Eccezionale ondata di maltempo da Lignano a Grado e all’Isontino. Smottamenti a Tarcento e Lusevera. Il punto della Regione Fvg con Riccardi

«Abbiamo registrato piogge di eccezionale intensità, con valori che in alcune località hanno superato i 190 millimetri in poche ore. L’area più colpita è stata quella della Bassa Friulana e dell’Isontino, con picchi a Lignano Sabbiadoro, San Lorenzo di Fiumicello e Fogliano Redipuglia. La fase più critica è stata l’evacuazione del campeggio Pino Mare di Lignano, in prossimità della foce del Tagliamento, dove 65 persone sono state messe in sicurezza e assistite dai volontari. La situazione adesso è in miglioramento, i picchi sono stati superati e non si registrano nuove emergenze gravi». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, che ieri pomeriggio, nella sede di Palmanova della Pcr Fvg, ha fatto il punto della situazione assieme al direttore centrale, Amedeo Aristei, e ad alcuni funzionari, nella sala di monitoraggio del Centro funzionale decentrato (Cfd).


«Attualmente sono impegnati 115 volontari, che ringrazio per la rapidità e l’impegno con cui stanno operando – ha detto il vicegovernatore -. La Regione ha già stanziato 800mila euro, con un decreto firmato ieri in concomitanza con la pre-allerta, per sostenere i Comuni colpiti sia da questa emergenza sia da quella delle scorse settimane. Si tratta di eventi sempre più violenti e circoscritti, che richiedono investimenti costanti in opere di contenimento e sistemazione. Il livello di allerta arancione emesso è risultato coerente con gli eventi verificati consentendo di fornire all popolazione un’informazione precisa sulle aree colpite. Continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione meteo delle prossime ore, pronti a intervenire con ulteriori misure straordinarie se necessario».
Il quadro delineato dall’esponente della Giunta Fedriga conferma la natura eccezionale degli eventi che hanno colpito in particolare la fascia costiera e la bassa pianura orientale. Alla foce del Tagliamento, tra Lignano Sabbiadoro e Bibione, sono stati misurati 264 millimetri di pioggia, un valore mai registrato prima. A Lignano Sabbiadoro il pluviometro ha segnato in generale 190 millimetri, valore che ha provocato gravi disagi e allagamenti con conseguente evacuazione del campeggio, mentre a San Lorenzo di Fiumicello sono caduti 109 millimetri in sole tre ore, un dato che corrisponde a tempi di ritorno trentennali. Anche a Fogliano Redipuglia i valori registrati si avvicinano a quelli dei trent’anni.
Complessivamente risultano colpiti una quindicina di Comuni della bassa pianura e della costa, tra cui Lignano, San Giorgio di Nogaro, Fiumicello Villa Vicentina, Ronchi dei Legionari, Fogliano Redipuglia, Gonars e Grado. Le forti precipitazioni hanno determinato anche smottamenti a Tarcento e a Lusevera, aggravando il rischio idrogeologico e imponendo interventi immediati di consolidamento.
La Protezione civile regionale si appresta a predisporre una serie di cantieri di somma urgenza. Ad Arta Terme sarà messa in sicurezza la strada che porta alla frazione di Lovea, mentre a Caneva si interverrà sulle opere idrauliche danneggiate. A Castelnovo del Friuli sarà necessario intervenire su un tratto stradale minacciato da una frana, mentre a Cividale del Friuli i tecnici andranno a operare lungo la strada di Picojut, compromessa dalla caduta di massi e alberi. Altri interventi saranno avviati a Forgaria del Friuli, Pinzano, Prepotto, Ragogna, Tarcento, Travesio e Venzone, dove le forti piogge hanno reso necessario un rapido lavoro di ripristino per garantire la sicurezza della viabilità e la tenuta delle infrastrutture.
Le previsioni per le prossime ore indicano la possibilità di precipitazioni ancora abbondanti o intense fino a sera, con temporali e fenomeni stazionari soprattutto lungo la costa, sulla bassa pianura e nella fascia orientale. In serata è attesa un’attenuazione dei fenomeni, mentre nella notte potranno ancora verificarsi rovesci e temporali sparsi. Successivamente, nella seconda parte della notte, è probabile una cessazione delle piogge, anche se in quota permarrà una situazione di instabilità con rovesci temporaleschi isolati. Secondo l’assessore Riccardi, «il carattere di questi eventi conferma una tendenza ormai consolidata, legata ai cambiamenti climatici, che si manifesta attraverso fenomeni circoscritti, ma di violenza estrema, capaci di scaricare in poche ore quantità di pioggia eccezionali. Una condizione che mette a dura prova il sistema di protezione e che impone alla Regione un costante investimento in opere di contenimento e di sistemazione del territorio».

