. Intervengono Stefania Garlatti Costa, Elisa Nervi, Sandro Themel. Nell’ambito della rassegna “Aspettando la Notte dei Lettori”.
Alle 15 al Museo Etnografico del Friuli visita guidata alla nuova sala di musica dal titolo “Cul sivilot di scusse…” con Roberto Frisano. Alle 17 alla libreria Tarantola presentazione del volume “Radio Judrio”. L’alta valle del Judrio è un luogo di grande bellezza, dove in tanti sognano di stabilirsi, ma dove vivere è per pochi. I nativi sono personaggi singolari, vuoi per l’isolamento o per l’aria che tira. Insoliti sono anche quelli che vi si trasferiscono, alla ricerca di una loro Walden personale. I racconti di Barbara Pascoli e gli scatti di Massimo Crivellari, pubblicati da Kappa Vu, compongono un affresco di questa nuova frontiera: una visione lontana da facili seduzioni idilliache e nostalgiche e, per questo, incredibilmente vera. Nell’ambito della rassegna “Aspettando la Notte dei Lettori”.

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Anche il Premio Smareglia (friulano)

E a Bottenicco di Moimacco, nell’ambito degli eventi della “Setemane de culture furlane”, si terrà oggi, 17 maggio, alle 18, nella scenografica cornice di Villa de Claricini Dornpacher, la cerimonia di premiazione della sezione in lingua friulana dell’8° Concorso internazionale di composizione “Antonio Smareglia”. La manifestazione – organizzata dall’Accademia di studi pianistici Antonio Ricci, presieduta da Flavia Brunetto, e che ha cadenza biennale – vuole rendere omaggio al grande compositore mitteleuropeo (Pola 1854 – Grado1929, nella foto all’epoca della Scapigliatura lombarda) e nel contempo essere incentivo e valorizzazione delle nuove musiche. A coronamento dell’attribuzione del riconoscimento ci sarà anche un concerto che vedrà l’esecuzione di alcuni capolavori di Smareglia, tra cui “Qual presagio funesto” e “Aveva con questo dono” da Nozze istriane, “Balzato è dal giaciglio” da La falena e di composizioni di Gian Francesco Malipiero che di Smareglia fu allievo e collaboratore. Incastonata tra i due compositori ci sarà la prima esecuzione di “Friul” di Paolo Furlan, vincitore di una delle tre sezioni del concorso, dedicata a composizioni per voce e pianoforte con testo, appunto, in lingua friulana. Interpreti saranno il soprano Alessia Nadin e la pianista Franca Bertoli. L’evento è sostenuto dal Ministero della Cultura, Dipartimento dello Spettacolo dal vivo, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dall’Università degli studi di Udine, dalla Fondazione Friuli e dalla Società Filologica Friulana.

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SUL TERRITORIO – Oggi, 17 maggio, nel quadro della manifestazione Sapori Pro Loco a Villa Manin di Passariano,  a Codroipo, dalle 17 alle 20 “Gnot di folclôr”, Spettacoli itineranti a cura dei gruppi folcloristici dell’Unione Gruppi Folcloristici del Fvg.

A Carpacco di Dignano “Festival delle Filande”. Oggi al Centro polifunzionale “1a Scuola di storia orale a Carpacco” tutto il giorno. Domenica 18 maggio alle 10 Passeggiata sul Tagliamento.
Ad Aiello stamane “Aiello il paese delle meridiane”, visita guidata.
A Flambro “Libri e anniversari: la Bassa 2025”, presentazione alle 15 al Mulino Braida. A Pagnacco “Dalle colline di Lazzacco a Udine Il viaggio dell’acqua tra storia e natura”, visita guidata alle 16. A Ronchis ““Eugenio Pilutti” IV edizione del concorso, cerimonia di premiazione alle 16 nella palestra comunale.
A Lauco “Il ’68 nelle caserme Il movimento dei soldati in Friuli (1970-1976)” conferenza e presentazione del volume, alle 17.30, alla Casa del Popolo. A Prato Carnico “Strolic Furlan pal 2025 in Cjanâl”, presentazione alle 18 all’auditorium comunale.
A Blessano di Basiliano “Mangjâ e balâ furlan dut il timp dal an”, cena e spettacolo alle 19.30 in sala polifunzionale. A Gemona “Friuli in musica fra ’800 e ’900” concerto alle 20.30 nel Santuario di Sant’ Antonio di Padova.
A Nimis “I bogns i triscj e chei di Nimis? Il teritori des plui lenghis e la sô int”, incontro e dibattito stasera, alle 20.30, nella sala della Biblioteca comunale di via Matteotti, con il professor Adriano Ceschia e don Rizieri De Tina.
In Carnia “Mulini aperti” iniziativa promossa dal Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani’. Oggi, a Tolmezzo, alle 17 al Centro Servizi Museali “Mulini e segherie nell’economia e nella cultura popolare”, apertura della manifestazione con la conferenza di Donatella Cozzi ed Erika Di Bortolo Mel. Domani mulini aperti alle visite sul territorio (elenco su www.museocarnico.it).

