Giovanni Da Pozzo (Cciaa Pn-Ud) confermato leader di Promos Italia

L’assemblea dei soci di Promos Italia Scrl, riunitasi alla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, come da Statuto, ha proceduto al rinnovo del consiglio di amministrazione per il prossimo triennio. Oltre alla conferma del presidente, Giovanni Da Pozzo (presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine), sono stati confermati nel Cda anche Klaus Algieri (presidente della Camera di commercio di Cosenza) e Alvise Biffi (consigliere Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi). Due, invece, i nuovi consiglieri nominati: Paola Noli (consigliera Camera di commercio di Genova) e Claudia Prati (vicepresidente Confcommercio Modena).
Promos Italia Scrl è la struttura del sistema camerale italiano a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese che conta 16 soci: 13 Camere di Commercio (Bergamo; Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia; Caserta; Cosenza; Ferrara-Ravenna; Genova; Milano Monza Brianza Lodi; Modena; Perugia-Terni; Pisa-Lucca-Massa Carrara; Salerno; Sondrio; Pordenone-Udine) oltre a Unioncamere; Unioncamere Emilia-Romagna e Unioncamere Lombardia.
«Sono orgoglioso di proseguire il mio lavoro in Promos Italia – ha affermato il presidente Da Pozzo –, nei primi cinque anni abbiamo conseguito importanti risultati, allargando la Consortile dai cinque Soci fondatori agli attuali 16. Questo ci ha permesso di essere sempre più presenti a livello nazionale e di servire un numero più elevato di imprese. Solo nel 2023 abbiamo garantito a oltre 4600 imprese italiane servizi per l’internazionalizzazione».
Promos Italia ha l’obiettivo di preparare all’export nuove potenziali imprese esportatrici e ampliare il business internazionale di quelle già attive nei mercati esteri. Queste finalità vengono perseguite mettendo a disposizione delle Pmi italiane competenze qualificate nelle Camere di commercio Socie e un’ampia gamma di servizi: informazione specialistica, formazione, assistenza personalizzata, incontri b2b in Italia e all’estero con operatori selezionati e soluzioni per il digital export. Inoltre, Promos Italia svolge un’attività di supporto agli operatori esteri interessati ad investire sul territorio nazionale in sinergia con Ice, Invitalia e con le Regioni.
«Nonostante l’export italiano pesi quasi il 40% del Pil nazionale, delle circa 4 milioni di imprese attive in Italia solo poco meno di 140 mila esportano – spiega ancora il riconfermato leader -. Questo dato testimonia come ci siano poche aziende che esportano molto e molte che non esportano affatto. E, in questo senso, il nostro ruolo come Sistema camerale è duplice: da un lato, assistere quelle imprese che hanno le potenzialità per internazionalizzare il loro business e che ancora non lo hanno fatto, orientandole nella scelte delle strategie più efficaci e dei mercati migliori; dall’altro, supportare coloro che hanno già avviato affari all’estero ampliando la loro presenza internazionale in nuovi mercati. In questa fase storica di grandi mutamenti geo-politici – conclude Giovanni Da Pozzo – il nostro ruolo è ancora più importante, in quanto è necessario aiutare le imprese a decifrare i cambiamenti in corso e a sviluppare strategie che permettano loro di rivolgere l’attenzione verso quelle aree con un contesto politico ed economico favorevole».

—^—

In copertina, Giovanni Da Pozzo presidente di Promos Italia e Cciaa Pn-Ud.

Opus Loci, il podcast sui 5 siti Unesco Fvg ora anche in inglese, tedesco e sloveno

