PrimaCassa Fvg, riparte il progetto Comunità e montagna in sicurezza

Promosso da PrimaCassa Credito Cooperativo Fvg, il progetto di responsabilità “Comunità e montagna in sicurezza” si prefigge di distribuire, nel prossimo triennio, ulteriori 12 kit per il pronto intervento nel caso di emergenza sanitaria composti da defibrillatore automatico (Dae), un kit emorragia e una dotazione di adrenalina in fiale. Come luoghi principali di collocazione sono stati individuati i rifugi, gli esercizi commerciali, le malghe attive, le pievi, i punti di ristoro in quota e sul demanio sciabile. Soprattutto, però, oltre 750 volontari saranno trasformati in altrettante sentinelle territoriali dell’emergenza sanitaria grazie alla partecipazione ai 36 corsi di formazione che saranno organizzati sul territorio. L’obiettivo dichiarato della banca è quello di rendere capillare la dotazione dei kit in alta quota e nei vari territori di competenza, in collaborazione con le Associazioni locali e, in primis, con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Fvg, presieduto da Sergio Buricelli e con il Comitato Regionale Federazione Medici Sportivi Italiana del Fvg, presieduto da Fernando Agrusti.

«Il nostro convinto sostegno al proseguimento del progetto del valore triennale (2024-2026) di quasi 80mila euro che si aggiungono ai precedenti 106mila euro (per 30 kit distribuiti e oltre 300 persone formate) – ha spiegato il presidente di PrimaCassa Fvg, Giuseppe Graffi Brunoro, banca aderente al Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca – è stato possibile grazie ai nostri soci e clienti che ci consentono di riversare molte risorse sul territorio. Un sostegno che non verrà meno nemmeno in futuro e che potrà estendersi anche alla promozione dell’educazione al primo soccorso da diffondersi tra i giovani attraverso le iniziative dei Giovani Soci di PrimaCassa. Nel prossimo triennio, i corsi formativi saranno realizzati in collaborazione con le Associazioni locali anche sul territorio collinare e della pianura friulana al fine di rendere sempre più diffusa la conoscenza delle competenze per essere pronti ad agire in caso di necessità. Il nuovo programma formativo gratuito, grazie al sostegno di PrimaCassa Fvg, ha preso avvio in luglio con il primo corso organizzato a Collina di Forni Avoltri e con tutti gli altri appuntamenti che vengono tempestivamente segnalati su: https://www.primacassafvg.it/eventiprimacassa/eventi, dove gli interessati possono iscriversi liberamente», ha concluso Graffi Brunoro.
«La sicurezza si fa con la comunità e insieme alla comunità. Con questo progetto diamo una risposta ai cittadini in termini di appropriatezza dei servizi del sistema sanitario regionale. Diamo prosecuzione a una serie di iniziative volte a garantire sicurezza attraverso un sistema sanitario capillare che dà risposta ai bisogni di salute nel momento in cui questi si manifestano», ha detto l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenuto negli spazi della Casa della Contadinanza, nel Castello di Udine, all’illustrazione del progetto. «Ringrazio ideatori, protagonisti, sostenitori, istituzioni che hanno creato la rete per rendere operativo il progetto – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga -. Il sistema dell’emergenza sanitaria di questa Regione è una punta di eccellenza che ha saputo estendere la propria qualità nella collaborazione e nelle alleanze con altri soggetti attivi sul territorio, come in questo caso PrimaCassa e le comunità locali».

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In copertina, il presidente Graffi Bruno con l’assessore regionale Riccardi; all’interno, la presentazione del progetto presenti anche Sergio Buricelli e Fernando Agrusti.