Domani18 maggio a Moggio Udinese alle 9 escursione a Moggessa, alle 18 lettura scenica “Mestri di mont” al Centro polifunzionale. La nuova edizione del libro di Tito Maniacco curato dalla Forum Editrice rivive in una nuova chiave di lettura critica che parla all’oggi nel format del live-Book, ideato e messo in scena dalla critica letteraria Martina Delpiccolo e dall’attore Fabiano Fantini, curatori di un’inedita traduzione in lingua friulana. Intellettuale udinese, scrittore, poeta, critico, maestro, artista, l’autore ricorda il suo primo incarico nel 1956 quando viene mandato a insegnare a Moggessa, un paesino sperduto, dove il tempo è ancora scandito dalle stagioni, ben diverso dal “mondo grande e terribile” che avanza. Il lavoro diventa un’operazione di valorizzazione di un autore friulano, a 15 anni dalla sua scomparsa, in particolare sul tema dell’insegnamento e sulla capacità di comunicare con le nuove generazioni, ponendo interrogativi attuali e rafforzando il territorio e la sua cultura. In più visitabile la mostra al complesso storico abbaziale “Un mondo di tessere colorate L’arte musiva di Mario Copetti”.
Sempre domani a Savogna concerto storico “110 agns indaûr” sulla cima del Monte Matajur alle 14. Sono già passati 110 anni da quando scoppiò la prima guerra mondiale. Su iniziativa dell’Associazione Musicologi, l’Alphorn ensemble ci accompagna a scoprire le musiche di montagna e di trincea, mentre vengono lette storie e poesie friulane di quei tempi. Un evento pieno di emozioni, sulla cima di uno dei monti che ha visto in grande le rovine della guerra. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno del Rifugio “Guglielmo e Giovanni Pelizzo”.
A Montenars domani rassegna corale “InCjant Furlan”, alle 18, nella chiesa di San Giorgio con l’associazione culturale “Parcè no?”. A Tricesimo alla stessa ora recital “I miei poets Une conte par 5 autôrs In onôr di Pierluigi Cappello”.

Nimis vista da Ramandolo.

FRIULI ORIENTALE – Oggi, 17 maggio, a Farra d’Isonzo incontro “Aga frescja cjantarina Anna Bombig e lis sôs stagjons” alle 18 all’auditorium comunale. Un ricordo della figura e dell’opera letteraria di Anna Bombig (1919-2013), Ana di Fara, insegnante, autrice di poesie e racconti in lingua friulana. I suoi scritti hanno attraversato e descritto tutto il Novecento e sono una testimonianza della storia del Goriziano. Interventi di Maria Chiara Visintin, letture di Serena Fogolini, musica dell’Associazione musicale e culturale di Fara. L’evento rientra nella seconda edizione del festival “Incontro di culture: Nature senza confini” promosso da Zveza kulturnih društev, Unione dei circoli culturali di Nova Gorica e da “Porte a Nordest” di Gorizia.
A Gorizia spettacolo itinerante “Gorizia nascosta – Le voci del silenzio”, oggi e domani, alle 10 e 15 con ritrovo al Giardino Farber, via Ascoli 19. Percorso nei luoghi legati alla cultura ebraica: dall’antico ghetto di Gorizia, con tappa a Casa Ascoli, oggi sede della Società Filologica Friulana, al cimitero Valdirose di Nova Gorica. Una voce narrante che si muove tra presente e passato suggerisce un percorso ricco di evocazioni, suggestioni, canti, video, interventi dal vivo. I luoghi cambiano nel tempo, modificano il loro senso per i singoli e le comunità. Spazio e tempo sono le coordinate di vita che si intrecciano tra loro. E attraverso la voce di chi ha avuto un legame con alcune strade o palazzi è possibile ascoltare la memoria di luoghi, odori, suoni. Percorrendo le strade della città, si scoprono storie che anche se lontane dai nostri occhi sono molto vicine al sentire umano. A cura del CTA – Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia. Il percorso prevede l’utilizzo delle cuffie. Disponibile in lingua italiana, inglese e slovena. A pagamento. Durata 2 ore. Biglietto 20 €. Ridotto (under 25 e over 65) 16 € Prenotazione obbligatoria: tel. 0481 537280 / 335 1753049 organizzazione@ctagorizia.it
Oggi, 17 maggio, a Grado “La poesia di Biagio Marin incontra le iscrizioni dei primi Cristiani di Aquileia”, conferenze con letture. Appuntamento alle 16 nel Lapidario della Basilica di Sant’Eufemia, Campo Patriarca Elia. Con la sua ben nota bravura attoriale Tullio Svettini leggerà, interpretandole, alcune splendide liriche di “Biaseto”, di cui quest’anno ricorrono i 40 anni dalla scomparsa, alternandosi a Francesca Beltrame, specializzata in Epigrafia paleocristiana, allieva del professor Danilo Mazzoleni, che presenterà alcune delle più belle iscrizioni paleocristiane su lastra conservate tra Aquileia e Grado, i cui testi appaiono rivelatori di affettuosi legami familiari senza tempo. L’iniziativa è promossa dal Gruppo Archeologico Aquileiese.

FRIULI OCCIDENTALE – A Pordenone oggi presentazione del volume “Cuncuardia – Numar unic pal CI Congrès de Societât Filologjiche Furlane” oggi, 17 maggio, nella sede della Società Filologica Friulana in corso Garibaldi. Ogni anno per tradizione, nel giorno del Congresso sociale, la Filologica Friulana pubblica il “numero unico”, un volume che raccoglie saggi e studi sul territorio che ospita il convegno. Per il Congresso del 2024, che si è svolto a Concordia, i curatori Franco Rossi e Luigi Zanin hanno messo insieme un volume di oltre 900 pagine che raccoglie più di 50 contributi su temi di ambiente, archeologia, storia, biografie, arte, lingua, letteratura e società del Mandamento di Portogruaro.
A Tramonti di Sopra domani 18 maggio conferenza “Scene di vita in montagna tra Seicento e Ottocento” alla sala polifunzionale alle 17. Alessandro Fadelli presenta, attraverso vari documenti civili e religiosi, alcuni frammenti di vita quotidiana e di storia tramontina, e più ampiamente della montagna pordenonese, nel periodo compreso fra il Seicento e la prima metà dell’Ottocento, evidenziandone i più rilevanti aspetti demografici, economici e sociali.
Per il progetto “Sul cammino di San Cristoforo, quando l’anima incontra la bellezza – Camminate promosse da Montagna Leader GAL Friuli Occidentale” sabato 17 maggio a Spilimbergo “Mosaico di storie” alle 15, domani 18 maggio alle 9 a Pinzano al Tagliamento “San Cristoforo e i guadi”.
Per il progetto “#Passiparole” Passeggiate di Comunità nel territorio dell’Ecomuseo Lis Aganis oggi 17 maggio a Spilimbergo alle 15 “Il Tagliamento: ambiente, storia, comunità”, alle 16 a Polcenigo “I mulini dell’Ecomuseo Lis Aganis”. Domenica 18 maggio alle 8 a Stevenà di Caneva “Caminadha su par i nostri troi”, alle 8.30 a Cavasso Nuovo “Alla scoperta dell’arte sacra”.

ONLINE  Per la rassegna online “Peraulis” alle 20.30 oggi 17 maggio l’ultima parola che sarà spiegata in friulano sarà “Surîs”. Per la serie di ricette “Gustâ gurizan” sulla cucina goriziana sempre oggi alle 12.30 i Fasoi a’ la serba e domani 18 maggio lo “strucolo”.

Domani 18 maggio su www.setemane.it alle 16 conferenza “Il rito battesimale nella Chiesa aquileiese tra VIII e IX secolo”. Attraverso le testimonianze artistiche e la lettura dei pochi documenti disponibili, si tenta di ricostruire i rituali che presiedevano la celebrazione del battesimo in età altomedievale nella Chiesa aquileiese. Si presenta l’Ordo scrutiniorum del patriarca Lupo, compilato nell’ambito della riforma di Paolino, conservato in Archivi e biblioteche del Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli in un codice manoscritto (LXXVII) del XIII-XIV secolo, pubblicato da fra’ Bernardo Maria de Rubeis; si tratta di una copia di un manoscritto più antico, che riportava il formulario dei riti catecumenali. Conferenza con Maria Visintini promossa dal Gruppo Archeologico Aquileiese.

Domani 18 maggio alle 18 su www.setemane.it conferenza “Friulani e Resiani tra affinità e diversità”. Nadia Clemente illustrerà i numerosi punti di contatto tra la cultura friulana e quella resiana, anche sulla scorta del materiale linguistico raccolto da Bauoduin de Courtenay a Resia. L’illustre slavista soggiornò in valle per alcuni periodi dal 1873 in poi, pubblicando poi a San Pietroburgo quasi tutto il materiale resiano raccolto.

Domani 18 maggio alle 21 su www.setemane.it proiezione di “Cjantâ la sperance”. Per il Giubileo della Speranza l’Ufficio Liturgico Diocesano di Udine ha tradotto in friulano l’inno ufficiale “Pellegrini di Speranza”, che è stato cantato dal Coro dei Giovani del Duomo di Gemona diretto dal Maestro Damiano Gurisatti. Questa è la prima versione del canto giubilare in una lingua minoritaria riconosciuta. La registrazione è arricchita da interviste per testimoniare la ricchezza del canto liturgico friulano in chiave contemporanea. Una produzione Agherose per la regia di Dorino Minigutti, location recording e finalizzazione audio di Andrea Peluso.

Palazzo Mantica a Udine.

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In copertina, il poeta Biagio Marin la “vose” di Grado che sarà ricordato oggi.

Setemane de culture furlane, giovedì ricco di proposte (anche a Trieste). E a Tarcento si ricorda Chino Ermacora con il Premio che festeggia le scuole

Da Udine a Trieste, passando per Gorizia e per Tarcento con il Premio Chino Ermacora e toccando anche altre sei località assieme ad eventi online: giornata davvero dall’ampio respiro quella odierna, 15 maggio, per il programma della dodicesima edizione della “Setemane de Culture Furlane” – Settimana della Cultura Friulana della Società Filologica Friulana (oltre 200 eventi fino al 18 maggio, programma completo su www.setemane.it). Inoltre, le pubblicazioni della Filologica saranno presenti al Salone del libro di Torino.

