Ultimo saluto a don Renato Vezzio per decenni parroco a Salt di Povoletto e per oltre trent’anni residente a Nimis

di Giuseppe Longo

Fino a qualche anno fa, era facile incontrare don Renato Vezzio a Nimis durante la sua passeggiata quotidiana: viveva infatti in canonica assieme a monsignor Rizieri De Tina e a don Luigi Gloazzo, dopo la prematura scomparsa di don Flaviano Veronesi. E questo è avvenuto per ben 32 anni, come ricorda In Cunfidenze di questa settimana. Poi l’avanzata età ne ha consigliato il ritiro alla Fraternità sacerdotale di Udine, la casa di riposo dei religiosi, dove si è improvvisamente spento domenica scorsa, all’ora dell’Angelus. Oggi, alle 16, saranno celebrati i funerali nella Chiesa di Salt, la piccola frazione di Povoletto della quale era parroco da decenni. Le esequie saranno presiedute dall’arcivescovo Riccardo Lamba.
Don Renato è morto alla bella età di 91 anni e godeva ancora di una discreta salute, tanto che periodicamente alcuni parrocchiani di Salt lo accompagnavano in paese per la celebrazione della Messa. E anche il giorno stesso della dipartita avrebbe desiderato salire all’altare dell’amata comunità. Renato Vezzio nacque nel 1933 a Jeandelaincourt, nella regione francese attualmente denominata Grand Est, dove la famiglia – originaria di Bueriis, frazione di Magnano in Riviera – era emigrata in cerca di lavoro. Rientrato in Italia, fu ordinato sacerdote a ventiquattro anni, era il 1957, dall’allora arcivescovo Giuseppe Zaffonato.
«Dopo alcuni incarichi di collaboratore pastorale (a Buja e a Udine, per la precisione a San Nicolò al Tempio Ossario) – ricorda una nota biografica dell’Arcidiocesi di Udine -, nel 1963 il suo primo incarico da parroco, in Carnia, a Ligosullo. Don Vezzio resse la Parrocchia della Val Pontaiba per cinque anni. Nel 1968 si avvicinò al gruppo di sacerdoti oblati diocesani, a Ribis di Reana, ma vi prese parte per un periodo molto breve. Nel 1973 fu nominato parroco di Cortale, sempre nel Rojale. Nel dicembre 1976 assunse la guida della comunità di Dordolla, Parrocchia – ora soppressa – nei pressi di Moggio Udinese; in Val Aupa don Vezzio fu protagonista dei primi anni di ricostruzione post-terremoto. Nel 1985 monsignor Alfredo Battisti gli assegnò l’incarico che don Vezzio rivestì fino alla morte: fu infatti nominato parroco di Salt, frazione del Comune di Povoletto. In aggiunta, dal 2003 al 2014 fu amministratore parrocchiale di Platischis/Plestišča, in comune di Taipana, oltre che membro del Consiglio presbiterale diocesano per alcuni mandati. Di carattere schivo, ma particolarmente tenace e caparbio, don Vezzio fu un grande appassionato di arte: a lui si deve l’ornamento della chiesa di Salt con opere di Arrigo Poz, per un connubio tra fede e arte capace di donare un senso di bellezza all’esperienza spirituale».
Una vita intensa, insomma, quella di don Renato Vezzio che oggi riceverà l’ultimo saluto proprio in quella piccola parrocchiale che lo ha visto protagonista per tantissimi anni assieme alla gente di Salt. La quale, come detto, lo aspettava anche domenica scorsa per la Messa che l’anziano sacerdote avrebbe voluto celebrare. Ma il destino aveva disposto diversamente.

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In copertina, una delle ultime immagini di don Renato Vezzio spentosi a 91 anni.

Sipario sul Festival della Canzone Gradese vinto da Filippo Fabris: i giovani sono ancora attratti dalle tradizioni dell’Isola immortalate anche nelle foto storiche della famiglia Marocco

di Giuseppe Longo

Il giovanissimo Filippo Fabris, con la canzone “Dime de sì”, è il vincitore della 56ª edizione del Festival della Canzone Gradese, manifestazione che ha regalato, sabato sera, al pubblico che gremiva il Palacongressi di Città Giardino, una serata sicuramente indimenticabile perché, come avevamo anticipato annunciandola, non solo ha permesso a tutti di fare un salutare “tuffo” nell’antica tradizione orale della località lagunare, ma anche perché ha dimostrato ancora una volta quanto il concorso canoro – tutto “graisan” – sia amato dalle nuove generazioni che sono attratte dai valori irrinunciabili della “graisanità” e quindi assicurano d’esserne gelosi custodi e interpreti. E questo, per una comunità che crede in se stessa, è veramente bello!

Ecco i tre premiati del 56° Festival.

Inoltre, come è noto, il 56° Festival della Canzone Gradese è stato anche un incontro tra la tradizione fotografica dell’Isola e, appunto, quella canterina con le immagini storiche collezionate e conservate negli archivi della famiglia Marocco, che ha consentito a tutti di compiere un nostalgico viaggio nel passato della bellissima festa in musica. «Grazie a tutti coloro – ha scritto Laura in un post – che hanno apprezzato il libretto di sala con i testi delle canzoni a cui ho abbinato fotografie mie, di mio nonno Domenico, di papà Mauro e della mamma Alba». Oltre a questo, c’è stato anche l’applauditissimo ritorno della “Conchiglia d’Oro” dedicata ai più piccoli, proposta accolta subito con vero entusiasmo e che, ovviamente, ha tutti i numeri per essere ripetuta fin dalla prossima edizione. Perché, logicamente, anche questo è un modo per tenere ancorati i più giovani alla storia e alle tradizioni di una comunità culturalmente molto ricca e che aveva trovato nella “vose” di Biagio Marin la sua espressione più alta e genuina.
Ma torniamo ai risultati del Festival, ricordando che la vittoria è andata, appunto, al giovane Filippo Fabris con la canzone “Dime de sì” di cui è anche autore assieme a Mattia Troian per la parte musicale; secondo classificato, invece, Mattia Marchesan con “‘L tènpo no pol fermasse” su musica del compianto Sebastiano Corbatto e parole di Gian Marchesan; infine, la terza posizione per Cinzia Borsatti che ha cantato “Sans Soucis” di Marta Chiusso sia per il testo che per la musica.

La “Conchiglia d’Oro”.

Oltre alla fotografia del manifesto di Laura Marocco, premi speciali sono stati alcuni pannelli fotografici dell’Archivio Marocco rispettivamente di Alba Marchettot Marocco per la sezione “mamuli” (Coro “Conchiglia d’Oro” diretto da Violetta Gratton) a Luciano Cicogna, autore di parole e musica de “‘L carachì” premiato da monsignor Paolo Nutarelli; di Domenico Marocco per il Premio Cooperativa Pescatori consegnato da Luca Corbatto agli autori di Trampulin: Stefano Dovier e Alessandro Marchesan. Il sindaco Giuseppe Corbatto ha premiato, invece, Gian e Mattia Marchesan (canzone già seconda classificata ) con la fotografia su tela di Mauro Marocco come Premio Giuria di Qualità intitolato a Luciano Facchinetti (“Siego”), alla cui memoria è stato tributato un sentito omaggio: è stato presentato il video di una sua canzone interpretata da Simone Zentilin , che però non è potuto essere presente perché in volo alla volta del Brasile (partito dal palco del Festival, ora si esibisce sulle navi da crociera!). Alle premiazioni ha partecipato anche il presidente della Fondazione Carigo, Alberto Bergamin, che ha consegnato il riconoscimento alla terza classificata, Cinzia Borsatti. Grado Turismo ha rivolto, infine, «un grazie a Quelli del Festival: Fabio Marchesini, presidente, ed a Leonardo Tognon, che ha presentato la serata con professionalità e coinvolgimento. Grazie agli animatori del Ricreatorio Spes Grado che hanno collaborato per la raccolta e lo spoglio dei voti, all’orchestra e a tutte le maestranze coinvolte senza dimenticare gli sponsor». Ricordiamo, altresì, che durante una pausa dello spettacolo è stato proiettato un docufilm di Christian Natoli dedicato all’Isola di Grado su commissione della Regione Friuli Venezia Giulia.
E così anche questa edizione del Festival della Canzone Gradese è andata felicemente in archivio. Ma il pensiero dei suoi organizzatori è fin d’ora rivolta alla prossima. Perché questa manifestazione che, come abbiamo visto, ha superato ben cinquantasei anni di storia dimostra tutta la sua freschezza e il suo saldo attacamento nella comunità “graisana”. Insomma, una di quelle tradizioni da difendere, valorizzare e rinnovare nel tempo. E Grado dimostra costantemente in tutte le occasioni che scandiscono la vita isolana, a cominciare da quelle religiose, di saperle conservare gelosamente. Perché qualcuno ha detto, giustamente, che chi non conosce il proprio passato non può sapere neanche come sarà il suo futuro. E sicuramente anche “Biaseto” la pensava così.

Infine le altre premiazioni.

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In copertina, Filippo Fabris mentre canta la sua “Dime de sì” che ha vinto il Festival.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Il Tagliamento “re dei fiumi alpini” ricchezza naturale da salvaguardare: oggi a Nimis un film di Fabrizio Zanfagnini

di Giuseppe Longo

Oltre al Cornappo e al Torre, oggi a Nimis si porrà sotto la lente anche il Tagliamento, fiume che scorre lontano dal paese pedemontano ma non per questo è poco amato. Tutti, infatti, vogliono bene a quello che è riconosciuto come il “re dei fiumi alpini”, uno dei pochissimi ormai – se non addirittura l’unico – che scorre quasi totalmente nel suo letto naturale, disegnando un suggestivo reticolo di corsi d’acqua, limpidissima, che offrono immagini davvero incomparabili. Una caratteristica che deve essere preservata il più possibile e magari beneficiare un giorno non lontano – questo il nostro modesto auspicio – anche dell’importante riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Umanità, al pari di quelli che l’Unesco ha attribuito anni fa alle Dolomiti Friulane, nel Fornese, e al sito palafitticolo Palù di Livenza (tra Caneva e Polcenigo, in provincia di Pordenone), bellezze naturalistiche fra le più significative della nostra regione.

Fabrizio Zanfagnini


A parlare del Tagliamento oggi a Nimis sarà il documentarista e fotografo – con studi in Agraria – Fabrizio Zanfagnini, il quale concluderà la giornata che, sotto l’importante aspetto della cultura naturalistica, inaugura il cartellone autunnale della Biblioteca comunale di Nimis con il coordinamento della sua responsabile Angelika Pfister. L’appuntamento è alle 18.30 nella sede di via Giacomo Matteotti, al termine della escursione lungo il Cornappo guidata da Renzo Paganello, del Club alpino italiano, e prevede la proiezione del film “I segreti del Tagliamento” dello stesso film-maker udinese. Al termine, Cristina Noacco presenterà un montaggio di foto e video da titolo “La Via del Torre”.
Il Tagliamento – “Taiament” nel friulano parlato a Nimis – è il più importante fiume del Friuli Venezia Giulia, regione nella quale si sviluppa con una lunghezza di ben 170 chilometri. Come dicevamo, è considerato l’unico a carattere torrentizio dell’intero arco alpino ed uno dei pochi in Europa a conservare l’originaria morfologia a “canali intrecciati”, meritando l’appellativo, o meglio, il giusto riconoscimento di “ultimo fiume selvaggio d’Europa”. Nasce nell’Alto Veneto, nel Comune di Lorenzago, nei pressi del Passo della Mauria. Superato il Cadore, entra nel territorio friulano, anzi della Carnia, nel territorio di Forni di Sopra, per scendere poi nel Tolmezzino attraverso quella che è denominata proprio Valle del Tagliamento. Quindi raggiunge il Gemonese e il Sandanielese. Davvero spettacolari le immagini che si possono osservare dal monte di Ragogna sia a nord che a sud, dove il fiume si avvia, placido, dopo aver superato Codroipo e San Vito, verso Latisana e la foce tra tra Lignano Riviera e Bibione.
Un bellissimo modo, insomma, per inaugurare il fitto programma di “Cultura in festa – La nostra Biblioteca comunale di Nimis”, proprio all’insegna della conoscenza, valorizzazione e tutela di questi tre meravigliosi corsi d’acqua – Cornappo, Torre e Tagliamento, appunto – e dei loro ambiti fortunatamente ancora naturali che tutti dobbiamo sentirci impegnati a salvaguardare anche a beneficio delle future generazioni.

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In copertina e qui sopra ecco due suggestive immagini del fiume Tagliamento.

Grado, dal “sogno” dell’illuminato monsignor Fain alla “pazzia” del parroco Nutarelli: dopo 30 anni il Ricreatorio Spes è una realtà sempre più bella

di Giuseppe Longo

Sebbene il sogno di costruire il Ricreatorio Spes, uno spazio a Città Giardino tutto per i giovani di Grado, fosse stato cullato da monsignor Silvano Fain, il merito della sua edificazione pietra su pietra va soprattutto a don Bruno Sandrin, allora cooperatore vicario dell’illuminato arciprete sceso in laguna dal Collio cormonese. Fu lui, infatti, che seguì passo dopo passo la realizzazione dell’opera, dal progetto all’innalzamento dei muri e alla loro copertura, fino a giungere alla sua inaugurazione che avvenne nell’ottobre 1994. E ora, il sacerdote – parroco di San Lorenzo Isontino – è ritornato nell’Isola della sua gioventù sacerdotale e per la festosa cerimonia organizzata dalla Parrocchia di Sant’Eufemia ha portato, inserito in una cornice, un pezzo del nastro inaugurale tagliato proprio trent’anni fa, alla presenza dell’allora arcivescovo Antonio Vitale Bommarco. Ieri c’era il suo successore, monsignor Carlo Redaelli, a benedire il Ricreatorio ristrutturato e ammodernato con i lavori voluti da don Paolo Nutarelli – “Donpi” per i suoi ragazzi – e che non sono ancora finiti, ma che con il buon cuore di gradesi e ospiti affezionati all’Isola d’Oro saranno portati a termine, traducendo in bellissima realtà il sogno di don Silvano ma anche quello del parroco attuale, Graisan fra i Graisani, formatosi proprio alla “scuola” dell’indimenticabile pastore.

Magnifica e molto partecipata la festa dello Spes in una mattinata piena di sole, alla quale erano presenti anche i vertici delle istituzioni cittadine con il sindaco Giuseppe Corbatto: «Una struttura – ha detto – che deve diventare il punto di aggregazione della comunità. Un sincero ringraziamento al vescovo, al parroco, alle associazioni e a tutti i volontari che hanno reso speciale questa giornata». Tutto è cominciato con la Messa celebrata nella Chiesa di San Crisogono: all’altare, il giovane don Matteo Marega – che aveva accanto l’arciprete Nutarelli e monsignor Mauro Belletti -, il quale prima di ricevere l’Ordine era stato per un anno pastorale apprezzatissimo collaboratore, soprattutto nell’attività dell’oratorio, proprio a Grado. Un giovane prete, consacrato appena nel maggio scorso, che è tornato con grande gioia fra i ragazzi e i giovani conosciuti nel 2021.
Al termine del rito, è seguita la cerimonia del trentennale – coordinata da Leonardo Tognon – proprio negli spazi, oggi resi ancora più accoglienti, del dirimpettaio Ricreatorio. Molto seguito e applaudito il discorso celebrativo di monsignor Nutarelli, il quale ha esordito dicendo che «Con grande gioia e un sentimento di gratitudine verso la Divina provvidenza oggi celebriamo i 30 anni del nostro Ricreatorio Spes. Il primo pensiero, permettetemi, va a monsignor Fain ed a don Bruno (oggi in mezzo a noi) perché, se siamo qui, è merito di chi ha sognato e, in senso molto concreto, di chi ha dissodato il terreno e seminato». E, richiamata la luminosa figura di San Giovanni Bosco ideatore proprio degli oratori, ha aggiunto: «Oggi celebriamo il trentennale dello Spes e della sua profonda e necessaria ristrutturazione. È il compimento del sogno di don Bruno e di tutti coloro che nel tempo hanno dato un’anima allo Spes. A tutte queste persone il nostro grazie perché hanno creduto in questa realtà oratoriana, fondandola prima e consolidandola poi, per permetterci oggi di attualizzare quei sogni e di farli maturare nel tempo. A noi il compito di portare avanti questo progetto! Con la costruzione di un oratorio la comunità cristiana trent’anni fa scommetteva sull’educazione! A distanza di trent’anni, siamo qui a confermare quella scommessa!».

L’arciprete di Grado è, quindi, passato alle doverose espressioni di gratitudine. «Qui, un ringraziamento desidero farlo al vescovo Carlo che, approvando il progetto, di ristrutturazione ci ha incoraggiato nel perseguire il sogno Spes. In questi mesi di riapertura, il Ricreatorio è diventato centrale nella vita della stragrande maggioranza dei ragazzi e di molte famiglie. Perché un oratorio oggi? Perché abbiamo bisogno di spazi in cui incontrarci e costruire, così, legami significativi. La nostra Parrocchia e la nostra Isola ne hanno molto bisogno! C’è un tessuto comunitario e fraterno da continuare a costruire. L’oratorio – ha sottolineato “Donpi” – dovrà servire anche a questo. Senza dimenticare ciò da cui parte e a cui tende il nostro agire: la persona viva di Gesù, che il cristiano incontra nella Chiesa, nella Parola e nei sacramenti. Uso uno slogan: uno spazio aperto a tutti, ma con lo stile del Vangelo. Il Crocifisso all’ingresso ne è la chiave di lettura. Oggi sento il dovere morale di ringraziare chi concretamente mi è stato accanto in questa “pazzia”: un grazie va ai membri del Consiglio affari economici ed al Consiglio pastorale che hanno approvato il progetto, all’architetto Michela Maricchio ed a tutte le imprese che in questi mesi hanno messo mano allo Spes! E penso a chi, nel silenzio e nella gratuità, tiene pulito ed in ordine il Ricreatorio: c’è spazio per tutti. Non abbiate paura di chiedere! Non abbiate paura di dare una mano! I lavori fatti sono tanti… e nei prossimi mesi proseguiranno, ma oggi dovevamo fare festa. Grazie a chi ha creduto in questo sogno. Possibile grazie solo alla generosità di gradesi ed ospiti che qui a Grado hanno il cuore».
E don Paolo ha dimostrato la portata di questo slancio generoso dell’Isola con dati concreti: «In questi due anni ho toccato con mano la sensibilità di tante persone: dai bambini ai nonni… abbiamo raccolto quasi 200 mila euro: non era scontato, non era facile. La Parrocchia in questo momento è fortemente esposta economicamente, ma confidiamo nella Provvidenza che continui a toccare il cuore delle persone e, mi auguro, delle istituzioni. Oggi facciamo festa (ringrazio chi si è reso disponibile per concretizzare tutti gli eventi e chi ha preparato il pranzo), ma affinché questo notevole sforzo intrapreso dalla Comunità gradese sia costruttivo, dobbiamo completare l’opera: abbiamo realizzato i muri, in questi mesi li abbiamo ristrutturati, ora costruiamo le persone. È la sfida della Parrocchia. È una sfida per la nostra Grado. Grazie a tutti!». E ora per il Ricreatorio Spes si apre, dunque, un nuovo importante capitolo, il terzo: quello della conclusione dei lavori per portare a termine quella che don Paolo ha, appunto, definito “pazzia”. Per completare, cioè, il progetto finalizzato a dare una moderna e più funzionale definizione al sogno di monsignor Fain e di don Bruno Sandrin, che ieri ha riabbracciato tanti che nell’Isola si ricordano ancora di lui.

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In copertina, don Bruno Sandrin e monsignor Paolo Nutarelli con il nastro inaugurale di 30 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da don Matteo Marega, gli interventi del parroco, del sindaco Giuseppe Corbatto e la benedizione dell’arcivescovo Carlo Redaelli; altre immagini della bellissima festa e del Ricreatorio Spes con i suoi campi da gioco.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Bellissima festa a Lannach per rinsaldare i vincoli del gemellaggio con Nimis nel ricordo di quelle cerimonie di 35 anni fa

di Giuseppe Longo

LANNACH – «Questi sentimenti di amicizia e questi ideali di pace e di unione fra i popoli ci accompagnino e ci guidino in questo periodo buio e difficile. Grazie per la bellissima accoglienza, viva Lannach, viva Nimis e viva il gemellaggio!». Con queste significative parole il commissario comunale Giuseppe Mareschi ha concluso il suo saluto agli amici stiriani durante la breve ma simpaticissima cerimonia organizzata nella cittadina alle porte di Graz, seconda città dell’Austria, per rinsaldare i valori e i vincoli del gemellaggio nel suo 35° anniversario, replicando quanto era avvenuto a Nimis, al Santuario delle Pianelle, l’8 settembre scorso, in occasione della sagra pluricentenaria. E, parimenti, la cerimonia a Lannach ha avuto quale gioiosa cornice proprio l’annuale festa d’autunno in una tersa e calda mattinata, “inondata” da un sole insolito a queste latitudini nel mese di ottobre.

Ma il rappresentante del Comune friulano aveva esordito dicendo: «Completiamo oggi la cerimonia che festeggia 35 anni di gemellaggio. Se l’idea di gemellarsi può essere stata pensata da poche lungimiranti persone, percorrere insieme 35 anni è il risultato del lavoro, della collaborazione e della volontà di molti. È il risultato dell’amicizia, del rispetto, della fraternità di due comunità che vogliono progredire insieme. Ringrazio di cuore tutti voi che credete in questo progetto e vi impegnate per continuarlo. Ricordo con piacere la bella giornata a Nimis dell’8 settembre , la vostra allegria , il vostro affiatamento». E ha concluso: «A suggello di questa giornata, abbiamo pensato a un ricordo, un’opera di un valente artista di Nimis. E siccome siamo una delle Città del vino, a una selezione di un ottimo Ramandolo». Vino che, peraltro, gli amici stiriani hanno potuto degustare, assieme ad altri prodotti nostrani, nel ben fornito stand allestito con la collaborazione della Pro Loco, rappresentata dal suo presidente Mario Srebotuyak. Mentre, assieme ai numerosi ospiti di Nimis, c’erano gli ex sindaci Giorgio Bertolla, Gloria Bressani, Danilo Gervasi e Renato Picogna, oltre a chi scrive che nel 1990 controfirmò proprio a Lannach il gemellaggio siglato un anno prima in Friuli da Germana Comelli nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli. Nel contempo, il borgomastro Josef Niggas ha ricordato con grate parole il sindaco Walter Tosolini, scomparso un paio di anni fa, e i suoi predecessori Josef Mayer e Maximilian Röck, sottolineando quanto sia importante questo vincolo di amicizia che i 35 anni trascorsi non hanno allentato bensì rafforzato. Per cui – sottoscrivendo con il dottor Mareschi una nuova pergamena celebrativa – si è augurato che «questa bellissima esperienza continui con immutato vigore, regalando nuove soddisfazioni a entrambe le comunità». E questo sarà il compito delle civiche amministrazioni che usciranno dalle prossime elezioni comunali sia a Lannach che a Nimis.
Una bellissima mattinata, insomma, per la rappresentanza friulana in Stiria, accolta con calore dagli amici di Lannach e dallo stesso borgomastro Niggas che si è improvvisato, in un simpatico siparietto, anche direttore della Banda cittadina, le cui note hanno reso ancora più festosa una giornata che resterà segnata con importanti caratteri nella storia del gemellaggio. Ebbe ragione Rodolfo Zilli – il figlio dello scultore, scomparso una decina di anni fa e sepolto, con la sua famiglia, proprio nel cimitero di Lannach -, a promuovere questo bellissimo rapporto assecondando gli ideali espressi da un’Europa unita e solidale. Valori sottolineati anche in quelle opere che l’artista di Nimis realizzava nel Castello di Lannach che sorge vicino alla moderna Chiesa parrocchiale, dove i fedeli vengono accolti dalle braccia aperte di quel Dio Padre scolpito proprio da Zilli.

