Regione Fvg a Trenitalia: vanno riaperte le stazioni di Mossa, Capriva e Palazzolo

«La Regione chiederà a Trenitalia uno studio preliminare di fattibilità per valutare l’ipotesi di riapertura delle stazioni ferroviarie di Mossa, Capriva del Friuli e Palazzolo dello Stella». Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti a margine di una riunione che si è tenuta a Udine, alla quale hanno partecipato i sindaci Emanuela Russian (Mossa), Daniele Sergon (Capriva) e Franco D’Altilia (Palazzolo) e i consiglieri regionali Diego Bernardis e Mauro Bordin. All’ordine del giorno dell’incontro l’esigenza espressa dal territorio di ripristinare al servizio viaggiatori le fermate lungo le direttrici Udine-Gorizia-Trieste e Portogruaro-Cervignano-Trieste.

L’incontro con Pizzimenti a Udine.

Come ha spiegato Pizzimenti, il percorso di valutazione con Trenitalia servirà a capire quali potrebbero essere le caratteristiche del servizio ferroviario da riattivare e i relativi costi. Il passaggio più difficile risulta essere quello di integrare nuovi passaggi dei treni con il quadro attuale del servizio, con tutte le conseguenti variazioni di orario. Perciò la prospettiva del ragionamento si sposta verso la fine del 2022, con l’entrata in vigore dell’orario invernale. «Le tre stazioni, disabilitate dal 2013 – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga -, sono per lo più in buone condizioni grazie ad investimenti poco antecedenti alla chiusura. Alcune sono dotate di videosorveglianza, pensiline nuove e biglietterie automatiche. Quella di Palazzolo, invece, necessiterebbe di significativi lavori di riqualificazione». Nel corso della riunione è emerso che i Comuni che attualmente si occupano della manutenzione e della pulizia degli accessi sarebbero pronti a intervenire anche direttamente pur di consentire ai propri cittadini l’utilizzo più frequente del treno.
«L’obiettivo – ha evidenziato ancora Pizzimenti – è quello di riaprire con un servizio che non sia limitato, ma che vada realmente incontro alle esigenze del pubblico. Il nostro target non è solo quello dei pendolari o degli studenti: dobbiamo catalizzare l’interesse anche di altri cittadini o turisti che scelgono di spostarsi con il treno per altre motivazioni. Per questo dal 2022 è già attivo un approfondimento sui servizi di trasporto pubblico su gomma e sulla domanda potenziale, per capire le reali necessità dell’utenza e valorizzare le opportunità di integrazione treno-autobus. Il risultato auspicato è quello di definire un piano di mobilità adeguato alle esigenze del territorio in termini complessivi, mettendo a sistema tutte le varie possibilità». «Da questo punto di vista c’è anche da considerare – ha concluso l’assessore – che pandemia e smart working hanno cambiato le abitudini di utilizzo da parte dei pendolari, perciò bisogna puntare ad attrarre un pubblico più ampio possibile. Solo così potremo pensare concretamente a valorizzare località più piccole dando un senso compiuto ad una scelta che, se non ragionata, potrebbe risultare antieconomica».

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In copertina, uno scorcio della stazione ferroviaria di Palazzolo dello Stella.

Regione Fvg: una rivoluzione tariffaria per incentivare il trasporto pubblico

«Sarà una vera rivoluzione tariffaria che potrà cambiare le abitudini di trasporto dei cittadini, favorendo l’utilizzo dei mezzi pubblici sia su gomma che su ferro. La finalità è quella di rendere maggiormente attrattivo il sistema del trasporto pubblico locale nell’utilizzo quotidiano o occasionale, semplificando ed unificando, a vantaggio dei viaggiatori, il sistema tariffario in chiave regionale ed introducendo nuove tariffe, nuovi titoli di viaggio o agevolazioni, con particolare riguardo ai nuclei familiari, ai giovani e alle categorie fragili». È questo il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti nell’annunciare, come informa Arc, il nuovo piano tariffario del trasporto pubblico locale e regionale per il 2022.
«Con l’introduzione di titoli di viaggio e abbonamenti utilizzabili su tutta la rete dei servizi automobilistici di Tpl in regione – ha detto ancora l’esponente della Giunta Fedriga – viene data concreta evidenza e sostanza alla presenza di un gestore unico ed un unico servizio Tpl gomma/marittimo a livello regionale. Si dà inoltre avvio ad una prima fase sperimentale di integrazione tariffaria gomma-ferro, che sarà ampliata e ulteriormente articolata nei prossimi anni anche nel contesto del nuovo affidamento Trenitalia 2022-2031».

