Cornappo in piena, è urgente rifare il ponte della Motta: ci sono oltre 2 milioni

di Giuseppe Longo

Dopo la lunghissima siccità, anche a Nimis le piogge sono finalmente arrivate. E questo era avvenuto già nella fase di maturazione dell’uva, tanto da consentire una vendemmia eccezionale. Ma ora risultate anche troppo abbondanti. Le precipitazioni di ieri hanno infatti ingrossato di molto i torrenti e il Cornappo era così gonfio d’acqua da far chiudere temporaneamente il ponte della Motta che collega il paese pedemontano con Savorgnano del Torre, in Comune di Povoletto. Lo storico manufatto – ha infatti oltre 60 anni di vita – dimostra sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto la precedente amministrazione a introdurre drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.
Esattamente un anno fa, riferivamo che sono disponibili oltre 2 milioni di euro per un rifacimento ex novo. Il ponte, costruito alla fine degli anni Cinquanta, appunto per collegare i territori dei due Comuni, proprio nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come pure la rinomata osteria – il Fogolâr della Motta – della famiglia Tomada. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo oltre 60 anni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente, proprio come quella di ieri e che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che da ieri è impraticabile). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte in questione.


«Fin dai primi tempi dell’insediamento di questa Amministrazione – ci aveva spiegato un anno fa l’allora sindaco Gloria Bressani -, si è manifestato il problema relativo alla sicurezza della viabilità del ponte della Motta che congiunge i Comuni di Nimis e Povoletto con traffico sostenuto anche da mezzi agricoli pesanti. Stante il continuo verificarsi di fenomeni atmosferici anche di grande intensità, il manufatto era una costante fonte di preoccupazione per le Amministrazioni coinvolte, per cui in sede concertazione per il riparto dei fondi regionali, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, ha inoltrato istanza di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la realizzazione dell’opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023».
Per cui ora sarà la nuova amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla a portare avanti la progettazione di un ponte adatto ai nostri tempi e quindi a dare seguito alla sua costruzione, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito che si trascina da anni.

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In copertina, il Cornappo ieri in piena all’altezza del ponte della Motta; all’interno, il guado sommerso dall’acqua.

(Foto Comune di Nimis)

 

Nimis rende omaggio a Walter Tosolini: presto la Sala consiliare avrà il suo nome

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nessuno come il compianto Walter Tosolini ha collezionato una così lunga e attiva presenza nel Consiglio comunale di Nimis, sia nel ruolo di esponente della opposizione sia in quella di amministratore, nel quinquennio in cui è stato sindaco. Per cui a chi, se non a lui, intitolare l’aula consiliare? Ecco spiegato il senso della proposta presentata da Gloria Bressani, anche a nome degli altri tre consiglieri di minoranza, per rendere omaggio a un politico (mancato a fine marzo, a 78 anni) il cui esempio resta come un faro luminoso fra i giovani. La proposta è contenuta in una mozione che il sindaco Giorgio Bertolla si è impegnato a inserire all’ordine del giorno di una prossima seduta consiliare, mentre quella in questione ha visto gli adempimenti di rito richiesti nella prima convocazione post-elettorale: convalida degli eletti, elezione di componenti di commissioni (elettorale e giudici popolari), criteri per nomine in enti superiori, aziende ed istituti, culminando nel giuramento del nuovo primo cittadino. Cosa che Bertolla ha fatto in italiano e in friulano, salutato da un lungo applauso applauso che ha voluto rappresentare anche un augurio per la sua appena avviata esperienza politico-amministrativa alla guida del Comune pedemontano.

Il giuramento del nuovo sindaco.


Quindi, Bertolla ha presentato la nuova Giunta. A collaborare con lui saranno Sergio Bonfini, Stefano Doraconti, Matteo Cuffolo e Mariacristina Del Fabbro. Mentre lo stesso sindaco, oltre agli affari generali e alla rappresentanza dell’ente, si occuperà anche di bilancio, finanze, rapporti con enti superiori e altri Comuni, Bonfini sarà il suo vice, trattando attività produttive, commercio e ambito socio-sanitario. A Doraconti faranno invece capo turismo, sport e società partecipate; a Cuffolo infrastrutture, pianificazione territoriale, protezione civile e ambiente; a Del Fabbro associazionismo, politiche scolastiche e giovanili, attività culturali. Il neo-sindaco ha attribuito deleghe anche ai consiglieri Luca Balloch (personale) e Ivana Di Betta (frazioni).

Gloria Bressani


Prima delle ultime battute assembleari, Gloria Bressani ha quindi chiesto la parola per presentare la proposta riguardante il defunto Walter Tosolini. Ecco pertanto il testo integrale della mozione: «I sottoscritti consiglieri comunali di Nimis: Bressani, Vizzutti, Mattiuzza e Follador, presentano ai sensi dell’art. 31 del vigente Regolamento per il Funzionamento del Consiglio comunale la seguente mozione avente per oggetto: Intitolazione della Sala consiliare al compianto consigliere arch. Walter Tosolini.
In questa tornata elettorale ci è mancato l’arch. Walter Tosolini, recentemente scomparso, Persona molto colta, intelligente, sempre coerente e fedele ai suoi ideali, che ha dedicato gran parte del suo percorso personale alla passione politica e amministrativa. La sua prima elezione risale al 1975 e da allora ha quasi sempre occupato i banchi del consiglio, praticamente ha trascorso tutta la vita a contatto con la civica amministrazione di questo paese, fino a diventarne sindaco dal 2011 al 2016.
Oltre a essere stato sindaco, Tosolini è colui che più di tutti ha frequentato la Sala consiliare nella storia repubblicana di questo Comune, con un numero di presenze difficilmente raggiungibile. La sua dedizione alla “cosa pubblica” deve essere esempio e guida per tutti coloro che volessero, come lui, mettersi al servizio della comunità.
Il consigliere Tosolini era un Uomo, colto, caparbio, leale, coerente, onesto e tenace, qualità che hanno caratterizzato la sua vita e proprio per la sua tenacia propongono di intitolare a suo nome la sala del Consiglio comunale di Nimis».
Il documento, che ora dovrà appunto passare al vaglio della civica assemblea, è stato accolto da un lungo e sentito applauso che ha commosso la vedova Dina Di Betta, presente alla riunione.

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In copertina, l’architetto Walter Tosolini all’epoca in cui ricopriva la carica di sindaco del Comune di Nimis.

 

A Nimis Gloria Bressani si ricandida: obiettivo la continuità amministrativa

di Giuseppe Longo

Nel Comune di Nimis, tanto nel capoluogo che nelle frazioni, ormai se ne parlava da tempo. Mancava, però, l’ufficialità. Quella che ora è arrivata e che conferma la decisione di Gloria Bressani, sindaco uscente, in carica dall’ottobre 2016, di ricandidarsi alle elezioni del prossimo 12 giugno al fine di non causare interruzioni all’azione amministrativa in un momento così delicato, come è a tutti noto. «Sarò di nuovo in corsa nelle prossime elezioni Comunali – afferma infatti in una nota – quale candidato sindaco della lista civica “Rinnova Nimis”, che presenta al suo interno personalità diverse per maturità, esperienza e competenza. Ho preso questa decisione dopo lunghe riflessioni e vari confronti, ritenendo fondamentale dare continuità amministrativa, ma soprattutto perché spronata dalla quadra che si è formata e contagiata dall’entusiasmo che la anima».
«Doverosamente – aggiunge il primo cittadino – devo rivolgere un grande ringraziamento a quanti hanno operato al mio fianco nell’attuale amministrazione; a tutti in modo indistinto, dagli instancabili assessori, attuali e precedenti, ai consiglieri, ai collaboratori esterni che tutti insieme mi hanno coadiuvata in questi anni lunghi e difficili, ma colmi di soddisfazioni. Buona parte del gruppo precedente si ricandiderà a fianco a me, tra cui i due assessori Fabrizio Mattiuzza e Serena Vizzutti. Le new entry sono senz’altro all’altezza del compito che saranno chiamate a svolgere, sempre nei segni caratteristici che ci hanno contraddistinto: impegno, concretezza, serietà ed onesta». Per cui ora non resta che dare ufficialità anche alla squadra chiamata a collaborare con il candidato sindaco-capolista e che dovrà essere presentata, secondo la legge, entro pochi giorni.
Come detto, Gloria Bressani è capo dell’amministrazione comunale, espressa dalla lista civica “Rinnova Nimis” dall’ottobre 2016, quindi da quasi sei anni, essendoci stata una proroga dovuta ai problemi causati dall’emergenza sanitaria. Classe 1954, era entrata in politica una volta andata in pensione, dopo una vita lavorativa avvenuta sempre all’interno del palazzo municipale con vari ruoli soprattutto nell’area tecnica, cosa che le ha permesso di maturare un’importante esperienza sul funzionamento della sempre più complessa “macchina” amministrativa. Esperienza che le è stata molto utile per affrontare i tanti problemi che si sono presentati durante il mandato e che hanno avuto il momento più acuto proprio in seguito allo scoppio della pandemia.

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In copertina, Gloria Bressani il sindaco uscente di Nimis che ora si ricandida per un nuovo mandato amministrativo.

 

Civibank, salta l’intesa con Sparkasse: “L’offerta di Bolzano non ci rassicura”

di Giuseppe Longo

Civibank, la storica Banca popolare di Cividale le cui radici affondano nel lontano 1886, vuol difendere con i denti la propria indipendenza e autonomia (è l’unica rimasta con queste caratteristiche nell’intero Friuli Venezia Giulia) e per questo sbarra la strada al “matrimonio” con la Cassa di Risparmio di Bolzano. Il Consiglio di amministrazione, riunitosi ieri mattina nella sede centrale alle porte della città longobarda, ha infatti preso posizione rispetto alla tanto discussa Opa avviata da Sparkasse, ritenendo la stessa «intempestiva e prematura, perché attuata – informa una nota della banca cividalese – all’inizio di un percorso di crescita particolarmente promettente, che vedrà l’Istituto raccogliere i suoi frutti nel contesto di un modello di gestione stand alone». Crescita che era stata certificata anche dall’ultimo bilancio chiuso al 31 dicembre scorso e che aveva registrato un utile netto di ben 14,1 milioni di euro (+108,2%), con un ulteriore rafforzamento degli indicatori di solidità patrimoniale.

La presidente Michela Del Piero.

«L’offerta pubblica di acquisto lanciata da Sparkasse – sottolineano, dunque, i vertici di Civibank presieduti da Michela Del Piero – non è coerente con le iniziali interlocuzioni avviate nel 2021, che prevedevano l’avvio di una partnership commerciale e strategica nell’ottica del mantenimento dell’indipendenza e dell’autonomia delle due realtà, con l’intento tra l’altro di supportare e accelerare la crescita della banca stessa. Ad oggi il Cda di Civibank non ha ricevuto da Sparkasse informazioni ritenute sufficienti che assicurino nel prossimo futuro un’autonomia nella governance dell’Istituto. Allo stesso modo, non è stata fornita alcuna garanzia sul fatto che l’assetto previsto da Sparkasse consenta di prestare la dovuta attenzione al territorio in cui opera Civibank e che si estende in 8 province nelle regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto». E ancora: «La crescita di Civibank, la cui previsione è supportata dagli ottimi risultati 2021, potrà consentire una distribuzione costante di dividendi remunerativi e una valorizzazione dell’azienda nei prossimi due anni. Successivamente alla pubblicazione del Documento di offerta, il Cda di Civibank ne effettuerà una valutazione complessiva ai sensi dell’articolo 103 del Tuf, trasposta in apposito comunicato prima dell’inizio del periodo di adesione».

Il direttore generale Mario Crosta.


Il riferimento è appunto all’ultimo bilancio che, con la guida del direttore generale Mario Crosta, naviga in acque tranquille, nonostante la delicatezza del momento sia nazionale che internazionale, legata alla emergenza pandemica che finalmente sta per finire, ma anche agli effetti della guerra in Ucraina. Il Consiglio di amministrazione di Banca di Cividale nelle scorse settimane ha infatti esaminato e approvato gli “Schemi di Bilancio” al 31 dicembre 2021 che, come detto, vedono l’utile netto salire a 14,1 milioni di euro (+108,2% rispetto allo scorso esercizio), miglior risultato in 135 anni di storia della banca (dopo il 2015 quando ci fu l’utile straordinario della cessione Icbpi). Per cui sono previsti nuovi finanziamenti alle imprese e alle famiglie del territorio per 773 milioni di euro (+16,9% a/a) a testimonianza del ruolo determinante per il supporto all’economia locale. In costante calo, poi, il credito deteriorato che, unitamente al mantenimento di importanti coperture dei crediti non-perfoming in portafoglio, ha contribuito al complessivo miglioramento della qualità del credito della Banca. Le masse amministrate da Civibank salgono, così, a 7.844 milioni di euro (pari al 22% del PIL della Regione Friuli Venezia Giulia). Il Cet1 ratio sale al 16,4%, anche per effetto dell’operazione di rafforzamento patrimoniale conclusasi nel secondo semestre del 2021. «L’elevata solidità patrimoniale della banca – si sottolinea a Cividale – è il presupposto per continuare il percorso di ulteriore forte crescita intrapreso». Percorso che ora vede, appunto, una drastica frenata riguardo alla nascita della partnership commerciale e strategica con l’altoatesina Sparkasse. In altre parole, gli amministratori di Civibank capitanati da Michela Del Piero hanno usato le parole della famosa frase manzoniana: “Questo matrimonio non s’ha da fare!». Oggi certamente no, per il “mai” si vedrà.