Olimpiadi, la grande impresa a Parigi di Mara Navarria e Giulia Rizzi riempie la regione Fvg di emozione e orgoglio

«Questa della spada femminile a squadre resterà una delle imprese olimpiche più belle della scherma italiana e il fatto che due su quattro delle componenti della squadra siano del Friuli Venezia Giulia ci riempie tutti d’orgoglio». Lo ha detto ieri il vicegovernatore, Mario Anzil, all’arrivo allo scalo di Trieste Airport di Giulia Rizzi e Mara Navarria, le due atlete azzurre regionali vincitrici dell’oro a Parigi nella spada femminile a squadre. Come ha detto l’esponente della Giunta Fedriga, dopo aver accolto e salutato le due medaglie d’oro, le grandi imprese sportive creano sempre tensione ed emozione e per questo la vittoria all’ultimo punto della squadra italiana sulla Francia ha suscitato una grande gioia.
«Questo successo, meritato e indimenticabile, di due schermitrici regionali si somma alla soddisfazione di avere a queste Olimpiadi una delle delegazioni di atleti più numerose che rappresentano il lavoro di 2800 associazioni sportive operanti in Friuli Venezia Giulia, grazie anche al supporto dell’Amministrazione regionale che, tra le prime in Italia per consistenza di fondi, mette in campo delle risorse economiche importanti. Nello sport – ha concluso l’assessore regionale – non è necessario sempre vincere, ma quando questo avviene fa molto piacere ed è giusto festeggiare come oggi».
«Una vittoria emozionante e quindi bellissima che rende tutto il Friuli Venezia Giulia orgoglioso di due atlete che con il loro successo olimpionico hanno regalato all’Italia una splendida medaglia d’oro nella spada a squadre», lo aveva anticipato il giorno precedente il governatore Massimiliano Fedriga a commento della conquista del primo gradino del podio da parte delle azzurre di spada a squadre femminile, tra cui appunto le corregionali Giulia Rizzi e Mara Navarria. Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta regionale, «dietro a risultati come quello conseguito da Giulia e Mara, oltre al talento, c’è tanto lavoro e tanto sacrificio, oltre a un impegno che spesso coinvolge anche i familiari più stretti. Per questi motivi l’oro di oggi è anche una lezione per i giovani che si approcciano allo sport e alle sfide della vita».

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In copertina e qui sopra il vicegovernatore Anzil con Giulia Rizzi e Mara Navarria.

“Scarpèts” della tradizione carnica al Politeama Rossetti di Trieste con debutto all’Estate del Castello di Miramare

«Il progetto degli “scarpèts” è un virtuoso esempio di come le competenze di ieri possano diventare le eccellenze di oggi. La capacità e la maestria artigianale vanno tramandate: queste calzature sono patrimonio della moda dei nostri giorni ed era giusto che chi le ha inventate venisse valorizzato, a partire da un’idea che diventa formazione e si concretizza in un prodotto di qualità straordinaria». Così l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, ha descritto il percorso che ha portato il Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia a dotare le proprie maschere degli scarpetti della tradizione carnica, realizzati a mano dalle neoartigiane diplomatesi a marzo al termine del corso “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature”. Nell’iniziativa, con il supporto dell’Erpac, si sono impegnati il Museo Gortani di Tolmezzo, presieduto da Aurelia Bubisutti, e l’Enaip Fvg, che ne ha curato l’organizzazione, con ventidue corsisti, di cui venti donne. «Un’azione di recupero e salvaguardia coerente con la volontà di coniugare passato e presente del nostro territorio», l’ha definita l’esponente della Giunta Fedriga.
Proprio a tale proposito, nell’incontro stampa che si è tenuto nella Sala Predonzani del Palazzo della Regione Fvg, l’assessore ha annunciato che dopo l’estate l’Amministrazione emetterà due bandi, uno di 4 milioni dedicato al rilancio dei vecchi mestieri e uno del valore di 1 milione di euro sul passaggio generazionale. Un breve documentario proiettato in sala ha ricostruito la tradizione degli “scarpèts” e delle sue tecniche centenarie legate al mondo povero della montagna. Ogni paio di calzature, realizzate interamente a mano e tutte rigorosamente su misura, ha richiesto una settimana di lavoro da parte delle corsiste; non si usano colle e vengono impiegati solo tessuti in fibre naturali, di scarto e di recupero, con suole che sono ricavate con una quindicina di strati di stoffa. E ora, finalmente, gli scarpetti sono stati consegnati al presidente del Rossetti, Francesco Granbassi, presente anche Serena Tonel, vicesindaco di Trieste. Sugli “scarpèts” del futuro – a riprova dell’attualità e della vitalità creativa di questo tipo di calzature – si erano concentrati anche i partecipanti all’edizione 2023-2024 di Its Contest, l’iniziativa legata alla moda e suoi geni emergenti sostenuta dalla Regione.