Graziano Pizzimenti


Alcune novità sono entrate in vigore a Capodanno, altre saranno affinate nei prossimi mesi e saranno applicate dal 1° luglio 2022, per organizzare gradualmente le variazioni di maggiore complessità gestionale. Le principali novità dal 1° gennaio riguardano l’unificazione dei biglietti urbani di corsa semplice sul territorio regionale, i nuovi biglietti urbani pluricorsa, una nuova tariffa urbana per i biglietti giornalieri (da 4,60 euro a 3 euro), l’unificazione sul territorio regionale degli abbonamenti urbani quindicinale, mensile, semestrale, annuale, con allineamento al valore più basso oggi applicato; il nuovo abbonamento urbano semestrale a una linea o sull’intera rete; il nuovo abbonamento extra urbano semestrale a una linea o intera rete; la conferma dello sconto del 50 per cento sull’abbonamento scolastico ai residenti in Fvg.
La prima novità, come detto, riguarda il nuovo biglietto giornaliero che passa da 4,60 euro a 3 euro e da luglio sarà utilizzabile indifferentemente su tutte le reti urbane. Il biglietto orario “zona una tratta” attualmente in vigore al costo di 1,35 euro diventerà biglietto orario a 60 minuti, allo stesso prezzo. I biglietti corsa semplice 2 tratte di una linea, orario senza limiti di tratta, orario intera rete 75 minuti (attualmente al costo di 1,65 euro ciascuno) vengono accorpati nel biglietto orario 75 minuti allo stesso prezzo. Il biglietto orario zona una tratta pluricorsa per 10 corse (esclusa Trieste) che attualmente costa 12 euro diventerà biglietto orario pluricorsa valido 60 minuti (10 corse ) a 12,15 euro così come biglietto intera rete pluricorsa 10 corse (Trieste) attualmente in vigore a 12,45 euro. Sarà introdotto un nuovo biglietto orario pluricorsa 75 minuti (10 corse) per 14,85 euro.
Gli abbonamenti quindicinali attualmente in vigore a tariffe diverse vengono ridotti a due tipologie: abbonamento a una linea 19,10 euro; abbonamento all’intera rete 22,25. Allo stesso modo, l’abbonamento mensile sarà disponibile per una sola linea a 28,50 euro, per l’intera rete a 35,20. Dal 1° luglio sarà acquistabile l’abbonamento urbano intera rete regionale allo stesso prezzo della singola rete (quindicinale a 22,25 euro, mensile a 35,20, annuale 352).
Le altre novità in vigore dal 1° luglio riguardano inoltre i nuovi Formula Famiglia, abbonamento Hinterland, abbonamento rete regionale urbano+extraurbano fino a 50 km, l’abbonamento rete regionale urbano+extraurbano oltre 50 km, la Card Under26, l’abbonamento scolastico ora acquistabile per il medesimo periodo di validità anche da non studenti, la possibilità di rateizzazione dell’abbonamento annuale e scolastico, lo sconto aggiuntivo Convenzione Ardiss per studenti universitari non residenti, la tariffa integrata regionale (prima fase) Servizi Tpl Automobilistico Extraurbano e Ferroviario, la tariffa servizi flessibili in area montana (attivabile anche antecedentemente al 1° luglio 2022 ad avvio delle varie sperimentazioni), i biglietti urbani utilizzabili indifferentemente su tutte le reti urbane della regione.
Nel dettaglio con Formula Famiglia, a partire dal prossimo luglio, sugli abbonamenti aventi lo stesso periodo di validità acquistati da componenti di uno stesso nucleo familiare, sarà applicato uno sconto del 20 per cento sul secondo abbonamento, del 50 per cento sul terzo, del 70 per cento dal quarto abbonamento in poi. Gli sconti sono cumulabili con l’abbattimento del 50 per cento dell’abbonamento scolastico per residenti Fvg. Sempre da luglio 2022, con l’abbonamento urbano intera rete regionale (dello stesso costo dell’abbonamento della singola rete urbana) si potranno utilizzare tutti i servizi urbani della regione. Ad esempio, con l’abbonamento mensile urbano acquistato a Trieste (35,20 euro) si potrà viaggiare anche a Pordenone, Udine, Gorizia. La Card Under 26, invece, dedicata ai più giovani, darà diritto all’acquisto di abbonamenti e biglietti per i mesi di luglio e agosto scontati del 30 per cento o all’acquisto di abbonamenti personali e biglietti con sconto del 30 per cento ai clienti con uno storico di abbonamenti acquistati con validità di almeno 240 giorni/anno nei 5 anni precedenti, da documentare da parte dall’utente con apposita autocertificazione (non cumulabile con Formula Famiglia); la Card Under 26 darà, inoltre, accesso ai vantaggi previsti nell’ambito di specifiche campagne promozionali. Da segnalare anche l’estensione ai non studenti dell’abbonamento scolastico con validità 10 mesi e decorrenza dal primo settembre o dal primo ottobre: diventa acquistabile pure da non studenti senza limiti di età e consente l’accesso alle agevolazioni previste dalla nuova Formula Famiglia.
Infine, uno sguardo alla prima fase di integrazione tariffaria sperimentale per i servizi automobilistici Tpl Fvg e ferroviari Trenitalia interni al Friuli Venezia Giulia. Ecco alcuni esempi: Tratta San Daniele – Gorizia: l’attuale costo per due abbonamenti gomma e treno è di 126,75 euro (bus extraurbano fino a Udine e treno), con l’abbonamento integrato passerà a 81,30 euro (con un risparmio di 45,45). Tratta Grado-Trieste (via Monfalcone): l’attuale abbonamento al bus extraurbano fino a Monfalcone più treno e bus urbano Trieste una linea costa 147,25 euro; passerà a 88,05 euro (con un risparmio di 59,20). Tratta Roveredo in Piano-Udine: l’attuale abbonamento multiplo (bus extraurbano fino a Pordenone più treno e urbano Udine intera rete) costa 140,90 euro; passerà con l’abbonamento integrato a 93,20 euro (risparmio di 47,70). Tratta Udine-Gorizia, l’attuale abbonamento (bus urbano Udine intera rete più treno e bus urbano Gorizia intera rete) costa 137,90 euro; con l’abbonamento integrato costerà 82,15 euro (risparmio di 55,75).

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In copertina, un autobus nel centro di Udine e qui sopra un treno pendolari.

CoopCa, Sportello ristori a Tolmezzo. Zilli: Regione Fvg vicina ai danneggiati

(g.l.) I  soci danneggiati dal fallimento CoopCa potranno recuperare quasi il 90 per cento di quanto investito. Con questo obiettivo incoraggiante, si è aperto ieri mattina, alle 9 in punto, lo Sportello per i Ristori CoopCa che la Camera di Commercio Pordenone-Udine di concerto con la Regione Fvg ha attivato nella sua sede di Tolmezzo, nella cui area c’è la stragrande maggioranza degli aventi diritto, e che opererà in parallelo a quelli avviati anche nelle sedi camerali delle due città capoluogo. A dare il via alla procedura di ricezione delle domande, c’erano l’assessore regionale alle finanze Barbara Zilli e il presidente Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, il quale ha ricordato che sono circa 3.200 le persone che in Carnia potranno ottenere i ristori attraverso una procedura rapida, che consentirà loro di completare l’iter delle domande e percepire le somme previste dalla Regione entro la prossima primavera/estate.


Dunque si sono aperti ufficialmente i termini per presentare le richieste di ristoro, che potranno pervenire – sottolineano dall’ente camerale – senza contare l’ordine di arrivo. C’è dunque tutto il tempo di 90 giorni per presentare la domanda, che può arrivare o rivolgendosi fisicamente agli Sportelli oppure via raccomandata con ricevuta di ritorno o ancora via Pec. Chi decide per la consegna a mano, avrà ingresso libero nelle due città: a Udine ogni lunedì e giovedì dalle 9 alle 12.30, a Pordenone il lunedì dalle 8.30 alle 12.30. A Tolmezzo lo sportello è invece aperto tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, con ingresso stabilito secondo l’ordine indicato nel calendario sul sito camerale (in base alla lettera di inizio del cognome). Tutto questo, per evitare inutili code, attese e assembramenti.
Tutti i dettagli e i termini della procedura, così come la modulistica (semplificata al massimo), sono sul sito camerale, www.pnud.camcom.it: trovare la news è facile perché è indicata da un banner direttamente in homepage. L’ente ricorda pure che la competenza per le Cooperative operaie di Trieste è della Camera della Venezia Giulia ed è lì che dovranno rivolgersi gli aventi diritto. Una volta chiusi i termini per le domande, cioè dopo il 15 febbraio, fino al 15 maggio si svolgeranno le istruttorie e da metà maggio verranno adottati gli atti necessari agli accreditamenti direttamente sui conti correnti dei beneficiari.
La misura del ristoro con fondi regionali, lo si ricorda, è stata fissata nel 10% per i prestatori di Cooperative operaie di Trieste Istria e Friuli e nel 25% per quelli di Coopca, e non sono previsti ristori, secondo la norma regionale, relativamente ai soci Coopca, per crediti inferiori ai 400 euro. Integrate alle spettanze ammesse dai liquidatori, le risorse complessive andranno a ristorare l’88 per cento delle perdite per i risparmiatori della Società cooperativa carnica di consumo e l’89 per cento della cooperativa triestina.