Il Cda ha infine proposto un aggiornamento nell’assetto del Consiglio stesso con l’avvicendamento di tre membri e l’entrata della docente universitaria specializzata in “climate finance” Irene Monasterolo e degli imprenditori veneti Francesco Fracasso e Simone Cason. Le nomine saranno ora sottoposte all’approvazione dell’Assemblea generale che si riunirà in prima convocazione il 29 aprile e in seconda convocazione, ove occorresse, il 25 maggio.

Civibank è nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, visto lo spirito laborioso dei cividalesi e le necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2021 CiviBank è diventata una Società per Azioni e Società Benefit: un passo importante verso la modernità e il futuro, in cui lo spirito originale dei fondatori dell’Istituto – contribuire alla crescita economica, culturale e morale del territorio cividalese – trova nuova vita e una nuova forma. In quanto Società Benefit, CiviBank aspira a fare da apripista per tutte le realtà del NordEst che vogliono fare del bene, in modo strutturale e sinergico. Oggi CiviBank opera in 8 province del Friuli Venezia Giulia e Veneto, con 64 sportelli e circa 600 dipendenti.

www.civibank.it

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In copertina e qui sopra immagini della modernissima sede centrale di Civibank.

A Nimis l’addio all’ex sindaco Tosolini innamorato della politica e del suo paese

di Giuseppe Longo

Ha combattuto con tutte le sue forze, con la tenacia che non gli è mai mancata, in nessuna occasione, ma contro il male, purtroppo, non ce l’ha fatta. Ieri pomeriggio, dopo lunghe sofferenze, è calata la sera sulla operosa e appassionata “giornata” di Walter Tosolini, nato a Nimis nel 1943 un anno prima che il paese fosse dato alle fiamme, architetto, funzionario pubblico da anni in pensione, ma soprattutto politico. Innamorato di quella politica che l’ha fatto stare praticamente tutta la vita – il Municipio era la sua seconda casa – a contatto con la civica amministrazione dell’amato paese, fino a diventarne sindaco. Sedeva ancora in consiglio comunale – dove per quindici anni, tre mandati, anch’io ho potuto apprezzarlo, spesso con opinioni diverse, ma sempre corretto, scrupoloso, onesto e sincero -, con il ruolo di capogruppo di minoranza, non di opposizione, una parola che non si addiceva al suo modo di operare, tanta era la volontà di mettersi a disposizione per il bene della comunità. La quale oggi lo piange e lo ricorda con gratitudine e affetto, in primo luogo attraverso le parole del suo primo cittadino, Gloria Bressani. Ma anche dei colleghi consiglieri Maria Ceschia e Gabrio Vaccarin.
«Persona molto colta, intelligente, sempre coerente e fedele ai suoi ideali – toccante il ricordo del sindaco di Nimis -, ha dedicato gran parte della sua vita alla passione politica e amministrativa. Il suo primo mandato da consigliere comunale risale al 1975 e da allora è stato quasi sempre presente nei banchi del Consiglio (ha saltato una tornata elettorale), fino a diventare sindaco dal 2011 al 2016. Le sue condizioni di salute nell’ultimo anno si erano progressivamente aggravate, tanto da impedirgli di partecipare a diversi consigli comunali. Quando andavo a fargli visita, il suo pensiero era principalmente rivolto alla comunità per la quale aveva un amore sincero, mi raccontava aneddoti della sua vita e di quanto fosse orgoglioso dei suoi figli e delle loro famiglie. Nei prossimi consigli comunali sarà difficile sapere che Walter non sarà più su quei banchi da lui tanto amati». Per domani, in concomitanza con il giorno dei funerali, il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.
Nonostante le cure intense, che l’hanno portato per un intervento anche a Milano – città che gli era cara, perché proprio al Politecnico si era laureato, respirando quei fermenti politico-sociali-culturali che attraversarono l’Italia, e l’Europa, mezzo secolo fa -, Walter Tosolini si è spento tra le braccia della sua adorata Dina, circondato dall’amore di tutta la sua grande famiglia, a cominciare dai quattro figli che tanto amava. Questa sera, alle 20.30, nel Duomo di Santo Stefano, sarà recitato il tradizionale Rosario in sua memoria. I funerali invece saranno celebrati appunto domani alle 17, partendo dall’abitazione di via Torquato Tasso: saranno sicuramente in tanti a dargli l’estremo saluto, non solo del Comune che l’ha avuto come sindaco per un quinquennio, sempre attento alle necessità e quindi disponibile con tutti, ma dell’intero comprensorio, essendo stato per anni anche nella Comunità montana di Tarcento. Oltre che a San Pietro al Natisone, dove era direttore tecnico di quel comprensorio montano, poi trasformato in Torre-Natisone-Collio. Un lungo impegno sottolineato anche dalla riconoscenza dello Stato che gli ha voluto conferire, con la firma del Presidente della Repubblica, il Cavalierato, onorificenza di cui era molto orgoglioso. Un grazie importante quello della massima Istituzione, ma il più grande è senza dubbio quello della gente comune che lui ha “servito” per tutta la vita, dalla vigilia del terremoto fino a oggi, in anni intensi, difficili ma anche esaltanti, di rinascita, lasciandoci un esempio di laboriosità e rettitudine che le nuove generazioni ora devono saper cogliere.

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In copertina, l’architetto Walter Tosolini con la pergamena del sua nomina a Cavaliere della Repubblica.

 

Don Bernardis (nato a Nimis nel 1929) lascia la parrocchia udinese a 92 anni

di Giuseppe Longo

A Nimis sicuramente pochi lo conoscono, se non le persone di una certa età, in quanto la sua lunga vita sacerdotale l’ha fatta per larghissima parte a Udine. È don Luigino Bernardis, classe 1929, che a 92 anni si è arreso alle leggi dell’anagrafe e ha deciso di lasciare la sua parrocchia, ritirandosi in “pensione” nella Casa della Fraternità sacerdotale in viale Ungheria. E proprio nella città capoluogo don Luigino era alla guida della moderna Chiesa della Madonna di Fatima, in via Colugna, da oltre 55 anni. Vi era infatti giunto, da Madrisio, nel 1966. Tre anno dopo, riusci a portare a conclusione i lavori per la costruzione della nuova Chiesa, la cui prima pietra era stata posata nel 1964. E da allora è rimasto sempre nel popoloso quartiere cresciuto in fretta alle spalle dell’ospedale. Domenica scorsa – come hanno riferito le cronache cittadine – una grande festa per lui, presente con i tantissimi parrocchiani che l’hanno amato e stimato l’arciprete della Cattedrale monsignor Luciano Nobile – che l’anno scorso era stato proprio a Nimis ad amministrare le Cresime -, il quale ha letto un caloroso messaggio di ringraziamento e di augurio dell’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato.
Come detto, don Luigino Bernardis è nato a Nimis 92 anni fa ed è ormai l’ultimo sacerdote vivente fra i numerosi che il paese pedemontano ha dato alla Chiesa, fra i quali anche il cardinale Ildebrando Antoniutti. Formatosi alla scuola di monsignor Beniamino Alessio, è stato ordinato prete nel 1954 vivendo quindi i primi impegni pastorali quale vicario parrocchiale a Buja, Vernassino di San Pietro a Natisone e appunto nella frazione di Fagagna. A Nimis, almeno per quanto riguarda le celebrazioni religiose, ultimamente saliva molto di rado, ma ha sempre cercato di non mancare alla messa solenne dell’8 settembre nel Santuario della Madonna delle Pianelle, sentendo sempre forte il richiamo della tradizione.
Ritiratosi don Bernardis, a Udine ora resta attivo soltanto un altro sacerdote originario di Nimis, don Carlo Gervasi, alla guida ormai da molti anni della vicina parrocchia di San Marco, in Chiavris.

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In copertina, don Luigino Bernardis, oggi novantaduenne; all’interno,  la sua Chiesa di Via Colugna, a Udine, dedicata alla Madonna di Fatima.

 

 

Tempi più brevi per il ponte della Motta. Nimis: limitazioni per quello di Cergneu

di Giuseppe Longo

Si accorciano i tempi per la ricostruzione del ponte della Motta, che attraversando il Cornappo poche centinaia di metri prima che il corso d’acqua confluisca nel Torre, collega i territori comunali di Nimis e Povoletto, nella zona di Savorgnano. E’ recentissimo, infatti il decreto di concessione della Regione Fvg (sono disponibili oltre 2 milioni di euro), come ha reso noto il sindaco Gloria Bressani, in una nota in cui si mette sotto la lente proprio la sicurezza dei ponti, un problema verso il quale «l’amministrazione comunale in questi anni ha sempre prestato particolare attenzione», basti pensare all’intervento di ricostruzione del ponte di Vallemontana e al monitoraggio proprio di quello della Motta.

Gloria Bressani, sindaco di Nimis.


La nota del primo cittadino, pubblicata sulla pagina Facebook del Comune di Nimis, ha origine da un suo provvedimento di pochi giorni fa che riguarda la situazione del ponte di Cergneu, manufatto che «ha una grossa importanza poiché rappresenta il solo collegamento per Cergneu Superiore e le borgate di Pecolle e Nongruella. Diverse sono, inoltre, le attività economiche che operano sulla sponda sinistra del Lagna». «Nei giorni scorsi – riferisce il capo della giunta municipale – la responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, accompagnata da tecnici qualificati, ha effettuato un sopralluogo per valutare lo stato di sicurezza del ponte in seguito alla segnalazione dell’assessore Mattiuzza, e di una cittadina. Il sopralluogo ha messo in luce delle problematiche del manto stradale, dovute al sifonamento della massicciata. Si rende pertanto necessario condurre una campagna di indagini finalizzate ad individuare le cause del fenomeno e a valutare dello stato generale di salute del ponte». Per cui, in via cautelativa, sono state poste immediatamente in opera alcune misure, come l’istituzione del senso unico alternato e la limitazione della velocità a 10km/h nell’attraversamento del ponte, al fine di ridurre al massimo le vibrazioni prodotte dai mezzi che lo percorrono. Il sindaco conclude anticipando che «della situazione in essere verrà informato e coinvolto immediatamente il Dipartimento della Protezione Civile Regionale al fine di valutare di concerto i prossimi passi da percorrere».
Fari puntati, dunque, sulla sicurezza del ponte di Cergneu, mentre, come si diceva, si riducono i tempi di attesa per il rifacimento completo dello storico manufatto della Motta, struttura che ha oltre sessant’anni e che era stato realizzata quando il traffico non era così intenso, soprattutto per quanto riguarda i mezzi pesanti, anche agricoli. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le ricorrenti piene del torrente che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. E la più grave, come molti ricorderanno, era stata quella di fine settembre 1991, quando le acque impetuose distrussero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte, acuiti poi nei tempi più recenti, tanto che si sono dovuti adottare provvedimenti a tutela della sicurezza, negando il transito ai camion, e addirittura decidendone la chiusura in occasione di piogge abbondanti e prolungate.
Per la realizzazione della nuova opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023. Ora, dunque, c’è il decreto di concessione regionale, per cui anche i tempi burocratici ancora necessari per dare avvio all’opera, molto attesa appunto nei Comuni di Nimis e Povoletto, dovrebbero risultare notevolmente ridotti.

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In copertina e qui sopra due immagini del ponte della Motta tra Nimis e Savorgnano.

Nimis, quando la Protezione civile “arriva” nella quotidianità del Covid

di Giuseppe Longo

NIMIS – Non finiremo mai di essere grati a coloro i quali, all’indomani del terremoto del 1976 che devastò mezzo Friuli e che obbligò Nimis a una seconda ricostruzione appena trent’anni dopo l’ultima guerra, decisero di istituire la Protezione civile. Un benemerito servizio di cui il Friuli Venezia Giulia fu in Italia lungimirante apripista, tanto che poi, negli anni, fu creato un po’ ovunque nelle altre regioni dando quindi vita anche al coordinamento nazionale.
Un servizio che è noto a tutti quanto sia importante, anzi insostituibile, in caso di calamità naturali – basti ricordare la terribile alluvione di fine settembre 1991, quando ci fu un Cornappo mai visto che travolse ponti e vigneti – che purtroppo non mancano, specie di questi tempi in cui il meteo pare sempre più impazzito. Ma è anche un servizio che diventa prezioso nella quotidianità attraversata dai problemi pandemici che sembrano proprio non voler finire. La Protezione civile di Nimis si spende senza soste dall’inizio dell’emergenza sanitaria (e sono subito due anni!), fino ai nostri giorni in cui Omicron si è abbattuta come un tornado sulle nostre vite, con un’altissima incidenza dei contagi. I volontari, infatti, sono sempre disponibili – sotto la supervisione del coordinatore Sergio Meinero (che ha preso recentemente il testimone da Renato Zanatta) e del sindaco Gloria Bressani – ad aiutare le persone o famiglie in difficoltà che, fatte prigioniere dalla quarantena, non possono uscire di casa per i servizi essenziali, come andare in farmacia o al supermercato per i beni primari. Loro con gentilezza e rapidità recapitano quanto richiesto, sollevando non di poco coloro che si trovano a fare i conti con la nuova variante. E oltre a questo servizio spicciolo di “buon vicinato”, la Protezione civile di Nimis ha garantito con efficacia e professionalità la propria collaborazione anche al centro vaccinale allestito alla Fiera di Udine, nei capannoni del vecchio cotonificio.

Ricordiamo che nelle scorse settimane, poco prima di Natale, il Gruppo aveva aperto le porte per farsi conoscere e apprezzare, e quindi avvicinare nuovi sostenitori e collaboratori, mostrando la sede e i suoi equipaggiamenti. Inoltre, durante un incontro erano state illustrate tutte le novità sul funzionamento della struttura comunale la cui sede è in via Giacomo Matteotti, di fronte alla ex Latteria. La Protezione civile non ha scopo di lucro, è apolitica e persegue finalità esclusivamente connesse alla solidarietà, alla diffusione della cultura della prevenzione ed alla tutela della popolazione e del suo territorio. Inoltre, coadiuva il sindaco nelle attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza. Possono aderire al Gruppo Pc comunale le persone dai 16 anni – se minorenni, però, previa assunzione di responsabilità da parte dell’esercente la potestà genitoriale e comunque mai impiegate in attività di emergenza – ed anche coloro che aderiscono ad altre associazioni di volontariato. Per potersi iscrivere occorre presentare apposita domanda. Ai volontari sono assicurati formazione, addestramento, anche attraverso esercitazioni periodiche, nonché adeguato equipaggiamento, dispositivi di protezione individuale compresi. Soltanto così formati sono in grado di svolgere appieno la propria attività, di cui i beneficiari – nel caso appunto dei servizi garantiti alle famiglie bloccate dal Covid -, ma anche tutta la comunità sono infinitamente grati.

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In copertina e all’interno volontari della Pc di Nimis al centro vaccinale della Fiera di Udine; qui sopra, davanti alla sede di via Matteotti.

Le canzoni friulane di Dario Zampa per i “Pensieri” di Maria Sabina Marzotta

Ci sarà anche Dario Zampa, con la sua inseparabile chitarra, a far festa al libro di poesie di Maria Sabina Marzotta, durante la presentazione che si terrà, come annunciato, oggi alle 18.15, alla Vineria La Botte di via Manin, a Udine. Alcune belle canzoni in lingua friulana faranno, infatti, da intermezzo alla lettura e al commento dei componimenti che l’instancabile e appassionata animatrice del Caffè Letterario Udinese ha scritto durante il lungo periodo del lockdown pandemico affidandoli di volta in volta alla pagina di Facebook e poi raccogliendoli nel libro-strenna fresco di stampa “Pensieri intrappolati”. Pensieri intensi e sensibili che danno vita al volumetto edito da L’Orto della Cultura, con progetto grafico e impaginazione a cura di Gam Grafica. Il pregevole lavoro letterario sarà presentato dal giornalista Giuseppe Longo, mentre a alcune poesie saranno declamate da Maura Pontoni, che interverrà in rappresentanza della casa editrice di Pasian di Prato, appunto tra le canzoni di Dario Zampa.
«I pensieri intrappolati – ci confida fin dalle premesse la poetessa salentina, ma friulana a tutti gli effetti – sono momenti intimi e sentiti, sensazioni forti, che avevano voglia di uscire allo scoperto, per sensibilizzare le persone e creare con esse una rete reale, fatta di incontri e abbracci e toccate di mani e sguardi che si incrociano in uno scambio di umanità vera». Nel libro sono raccolti 133 componimenti poetici di rara intensità e suggestione che saranno proposti, appunto questa sera,  sorseggiando un buon bicchiere del Vigneto Friuli.

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In copertina, il cantautore friulano Dario Zampa che oggi sarà a Udine.

 

Nimis, la Protezione civile ora affidata a Sergio Meinero cerca nuovi volontari

di Giuseppe Longo

Da alcune settimane il Gruppo comunale della Protezione civile di Nimis ha un nuovo coordinatore: è Sergio Meinero che ha preso il posto di Renato Zanatta. E venerdì prossimo, 10 dicembre, dopo le formalità richieste per l’avvicendamento e per il passaggio delle consegne, si terrà la prima riunione, alla quale sono invitati – l’appuntamento è alle 20.30 nella sala consiliare del Municipio – tutti i volontari e gli interessati a questo benemerito servizio, nato in Friuli all’indomani del terremoto del 1976: prima non esisteva in tutt’Italia, per cui la nostra regione si dimostrò veramente lungimirante. Nell’invito formulato dal Comune di Nimis si ricordava che «un volontario della Protezione Civile vuole aiutare la comunità, salvaguardare il territorio dove vive, far parte di un gruppo di persone normali che fanno cose eccezionali, essere formato e pronto ad aiutare in caso di emergenze». In altre parole, «ognuno collabora in base alle proprie esperienze, capacità e disponibilità” perché “sono tante le mansioni che si possono svolgere all’interno del Gruppo: per tutti sono previsti corsi di formazione. Dai corsi di fuoristrada a quelli di elicooperazione, uso in sicurezza di una motosega, a quelli per preservare i beni culturali in caso di emergenza o montaggio tende, sono tanti i modi per imparare a dare una mano». Inoltre, durante la riunione di venerdì saranno illustrate tutte le novità sul funzionamento del Gruppo la cui sede è in via Giacomo Matteotti, di fronte alla ex Latteria.

Volontari davanti alla sede.

Il nuovo coordinatore, Sergio Meinero appunto, era stato nominato ufficialmente con decreto del sindaco di Nimis il 17 novembre scorso, dopo la rinuncia di Renato Zanatta, al quale la civica amministrazione ha espresso riconoscenza per «l’impegno e la dedizione assicurate». Zanatta, «nominato ai tempi dell’amministrazione di Walter Tosolini – ha scritto di lui Gloria Bressani -, si è sempre prodigato al massimo delle sue forze e con grande spirito di servizio per far fronte ad ogni emergenza si presentasse nel territorio del nostro Comune. A lui vanno i nostri più grandi ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni, in particolare gli ultimi, in cui l’emergenza Covid ha colpito anche il nostro paese, creando situazioni nuove da affrontare: sia Renato Zanatta che il Gruppo di volontari da lui guidato non si sono mai tirati indietro per fare in modo che non mancasse ai nostri concittadini, specie anziani, una medicina o la spesa. Siamo sicuri però – ha aggiunto con belle e grate parole il primo cittadino – che la ricompensa più grande per il lavoro svolto per lui sia stata garantita, oltre che dai diversi ringraziamenti ricevuti, dal sorriso di qualche anziano a cui è stato dato aiuto e dal sollievo dei malati a cui è stato prestato soccorso, e anche dalla allegria con cui i bambini, durante il lungo e buio periodo di lockdown, hanno avuto le loro uova di Pasqua, distribuite casa per casa dai volontari. Renato Zanatta continuerà a fare parte, come volontario, della grande squadra della Protezione civile. Gli auguriamo un futuro sereno e un grande successo per le iniziative che vorrà prendere».

Renato Zanatta

Dunque, ora si apre nuova nuova fase, quella appunto con la guida di Sergio Meinero – attivo anche nell’ambito della Croce rossa italiana -, per la nomina del quale «il 15 novembre scorso, i volontari hanno espresso il loro nullaosta». Meinero assume quindi «il ruolo di responsabile e principale referente delle attività dei volontari del Gruppo sia in tempo ordinario che durante le emergenze”. La nota municipale ricorda che il “Gruppo comunale volontari Protezione civile non ha scopo di lucro, è apolitico e persegue finalità esclusivamente connesse alla solidarietà, alla diffusione della cultura della prevenzione ed alla tutela della popolazione e del territorio. Coadiuva il sindaco nelle attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza. Possono aderire al Gruppo comunale volontari le persone dai 16 anni – quando però minorenni previa assunzione di responsabilità da parte dell’esercente la potestà genitoriale e comunque mai impiegate in attività di emergenza – ed anche coloro che sono iscritti ad altre associazioni di volontariato. Per potersi iscrivere occorre presentare apposita domanda. Ai volontari sono assicurati formazione, addestramento, anche attraverso esercitazioni periodiche, nonché adeguato equipaggiamento, dispositivi di protezione individuale compresi». A Sergio Meinero e a tutti i volontari il sindaco e la sua giunta esprimono «un ringraziamento e l’augurio di buon proseguimento». Con la speranza, è appena il caso di aggiungere, di non aver mai bisogno del loro aiuto in momenti di gravi difficoltà ed emergenza. La loro attività infatti è preziosa già nella vita ordinaria, tante sono le occasioni in cui possono esprimere la loro professionalità e dedizione. E allora tanti auguri di buon lavoro, ma che pure nuove forze, giovani, si avvicinino al Gruppo al fine di renderlo sempre più disponibile ed efficiente a beneficio della comunità. Lo possono fare proprio durante la riunione del 10 dicembre.

L’appello di Comune e Pc di Nimis.

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In copertina, Sergio Meinero mentre riceve un riconoscimento dal sindaco di Lignano Sabbiadoro Luca Fanotto.