In inglese, tedesco e sloveno. Si può ora ascoltare anche in queste lingue il podcast “Opus Loci”, voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine per portare i visitatori alla scoperta di percorsi unici all’interno dei cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia. Le nuove versioni in lingua arrivano dopo la prima in italiano, lanciata all’inizio di quest’anno con la voce di David Angeli e primo podcast in assoluto dedicato ai Patrimoni dell’umanità della regione. Le nuove versioni sono state tradotte e prodotte nell’ultimo mese e sono ora pubblicate sempre su Spotify, per permetterne una più ampia diffusione, a partire dai primissimi Paesi di riferimento, cioè quelli che con il Fvg confinano. L’inglese permette poi la fruizione più generale al pubblico internazionale «che confidiamo possa trovare in questi racconti spunti preziosi per visitare in modo originale il nostro territorio, partendo dai nostri “magnifici cinque”: Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti friulane e Palù di Livenza», commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo.
Anche la versione nelle tre lingue è stata realizzata con la collaborazione dell’Agenzia Aipem di Udine. I podcast in lingua sono già disponibili come playlist autonome, consultabili sia approdando sul canale Spotify dell’ente camerale Pordenone-Udine sia cercando Opus Loci tra i podcast dell’app. Opus Loci, lo si ricorda, nasce alcuni anni fa come originale progetto che mette in sinergia le bellezze storico-culturali dei Siti Unesco Fvg con alcune aziende che rappresentano eccellenze produttive e di servizi legati al turismo. Sul sito www.opusloci.it, in questi anni, sono stati sviluppati percorsi sostenibili tra vestigia storiche e realtà produttive, da percorrere a piedi o in bici, scaricabili direttamente dal sito. Questi percorsi, nel 2024 sono diventati appunto anche un racconto da ascoltare, quasi un’audioguida con cui farsi accompagnare alla scoperta delle cinque località e delle loro aree contermini.

Transizione energetica, al via le domande delle Pmi per i contributi di Cciaa Pn-Ud

La giunta della Camera di Commercio Pordenone-Udine ha dato via libera al bando transizione energetica, in partenza oggi 23 aprile, per le Pmi dei due territori. Il plafond complessivo è di 250mila euro, che saranno erogati mediante tre “livelli” di voucher per le imprese, a copertura da un lato delle spese per consulenze o certificazioni per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e dall’altro per l’acquisto di impianti, beni e attrezzature strettamente funzionali allo scopo. I voucher sono da 3, 5 e 10 mila euro, in base a soglie minime di spese sostenute e ritenute ammissibili. Si tratta di contributi a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale massima del 70%. «Abbiamo voluto rinnovare questa misura perché vogliamo supportare le Pmi nel fondamentale processo di transizione ecologica e digitale – commenta il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo –. La nostra Cciaa sta promuovendo un ventaglio di iniziative per le imprese in questo campo, con uffici specializzati che possono garantire un qualificato orientamento e un importante supporto per le Pmi che puntano a crescere integrando responsabilità, sensibilità e sostenibilità economica e ambientale».
L’elenco delle tipologie di spese ritenute ammissibili è dettagliato all’articolo 6 del bando, che è già pubblicato e consultabile, assieme alla modulistica e ai contatti degli uffici per eventuali informazioni, sul sito camerale www.pnud.camcom.it nella sezione Contributi camerali. Le imprese interessate potranno presentare domanda in bollo a partire dalle ore 9 di stamane aprile ed entro il 31 maggio prossimo. Andranno esclusivamente inviate da Pec all’indirizzo Pec della Cciaa, ossia, per le imprese con sede nel territorio di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it oppure, per le imprese del pordenonese, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it

—^—

In copertina, il presidente dell’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo.

Transizione energetica, sono in arrivo contributi di Cciaa Pn-Ud per le Pmi

La giunta della Camera di Commercio Pordenone-Udine ha dato via libera al bando transizione energetica per le Pmi dei due territori. Il plafond complessivo è di 250mila euro, che saranno erogati mediante tre “livelli” di voucher per le imprese, a copertura da un lato delle spese per consulenze o certificazioni per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e dall’altro per l’acquisto di impianti, beni e attrezzature strettamente funzionali all’efficientamento energetico. I voucher sono da 3, 5 e 10 mila euro, in base a soglie minime di spese sostenute e ritenute ammissibili. Si tratta di contributi a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale massima del 70%.
«Abbiamo voluto rinnovare questa misura perché vogliamo supportare le Pmi nel fondamentale processo di transizione ecologica e digitale – commenta il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo –. La nostra Cciaa sta promuovendo un ventaglio di iniziative per le imprese in questo campo, con uffici specializzati che possono garantire un qualificato orientamento e un importante supporto per le Pmi che puntano a crescere integrando responsabilità, sensibilità e sostenibilità economica e ambientale».
L’elenco delle tipologie di spese ritenute ammissibili è dettagliato all’articolo 6 del bando, che è già pubblicato e consultabile, assieme alla modulistica e ai contatti degli uffici per eventuali informazioni, sul sito camerale www.pnud.camcom.it nella sezione Contributi camerali.
Le imprese interessate potranno presentare domanda in bollo a partire dalle ore 9 di martedì 23 aprile ed entro il 31 maggio prossimo. Andranno esclusivamente inviate da Pec all’indirizzo Pec della Cciaa, ossia, per le imprese con sede nel territorio di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it oppure, per le imprese del pordenonese, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it