La presentazione dell’iniziativa.

“Scarpetti” e “Rossetti” insieme: la collaborazione – Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha, dunque, dotato il proprio personale di sala e di biglietteria degli “scarpèts” realizzati dalle sapienti mani delle neo-artigiane di “Scarpetti”, calzature che faranno il loro debutto in occasione della stagione teatrale estiva al Castello di Miramare. Una sinergia che promuove la diffusione di una cura, conoscenza e valorizzazione della tradizione artigianale della nostra regione attraverso la prestigiosa vetrina dello Stabile regionale e l’uso concreto di queste calzature fatte a mano in Friuli Venezia Giulia. Per l’occasione gli “scarpèts” sono stati personalizzati con le stoffe, i colori e il logo del Teatro. Ogni paio è stato realizzato e cucito interamente a mano – con la sola eccezione dell’ausilio della macchina da cucire per il piccolo rinforzo della doppia cucitura sul tallone – senza l’utilizzo di colle o altri mezzi di assemblaggio e con tessuti in fibre naturali, di scarto o di recupero, come prevede il disciplinare di manifattura di “Scarpetti”. Gli scarpèts sono stati confezionati con cura, attenzione ai dettagli e soprattutto su misura per adattarsi perfettamente al piede della persona che lo avrebbe indossato.
«Il Rossetti è un teatro a vocazione internazionale – che richiama spettatori da tutto il mondo – ma fortemente e orgogliosamente radicato nel proprio territorio regionale di riferimento», ha spiegato il presidente Granbassi. «Sentiamo infatti forte la responsabilità di essere ‘il’ Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. E per questo ci impegniamo per la valorizzazione dei preziosi giacimenti culturali di cui è ricca la nostra regione. Giacimenti culturali spesso legati alla prosa; ma la sapienza artigianale e la bellezza di questo prodotto sono pura poesia. Appena abbiamo saputo dell’esistenza di questo corso di formazione ci siamo entusiasmati, offrendo la nostra collaborazione. E così le divise del personale di sala del Teatro Rossetti, per i servizi all’aperto, saranno completate dagli scarpèts, con la speranza di poter far conoscere a un pubblico sempre più ampio il valore delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia».

Formazione artigianale per il recupero di un’antica tradizione – Il lavoro delle artigiane che li hanno creati testimonia concretamente quanto hanno potuto apprendere nel corso di formazione “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature” curato da Enaip Fvg e dal Museo Gortani che si è concluso a marzo e che ha diplomato 22 persone (selezionate tra oltre 150 manifestazioni di interesse pervenute). Una formazione che ha impegnato i corsisti per 90 ore di cui più della metà sono state dedicate alle attività laboratoriali, accompagnati dalle capacità e dal sapere – tramandato di generazione in generazione – delle donne carniche che hanno fatto da insegnanti alla quale stata una ulteriore formazione offerta dal Museo per l’ulteriore perfezione della tecnica e del dettaglio sartoriale.

Una nuova visione di “Cultura”: motore di impresa e creatività – Ricordiamo che “Scarpetti. I Scarpèts de Cjargne” è l’ampio progetto di tutela del patrimonio culturale per la valorizzazione della tradizione artigianale e del territorio, la formazione e lo sviluppo di nuova imprenditorialità. Promosso dal Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani di Tolmezzo è realizzato in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Erpac Fvg, Carnia Industrial Park, Enaip Friuli Venezia Giulia, Comunità di Montagna della Carnia e con il patrocinio del Comune di Tolmezzo.
Al centro di questo percorso – avviato più di un anno fa – è posta una nuova visione di “Cultura” che diventa motore di impresa e creatività, attraverso un “luogo della cultura”, il Museo Gortani di Tolmezzo, che ripensa la propria missione, non più solo di tutela e conservazione, ma anche di soggetto attivo e propositivo per il benessere e la crescita della propria comunità. Un progetto che per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è modello al quale riferirsi per attivare altre iniziative di valorizzazione degli antichi mestieri del Friuli Venezia Giulia. «Con Scarpetti passato e futuro si compenetrano e convergono in un’unica dimensione, quella del patrimonio materiale e immateriale – lo Scarpèt e le centenarie tecniche di produzione tramandate di donna in donna – che va al di là di tempo e spazi. Una dimensione universale che unisce uomini e donne che guardano verso un universo interiore, legato alle proprie radici. Radici che non limitano, ma permettono al pensiero di esprimere la propria anima», ha sottolineato Aurelia Bubisutti, presidente della Fondazione “Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani” di Tolmezzo.

“Sullo “scarpèt” ha camminato per secoli e secoli l’anima carnica”, Domenico Zannier – Gli “scarpèts” rappresentano un elemento significativo della cultura e delle tradizioni della Carnia e di tutto il Friuli Venezia Giulia. Sono un simbolo di ingegnosità e autosufficienza, riflettendo lo spirito delle comunità montane che sapevano sfruttare al meglio le risorse limitate a loro disposizione. Gli scarpèts sono diventati anche un simbolo di moda sostenibile. Per la tutela dell’arte artigianale tradizionale nella realizzazione di questa particolare calzatura il Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani ha provveduto alla registrazione del marchio di certificazione nazionale “Scarpetti”.

Con il logo del “Rossetti” di Trieste.

Per tutte le informazioni sul progetto: www.scarpetti.it

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In copertina, due maschere con gli “scarpèts” carnici al Castello di Miramare.

La Regione Fvg: entro la fine dell’anno giù l’aliquota sulla seconda casa. Roberti: daremo un sostegno alle famiglie incentivando chi vuol investire da noi

«Abbattere l’aliquota sulla seconda casa di proprietà e mantenere invariata la pressione fiscale sugli immobili successivi, offrendo così contestualmente un sostegno alle famiglie del Friuli Venezia Giulia e un incentivo a chi, da fuori regione, intendesse investire sul territorio». Queste le principali novità, anticipate dall’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, che andranno a modificare l’Imposta locale immobiliare autonoma.
Istituita nel novembre 2022 per effetto della sottoscrizione dei Patti finanziari tra lo Stato e la Regione Fvg, Ilia è subentrata a Imu e ne ha permesso la rimodulazione delle aliquote massime applicabili che, come ricordato dallo stesso assessore, «sono state abbassate al punto da produrre un risparmio per le attività economiche del Friuli Venezia Giulia quantificabile, nel solo primo anno, in circa 12 milioni di euro: risorse che hanno potuto essere reinvestite sul territorio».
«Con l’intervento che prenderà forma a ottobre – ha sottolineato Roberti – i benefici prodotti dall’acquisizione dell’autonomia in materia di tributi locali ci consentiranno quindi di sostenere ancor più da vicino la comunità regionale: se da un lato, infatti, la riduzione dell’aliquota sulla seconda casa porterà a un sostanzioso abbattimento delle spese per molti cittadini, non sono al contempo previsti meccanismi perequativi né incrementi sulle aliquote degli immobili di proprietà successivi al secondo».
L’esponente della Giunta Fedriga ha infine posto l’accento sulle potenziali ricadute turistiche di una misura «che, pur chiaramente avendo come target primario le famiglie del Friuli Venezia Giulia, rappresenta comunque un elemento di ulteriore attrattività per invogliare cittadini da fuori regione a investire sul territorio».

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In copertina, l’assessore regionale alle autonomie locali Pierpaolo Roberti.

Crisi a Nimis, Giuseppe Mareschi nominato commissario provvisorio in attesa dello scioglimento definitivo del Consiglio comunale decaduto

di Giuseppe Longo

Il Comune di Nimis volta, dunque, pagina aprendo una nuova stagione commissariale in seguito alla caduta della civica amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla. Ieri infatti, l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, ha firmato il decreto con il quale si sospende il Consiglio comunale e si procede alla nomina del commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente locale: l’incarico è stato affidato al dottor Giuseppe Mareschi, funzionario di lunga e comprovata esperienza. Il provvedimento, come previsto dalla normativa in materia, si è reso necessario dopo che la Regione Fvg ha ricevuto la nota del segretario comunale nella quale si sono comunicate le contestuali dimissioni di nove consiglieri (cinque della ex maggioranza e quattro dell’opposizione) sui dodici assegnati al Comune di Nimis e che, appunto, hanno portato alla immediata caduta anche della Giunta municipale.
Nel documento sottoscritto dall’assessore Roberti si legge «il Consiglio comunale di Nimis è sospeso, con decorrenza immediata e sino alla data dello scioglimento che sarà disposto con decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e, comunque, per una durata non superiore a novanta giorni dalla data del presente decreto». L’esponente della Giunta Fedriga, come detto, ha pertanto nominato Giuseppe Mareschi, «funzionario in pensione che ha assunto diversi incarichi dirigenziali in vari enti locali e nelle Comunità montane del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, commissario per la provvisoria amministrazione del Comune di Nimis fino a quando sarà adottato il decreto presidenziale. Al commissario – precisa infine il decreto – sono conferiti i poteri già esercitati dal sindaco, dalla Giunta e dal Consiglio comunale».
Una nomina provvisoria, dunque, quella del dottor Mareschi in attesa del decreto di scioglimento definitivo del Consiglio che per ora, come risulta dal provvedimento regionale, è sospeso e, quindi, senza alcun potere deliberante. L’attuale commissario potrà pertanto restare in Municipio per tre mesi e quindi ben oltre le prossime elezioni amministrative (coincidenti con quelle europee), alle quali Nimis, come è noto, non potrà accedere per mancanza dei tempi tecnici (la caduta della Giunta sarebbe dovuta avvenire entro il 24 febbraio). Quindi la Regione Fvg provvederà alla nomina definitiva, confermando lo stesso Mareschi oppure facendo ricorso a un altro funzionario, magari a uno di quelli impegnati attualmente nei Comuni commissariati (per esempio, Grado) e che appunto andranno al voto in questo turno di giugno. Per Nimis, come abbiamo già avuto modo di osservare si potrebbe trattare di una lunga gestione commissariale perché qualora non ci fosse una “finestra” elettorale in ottobre – come peraltro era già avvenuto quando era nata la Giunta guidata da Gloria Bressani – si andrà inevitabilmente alla prossima primavera, quindi con la durata dell’incarico straordinario per circa un anno. Solo allora, infatti, potranno essere indette le elezioni per la scelta dei nuovi amministratori comunali. E votando il prossimo anno, come rilevavamo giorni fa, i rinnovi della civica Assemblea riprenderebbero il ritmo – quindi 2025-2030 e così via – che avevano prima della, per fortuna, breve esperienza dei mandati quadriennali e delle precedenti gestioni commissariali.

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In copertina, la sede municipale di Nimis  che ora amministrata dal commissario.

Un secolo fa nasceva Giuseppe Zigaina: presto la Regione Fvg acquisterà la casa-atelier dell’artista a Cervignano

«Il ricordo dei cent’anni dalla nascita di Giuseppe Zigaina, nel 2024, celebrato con un ricco cartellone di eventi che tocca diverse località del Friuli Venezia Giulia e che si articola in più proposte e appuntamenti, è solo il primo passo verso la creazione di una rete, di una costellazione di luoghi ideali, del cuore e dell’arte della nostra terra. Vogliamo che cultura e arte diventino sempre più le bandiere del Friuli Venezia Giulia in Italia e in Europa. Per farlo riscopriamo e disveliamo i suoi figli più illustri, interpreti della sua anima più autentica, senza timore di mostrare anche le contraddizioni e gli aspetti più ruvidi: per far conoscere quello che siamo stati col nostro passato, quello che cerchiamo di essere ora e quello che vorremmo in futuro tentare di testimoniare». Sono le parole del vicegovernatore e assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, intervenuto nella sede di Udine della Regione Fvg, alla presentazione di “Zigaina 100/Anatomia di un’immagine”, un contenitore di eventi, mostre, conferenze, dibattiti e incontri organizzati per i cent’anni dalla nascita di Giuseppe Zigaina che si terranno tra Cervignano, Treppo Ligosullo, Trieste, Udine, Roma e Gradisca d’Isonzo. L’evento nasce dalla collaborazione tra la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Ente regionale patrimonio culturale Fvg (ErPacFvg) e il Comune di Cervignano del Friuli.


Presenti tra gli altri all’illustrazione del programma di eventi – che prendono avvio il 23 marzo con le Giornate del Fai di primavera (visite guidate alla casa dell’artista) per concludersi a dicembre 2024 a Gradisca d’Isonzo -, le due curatrici del progetto, Francesca Agostinelli e Vanja Strukelj, il sindaco di Cervignano, Andrea Balducci, e la figlia del maestro, Alessandra Zigaina.
«La Regione ha voluto fin da subito sostenere questo progetto, facendolo peraltro con una norma specifica e puntuale, per ricordare il centenario della nascita di Zigaina, a testimoniare l’importanza che vogliamo rivestano gli appuntamenti calendarizzati, lunghi un anno – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga -. Una scelta dettata pure in relazione all’intenzione, ormai pressoché concretizzata da parte nostra, di acquisire la casa dell’artista a Cervignano del Friuli, in una funzione e in una visione soprattutto future, dei decenni che verranno, non limitata al solo periodo che stiamo vivendo. Parliamo di un luogo suggestivo, straordinario, per certi aspetti addirittura magico: abbiamo ritenuto importante portare avanti le azioni necessarie a evitare la modifica delle sue unicità e autenticità, per il mantenimento della sua poesia, proteggendolo dagli aspetti del tempo che avrebbe potuto mutarlo, fin anche a cancellare le sue cronache e il periodo storico che ha rappresentato», ha aggiunto il vicegovernatore.

«Quando ci siamo immersi per la prima volta nella dimensione della dimora-atelier di Zigaina, abbiamo percepito subito il suo grande fascino: ci ha trasmesso una forte carica artistica. Sono sensazioni che solo alcuni luoghi sono in grado di suscitare nei confronti di chi li vede e li vive: raccontano di stagioni ed esperienze che hanno segnato il territorio e i modi del fare, che hanno influenzato e fatto pensare. È stato così per casa Zigaina a Cervignano del Friuli, come lo è stato a Casarsa della Delizia per la casa di Pier Paolo Pasolini: un legame, tra questi due artisti, che li vede legati anche nel loro poliedrico percorso di ricerca. Con questo progetto raccogliamo una sfida importante che siamo certi vinceremo se avremo con noi il sostegno della comunità locale, lavorando insieme con una visione unitaria: questi sono luoghi dell’anima e, per tale motivo, necessitano della forte presenza dell’anima delle persone che li amano, che per prime sanno come meglio valorizzarli e comunicarli, con passione e nella loro essenza più viva», ha concluso Anzil.

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In copertina, Giuseppe Zigaina nella sua casa-atelier di Cervignano; all’interno, l’artista con Pier Paolo Pasolini e immagini della presentazione del progetto a Udine.

Anche la centenaria Paola Del Din al ricordo della strage di Porzus. Anzil: pace possibile riconoscendo il passato

«La commemorazione di Porzus deve essere la comprensione di fatti del passato per chiuderne le ferite e guardare al futuro con spirito di pacificazione: noi abbiamo davanti anni di pace e possiamo essere artefici di essa se sapremo comprendere le vicende del passato, ricordarle e assegnarle poi alla storia». Lo ha affermato l’assessore del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, portando i saluti del governatore Massimiliano Fedriga, al termine della Messa di suffragio per il Caduti nella Chiesa di Canebola, celebrata in occasione del 79° anniversario della strage alle Malghe, definendo l’evento «una giornata di ricordo e di comprensione di fatti drammatici del passato, ma nel contempo anche di speranza per la pacificazione e l’amicizia nel futuro».

Il vicegovernatore ha commentato più passi dell’omelia di don Marco Minin, cappellano militare della Brigata alpina “Julia”.  «Per decenni siamo stati qui in Friuli il presidio armato del confine orientale della nostra nazione e ora possiamo avere un ruolo diverso, essere il centro della cultura della pace dell’Europa. Possiamo mutare significato al termine confine, che qui potrà essere inteso non più come un muro, ostacolo, divisione, cortina di ferro, ma come una nuova opportunità di amicizia e pace», ha aggiunto Anzil. L’assessore regionale ha poi sottolineato l’importanza di non tacere la verità sulla storia passata e a tal proposito ha ricordato come la Regione Fvg abbia finanziato le ricerche d’archivio che hanno portato alla luce drammatici aspetti degli ultimi giorni della vita degli osovani uccisi a Porzus. «Saremo altrettanto vicini all’Associazione partigiani Osoppo nella necessaria attività di recupero delle Malghe», ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga al presidente dell’Apo, Roberto Volpetti, rendendo omaggio alla presenza alla cerimonia della Medaglia d’oro Paola Del Din, che nello scorso agosto aveva compiuto cent’anni. Proprio lei ha preso per prima la parola commossa, al termine della celebrazione e della lettura di alcuni passi del diario degli ultimi giorni del comandante “Bolla”, l’ufficiale della brigata “Osoppo” Francesco De Gregori.
La giornata era iniziata con la deposizione della corona e i discorsi ufficiali in piazza a Faedis, alla presenza del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani; conclusa la cerimonia nel centro del paese, a cui ha preso parte su invito del presidente Volpetti anche una delegazione di ragazzi ospiti della “Casa dell’Immacolata di don Emilio de Roja” di Udine, il corteo si è diretto nella frazione di Canebola dove le autorità hanno deposto la corona ai Caduti nei pressi della Chiesa parrocchiale.

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In copertina, Paola Del Din rende omaggio alla lapide dei Caduti; all’interno, immagini della commemorazione e dell’intervento del vicegovernatore Mario Anzil.

 

Da 70 anni il Carnevale di Muggia: il rinvio non frena l’entusiasmo per i 24 carri e i duemila figuranti

«Il Carnevale di Muggia è una grande manifestazione che attira pubblico da tutto il Friuli Venezia Giulia. Un evento che per lunghi mesi coinvolge centinaia di persone impegnate a realizzare i carri e i costumi della sfilata. Un lavoro enorme da parte delle otto compagnie muggesane premiato sempre dal pubblico, anche quando le condizioni meteorologiche sono avverse». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, che ieri ha assistito alla settantesima edizione della grande, storica manifestazione, realizzata grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con PromoturismoFvg. Una sfilata, slittata di una settimana a causa del maltempo, caratterizzata dalla presenza di oltre duemila figuranti e ben 24 carri allegorici.
«Il Carnevale di Muggia – ha aggiunto Roberti – continua a essere uno dei più importanti in Italia e ha un rilevante impatto economico per il territorio. Ha il pregio, inoltre, di far conoscere bellezze e tradizioni di questa zona del Friuli Venezia Giulia. Come Amministrazione regionale partecipiamo con grande piacere a questa storica manifestazione per rendere il doveroso omaggio – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – alle tante persone che si mettono a disposizione della propria comunità».

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In copertina, l’assessore regionale Roberti al Carnevale di Muggia e con gli operatori impegnati nella sicurezza; infine, due belle maschere muggesane.

Una nuova Guida turistica dedicata a Tarcento e al monte Bernadia con attività ed eventi di richiamo

(g.l.) «Nella bellezza dei suoi territori e del suo ambiente naturale, il Friuli Venezia Giulia è ricco di tradizioni e mantiene una forte identità anche grazie alla volontà delle sue genti di tramandare i valori che animano le comunità: popolazioni coese e unite che hanno la capacità di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza della memoria e quindi delle proprie radici. Ben vengano quindi pubblicazioni e scritti che raccontano storie e itinerari, a favore non solamente delle persone che vogliono scoprire la nostra regione ma anche a vantaggio di chi la abita e vuole scoprire qualcosa in più del suo territorio». Così, l’altro pomeriggio, l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenuta a Tarcento in sala Margherita, alla presentazione della guida turistica “Tarcento”, della collana “Terre da raccontare”, volume edito da ZeL Edizioni e curato da Francesco Antonini. A fare gli onori di casa il sindaco Mauro Steccati, presenti anche il consigliere regionale Edy Morandini e sindaci della zona pedemontana.

Bella panoramica di Tarcento…

… e l’assessore Barbara Zilli.

La pubblicazione, in formato tascabile, è stata realizzata con il supporto del Comune di Tarcento e di PromoturismoFvg. La Guida aggiorna la visita del territorio municipale dopo l’ultimo volume di questo tipo, edito 24 anni fa: suddivisa in quattro sezioni, affronta con un ricco repertorio fotografico storia e personaggi, cose da vedere e cose da fare; racconta agilmente la cittadina di oggi, soffermandosi anche su eventi di richiamo, attività economiche e luoghi caratteristici. Uno sguardo particolare è riservato alla zona del monte Bernadia, larga parte del quale ricade nel territorio comunale di Tarcento oltre in quello contiguo di Nimis. A tale proposito, un valido contributo è stato assicurato dall’associazione Maglianera del vicino Comune i cui aderenti, coordinati da Massimiliano Misdaris, sono appassionati conoscitori della zona e curatori dei suoi sentieri.
«Pubblicazioni come quella presentata oggi rappresentano utili strumenti da portare con sé come compagni di viaggio, come supporto per esplorare memorie e storie, vecchie e nuove, del nostro Friuli Venezia Giulia, alla scoperta di tradizioni importanti come quella del “pignarûl grant” e degli altri fuochi del 6 gennaio, e del Premio Epifania che viene consegnato ogni anno a Tarcento a personalità che si sono distinte facendo conoscere il Friuli Venezia Giulia anche al di fuori dei suoi confini», ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga.

Due immagini della Guida.

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In copertina, i ruderi del Castello di Coja il simbolo storico di Tarcento.

Tauri chiusi, la Regione Fvg è a fianco degli autotrasportatori: Vienna intervenga per evitare gravi ripercussioni

«La Regione è a fianco del sistema dell’autotrasporto che in questo momento è in sofferenza per la chiusura, da parte dell’Austria, dell’autostrada dei Tauri al traffico merci. L’Amministrazione, nell’ambito delle proprie competenze, compirà tutti gli atti necessari affinché Vienna riveda le decisioni, o almeno le ridimensioni, consentendo il transito all’autotrasporto nei fine settimana». Queste le parole dell’assessore regionale alle infrastrutture Cristina Amirante, la quale ha preso posizione in ordine alla decisione delle autorità austriache di chiudere al traffico merci sui mezzi pesanti l’Autostrada dei Tauri, la quale è un asse nord-sud di estrema importanza per il trasporto su gomma: va dallo svincolo di Salisburgo a quello di Villaco, estendendosi così quasi completamente dal confine austro-tedesco a quello italo-austriaco/sloveno.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, l’impegno dell’Amministrazione regionale sarà massimo, anche in considerazione del fatto che questo problema si inserisce in un momento in cui ci sono altri elementi di disagio per il settore, come ad esempio il rallentamento del trasporto marittimo causato della crisi del Canale di Suez, dove gli attacchi militari degli Houthi inducono le navi a circumnavigare l’Africa, con un aggravio sui tempi e sui costi per tutta la filiera.

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In copertina, l’assessore regionale alle infrastrutture Cristina Amirante.