TRIESTE – Alle ore 16 a Trieste, nella sede dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata, si terrà il convegno Il veneto nell’alto Adriatico. Percorsi linguistici tra storia e cultura. Il simposio si propone di illustrare le complesse relazioni tra le parlate della vasta area costiera tra Italia, Slovenia e Croazia, area interessata, a partire dal tardo Medioevo, dalla pressione politica ed economica della Repubblica di Venezia. «Il veneziano ha esercitato una forte influenza a partire dall’XII-XIII secolo sulle parlate di tutte le comunità rivierasche, dalla laguna di Venezia al Friuli, all’Istria e alla Dalmazia. Fungeva da lingua dei commerci, che si svolgevano un tempo soprattutto via mare, una lingua franca che andrà ad assumere un ruolo sempre più importante per le comunità poste sotto il governo della Serenissima – spiega Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana –. Dopo la sua affermazione sul mare, tra Adriatico e Mediterraneo orientale, il veneziano eserciterà una pressione crescente sulla terraferma veneta, sul Friuli, sull’Istria e su altre regioni, sovrapponendosi alle parlate autoctone preesistenti, proponendo un modello municipale di notevole prestigio».
Nel corso del convegno si proporranno materiali e riflessioni sulle relazioni linguistiche dell’area alto adriatica e si presenteranno le linee generali del progetto Veneto nell’alto Adriatico (Valta), che mira a organizzare un repertorio lessicale in linea con le varietà dell’intera area (www.atlanteveneto.it). Fondamentali, a questo proposito, sono le ricchissime raccolte degli atlanti disponibili, a partire dall’Atlante linguistico italiano, l’Atlante storico linguistico etnografico friulano e l’Atlante linguistico istroveneto dell’Istria nordoccidentale. L’organizzazione del convegno ha visto la collaborazione di diversi enti e istituzioni: l’Irci di Trieste, che ospita l’incontro, la Regione Veneto, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, la Società di Minerva e la Deputazione di Storia Patria per la Venezia Giulia. «Sono davvero grato a tutti gli enti patrocinatori e sostenitori del convegno – conclude Vicario –, enti che hanno accolto con favore l’invito della Società Filologica Friulana a creare una “rete” di istituzioni del territorio pronte a condividere conoscenze ed esperienze comuni. Lo spirito di collaborazione è la migliore risposta, ritengo, alla domanda di valorizzazione e di promozione dello straordinario intreccio di lingue e culture, che rendono unico il nostro contesto».

UDINE – Alle 18 nella sede della Filologica a Palazzo Mantica, in via Manin, e in diretta streaming su www.setemane.it presentazione del volume “Acque Vive – La Via dei fiumi in Friuli Venezia Giulia”. Questo nuovo libro di Cristina Noacco (edizioni Ribis) descrive un viaggio da Sappada a Trieste che si svolge lungo i corsi d’acqua. Protagonista è un narratore che compie una ricerca dell’essenza dei luoghi, raccogliendo storie, testimonianze e poesie dal Piave al Rosandra (gli zattieri del Piave, la diga del Vajont, le Lotte del Cormôr) e la cui storia si rivela legata ai fiumi percorsi: un invito a conoscere, rispettare e amare il patrimonio fluviale della nostra regione. Dialoga con l’autrice Elisabetta Feruglio (Saf). La presentazione sarà arricchita da una proiezione, musiche e letture.
Sempre alle 18, al cinema Visionario, proiezione e presentazione del film “Penne nere” (1952) – La prima volta di Cinecittà in Friuli. La Cineteca del Friuli presenta il film di Oreste Biancoli per la prima volta nel restauro in 4K realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia. Girato nel 1952 in Carnia, prevalentemente a Sauris, “Penne nere” è ambientato durante la guerra, nei mesi dell’occupazione cosacca fra il 1944 e il 1945. Oltre a proporre in forma di fiction uno spaccato di storia del Friuli, il film restituisce alla visione il paesaggio e l’architettura tradizionale saurana. Fra gli interpreti Marcello Mastroianni, Marina Vlady ed Enzo Stajola. Introduce Carlo Gaberscek.

GORIZIA – A Casa Ascoli, alle 18.30, conferenza in musica “L’emigrazione friulana”. Nell’ambito del progetto “Crossroads – Storie di emigrazione ed immigrazione” l’Associazione culturale-musicale S. Paolino d’Aquileia propone una disamina dei caratteri fondamentali che hanno riguardato un fenomeno dal rilevante impatto sociale e culturale per la comunità friulana. Accanto all’aspetto storico ed antropologico, viene proposta una caratterizzazione musicale atta a rappresentare una dimensione artistica sia sviluppatasi in ambito popolare sia rappresentativa dei luoghi oggetto delle migrazioni. Conferenza di Stefano Perini con l’Ensemble di fiati S. Paolino. Inoltre nella sala Incontro della Parrocchia di San Rocco alle 20 rappresentazione sulla storia della Amideria Chiozza di Ruda “Amìde (Dôs maris e une fabriche)” – Atto unico in lingua friulana di Carlo Tolazzi Lettura scenica di Aida Talliente.

TARCENTO – Il Premio Chino Ermacora vedrà oggi a Tarcento la cerimonia di premiazione del concorso dedicato alle scuole. La valorizzazione della lingua friulana e della cultura locale passa anche attraverso le nuove generazioni. È con questo spirito che la Società Filologica Friulana promuove ogni anno il Premio Chino Ermacora, un concorso rivolto agli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, quindi asilo, elementari e medie. L’edizione 2025 si concluderà con la cerimonia di premiazione alle 17 in Sala Margherita, a Tarcento, cittadina che ospita con particolare orgoglio l’iniziativa. Il Premio, intitolato alla memoria del grande linguista e studioso friulano Chino Ermacora, intende stimolare nei più giovani l’amore per il friulano e il senso di appartenenza al territorio, incoraggiando l’espressione creativa in lingua madre attraverso testi, disegni, racconti e progetti multimediali. Il Premio Chino Ermacora si inserisce all’interno del calendario della Setemane de Culture Furlane, una rassegna di eventi promossa dalla Filologica per celebrare e diffondere il patrimonio culturale, linguistico e storico del Friuli. La manifestazione rappresenta un momento fondamentale per il coinvolgimento di tutta la comunità e per la promozione di iniziative che parlano ai giovani e al futuro. «Il Premio Chino Ermacora rappresenta un momento significativo per la nostra comunità – ha affermato il vicesindaco di Tarcento, Luca Toso –. Ospitare la premiazione è per noi un onore, ma anche un’occasione per sottolineare quanto la cultura friulana sia viva e possa continuare a essere tramandata grazie all’entusiasmo e all’impegno dei più giovani. Grazie alla Filologica, ai membri della giuria (Gloria Aita ed Eddi Bortolussi) e a tutti quelli che si sono resi parte attiva nell’organizzazione e nella partecipazione all’evento a partire dagli insegnanti». Alla cerimonia odierna parteciperanno rappresentanti della Società Filologica Friulana, dell’Amministrazione comunale, dirigenti scolastici, insegnanti, studenti e famiglie, in un evento che si preannuncia non solo come momento celebrativo, ma anche come una festa della lingua friulana, allietata anche dallo spettacolo teatrale “Il tambûr di Gjoel” della compagnia Teatro Positivo. L’appuntamento sarà l’occasione per ammirare il lavoro svolto dalle scuole partecipanti, che, con passione e creatività, hanno saputo interpretare i valori culturali e linguistici al centro dell’identità friulana e quindi per premiare quelle che in questo ambito si sono distinte. Un esempio virtuoso di come tradizione e futuro possano camminare insieme.

