Monsignor Dino Bressan nominato vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine. Lascerà la guida della Pieve di Tricesimo e della Forania della Pedemontana

di Giuseppe Longo

Importante promozione per monsignor Dino Bressan, 68 anni proprio oggi, arciprete di Tricesimo, che diventa il numero 2 dell’Arcidiocesi di Udine. Monsignor Riccardo Lamba, che ne è titolare da poco più di un anno, l’ha infatti appena nominato vicario generale e moderatore di Curia. Il presule ha comunicato la sua decisione al clero diocesano riunitosi stamane ad Aquileia per il pellegrinaggio giubilare dedicato proprio a sacerdoti e diaconi. Il nuovo incarico – come informa la stessa Chiesa friulana – avrà decorrenza a partire dal 1° settembre, per cui da quella data monsignor Bressan lascerà le Parrocchie di Tricesimo, Ara e Fraelacco.

Nel contempo, dovrà rinunciare anche alla guida della Forania della Pedemontana quella che, in base alla riforma adottata qualche anno fa dall’allora arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, aveva assorbito le storiche Foranie di Gemona, Nimis, Tarcento e Tricesimo, istituendo le quattro omonime Collaborazioni pastorali che si aggiungono a quelle di Osoppo, Povoletto e Reana. Una decisione che lo stesso monsignor Lamba comunicherà direttamente anche agli operatori pastorali dei Comuni di Povoletto, Nimis, Attimis e Taipana che incontrerà questa sera nell’Oratorio di Povoletto.
Don Bressan prenderà il posto di monsignor Guido Genero che per raggiunti limiti d’età (classe 1947) lascia la seconda carica diocesana dopo quasi quindici anni di servizio a fianco del citato arcivescovo Mazzocato e ultimamente di monsignor Lamba. Come detto, il sacerdote, originario di Cussignacco, proprio oggi compie 68 anni essendo nato il 5 giugno 1957 a Charleroi, in Belgio, da una famiglia originaria di Cussignacco, popolosa frazione alle porte di Udine. Monsignor Bressan è parroco di Tricesimo, Ara e Fraelacco dal 2021 e dall’anno scorso è appunto vicario foraneo della Pedemontana: incarichi che da settembre passeranno in altre mani. L’Arcidiocesi di Udine, al riguardo, ha già annunciato che la nuova guida dell’importante Pieve tricesimana sarà resa nota nelle prossime settimane.

—^—

In copertina, monsignor Dino Bressan; all’interno, il Duomo di Tricesimo.

 

Cosa hanno di “speciale”gli abitanti di Nimis? Domani riflessione in Biblioteca con Rizieri De Tina e Adriano Ceschia

di Giuseppe Longo

Alzi una mano chi non ha mai sentito l’espressione “I bogns i triscj e chei di Nimis”! Come dire che gli abitanti del paese, vegliato dal monte Bernadia e dal millenario campanile della Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, sono “speciali”, tanto che possono avere un difetto o una marcia in più. Ed è proprio di questo che Adriano Ceschia e Rizieri De Tina, studiosi dell’essere friulani entrambi, professore il primo e sacerdote il secondo, parleranno domani durante una serata organizzata dalla Biblioteca comunale. L’incontro, molto interessante, rientra nel vastissimo, e qualificato, programma della “Setemane de culture furlane” organizzata, come ogni anno, dalla Società Filologica Friulana e si terrà alle 20.30 nelle ex elementari di via Giacomo Matteotti, a pochi passi dal Municipio.

Adriano Ceschia

Rizieri De Tina

Tema dell’incontro, con relativo dibattito, è appunto “I bogns i triscj e chei di Nimis? Il teritori des plui lenghis e la sô int” e praticamente dà il via a una nuova stagione della Biblioteca stessa, tanto che per la prossima settimana, venerdì, con la puntuale iniziativa della sua Angelika Pfister, ha organizzato una interessante mattinata (dalle 10) nell’ambito di “Aspettando la notte dei lettori”, l’anteprima itinerante che si concluderà il 31 maggio prossimo. Ma fermandoci alla serata di domani va detto che, appunto, il professor Ceschia – molti ne ricorderanno sicuramente il padre, il “mestri Gjno”, per una vita insegnante in quelle scuole – e monsignor De Tina prenderanno in esame, sotto vari punti di vista, le motivazioni che hanno portato alla ormai storica definizione secondo la quale ci sono “i buoni, i cattivi e quelli di Nimis”, arrivando alla conclusione – magari con gli apporti che potranno giungere dal dibattito – se questo detto sia giustificato o meno. Adriano Ceschia è un nimense “verace” e don Rizieri è codroipese di nascita, ma è nel paese pedemontano da quasi 47 anni, un periodo così lungo che gli ha permesso di conoscere a fondo la realtà locale con pregi e difetti, per cui entrambi hanno pieno titolo a disquisire in maniera sicuramente coinvolgente sul tema messo sul tappeto dalla Filogica e dalla Biblioteca, con il supporto della civica amministrazione uscita dalle recenti elezioni.

Adriano Ceschia oggi è anziano e, instancabile, ha trascorso una vita intensa, anche politicamente, nel difendere e valorizzare la lingua e la cultura del nostro Friuli, scrivendo le sue riflessioni anche in apprezzati volumi. Non di meno il pievano – oggi, data l’età, soltanto responsabile pastorale – che ha sempre avuto a cuore le peculiarità di questa terra di confine, offrendo preziosi contributi attraverso la carta stampata, i mezzi di informazione radiotelevisivi e le Messe in “marilenghe” (ogni domenica sera, molto apprezzate per le sue riflessioni, nella Chiesa matrice). E, a proposito della gente di Nimis, il sacerdote ha sempre sottolineato il suo carattere di «appartenenza», cioè di sentirsi “parte” del paese soprattutto da chi si trova a vivere lontano. Peraltro, la stessa villotta “Viva Nimis” a un certo punto aggiunge “la passion di torna dongje tal pais de brave int”. E a tal proposito è illuminante il bellissimo articolo che l’avvocato Alberto Picotti pubblicò su “Il Pignarul” dell’Epifania tarcentina nell’ormai lontano 1994, intitolato “O soi di Nimis! Clamimi… Nimis!”. Merita di essere letto e se non lo avete già fatto lo trovate sull’ultimo numero di “In Cunfidenze” (anche qui sopra), l’irrinunciabile foglio della Parrocchia, supplemento settimanale alla “Voce della Pieve”, giunto alla bellezza di 2086 uscite!

—^—

In copertina, una bella veduta di Nimis con sullo sfondo le sue amate montagne.

I Marinai di Grado ricordano a Barbana il giovane Egidio Bullesi terziario francescano che Giovanni Paolo II quasi trent’anni fa dichiarò “venerabile”

di Giuseppe Longo

GRADO – “Viver d’amore è navigare ognora gioia spargendo e riso intorno a me”: è la scritta che si legge sotto il busto del venerabile Egidio Bullesi sorretto dal piccolo monumento che dal 1979 si incontra prima di entrare nel Santuario di Barbana. La frase è tratta dal diario del marinaio morto per tubercolosi a poco più di 23 anni: gli fu ispirata da una frase di Santa Teresa di Lisieux alla quale il terziario francescano era devoto. Da mezzo secolo, i suoi resti riposano nella cappellina che sorge ai limiti del sagrato della Chiesa mariana, tanto amata in tutto il Friuli Venezia Giulia, dove nel 1974 vennero trasferiti dal cimitero di Pola, la città istriana dove era pure nato nel 1905.


E al termine della Messa cantata per l’apertura della “porta santa” nel Santuario proclamato Chiesa giubilare – oltre che per rinnovare il voto dei pescatori di Grado ricordando la flotta che, un secolo fa, riuscì a salvarsi nell’Adriatico aggredito da un violentissimo fortunale proprio per intercessione della Madonna di Barbana -, è stato reso omaggio al giovane militare-religioso da parte della sezione isolana dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia, presente l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, che aveva celebrato il solenne rito, assieme a monsignor Paolo Nutarelli, titolare della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, e ad altri sacerdoti.
Proprio a quel ricordato 1974 risale l’avvio, nel capoluogo giuliano, della causa di beatificazione e tre anni dopo, il 7 luglio 1997, Giovanni Paolo II dichiarò Egidio Bullesi “venerabile”.  Poi, un quarto di secolo fa, l’allora vescovo di Trieste, Eugenio Ravignani, inviò alla Congregazione per le cause dei Santi i risultati del processo informativo su un presunto miracolo che sarebbe avvenuto l’anno stesso della morte, nel 1929, sulla motonave Vulcania.

Ecco, allora, un breve profilo della breve ed eroica vita di Egidio Bullesi tratta da una scheda del Calendario francescano secolare: «Nasce a Pola (diocesi di Parenzo), che allora appartiene all’Austria, terzo di nove figli. Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, deve rifugiarsi con la famiglia a Rovigo. Poi si trasferisce a Szeghedin (Ungheria), Wagna (Stiria) e Graz (Austria). Alla fine di tale peregrinare, la famiglia ritorna a Pola, divenuta italiana, dopo il 1919. A 13 anni, Egidio comincia a lavorare come carpentiere nell’arsenale di Pola. Seguendo l’esempio della sorella Maria, il 2 luglio 1920 a 15 anni, si iscrive alla Gioventù di Azione Cattolica, vivendone il motto programmatico: “Preghiera, Azione e Sacrificio”, che lo accompagnerà per tutta la vita, sia militare che lavorativa. Nel 1921, quando si celebra a Roma il 50° della Gioventù Cattolica, Egidio viene inviato a rappresentare tutta la gioventù locale. Il 4 ottobre dello stesso anno, diventa Terziario francescano e assume il nome di Ludovico. A 19 anni è chiamato per il servizio militare e sceglie l’arruolamento nella Marina. Dopo tre anni, alla scadenza del servizio di leva, lascia la Marina e va a lavorare nel cantiere navale di Monfalcone (Gorizia). Qui continua la sua azione apostolica fra gli operai. Si dedica anche alla “Conferenza di San Vincenzo” e fonda una sezione di esploratori cattolici. Nel febbraio 1928, si ammala di tubercolosi. La malattia, che egli considera un “dono di Dio’, progredisce rapidamente per cui dopo solo due mesi, Egidio muore. Ha 24 anni. Nel 1973, le sue spoglie mortali vengono trasferite in Italia, nel Santuario dell’isola di Barbana, presso Grado».
Dicevamo che il processo di beatificazione attende ancora di veder completato il suo lungo iter, per cui se ne occuperà la Chiesa che sta per essere affidata al nuovo Papa. Della cui elezione, da parte dei cardinali riuniti da ieri pomeriggio in Conclave, tutto il mondo cattolico è in trepida attesa.

—^—

In copertina, il busto che ricorda Egidio Bullesi; all’interno, la cerimonia commemorativa presente l’arcivescovo Redaelli, un ritratto del marinaio “venerabile” e la  cappellina che a Barbana ne custodisce le spoglie.

Mentre Grado era invasa dai primi turisti Barbana ha festeggiato l’apertura della “porta santa” ricordando quella tremenda notte dei pescatori un secolo fa

di Giuseppe Longo

GRADO – Mentre Grado era impegnata nelle iniziali “prove” d’estate – veramente un pienone per il Primo Maggio che, come sempre, dà avvio alla nuova stagione turistica! -, a Barbana si è vissuta ieri mattina una giornata speciale con un triplo evento: l’apertura della “porta santa” nel Santuario mariano in occasione dell’anno giubilare e della ricorrenza di San Giuseppe Lavoratore, il rinnovo del voto dei pescatori a un secolo da quella tempesta in mare che li risparmiò, il ricordo del giovane Egidio Bullesi. Nel contempo, non potevano mancare un omaggio alla memoria di Papa Francesco e una preghiera per l’elezione del suo successore. Una mattinata che ha anticipato di un paio di mesi il tradizionale “Perdon” della prima domenica di luglio, ma che ha offerto una simile emozione per la bella opportunità, in una magnifica giornata di sole, di raggiungere l’isoletta in mezzo alla Laguna tanto cara ai gradesi e a tutto il Friuli. Come pure ai turisti, anche stranieri, soprattutto di lingue tedesca, presenti ieri in gran numero.


Lasciato il porto mandracchio, alcuni pescherecci – presente anche l’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli -, hanno raggiunto in località Pampagnola la briccola con la statua della Madonnina del Mare che volle innalzare l’indimenticato monsignor Silvano Fain. E dopo il “saluto” alla Beata Vergine, hanno attraversato il ponte girevole, la cui breve chiusura aveva tuttavia creato lunghe file di autovetture in entrata e in uscita dall’Isola del sole, tanto era il movimento turistico di ieri mattina e poi per tutta la giornata. Tanto che la stessa cosa si è ripetuta al rientro del corteo di barche, prima del nuovo omaggio alla Vergine in Pampagnola.
I pellegrini con una folta rappresentanza dei pescatori di Grado e dell’Associazione marinai d’Italia, presente anche il sindaco Giuseppe Corbatto, sono quindi arrivati a Barbana dove, con una processione guidata dallo stesso presule, presenti l’arciprete di Grado Paolo Nutarelli, intervenuto con monsignor Mauro Belletti, che si occupa soprattutto della comunità di Fossalon, altri sacerdoti della zona, tra cui il parroco di Cervignano Sinuhe Marotta, e i benedettini brasiliani che da qualche anno si occupano del complesso monastico con il loro priore, Ângelo Alves de Oliveira. Dinanzi al portale del Santuario, proclamato Chiesa giubilare, è avvenuta, appunto, la suggestiva cerimonia di apertura della “porta santa” da parte dell’arcivescovo Redaelli. Poi, all’interno, è seguito il rinnovo della devozione dei pescatori gradesi per lo scampato pericolo di cent’anni fa. È stato Leonardo Tognon, con la consueta efficacia, a rievocare quella drammatica notte in mare raccontata dal grande quadro che venne realizzato dal pittore secessionista Joseph Maria Auchentaller: dopo aver invocato la Madonna di Barbana, ebbero salva la vita tutte le 315 persone che facevano parte della flotta di 56 barche da pesca. Un altro quadro dedicato al centenario è stato donato al Santuario dalla Cooperativa pescatori di Grado. Quindi, la celebrazione della Messa solenne, non solo per ricordare quella tremenda esperienza rinnovando il grazie a Maria, ma appunto per celebrare l’inizio dell’Anno Santo isolano che durerà, con la concessione delle indulgenze, fino a settembre, quindi tutti i mesi estivi che registrano il maggior afflusso di pellegrini e turisti.
Al termine del rito – accompagnato dalla Corale Santa Cecilia che, con la direzione di Anello Boemo, oltre a cantare la sempre bella Messa gregoriana, ha eseguito vari inni tra cui il Regina Coeli post-pasquale e il tanto amato Madonnina del Mare – sul sagrato è seguita, come detto, una breve ma significativa cerimonia per commemorare il venerabile Egidio Bullesi, il giovane marinaio di Pola, dell’Ordine francescano secolare, morto ad appena 23 anni nel 1929 a causa di una grave malattia.

—^—

In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli e monsignor Paolo Nutarelli al rito sul sagrato presente il sindaco Giuseppe Corbatto; all’interno,  la processione a Barbana, l’apertura della “porta santa”, l’arciprete di Grado, Leonardo Tognon durante la rievocazione, il rappresentante della Cooperativa pescatori e l’omaggio all’altare della Vergine Maria; infine, la Madonnina del Mare in Pampagnola.

A Nimis Gloria Bressani è il nuovo vicesindaco. Nella Giunta Mattiuzza anche Gervasi, Michelizza e Vizzutti

di Giuseppe Longo

Gloria Bressani è il nuovo vicesindaco del Comune di Nimis. L’ha nominata ieri, assieme agli altri tre assessori, il neo-sindaco Fabrizio Mattiuzza eletto, con una larga maggioranza, nelle amministrative del 13 e 14 aprile scorsi quando si era affermata la lista “Obiettivo Nimis”, rispetto alle compagini (“Nimis riparte” e “Chei mancul piês”) che proponevano come primo cittadino Sergio Bonfini.

Il sindaco Fabrizio Mattiuzza


Della nuova Giunta fanno parte anche Lino Gervasi (Urbanistica e Lavori pubblici), Davide Michelizza (Associazioni, Attività sportive e Turismo) e Serenza Vizzutti (Istruzione, Cultura e Pari opportunità). Gloria Bressani, già primo cittadino di Nimis nel mandato che precedeva quello di Giorgio Bertolla, si occuperà invece di Servizio socio-assistenziali e Sanità, mentre il sindaco ha riservato per sé i referati di Attività produttive, Protezione civile, Bilancio, Personale e Affari generali. Nel contempo, l’ingegner Mattiuzza ha attribuito incarichi anche ad alcuni neo-consiglieri: Luca Bressani (Partecipazione e Informazione), Andrea Fant (Innovazione tecnologica e digitalizzazione), Anna Kolaj (Politiche giovanili) e Roberta Tomada (Servizi scolastici).
Completata la compagine amministrativa, ora è conto alla rovescia per la prima seduta del Consiglio comunale che il nuovo primo cittadino ha convocato per mercoledì prossimo, alle 20.30. Nella seduta inaugurale, dopo la convalida degli eletti, i lavori si apriranno con il giuramento del sindaco, l’atto che segnerà l’effettivo avvio della sua nuova esperienza municipale. Mattiuzza, infatti, ha rivestito in passato la carica di assessore e anche Gloria Bressani, come detto, Lino Gervasi e Serena Vizzutti, hanno avuto esperienze amministrative, mentre novello nell’attività della Giunta è il giovane Davide Michelizza, studente universitario e vicepresidente della Pro Nimis, che nelle recenti consultazioni aveva raccolto il maggior numero di preferenze.

Lino Gervasi

Davide Michelizza

Serena Vizzutti

Passate le elezioni amministrative e formata la Giunta, ora ci sono dunque tutte le condizioni per dare avvio al nuovo quinquennio dopo l’anno di gestione commissariale, assicurata dal dottor Giuseppe Mareschi, resosi necessaria in seguito alla caduta della Giunta Bertolla dopo appena un biennio alla guida del Comune, quando vicesindaco era l’ingegner Sergio Bonfini che ora siederà in minoranza assieme a Tiziano Clocchiatti,  Silvia Parisotto e Giovanna Rossetto.

—^—

In copertina, Gloria Bressani è stata scelta come nuovo vicesindaco di Nimis.

“Borgo dei Borghi”, vince Militello in Sicilia (il paese di Pippo Baudo) ma Grado si piazza nella Top ten collezionando un’altra bellissima figura dopo quella del grande Presepe in Vaticano

di Giuseppe Longo

Alla fine ha vinto Militello, il paese siciliano di Pippo Baudo, ma Grado ha fatto ugualmente una gran bella figura piazzandosi, con pieno merito, nella Top ten del Borgo dei Borghi, la sfida Rai tra venti fra i paesi più belli d’Italia – cioè uno per ogni regione -, autentici gioielli ricchi di storia, cultura e tradizioni, ma anche di scorci paesaggistici inimitabili. Comunque, un ottimo risultato, quello dell’ottavo posto, per l’Isola d’Oro che si somma agli applausi planetari ricevuti a Natale con il grande Presepe allestito in piazza San Pietro, dinanzi alla Basilica vaticana ieri al centro delle solenni celebrazioni pasquali che hanno visto per l’ultima volta la presenza di Papa Francesco molto sofferente e che stamane è spirato, a 88 anni, a causa della grave malattia polmonare. E il Pontefice aveva molto apprezzato, visitandola, la Natività che Grado aveva voluto raccontare calandola in un casone della Laguna di un secolo fa. E con Grado ha fatto nuovamente una bellissima figura anche il Friuli Venezia Giulia tutto che sta vivendo un momento molto favorevole dal punto di vista turistico.

Così ieri sera sui Raitre, nel seguitissimo “Kilimangiaro” di Camila Raznovich, sono passati in passerella – ognuno con stupende riprese – Agliè (Piemonte), Agnone (Molise), Aieta (Calabria), Ala (Trentino Alto-Adige), Buggerru (Sardegna), Corenno Plinio (Lombardia), Deiva Marina (Liguria), Grado (Friuli-Venezia Giulia), Ischitella (Puglia), Lazise (Veneto), Maiori (Campania), Militello in Val di Catania (Sicilia), Montalbano Jonico (Basilicata), Montechiarugolo (Emilia-Romagna), Nus (Valle D’Aosta), Penne (Abruzzo), San Gemini (Umbria), Scarperia (Toscana), Sirolo (Marche) e Vignanello (Lazio). Come detto, ha vinto Militello in Val di Catania, paese molto suggestivo che si adagia sulle pendici settentrionali dei monti Iblei e che conta poco meno settimila residenti: le sue ventuno Chiese rappresentato una particolarità tale da far collocare, a buon diritto il paese, tra le otto città tardo barocche della famosissima Val di Noto che sono entrate nella prestigiosa lista Unesco Patrimonio dell’umanità. La Sicilia ha così conquistato per la quinta volta il titolo, dopo Gangi, Montalbano Elicona e Sambuca di Sicilia (per tre anni di seguito dal 2014 al 2016) e Petralia Soprana nel 2018. Al secondo posto si è classificata Agliè (Piemonte) e al terzo Vignanello (Lazio).
Giunto alla dodicesima edizione, il programma Rai è ormai un appuntamento attesissimo che ogni anno celebra il turismo lento. A Grado le bellissime riprese televisive erano state effettuate nello scorso settembre e la puntata con protagonista l’Isola del Sole era andata in onda un paio di settimane fa, come molti avranno visto, proprio all’interno della trasmissione “Kilimangiaro”. Proprio in quella occasione si era chiusa anche la votazione popolare sul web.

—^—

In copertina e all’interno tre bellissime immagini di Grado nelle quali emerge la storica Basilica di Sant’Eufemia.

Anche il borgomastro di Lannach a Nimis per festeggiare il sindaco neoeletto Fabrizio Mattiuzza e salutare il commissario Giuseppe Mareschi

di Giuseppe Longo

Nimis e Lannach, “gemelli” da quasi 36 anni, in queste settimane sono stati interessati entrambi dalle elezioni amministrative. Ma mentre il Comune friulano ha eletto un nuovo sindaco, Fabrizio Mattiuzza, chiudendo l’anno commissariale, il Comune stiriano – con il quale la solida amicizia è nata nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli – ha confermato borgomastro Josef Niggas che è alla guida del Municipio, il Rathaus, da trent’anni! Ed entrambi sono stati eletti con un ottimo risultato, oltre il 60 per cento dei voti. Tanto che il sindaco austriaco ha voluto fare una breve puntata a Nimis per complimentarsi con il suo nuovo collega e rinsaldare i legami di amicizia e collaborazione, proiettandoli verso nuovi traguardi.
Il borgomastro di Lannach desiderava, nel contempo, salutare il dottor Giuseppe Mareschi che, nella sua qualità di commissario straordinario, aveva sostenuto con entusiasmo le celebrazioni dei 35 anni del gemellaggio, dapprima con la cerimonia a Madonna delle Pianelle, l’8 settembre, e poi con la sua ripetizione a Lannach la prima domenica di ottobre in occasione della locale sagra.
Un bellissimo momento di festa, alla trattoria Friuli di Torlano, al quale ha partecipato anche l’ingegner Sergio Bonfini che pure concorreva alla guida del Comune di Nimis e che ora siederà in minoranza: una presenza che ha voluto rimarcare lo spirito di confronto costruttivo che caratterizzerà il quinquennio amministrativo appena cominciato, annunciato peraltro nei messaggi di saluto e ringraziamento che Bonfini e Mattiuzza, con i rispettivi schieramenti, hanno indirizzato agli elettori via social. Preziosa per la nuova visita del Bürgermeister la collaborazione di Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, anche per il suo ruolo di traduttrice dal tedesco.
Intanto, appena passate le festività pasquali, il sindaco Fabrizio Mattiuzza perfezionerà la composizione della Giunta municipale, con la nomina del suo vice e degli assessori, in attesa della prima seduta del consiglio comunale – quando sarà illustrato anche il programma amministrativo – che sarà convocata, a termini di legge, entro la fine del mese.

Mareschi alla festa di Lannach.

—^—

In copertina, il sindaco Fabrizio Mattiuzza con il borgomastro Josef Niggas.

Venerdì Santo, da 47 anni Ciconicco rinnova sulle colline il suo “miracolo” con la Passione storia e identità del paese

di Giuseppe Longo

Soltanto una tregua, dopo tanta pioggia, o gli importanti, e attesissimi, segnali di variabilità? È quanto sperano gli organizzatori della Sacra rappresentazione del Venerdì Santo sulle colline di Ciconicco. Proprio questa sera infatti, con inizio alle 21, è in programma la Rappresentazione vivente in costume della Passione e Morte di Cristo – un piccolo “miracolo”, perché avviene in un paese con forze limitate ma con tante buona volontà, che si avvicina al traguardo del mezzo secolo! – che quest’anno ha per titolo “Umbra et Lux”, cioè Ombra e Luce, che si rifà alle suggestive atmosfere della grande arte pittorica di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. La manifestazione curata come sempre dall’associazione culturale della frazione di Fagagna “Un Grup di Amis” sarà replicata sabato 26 aprile, alla stessa ora, nella vigilia dell’Ottava di Pasqua, la Domenica in Albis. Ricordiamo che testo, sceneggiatura e regìa sono di Luca Ferri; consulenza costumi di Luca Ferri ed Emmanuela Cossar – da molti anni impegnata con successo al Teatro di Klagenfurt -; scenografie, idea e progettazione ancora di Luca Ferri; realizzazione di Luigina Tusini, artista/scenografa; aiuto di Elisabetta Ferrandino. L’immagine, invece, è di Erica Candotti.

______________________________________

Maltempo, tutto rinviato al 26

(g.l.) Ringrazio Leonardo Barberio, già consigliere regionale, per avermi segnalato che a causa del maltempo la Sacra rappresentazione di questa sera è stata sospesa e rinviata a sabato prossimo, quando peraltro era già stata calendarizzata la replica. Mi scuso con i lettori.
______________________________________

«La Passione di Cristo a Ciconicco: una tradizione viva e in continua evoluzione. Ogni anno, quando il sipario ideale si alza sulle affascinanti colline della Sacra Rappresentazione di Ciconicco – scrive nell’opuscolo informativo il presidente Andrea Schiffo, che coordina la complessa macchina organizzativa assieme a Flavio Sialino, storico ideatore e promotore della Via Crucis vivente -, sappiamo di non portare in scena solo un evento, ma un pezzo della storia e dell’identità della nostra comunità. Giunta alla sua 47ma edizione, questa tradizione non è solo una rievocazione, ma un patrimonio ed un’esperienza collettivi che, con impegno e passione, continuiamo a tramandare. Il nostro sforzo è rivolto a mantenere viva la Passione, non solo custodendone il significato profondo, ma anche rinnovandone la forma e i contenuti. Ogni edizione è un’opportunità per affinare il livello della rappresentazione, per migliorarci e per proporre al pubblico un’esperienza sempre più intensa e coinvolgente. Come un buon vino, ogni annata ci propone una riscoperta: a chi dovesse avere aspettative diverse, chiediamo di tornare il prossimo anno, perché la nostra Passione sarà ancora una volta nuova, pur restando la stessa». «Grazie dunque di cuore – conclude Schiffo – a tutte le persone, le istituzioni, gli enti civili e religiosi, le realtà economiche che anche quest’anno rendono possibile la Passione di Ciconicco. Le sfide nel coinvolgere la comunità locale ci hanno portato a guardare oltre i confini di Ciconicco, trovando amici e col laboratori che, con entusiasmo, hanno scelto di condividere con noi questa esperienza. Tuttavia, il nostro obiettivo per il futuro resta quello di coinvolgere sempre più le nuove generazioni: il nostro appello va alle famiglie e ai giovani, affinché si facciano custodi di un patrimonio culturale che appartiene a tutti e che merita di essere protetto e valorizzato. La diversità culturale passa anche attraverso tradizioni come questa, e spetta a noi non lasciarle svanire».
«Quest’anno il tema si incentra sui percorsi verso il Calvario ed è quanto mai attuale, viste purtroppo le guerre nel Mondo e la sofferenza di tante persone. Le guerre non sono mai una soluzione, sono una maledizione, generano morte, devastazione, cancellano l’esistenza di popoli che vivono il loro calvario nel corso degli eventi e purtroppo si portano dietro per decenni gli esiti dei conflitti. La Pace invece è gioia, rasserena i nostri cuori, conforta sempre ed è accompagnata alla convivenza pacifica delle genti. In questi tempi difficili quindi la Rappresentazione di Ciconicco ci ridà speranza nel futuro, nella vera luce che guida il nostro cammino e che ci tiene per mano giorno per giorno. L’uomo è sempre alla ricerca di nuove tecnologie, di nuovi orizzonti, di nuove scoperte e questo è bene, ma dobbiamo riscoprire il volersi bene», afferma poi il sindaco di Fagagna, Daniele Chiarvesio, al quale fa eco il saluto di monsignor Daniele Calligaris.
«La sacra rappresentazione del Venerdì Santo – scrive il parroco di Ciconicco – avviene nel contesto particolare di questo Anno Santo 2025 che ha come motto “Pellegrini di speranza”, ed effettivamente chi raggiungerà la collina di Ciconicco, compirà un piccolo pellegrinaggio dell’anima per unirsi spiritualmente al cammino di dolore e di amore del Signore Gesù. Quest’anno avremo modo di essere più vicini alla figura di Giuda e di partecipare emotivamente a quel contrasto terribile tra amore e tradimento. La disperazione di Giuda rimane un mistero inquietante: è un grande insegnamento sul prezzo della libertà umana che si chiude alla luce del perdono per preferire l’abisso oscuro della solitudine mortale. L’amore del Salvatore, crocifisso e risorto, ha illuminato questo baratro con i raggi della misericordia divina: speranza viva per il nostro “amico Giuda” – come lo aveva chiamato a suo tempo don Primo Mazzolari – e per tutti noi “suoi fratelli”, inclini all’infedeltà e al tradimento».

info: www.ciconicco.it
Ungrupdiamis Ciconicco

—^—

In copertina, la Flagellazione di Cristo interpretata dal grande Caravaggio.

Tarcento, dopo Pasqua via al restauro dello storico organo del Duomo realizzando il sogno di don Corgnali

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Potrà essere riascoltata quanto prima, in tutta la sua potenzialità, la voce solenne e nel contempo gioiosa dello storico organo della Chiesa arcipretale di Tarcento. Ne ha dato notizia ieri sera monsignor Luca Calligaro, al termine della Messa vespertina della Domenica delle Palme, aggiungendo che i lavori di manutenzione straordinaria cominceranno subito dopo le festività pasquali. «E in questo modo – ha aggiunto il parroco – si realizzerà anche il sogno di don Duilio». Per il defunto pievano il restauro del prezioso strumento musicale, datato 1908, era uno degli obiettivi prioritari, tanto che con la collaborazione del presidente della Corale “San Pietro Apostolo”, Attilio Pedron, aveva avviato per tempo le pratiche che ne autorizzassero i lavori e poco prima di morire aveva anche promosso una iniziativa popolare per la raccolta di fondi.

Monsignor Duilio Corgnali.

«Dopo una pausa dovuta al ricorso della Parrocchia – scriveva infatti il titolare della Pieve tarcentina nella lettera indirizzata ai fedeli -, finalmente la Soprintendenza archeologica, delle arti e paesaggio del Fvg, sede di Udine, ha approvato il progetto di manutenzione straordinaria dell’organo e anche la realizzazione della nuova consolle». E aggiungeva che «la spesa complessiva secondo il preventivo della Ditta Zanin Organi di Codroipo ammonta a euro 61.800 e con l’aggiunta dell’Iva al 22% (13.596) arriva a un totale di di 75.396».
Una cifra considerevole, dunque, quella richiesta per i lavori di restauro, ma che la Parrocchia ora è in grado di affrontare essendo stati accordati anche contributi dalla Regione Fvg e dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana, che si aggiungono alle generose offerte dei fedeli e a quella che aveva a suo tempo stabilito di devolvere la Sangoi Group e della quale avevo fatto riferimento in un articolo dedicato alla importante fabbrica di Collalto, del settore acciaio, apparso in occasione della scorsa Epifania sulla magnifica rivista annuale, “Il Pignarûl”, diretta dal professor Luigi Di Lenardo.
Ma durante gli interventi degli specialisti codroipesi non è detto che l’organo debba rimanere muto. Infatti, don Luca, sempre ieri sera, ha riferito di avere ricevuto assicurazione da parte della ditta Zanin che «i lavori verranno eseguiti a sezioni», per cui lo strumento, sebbene senza tutte le sue potenzialità, potrà accompagnare la Corale “San Pietro Apostolo” nel ricordo di monsignor Corgnali la cui ultima iniziativa fu proprio quella restituire allo storico organo la sua bellissima voce.

—^—

In copertina, la parte centrale dello storico organo del Duomo di Tarcento; qui sopra, lo strumento nel suo complesso.

Grado si prepara alla nuova stagione turistica e monsignor Nutarelli scrive agli operatori: sia un anno di speranza

di Giuseppe Longo

Domenica delle Palme, da sempre è un piccolo test del movimento turistico a Grado che poi avrà più o meno conferma – dipende, ovviamente, dalle condizioni del tempo – con le festività pasquali che rappresentano, invece, una sorta di “prova generale” in vista dell’avvio della stagione estiva che avviene, tradizionalmente, il primo maggio. E in vista della ripresa delle attività, monsignor Paolo Nutarelli ha inviato un messaggio a quanti, e sono molto numerosi, lavorano nel settore turistico dell’Isola d’Oro.
«Carissimi albergatori ed operatori del turismo gradese, alla vigilia delle Festività Pasquali – scrive l’arciprete -, mi permetto, in punta di piedi, ancora una volta, di ringraziarvi per la vostra fondamentale presenza nella nostra Comunità! Iniziamo una nuova stagione turistica e, come sempre, i nostri cuori sono pieni di emozioni ed attese. Il 2025 è l’anno del Giubileo! È bello sottolineare che la parola guida, di questo Anno di grazia, è la speranza. Papa Francesco ci ricorda che la speranza è contemporaneamente un dono, ma anche compito per ogni cristiano e per le persone di “buona volontà”. È un dono perché è Dio che ce la offre. Sperare, infatti, non è un mero atto di ottimismo, come quando, a volte, auspichiamo di superare un esame all’Università («Speriamo di farcela!») oppure ci auguriamo bel tempo («Speriamo non piova!»). No, sperare è attendere qualcosa che ci è già stato donato: la salvezza nell’amore eterno ed infinito di Dio. Sperare è assaporare la meraviglia di essere amati, cercati, desiderati da un Dio che non si è rintanato nei suoi cieli impenetrabili ma si è fatto carne e sangue, storia e giorni, per condividere la nostra sorte».

_________________________________________________

Oggi il via alle Quarant’ore

(g.l.) Stamane con la tradizionale benedizione dell’ulivo, in occasione della Domenica delle Palme, ha preso il via a Grado la Settimana Santa che culminerà domenica prossima con la celebrazione della Pasqua. Tantissimi i riti che si susseguiranno in questi giorni, a cominciare da quelli delle Quarant’ore che prenderanno il via proprio questo pomeriggio nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia davanti all’altare addobbato, come sempre, in modo speciale per l’adorazione del Santissimo. Alle 17.30 sarà celebrata la Messa e al termine seguirà l’esposizione di Cristo Eucarestia dando inizio proprio alle XL Ore. Alle 20 ci sarà il primo Sermon, con omelia, canto del Miserere e benedizione. Domani e martedì seguiranno, poi, il secondo e il terzo Sermon. La Parrocchia arcipretale ricorda su “Insieme” che a guidare la riflessione giornaliera sarà don Fulvio Marcioni. Conclusi i riti delle Quarant’ore, cominceranno quelli del Triduo pasquale che culmineranno con la solennità della Resurrezione.

_________________________________________________

E don Paolo prosegue: «È un compito. Sì, la speranza è anche un compito che i cristiani hanno il dovere di coltivare e mettere a frutto per il bene di tutti i loro fratelli e sorelle: è uno stile che ci fa guardare e dire che “il bicchiere è mezzo pieno” e mai che “il bicchiere è mezzo vuoto”. Non è facile parlare di “speranza” quando il mondo, tra guerre e dazi, rischia di implodere, ma se riponiamo la nostra fiducia nel Dio, che Gesù è venuto a raccontarci, potremo rialzarci certi che Lui non abbandona mai i suoi figli. Le incertezze di questa nostra storia contemporanea rischia di segnare la nostra economia: come Parroco ed a nome di tutta la nostra Comunità, sottovoce, vi giunga il nostro forte incoraggiamento nella certezza che la vostra intraprendenza e professionalità sarà premiata. Mi piace ripetere e, scusatemi per l’insistenza ma non smetterò mai di spronarvi, che sono importanti il guadagno ed il successo economico, ma sappiamo che questi possono nascere solo dalla passione con cui si esercita questo lavoro, che per certi versi, è una “vocazione”. E di passione ed entusiasmo ne avete in abbondanza: grazie!».
«Grado, con il suo mare e le sue bellezze di Fede e Cultura – aggiunge monsignor Nutarelli -, attrae migliaia di persone che qui trovano non solo un luogo di vacanza ma, anche, un angolo di paradiso per ricaricarsi e rincuorarsi: che bello sapere che il vostro lavoro permette alle persone di riequilibrare la propria vita! Uno degli obiettivi della nostra Parrocchia è di starvi accanto nel servizio all’ospite tentando di offrire un’accoglienza adeguata, mostrando la nostra gloriosa storia, nata anche dal calore della Fede dei nostri padri. Attraverso voi desidero raggiungere tutti i vostri ospiti che soggiorneranno nella nostra Isola e tra la nostra gente: possano trascorrere serenamente un periodo di vacanza con familiari ed amici, facendo di questo tempo di riposo l’occasione straordinaria per dare il meritato spazio all’unità della famiglia ed all’armonia delle amicizie. Il mare e la laguna possano allietare le loro passeggiate e le nostre spiagge siano propizie alle loro vacanze. Soprattutto le nostre bellezze artistiche possano riempire il loro cuore e la loro mente».
E dopo aver fatto cenno agli orari delle celebrazioni pasquali, ricordando che indicativamente nei mesi di luglio, agosto e settembre in Basilica, il martedì ed il giovedì, ci saranno sempre degli appuntamenti culturali o concerti, il parroco aggiunge: «Un pensiero a voi ed ai vostri collaboratori: accompagno il vostro prezioso lavoro con la mia preghiera e la mia benedizione. Cari operatori turistici, il Signore ricompensi abbondantemente le vostre fatiche, vi protegga rendendo sicuro il vostro lavoro e vi accompagni, sempre, insieme alle vostre famiglie. Vi affido alla protezione della Vergine Maria, che veneriamo come “Madonna di Barbana”. Invoco su di voi, sulle vostre famiglie e sul vostro lavoro la benedizione del Signore. E vi chiedo, per favore, di pregare per me. Grazie! Buona Pasqua di Risurrezione!».

—^—

In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante una solenne celebrazione nella Basilica di Sant’Eufemia a Grado.