Lavoro, sono 9.260 le assunzioni previste dalle imprese ad aprile in Fvg e oltre 30 mila entro giugno

Sono più di 9mila i contratti di assunzione programmati dalle imprese ad aprile in Friuli Venezia Giulia e oltre 31mila per il trimestre aprile-giugno, secondo il Bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e rielaborato per il Fvg dal Centro studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine. Centro Studi che segnala per la nostra regione un incremento di 870 unità rispetto ad aprile 2023 (+10,4%) e di 2.430 unità sul corrispondente trimestre (+8,4%). A trainare le nuove assunzioni previste è ancora il settore dei servizi e in particolare la filiera turistica, con una crescita che sfiora addirittura il 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, «segnale molto interessante per un comparto cardine della nostra economia e che confidiamo possa continuare a crescere sempre più, attraendo visitatori e accrescendo l’eccellenza dell’offerta. Il dato ancora una volta ci fa capire l’importanza della formazione per i nostri giovani, una formazione specializzata e di qualità, aggiornata alle richieste più attuali dei fruitori e del mercato».
A livello territoriale il Bollettino evidenzia come il flusso delle entrate previste ad aprile nelle regioni del Nord risulti in crescita rispetto allo stesso mese del 2023 (+12mila unità per il Nord Ovest e + 11mila per il Nord Est), a fronte di una tendenza negativa per il Centro e il Mezzogiorno (-9mila e -11mila).
Sotto il profilo settoriale l’industria, nel suo complesso, prevede ad aprile 2.890 assunzioni (+290 rispetto ad aprile 2023) e circa 9.600 nel trimestre aprile-giugno (+640 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). I servizi prevedono ad aprile 6.370 assunzioni (+580 rispetto a un anno fa) e 21.600 nel trimestre (+1.780 sul 2023). Tra i servizi, il flusso di assunzioni più consistente come detto riguarda la filiera turistica, con 2.320 contratti da attivare ad aprile (+24,7% e +460 figure rispetto allo stesso periodo del 2023) e 7.770 entro giugno. Seguono i servizi alle imprese e il commercio.
Ad aprile è difficile da reperire il 56,3% del personale ricercato dalle aziende (un valore sostanzialmente stabile rispetto a un anno fa, ma superiore alla media italiana che è pari a 47,8%). Tra le figure di più difficile reperimento il Borsino delle professioni Excelsior evidenzia: specialisti nelle scienze della vita (95,1% di difficile reperimento) e tecnici della gestione dei processi produttivi (76,6%) per le professioni tecniche e ad elevata specializzazione; professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (66,3%), operatori della cura estetica (62,7%) ed esercenti e addetti alla ristorazione (62%) per i servizi; operai specializzati addetti alla rifinitura delle costruzioni (87,6%) e fabbri ferrai costruttori di utensili (85%) per quanto riguarda gli operai specializzati.

L’educazione finanziaria
per gli studenti udinesi

La Camera di Commercio Pn-Ud ospiterà stamane, alle 10.30, in Sala Valduga una settantina di studenti del Marinoni e del Marinelli per “Io penso positivo”, percorso formativo dedicato ai ragazzi degli ultimi tre anni della scuola secondaria di II grado, finanziato dal Mimit (Ministero delle imprese e Made in Italy) e realizzato da Unioncamere. “Io Penso Positivo” è un corso strutturato in modo agile e veloce con moduli didattici e momenti di apprendimento condiviso, live show e laboratori, per aiutare gli studenti ad acquisire conoscenze finanziarie di base, avere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e imparare a gestirle nel migliore dei modi. L’evento è arrivato alla sesta edizione e a Udine il tema sarà “Costruisci il Tuo Futuro Finanziario!”, organizzato in collaborazione con Innexta. Dal 2019 a oggi oltre 12 mila studentesse e studenti da più di 100 istituti scolastici su tutta Italia sono passati da questo progetto che permette di imparare divertendosi. Per la Cciaa Pn-Ud interverrà il presidente Giovanni Da Pozzo per il saluto e l’avvio del lavori, quindi il microfono passerà al moderatore Filippo Buraschi, giornalista Mf Newswires, che introdurrà gli interventi di Alessandro Anese, di Anasf Friuli Venezia Giulia, e Simoneluca Mazzolini, educatore Aief. Durante la mattinata ci sarà anche un super quiz in cui gli studenti potranno cimentarsi tra domande e risposte di educazione finanziaria, una vera e propria sfida che li aiuterà ad assimilare i concetti fondamentali, esplorando l’importanza del risparmio con una panoramica sul mondo degli investimenti. Durante l’incontro, saranno esaminati anche i concetti fondamentali degli investimenti, dalle azioni alle obbligazioni, dai fondi comuni di investimento agli Etf.

L’Osservatorio sull’economia Fvg: il 2023 è in cerca di nuovi equilibri post-Covid, mentre il 2024 sarà fatto di luci e ombre

Tutto bloccato con il Covid nel 2020 e poi un rimbalzo sorprendentemente positivo nel biennio ’21-’22. In entrambi i casi, condizioni di mercati “anomali”, che nel 2023 si sono invece andati assestando su andamenti più “normali”, con la convivenza di fronti di maggior preoccupazione, dovuti prevalentemente alla forte instabilità geopolitica e geoeconomica internazionale, e di fattori più incoraggianti (per alcuni aspetti come inflazione, imprese e occupazione su alcuni settori trainanti). Il secondo Osservatorio sull’economia regionale, realizzato dal Centro studi Cciaa Pn-Ud incrociando e analizzando tutti i principali dati statistico-economici del Fvg in un confronto con i dati nazionali e internazionali, evidenzia un 2023 a luci e ombre e uno scenario per il 2024 ancora incerto. Ieri, il report è stato presentato in Sala Gianni Bravo dal presidente Giovanni Da Pozzo con la responsabile del Centro Studi camerale Elisa Qualizza, affiancati da Stefano Miani, docente dell’Università di Udine, e dall’assessore alle attività produttive e turismo della regione Sergio Emidio Bini.