ALTRI EVENTI – A Colloredo di Monte Albano, alle 16.45, per i più piccoli “Leturis in libertât & Friûl Cartoon” lettura di fiabe con Anna Scandella e Cecilia Riccardi. A Dignano alle 17.45 in biblioteca comunale presentazione del volume “Blu: raccolta di poesie” con l’autrice Francesca Tomasini in dialogo assieme a Francesco Durisotto. Evento nell’ambito delle iniziative del Sistema Bibliotecario del Friuli. A Cavalicco di Tavagnacco alle 20.30 in sala parrocchiale presentazione del libro “Piçulis contis par furlan Musiche di striceis” di Carlo Zanini. A cura del Circul Culturâl Cavalicco Duemila. A Plaino di Pagnacco alle 20.30 in biblioteca conferenza “Dalle colline di Lazzacco l’acqua per Udine: 1542 e 1858” con Agostino Peressini, promossa dall’Associazione Arte Pagnacco. A Sedegliano calle 20.30 in sala consiliare conferenza “Friûl, civiltât di aghis e plantis sacrâls” in ricordo del preside Roberto Zanini. Introduce Gottardo Mitri, intervengono Angelo Floramo e Adriana Cesselli.

FRIULI OCCIDENTALE – A Cordenons, alle 20.30, incontro in sala consiliare “Buon compleanno Cordenons L’ua de Cordenons, storia e tradizioni dei vini locali”. I vitigni tipici di Cordenons e il mito del vino Cordenossa. Una chiacchierata sulle tradizioni vitivinicole locali con gli esperti Enos Costantini, Dino Mucignat, Paolo Sivilotti e Marco Stocco. Modera Sonia Venerus. Sarà presentata la pubblicazione L’ua de Cordenons. Storie e tradizioni della vite e del vino, edita dal Ciavedal: una ricerca sui vitigni locali, modi di dire, tradizioni, aneddoti in lingua locale, fotografie d’epoca. Al termine assaggio guidato al vino Pupà.

ONLINE – Sul sito www.setemane.it, alle 16, incontro “Giuseppe Calligaris, un genio friulano dimenticato” sul libro di Chiara San Giuseppe (Edizioni Del Faro). Dialogano con l’autrice Andrea Purinan (Associazione Gli Stelliniani) e Marina Celada, pronipote di Calligaris. Alle 21 proiezione del film “Jacum pitôr. La pittura stravagante e ingenua di un piccolo uomo buono”. Regia di Fabrizio Zanfagnini.
Per la rassegna online Riviste friulane su www.setemane.it alle 15 “Tischlbongara piachlan: quaderni di cultura timavese” con Mauro Unfer. Per la rassegna online “Peraulis” alle 20.30 la parola che sarà spiegata in friulano sarà “Cuc”. Per la maratone di letture “Ore de conte te Basse furlane” per bimbi e ragazzi alle 10 appuntamento a San Giorgio di Nogaro in biblioteca.

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In copertina, il linguista e studioso friulano Chino Ermacora; all’interno, un incontro a Palazzo Mantica, il presidente Federico Vicario e la sede della Società Filologica Friulana in via Manin a Udine.

Partito il Giro d’Italia. E oggi parte a Clauiano anche il “tour” di Dino Persello con il suo collaudato Ciclismo è poesia

Il Giro d’Italia è appena partito e con l’arrivo in Friuli Venezia Giulia della 108a edizione della carovana rosa mediante le due tappe Treviso-Gorizia e Fiume Veneto-Altopiano di Asiago, rispettivamente di sabato e domenica 24 e 25 maggio, anche il lavoro teatrale di e con Dino Persello “Ciclismo è Poesia”, annualmente in evoluzione e aggiornamento, verrà presentato a partire da oggi in quattro località regionali (sempre con ingresso libero) attraversate da questo speciale ed stupendo territorio, alla storia popolare, all’anedottistica, con curiose sfumature goliardiche, e momenti di importanti riflessioni.
“Il ciclismo, un magnifico, crudele, avvincente simbolo di vita – afferma Persello -. Un grande grandissimo quadro popolare, all’interno di questa nostra società, che oggi macina tutto alla velocità della luce, ma che nello sport della bicicletta, la memoria è un insieme di passato e…futuro. E allora l’evento Giro d’Italia diventa veramente un teatro viaggiate, dove tutti i protagonisti, gregari compresi, hanno la stessa dignità”. E ancora: “Vi farò vivere la volata che è un attimo; la salita un’eternità, una sofferenza senza tempo; la discesa un brivido; il rifornimento una resurrezione. E ancora, la borraccia è acqua, l’acqua è vita, è amicizia come dimostra la magica, storica e poetica borraccia fra Fausto Coppi e Gino Bartali (in questi giorni il 25° anniversario della sua scomparsa). La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi!”. Ecco, dunque, i quattro appuntamenti di “Ciclismo è poesia”:

# Oggi 11 maggio, ore 18 – Azienda agricola Borgo Claudius – Clauiano di Trivignano Udinese
# Sabato 17 maggio, ore 20.30 – auditorium Tomadini, Talmassons
# Giovedì 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero

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In copertina, Dino Persello impareggiabile animatore di Ciclismo è poesia.

In Fvg ci sono più Pro Loco che Comuni: a Gorizia è tempo di bilanci, idee e progetti per i volontari di tutta la regione

Tempo di bilancio del 2024 appena trascorso con uno sguardo al 2025 appena iniziato per le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia: il Comitato regionale dell’Unione Nazionale tra le Pro Loco d’Italia le ha riunite ieri a Gorizia per l’Assemblea annuale nell’Auditorium della Lingua Friulana. Il capoluogo isontino è stato ovviamente scelto in quanto Capitale europea della Cultura assieme a Nova Gorica. «Città sorelle – ha commentato il presidente del Comitato regionale Pro Loco Pietro de Marchi – unite da un comune sentimento europeo che malgrado l’essere state separate per un lungo periodo da un grigio confine, dimostrano oggi come la condivisione e la collaborazione possano andare oltre le divisioni attuate sulla carta».

INTERVENTI – A gestire i lavori assembleari Valter Pezzarini, membro della giunta nazionale Unpli. Sono intervenuti facendo gli onori di casa Giorgio Lorenzoni presidente della Pro Gorizia e il sindaco Rodolfo Ziberna. Intervento iniziale di Sergio Emidio Bini, assessore regionale al turismo e attività produttive, che ha lodato la passione dei volontari delle Pro Loco. «In Friuli Venezia Giulia ci sono più Pro Loco che Comuni – ha detto Bini -: sono 240 le associazioni a fronte di 215 amministrazioni locali. Credo non ci sia indicatore migliore per evidenziare il ruolo cardine che le Pro Loco rivestono nell’animazione e valorizzazione dei nostri paesi, financo delle più piccole frazioni. C’è davvero in Friuli Venezia Giulia un tesoro preziosissimo e le nuove e recenti iscrizioni all’Unpli FVG sono un segnale importante di salute e di vitalità, soprattutto dopo gli anni difficili della pandemia. Come amministrazione regionale, abbiamo il dovere di ringraziare gli oltre 20 mila volontari impegnati in Fvg e di sostenere il mondo delle Pro Loco, vero e proprio collante sociale dei nostri paesi». L’europarlamentare Alessandro Ciriani ha inviato, invece, un messaggio in cui ha sottolineato come le Pro Loco operino in prima linea per la società. Luca Occhialini presidente Banca 360 Fvg nel suo intervento ha sottolineato come le Banche di credito cooperativo e Pro Loco parlino la stessa “lingua” a favore del territorio, mentre Roberto Ferri, presidente Centro Servizi Volontariato Fvg ha sottolineato il positivo lavoro insieme con le Pro Loco. Plauso conclusivo di Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. «Le Pro Loco – ha detto Bordin – rappresentano un presidio fondamentale per l’identità dei territori e per la coesione delle comunità. In Friuli Venezia Giulia si conferma un modello virtuoso, capace di unire tradizione, partecipazione e capacità organizzativa. Il ruolo svolto nel tessuto sociale e culturale è insostituibile e merita attenzione e sostegno. È attraverso queste realtà che si rafforza il senso di appartenenza e si valorizza il patrimonio locale. Un contributo concreto e prezioso per tutta la collettività». In videocollegamento il presidente nazionale Unpli Antonino La Spina, che ha ricordato con piacere la presenza proprio a Gorizia l’8 febbraio scorso per la giornata inaugurale della Capitale europea della cultura, con le Pro Loco tra i protagonisti. Quest’anno la tessera nazionale Pro Loco è dedicato proprio alla Capitale della cultura. «Esaurite le prime 650 mila – ha annunciato La Spina – ne stiamo ristampando altre 50 mila».

DATI – L’occasione è stata utile per fornire qualche dato. A livello di numeri la realtà delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia si conferma solida, con 240 Pro Loco affiliate all’Unpli nel 2024 di cui 14 di nuova adesione. Trend che prosegue nel 2025 visto che ci sono già 4 nuove Pro Loco affiliate nei primi tre mesi. Circa 20 mila i volontari e 1400 gli eventi organizzati durante l’anno. Il recente rapporto del Censis «Le Pro Loco: motore della valorizzazione territoriale e della coesione sociale», ha evidenziato a livello nazionale come il 75,1% della popolazione italiana viva in Comuni che ospitano almeno una Pro Loco, associazioni considerate linfa vitale imprescindibile, soprattutto nei piccoli centri. Nel 2023 sono stati quasi il 60% gli italiani che hanno partecipato ad almeno un evento organizzato dalla Pro Loco, mentre il 43,5% ha vissuto uno di questi appuntamenti durante un viaggio di piacere. Numeri percentuali che, in attesa di un eventuale studio regionale specifico, già ora si possono immaginare ancora più alti per la realtà del Friuli Venezia Giulia, dove ci sono più Pro Loco che Comuni (240 contro 215).