«Già oggi sono state presentate a Tolmezzo dai soci di CoopCa le prime domande per ottenere i ristori stabiliti dalla Regione a favore degli oltre 15mila soci coinvolti nel fallimento delle Cooperative Carniche e delle Cooperative Operaie di Trieste Istria e Friuli: è la prima risposta agli effetti di una misura di sostegno sociale che abbiamo fortemente voluto fin da quando ci siamo insediati. Un intervento che possiamo attuare perché in questi anni siamo riusciti ad accantonare 17 milioni di euro nel bilancio regionale. Anche grazie all’impegno delle Camere di commercio e del loro sistema territoriale, l’accesso alle procedure necessarie è semplice, rapido e snello. Gli sportelli di prossimità sono a disposizione di tutti e soprattutto per le persone anziane residenti nelle zone più disagiate», ha evidenziato l’assessore Barbara Zilli.
«L’inaugurazione di questo servizio oggi a Tolmezzo – ha precisato l’esponente della Giunta Fedriga – assume un particolare valore simbolico: intende dare una dimostrazione tangibile di come la Regione sia vicina ai 15mila soci prestatori dell’intero Friuli Venezia Giulia coinvolti nella vicenda delle due cooperative, molti dei quali vivono in Carnia. Analoghi sportelli sono stati attivati in tutta la regione per consentire ai danneggiati di presentare la domanda d’indennizzo. Volevamo dare un segnale forte di carattere sociale e siamo convinti che la misura messa in campo dalla Regione possa contribuire a risolvere un disagio; con questa dotazione finanziaria – ha concluso Barbara Zilli – i soci prestatori riusciranno a recuperare quasi il 90 per cento di quanto investito».
L’assessore ha concluso rivolgendo un forte invito agli interessati a presentare le domande agli sportelli delle Camere di commercio o tramite Pec nei tempi stabiliti, ovvero entro 90 giorni a partire appunto da ieri.

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In copertina e all’interno immagini dello Sportello ristori di Tolmezzo alla cui apertura sono intervenuti l’assessore Barbara Zilli e il presidente camerale Giovanni Da Pozzo.

A Udine il punto sulla lingua friulana che oggi interessa 600 mila persone

«La terza Conferenza regionale sulla lingua friulana è una tappa importante per le lingue minoritarie. Si tratta di un appuntamento in cui l’Amministrazione regionale si mette in ascolto per fare il punto sulle azioni messe in campo in questi anni e quelle che potremo adottare nei prossimi per migliorare lo stato dell’arte». Lo ha detto, come riferisce Arc, l’assessore regionale delle Lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, durante la terza Conferenza regionale sulla lingua friulana, che oggi interessa circa 600 mila persone e che si è tenuta nella sede della Regione Fvg, a Udine, all’auditorium Antonio Comelli.


Ora l’obiettivo, secondo l’esponente della Giunta Fedriga, è quindi l’ascolto: «La legge di tutela del friulano impone che vi sia una Conferenza regionale organizzata dal Consiglio del Friuli Venezia Giulia con la motivazione che sia un altro soggetto diverso dall’Esecutivo ad organizzare un evento di verifica su quanto abbiamo fatto nella prima parte del mandato, un’analisi di tutte le attività e le misure adottate. La ratio della Conferenza sta quindi nella logica del controllo: da una parte, c’è l’Esecutivo che compie le azioni e, dall’altra, l’Assemblea legislativa che monitora. Oggi ascoltiamo per capire quali azioni future potranno essere effettuate per migliorare e promuovere le lingue minoritarie, per comprendere cosa va migliorato e per darci una prospettiva volta a valorizzare tutte le lingue minoritarie».
Roberti ha poi rilevato la positività di queste Conferenze ravvicinate, l’altra settimana quella dedicata al tedesco e questa quella allo sloveno: «La pandemia ha fatto slittare gli incontri, ma questo permette meglio di cogliere i tratti comuni e di vicinanza delle lingue minoritarie, quali ad esempio l’educazione, la scuola la programmazione televisiva. Ci sono poi anche esperienze positive da condividere per promuovere l’utilizzo della lingua».
Durante l’evento, si è discusso del nuovo Piano regionale di politica linguistica 2021-2025 che fra le finalità prevede di favorire il ripristino della trasmissione intergenerazionale, di migliorare la qualità della competenza della lingua e l’aumento della stessa nell’uso sociale. Il Piano che ha un approccio trasparente, secondo Roberti, mostra un’impostazione diversa rispetto al passato: «Il documento illustra delle azioni puntuali con relative risorse da spendere nel quinquennio attraverso delle linee specifiche di indirizzo. Una caratteristica importante anche per il monitoraggio. Chiunque potrà verificare se quelle cifre sono state spese e quelle azioni compiute. E’ un approccio importante su cui l’Esecutivo si mette alla prova e rimarca la convinzione dell’Amministrazione regionale nel proseguire a valorizzare tutte le lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia».
Il Piano, che vale circa 22 milioni di euro sul quinquennio, per l’esponente della Giunta Fedriga ha un altro aspetto rilevante. «Il documento va a cavallo di più legislature e comprende un periodo più lungo della mera scadenza elettorale del 2023. E’ un segnale preciso perché a prescindere da chi governerà, non possiamo perdere il plurilinguismo che va preservato, ci caratterizza e garantisce la specialità».
La Conferenza ha rappresentato quindi un vero e proprio stato dell’arte, organizzata dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, e dalla Regione con il coinvolgimento di istituzioni, docenti ed esperti che si occupano a vario titolo dello sviluppo della “marilenghe”. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, di Enrico Peterlunger, delegato dell’Università di Udine per la lingua friulana, di Eros Cisilino, presidente dell’Arlef, moderati dal consigliere regionale delegato al coordinamento della Conferenza Emanuele Zanon, si è dato il via al confronto attraverso una serie di interventi.
Fra questi, Salvatore Campo, direttore del Servizio lingue minoritarie, ha fornito alcuni spunti per una nuova strategia di sviluppo della lingua friulana, mentre Michele Gazzola, docente dell’Università dell’Ulster ha parlato del piano generale di politica linguistica per il friulano e Linda Picco, dello Sportello regionale per la “marilenghe”, ha esposto l’attuale situazione sociolinguistica rilevando come secondo una ricerca del 2014 siano 600 mila i friulanofoni: 420 mila parlano regolarmente il friulano e 180 mila in modo occasionale. Quanto alla comprensione della lingua, i dati indicano che è compresa da 9 persone su 10 in Friuli. Infine, per quanto concerne i giovani, se da un lato non esiste più l’idea della lingua carica di uno stigma sociale, una lingua considerata “dei vecchi”, dall’altro manca la carica ideologica ed emotiva presente nelle generazioni precedenti.

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti; all’interno, il tavolo dei relatori alla Conferenza.

 

Export, da Udine una guida alle aziende italiane per aiutarle a crescere all’estero

La partita della crescita per le aziende e per il Pil nazionale si gioca sull’export. La sfida della nuova globalizzazione parte dal Friuli Venezia Giulia e dalla IC&Partners, società di consulenza che da 25 anni opera nell’internazionalizzazione delle imprese e che prospetta una crescita costante del proprio volume d’affari nei prossimi cinque anni, passando dagli attuali 11 milioni di fatturato a oltre 15 milioni.
Con un quartier generale radicato in Friuli Venezia Giulia, esattamente a Udine, 27 uffici in 17 diversi Paesi del mondo, 250 dipendenti, IC&Partners rappresenta, come informa una nota, un unicum a livello nazionale, sia per la grandezza dell’azienda sia per il modello di business. A questo si aggiungono 30 partner strategici portando ad una presenza globale in 47 nazioni: è di fatto la più grande piattaforma italiana dedicata al supporto alla internazionalizzazione d’impresa. Oggi l’export diventa ancora più vitale in uno scenario post-pandemia in cui le traiettorie dell’economia globale stanno cambiando: lo shock nel rapporto domanda-offerta ha rotto le catene di fornitura e ha generato blocchi alla libera circolazione delle persone e anche delle merci focalizzando tre grandi assi in Europa, Asia e Stati Uniti.

«L’internazionalizzazione e il commercio estero diventano sempre più fondamentali per le aziende locali e nazionali in un momento storico come questo: l’imprenditore deve verificare se esiste ancora il suo mercato di riferimento e soprattutto dove, se in Italia o all’estero – spiega il presidente della Holding IC&Partners, Roberto Corciulo -. Dopo decenni di globalizzazione, il Covid sta invece accelerando la regionalizzazione, riportando a casa le produzioni, ma per poter vendere ed essere competitivi in alcuni Paesi, penso in particolare a Stati Uniti, Russia ed Estremo Oriente, è necessario produrre in loco».
Grazie all’esperienza acquisita sui vari mercati, IC&Partners supporta l’espansione territoriale delle aziende all’estero da tutti i punti di vista commerciale, fiscale, operativo e legale. «Il radicamento sul nostro territorio non è in discussione – aggiunge Corciulo –, Milano sarebbe la città più vocata per la nostra tipologia di business, ma non lasceremo mai il Friuli». Da circa un mese, infatti, IC&Partners ha spostato la sua sede centrale in uffici più grandi – restando sempre a Udine -, inaugurati ufficialmente ieri mattina alla presenza dell’assessore regionale alle attività produttive regionale Sergio Emidio Bini e quello del Comune di Udine Maurizio Franz, e del direttore generale di Confindustria Udine Michele Nencioni, oltre a numerosi collaboratori e imprenditori del territorio.
«Siamo orgogliosi che IC&Partners abbia deciso di mantenere la propria sede principale nella nostra città – ha commentato Franz –, aziende come questa sono fondamentali per la crescita delle imprese del nostro territorio che stanno dimostrando grande voglia di investire dopo i mesi difficili della pandemia».
«In questi anni, ho visto IC&Partners crescere e diventare una presenza globale – ha sottolineato infine l’assessore Bini -, la tipologia di servizio è unica e indispensabile in un momento storico come questo in cui il Fvg dimostra numeri eccellenti: dopo Lombardia ed Emilia Romagna, siamo la terza regione d’Italia per export. La piattaforma di IC&Partners è una risorsa per chi vuole andare all’estero con basi solide. Fare sistema tra Regione, istituzioni, associazioni di categoria e aziende – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – diventa un grande valore aggiunto per la competitività di tutto il tessuto economico regionale, anche per le piccole e medie imprese del territorio che possono affrontare la sfida all’estero con serenità e con la competenza di professionisti esperti».

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In copertina e all’interno tre immagini della cerimonia inaugurale.

(Foto Tassotto&Max)

La Maratonina di Udine è pronta al via: così in Friuli ripartono i grandi eventi

La 21ma edizione della Maratonina di Udine segna la piena ripartenza dei grandi eventi nel capoluogo e ne identifica appieno i valori di tenacia, fatica, impegno e riscossa che caratterizzano il popolo friulano: è questo il messaggio che l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha portato ieri alla presentazione della mezza maratona che si correrà a Udine il 3 ottobre, dopo il fermo di un anno fa imposto dalla pandemia. Per l’esponente della Giunta Fedriga il ritorno della 21 chilometri più veloce del panorama podistico è un orgoglio per la Regione Fvg e per la Città di Udine che, con questa stagione di eventi in sicurezza, si è dimostrata poliedrica e capace di restituire ai visitatori le sue molteplici offerte in campo culturale, enogastronomico – il recentissimo Friuli Doc – ed ora sportivo.

Gli intervenuti alla presentazione.


Per l’esponente dell’esecutivo regionale l’evento è anche un’occasione per riavvicinare i giovani e giovanissimi allo sport ed in particolare all’atletica, disciplina che continua a dare grandi soddisfazioni e che allena lo spirito alla fatica e alla determinazione. Caratteristiche che non mancheranno agli oltre 800 iscritti che si ritroveranno domenica prossima alla partenza davanti all’istituto Sello per tagliare il traguardo dei 21.097 metri in via Vittorio Veneto.
Dopo un anno di pausa forzata, imposta dall’emergenza sanitaria, torna dunque la Maratonina Internazionale Città di Udine, la cui 21ma edizione – presentata ufficialmente nei giardini di palazzo Morpurgo – è in programma su un percorso completamente rinnovato e come sempre velocissimo, nel segno della tradizione della gara. Con un grande sforzo organizzativo lo staff dell’Associazione Maratonina Udinese, presieduta da Paolo Bordon, è riuscito a mettere a punto un programma che restituisce alla città uno dei suoi principali eventi sportivi, per quanto in forma ridotta: per agire nel segno della massima sicurezza possibile, infatti, si è scelto di rimandare le tradizionali proposte sportive e aggregative collaterali alla mezza maratona (che abitualmente riempiono l’intera giornata di sabato e si affiancano poi, la domenica mattina, alla gara internazionale), concentrandosi esclusivamente sull’evento agonistico, dunque sulla Maratonina e, nella serata del 2 ottobre, sulla cronoscalata a invito “Salita del Castello”, che prenderà il via alle 18 da piazzetta Lionello e che vedrà affrontarsi in una sfida di velocità sulla rampa del colle 21 uomini e altrettante donne, un richiamo sia all’anno in corso, sia all’edizione della Maratonina. Trecento i metri di percorrenza, 30 quelli di dislivello.
«Un importante sforzo organizzativo: pur tra mille difficoltà abbiamo scelto di ripartire per dare un segnale di fiducia e offrire nuovamente agli atleti la possibilità di correre per le strade di Udine. Massima attenzione è stata riservata alla sicurezza, e proprio questo senso di responsabilità ha determinato la sofferta decisione di rinunciare a tutti gli eventi collaterali», ha affermato infatti il presidente Bordon, intervenuto in conferenza stampa assieme al presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, alla ricordata Barbara Zilli, agli assessori del Comune di Udine Maurizio Franz (delegato alle attività produttive, al turismo e ai grandi eventi) e Antonio Falcone (sport), al vicepresidente di Civibank Guglielmo Pelizzo e a Tiziana Pituelli, responsabile marketing di Despar Fvg.

PERCORSO RINNOVATO – Completamente nuovo, come detto, l’itinerario di gara, che si svilupperà interamente nel Comune di Udine e la cui lunghezza – i canonici 21.097 metri – è stata certificata il 4 settembre scorso dalla World Athletics, Ente internazionale di atletica leggera: la partenza è prevista dal viale della Vittoria, di fronte all’istituto Sello (entrata in griglia con braccialetto fornito dopo controllo dei Green Pass), l’arrivo in via Vittorio Veneto. Gli atleti – come detto, già oltre 800 gli iscritti – attraverseranno piazza I Maggio (in senso nord-sud, costeggiando il colle) e imboccheranno poi via Treppo, proseguendo per via Caneva, viale Trieste, piazzale D’Annunzio, via Gorghi, via Savorgnana, via Cavour, piazza Libertà, via Manin. Ci sarà a quel punto un secondo passaggio su piazza I Maggio, per puntare quindi su piazzale Osoppo; da via Volontari della Libertà si andrà verso piazzale Chiavris, e da lì i corridori si dirigeranno verso la rotatoria di via Cotonificio. Fra le tappe successive i piazzali XXVI Luglio, Cella, Unità d’Italia, della Repubblica, Oberdan, Del Din; si arriverà infine in Largo delle Grazie: l’ultimo tratto toccherà ancora piazza I Maggio, piazza Patriarcato e via Piave, per tagliare poi il traguardo in via Vittorio Veneto.

LE PARTENZE – Le prime a partire, alle ore 9.25, saranno le carrozzine olimpiche. Cinque minuti più tardi, alle 9.30, scatteranno invece gli atleti, a blocchi scaglionati. Per i primi 500 metri di gara dovranno indossare la mascherina.

IL TRAFFICO – Da circa un’ora prima dell’inizio della corsa e fino al termine della stessa piazza Libertà e via Cavour saranno chiuse con transenne. Le altre strade interessate dalla mezza verranno precluse al transito fino al passaggio della macchina di fine gara, venendo poi riaperte man mano. Le linee urbane di autobus che percorrono l’itinerario di gara saranno deviate a cura della Saf.

GREEN PASS – Gli atleti e tutto il personale in servizio durante l’evento avranno l’obbligo di esibire il Green Pass e di consegnare allo staff dell’Associazione Maratonina Udinese, ai fini del tracciamento, l’autodichiarazione anti-Covid 19. Il processo di verifica del Green Pass avverrà tramite l’app nazionale VerificaC19, installata su dispositivi mobile.

LA SICUREZZA – Il percorso sarà diviso in 7 settori, che saranno monitorati da altrettanti responsabili e da personale volontario addetto alla sorveglianza. Sulla sicurezza vigileranno gli agenti del Comando di polizia locale di Udine e ben 200 volontari fra alpini, protezione civile, Terzo Reggimento Guastatori, volontari dell’AMU e delle associazioni Aquile Bianconere, Maratona Città del Vino, Gruppo Marciatori Udinesi e Radioamatori Italiani (sezione di Udine), sotto il coordinamento della Libertas Grions e Remanzacco. Lungo l’itinerario di gara saranno posizionate 1000 transenne, 850 a cura dell’Amu e 150 del Comune di Udine.

IL CAMPIONE OLIMPICO – Nel pieno fervore dei preparativi per l’organizzazione della mezza maratona, l’Amu ha ricevuto la visita del campione olimpico Gelindo Bordin, medaglia d’oro a Seoul nel 1988, primo italiano a vincere la maratona olimpica e l’unico connazionale ad aver vinto la Maratona di Boston: Bordin ha fatto visita all’Associazione Maratonina per testimoniare il suo appoggio all’iniziativa.

SOSTENITORI E SPONSOR – La Maratonina di Udine è resa possibile dal sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della Camera di Commercio di Pordenone e Udine, di Udine e Gorizia Fiere, Confcommercio, Confartigianato, Fuc Ferrovie Udine-Cividale, Federazione Italiana di Atletica Leggera, Libertas FriuliVg e Civiform, nonché di numerosi sponsor: Civibank, main sponsor, Despar Supermercati, Net Spa, Karhu abbigliamento sportivo, Itas Assicurazioni, Goccia di Carnia, DBB Distribuzione Bibite, Autoservizi Fvg Saf, IFN Immobiliare Friulana Nord, Corpo Vigili Notturni, Trudi, No Named Integratori, Villacher Bier, Giorgio Iacuzzo Gomme Codroipo, Cicli Granzon, Le tre rose, Hotel Posta di Forni di Sopra, Ca’ d’Oro, Gruppo Arteni, Qualità Food Delser, Sintetica Informatica, Concessionaria Prontoauto Tecnoauto.

Ecco l’ultima edizione.

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In copertina, la Salita del Castello di Udine:  sabato ospiterà il primo appuntamento della Maratonina.

 

Nuovo distretto sanitario a Tarcento per undici Comuni: costerà 6 milioni di euro

(g.l.) Si fa sempre più concreta e vicina la realizzazione di una nuova sede, ampia e funzionale, per il Distretto sanitario di Tarcento, a servizio degli utenti di undici Comuni del comprensorio: oltre alla stessa Tarcento, Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana e Tricesimo. La Regione Fvg ha infatti assegnato all’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale ulteriori 1.815.000 euro per la realizzazione degli interventi di risanamento conservativo, adeguamento funzionale, strutturale e impiantistico dell’edificio già sede della Comunità montana Valli del Torre che, una volta ultimato, ospiterà appunto la nuova struttura sanitaria.

L’assessore Riccardo Riccardi.


Lo ha annunciato il vicegovernatore, con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, dopo l’approvazione del provvedimento da parte della Giunta regionale evidenziando – come informa una nota Arc – che si tratta di un investimento rilevante che, sommandosi agli oltre 4 milioni di euro già stanziati per questo progetto (quindi con un impegno finanziario complessivo di circa 6 milioni), apre la strada alla realizzazione della nuova sede distrettuale. Un’opera attesa da tempo dal territorio e sulla cui realizzazione i sindaci della zona hanno espresso piena condivisione.
Come detto, la struttura verrà ottenuta grazie all’ampliamento e all’ammodernamento dell’immobile che ospita l’attuale sede sanitaria, che, oltre a venire ampliato e completamente ristrutturato, sarà dotato anche di un parcheggio adeguato. Come rimarcato dal vicegovernatore Fvg, il nuovo distretto consentirà di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini degli undici Comuni citati attraverso un presidio della salute moderno e in linea con le necessità e le esigenze di un territorio ampio e complesso.
Come si ricorderà, il progetto preliminare della nuova sede distrettuale era stato presentato nei mesi scorsi durante un incontro al cinema Margherita. «Si tratta – aveva detto nell’occasione l’esponente della Giunta Fedriga – di un’opera attesa da anni, che potrà entro breve assicurare una risposta puntuale alle attese di salute della comunità del Tarcentino: verrà infatti realizzata tenendo conto delle esigenze degli operatori sanitari, per l’erogazione dei servizi, e degli utenti, e finalmente risponderà anche alla necessità di adeguare gli spazi destinati al Centro di salute mentale».

L’ambito distrettuale di Tarcento.

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In copertina, l’attuale sede del Distretto sanitario di Tarcento che inizialmente ospitava la Comunità montana Valli del Torre.

Covid, aziende danneggiate in Fvg: i fondi dei ristori sono previsti entro aprile

“Lo sportello digitale per l’assegnazione della terza tranche di ristori si è chiuso ieri alle 20 con 8.386 domande pervenute per un controvalore economico di 14.674.300 euro. Il nostro obiettivo è quindi riuscire ad erogare i fondi alle imprese aventi diritto entro aprile”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, evidenziando – come informa una nota Arc – che “il canale contributivo si era aperto lo scorso 18 marzo con l’obiettivo di ristorare i soggetti che hanno subito una contrazione delle attività economiche come conseguenza del perdurare della situazione pandemica, nei settori del commercio, del turismo, delle filiere di eventi, del trasporto persone, delle agenzie viaggio, delle guide turistiche, dalla pubblicità e delle attività sportive”.
Il contributo concedibile varia da euro 500 a 10mila euro a seconda dell’attività, con una media di intensità di aiuto pari a 1.750 euro. “Un segnale concreto soprattutto per le imprese che sono state maggiormente penalizzate dalle chiusure imposte dalla situazione pandemica”, ha confermato Bini.
Rispetto all’ammontare complessivo di 21,4 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Fvg, alla chiusura dello sportello risultano pertanto ancora disponibili circa 7 milioni di euro. “Fondi che intendiamo reinvestire a breve per continuare a sostenere l’economia regionale – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga -. È infatti già allo studio un’ulteriore misura a supporto delle attività imprenditoriali, che sarà rivolta ad esempio alle imprese avviate nel 2020 e comprenderà anche il comparto dei servizi alla persona, che sono stati costretti alla chiusura anche durante la terza ondata del Covid-19”.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini.

Covid, gravissima crisi dei matrimoni: 8 richieste per il rilancio del “wedding”

(g.l.) «La Regione è vicina agli operatori del settore del “wedding”, un comparto dell’arte dei mestieri che presenta elementi di eccellenza, e a fronte di una situazione difficile come quella in atto rivolgerà al Governo pressanti richieste per il suo inserimento tra i settori che maggiormente necessitano di ristoro». Lo ha sottolineato ieri mattina l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, nella conferenza stampa convocata dalla Camera di commercio di Pordenone e Udine assieme ai rappresentanti delle categorie interessate per presentare lo stato di crisi nel quale versano le aziende dei settori collegati al mondo dei matrimoni, delle altre cerimonie (soprattutto religiose come battesimi, cresime e prime comunioni) ed eventi in genere, costrette al blocco totale dell’attività a causa dagli effetti provocati dai provvedimenti anti-Covid.

«Con il Disegno di legge di prossima approvazione – ha aggiunto Bini – inseriamo un’altra manovra di circa 22 milioni di euro per ulteriori ristori, portando a quasi 80 milioni le risorse messe in campo dall’Amministrazione regionale per venire incontro alle tante aziende maggiormente colpite dagli effetti della pandemia. Uno sforzo molto consistente, che pone la nostra Regione ai vertici a livello nazionale in proporzione agli aiuti stanziati rispetto al numero di abitanti, ma che certamente non può bastare a soddisfare completamente le esigenze delle filiere più colpite. È per questo che anche il settore del “wedding” dev’essere aiutato in modo più concreto dallo Stato, che dispone certamente di maggiori mezzi finanziari rispetto alle Regioni».
Bini, come informa Arc, ha evidenziato che i dati del comparto non rappresentano semplicemente l’effetto di dinamiche negative di mercato dovute ai problemi contingenti, ma purtroppo fotografano una condizione che è destinata a protrarsi ancora per diversi mesi. «Ciò a danno di realtà – ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga – che rappresentano una porzione di pregio del Made in Italy, cioè di quel comparto che per decenni ha dato lustro al nostro Paese e che assieme a quello del terziario, del commercio e del turismo sta subendo in modo drammatico i riflessi della crisi». Non a caso, nella riforma dell’economia regionale, SviluppoImpresa, che approderà in Aula a inizio febbraio, una parte consistente è dedicata anche ad artigianato, commercio e turismo, proprio per favorire la ripartenza di questi settori. «Deve colpire la nostra attenzione – ha precisato Bini – il fatto che nel settore wedding e cerimonie molti sono i differimenti, anche oltre un anno, di matrimoni ed eventi: un dato che evidenzia chiaramente il riverbero negativo sulla intera filiera di un settore altamente specializzato e qualificato, con effetti pesanti sull’economia regionale”. «Ed è per questo – ha colamentato l’assessore – che all’intervento della Regione, che ci sarà anche per il settore del wedding, deve necessariamente unirsi in modo più consistente anche quello dello Stato, a favore di imprenditori che debbono poter continuare a produrre ricchezza e a rafforzare l’immagine del nostro Paese nel mondo».

Parte dunque dal Friuli Venezia Giulia, e si allarga velocemente a tutte le regioni italiane, per diventare un appello e una proposta di portata nazionale: il settore wedding regionale, che conta potenzialmente oltre 16 mila imprese d’eccellenza e 46 mila addetti nelle sue varie e multiformi componenti e oltre 400 mila imprese a livello nazionale, dopo un anno di pesantissime difficoltà dovuto alla cancellazione della quasi totalità di matrimoni, cerimonie ed eventi correlati, prende in mano la situazione e coinvolge Camera di Commercio Pordenone-Udine e Regione Fvg nell’azione di supporto al comparto.
E proprio la Cciaa, come rappresentanza di tutte le categorie, ha raccolto ieri mattina l’appello con la citata conferenza stampa, dando sostegno e ulteriore diffusione all’iniziativa avviata lo scorso dicembre dalle imprenditrici del settore di Confartigianato Udine, a cui si è subito unita Confcommercio Udine e a cui ha aderito anche Confapi Fvg. Nell’evento organizzato nella sede di Udine, con il “padrone di casa”, presidente camerale e di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo, e l’assessore regionale Bini, c’erano il presidente Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e il direttore di Confapi Fvg Lucia Piu, al fianco delle categorie e delle imprenditrici che hanno lanciato e stanno promuovendo l’iniziativa: Gloria de Martin, presidente regionale della Moda di Confartigianato-Imprese, Fabio Passon, vicepresidente Confcommercio Udine e presidente Gruppo professioni Confcommercio Udine, Alessandro Tollon, vicepresidente Confcommercio Udine, Stefania Vismara, titolare di Archetipo srl, Renata Lirussi, titolare di Miramode srl e consigliere Federmoda Confcommercio Udine, Luca Tassotto di Tassotto&Max sas e consigliere Gruppo professioni Confcommercio Udine, Loredana Ponta, presidente regionale del Benessere di Confartigianato-Imprese, Eva Seminara, presidente Confartigianato consiglio zonale Udine.

L’iniziativa si è concretizzata prima della fine del 2020 anche in una petizione, su change.org, con il titolo “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato”, che si sta espandendo, come detto, a tutta Italia, grazie alla condivisione delle categorie, che hanno ben chiaro il “peso” e la qualità del comparto wedding sull’economia. Categorie che hanno realizzato un video da diffondere sui social e formulato un documento di sintesi della situazione, con otto proposte operative per il Governo e la Regione. Oltre alla condivisione dell’appello, grazie all’impegno delle consorelle delle categorie coinvolte in tutto il Paese, in molte regioni sono già state adottate iniziative operative: Veneto e Puglia, per esempio, si sono già mosse concretamente e molte altre si stanno muovendo, e inoltre l’Aiom di Confcommercio, Associazione Italiana Organizzatori Matrimoni, ha fatto arrivare il suo appoggio all’iniziativa friulana, anche tramite le parole della presidente Tiziana Lucioli, che ha evidenziato come la categoria non abbia ricevuto «nessun sostegno, nessun ristoro, nessuna agevolazione da un sistema che ha considerato come confronto il fatturato di un solo mese dell’anno e che nei decreti non ha incluso nessuno dei codici Ateco utilizzati dagli organizzatori».
Lo spettro delle chiusure è concreto: se entro il primo semestre 2021 la crisi legata al Covid non sarà passata, rischiano di chiudere dal 13 al 25 percento delle imprese attive, secondo le ultime stime. Imprese che coprono numerosissimi settori dell’economia e che in Fvg, come detto, avevano registrato una crescita di quasi il 5% negli ultimi 5 anni, prima dell’arrivo del Covid e delle conseguenti misure. C’è poi un’ulteriore difficoltà alla totale impasse del momento: quando ci sarà la ripartenza, le imprese che lavorano per i matrimoni non andranno all’incasso subito, perché tra la commessa e il pagamento passano anche 6-8 mesi, il tempo di ideare e organizzare tutti i dettagli dell’evento.

A confermare la difficoltà del momento, sono stati presentati in anteprima anche i dati dei matrimoni del Comune di Udine, che le categorie hanno scelto come esempio perché possono dare bene un’idea della situazione diffusa tanto in regione quanto in tutta Italia: a Udine, nel 2020, i matrimoni sono scesi nel complesso del 42% rispetto al 2019 (con un calo del 62,5% di quelli religiosi e del 38,3% di quelli civili). Una diminuzione che non ha precedenti nemmeno lontanamente comparabili, ripercorrendo a ritroso la serie storica fino agli anni ’80 (Dati 2020 provvisori, da validare i numeri del mese di dicembre. Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati del Comune di Udine – Ufficio Statistica su Istat, modello D.3, e Anagrafe comunale). Le rappresentanti del comparto hanno cercato in più modi, a livello regionale e nazionale, anche di superare la classificazione per codici Ateco, che non rappresenta a dovere un settore così ramificato e che lo esclude dai sostegni già operativi.

Gli otto punti di proposta al Governo, sintetizzati, pertanto sono:

1. Riconoscimento di un contributo a fondo perduto del 40% della diminuzione di fatturato calcolata come differenza tra il fatturato del 2020 e quello del 2019.
2. Riconoscimento di un credito d’imposta del 70% delle spese sostenute, nel 2021 e 2022, per la partecipazione a eventi fieristici di settore, per campagne pubblicitarie, di social e web advertising.
3. Esenzione dall’Imu, Tari e Ires, per 2020 e 2021. In alternativa, uno sgravio non inferiore al 70%.
4. Erogazione di prestiti bancari, fino ad un importo corrispondente al fatturato del 2019 oppure alla media del fatturato nel triennio 2017-2019, assistiti da una garanzia statale del 100%, di durata compresa tra i 15 e i 20 anni, a tasso zero.
5. Riconoscimento sempre agli sposi 2021 e 2022, di un “Bonus Matrimoni” pari al 60% delle spese documentate sostenute corrispondente a un credito d’imposta .
6. Per 2021, 2022 e 2023, il riconoscimento di un contributo forfettario a fondo perduto, di 5 mila euro, per ciascuno degli sposi di nazionalità straniera e non residenti in Italia, nel caso in cui la celebrazione del matrimonio abbia luogo sul territorio italiano.
7. Un contributo regionale per la realizzazione e la promozione di eventi fieristici di settore nel 2021 e 2022.
8. L’introduzione di meccanismi di premialità per i beneficiari delle agevolazioni previste per l’acquisizione o il recupero di alloggi da destinare a prima casa nel caso in cui contraggano matrimonio nel corso del 2021 o del 2022.

Oltre a quello, molto articolato, dell’assessore regionale Bini, ecco infine una sintesi degli altri interventi:

Giovanni Da Pozzo: «La Cciaa ha subito raccolto questo appello perché quello del wedding è un comparto che rappresenta le problematiche di una filiera intera, una serie di mondi che si intrecciano tra produzione, servizi, commercio, e che è stata praticamente azzerata. Tra le filiere più colpite in Italia c’è la moda, in cui anche il wedding è ricompreso. La filiera moda raggruppa nel nostro Paese oltre 247 mila aziende, anche piccole e piccolissime, e 800 mila lavoratori, con un giro d’affari di oltre 90 miliardi: un settore che ha avuto dei ristori a livello regionale, ma necessita di cifre importanti da mettere sul piatto a livello nazionale, come richiedono i nostri operatori nel documento. Questa iniziativa è partita da qui: come altre volte facciamo da apripista. E stiamo raccogliendo molte adesioni da tutta Italia».
Graziano Tilatti: «Ringraziamo la Regione che è stata più vicina a questo mondo rispetto al livello nazionale, a cui vogliamo da qui mandare un segnale forte, perché è là che si prendono le grandi decisioni: se aspettiamo ancora, tantissime aziende presto non ci saranno più. Il documento condiviso Confartigianato, Confcommercio e Confapi sta avendo eco per la sua attenzione sia al lato del ristoro e sia a quello dell’offerta».
Lucia Piu: «Anche Confapi Fvg ha voluto fortemente sostenere l’iniziativa per questo settore per un’azione comune: la sua sofferenza ha effetti anche sulla piccola e media industria e il nostro sistema economico non può permetterselo. Siamo uniti in questa azione perché non vogliamo lasciare indietro nessuno».
Gloria de Martin: «Grazie per aver accolto il nostro grido di dolore, perché siamo stati dimenticati, noi che abbiamo fatto del made in Italy una potenza mondiale. Le micro e piccole imprese stanno soffrendo maggiormente, perché non inserite in alcun modo nei ristori: noi chiediamo di poter sopravvivere, vogliamo tornare a fare ciò che abbiamo sempre fatto: siamo la storia, il presente e il futuro»
Stefania Vismara: «Noi siamo oggi impossibilitati a lavorare, con i punti vendita siamo in grandissima sofferenza e come noi ci sono tantissime imprese che avranno enormi difficoltà a riaprire. Io per la prima volta mi trovo a chiedere aiuto, a nome di realtà sane, belle e fatte con passione, spesso cresciute in diverse generazioni. Un mondo di eccellenza che è stato completamente dimenticato».
Renata Lirussi: «Nel 2020 in Fvg sono stati cancellati 3 mila matrimoni e da questo numero pensiamo a tutto quello che è crollato di conseguenza nei settori che sono a esso correlati. Settori con professionisti che devono prepararsi almeno un anno prima del matrimonio. Dobbiamo programmare e lavorare per il futuro, e in questa situazione siamo messi nell’impossibilità di operare, senza alcuna certezza».
Luca Tassotto: «Il mondo dei fotografi ha visto annullare il 90% servizi, con un calo di fatturato del 70-80 percento e fino primavera 2022 non torneremo sicuramente a regime. Siamo tutte imprese che lavorano da decine di anni nel settore: tutti vogliamo rispettare le regole, tutelare la salute come prima cosa, ma bisogna considerare che noi, alla fine, ci troveremo per 2 anni senza un sostegno».

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In copertina, una coppia di sposi dal catalogo ufficiale di Miramode di Tricesimo e all’interno immagini dell’incontro di ieri mattina in Camera di Commercio a Udine.

 

Promozione online del Fvg all’estero: semplificate le norme per gli incentivi

La Regione Fvg punta a rafforzare le azioni di promozione all’estero delle produzioni e lavorazioni di pregio del Friuli Venezia Giulia, per favorire e assecondare quella che sarà la ripartenza, in modo da far trovare le nostre realtà sempre più pronte e competitive sui mercati internazionali, agevolando le imprese che hanno già fatto domanda di contributo all’Amministrazione e sono state costrette a orientare l’azione promozionale verso le modalità online. La Giunta Fedriga, su proposta dell’assessore alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha infatti approvato il Regolamento, che facendo riferimento alle istanze già presentate, modifica il regolamento precedente in materia di incentivi per l’attuazione di programmi pluriennali di promozione all’estero.
“L’obiettivo che ci siamo posti – spiega Bini in una nota Arc – è quello di sostenere le attività che si trovano a fronteggiare la crisi causata dall’emergenza pandemica, e colmare lo svantaggio che il settore economico-produttivo dell’intero Friuli Venezia Giulia, alla pari di realtà di pregio di altri Paesi, patisce a causa del blocco delle esportazioni e delle numerose attività di promozione. Attività che, fino allo scorso inverno, potevano venire effettuate anche in presenza direttamente nelle aree dei mercati di destinazione dei prodotti”.
Il Regolamento, così modificato, si riferisce alle imprese che al momento dell’entrata in vigore dello stesso non abbiano ancora presentato rendicontazione rispetto ai contributi assegnati, in quanto impossibilitate a completare l’attività di promozione dalle restrizioni causate dalla pandemia. Per questo, è stato fatto slittare il termine ultimo per la presentazione della rendicontazione da 60 giorni a 12 mesi.
Ma è anche stata prevista la possibilità di mantenere il contributo all’impresa beneficiaria, nel caso la rendicontazione del progetto ammesso al finanziamento contempli modifiche alle modalità di esecuzione rispetto al progetto originario, se le stesse riguardano la partecipazione a fiere e mostre mediante l’utilizzo della piattaforma digitale, che si considereranno ammissibili anche se non contemplate in precedenza all’atto della domanda.
“Nell’occasione – evidenzia infine l’assessore Bini – sono state introdotte per il futuro misure per la semplificazione della presentazione delle domande, secondo il percorso che abbiamo intrapreso fin dall’inizio per rendere meno onerosi gli aspetti burocratici ad aziende che in periodi come questo sono impegnate a mantenere attivo l’assetto produttivo”.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini.