Ute Pordenone, il nuovo Anno accademico oggi sarà inaugurato dalla montagna che rinasce raccontata da Giuseppe Ragogna

Sarà il giornalista e autore Giuseppe Ragogna a inaugurare – oggi 2 ottobre, alle 15.30, nell’auditorium Lino Zanussi della Casa dello Studente di Pordenone – il 42° Anno accademico dell’Ute, Università della Terza Età di Pordenone e Azzano Decimo. L’incontro di prolusione, aperto a tutti con ingresso gratuito, prevede un intervento introdotto dalla presidente Ute Adriana Predonzan, collegato al libro “Friuli, storie di rinascita della montagna” (Edizioni L’omino Rosso 2023), giunto alla seconda edizione in pochi mesi dalla pubblicazione.

Si tratta di un reportage di viaggio di Ragogna per riscoprire le vallate più nascoste del Friuli: dal Cansiglio al Piancavallo, dalla Valcellina alla Val Tramontina, dalla Val Colvera alla Val d’Arzino, dalla Carnia al Canal del Ferro, dalla Val Resia alle Valli del Natisone. Storie di resistenza coraggiosa e di rigenerazione della montagna, sfidando i fenomeni di marginalità e di spopolamento. Con il giornalista pordenonese saranno presenti all’incontro, con ingresso libero, alcuni dei protagonisti del libro, che parleranno della loro esperienza.
Già vicedirettore del quotidiano Messaggero Veneto, oggi impegnato nel volontariato con Caritas diocesana e con Cuamm Medici con l’Africa. Giuseppe Ragogna si lascia trascinare dal fiuto delle “buone notizie” che profumano di ottimismo. I racconti si srotolano con semplicità lungo il percorso compiuto sul campo, con lo zaino in spalla e il taccuino degli appunti in mano. Si intrecciano così identikit diversi: chi alleva animali e trasforma il latte in formaggio e ricotta; chi coltiva piante officinali in campi che sono quadri di Van Gogh e di Cézanne; chi mantiene in vita tradizioni antiche con pratiche innovative; chi sviluppa cultura e lavori digitali connessi con il mondo; chi sceglie un’esistenza appartata nel silenzio, lontano dal caos. Sottolinea Ragogna: «Da questa esperienza ho capito che la montagna non è morta, ma contiene segni di rinascita contagiosi». Gli abitanti della montagna sono così “avanguardie” di un movimento di rinascita, con persone che ritornano al paese d’origine dopo avere girato il mondo, oppure spinte soprattutto dalle privazioni patite durante il Covid.
L’Anno Accademico 2023 – 2024 dell’Ute Pordenone, che include un ulteriore ampio programma proposto dalla sede di Azzano Decimo, prevede un centinaio tra corsi, laboratori, viaggi, guidati da 90 docenti, ogni giorno da ottobre fino a maggio, per non smettere mai di imparare, progettare, aggiornarsi sull’attualità. Un gruppo di volontari coordinato da Martina Ghersetti, sarà disponibile per dare informazioni sulle numerose iniziative e accogliere le iscrizioni. In concomitanza con l’avvio dei corsi dal mese di ottobre tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 15.30.
Dopo l’anteprima del 23 settembre, molti gli appuntamenti programmati. Oltre a Giuseppe Ragogna sono, infatti, in arrivo altri autori noti ed esperti di storia friulana, come lo scrittore Angelo Floramo e il giornalista e autore Walter Tomada, o l’esperta studiosa della scrittrice Caterina Percoto, Laura Feruglio. Ute Pordenone sarà inoltre coinvolta nella due giorni dedicata all’educazione finanziaria, organizzata dall’Università di Udine e dal Comune di Pordenone: nella sala Teresina Degan della Biblioteca Civica il 5 e 6 ottobre, e proporrà poi quattro appuntamenti sui temi dell’inflazione, dei tassi d’interesse, sulla gestione del risparmio e le crisi e tutela del consumatore. Fra le novità di questo Anno accademico anche un corso dedicato al Gesù storico, curato da Orioldo Marson, gli approfondimenti sul mondo della tecnologia per i non nativi digitali, e ancora focus su argomenti molto utili, come gli incontri su come difendersi dalle truffe. Si parlerà ancora di Pier Paolo Pasolini, e di Italo Calvino e Carlo Emilio Gadda, di geopolitica con il docente Cristiano Riva e di astronomia, chimica, melodramma.
Ben 25 i laboratori, dal latino e greco antico a un nuovo metodo di stimolazione cognitiva, socio-emotiva e psicomotoria, ai laboratori di ceramica, cohousing, pittura e cianotipia, fiori di seta. Due i viaggi in programma: in Italia un giro approfondito dell’Umbria, mentre all’estero si esploreranno i luoghi magici di Normandia e Bretagna.

Info e dettagli www.centroculturapodenone/ute telefono 0434.365387

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In copertina, il giornalista e scrittore pordenonese Giuseppe Ragogna.

Casarsa, la difesa dell’informazione ricordando Polzot

Casarsa della Delizia e il Friuli Venezia Giulia hanno reso omaggio, ieri mattina, alla memoria del giornalista Stefano Polzot, morto prematuramente lo scorso dicembre. Il teatro comunale Pasolini ha ospitato, infatti, l’annunciata giornata dedicata al ricordo dell’esemplare professionista con il convegno “Giornalismo in prima linea nella difesa della libertà d’informazione. Il convegno ha fornito anche l’occasione per presentare la borsa di studio intitolata proprio a Stefano Polzot che permetterà di sostenere gli studi a un allievo della Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano e che nel primo anno permetterà di allestire una postazione per interviste multimediali allo stesso Istituto. “Un modo – ha sottolineato, anche a nome della famiglia di Stefano Polzot, Giuseppe Ragogna, per tanti anni collega a Pordenone e a Udine, ma soprattutto grande amico del giornalista, scomparso poco più che cinquantenne, e della moglie Donatella – per proseguire l’insegnamento di Stefano nelle nuove generazioni di giornalisti, dando la possibilità ai più brillanti di avere tutti i mezzi per raggiungere i propri obiettivi professionali e di vita. Il tutto grazie alla collaborazione dei vari soggetti nei quali, lungo la sua vita, Polzot si è impegnato”.

Il saluto del sindaco Lavinia Clarotto e le relatrici con Cristiano Degano.

La mattinata, aperta dal saluto del sindaco Lavinia Clarotto, ha pertanto visto gli interventi di Marilena Natale, cronista anti-camorra, minacciata di morte per le sue inchieste e che da oltre due anni vive sotto scorta; Cristina Mastrandrea, giornalista, fotoreporter e videomaker, che si occupa di tematiche sociali e fenomeni migratori in giro per il mondo; Luana De Francisco, giornalista di cronaca nera e giudiziaria del Messaggero Veneto, impegnata in inchieste sulle infiltrazioni criminali in Friuli. Ha coordinato la discussione Cristiano Degano, presidente dell’Ordine giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

Come detto, Stefano Polzot è scomparso nel dicembre del 2018 a 51 anni di età, lasciando la moglie e un figlio. Autore di numerosi libri, anche di carattere economico, ha lavorato sia in televisione che nella carta stampata fino a ricoprire il ruolo di caporedattore, era responsabile del reparto Regione e Attualità, al Messaggero Veneto. Polzot aveva anche collaborato con varie altre pubblicazioni, tra le quali il Momento della Casa dello studente di Pordenone-Irse e quelle firmate insieme a Giuseppe Ragogna. A Casarsa, sua città di origine e dove risiedeva, era impegnato nella vita della comunità, sia nella Pro Loco che nell’associazione Forum Democratico, delle quali era stato presidente. Proprio la Pro Loco è stato il suo più grande lascito a favore del paese, visto che ne è stato tra i volontari più attivi fin dai primi anni di attività a partire dal 1981, membro del direttivo nonché presidente per due volte favorendo la crescita del sodalizio e della Sagra del Vino organizzata dalla stessa associazione. Fondò e diresse il giornale della Pro Loco, La Roggia, nonché curò le varie edizioni del premio Cittadino dell’Anno.

Ecco gli animatori della giornata. 

Il progetto coinvolge Città di Casarsa della Delizia, Pro Loco di Casarsa della Delizia, Coop Casarsa, Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Circolo della stampa di Pordenone, Forum Democratico, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Irse insieme alla famiglia di Polzot e agli amici.

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In copertina, una sorridente immagine che ricorda Stefano Polzot, scomparso ad appena 51 anni. 

 

A Casarsa il ricordo di Stefano Polzot: una borsa di studio

Si sta registrando un grande interesse, a Casarsa della Delizia e in Friuli Venezia Giulia, per la giornata dedicata alla memoria del giornalista Stefano Polzot, scomparso nel 2018, intitolata “Giornalismo in prima linea nella difesa della libertà d’informazione: per questo gli organizzatori hanno deciso di spostare l’evento, in programma domani mattina, 26 ottobre, dalla sala consiliare del Comune di Casarsa al Teatro comunale Pier Paolo Pasolini di via Piave, dove il pubblico, oltre all’ampia struttura, potrà usufruire di una serie di parcheggi gratuiti che ci sono in zona (via Piave, via XI febbraio, via Segluzza). Poi, altra novità, ci sarà la diretta streaming sul sito www.forumdemocraticocasarsa.it.
Stefano Polzot, morto a dicembre dello scorso anno, era un giornalista attento e capace nel racconto della vita politico-economica del Friuli Venezia Giulia senza venir mai meno al suo stretto rapporto con la propria comunità di origine. Per cui la sua Casarsa lo ricorderà con un convegno che farà il punto sulla libera informazione e soprattutto sarà occasione per presentare la borsa di studio a lui intitolata che permetterà la preparazione a uno studente della scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano.

L’appuntamento, come detto, è per domani, alle 10, in teatro. Dopo il saluto del sindaco Lavinia Clarotto e l’introduzione del giornalista Giuseppe Ragogna, grande amico e collega per tanti anni di Stefano Polzot prima a Pordenone e poi a Udine, ci sarà l’intervento di Claudio Lindner, vicedirettore della scuola scuola di giornalismo “Walter Tobagi”. Il convegno “Giornalismo in prima linea a difesa della libertà di informazione” vedrà quindi gli interventi di Marilena Natale, cronista anti-camorra, minacciata di morte per le sue inchieste e che da oltre due anni vive sotto scorta; Cristina Mastrandrea, giornalista, fotoreporter e videomaker, che si occupa di tematiche sociali e fenomeni migratori in giro per il mondo; Luana De Francisco, giornalista di cronaca nera e giudiziaria del Messaggero Veneto, impegnata in inchieste sulle infiltrazioni criminali in Friuli. Coordinerà la discussione Cristiano Degano, presidente dell’Ordine giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
La borsa di studio intitolata a Stefano Polzot nel primo anno permetterà di allestire una postazione per interviste multimediali alla scuola Tobagi e nel biennio successivo sosterrà il percorso didattico di uno studente. “Un modo – ha dichiarato, anche a nome della famiglia Polzot, Giuseppe Ragogna, amico appunto del giornalista prematuramente scomparso e della moglie Donatella – per proseguire l’insegnamento di Stefano nelle nuove generazioni di giornalisti, dando la possibilità ai più brillanti di avere tutti i mezzi per raggiungere i propri obiettivi professionali e di vita. Il tutto grazie alla collaborazione dei vari soggetti nei quali, lungo la sua vita, Polzot si è impegnato”.

“Siamo onorati – ha sottolineato il sindaco Lavinia Clarotto – di aver avuto come cittadino Stefano Polzot, la cui serietà e impegno civico per la comunità si trasponevano anche nella professione, dov’era un cronista libero e sempre attento nel racconto obiettivo dei fatti, senza rinunciare a uno stile piacevole per il lettore. La sua è un’eredità importante da trasmettere e conservare e per questo il Comune ha aderito con convinzione e contribuirà al progetto”.  “Stefano – ha aggiunto Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa presieduta per anni anche dallo stesso Polzot – si è sempre impegnato a favore della comunità e questo è un modo, da parte della comunità casarsese stessa, di ricordarlo con qualcosa di utile per l’intero panorama giornalistico”.
“Anche il mondo della cooperazione locale – ha concluso Mauro Praturlon, presidente di Coop Casarsa – ha potuto apprezzare la sua grande competenza quando è stato vicepresidente della nostra cooperativa durante la presidenza di Flavia Leonarduzzi, anch’ella coinvolta nel progetto come tutta Coop Casarsa che aderisce con convinzione dando il suo contributo alla borsa di studio”.

Stefano Polzot è scomparso nel dicembre scorso ad appena 51 anni di età, lasciando la moglie e un figlio. Autore di numerosi libri, anche di carattere economico, ha lavorato sia in televisione che nella carta stampata fino a ricoprire il ruolo di caporedattore, era responsabile del reparto Regione e Attualità, al Messaggero Veneto. Polzot aveva anche collaborato con varie altre pubblicazioni, tra le quali il Momento della Casa dello studente di Pordenone-Irse e quelle firmate insieme a Giuseppe Ragogna. A Casarsa, sua città di origine e dove risiedeva, era impegnato nella vita della comunità, sia nella Pro Loco che nell’associazione Forum Democratico, delle quali era stato presidente. Proprio la Pro Loco è stata il suo più grande lascito a favore del paese, visto che ne è stato tra i volontari più attivi fin dai primi anni di attività a partire dal 1981, membro del direttivo nonché presidente per due volte favorendo la crescita del sodalizio e della Sagra del Vino organizzata dalla stessa associazione. Fondò e diresse il giornale della Pro Loco, La Roggia, nonché curò le varie edizioni del premio Cittadino dell’Anno.

Il Teatro Pasolini di Casarsa.

Il progetto coinvolge Città di Casarsa della Delizia, Pro Loco di Casarsa della Delizia, Coop Casarsa, Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Circolo della stampa di Pordenone, Forum Democratico, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Irse insieme alla famiglia di Polzot e agli amici.
La mattinata è valida per il corso di formazione professionale dei giornalisti (5 crediti deontologici).

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In copertina, il giornalista Stefano Polzot che sarà ricordato domani.