EVENTI – De Marchi nella sua relazione ha ringraziato tutti i presidenti e volontari di Pro Loco, i membri del consiglio regionale Pro Loco per il supporto e la segreteria della sede centrale di Villa Manin. Qui ha sede anche lo Sportello SOS Eventi Fvg, istituito con la legge regionale 7 del 2019 e che dà supporto a tante realtà del terzo settore – non solo Pro loco ma anche associazioni e parrocchie – nella preparazione della documentazione burocratica da presentare per organizzare eventi. Ben 415 le pratiche portate a termine nel 2024 per l’autorizzazione allo svolgimento delle manifestazioni che non si limitano alla mera esecuzione dell’inserimento dati sui portali Suap ma anche a tutta la fase interlocutoria con gli organizzatori, gli Uffici tecnici e la Polizia locale. Nel corso dell’Assemblea sono state anticipate le recenti novità normative in ambito di Terzo settore a cura della consulente fiscale Veronica Panigutti e del presidente dell’Organo di controllo Angelo Moschetta, componente del Tavolo tecnico legislativo presso il Forum del Terzo Settore di Roma. Intervento anche di Maurizio Rosa, terzo componente Organo di controllo. C’è stato anche un intervento di Enaip.

OBIETTIVI – «Un sempre maggiore supporto nelle pratiche burocratiche – ha concluso De Marchi -, una viva attenzione al ricambio generazionale tra volontari, un aiuto alle nuove Pro Loco che sorgono: queste alcune delle sfide odierne del nostro mondo, oltre alla salvaguardia di usi e tradizioni e delle specialità enogastronomiche tramite le nostre sagre ed altri eventi e progetti. Per questo collaboriamo anche con l’Unpli nazionale per il censimento della memoria immateriale mentre per quando riguarda l’aspetto culinario, l’appuntamento è per i due weekend centrali di maggio – 17/18 e 23/24/25 maggio – a Sapori Pro Loco in Villa Manin: vi aspettiamo tutti».

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’assemblea delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia riunite ieri a Gorizia.

Colombre e Maria Antonietta aprono a Socchieve la nuova edizione di Casamia. E a Gorizia parte In/Visible Cities

SOCCHIEVE -Saranno Colombre e Maria Antonietta a inaugurare, oggi alle 18, al Sos music di Socchieve, la nuova edizione di “Casamia”: progetto di residenze che porta in Carnia artisti dall’Italia e dall’estero. Da marzo e fino a dicembre, otto piccole comunità ospiteranno altrettanti artisti/gruppi che, per una settimana, si immergeranno completamente nella loro musica lasciandosi contaminare dalle comunità ospitanti e dai territori, con la loro storia e le loro peculiarità. Ogni sabato, sempre alle 18, ciascuno sarà protagonista di una restituzione: un concerto, a ingresso gratuito, destinato in particolar modo a chi li ha ospitati, ma non solo. «Casamia è un progetto che utilizza la musica come pretesto per costruire relazioni fra artisti e comunità – ha spiegato Francesco Rossi della Cooperativa Puntozero -. In questi anni credo siamo riusciti nel nostro intento».
DUE CANTAUTORI – Ad aprire la nuova stagione saranno due cantautori che, dopo il pezzo portato sul palco del Primo Maggio di Roma, nel 2024, stanno collaborando a un intero disco scritto e composto a quattro mani, che uscirà proprio in primavera. Fra i più brillanti rappresentanti della musica indie italiana, Maria Antonietta e Colombre, hanno delle carriere ricche e multiformi. Maria Antonietta ha pubblicato il suo album d’esordio, prodotto da Brunori Sas, nel 2012, a cui ne sono seguiti altri, assieme ai tour italiani ed europei. Ma è stata anche giurata del Premio Strega Poesia; ha aperto il concerto di Calcutta, Lana del Rey e Paolo Nutini, fra gli altri. È anche autrice del singolo “E invece Niente” per i Tre Allegri Ragazzi Morti; oltre a essere conosciuta come scrittrice e giudice del Festival di Castrocaro. Colombre ha esordito invece nel 2017 con l’album “Pulviscolo”, subito candidato nella cinquina del premio Tenco come miglior opera prima. Tra il 2017 e il 2018 ha intrapreso un tour di più di cento concerti, aprendo anche per De Gregori, Mac DeMarco e Luci della Centrale Elettrica. Sempre nel 2018 ha vinto il premio “Super MEI Circus” come miglior artista indipendente dell’anno. Chitarrista di Calcutta nel 2019, nel 2022 ha prodotto la canzone “Nulla” di Ariete. «Ognuno di noi ha sempre avuto la propria scrittura, la propria identità, il suo progetto, i suoi tour e i suoi dischi – hanno raccontato -. Questa invece è un’avventura differente, in cui si condivide la scrittura, si mixano due visioni, due sensibilità e due identità dentro a un progetto totalmente inedito». Un po’ quello che faranno anche nella loro residenza a Casamia.
ALTRE DATE E ARTISTI – Dopo questa prima data seguirà quella di Babau, con una restituzione a Cleulis il 26 aprile; Matteo Salzano che suonerà a Muina il 17 maggio; e ancora Generic Animal e Devin Yüceil il 19 luglio, a Lovea; a settembre, il 29, sarà la volta di Iako. Fra ottobre, novembre e dicembre, in programma altre tappe e artisti fra Pesariis, Clavis e Sutrio.
Casamia 2025 è un progetto ideato da Puntozero e Zeroidee realizzato con il sostegno di Fondazione Friuli, in collaborazione con numerosi soggetti pubblici e privati; finanziato, per la tappa di Socchieve, nell’ambito del PNRR – Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – M1C3, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B. Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici – Titolo del Progetto: “Aghis limpidis e mons di pâs – acque limpide e montagne di pace”; per le tappa di Ovaro (a Muina e Clavais) nell’ambito del PNRR – Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – M1C3, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B. Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici. È stata inoltre fatta richiesta di finanziamento alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Informazioni: casamiaresidenze.it, Facebook, Instagram, info@casamiaresidenze.it

GORIZIA – È tutto pronto per le prime due giornate di In\Visible Cities XL: edizione espansa del Festival Urbano Multimediale organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro in occasione di GO!2025 Capitale europea della cultura. L’obiettivo di queste prime date, e di quelle in programma fino a ottobre, è di consentire un’esplorazione del territorio isontino attraverso performance itineranti e partecipative capaci di valorizzare il patrimonio storico, urbanistico e naturalistico, offrendo nuove prospettive sul paesaggio e sulla memoria dei luoghi. Si comincerà così, oggi, con percorso audioguidato mediante cuffie wifi, “Orfana la mia città”; per proseguire domani, con la performance site-specific “Atlante Isontino”. A unirle un unico filo conduttore: le memorie. Quelle storiche nel primo caso, quelle emotive, nel secondo.
ORFANA LA MIA CITTÀ – Con “Orfana la mia città” (oggi alle 16.30 e domani alle 11) il pubblico parteciperà a un percorso alla scoperta di Gorizia e della storia del confine che la attraversa. Il ritrovo è al Teatro Verdi mentre l’arrivo sarà alla rinnovata stazione Transalpina. Nella sua drammaturgia, Riccardo Tabilio ha costruito, partendo dalle ricerche storiche di Alessandro Cattunar, un racconto tra memoria e poesia, tra testimonianze italiane e slovene, che ripercorre le vicende di una città di frontiera. Dall’epoca asburgica al fascismo di confine, fino al 1947, quando la linea bianca divise Italia e Jugoslavia, ultimo tratto della cortina di ferro.
ATLANTE ISONTINO – Al parco Piuma, in riva all’Isonzo, si potrà assistere ad “Atlante Isontino” (domani alle 16.30): una performance site-specific, di Giulia Bean, dedicata ai ricordi legati al fiume che unisce Gorizia e Nova Gorica. Le memorie di chi lo vive prendono forma attraverso i corpi di due danzatrici, che guidano il pubblico con suggestioni in cuffia in una danza fluida che ricorda un piano sequenza cinematografico. Un’esperienza che raccoglie, ascolta e restituisce storie in un’orchestra di movimenti e nostalgie.
Tutti gli eventi in programma nel cartellone di In\Visible Cities XL sono gratuiti con prenotazione obbligatoria. Per prenotare è sufficiente inviare un messaggio Whatsapp o un sms al numero 328.8535125 indicando Nome, Cognome, Spettacolo, Numero di biglietti che si desidera prenotare. In caso di impossibilità a partecipare, i prenotati sono pregati di informare l’organizzazione per consentire ad altre persone di partecipare, essendo ogni evento a numero chiuso. In\Visi ble Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo. Info: https://invisiblecities.eu | Facebook | Instagram | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina, i cantautori Colombre e Maria Antonietta e all’interno Atlante Isontino.

Dino Persello domani a Mortegliano ricorderà Ottavio Bottecchia fra i “misteri paralleli” con Marco Pantani

(g.l.) Mentre si riparla di Giro d’Italia, con riferimento soprattutto alla sicuramente storica tappa Treviso-Gorizia Nova Gorica che, passando per Cormons, sarà dedicata al ricordo di Bruno Pizzul, il grande giornalista sportivo da poco scomparso, a Mortegliano Dino Persello, da sempre innamorato dello sport con le due ruote, aprirà una pagina sul ciclismo del Novecento per ricordare Ottavio Bottecchia. Con il suggestivo titolo “A vae mi – O voi jo – Vado io”, l’attore sandanielese dà appuntamento domani, alle 20.45, al ristorante Da Nando, dove proporrà un “Racconto emozionale-teatrale di un mito indiscusso!”.


«Sono certo – anticipa Persello – che a fine spettacolo avremo tutti amato di Ottavio Bottecchia la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco che si screpolava a ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come il cordame corroso dal sale di un museo del mare. La sua umanità e generosità fuori dal comune». A conclusione del racconto, Dino Persello modererà un’analisi di Renato Bulfon e Alessandro Gallici sui “misteri paralleli” fra Ottavio Bottecchia e Marco Pantani.
Ricordiamo che quasi un secolo fa, era il 1927, a Peonis a poca distanza dal capoluogo di Trasaghis, si consumava l’ultimo atto della vita di Bottecchia, da qualche anno il più forte ciclista del mondo. «Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – ha sottolineato Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
«Raccontare di Ottavio Bottecchia – aveva osservato Persello proprio in occasione della “prima” del suo spettacolo presentata, giustamente, a Trasaghis lo scorso ottobre – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto». E aveva aggiunto: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità».

Dino Persello

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In copertina e all’interno il grande Ottavio Bottecchia in due mitiche tappe.