Turismo, Tarcento e Magnano in Riviera con ottime potenzialità: la Regione Fvg al loro fianco, assicura l’assessore Bini

Tarcento e Magnano in Riviera possono, anzi devono, crederci e giocare la carta del turismo perché le loro potenzialità di crescita sono ottime. E in questo cammino avranno sempre al loro fianco l’amministrazione regionale. «La Regione sostiene e condivide l’impegno delle amministrazioni comunali di Tarcento e Magnano in Riviera per lo sviluppo e la crescita del tessuto economico locale e del turismo. La visita odierna nella zona pedemontana è stata occasione di confronto da un lato per presentare le linee di finanziamento attivate dalla Regione in favore del rilancio dei centri storici, dall’altro per discutere delle strategie di sviluppo in chiave turistica di questi paesi, storicamente luogo di passaggio e scambio», ha assicurato infatti l’assessore alle Attività produttive e turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, che nella giornata di ieri ha incontrato i sindaci e le giunte dei Comuni di Magnano in Riviera e di Tarcento, per un confronto sulle progettualità in essere in chiave di sviluppo turistico e commerciale. Agli incontri era presente anche il consigliere regionale Edy Morandini.

Bini con le giunte di Tarcento e Magnano…

«Ringrazio entrambi i primi cittadini – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, che rappresentano un territorio capace di fare squadra e di mettere a denominatore comune le proprie eccellenze, come nel caso del Distretto del Commercio “Buy in Sportland”, che ricomprende i Comuni della zona pedemontana e quelli del Gemonese. Condivido la forte volontà che accomuna queste comunità di puntare sullo sviluppo della ciclovia Fvg3. Si tratta di un fiore all’occhiello dell’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia, premiato di recente con il Green Road Award 2024, l’oscar del cicloturismo italiano. Regione e PromoTurismoFvg hanno scelto di puntare sulla valorizzazione di questo tipo di turismo lento e sulle attività outdoor, driver fondamentali per attrarre visitatori. In quest’ottica, diventa strategico per le comunità locali poter contare su un adeguato sistema di accoglienza, per sfruttare il ritorno, anche economico, garantito da queste nuove forme di turismo».

… e in visita al Castello di Prampero.

«Questo territorio è naturalmente vocato al turismo lento, basti pensare agli escursionisti che visitano il monte Bernadia in ogni stagione e al crescente numero di iscritti alla “Marcia delle castagne” promossa a Magnano, che attira mediamente 2.500 persone ogni anno – ha ricordato l’assessore regionale -. Non faremo mancare il nostro appoggio per la promozione della storia e della cultura locale: come Regione, siamo interessati a sostenere gli eventi che il Comune di Tarcento intende organizzare per il 2026 in occasione dei 900 anni dalla nascita documentata del centro abitato. Confermeremo anche la particolare attenzione riservata ai tradizionali festeggiamenti epifanici; giunti quasi alla centesima edizione, questi eventi hanno dimostrato di esercitare una grande attrattività e ricaduta positiva sul territorio».
Ospite della famiglia proprietaria, Bini ha visitato ieri anche uno dei luoghi simbolo di Magnano in Riviera, il Castello di Prampero che nel 2025 compie mille anni. Ha poi potuto apprezzare gli spazi di palazzo Frangipane, a Tarcento, storica dimora che ospita una mostra permanente dedicata ai “tomâts”, le tipiche maschere di legno intagliato dai “mascarârs” del Carnevale tarcentino, la sede dell’Ufficio di informazione e accoglienza turistica, e la sala istituzionale con affaccio sulle colline scelta da molti sposi per la celebrazione delle loro nozze. Lo hanno accompagnato in questa mattinata il sindaco di Magnano in Riviera, Carlo Michelizza, e il collega di Tarcento, Mauro Steccati, entrambi con i propri staff.

Infine con i “mascarârs” di Tarcento.

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In copertina, ecco alcuni “tomats” le maschere tipiche del Carnevale tarcentino.