—^—

In copertina, la carta del Friuli Venezia Giulia con i punti dove si sono verificate le precipitazioni più intense; all’interno, l’assessore regionale Riccardo Riccardi con il direttore della Protezione civile Amedeo Aristeri nella sede di Palmanova.

A Pozzuolo questa sera ritorna in scena “Turandot”. Gli elogi a Operaprima-Wien della Regione Fvg con le parole di Anzil: questa è davvero una cultura partecipata

(g.l.) Secondo appuntamento questa sera, 31 agosto, con il belcanto a Pozzuolo del Friuli, dove alle 20, nella magnifica cornice di villa Gradenigo Sabbatini, andrà in scena la prima replica di “Turandot”, la famosa opera di Giacomo Puccini che Operaprima-Wien, con la direzione artistica e musicale del maestro Tiziano Duca, ha presentato con grande successo venerdì sera, presente un foltissimo pubblico. Alla rappresentazione del debutto, salvata fortunatamente dal maltempo incombente, aveva partecipato anche il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, nonché assessore con delega alla Cultura, Mario Anzil, il quale ha avuto espressioni di particolare compiacimento per la bellissima iniziativa della “cittadella dell’opera”, giunta alla sua ottava, fortunata edizione.
«È una serata storica per la comunità di Pozzuolo e anche per il Friuli – ha detto infatti l’esponente della Giunta Fedriga -, perché questo progetto è un’opera corale, non solo nel senso musicale del termine, ma anche sociale e culturale: si tratta di un esperimento di cultura partecipata assolutamente in linea con la visione della Regione, che la considera non solo un insieme di nozioni acquisite sui libri, ma soprattutto una personale e soggettiva rielaborazione di esperienze vissute». Come detto, si tratta di un importante e impegnativo programma culturale che si ripete da otto anni e che in questa nuova occasione ha messo in scena di uno dei capolavori del Genio di Torre del Lago nella villa messa a disposizione dall’Ersa per le date, appunto, di venerdì scorso, oggi e martedì 2 settembre, quando è in programma la seconda e ultima replica. L’avvocato Anzil ha sottolineato anche la valenza di ampio respiro dell’iniziativa, rimarcando la collaborazione con associazioni e istituti di formazione del territorio ai quali quest’anno si è aggiunto l’Enaip, incaricato di trasformare queste esperienze in una concreta opportunità di formazione per i giovani: sono attivi laboratori su scenografia, realizzazione dei costumi e delle scene.
Ricordiamo, infine, che il direttore artistico di Operaprima-Wien, Tiziano Duca, ha coordinato ben 310 persone tra cast, musicisti dell’orchestra, coristi, componenti della Filarmonica di Pozzuolo, voci bianche, comparse e volontari. Il cast, invece, è formato dal soprano Natasa Katai, dal tenore Gustavo Porta, dal soprano Gesua Gallifoco, dal basso Diego Maffezzoni, dal tenore Alexander Gallee, dal basso-baritono Giovanni Romeo, nonché dai tenori Sinisa Radin e Mladen Prodan. E ieri sera è stato fornito un “assaggio” con voci e pianoforte al Palamostre di Udine, dando appuntamento, dunque, a oggi per la seconda serata con “Turandot”. E sarà una gran bella serata perché le previsioni meteo sono, finalmente, ottime!

—^—

In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Mario Anzil venerdì sera a Pozzuolo alla prima dell’opera “Turandot”.

(Foto Regione Fvg)

Torlano domani commemorerà l’eccidio di ottantun anni fa: anche da Portogruaro per ricordare la tragedia dei De Bortoli

di Giuseppe Longo

Sarà il nuovo sindaco di Nimis, ingegner Fabrizio Mattiuzza, a presiedere domani mattina la solenne commemorazione dell’Eccidio di Torlano nel suo 81° anniversario. La civica amministrazione ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia che comincerà alle 11 con la Messa, nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, in suffragio delle trentatré vittime innocenti della strage nazifascista; quindi, in corteo sarà raggiunto il vicino Cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i loro resti: nell’occasione, si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli dei rappresentanti di Nimis e di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga. L’anno scorso era presente, con la delegazione portogruarese, anche Gina De Bortoli, ultranovantenne ma ancora in ottima salute, ultima superstite di quella efferata strage del 25 agosto 1944.
In quell’estate di 81 anni fa la popolazione del Comune di Nimis visse le pagine più cupe della propria esistenza, che però ebbero un sinistro presagio già il 12 dicembre precedente, quando a Nongruella sopra Cergneu ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.

___________________________________________

I 102 anni di Paola Del Din

(g.l.) «Oggi celebriamo Paola Del Din, figura eminente della storia del nostro Paese e testimone autentica dei valori più alti della Resistenza e della libertà. Come staffetta della Divisione Osoppo, ha messo a rischio la propria vita per servire la Patria, portando avanti con coraggio e determinazione ideali che ancora oggi costituiscono le fondamenta della nostra democrazia. La sua vicenda personale, segnata anche dal sacrificio del fratello Renato, è un esempio di dedizione e di amore per l’Italia che le è valsa la Medaglia d’Oro al Valor Militare e che non deve mai essere dimenticata». Con questo augurio, l’assessore Pierpaolo Roberti ha portato i saluti dell’Amministrazione regionale a Paola Del Din, nel giorno del suo 102° compleanno, festeggiato in ottima salute a Sappada assieme a parenti ed amici. Paola Del Din è stata staffetta partigiana durante la Resistenza, distinguendosi per coraggio e dedizione in missioni rischiose che prevedevano il trasporto di messaggi e documenti attraverso territori occupati dai nazifascisti e fu anche la prima donna paracadutista italiana e compiere un lancio di guerra. Dopo il conflitto si è dedicata all’insegnamento e alla promozione della memoria storica, diventando una testimone autorevole dei valori di libertà e democrazia. Ancora oggi, nonostante l’età molto avanzata, non manca alle principali cerimonie commemorative. E anche alla commemorazione di Torlano è stata presente molte volte. «Con profonda gratitudine e sincera ammirazione, a nome della Regione Friuli Venezia Giulia, le rivolgo i più sinceri auguri di buon compleanno – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – nella certezza che la sua testimonianza continuerà a essere fonte di ispirazione per le generazioni presenti e future».

________________________________________

Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità. Era il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’uccisione di un ufficiale tedesco: in quelle settimane era infatti intensa l’attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle vicende più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatré, come detto, le vittime innocenti: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatré, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra portogruarese e giunti sotto i monti Plajul e Zucon in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli, Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne pochi anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la ricordata sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis e a Ramandolo.
Il sacello-monumento dinanzi al quale domani si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme.

—^—

In copertina, le bare nelle quali furono raccolti i resti delle 33 vittime dell’Eccidio.

Il Cammino di Sant’Antonio (da Gemona a Padova) unisce storia e sviluppo locale. Bini: piacciono tanto i percorsi religiosi

«Questo progetto si distingue per la capacità di fare rete, collegando territori e secoli di storia. Per questo rivolgo un plauso al Comune capofila, Gemona del Friuli, e a tutte le istituzioni coinvolte per la lungimiranza e la competenza con cui è stato portato avanti, tanto da essere ad oggi il primo cammino devozionale in Italia interamente percorribile sia a piedi sia in bici». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo ieri nella sede della Regione Fvg a Udine alla presentazione del nuovo Cammino di Sant’Antonio, itinerario di oltre 250 chilometri che unisce a piedi e in bicicletta l’omonimo Santuario gemonese — il più antico luogo di culto al mondo dedicato al Santo — con la Basilica di Padova. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Gemona Roberto Revelant, il rettore dell’Universita di Udine, Roberto Pinton, e frate Giovanni Battista Ronconi, guardiano del Santuario Antoniano.

Ufficialmente riconosciuto nel Catalogo dei Cammini Religiosi Italiani dal Ministero del Turismo e nel registro Cammini Fvg, il percorso si sviluppa in 11 tappe, di cui 5 in Friuli Venezia Giulia e 6 in Veneto, lungo un cammino di fede che vanta 800 anni di storia. Il nuovo tragitto si inserisce pienamente nelle strategie regionali di promozione del turismo lento e sostenibile, valorizzando il patrimonio culturale e naturalistico locale e generando opportunità per l’economia dei territori attraversati.
«La Regione è a fianco di iniziative come questa – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga – perché rappresentano un forte elemento di valorizzazione e promozione del territorio, attraverso una forma di turismo, quella legata all’attività lenta e all’aria aperta, sempre più richiesta e apprezzata». Come spiegato dall’assessore, la Regione già nel dicembre del 2016 ha costituito la Rete dei cammini del Friuli Venezia Giulia, con itinerari da percorrere a piedi di interesse storico, culturale, religioso, naturalistico, ambientale, paesaggistico, enogastronomico. Al momento sono 7 i percorsi riconosciuti nell’elenco dei Cammini Fvg; oltre a quello di Sant’Antonio ci sono anche la Romea Strata (cammino internazionale che attraversa 8 Stati e arriva a Roma); il Cammino delle 44 chiesette votive delle Valli del Natisone; il Cammino Celeste (che collega luoghi di culto mariani tra Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia); il Cammino delle Pievi in Carnia; il Cammino di San Cristoforo (tra Livenza e Tagliamento); la Via Flavia (da Muggia ad Aquileia).
«Questi 7 cammini – ha ricordato Bini – hanno accesso a contributi dedicati e dal 2022 è attivo un tavolo tecnico con tutti i 7 gestori per coordinare le attività di promozione e comunicazione comuni». I dati a disposizione della Regione confermano l’appeal di questo settore. «Nel 2024 – ha precisato infatti Bini – le credenziali rilasciate ai pellegrini che attraversano i sette cammini riconosciuti in Friuli Venezia Giulia hanno registrato un incremento del 15 per cento rispetto all’anno precedente, a testimonianza della crescente attrattività di questo segmento turistico».

—^—

In copertina, il Santuario Antoniano di Gemona; all’interno, l’incontro a Udine presieduto dall’assessore regionale Bini.

(Foto Regione Fvg)

Tarcento, ecco “Sollievo” servizio innovativo per gli anziani della Cojaniz. L’assessore Riccardi: un modello che va replicato negli altri territori Fvg

«La sottoscrizione della convenzione tra l’Ambito del Torre e l’Asp Opera Pia Coianis di Tarcento per l’attivazione del nuovo Servizio “Sollievo” rappresenta un passo importante, non solo dal punto di vista dell’integrazione socio-sanitaria, ma soprattutto è una operazione culturale rilevante nell’ambito delle risposte ai nuovi bisogni di salute. Un’operazione che ci consente di spostare il baricentro dell’assistenza sanitaria dalle acuzie alla gestione delle cronicità e alla riabilitazione, promuovendo un modello che mette al centro la persona e il suo contesto di vita. Di fronte all’incremento esponenziale della non autosufficienza e delle patologie croniche, dobbiamo riorientare il sistema socio-sanitario verso soluzioni di prossimità e flessibili, che sappiano davvero sostenere le persone e le famiglie nei momenti più delicati». Così l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che è intervenuto alla sottoscrizione dell’accordo tra l’Ambito Territoriale del Torre e l’Asp Opera Pia Coianis di Tarcento appunto per l’attivazione del nuovo Servizio “Sollievo”, finalizzato ad accogliere temporaneamente anziani in condizione di fragilità assistiti a domicilio, offrendo alle famiglie un supporto concreto nella gestione dell’assistenza. Si tratta di cinque posti letto, per le cure a bassa intensità, che rispondono temporaneamente ai nuovi bisogni socio-sanitari. Un’esperienza pilota che la Regione Fvg cercherà di replicare anche su altri territori.

_________________________________________

Il business dell’immigrazione

Domani 31 maggio, alle ore 15, nello spazio artistico culturale di via Pietro Coianiz 8, a Tarcento, il giornalista e scrittore triestino Fausto Biloslavo presenterà il suo nuovo libro “Talebani dell’accoglienza – Vittime e mercanti del business dell’immigrazione”, scritto in collaborazione con Matteo Carnieletto e con la prefazione dell’ammiraglio Ferdinando Lolli. Si tratta di un’inchiesta giornalistica frutto del lavoro sul campo lungo le rotte migratorie marittime del Mediterraneo e quelle terrestri dei Balcani. Il Pomeriggio culturale è organizzato dall’Opera Pia Cojaniz con il patrocinio della Città di Tarcento e la collaborazione dell’associazione “instella” e l’Unità territoriale di Tarcento della Croce Rossa Italiana.

_________________________________________

«Una risposta concreta – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – a un bisogno che non è più soltanto sanitario, ma è un bisogno complessivo di salute, dove la componente sociale sta assumendo un peso sempre maggiore. Questo approccio integrato è la direzione verso cui dobbiamo andare, affinché i servizi siano realmente rispondenti alle nuove esigenze della popolazione». Ringraziando, poi, per il lavoro svolto nell’Ambito, dai Cumuni (Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana, Tarcento, Tricesimo) e dalla Asp di Tarcento, l’assessore ha aggiunto: «In Friuli Venezia Giulia abbiamo oggi tre volte il numero di posti letto per la non autosufficienza rispetto a quelli ospedalieri: un dato che parla chiaro e che ci impone di rafforzare ogni forma di presa in carico territoriale. Questo servizio si inserisce esattamente in questa direzione, come esempio virtuoso di integrazione tra sociale e sanitario».
Il Servizio “Sollievo” si inserisce nelle politiche regionali di potenziamento dell’assistenza territoriale e della presa in carico continuativa, con un’attenzione particolare al sostegno dei caregiver e alla qualità della vita delle persone più fragili. «Investire in servizi come questo – ha concluso l’assessore Riccardi – significa investire in una sanità più umana in grado di rispondere ai nuovi bisogni di salute, più vicina ai cittadini e capace di evolversi con i cambiamenti demografici e sociali del nostro tempo. Il modello avviato oggi a Tarcento è un passo importante in questa direzione, che intendiamo sostenere e replicare». Alla firma della convenzione con il sindaco Mauro Steccati hanno partecipato anche gli altri amministratori comunali dell’Ambito del Torre, oltre all’arciprete di Tarcento, monsignor Luca Calligaro.

—^—

In copertina, l’Opera Pia Cojaniz e all’interno due immagini della firma della convenzione a Tarcento.

Gemona ricorda il terremoto di 49 anni fa con un omaggio alle vittime. Un Archivio per il Cinquantesimo a Palazzo Scarpa

(g.l.) Gemona, storica “capitale” del terremoto, ha ricordato ieri la tragedia di quella indimenticabile sera di maggio – erano le 21 o poco meno – di quasi mezzo secolo fa. «A 49 anni dal terremoto del Friuli, il ricordo è ancora vivo nei cuori dei volontari, dei friulani e di tutti coloro che hanno condiviso il dolore di quella notte tragica. Quasi mille vittime, una devastazione immane, la solitudine delle prime ore. Ma anche la forza della solidarietà, la dignità del dolore, la gratitudine verso chi ci ha aiutato. Oggi è il momento del rispetto: per le vittime, per i sopravvissuti, per le loro famiglie. Ed è anche il momento per dire grazie: a chi ci fu vicino, all’onorevole Giuseppe Zamberletti, al popolo friulano, ai sindaci che non si tirarono indietro. Quella gratitudine non è rimasta solo parola: si è trasformata in impegno concreto, ogni volta che altri avevano bisogno». Sono le parole dell’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, che ha partecipato alla Messa celebrata nel Duomo per ricordare le vittime del terremoto del Friuli, il 6 maggio 1976, tragedia di cui appunto ieri ricorreva il 49° anniversario.


Al termine del corteo che ha raggiunto il camposanto, l’assessore Zilli è intervenuta innanzi il monumento che, nel cimitero, mantiene sempre viva la memoria delle vittime. La cerimonia, alla quale hanno preso parte cittadini e autorità, tra i quali il sindaco Roberto Revenant, ha chiuso una lunga giornata commemorativa. «Il filo che ci lega a quella drammatica notte ci ha dato la forza per ricostruire, per consegnare un Friuli migliore ai nostri figli – ha detto Barbara Zilli -. Ora il testimone è nelle nostre mani: dobbiamo proseguire nel solco dei valori che ci hanno trasmesso i nostri nonni e i nostri genitori». L’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha ricordato poi che, negli ultimi anni, l’impegno della Regione Fvg «si è tradotto in risorse importanti, convinti della necessità di continuare a mettere in sicurezza il nostro territorio».

***

«A 49 anni dal tragico sisma del 6 maggio 1976, il primo pensiero va al dolore che la morte di quasi mille persone provocò ai familiari delle vittime. Vi è poi la ferita materiale delle case in macerie, delle fabbriche distrutte, dei campanili crollati, delle infrastrutture sinistrate e lo spaesamento di chi in pochi attimi aveva perso tutto, ma non l’orgoglio di appartenere a una terra che ha impresso nel Dna il valore della rinascita. Valore esaltato sia durante la fase dell’emergenza, ove non dobbiamo dimenticare la solidarietà corale giunta da tutta la nazione e dall’estero, sia nella ricostruzione, caratterizzata dalla coesione sociale e dall’unità d’intenti che coinvolse la cittadinanza, gli imprenditori, le forze politiche, i corpi intermedi e gli apparati tecnico-amministrativi e che scaturì in un percorso esemplare di semplificazione legislativa, organizzativa e burocratica all’insegna della sussidiarietà e del buon senso», ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, ricordando il terremoto ed evidenziando che «una classe di giovani amministratori, tecnici e professionisti seppe dare il meglio di sé sul campo e proprio con molti di loro siamo al lavoro nel ricostituito Comitato per l’istituzione dell’archivio storico del terremoto e della ricostruzione, che ci porterà nel 2026, anno in cui ricorrerà il Cinquantesimo del sisma, a rendere disponibile alla collettività, la documentazione tecnico-amministrativa e progettuale relativa alle opere della ricostruzione, anche potendo fruire di un archivio digitale».


Anticipando quanto verrà proposto nel prossimo anno, l’assessore ha spiegato che «stiamo operando, con la guida del Comitato, con il supporto degli esperti dell’Università di Udine e con la preziosa supervisione della Soprintendenza per digitalizzare i materiali più simbolici e i documenti disponibili e mettere a punto il portale “La forza della terra”, uno spazio ove raccogliere testimonianze, memorie e narrazioni. Non un’operazione astratta sulla migliore digitalizzazione possibile ma l’uso di uno strumento di grande modernità per non far sbiadire il valore e la memoria della ricostruzione». L’esponente della Giunta Fedriga ha, quindi, osservato che «qualsiasi traccia del terremoto del Friuli può assumere una rilevanza fondamentale come modello di riferimento, come base di conoscenza di estremo valore sotto il profilo storico e sociale ma anche tecnico e amministrativo. Il portale dovrà poi essere una narrazione e uno strumento a disposizione di tutti, ma soprattutto a vantaggio delle giovani generazioni e degli studiosi di tutto il mondo. Per non dimenticare». L’archivio sarà allestito a Palazzo Scarpa, a Gemona, un immobile interessato da un processo di riqualificazione anche grazie a risorse regionali.

—^—

In copertina, il centro storico di Gemona con il Duomo completamente ricostruito dopo il terremoto di 49 anni fa; all’interno, l’assessore regionale Barbara Zilli durante la cerimonia commemorativa e la collega Cristina Amirante.

Elezioni comunali a Monfalcone, Nimis, Pordenone e San Pier d’Isonzo: le direttive per il voto fissate dalla Regione

«I comizi elettorali per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali nei Comuni di Monfalcone, Nimis, Pordenone e San Pier d’Isonzo sono convocati nelle giornate di domenica 13 e lunedì 14 aprile 2025». Lo ha comunicato l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, il quale ha firmato ieri il decreto di convocazione dei comizi elettorali per le elezioni comunali che coinvolgeranno quattro Amministrazioni del Friuli Venezia Giulia.
Come ha specificato l’esponente della Giunta Fedriga, l’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti (Monfalcone e Pordenone) avrà luogo domenica 27 e lunedì 28 aprile.
Nel decreto viene dato mandato a vicesindaci e commissari di dare esecuzione al decreto stesso tramite appositi manifesti informativi, da affiggere nella giornata di giovedì 27 febbraio prossimo indicando i giorni e i luoghi di riunione. Viene inoltre stabilito il numero di consiglieri da eleggere in ciascuna Amministrazione: 40 per Pordenone, 24 per Monfalcone, 12 a testa per Nimis e San Pier d’Isonzo.
Per quanto concerne invece gli orari, l’assessore ha ribadito che i seggi saranno aperti, nel primo turno, nelle giornate di domenica e lunedì dalle ore 7 alle ore 22 e, nel secondo turno, dalle ore 7 alle ore 23 di domenica e dalle ore 7 alle ore 15 di lunedì.

—^—

In copertina, l’assessore regionale alle Autonomie locali Fvg Pierpaolo Roberti.

Turismo, Grado terzo polo in Fvg con 1,4 milioni di presenze. Il prossimo anno attesi Vigili del fuoco da tutto il mondo. Regione: saremo sempre al vostro fianco

«Ho voluto incontrare il sindaco di Grado per fare il punto sulle numerose progettualità che vedono coinvolti la Regione e il Comune per lo sviluppo dell’offerta turistica. Grado rappresenta la terza località più visitata in Friuli Venezia Giulia e, soltanto nel 2024, ha raggiunto quota 1,4 milioni di presenze turistiche. Per la Regione è dunque strategico collaborare con l’Amministrazione, Grado impianti turistici, il Cconsorzio di promozione turistica e tutti gli operatori locali per la crescita dei servizi, anche in un’ottica di destagionalizzazione».

L’assessore Sergio Emidio Bini…

… e il sindaco Giuseppe Corbatto.

A dichiararlo è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, a margine di un incontro con il primo cittadino, Giuseppe Corbatto, e il vicesindaco e assessore al Turismo, Greta Reverdito. Al centro dell’incontro la pianificazione della prossima stagione estiva. «La Regione – ha rimarcato l’esponente della Giunta Fedriga – non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alle iniziative rivolte ai turisti che ogni anno si svolgono nell’Isola del Sole, anche grazie all’importante lavoro di comunicazione e promozione della destinazione svolto da PromoTurismoFvg. Per il futuro, riteniamo strategico collaborare e mettere a fattor comune risorse e competenze per accrescere ulteriormente la qualità dell’intrattenimento, dei servizi e dell’offerta ai visitatori».
Nell’occasione, è stato anche ricordato l’importante evento che vedrà Grado protagonista nel 2026 e per il quale la Regione Fvg ha ribadito il proprio sostegno: il venticinquesimo raduno internazionale dei Vigili del fuoco, che si prevede porterà nella località marittima 10mila persone e 400 veicoli provenienti da tutto il mondo, dal 14 al 17 maggio. «La scelta di Grado per questo grande evento – ha concluso Bini – testimonia la riconoscibilità internazionale che la nostra regione può finalmente vantare, segno di un cambio di passo nella reputazione e nell’attrattività del nostro territorio».

—^—

In copertina, ecco una suggestiva panoramica di Grado vista dall’alto.

Grotte preistoriche patrimonio da valorizzare in Fvg: presentato un volume a Udine in occasione del “Darwin Day”

«Nel giorno del “Darwin Day” è importante dedicare un approfondimento alle grotte preistoriche del Friuli Venezia Giulia: nel 2023 sono state accatastate 231 nuove cavità e 755 aggiornamenti di cavità già conosciute. In termini di database, nel 2023, sono stati inseriti 25.177 nuovi dati: a questi numeri vanno aggiunti ulteriori inserimenti elaborati nel corso di progetti come quello che viene presentato oggi nel volume a cura della Regione. Lavori di questa natura sono preziosi e portano lustro alla nostra regione e alle sue meraviglie». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Fabio Scoccimarro, in un videomessaggio trasmesso in occasione della presentazione del volume “Grotte preistoriche del Friuli Venezia Giulia”, avvenuta ieri al Museo di Storia Naturale di Udine e parte del programma “Dall’acqua alla terra” che fino al 23 marzo onoreranno il Darwin Day.

Il progetto inerente le grotte preistoriche ha visto la collaborazione fra Servizio geologico della Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste, i Musei scientifici e archeologici di Trieste e di Udine, la Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, gruppi ed associazioni speleologiche della regione e ha portato all’implementazione del Catasto speleologico regionale (Csr) con i dati sulle grotte di interesse archeologico e paleontologico della nostra regione.
«L’incontro con la ricca banca dati del Catasto ragionato informatico delle grotte archeologiche (Criga) ha permesso di avere a disposizione un patrimonio di dati archeologici che fondano le loro radici nel lavoro di generazioni di appassionati, esploratori e studiosi», ha notato l’esponente della Giunta Fedriga. Scoccimarro ha evidenziato l’importanza della ricerca speleologica in regione, ricordando anche il suo aspetto divulgativo visto che «il progetto include itinerari di facile accesso per guidare i visitatori alla scoperta delle grotte preistoriche e dei musei che conservano i reperti, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione di questo straordinario patrimonio regionale».
Il volume a cura di Franco Cucchi, Manuela Montagnari Kokelj, Giuseppe Muscio, Paola Visentini e Luca Zini è stato presentato alla presenza degli autori, tra cui appunto la responsabile del Museo, Paola Visentini, con interventi di Massimo Zanetti per il Servizio geologico della Direzione centrale Difesa dell’ambiente della Regione Fvg, di Andrea Pessina, segretario regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia e di Franco Bernardini, ricercatore dell’Università di Venezia attualmente impegnato in uno studio sul Carso triestino.

—^—

In copertina, l’interno dell’Abisso di Vigant sopra Nimis; all’interno, due immagini della Buse dai Corvaz (e la maestosa apertura dell’Abisso) nello stesso Comune e il Foran di Landri nel territorio di Torreano.

Sono fissate per il 13 aprile le elezioni amministrative in quattro Comuni Fvg: Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo. Due all’eventuale ballollaggio

Le elezioni municipali 2025 – che in Friuli Venezia Giulia prevedono in rinnovo degli organi in quattro Comuni tutti oggetto di scioglimento anticipato (Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo) – sono state fissate per le giornate di domenica 13 aprile e lunedì 14. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci nei Comuni con popolazione superiore ai 15 mila residenti (Pordenone e Monfalcone) avrà luogo nelle giornate di domenica 27 e lunedì 28 aprile. Lo ha deciso oggi la Giunta Fedriga – su proposta dell’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti – in applicazione di quanto disposto dalla legge regionale 19 del 2013, sulla base della quale l’Esecutivo stabilisce la data delle elezioni comunali non oltre il sessantesimo giorno antecedente la votazione.
«La data fissata – ha spiegato l’assessore – rientra nella finestra prevista per l’anno 2025 dall’articolo 9 dalla legge regionale 12 del 2024, la quale stabilisce che le elezioni si svolgano in una data compresa tra il 15 marzo e il 15 giugno 2025. Inoltre, sempre in applicazione allo stesso articolo di legge, la Giunta ha disposto che le operazioni di voto si tengano in due giornate».

—^—

In copertina, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti.