Nimis, l’ex Giunta del sindaco Bertolla replica ai cinque consiglieri “dissidenti” che con l’opposizione l’avevano fatta cadere: «Ecco quanto abbiamo fatto!»

di Giuseppe Longo

NIMIS – Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch non ci stanno e, dopo quattro settimane dall’uscita di scena, replicano punto per punto alle pesanti accuse dei cinque consiglieri “dissidenti” della ex maggioranza, che avevano dato vita al gruppo autonomo “Nimis s’è desta”, e dei quattro dell’opposizione di “Rinnova Nimis” che, con una mozione di sfiducia congiunta, e le dimissioni in massa avevano provocato la caduta della Giunta municipale. Tanto che, appunto, da un mese il Comune è amministrato dal commissario straordinario Giuseppe Mareschi. Come si ricorderà, la sua nomina è però soltanto provvisoria, in quanto nel documento allora sottoscritto dall’assessore regionale agli Enti Locali si leggeva che «il Consiglio comunale di Nimis è sospeso, con decorrenza immediata e sino alla data dello scioglimento che sarà disposto con decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e, comunque, per una durata non superiore a novanta giorni dalla data del presente decreto». E il provvedimento in questione non è stato ancora emesso, per cui questo potrebbe essere emanato anche dopo le ormai vicine elezioni europee ed amministrative. Come è noto, a quest’ultime Nimis non ha potuto partecipare per mancanza dei tempi previsti dalla legge: lo scioglimento del Consiglio comunale, infatti, sarebbe dovuto avvenire entro il 24 febbraio scorso, cosa che è invece si è verificata appena in aprile.
Ma ora, a bocce ferme, si registra appunto una dettagliata presa di posizione politica da parte degli amministratori decaduti contenuta in un ampio documento dal titolo “La realtà dei fatti del Comune di Nimis” diffuso ieri nei locali pubblici. «Si e pensato a lungo – scrivono – che veste dare alle ragioni del sindaco dopo la presentazione delle dimissioni da parte di 5 consiglieri della maggioranza (unitamente ai 4 di minoranza) e che hanno decretato lo scioglimento del Consiglio comunale, in una vicenda iniziata con la creazione del gruppo “Nimis s’è desta” che, se doveva rappresentare un aiuto per il bene del paese (stando alle dichiarazioni apparse sui giornali o sui telefonini), non ha minimamente colto nel segno». E ancora: «Prendiamo atto delle curiose motivazioni di chi presenta una mozione di sfiducia ma non la discute, di chi si straccia le vesti per presunte connivenze con l’opposizione, ma dopo la incontra nei locali pubblici per festeggiare e, cosa ben più grave, tradendo il mandato degli elettori nel portare, con incosciente allegria, la macchina comunale contro il muro del commissariamento, firmando e protocollando ben due documenti importanti insieme all’opposizione. A nostra modesta opinione la forma più alta e più nobile doveva essere il confronto nella sede del Consiglio comunale alla presenza della gente del nostro paese. Questo, però, non è avvenuto!» .
In pratica, si tratta di una circostanziata risposta agli attacchi degli ex cinque consiglieri eletti nel 2022 nelle due liste “Nimis al Centro” e “Uniti per Nimis” che avevano permesso la nascita della Giunta Bertolla, vale a dire Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti che avevano anche restituito le deleghe uscendo dall’Esecutivo, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, i quali si erano appunto coalizzati con l’ex sindaco Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti, della minoranza, facendo fronte comune contro la Giunta residua. E contro gli ex amici di cordata – dopo appunto avere spiegato quanto fatto dalla civica amministrazione – i quattro non le mandano a dire. «A fronte di tutta questa mole di attività, svolta in poco più di un anno e mezzo – scrivono infatti nel documento diffuso ieri -, il gruppo “Nimis s’è desta” ha dato ampia dimostrazione di non esserne a conoscenza, soprattutto in riferimento alla cronica mancanza di partecipazione all’attività amministrativa giornaliera. Nell’anno 2023, difatti, ci sono state 36 Giunte ovvero una media di 3 al mese. Di queste, 20 sono state effettuate in modalità videoconferenza. A questo proposito, di seguito, riportiamo i dati relativi alle presenze alle Giunte degli assessori comunali nel corso del 2023: Giorgio Bertolla 36/36, Sergio Bonfini 35/36, Matteo Cuffolo 32/36, Mariacristina Del Fabbro 24/36, Stefano Doraconti 29/36. Si rammenta altresì che il sindaco ha usufruito della modalità in videoconferenza sempre dalla sede comunale, come anche il vicesindaco e l’assessore Cuffolo. La modalità online da luoghi diversi, infatti, non permetteva un proficuo confronto tra gli assessori ed il sindaco. Evidentemente tale confronto non era ritenuto utile dagli assessori del gruppo “Nimis s’è desta”».
«Ci rimane, però, la soddisfazione – concludono Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch, sottoscrivendo la lettera rivolta al paese – di aver lasciato preziose risorse economiche e umane a disposizione del paese, ma anche l’amarezza per l’epilogo causato da motivazioni che sembrano non essere state prese nell’interesse dei cittadini del comune di Nimis». Nel documento in questione hanno, infatti, esposto punto per punto quanto fatto durante la loro permanenza in Municipio. Per cui eccolo, testualmente riportato:

«Cosa abbiamo trovato arrivando in Comune?
A livello di personale siamo partiti con la carenza di 3 unità: Ufficio Amministrativo in affanno, Ufficio Tecnico mancante di una persona e il Segretario Comunale.
Dopo poco tempo, visto che alcuni dipendenti avevano gia domandato da tempo la mobilità, siamo rimasti senza la Responsabile dell’Ufficio Finanziario (e quindi non avevamo più personale in tale mportantissimo Ufficio) e con una sola persona all’Ufficio Tecnico. Per fronteggiare tale problematica e per permettere il funzionamento minimo della macchina comunale il Sindaco e l’Assessore Cuffolo hanno, giocoforza, dovuto prendere il ruolo di Responsabili dei vari settori privi di personale.
Abbiamo inoltre riscontrato un debito nei confronti dell’Ambito Socio Assistenziale pari a circa 350.000 euro dovuto a mancati pagamenti delle quote associative dal 2020 in poi.

Cosa abbiamo fatto prioritariamente?
Il problema principale del Comune era il funzionamento dello stesso.
Attraverso un lungo percorso siamo riusciti, con personale “prestato” dalla Regione, dall’ANCI e dalla Comunità di Montagna, a portare avanti ed approvare il primo bilancio.
Abbiamo dato attuazione al percorso di digitalizzazione della macchina amministrativa, anche sulla base delle indicazioni del Segretario Comunale, evitando di far rimanere il Comune in un sistema antiquato di gestione degli uffici. Questo ha permesso un miglioramento dell’efficienza della macchina amministrativa, evidenziato anche da Compa (Ufficio regionale di supporto ai Comuni).
Nel corso dell’anno 2023 siamo poi riusciti, non senza difficoltà, a reperire ed assumere 5 unita tra le quali la responsabile dell’Ufficio Finanziario (cosa che gli altri Comuni non sono riusciti a fare).
Per quanto riguarda la figura del Segretario Comunale si e stipulata una convenzione con i comuni di Taipana e Lusevera e si è quindi provveduto all’assunzione dello stesso.

Opere Pubbliche: quali sono state e quanti contributi sono arrivati durante il nostro mandato?
1. Lavori di Protezione Civile: per Borgo Cloz sono stati ottenuti € 386.000 mentre nella frazione di Chialminis sono stati ottenuti i finanziamenti del terzo e quarto lotto per complessivi € 660.000.
2. Asfalti: in Borgo Vigant per € 50.000, unitamente al comune di Lusevera, in maniera tale da dare continuità all’opera stessa per il collegamento tra comuni contigui; in Borgo San Mauro per € 100.000, con rivisitazione del progetto da parte del nostro Ufficio Tecnico.
3. Roggia: per € 48.000 inerenti alla pulizia per la preparazione delle opere idrauliche sul Cornappo.
4. Nuova sede della Protezione Civile: collaudi ed interventi per la piena operatività della stessa e collegamento alla fibra ottica.
5. Riduzione del rischio di interruzione della viabilità e di incendi boschivi: taglio della vegetazione sulla strada provinciale che collega Nimis a Taipana e su via Montegrappa nella trazione di Torlano. Tale opera e stata condivisa con il comune di Taipana per complessivi € 800.000 (di cui il 50% relativi al territorio del comune di Nimis) e con la stessa modalità di intervento attuata dopo l’esperienza estremamente positiva di picchettamento e tagli a Pecolle (in quel caso congiuntamente al Corpo Forestale Regionale ed alla Protezione Civile).
6. Messa in sicurezza della viabilità: per un importo di € 300.000 destinati, con perizia di variante, alta sistemazione del versante in frana ed alla sentieristica nella frazione di Ramandolo.
7. Allargamento cimitero: nella frazione di Chialminis per € 105.000 con progettazione e conclusione dell’iter amministrativo relativo alla sua fattibilità.
3. Sistemazione muretti a secco: per € 120.000 tra la frazione di Torlano e Borgo Cecchin a Nimis con l’ottenimento di due contributi (uno da € 50.000 e uno da € 70.000).
9. Campo sportivo comunale: primo lotto relativo alle opere impiantistiche e agli spogliatoi per € 243.000 per l’ammodernamento generale degli impianti sportivi.
10. Concertazione 2022: a completamento di un percorso iniziato dall’arch. Tosolini che, attraverso i progetti generali di palestra, scuola e viabilità minore di Monteprato, aveva lasciato a Nimis una grossa opportunità di rinnovamento e ammodernamento delle sue strutture a servizio dei cittadini, abbiamo chiesto e ottenuto un contributo di € 655.000 per la Palestra Comunale:
11. Concertazione 2023: per lo sviluppo ed il completamento della viabilità locale, in un’ottica di miglioramento della connessione delle periferie al centro cittadino, abbiamo chiesto ed ottenuto un contributo di € 840.000 relativo al quarto lotto per la frazione di Monteprato ed al primo e secondo lotto per il Borgo Pecolle.

Opere Pubbliche: cosa è stato concluso con i finanziamenti ottenuti in precedenza?
1. Scuola secondaria: collaudo e recupero delle risorse necessarie extra finanziamento.
2. Sede COC.
3. Sede municipale: finanziamento per la messa a norma antisismica del fabbricato (opera appaltata durante la nostra Amministrazione e terminata senza esubero di spesa).
4. Parco delle Pianelle: appalto degli interventi per i parapetti e per l’illuminazione per garantire l’agibilità del luogo.
5. Pulizia del Cornappo: conclusa fortunatamente poco prima della piena storica.

Opere pubbliche: quali erano in corso di realizzazione?
Palestra Comunale: adeguamento del plesso alla normativa per un totale di € 955.000.

Opere Pubbliche: quali i lavori progettati e gli incarichi affidati?
Lavori con progettazione in fase di conclusione per un totale di € 3.826.000, comprensivi dell’opera di rifacimento del ponte della Motta che collega Nimis con Savorgnano. Di tale cifra i progetti che sono immediatamente appaltabili sono pari ad € 1.028.000.

Protezione Civile.
Dopo 6 anni di mancati finanziamenti e di conduzione della PC di Nimis non certo d’esempio tra quelle dei comuni limitrofi, sono arrivati i primi finanziamenti per un totale di € 21.771 necessari all’ammodernamento delle dotazioni: questo anche in considerazione dell’efficienza raggiunta dal Gruppo e riconosciuta da Palmanova, grazie anche alle numerose abilitazioni ai diversi corsi ed alla partecipazione ad emergenze extracomunali.

Risparmi sulla spesa corrente.
Nel corso della nostra Amministrazione si sono operati risparmi sulla spesa corrente per un importo complessivo di € 115.000, soprattutto sulla spesa che doveva essere affrontata per la gestione esterna della riscossione dei tributi comunali».

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In copertina, l’ex sindaco di Nimis Giorgio Bertolla e all’interno il palazzo municipale.

Crisi a Nimis, Giuseppe Mareschi nominato commissario provvisorio in attesa dello scioglimento definitivo del Consiglio comunale decaduto

di Giuseppe Longo

Il Comune di Nimis volta, dunque, pagina aprendo una nuova stagione commissariale in seguito alla caduta della civica amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla. Ieri infatti, l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, ha firmato il decreto con il quale si sospende il Consiglio comunale e si procede alla nomina del commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente locale: l’incarico è stato affidato al dottor Giuseppe Mareschi, funzionario di lunga e comprovata esperienza. Il provvedimento, come previsto dalla normativa in materia, si è reso necessario dopo che la Regione Fvg ha ricevuto la nota del segretario comunale nella quale si sono comunicate le contestuali dimissioni di nove consiglieri (cinque della ex maggioranza e quattro dell’opposizione) sui dodici assegnati al Comune di Nimis e che, appunto, hanno portato alla immediata caduta anche della Giunta municipale.
Nel documento sottoscritto dall’assessore Roberti si legge «il Consiglio comunale di Nimis è sospeso, con decorrenza immediata e sino alla data dello scioglimento che sarà disposto con decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e, comunque, per una durata non superiore a novanta giorni dalla data del presente decreto». L’esponente della Giunta Fedriga, come detto, ha pertanto nominato Giuseppe Mareschi, «funzionario in pensione che ha assunto diversi incarichi dirigenziali in vari enti locali e nelle Comunità montane del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, commissario per la provvisoria amministrazione del Comune di Nimis fino a quando sarà adottato il decreto presidenziale. Al commissario – precisa infine il decreto – sono conferiti i poteri già esercitati dal sindaco, dalla Giunta e dal Consiglio comunale».
Una nomina provvisoria, dunque, quella del dottor Mareschi in attesa del decreto di scioglimento definitivo del Consiglio che per ora, come risulta dal provvedimento regionale, è sospeso e, quindi, senza alcun potere deliberante. L’attuale commissario potrà pertanto restare in Municipio per tre mesi e quindi ben oltre le prossime elezioni amministrative (coincidenti con quelle europee), alle quali Nimis, come è noto, non potrà accedere per mancanza dei tempi tecnici (la caduta della Giunta sarebbe dovuta avvenire entro il 24 febbraio). Quindi la Regione Fvg provvederà alla nomina definitiva, confermando lo stesso Mareschi oppure facendo ricorso a un altro funzionario, magari a uno di quelli impegnati attualmente nei Comuni commissariati (per esempio, Grado) e che appunto andranno al voto in questo turno di giugno. Per Nimis, come abbiamo già avuto modo di osservare si potrebbe trattare di una lunga gestione commissariale perché qualora non ci fosse una “finestra” elettorale in ottobre – come peraltro era già avvenuto quando era nata la Giunta guidata da Gloria Bressani – si andrà inevitabilmente alla prossima primavera, quindi con la durata dell’incarico straordinario per circa un anno. Solo allora, infatti, potranno essere indette le elezioni per la scelta dei nuovi amministratori comunali. E votando il prossimo anno, come rilevavamo giorni fa, i rinnovi della civica Assemblea riprenderebbero il ritmo – quindi 2025-2030 e così via – che avevano prima della, per fortuna, breve esperienza dei mandati quadriennali e delle precedenti gestioni commissariali.

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In copertina, la sede municipale di Nimis  che ora amministrata dal commissario.

Nimis, le dimissioni di nove consiglieri spianano la strada al commissario dopo meno di due anni di Giunta Bertolla

di Giuseppe Longo

“Tutti a casa” titolava un famoso film con Alberto Sordi, di oltre sessant’anni fa, sul dopo 8 settembre 1943. Da ieri, il Consiglio comunale di Nimis, infatti, non esiste più, per cui mancando il numero legale salta anche la prevista seduta di questa sera che aveva all’ordine del giorno le annunciate dimissioni del sindaco Giorgio Bertolla. Un colpo di scena – peraltro nell’aria, anche se non proprio in questi termini così ultimativi – ha portato alle dimissioni di ben nove consiglieri su dodici, facendo così cadere l’esecutivo: i cinque “dissidenti” della maggioranza e i quattro della minoranza. Vale a dire Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti che avevano già restituito le deleghe nelle scorse settimane uscendo dalla Giunta, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto; l’ex sindaco Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti. A questo punto risulta spianata la strada del commissariamento in attesa delle nuove elezioni amministrative.

Il sindaco Giorgio Bertolla.

In pratica, se il sindaco Bertolla, come riferito a suo tempo, aveva giocato d’anticipo, vista la dissoluzione della sua maggioranza, annunciando la volontà di rinunciare a portare a termine il mandato amministrativo, prima di correre il rischio di essere sfiduciato, i nove consiglieri in questione hanno agito con altrettanta abilità e tempismo prendendo la drastica, anche se sofferta, decisione di dimettersi in blocco, così da interrompere definitivamente il corso politico che era cominciato neanche due anni fa, con le elezioni del 12 giugno 2022. Al quinto punto dell’ordine del giorno, infatti, figuravano le dimissioni del sindaco e soltanto all’oggetto successivo seguiva la trattazione della mozione di sfiducia al primo cittadino inoltrata al Protocollo municipale a metà marzo con la richiesta della convocazione della stessa assemblea civica. Ma prima ancora, al punto 4 dell’Odg, c’era la presa d’atto dell’avvenuta costituzione del gruppo “Nimis s’è Desta” – appunto con i cinque consiglieri di maggioranza in contrasto con Bertolla – e della designazione del rispettivo capogruppo.
Ed è proprio la predisposizione di questa “scaletta” consiliare che è risultata indigesta a coloro che avevano richiesto, a termini di legge, la convocazione dell’assemblea municipale per trattare la mozione di sfiducia contro il primo cittadino. Nella lettera recapitata ieri in Municipio, si sottolinea infatti che la discussione sarebbe stata «solamente pretestuosa e strumentale nonché, così come formulata, finalizzata a rendere inutile e/o a svilire il dibattito sulla presentata mozione di sfiducia, relegata all’ultimo punto dell’ordine del giorno», facendo altresì critico riferimento alla tempistica scelta da Giorgio Bertolla «per la presentazione delle proprie dimissioni da sindaco, visto l’ampio lasso di tempo oramai intercorso dall’inizio della crisi politico-amministrativa in seno all’Amministrazione comunale di Nimis». A tal fine, si fa rilevare che «per costante orientamento espresso dal Ministero dell’Interno, le dimissioni, al fine del computo dei termini, vanno presentate al Protocollo non essendo necessaria né sufficiente la loro presentazione nel corso di una seduta consiliare». Inoltre, si evidenza che «i punti all’ordine del giorno, così come indicati, sono difformi dall’ordine di trattazione degli argomenti previsto dal regolamento e ciò in spregio alle norme dell’ente e allo stesso Consiglio comunale», per cui «stante il perdurare della situazione di stallo amministrativo, i sottoscritti – si legge infine – rassegnano, contestualmente e personalmente, le dimissioni irrevocabili dalla carica di consigliere comunale». Seguono le nove firme, tutte in rigoroso ordine alfabetico presentate al Protocollo dinanzi al funzionario incaricato Claudio Ceschia.
Come si ricorderà, nelle elezioni amministrative del 2022 si era affermata, per poche decine di voti, su Rinnova Nimis (attualmente all’opposizione), la compagine espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis che proponeva, appunto, come candidato sindaco Giorgio Bertolla, il quale dopo neanche due anni esce dunque di scena per la caduta del consiglio comunale, al cui interno ormai, oltre al primo cittadino,  erano rimasti soltanto il vicesindaco Sergio Bonfini, l’assessore Matteo Cuffolo e il consigliere Luca Balloch. Per cui ora bisognerà soltanto attendere la nomina del commissario straordinario da parte della Regione Fvg, un’esperienza che il Comune pedemontano in pochi anni ha già sperimentato. E poi tornare a votare. Quando? È ancora presto per dirlo, ma se non sarà possibile in autunno si slitterà di sicuro alla primavera 2025. Per cui, singolare coincidenza ma molto significativa, Nimis riprenderebbe gli ormai storici ritmi dei rinnovi amministrativi precedenti alle esperienze commissariali e al breve periodo dei mandati quadriennali.

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In copertina, il Municipio di Nimis che ieri è rimasto senza consiglio comunale.

Crisi a Nimis, mercoledì sera in consiglio le dimissioni del sindaco Giorgio Bertolla che anticipano la mozione di sfiducia

di Giuseppe Longo

Giorgio Bertolla gioca d’anticipo e annuncia la sua volontà di rinunciare a portare a termine il mandato amministrativo al Comune di Nimis, prima di correre il rischio di essere sfiduciato da cinque consiglieri della sua ex maggioranza e da quattro dell’opposizione. Al quinto punto dell’ordine del giorno del consiglio comunale – indetto in sessione straordinaria per mercoledì 10 aprile, alle 20.30 – figurano infatti le dimissioni del sindaco e soltanto all’oggetto successivo la trattazione della mozione di sfiducia al primo cittadino inoltrata al protocollo municipale a metà marzo con la richiesta della convocazione della stessa assemblea civica. Ma prima ancora, al punto 4 dell’ordine del giorno, ci sarà la presa d’atto dell’avvenuta costituzione del gruppo consiliare “Nimis s’è Desta” e della designazione del rispettivo capogruppo.
Si sta per aprire, dunque, un nuovo e importante capitolo nella crisi comunale venuta a galla in questi primi mesi del 2024, dopo una serie di malesseri che nell’Amministrazione Bertolla si erano già manifestati durante l’anno passato. Tanto che, oltre alla nascita del nuovo gruppo in seno alla maggioranza, si è registrata la rinuncia di due assessori (Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti), per cui attualmente nell’esecutivo con Bertolla siedono il vicesindaco Sergio Bonfini e l’assessore Matteo Cuffolo. E infine il tutto è sfociato nella citata mozione di sfiducia, sottoscritta dai quattro rappresentanti dell’opposizione – l’ex sindaco Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti – e dai cinque consiglieri “dissidenti” che sostenevano la giunta municipale: i citati Del Fabbro e Doraconti, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto. Come si ricorderà, nelle elezioni amministrative del giugno 2022 – quindi neanche due anni fa! – si era affermata, per poche decine di voti, su Rinnova Nimis guidata dalla uscente Gloria Bressani la compagine espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis che proponeva come candidato sindaco Giorgio Bertolla.
Tornando agli argomenti consiliari, la imminente seduta si aprirà, dopo l’approvazione dei verbali di quella precedente, con le comunicazioni del sindaco e con l’esame degli Obiettivi sulle spese di funzionamento e del personale della società in house A&T2000, quella cioè che si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti domestici.

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In copertina, il sindaco di Nimis Giorgio Bertolla pronto a rinunciare al mandato.

Aria di crisi al Comune di Nimis: rinuncia di due assessori e mozione di sfiducia al sindaco da parte di cinque consiglieri di maggioranza e quattro dell’opposizione

di Giuseppe Longo

“Tanto tuonò che piovve!”. La celebre affermazione attribuita a Socrate può essere adattata bene anche alla situazione del Comune di Nimis, dove a una lunga sequenza di malesseri interni alla maggioranza consiliare, sono seguite nel giro di pochi giorni le dimissioni di due assessori e una mozione di sfiducia, alla civica amministrazione, da parte di nove esponenti: cinque della stessa maggioranza di centro-destra e quattro dell’opposizione, sui tredici totali. C’è aria di crisi, dunque, a neanche due anni dalle elezioni amministrative che avevano portato al vertice del centro pedemontano la compagine guidata da Giorgio Bertolla – espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis – dopo aver superato, per poche decine di voti, Rinnova Nimis, la lista del sindaco uscente Gloria Bressani. Giovedì è stata infatti protocollata in Municipio una missiva indirizzata al consiglio comunale, al primo cittadino e al segretario dell’ente locale nella quale si chiede «la convocazione della seduta del consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al sindaco». Il documento è sottoscritto, come detto, dai cinque esponenti della maggioranza: Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti (assessori dimissionari), Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, unitamente ai quattro rappresentanti dell’opposizione, e quindi la stessa Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti.

Gloria Bressani
ex sindaco di Nimis

Un nuovo Gruppo – Cinque consiglieri – fra cui, appunto, due componenti della giunta – agli inizi dello scorso gennaio avevano ritenuto di differenziarsi dal resto della maggioranza municipale dando vita un Gruppo nuovo – “Nimis s’è Desta”, la sua denominazione – con l’intento dichiarato, però, di non far mancare l’appoggio al sindaco e alla sua amministrazione, ma di rappresentare nel contempo un apporto “critico” diverso con cui puntare a un maggior coinvolgimento nelle scelte comunali. Evidentemente, vista la svolta, in questi mesi le cose non sono andate nella direzione auspicata, tanto che lunedì scorso gli assessori Del Fabbro e Doraconti hanno rimesso nelle mani del sindaco i propri mandati (rispettivamente Associazioni – Politiche scolastiche – Attività culturali – Politiche giovanili – Sanità; Turismo – Sport – Società partecipate) e, aggiungendosi ai tre colleghi consiglieri Di Betta, Michelizza e Migueletto, hanno firmato la mozione di sfiducia alla giunta, espressa ormai soltanto dal sindaco Giorgio Bertolla, dal vicesindaco Sergio Bonfini e dall’assessore Matteo Cuffolo. Per cui con nove consiglieri “dissidenti” su tredici significa la perdita della maggioranza da parte dell’amministrazione, quindi senza la possibilità di deliberare alcunché a cominciare dal bilancio di previsione. In altre parole, è l’apertura di una crisi virtuale in attesa della sua ufficializzazione consiliare. La seduta, a termini di legge, andrà convocata non prima di dieci giorni – comunque entro trenta – dalla presentazione della mozione al fine di poter accertare se. nel frattempo, ci fosse stato qualche ripensamento da parte di firmatari.

Il consiglio comunale – Ma cosa significa tutto questo? Se la mozione di sfiducia verrà approvata nella ormai prossima seduta del consiglio comunale ci sarà la decadenza immediata della civica amministrazione aprendo la strada al commissariamento, esperienza che il Comune di Nimis aveva già conosciuto una dozzina di anni fa. Il Testo unico degli Enti Locali – come ricordano i nove firmatari nelle premesse al loro documento – prevede, infatti, che «il sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio». Da notare, al riguardo, che si aprirebbe una piuttosto lunga gestione commissariale che potrebbe arrivare addirittura alla primavera 2025 (se non dovesse essere aperta una “finestra” elettorale in autunno), in quanto non ci sono più i termini prescritti affinché pure Nimis possa aggiungersi ai numerosi Comuni chiamati al voto nel prossimo giugno in abbinamento con le consultazioni europee.

Fabrizio Mattiuzza
capogruppo di minoranza

La trasparenza – Come si è arrivati a questa delicata, e abbastanza singolare, situazione? Lo spiegano già le prime righe della mozione – che tutti hanno avuto la possibilità di leggere in questi giorni sui social -, quando si sottolinea che «uno dei cardini del programma dell’attuale maggioranza era quello di migliorare il rapporto tra cittadini e amministrazione coinvolgendoli nelle scelte e informandoli costantemente del lavoro svolto»; inoltre, «tutti i consiglieri avevano stabilito che l’azione amministrativa avrebbe dovuto essere incentrata sul dialogo, sulla condivisione e sulla trasparenza». Cosa che, a quanto pare di capire, non è avvenuta in quanto «sin dalle prime fasi, invece, il dialogo, la compartecipazione e la trasparenza, sia interno che esterno, venivano trascurati a favore di una gestione accentrata nelle mani del sindaco e di un paio di assessori». Nel contempo, «gli altri componenti la compagine di maggioranza per oltre un anno insistevano costantemente affinché il sindaco aprisse una stagione di maggior dialogo, trasparenza e coinvolgimento di tutti i consiglieri al fine di riuscire a lavorare tutti insieme in armonia e sviluppare con più energia e passione progetti di sviluppo e di innovazione per il nostro territorio».

Tentativi e promesse – Ma nonostante «tutti i tentativi e le tante promesse da parte del sindaco nulla cambiava, persistendo la mancanza di ogni forma di programmazione condivisa, l’assenza di incontri per concordare congiuntamente le priorità da seguire, i progetti da porre in essere e quelli da elaborare e intavolare per il futuro, nonché la mancanza di ogni forma di dialogo con i cittadini, non avendo il sindaco indetto alcun incontro, discussione, comizio pubblico per informare e coinvolgere la popolazione nelle scelte amministrative». E proprio per tentare di “sbloccare questa situazione di stallo e dare impulso ad una nuova e più costruttiva dialettica politica interna ed esterna, cinque consiglieri di maggioranza costituivano in data 03.01.2024 il gruppo consiliare “Nimis S’è Desta”, precisando che lo stesso avrebbe continuato, senza soluzione di causa, a sostenere il sindaco in carica e avrebbe operato sempre a sostegno della maggioranza cui apparteneva”. Ma le cose non sono andate come auspicato, tanto che da gennaio è seguita «una situazione di instabilità determinata dall’incapacità del sindaco di gestire una nuova dialettica democratica tra i gruppi di maggioranza con la conseguenza che una problematica che poteva essere risolta in modo costruttivo in meno di una settimana ad oggi non ha ancora visto soluzione. Infatti, invece di aprire un dialogo serio all’interno della maggioranza, il sindaco, il vicesindaco e l’assessore alle Opere pubbliche immediatamente, senza un coordinamento unico e concordato nemmeno tra loro stessi, intavolavano una trattativa privata con i consiglieri di opposizione nel tentativo di sostituire gli aderenti a “Nimis S’è Desta” con il gruppo di minoranza offrendo a questi ultimi due assessorati».

I progetti – Una trattativa che, tuttavia, non ha portato a nessun risultato perché «condotta in modo talmente dilettantistico sin dalle prime fasi, diveniva di dominio pubblico e portava ad un nulla di fatto, mettendo, però, in crisi la maggioranza uscita dalle urne». Se questo, invece, fosse avvenuto «oltre a sintomo di spregio e noncuranza della volontà popolare» espressa con il voto del 2022, sarebbe stato «anche un grave atto di mancanza di lealtà e rispetto nei confronti dei candidati», ma anche «un tentativo di strumentalizzare la correttezza e la trasparenza dei consiglieri di opposizione, configurando questa una “motivazione politica”, di per sé sola sufficiente per l’approvazione della mozione di sfiducia».
Nel documento si passa poi all’analisi delle mancanze amministrative, in quanto – si accusa – «si è manifestata ripetutamente e diffusamente l’inadeguatezza del sindaco a condurre un confronto costruttivo con l’intero consiglio comunale, e un tanto anche in considerazione della costituzione del nuovo gruppo consiliare», oltre a «definire le linee programmatiche dell’azione amministrativa per individuare, affrontare e risolvere i problemi del paese; rappresentare in consiglio comunale le scelte dell’amministrazione; svolgere un’azione di governo efficiente, ad esempio, il “rilancio rapido del Parco delle Pianelle”, la demolizione e la realizzazione del nuovo Ponte della Motta, il completamento dei lavori di riqualificazione della palestra, la pulizia e la manutenzione del territorio». Alla Giunta Bertolla si imputa poi che «non sono stati affrontati gli iter di importanti piani e iniziative urbanistiche ed edilizie, quali la costruzione del nuovo asilo nido finanziato con fondi Pnrr, la messa in sicurezza del “Ponte Grande” di Cergneu, la realizzazione della rotonda in piazza Monsignor Beniamino Alessio, la riqualificazione dei percorsi pedonali di via Garibaldi, la ristrutturazione dell’auditorium e dell’aula di musica». Oltre a questo, si afferma che «nulla si è visto per quanto riguarda i progetti e i programmi di sviluppo per il paese annunciati nel corso del dibattito politico in campagna elettorale» e che «a tal riguardo il sindaco non ha saputo tessere rapporti con gli altri Comuni e territori pur essendo nella maggior parte dei casi della sua stessa area politica. Dimostrazione ne è la non riconferma del sindaco del Comune di Nimis quale componente del comitato esecutivo della Comunità di Montagna del Natisone e Torre».

Visione strategica – La mozione di sfiducia sottolinea poi la «manifesta incapacità del sindaco nell’organizzare e nell’avere una minima visione strategica, non solo nel breve ma nemmeno nel medio/lungo termine». E questo «ha di fatto determinato nei nostri concittadini una completa sfiducia nell’attuale classe dirigente, che ad essi si era presentata come forza di modernizzazione e cambiamento». Si rileva, quindi, che l’«aver concentrato tutte le posizioni di responsabilità (contabile finanziaria e del personale) dell’Ente nelle mani dell’assessore alle Opere pubbliche, peraltro non all’altezza del ruolo, ha contribuito in maniera esponenziale a far emergere l’incapacità del sindaco ad assumere responsabilità amministrative, nonché ha evidenziato l’inadeguatezza al ruolo dell’assessore incaricato». Si osserva, altresì, che «la gestione delle risorse umane, a partire dalle forze di governo per arrivare al personale amministrativo, risulta totalmente fallimentare» e che «in tutto il periodo di amministrazione è stata forte l’assenza del sindaco ai tavoli istituzionali tematici dove si decidono investimenti e progetti a medio e lungo termine che riguardano Comune e territorio», tanto che «il consiglio comunale non può continuare ad assistere passivamente ad un così grave degrado nella gestione delle istituzioni, nei risultati dell’azione amministrativa, a tutto danno della comunità e dei cittadini», in quanto «questa amministrazione, a causa di alcuni suoi componenti», ha perso «definitivamente lo spirito di novità, trasparenza e responsabilità che le aveva permesso di essere scelta dalla maggioranza relativa dei cittadini per governare il paese».

Il dibattito – Per cui, alla luce di tutto quanto messo in evidenza nel loro documento, i consiglieri comunali Gloria Bressani, Mariacristina Del Fabbro, Ivana Di Betta, Stefano Doraconti, Beatrice Follador, Fabrizio Mattiuzza, Davide Michelizza, Raul Guillermo Migueletto e Serena Vizzutti – si osservi l’ordine alfabetico – chiedono, come si diceva, «la convocazione della seduta del Consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al sindaco che formalmente presentano». La parola, quindi, ora passa – e non potrebbe avvenire diversamente – all’assemblea municipale, nella quale i rappresentanti dei due gruppi ribadiranno le proprie posizioni con le quali hanno evidenziato numerosi addebiti nei confronti del sindaco Bertolla e degli altri due componenti della giunta, Bonfini e Cuffolo. Se, al termine delle controdeduzioni del primo cittadino e del dibattito, il documento dei nove consiglieri firmatari sarà approvato ottenendo la maggioranza assoluta dei votanti, ci sarà l’immediata caduta dell’esecutivo, per cui la Regione Fvg, informata degli sviluppi, sarà tenuta a nominare quanto prima un commissario straordinario che guiderà il Comune di Nimis fino alle nuove consultazioni amministrative.

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In copertina, il sindaco di Nimis Giorgio Bertolla con il vice Sergio Bonfini.

Ponte della Motta tra Nimis e Povoletto finalmente a una svolta. Il sindaco Bertolla: “Via all’iter della progettazione”

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Finalmente è partito l’iter della progettazione che, se procederà regolarmente, ci porterà alla realizzazione dell’opera». Le parole sono del sindaco di Nimis, Giorgio Bertolla, che abbiamo sentito per fare il punto sul nuovo ponte della Motta, in sostituzione di quello attuale, chiuso al traffico in seguito all’allerta meteo rossa diramata dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Le acque del torrente Cornappo, in seguito alle abbondanti precipitazioni questi giorni, si sono infatti notevolmente ingrossate mettendo a rischio la stabilità del vecchio manufatto, da tempo ormai inadeguato a sopportare l’odierno carico di circolazione. Avversità atmosferiche che hanno imperversato anche in quest’area pedemontana, ma «fortunatamente nonostante il brutto tempo – ha aggiunto il primo cittadino – ce la siamo cavata con relativamente pochi danni, molti alberi caduti e qualche linea elettrica interrotta. Ringrazio la squadra di Protezione civile per il grande lavoro svolto».

Il sindaco Giorgio Bertolla.


Una criticità quella del ponte della Motta tra Nimis e Povoletto – collegando la borgata di Molmentet alla frazione di Savorgnano del Torre – che si sta dunque avviando alla tanto auspicata soluzione, anche se i tempi tecnici ovviamente non saranno brevissimi, mettendo a frutto il finanziamento di oltre due milioni di euro stanziato un paio di anni fa dalla Regione Fvg a beneficio dell’amministrazione allora guidata da Gloria Bressani. Lo storico manufatto – ha infatti oltre 60 anni di vita – dimostra infatti sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto la Giunta precedente a introdurre drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.

La piena che comincia defluire.

Il ponte, costruito alla fine degli anni Cinquanta, appunto per collegare i territori dei due Comuni, proprio nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come lo è pure la famiglia Tomada che gestisce il rinomato e ormai storico Fogolâr della Motta. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo oltre 60 anni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente, proprio come quella di questi giorni e che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che viene chiuso a ogni grossa precipitazione). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte della Motta. Pertanto, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, qualche anno fa ha «inoltrato – come ci aveva riferito a suo tempo l’ex sindaco Bressani, oggi in minoranza – domanda di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la sua realizzazione la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023».

La circolazione interrotta.

Per cui ora sarà proprio la nuova amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla a portare avanti la progettazione di un ponte adatto ai nostri tempi e quindi a dare seguito alla sua costruzione, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito che si trascina da anni. E la notizia che la progettazione del nuovo ponte è finalmente partita farà sicuramente tirare un sospiro di sollievo alle popolazioni dei Comuni di Nimis e Povoletto, in quanto la necessità di una infrastruttura adatta ai tempi è molto sentita.

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In copertina, uno scorcio del ponte della Motta in questi giorni di maltempo: è in corsa la progettazione della nuova opera.

Pieve di Nimis gremita per l’addio a Claudio Benigni: la vicinanza del paese alla moglie ed ex sindaco

di Giuseppe Longo

NIMIS – Gremita l’antica Pieve di Nimis che questo pomeriggio si è stretta attorno a Gloria Bressani, già sindaco del Comune pedemontano, e al figlio Davide esprimendo loro dolore e vicinanza per la perdita, dopo una lunga malattia rivelatasi purtroppo senza speranze, del marito e padre Claudio Benigni. Terminata l’emergenza pandemica, è stata infatti rispettata anche in questa occasione la storica consuetudine secondo la quale i funerali dei residenti a sinistra del Cornappo vengono celebrati nella Chiesa matrice dei Santi Gervasio e Protasio.
All’altare monsignor Rizieri De Tina che tratteggiando la figura del defunto, spentosi a 74 anni, ha detto che Claudio lascia il ricordo di «un uomo schietto, combattente e lavoratore», delineandone con queste parole un efficace “ritratto”. Al termine delle esequie, è salita all’ambone Serena Vizzutti, amica di famiglia e consigliere comunale di minoranza, per sottolineare con parole rotte dalla commozione tutto l’affetto e la partecipazione corale di Rinnova Nimis, il gruppo che aveva espresso nella passata legislatura la civica amministrazione, al grave lutto che ha colpito l’ex primo cittadino. «Ricorderemo Claudio – ha detto – per la sua costante vicinanza a Gloria, per la sua schiettezza e per la sua passione politica». Dopo di lei, belle e significative frasi sono state pronunciate anche da Rita Monai.
Al termine del rito, mentre dalla millenaria torre giungeva un festoso scampanìo – ribadendo che, come aveva ricordato il celebrante, «la vita non è tolta ma trasformata» -, la salma è stata accompagnata da una lunga fila di autovetture (ormai il corteo a piedi è rimasto soltanto un ricordo) in cimitero ove è avvenuta la tumulazione.

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In copertina, Claudio Benigni spentosi a 74 anni dopo una lunga malattia.

Cornappo in piena, è urgente rifare il ponte della Motta: ci sono oltre 2 milioni

di Giuseppe Longo

Dopo la lunghissima siccità, anche a Nimis le piogge sono finalmente arrivate. E questo era avvenuto già nella fase di maturazione dell’uva, tanto da consentire una vendemmia eccezionale. Ma ora risultate anche troppo abbondanti. Le precipitazioni di ieri hanno infatti ingrossato di molto i torrenti e il Cornappo era così gonfio d’acqua da far chiudere temporaneamente il ponte della Motta che collega il paese pedemontano con Savorgnano del Torre, in Comune di Povoletto. Lo storico manufatto – ha infatti oltre 60 anni di vita – dimostra sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto la precedente amministrazione a introdurre drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.
Esattamente un anno fa, riferivamo che sono disponibili oltre 2 milioni di euro per un rifacimento ex novo. Il ponte, costruito alla fine degli anni Cinquanta, appunto per collegare i territori dei due Comuni, proprio nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come pure la rinomata osteria – il Fogolâr della Motta – della famiglia Tomada. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo oltre 60 anni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente, proprio come quella di ieri e che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che da ieri è impraticabile). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte in questione.


«Fin dai primi tempi dell’insediamento di questa Amministrazione – ci aveva spiegato un anno fa l’allora sindaco Gloria Bressani -, si è manifestato il problema relativo alla sicurezza della viabilità del ponte della Motta che congiunge i Comuni di Nimis e Povoletto con traffico sostenuto anche da mezzi agricoli pesanti. Stante il continuo verificarsi di fenomeni atmosferici anche di grande intensità, il manufatto era una costante fonte di preoccupazione per le Amministrazioni coinvolte, per cui in sede concertazione per il riparto dei fondi regionali, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, ha inoltrato istanza di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la realizzazione dell’opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023».
Per cui ora sarà la nuova amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla a portare avanti la progettazione di un ponte adatto ai nostri tempi e quindi a dare seguito alla sua costruzione, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito che si trascina da anni.

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In copertina, il Cornappo ieri in piena all’altezza del ponte della Motta; all’interno, il guado sommerso dall’acqua.

(Foto Comune di Nimis)

 

Eccidio 1944, Torlano e Portogruaro ricordano i martiri di quell’indimenticabile agosto

(g.l.) Ventinove agosto, un mese esatto dal 29 settembre, data che ricorda una pagina fra le più difficili e indimenticabili della storia di Nimis: l’incendio del paese avvenuto proprio quel giorno del 1944. Una tragedia che fu anticipata poco più di un mese prima da un’altra, avvenuta nella vicina frazione di Torlano, dove all’alba del 25 agosto si consumò l’Eccidio nazifascista in cui caddero 33 vittime innocenti, tra cui donne e bambini. E a pagarne più di tutte, ovviamente senza alcuna ragione, fu una numerosa famiglia di mezzadri originaria di Portogruaro: nove i martiri falciati, con mamma De Bortoli, dal mitra del “boia di Colonia”! E dalla città veneta è giunta, come a ogni commemorazione, una folta rappresentanza, guidata dal presidente del Consiglio comunale, Gastone Mascarin.

Il sindaco Giorgio Bertolla…

… e il presidente Gastone Mascarin.


Come è tradizione, il ricordo della strage è cominciato nella Chiesa di Sant’Antonio da Padova con la Messa di suffragio celebrata da monsignor Rizieri De Tina, responsabile della pastorale anche di Torlano, il quale, all’omelia, non poteva non fare riferimento anche all’attualissima tragedia che si consuma giornalmente in Ucraina, frutto della violenza dell’uomo che trova il suo “seme” anche in piccole cose di ogni giorno, come potrebbero essere un azzardato sorpasso o un’andatura troppo lenta, tale da costringere chi segue a perdere tempo. Poi, in corteo, si è raggiunto il vicino cimitero per rendere omaggio al sacello-monumento sotto il quale, dal 1947, riposano i resti di quelle trentatrè vittime, il cui sacrificio è stato rievocato attraverso la lettura, che apre ogni anno la cerimonia nel camposanto, della cronaca di quella tragica mattina del 1944..
Quindi ha portato un saluto, spendendo accorate e commosse parole per auspicare che si affermi la «cultura della pace», Adriana Geretto, presidente regionale dell’Associazione vittime civili di guerra. Alle cui parole hanno fatto seguito quelle, accompagnate da un velo di commozione, del portogruarese Mascarin, il quale ha assicurato che la sua città non mancherà mai alla cerimonia del 25 agosto a Torlano, tanta è stata la gravità di quanto accaduto in quella indimenticabile giornata della Seconda guerra mondiale, la cui memoria finì, con tante altre tragedie,  nel tristemente famoso “armadio della vergogna”.

Monsignor Rizieri De Tina

Ha concluso la serie degli interventi il sindaco Giorgio Bertolla, alla sua prima cerimonia a Torlano essendo avvenuta appena a metà giugno la sua elezione alla guida del Comune di Nimis. Dopo aver portato il saluto del prefetto di Udine, impossibilitato a intervenire, e salutate le comunità di Portogruaro e Terzo di Aquileia, il primo cittadino ha esordito dicendo di aver voluto approfondire i contorni di quella strage che fu scatenata in risposta alla fervente attività partigiana in atto nella zona – come, del resto, anche il successivo incendio di Nimis – e ricollegandosi a quanto continua ad avvenire ancora oggi, ha dedotto che la storia, nonostante il tanto sangue versato, non è riuscita a insegnare nulla all’umanità, che continua a esprimersi con ferocia e sopraffazione. Ma ha concluso con un messaggio di speranza: stiamo uscendo appena adesso – ha osservato – dalla lunga pandemia, ma questa non ci ha impedito di esprimere la nostra solidarietà a chi soffre, offrendo ospitalità anche ai profughi provenienti proprio dall’Ucraina colpita dalle bombe russe.
Folta, alla cerimonia nella parrocchiale e poi appunto in cimitero, la rappresentanza di associazioni combattentistiche e d’arma, mentre per il Comune, oltre al vicesindaco Sergio Bonfini, c’erano anche Gloria Bressani, primo cittadino nella passata amministrazione, e Serena Vizzutti, entrambe componenti dell’attuale gruppo di minoranza.

Tanti i labari e gagliardetti. 

LA RIEVOCAZIONE STORICA

La mattina del 25 agosto 1944 giunse a Torlano, per un’azione di rappresaglia, una colonna di mezzi corazzati delle SS che si fermò all’ingresso del paese. Secondo quanto era stato predisposto dal Comando Superiore di Trieste, le vittime della rappresaglia dovevano essere quaranta, scelte a caso fra la popolazione. All’arrivo dei tedeschi le famiglie Comelli, De Bortoli e Dri, presagendo qualcosa di grave, si ritirarono in una stalla, ritenendolo il posto più sicuro.
Nuclei di partigiani, appostati sulle colline sopra Torlano, con scariche di mitragliatore ostacolavano l’arrivo dei tedeschi, che con le loro autoblinde, riparate fra le case, rispondevano rabbiosamente al fuoco. Mentre infuriava il combattimento, altri militari tedeschi passavano di casa in casa. Tutte le persone trovate, venivano accompagnate e rinchiuse in una stanza nell’osteria di Giobatta Comelli, ora “Al Paradiso”, dove faceva buona guardia un SS.
Luigi Saracco, sfuggito al rastrellamento, venne visto da un soldato tedesco che, da un centinaio di metri, con un colpo di fucile lo colpì a morte. Intanto, arrivò in motocicletta con il mitra a tracolla il maresciallo delle SS Fritz, detto il “boia di Colonia”, il quale si fermò nel cortile dell’osteria e diede ordine di far uscire, una alla volta, le persone ivi rinchiuse. Con un colpo di pistola le fece stramazzare a terra. A tutti spettò la stessa sorte.
Vuanello Giuseppe di vent’anni, da una finestra, osservò terrorizzato la macabra esecuzione e un’idea fulminea gli venne in mente: approfittando di un attimo di distrazione del boia, con una corsa disperata scappò e scomparve in un vicino campo di granoturco.
Le vittime, ricoperte di paglia e cosparse di benzina, vennero date alle fiamme. Il boia quindi entrò nella casa dove erano rinchiusi il proprietario Comelli Giobatta, la moglie e la figlia: a nulla valsero le loro suppliche, uno alla volta caddero in una pozza di sangue. L’altro figlio Albino che si trovava al piano di sopra, assistette al fatto attraverso le fessure del pavimento. Dopo due anni, dopo essersi confessato, con un colpo di fucile si tolse la vita. A sessanta metri di distanza, nella stalla, si erano rifugiati i membri delle famiglie De Bortoli e Dri. Lo stesso boia consumò il secondo atto della tragedia. Uno ad uno fece uscire dalla stalla gli uomini e nel cortile li uccise a colpi di pistola, assistito da un appartenente alla milizia. Pasqualino De Bortoli riuscì a mettere in salvo Serena Dri, Netto Dri, Paolo De Bortoli e se stesso attraverso una piccola finestra da cui si buttava fuori il letame.
Nella stalla rimasero le mamme, che stringevano al seno le loro creature, piangendo e pregando. Comparve il boia che continuò a sparare finché non ci fu alcun segno di vita. Rivoli di sangue scorsero sul selciato. I carnefici quindi diedero fuoco alla stalla per coprire l’orrendo delitto e tutto diventò un rogo crepitante. Da questo ultimo e terrificante atto riuscì miracolosamente a salvarsi nonna Elia Spironello: poiché i nipotini avevano fame, lei era andata a prendere qualcosa da mangiare e un soldato, forse con un po’ di cuore, l’aveva fatta deviare. Si salvò anche Gina De Bortoli di dodici anni che, dopo aver visto cadere la mamma e i fratellini, si gettò a terra in tempo per non essere colpita. Tra grida e urla disperate gli uccisi le piombavano addosso. Uditi i lamenti della madre sempre più fievoli e con i vestiti in fiamme, con grande coraggio, riuscì a fuggire tra i campi e ad arrivare fino a Ramandolo dove fu soccorsa.
Tre giorni dopo la strage i corpi carbonizzati delle trentatré vittime innocenti furono pietosamente raccolti e, dopo la benedizione del parroco don Marioni, sepolti in una fossa comune nel cortile dell’allora osteria Traunich. Il 15 aprile 1947 con una solenne cerimonia i miseri resti vennero traslati in cimitero.
Questi i nomi delle vittime:
COMELLI GIOBATTA, con moglie LUCIA e la figlia ROSA.
COMELLI GIOVANNI di anni 53, la moglie VIZZUTTI ANNA di anni 46, i figli IDELMA di 22 anni, STEFANO LUIGI di anni 21, RITA di anni 19, VITTORIO di anni 17, LUCIANO di anni 15, BRUNO di anni 11 e GIOVANNA MARIA di anni 3.
DRI RUGGERO di anni 48, la moglie VIZZUTTI LUCIA di anni 39 con i figli TERESA di anni 13 e FERRUCCIO di anni 11.
DE BORTOLI VIRGINIO di anni 64 con i figli SILVANO di anni 21 e ANTONIO di anni 19, la nuora PERLIN SANTA in DE BORTOLI di anni 35 con i figli VILMA di anni 11, ONELIO di anni 9, BRUNA di anni 6, EMMA di anni 4 e LUCIANO di anni 2.
BLASUTO FRANCESCO di anni 72, la figlia ROMILDA di anni 37 con il marito PELLEGRINI GIOVANNI di anni 39.
CUSSIGH GIUSEPPE di anni 27, SOMMARO GELINDO di anni 38, BARAZZA ALFREDO di anni 34, SARACCO LUIGI, PETROSSI VALENTINO.

La Chiesa di Torlano.

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In copertina, il monumento che in cimitero custodisce i resti dei trentatrè martiri.

A Nimis questa sera il sindaco Bertolla presenta il programma amministrativo

(g.l.) Secondo e ultimo atto post-elettorale questa sera a Nimis. Per le 18.30 il sindaco Giorgio Bertolla ha infatti convocato il consiglio comunale, durante il quale riveste un ruolo di primo piano la presentazione degli indirizzi generali di governo e del programma politico amministrativo. Nella seduta inaugurale, successiva alle consultazioni del 12 giugno, il primo cittadino neo-eletto si era infatti limitato al giuramento, come prescritto dalla legge, cosa che aveva fatto in italiano e in friulano.
Altro adempimento post-elettorale sarà la costituzione dei gruppi consiliari con la designazione dei rispettivi capigruppo. Come è noto, la competizione alle urne era stata vinta dalle due liste Nimis al Centro e Uniti per Nimis, che esprimevano appunto la candidatura di Bertolla, mentre quella di Rinnova Nimis, che proponeva il ritorno di Gloria Bressani alla guida del Comune per un nuovo quinquennio, era passata all’opposizione con quattro componenti.
Ma la civica assemblea in questa seconda riunione del nuovo mandato amministrativo si aprirà con il conferimento di una funzione in forma associata alla Comunità di Montagna Natisone e Torre e con una modifica del regolamento per il funzionamento del consiglio. Quindi seguirà una variazione di bilancio di previsione, oltre a un assestamento generale dei conti municipali con la verifica della salvaguarda dei loro equilibri.
Infine, sarà presa in esame la mozione depositata nella seduta del 29 giugno da parte dei consiglieri comunali di Rinnova Nimis che, come si ricorderà, riguardava l’intitolazione della sala consiliare al defunto architetto Walter Tosolini, che fu sindaco e per lunghi anni esponente di minoranza.

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In copertina, il giuramento del sindaco Giorgio Bertolla nella prima seduta.

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Cinema sotto le stelle:
c’è “Glassboy”

Penultimo appuntamento stasera a Nimis con “Cinema sotto le stelle”. Alle 21, nel cortile della Biblioteca in via Matteotti, sarà infatti proiettato “Glassboy” un film di avventura di gruppo del 2020 per la regia di Samuele Rossi. Qualora dovesse piovere, la serata si terrà nella vicina sala parrocchiale. La rassegna cinematografica, con ingresso gratuito, è stata organizzata da Comune e Pro Loco di Nimis, Biblioteca comunale e Oranimis. L’ultima proiezione è poi in programma il 5 agosto.