(Foto Regione Fvg)

Tarcento, nasce l’Ospedale di comunità all’Opera Pia Coianiz con 20 posti letto a favore del Distretto Torre: sabato il via

«Il documento sottoscritto nella giornata di oggi presso l’Asp “Opera Pia Coianiz” di Tarcento, che prevede l’attivazione di un modulo dell’Ospedale di comunità a partire dal prossimo 1 febbraio, rappresenta un traguardo importante, nella pratica e simbolicamente. È il risultato di un lavoro di squadra, frutto di un percorso condiviso, che vuole rispondere alle reali necessità della cittadinanza, in seno a una progettualità centrata sull’integrazione socio-sanitaria. Con la sottoscrizione di oggi raggiungiamo un obiettivo strategico, di grande portata: è a questi target che puntiamo, su cui lavoriamo, nella certezza di aver intrapreso il percorso più corretto per adeguare il nostro sistema sanitario alle nuove condizioni demografiche e di salute della popolazione». Sono le parole dell’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri mattina è intervenuto, negli spazi dell’Azienda pubblica per i servizi alla persona, dove il presidente della stessa Asp, Giovanni Zuccolo, e il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, Denis Caporale, hanno firmato l’accordo per l’attivazione dell’Ospedale di comunità all’interno della Coianiz. Presenti anche il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, il pievano di San Pietro Apostolo, monsignor Luca Calligaro, e i componenti del consiglio direttivo dell’Asp.

«Si tratta del primo esempio del nuovo modello organizzativo sul territorio dell’Asufcc – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga, come informa una nota Arc -. Dispone di 20 posti letto dedicati, in linea con la programmazione sanitaria regionale e dell’Azienda sanitaria. L’Ospedale di comunità nasce per dare una soluzione concreta alle persone che, a seguito di un episodio di acuzie o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità. La cronicità è uno dei temi del nostro tempo, per ragioni di età e di lunghezza della vita, oltre che per la percentuale elevata di comunità anziana del Friuli Venezia Giulia, ormai prima regione in Italia in questo senso».
L’assessore Riccardi ha sottolineato come il raggiungimento di questo traguardo sia stato possibile grazie alla concreta collaborazione dei diversi soggetti coinvolti in questa primissima sperimentazione, che tra l’altro consentirà di verificare nella pratica anche le linee guida legate agli Ospedali di comunità. «L’operatività sinergica, lontana da sterili polemiche, che guarda al bene comune del cittadino, in un momento storico non semplice, è determinante per poter adeguare un sistema ormai obsoleto, che necessita di urgenti revisioni. Peraltro, per Tarcento abbiamo investito risorse ingenti, per l’implementazione del Distretto sanitario».
Il modulo dell’Ospedale di comunità nelle valli del Torre si configura come struttura sanitaria di ricovero breve, che afferisce alla rete di offerta dell’assistenza territoriale; svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, con la finalità di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni socio-sanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e più prossimi al domicilio. L’Asp tarcentina mette a disposizione il personale medico, infermieristico, assistenziale e i fisioterapisti, mentre sarà compito del Distretto sociosanitario del Torre il monitoraggio della qualità delle prestazioni erogate, la congruità e l’appropriatezza degli standard assistenziali e dei piani di assistenza di ogni singolo ospite. Il via del nuovo servizio, come detto, sabato prossimo.

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi (al centro) durante la firma dell’atto che dà avvio al servizio sanitario; all’interno, gli intervenuti all’incontro e la visita alle strutture dell’Asp di Tarcento.

(Foto Regione Fvg)

Tarcento, i bagliori del “Pignarûl Grant” e il 2025 prudente del Vecchio Venerando coronano un’Epifania tutta da ricordare

(g.l.) Alla fine la pioggia, pure abbondante, è arrivata, ma fortunatamente quando le fiamme del “Pignarûl Grant” si erano pressoché esaurite. Così, ieri sera, sulla collina di Coia davanti ai ruderi del “Cjstielat”, il maniero dei Frangipane, Tarcento ha potuto rinnovare la tradizione del falò epifanico più atteso del Friuli, proprio perché a questo è attribuita una sorta di responso “ufficiale” su come sarà l’annata cominciata da appena una settimana. E il Vecchio Venerando – sempre interpretato con zelo e passione da Giordano Marsiglio – ha “letto” dalla direzione del fumo che si è levato dalla maxi-pira ardente le previsioni per il 2025: la colonna biancastra si è subito indirizzata verso sud, segno che non dobbiamo aspettarci grandi cose dal nuovo anno, che peraltro ne lascia alle spalle uno bisestile: d’altra parte, le difficoltà, in generale, di questo momento storico sono sotto gli occhi di tutti e il saggio della tradizione non ha fatto altro che confermarle. Tuttavia, sarebbe stato molto peggio se il fumo si fosse diretto a ponente. “Se el fum al va a soreli a mont, cjape su el sac e va pal mont” (se il fumo va a ponente, prendi il sacco e va a cercare fortuna nel mondo, in altre parole: emigra!). Fortunatamente, non è andata così. Ma il fumo non è andato neppure a “soreli jevat”, per cui “cjape su el sac e va a marcjat” (fumo a oriente: vai al mercato, annata tutta ok). Come dire, dunque, 365 giorni in salita che vanno affrontati con intelligenza e oculatezza, come ha messo in guarda lo stesso “Vecjo Venerant”.

«L’aspetto straordinario di questa tradizione è che esiste un legame labile con il mondo contadino, a cui tutti apparteniamo, con la terra, con il ritmo delle stagioni, con le fasi lunari: non dobbiamo rescindere questo legame, ma conservare questa tradizione», ha commentato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil – accompagnato dal consigliere Edy Morandini – a margine dell’accensione del “Pignarûl Grant di Cuje”, tributando «complimenti a tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di una meravigliosa serata nella Perla del Friuli, che ha superato anche previsioni meteo non favorevoli». «Le suggestive parole del Venerando ci invitano – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – a conservare e valorizzare quello che già abbiamo: è un concetto in linea con la bellezza delle nostre tradizioni. Che sia un insegnamento per tutti: dobbiamo guardare al passato, da dove veniamo, e con questa consapevolezza guardare al futuro e impegnarci ogni giorno ad aiutare gli altri. Siamo oltremodo grati per questo messaggio di saggezza al Venerando».
Il falò di Coia ha, quindi, concluso tre giorni magnifici – anche perché assistiti dal bel tempo – che Tarcento ha vissuto nel segno della tradizione più sentita e genuina. E che erano cominciati sabato con la cerimonia della consegna del 70° Premio Epifania, accompagnata dalla nuova edizione della bellissima rivista “Il Pignarûl”, curata pressoché da sempre dal professor Luigi Di Lenardo, sindaco emerito di Tarcento; erano, poi, proseguiti domenica con il combattuto e sempre spettacolare “Palio dei pignarulârs”, la corsa dei carri infuocati in viale Marinelli, vinto per la terza volta dalla frazione di Sedilis. Ed erano culminati ieri mattina con la Messa solenne dell’Epifania, celebrata per la prima volta in Duomo dal nuovo arciprete, monsignor Luca Calligaro. Per cui ora, sceso il sipario su questa 97ma edizione della festa post-natalizia, tutta da ricordare per la Pro Loco di Nazareno Orsini, l’arrivederci è ovviamente al prossimo anno, a una nuova Epifania da vivere con l’intensità che i tarcentini, e non solo, dimostrano sempre.

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In copertina, l’assessore regionale Mario Anzil con il Vecchio Venerando (Giordano Marsiglio); all’interno, altre immagini colte dinanzi al “Pignarûl Grant” di Coia.

(Foto Regione Fvg – R. Dussi e Pro Tarcento)

Epifania del Tallero a Gemona, segno di forza delle radici friulane tra valori di fede, solidarietà e speranza per il futuro

«L’Epifania del Tallero che si celebra oggi è un rito antico che si rinnova grazie alla collaborazione tra la Parrocchia e l’Amministrazione comunale. È un momento simbolico, molto sentito da tutta la comunità civile, che dimostra ancora una volta la forza delle nostre radici e del nostro impegno comune per il futuro». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenendo ieri mattina a Gemona alla tradizionale manifestazione che rappresenta uno dei momenti più significativi dell’Epifania in Friuli Venezia Giulia, capace di unire l’intera comunità in un gesto che racchiude valori di fede, solidarietà e speranza per il futuro.

«L’Epifania del Tallero è un’occasione per guardare al nuovo anno con rinnovata fiducia e senso di responsabilità: all’indomani dell’approvazione della legge di Stabilità regionale, ora il nostro compito è tradurre le risorse disponibili in azioni concrete per cittadini, imprese e famiglie, puntando su investimenti lungimiranti che garantiscano un futuro solido al territorio», ha aggiunto poi l’esponente della Giunta Fedriga.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco di Gemona, Roberto Revelant, e altre autorità civili e religiose, fra cui il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop, oltre a rappresentanze dei Comuni austriaci gemellati di Velden e Laakirken.  La manifestazione aveva preso inizio da palazzo Boton, da cui è partito il corteo in costume che ha raggiunto il Duomo di Santa Maria Assunta per la Messa celebrata dall’arciprete Valentino Costante.
Durante il solenne rito, oltre alla tradizionale consegna del Tallero di Maria Teresa, molti altri momenti suggestivi e carichi di significato hanno caratterizzato la cerimonia, quest’anno particolarmente curata dal punto di vista della ricostruzione storico-liturgica: tra questi, la benedizione della comunità secondo l’antica consegna ebraica, l’incensazione del sindaco – un unicum nella tradizione dell’Occidente cristiano – e l’incensazione del popolo, ispirata all’usanza delle prime comunità cristiane. Altri passaggi significativi sono stati l’arrivo dei Magi, il bacio della pace con la venerazione di una raffigurazione quattrocentesca dell’Incoronazione della Vergine, opera preziosa della bottega orafa di Nicolò Lionello. Quest’anno il rito è stato arricchito anche dalla grande Litania, una delle forme di preghiera più antiche della cristianità. A chiudere la cerimonia è stato l’Inno del Friuli, eseguito dal Coro Glemonensis, diretto dal maestro Gabriele Bressan.

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In copertina e all’interno alcune immagini della storica cerimonia del Tallero con il corteo da palazzo Boton e la Messa in Duomo, presente per la Regione Fvg l’assessore Barbara Zilli.

(Foto Regione Fvg)

I valori del Friuli s’incontrano per il Premio Epifania: festa a Tarcento per Jonathan Milan e Fabrizio Fontanot. E ora c’è attesa per la sfida dei “pignarulârs”

(g.l.) Importante vigilia epifanica a Tarcento che, ieri sera, ha aperto le celebrazioni del 2025 con la consegna del Premio Epifania al ciclista Jonathan Milan e al musicista Fabrizio Fontanot. Così, dopo la marcialonga di stamane “A tôr pai Pignarûi”, questo pomeriggio, alle 17, nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, ci sarà la benedizione dell’acqua, con esorcismo, secondo la tradizione aquileiese. Al termine del rito, seguirà l’atteso “Palio dei pignarulârs” con la corsa dei carri infuocati azionati dai rappresentanti delle “ville” tarcentine, cioè delle varie borgate. Domani, infine, alle 11, sempre in Duomo, sarà celebrata la Messa solenne dell’Epifania, seguita alle 14.30 dalla benedizione dei bambini. Quindi, alle 17.30 via alla rievocazione storica con la partenza del corteo. Al termine, si salirà alla collina di Coia per l’accensione del “Pignarûl Grant” da parte del Vecchio Venerando che “leggerà” le previsioni per il nuovo anno dalla direzione che assumerà il fumo levatosi dalla pira ardente. Una bella e importante tradizione che si ripete dal lontano 1928.

Ma torniamo alla cerimonia di ieri al Teatro Margherita. «Il Premio Epifania incarna perfettamente i valori della nostra terra e lo dimostra anche quest’anno, per la sua settantesima edizione, premiando due persone che hanno dato lustro al Friuli e all’intera regione nel mondo», ha detto dall’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, commentando la consegna dell’edizione 2025 del Premio Epifania – di cui lei stessa è membro della commissione assegnatrice – appunto al ciclista Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot. L’esponente della Giunta Fedriga ha rimarcato che «oggi sono stati assegnati due importanti riconoscimenti a persone attive in settori, lo sport e la musica, che anche se possono sembrare distanti e diversi sono accomunati dalla grande dedizione e impegno necessarie per ottenere risultati di alto livello. Impegno e dedizione che si accompagnano a rinunce e sacrifici per il raggiungimento di un obiettivo, valori che hanno da sempre caratterizzato la storia della nostra terra e delle sue genti, le quali hanno saputo dimostrare il proprio valore superando anche immani calamità, come il terremoto del 1976». L’assessore ha quindi concluso rimarcando che «questo Premio grazie alla sua lunga storia si inserisce, inoltre, a pieno titolo nelle tradizioni legate all’Epifania, festività molto sentita in Friuli, assieme alla Messa del Tallero di Gemona e alla Messa dello Spadone di Cividale». Alla cerimonia, aperta dal saluto del sindaco Mauro Steccati, hanno partecipato anche il nuovo arciprete di Tarcento, monsignor Luca Calligaro, e il presidente dell’Ente Friuli nel mondo Franco Iacop. Il tutto è stato coordinato e presentato da Martina Delpiccolo. Il premio spettante al giovane ciclista bujese, impossibilitato a intervenire, è stato consegnato alla mamma Elena.
E ora c’è grande attesa, come si diceva, per i carri infuocati che daranno spettacolo questa sera in viale Marinelli, protagoniste le squadre che si sfideranno per la conquista dell’ambito “Palio dei pignarulârs”, tutto questo in attesa della importante giornata di domani che con l’ultimo appuntamento in programma, l’accensione del “Pignarûl Grant”, coronerà tutte le manifestazioni epifaniche del Friuli.

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In copertina, il musicista Fabrizio Fontanot e la madre del ciclista Jonathan Milan insegniti del Premio Epifania 2025; all’interno, alcune immagini della cerimonia organizzata dalla Pro Tarcento guidata da Nazareno Orsini.

Jonathan Milan e Fabrizio Fontanot ciclista e compositore: Tarcento li ha scelti per il Premio Epifania 2025

(g.l.) Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono i titolari del prestigioso riconoscimento epifanico di Tarcento, il “cavalierato del Friuli”.  «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», ha sottolineato ieri mattina l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale sono stati comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 del Premio Epifania, illustrazione che si è tenuta nella sede di Udine della Regione Fvg.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Con l’esponente della Giunta Fedriga, erano presenti anche il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente della Pro Loco Tarcento Nazareno Orsini, l’assessore Arcella Gea per il Comune di Udine, Stefania Garlatti-Costa per Ente Friuli nel mondo, Alberto Bergamin per Fondazione Carigo e Amos D’Antoni in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
«La Regione Friuli Venezia Giulia fa parte della Commissione per l’assegnazione del Premio ed è un orgoglio rappresentare i premiati unitamente al calendario di iniziative legate all’Epifania Tarcentina 2025: insieme a Gemona del Friuli, con la Messa del Tallero, e a Cividale del Friuli, con la Messa dello Spadone, Tarcento è capitale dell’Epifania del nostro territorio – ha ricordato Barbara Zilli. Eventi dalle radici profonde, non solo ricchi di fascino e non solo un’occasione per la valorizzazione e promozione dei nostri comuni, ma anche importanti espressioni della friulanità che contraddistinguono le nostre comunità. L’impegno dell’amministrazione comunale e della Pro Loco e dei tanti volontari coinvolti nelle manifestazioni, comunicano alla collettività un forte senso di appartenenza: sono iniziative fondamentali per trasmettere in maniera viva e concreta, con passione e autenticità, i valori della friulanità ai nostri giovani». La cerimonia di consegna del Premio Epifania 2025 si terrà durante una serata programmata per il 4 gennaio prossimo, antivigilia epifanica, al Teatro Margherita di Tarcento.

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In copertina, l’assessore regionale Barbara Zilli e qui sopra gli intervenuti alla presentazione del Premio Epifania 2025.

A Gemona il “Nadâl Furlan” premia Capuozzo, Colussi, Jacob e Molaro

«Questo evento, realizzato alla vigilia delle feste natalizie, rappresenta un’occasione meravigliosa per confermare il profondo attaccamento della nostra gente all’identità friulana». Lo ha detto ieri a Gemona l’assessore regionale alle Finanze, la concittadina Barbara Zilli, in occasione della consegna del Premio “Nadâl Furlan”, quest’anno conferito al famoso giornalista Toni Capuozzo, all’educatore Antonio Colussi, al fondatore della Cineteca del Friuli Livio Jacob e al giovane volontario Kevin Molaro.
Nell’occasione, la esponente della Giunta Fedriga si è complimentata con la giuria per l’alto profilo dei premiati e ha ringraziato a nome della Regione Fvg gli organizzatori che «con passione e sacrificio realizzano un evento che con gli anni è cresciuto dando un giusto riconoscimento a chi nel proprio campo ha saputo contraddistinguersi con particolare merito».

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In copertina e qui sopra immagini della consegna del Premio Nadâl Furlan (a Livio Jacob) presente l’assessore Barbara Zilli.

(Foto Regione Fvg)

La Regione Fvg assicura Tarcento: nessuna riduzione all’Opera Pia Coianiz nell’assistenza dell’ambito Torre

«A seguito della redistribuzione nell’intero territorio della provincia di Udine, non verrà meno la presenza dei posti letto nell’ambito territoriale del Torre in relazione al numero di posti letto della “Opera Pia Coianiz” di Tarcento. I 13 posti eccedenti i 20 indicati dal decreto ministeriale 77 sono stati tutti accreditati e potranno essere dunque utilizzati per funzioni coerenti con le attività legate alla residenzialità per anziani». Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha incontrato a Tarcento l’assemblea dei sindaci proprio dell’Ambito territoriale del Torre, per fare il punto – come informa una nota Arc – sui riflessi della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale sull’organizzazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Opera Pia Coianiz”. Risposte che, però, non si possono confondere – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga – rispetto al bisogno sanitario riguardo al quale si è introdotto il concetto di ospedale di comunità prevedendo la presenza di una struttura ogni 100mila abitanti, con nuclei di 20 posti letto.

Riccardo Riccardi


Soffermandosi, poi, sul numero complessivo di posti letto nelle Rsa del territorio, Riccardi ha sottolineato come il totale sia aumentato anziché diminuito, passando dai 283 posti letto di fine 2023 ai 296 di giugno 2024. «I posti che venivano utilizzati all’interno di questa struttura – ha spiegato il titolare della sanità Fvg – hanno consentito ai pazienti che arrivavano da altri distretti di poter essere ospitati in strutture più vicine a casa».
Il rappresentante dell’Esecutivo regionale ha, inoltre, sostenuto l’importanza di investire con decisione nell’ambito dell’assistenza per persone non autosufficienti, alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione. «Qui a Tarcento troviamo un’esperienza solida – ha sostenuto infine l’assessore Riccardi – che può fungere da faro per esprimere modelli di governo da poter mettere in pratica anche in altre strutture del territorio».

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In copertina, un’ala dell’Opera Pia Coianiz di recente costruzione a Tarcento.

Tarcento, il Premio Epifania ha 70 anni: storico riconoscimento che rende merito ai talenti d’esempio per i giovani friulani

«Un Premio prestigioso per questa terra, perché riconosce da 70 anni il merito di chi con il proprio lavoro o la propria attività ha saputo conseguire risultati importanti partendo dai valori più profondi del Friuli: il senso di comunità, l’attaccamento alla propria terra e i talenti che hanno sempre consentito alla nostra gente di reagire alle difficoltà e di trasformare in eccellenze il lavoro e la passione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ieri a Tarcento ha partecipato, in rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, alla riunione del Comitato per il Premio Epifania in qualità di componente della Commissione che assegna gli annuali riconoscimenti.

Barbara Zilli

Tra i membri della Commissione che hanno preso parte ai lavori – oltre allo stesso rappresentante della Giunta Fedriga e al sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, che funge da presidente – il prorettore dell’Università degli studi di Udine Andrea Caffarelli, per l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia Amos D’Antoni, l’assessore Federico Pirone per il Comune di Udine e il presidente della Società Filologica Friulana, Federico Vicario.
Come ha sottolineato l’assessore Zilli, l’opportunità offerta dal Premio è anche quella di dare ai giovani dei modelli virtuosi da seguire, soprattutto in un momento come quello attuale in cui i ragazzi hanno un compito importante per disegnare il futuro dei nostri territori e «guardare agli esempi di chi nella vita ha dimostrato di avere raggiunto grandi traguardi credendo in se stesso e mettendo a frutto il patrimonio lasciato dalla nostra storia può essere un valido aiuto – ha concluso – per crescere consapevoli e forti».

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In copertina, una stupenda panoramica di Tarcento con i ruderi del Castello di Coja fulcro delle celebrazioni epifaniche con l’accensione del famoso Pignarûl Grant.

(Foto Ulderica Da Pozzo)

Maltempo, la strada per Sappada già ok. Situazione più complessa in Val Pesarina

«La viabilità della strada regionale di Sappada che collega il Friuli Venezia Giulia al Veneto è in via di risoluzione nella giornata di oggi con la deviazione del traffico su una bretella a regime di traffico alternato. Più complessa, invece, è la situazione che riguarda la Val Pesarina dove i tempi di ripristino della carreggiata saranno meno veloci». Lo ha detto l’altro giorno l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, a margine dei sopralluoghi compiuti a Prato Carnico (presente il sindaco Erica Gonano) e a Sappada (con il sindaco Alessandro De Zordo) a seguito dei danni causati dalla recente ondata di maltempo.


Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, gli eventi atmosferici accaduti e le conseguenti frane «sono fenomeni che ormai stiamo conoscendo: puntuali, brevi e molto violenti; ai quali siamo pronti a dare, come nel caso di Sappada, una risposta immediata, con una sinergia che coinvolge anche le competenze dell’assessore Amirante attraverso Fvg Strade». In relazione alla frana del ghiaione del Rio Bianco in Val Pesarina, che ha interrotto la Strada regionale 465, Riccardi ha evidenziato che la carreggiata non presenta una viabilità semplice in quanto insiste su tre tornanti. Inoltre, la dimensione franosa, a una prima stima, «appare essere venti volte più grande di quella che ha bloccato la strada di Sappada». Il vicepresidente della Giunta poi ha ricordato come la Regione Fvg in questi anni abbia investito importanti risorse per gli interventi finalizzati alla prevenzione e alla difesa del territorio, osservando che senza quegli investimenti le conseguenze di un evento come quello accaduto in questi giorni sarebbero state ben più pesanti.
L’assessore ha, infine, sottolineato che l’Amministrazione regionale continuerà a stanziare ulteriori risorse al fine di cantierare altre opere per la protezione del territorio, attraverso un approccio multidisciplinare che comprende, oltre alla Protezione civile, anche le articolazioni regionali delle Infrastrutture e della Difesa dell’ambiente.

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In copertina e qui sopra il sopralluogo dell’assessore Riccardo Riccardi a Sappada; all’interno, in Val Pesarina.

(Foto Regione Fvg)