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In copertina, il borgomastro Josef Niggas sottoscrive con il commissario Giuseppe Mareschi la nuova pergamena del gemellaggio; all’interno, alcune immagini della bellissima festa e infine il Dio Padre scolpito da Rodolfo Zilli.

A Grado oggi Madonna del Rosario e Giornata del Ringraziamento con la Benedizione del mare. Festa anche per il Presepe che l’Isola donerà al Papa

di Giuseppe Longo

Grande festa oggi a Grado per la ricorrenza della Madonna del Rosario che coincide con la Giornata del Ringraziamento. Dopo la Messa solenne di stamane nella Basilica di Sant’Eufemia, nel pomeriggio, dopo la tradizionale supplica alla Beata Vergine di Pompei, alle 16.30 prenderà il via la processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli che, grazie alle finalmente favorevoli previsioni meteo, attraverserà Via Gradenigo, Piazza Duca d’Aosta, Via Conte di Grado e Piazza XXVI Maggio. Giunta al Porto Mandracchio, imboccherà Viale Europa Unita per arrivare in Largo San Crisogono, raggiungere la Salita alla Diga e il Lungomare Nazario Sauro, dove avverrà una sosta con la Benedizione del mare. Al termine del rito propiziatorio, discesa in Largo San Crisogono e, quindi, attraverso Via Gradenigo rientro nella Chiesa patriarcale.

Monsignor Paolo Nutarelli


«Non è stata una stagione estiva semplice ma, giunti al termine, desideriamo dire grazie al Signore!», scrive su Insieme monsignor Paolo Nutarelli, il quale in questi giorni ha anche inviato un messaggio agli operatori del turismo isolano, ricordando che quella di oggi è «la festa che porta a compimento il tempo dell’estate che per la nostra Comunità è il momento in cui vivere l’accoglienza in tutti gli ambiti della vita». L’arciprete, poi, aggiunge: «Papa Francesco ci ricorda che il mondo, spesso, si divide in due: “chi non ringrazia e chi ringrazia; chi prende tutto come se gli fosse dovuto, e chi accoglie tutto come dono, come grazia”. La preghiera di ringraziamento comincia sempre da qui: dal riconoscersi preceduti dalla grazia. Siamo stati pensati prima che imparassimo a pensare; siamo stati amati prima che imparassimo ad amare; siamo stati desiderati prima che nel nostro cuore spuntasse un desiderio. Se guardiamo la vita così, allora il “grazie” diventa il motivo conduttore delle nostre giornate. Imparando dalla Madonna che meditava sul proprio vissuto anche noi oggi vogliamo, nonostante le oggettive difficoltà, ringraziare il Signore per il tempo della vita».
E in questa grande ricorrenza da “Perdon” dedicata alla Madre di Cristo come non ricordare, e festeggiare, anche la bellissima notizia che proprio Insieme aveva divulgato qualche giorno fa, riferendo che «ufficialmente la Sala Stampa del Vaticano ha annunciato che sarà la Comunità di Grado a regalare al Papa il Presepe di San Pietro del Natale 2024. Che gioia, che emozione sapere – sottolineava monsignor Nutarelli – che nella Notte di Natale, quando Papa Francesco aprirà la Porta Santa, tutto il mondo potrà ammirare in Piazza San Pietro un presepe particolare, dove Gesù nasce “in Cason”. L’inaugurazione del Presepe a Roma, in diretta web e sui canali televisivi del Vaticano, verrà vissuta sabato 7 dicembre». Per l’importante cerimonia, la Parrocchia ha organizzato un viaggio a Roma con la partenza da Grado il 6 dicembre: le iscrizioni sono già aperte.
Una notizia davvero straordinaria per l’Isola se si pensa che appena due anni fa era stato ancora il Friuli a regalare il Presepe al Papa. In quell’occasione, gli artigiani mobilieri di Sutrio avevano realizzato
una magnifica Natività allestita sotto l’obelisco di Piazza San Pietro. E ora, dopo i Monti della Carnia, saranno proprio i casoni della Laguna di Grado a creare un’ineguagliabile ambientazione per far nascere il Salvatore. Veramente un grande riconoscimento per l’Isola d’Oro non solo morale, ma che avrà anche benefici effetti sulla sua immagine di amato centro per le vacanze estive, marine e termali. Un altro motivo, insomma, per “ringraziare” in questa giornata speciale.

L’Isola di Grado tra mare e laguna.

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In copertina, l’antica statua della Madonna degli Angeli che oggi andrà in processione.

Grado, trent’anni fa la prima pietra del Ricreatorio Spes il sogno di quel giovane prete sceso in laguna da Cormons

di Giuseppe Longo

Era il 2 ottobre 1994, appena quattro anni prima che la morte improvvisa, e dolorosa, privasse Grado della indimenticabile guida spirituale di monsignor Silvano Fain, che l’Isola ha ricordato il 19 settembre nel 26° anno della scomparsa esponendo nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia una bella immagine che ritrae l’arciprete mitrato e in paramenti solenni. E quel 2 ottobre di trent’anni fa l’illuminato sacerdote, sceso dai colli di Cormons – «Benedictus qui venit in nomine Domini!», esclamò Biagio Marin vedendolo arrivare il 28 aprile 1957, vestito come un vescovo, nel porto mandracchio -, coronava il sogno che accarezzava dal suo esordio in laguna, in quel nuovo incarico che aveva assunto a 36 anni: un giovane prete che pensava ai suoi giovani parrocchiani, ai bambini, ai ragazzi. Quello di costruire un Ricreatorio – da altre parti, si chiama anche Oratorio – che aiutasse a crescere con il buon esempio le nuove generazioni isolane: non a caso lo aveva immaginato, e progettato, a Città Giardino, il quartiere più giovane di Grado. E il sogno è stato portato a termine grazie alla passione e alla completa dedizione di don Bruno Sandrin.


Proprio quel 2 ottobre 1994, l’arcivescovo di Gorizia, padre Antonio Vitale Bommarco, benediceva la prima pietra di quello che sarebbe diventato lo “Spes” – in latino significa Speranza – con l’auspicio che potesse diventare «un eloquente punto di incontro per tutta la città di Grado, in modo particolare per tutti i giovani che, da tempo, sentivano l’esigenza di un luogo di riferimento e di aggregazione» (così si leggeva nella pergamena deposta nella prima pietra, di cui una copia è conservata in Spes). «Sono passati, quindi, trent’anni e, dopo gli ingenti lavori di ristrutturazione – afferma monsignor Paolo Nutarelli, attuale arciprete, che ebbe proprio in don Silvano il suo sicuro riferimento spirituale -, verrà vissuto un evento per celebrare questo importante traguardo che ci si augura diventi un punto di partenza per l’avvenire». Chiaramente, i lavori di ristrutturazione non sono ancora conclusi – di recente, come si ricorderà, è stato inaugurato il campo giochi -, per cui la Parrocchia si affida ancora al buon cuore dei “graisani”, finora rivelatosi veramente grande e generoso, per completare l’opera e dare nuova luce e dimensione al sogno di monsignor Fain.


È stato, pertanto, annunciato un ricco programma di festeggiamenti – di cui ha dato notizia oggi anche “Insieme”, il foglio settimanale della Chiesa gradese -, messo a punto dal Coordinamento del Ricreatorio Spes, e sostenuto dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che comincerà giovedì 17 ottobre e si svilupperà con varie proposte nelle giornate successive per concludersi solennemente domenica 20, quando nella moderna Chiesa di San Crisogono – che pochi giorni fa ha visto la bella e suggestiva cerimonia della benedizione degli zainetti scolastici dei ragazzi dell’Isola – sarà celebrata una Messa presieduta da don Matteo Marega. Al termine seguirà nel dirimpettaio Ricreatorio Spes una Preghiera di Ringraziamento con l’arcivescovo Carlo Redaelli, coronata dal pranzo comunitario.
«Per me è un grande onore portare avanti questo sogno. Ed era bello ricordare l’evento di trent’anni fa – afferma don Paolo – non come un ancoraggio al passato, ma come occasione per rilanciare l’Oratorio oggi. Negli anni, grazie alla passione di sacerdoti e volontari, qui sono state vissute bellissime esperienze (penso al teatro ad esempio, alle attività aggregative, allo strumento straordinario ed educativo dello scoutismo che nel prossimo anno compirà 45 anni di presenza a Grado). Oggi siamo chiamati ad interrogarci sul ruolo educativo di questo spazio che deve essere contemporaneamente aggregativo e poi, nel tempo, formativo. Mi piace pensare a don Bosco… quando ricordava che l’Oratorio è casa, Chiesa, scuola e cortile. È cortile perché si gioca, ci si diverte, la noia non deve esistere. È casa perché si sta in famiglia e ci si deve sentire liberi di essere se stessi. È scuola perché si impara a vivere lì, non solo teoricamente ma sul campo. E poi è Chiesa perché è formata da tutti noi, che siamo Comunità che cerca di vivere secondo lo stile di Cristo».


Ma monsignor Nutarelli non poteva esimersi dal fare un riferimento anche agli oneri dei lavori richiesti per dare un nuovo volto, più moderno e funzionale, al Ricreatorio. «L’impegno finanziario di questa ristrutturazione – afferma l’arciprete – per molti è stata una pazzia… ma bisognava investire nello Spes perché abbiamo bisogno di sentirci Comunità. Lo Spes è uno strumento per aiutare i bambini a diventare adulti secondo uno stile che per noi, lo ripeto, è quello di Cristo… interiorità, accoglienza, servizio, farsi prossimo etc. Diventato adulto vivrà la sua vita con lo stile che qui avrà imparato, nella speranza che poi ogni adulto sappia mettersi a servizio dei più piccoli! Colgo l’occasione di questi festeggiamenti per ringraziare chi ha creduto in questo progetto lasciando la sua offerta e mi auguro che altre persone e anche istituzioni pubbliche e private possano dare il loro contributo… ne abbiamo bisogno, ma sono certo che la Provvidenza ci aiuterà. La cosa bella di questi mesi? Lo Spes vivo e pieno di allegria».

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In copertina, il campo per il basket al Ricreatorio Spes; all’interno, una sala-gioco, il ricordo di monsignor Silvano Fain e don Paolo Nutarelli alla benedizione degli zainetti scolastici.

Grado, a scuola suona la campanella tra gioia e amarezza per la perduta autonomia. Domenica la benedizione degli zaini a Città Giardino dove procedono i lavori al Ricreatorio Spes

di Giuseppe Longo

Anche a Grado stamane ha preso avvio il nuovo anno scolastico: alle 7.55 per la prima volta, dopo le vacanze estive, è suonata la campanella invitando gli alunni a entrare nelle aule. Un momento importante per la formazione pure per i ragazzi dell’Isola, tanto che per domenica prossima “Insieme”, il foglio della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, ha annunciato la originale cerimonia di benedizione degli zaini con libri, astucci e quaderni, al fine di augurare mesi produttivi e di soddisfazioni a tutti i giovanissimi studenti. Ma accanto alla gioia del momento, monsignor Paolo Nutarelli sottolinea che «l’amarezza per il ridimensionamento organico della scuola (ricordiamo che per una scelta politica l’Istituto “Marco Polo” è stato fuso con il “Dante Alighieri” con sede degli uffici in quel di San Canzian d’Isonzo) è tanta sia per tempistica e modalità, ma sappiamo che Corpo docente e Personale Ata renderanno, comunque, entusiasmante e proficuo l’avvio della scuola: a loro l’augurio di un buon lavoro». Ricordiamo che più volte la voce del parroco si era levata a difesa dell’autonomia della Istituzione scolastica gradese – proprio per il fatto di operare in un’Isola con caratteristiche di tradizioni e cultura tutte specifiche -, ma senza ottenere l’auspicato ascolto, tanto da dare corso all’accorpamento di Grado con San Canzian sebbene le due realtà non abbiano nulla in comune, essendo anche separate da una distanza di una ventina di chilometri.

Ma torniamo agli zaini. Infatti, domenica prossima 15 settembre, durante la Messa delle ore 11.30 in San Crisogono, a Città Giardino «affideremo al Signore – anticipa don Paolo – tutto il mondo della scuola nella certezza che ogni esperienza umana è specchio della bellezza di Dio! In questa occasione, invitiamo bambini e ragazzi a portare in Chiesa i loro zaini scolastici! Infatti, durante la Santa Messa, vivremo il gesto della benedizione degli zaini, un gesto simbolico per augurare un buon anno scolastico a tutti gli studenti e per affidarli alla protezione di Gesù, maestro di vita e modello di crescita in età, sapienza e grazia».
Proprio di fronte alla Chiesa di San Crisogono, sorge il Ricreatorio Spes, oggetto in questi mesi di importanti lavori di riqualificazione, per sostenere i quali c’è stato un gesto di generosità molto significativo da parte della comunità e che la Parrocchia si augura possa continuare al fine di poter affrontare le spese richieste dalle altre opere programmate, considerando – sottolinea l’arciprete – che «l’opera di ristrutturazione dello Spes, per adesso, è sostenuta unicamente dalle offerte dei privati». Proprio riguardo al funzionamento della struttura – che volle realizzare monsignor Silvano Fain negli ultimi anni della propria vita – “Insieme” informa che «grazie alla collaborazione tra Parrocchia e “Gradonoi Odv” viene garantito, in Spes, il servizio di apertura e sorveglianza del Ricreatorio con il seguente orario di accesso alla struttura: da oggi 11 settembre, ogni giorno dalle ore 14.30 alle ore 19.30, il sabato anche dalle ore 9 alle ore 12. Questo servizio è garantito dal progetto “Giovani insieme per l’inclusione” finanziato da Action Aid – Fondazione realizza il cambiamento». Ricordiamo, infine, che poco meno di un mese fa – alla vigilia di Ferragosto – era stata inaugurata con una bella festa l’Area giochi dello Spes che è stata intitolata ad Antonio Tognon. Alla cerimonia, coordinata da monsignor Nutarelli, aveva partecipato anche il nuovo sindaco di Grado, Giuseppe Corbatto.

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In copertina e qui sopra due immagini attuali del Ricreatorio Spes; all’interno, un momento dell’inaugurazioni dell’Area giochi mentre parla il sindaco Corbatto.

Alle Pianelle fa subito centro il Mercatino dei Creativi di Nimis. I protagonisti stanchi, ma entusiasti: “Ritorneremo!”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Hanno dovuto riporre anzitempo le loro cose negli scatoloni e smontare i leggeri gazebo, perché sul Prato delle Pianelle c’erano già le avvisaglie del maltempo annunciato. Ma il successo del loro debutto era già avvenuto e la soddisfazione sui volti dei “Creativi di Nimis” era palpabile. Il loro primo Mercatino ha colto nel segno ed ha rappresentato la vera novità di questa 508ma “Sagre des Campanelis” che salvo un po’ di pioggia il primo e, appunto, l’ultimo giorno – domenica 8 settembre festa della Natività della Madonna -, ha beneficiato di un tempo molto bello e invitante. Come quello che ha contrassegnato il via dell’allestimento del Mercatino e quindi tutta la mattinata allo stesso dedicata. Tantissimi sono coloro che, fedeli frequentatori della più antica tradizione della pedemontana, amata dal Tarcentino e dal Rojale fino a Udine, si sono avvicinati ai banchetti dei “Creativi” per ammirare la loro abilità manuale, ma anche la loro indubbia fantasia che li ha portati a offrire ricordi della sagra fra i più disparati. E tantissimi sono coloro che hanno messo mano al portafoglio per portarsi a casa qualcosa di originale e, appunto, creativo, che non si trova assolutamente nei centri commerciali che ormai dettano legge su quanto ognuno di noi deve comprare.

Alla fine, dunque, volti più che soddisfatti, felici di aver fatto questa esperienza e che sicuramente avrà un seguito, possibilmente arricchito anche da nuove presenze, il prossimo anno. Hanno, infatti, già assicurato: «Ritorneremo!». Stanchi ma felici, insomma, a cominciare da Maria Ceschia, appassionata leader del gruppo, il vero “motore” e “cemento” dell’iniziativa. Super-contenta per aver dato vita a «una bella giornata tra arte, manualità, tradizioni e sapori del nostro territorio», il tutto proposto da «piccoli e grandi artisti locali, autori di pezzi unici fatti a mano con amore, passione e fantasia». Anche per raccogliere fondi per poter ridonare al Santuario mariano la pala di San Valentino, in sostituzione della copia fotografica ormai sbiadita che rimpiazza quella andata distrutta dalle fiamme una decina di anni fa. Ricordiamo allora chi sono i “Creativi di Nimis”, protagonisti di questa bellissima mattinata sul Prato delle Pianelle: oltre appunto a quelle di Maria Ceschia, sono stati molto apprezzati i lavori di Aldo Attimis, Adriana Bassi, Damiano Bertolla, Giuseppe Bertolla, Loretta Casasola, Marisa Comello, Lorena Cussigh, Franca Galioti, Donata Gervasi, Rita Grassi, Severo Lauzana e Claudio Marchiondelli. «I nostri ringraziamenti – sono ancora parole di Maria Ceschia – vanno alla Pro Loco del Comune di Nimis che ci ha ospitati, ma anche e soprattutto a tutti i visitatori, concittadini per la maggior parte, che sono passati a salutarci, a curiosare tra le nostre piccole e grandi opere e anche a fare acquisti. Grazie davvero! Ci avete coccolati e rincuorati con i vostri complimenti ed è stato bello poter parlare con tanti di voi: devo dire che ci siamo sentiti un po’ più “paese”. Speriamo di poter ripetere questa bella iniziativa e ci auguriamo di trovare nuovi “creativi” che si aggiungano al gruppo che, ricordiamo, è aperto a tutti».
Accanto a quelle del gruppo c’erano anche bancarelle con prodotti alimentari tipici e oggettistica varia, oltre a uno stand – peraltro ospite ogni anno della sagra settembrina – del Comune austriaco di Lannach, gemellato con Nimis, che ha esibito alcune delle tipiche produzioni della Stiria, mentre si celebravano in Chiesa, e fuori, i 35 anni di questa bellissima amicizia senza confini. Ma su questo significativo evento ritorneremo. Oggi era giusto rendere merito proprio all’iniziativa dei Creativi. Perché Nimis, osservavamo annunciando questo primo Mercatino, non conta soltanto buoni e cattivi – come recita il vecchio detto -, ma anche tanti che hanno idee, fantasia e voglia di fare, realizzando qualcosa di nuovo e di originale. Creativi, appunto!

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In copertina, il gruppo dei “Creativi di Nimis” e all’interno alcune delle loro realizzazioni sul Prato delle Pianelle.

Nimis da 35 anni “gemello” con Lannach: oggi grande festa con gli amici stiriani tra il suono delle tradizionali campanelle

di Giuseppe Longo

Era l’ormai lontano 1989, proprio nei giorni dei tradizionali festeggiamenti settembrini, che a Nimis si sottoscrivevano ufficialmente i protocolli del gemellaggio con Lannach, la cittadina stiriana che sorge a pochi chilometri da Graz – la stessa distanza di Nimis con Udine – unita in un importante vincolo di amicizia nel nome e nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, il quale, partito giovanissimo con la famiglia per l’Austria, vi si stabilì definitivamente senza peraltro rinunciare mai alla cittadinanza italiana, tanto che, assieme alla moglie Stefania Pecchio von Weitenfeld, non mancava mai di scendere a Nimis per ogni consultazione elettorale. Nel bellissimo Castello di Lannach, l’artista aveva infatti il proprio studio-laboratorio, dal quale sono uscite tutte le sue opere tra cui il busto bronzeo del cardinale Ildebrando Antoniutti, del quale era molto amico, che si trova nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio a lato della tomba del porporato, e il suo autoritratto, posto dinanzi alle scuole elementari e medie.


Oggi sul Prato delle Pianelle – in occasione della festa della Natività della Madonna, attorno alla quale ruota la plurisecolare “Sagre des Campanelis” – è attesa pertanto una rappresentanza della comunità stiriana guidata dal borgomastro Josef Niggas per celebrare appunto i 35 anni del gemellaggio. Il commissario straordinario del Comune di Nimis, Giuseppe Mareschi, ha infatti indetto per stamane, con la collaborazione della Pro Loco, una bella cerimonia che, preceduta dalla Messa solenne delle 11 in Santuario, si terrà nel tendone della sagra e sarà coronata dal pranzo con gli amici austriaci.
In quel settembre del 1989 gli atti del gemellaggio – ufficiale, perché regolarmente autorizzato dal Ministero competente – furono sottoscritti dall’allora sindaco di Nimis Germana Comelli e dal viceborgomastro di Lannach Helmut Kormann essendo impossibilitato a intervenire il titolare del Comune stiriano, Josef Mayer. L’anno successivo, analoga, festosa cerimonia si tenne nel citato Castello di Lannach. Nel frattempo, però, le guide dei due Comuni erano cambiate, tanto che nella cittadina stiriana era stato eletto Maximilian  Röck, morto purtroppo un anno fa, mentre a Nimis si era onorato proprio chi scrive di assumere la responsabilità della nuova amministrazione civica. Auspice appassionato dell’intesa fra i due Comuni Rodolfo Zilli, pure lui scomparso ormai da molti anni, per sottolineare il legame tracciato dal padre artista tra il paese d’origine e quello ospitante. Un legame nello spirito di amicizia e collaborazione che anima la stessa Unione Europea e che lo scultore Zilli aveva anticipato anche in alcune delle sue opere. Quelle due cerimonie di gemellaggio – appunto del 1989 e del 1990 – segnarono la nascita di una bellissima amicizia che in tutti questi anni non è mai venuta meno, ma trova sempre occasioni per rinsaldarsi soprattutto in occasione degli annuali festeggiamenti, in settembre e in ottobre, delle due comunità. E già da ieri sul Prato delle Pianelle c’è uno stand con i prodotti tipici di Lannach e della Stiria, come ad anticipare la bella festa che contrassegnerà la giornata odierna al suono delle tradizionali campanelle di terracotta, simbolo della storica sagra. Bentornati Amici di Lannach!

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In copertina, un momento della cerimonia ufficiale del gemellaggio nel 1989; all’interno, tanti gli amici di Lannach intervenuti: in primo piano il dottor Rodolfo Zilli con l’anziana madre Stefania Pecchio.