La Regione Fvg – «Cresce il numero di chi fa impresa e in particolare le aziende di grandi dimensioni, a testimonianza della capacità del Friuli Venezia Giulia di attrarre grandi investimenti. Un importante segnale di fiducia e di tenuta dell’economia regionale, a fronte di una congiuntura ancora una volta sfidante. Come evidenziato nell’analisi proposta oggi dalla Camera di commercio di Pordenone-Udine, nell’ultimo anno in Friuli Venezia Giulia è aumentato il numero di imprese attive, confermando un trend di crescita iniziato dopo la pandemia (+654 nel 2021, +294 nel 2022, +331 nel 2023), in particolare nel settore dei servizi (+2,1%) e delle costruzioni (+1,8%). Al tempo stesso sono aumentati gli investimenti di capitali esteri e la crescita del Pil si prevede costante, leggermente al di sopra della media nazionale. È un dato rilevante, che attesta il successo delle politiche e delle risorse messe in campo dall’Amministrazione regionale. Basti pensare che soltanto negli ultimi 12 mesi abbiamo messo a disposizione del tessuto produttivo 250 milioni di euro tra finanziamenti e canali contributivi, puntando sul rilancio del commercio locale, sullo sviluppo delle aree industriali e sull’innovazione digitale e sostenibile», ha indicato Bini. Nonostante l’incertezza causata da un’instabilità geopolitica e geoeconomica internazionale, Bini si è mostrato fiducioso grazie a «un solido tessuto produttivo che può contare sulla capacità di resilienza delle categorie economiche e su una Regione che investe e sostiene le imprese del territorio. Il Terziario continua a crescere se pur in anni complicati e la manifattura tiene anche se condizionata da fattori esterni. L’analisi odierna dà una fotografia interessante su insediamenti e crescita di grandi imprese; quanto all’export – ha aggiunto – se pur in flessione dopo il picco registrato nel 2022, negli ultimi 10 anni ha mantenuto un importante trend di crescita, tanto che le esportazioni sono cresciute del 23,2% rispetto al periodo pre-Covid (2019)”. L’esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato, inoltre, l’interesse a investire in Friuli Venezia Giulia da parte di alcune multinazionali anche grazie a fattori di attrazione che mancano in altre regioni, come quelli legati all’accesso al credito. «Per sostenere l’accesso al credito, negli ultimi sei mesi – ha riferito Bini – la Regione ha stanziato 135 milioni di euro. In questi anni abbiamo anche assistito ad una ricapitalizzazione mediamente spinta delle nostre imprese grazie a misure che permettono con risorse pubbliche a fondo perduto di intervenire per gli aumenti di capitale. Inoltre, sono pari a 250 milioni di euro le risorse messe a disposizione di tutti i settori del mondo produttivo negli ultimi 12 mesi, attraverso canali contributivi e finanziamenti per l’accesso al credito». Di fronte a una fase di incertezza geopolitica e a importanti cambiamenti nel sistema delle catene di approvvigionamento, l’assessore ha auspicato che si ritorni presto a un equilibrio mondiale. Per far fronte alla situazione attuale, infine, per Bini è necessario proseguire sulla strada tracciata, mettendo in campo un’azione robusta di politiche economiche a medio e lungo termine. Proprio per questo «a metà anno – ha annunciato – presenteremo un piano di sviluppo di ampio respiro per l’economia della nostra regione, nato in collaborazione con le categorie produttive».

Situazione internazionale ed export – «Le preoccupazioni – ha elencato Da Pozzo – sono numerose: i due principali focolai di guerra in Ucraina e Medioriente, le difficoltà sul canale di Suez, elezioni che quest’anno si susseguiranno in tantissimi Paesi, molti dei quali cruciali, l’instabilità di alcune superpotenze come la Cina, il conseguente rallentamento della Germania e di chi, come Italia e Fvg in particolare, è più esposto su quel mercato. Tuttavia, rileviamo che l’inflazione, dopo i picchi del 2022, sta rientrando su andamenti più “naturali” e se pure è innegabile la frenata dell’export fra 2022 e 2023 in Fvg, mentre altre regioni hanno comunque continuato a fare risultati positivi, è vero altresì che il confronto dei valori esportati fra 2019 e 2023 dimostra comunque una crescita, pur se lieve tenendo conto anche dell’inflazione. In tal senso, è utile ricordare come sul nostro export sia innegabile in termini di valori il peso della cantieristica, in grado da sola di destabilizzare l’intero andamento delle nostre esportazioni da un anno all’altro». A dettagliare il concetto in termini numerici le elaborazioni Centro Studi. «In Fvg nel 2023 l’export è sceso del 13,7% su base annua e al netto della cantieristica navale la variazione è più contenuta: -8,1% – sottolinea Elisa Qualizza –. Se compariamo 2023 e 2019, si registra invece un +23,2% di export, e con inflazione generale media nel periodo del 16%». Concentrandosi sul confronto 2023-2022, lo studio evidenzia che in Fvg, tra i principali settori, cresce l’export di macchinari e apparecchiature (+10,3%) e di alimenti e bevande (+8%). In calo risulta quello di prodotti in metallo (-16,1%) e navi (-43,7%). Tra i principali partner commerciali, si evidenzia la diminuzione dell’export soprattutto verso Usa -25%, Austria -23,7%, Francia -14,5% e Germania -12,1%, mentre la crescita verso Paesi Bassi (+5,7%) e Croazia (+7,9%). Incremento a doppia cifra verso India (+43,8%), Canada (+10,5%), Brasile (+45%) e Arabia Saudita (+52,7%), tutti mercati che vanno sempre più affermandosi nei rimodulati (e ancora rimodulabili) assetti globali.

Pil e consumi – In Eurozona, secondo Eurostat, la crescita del Pil nel 2023 è stata pari a +0,5%. Secondo Istat il Pil italiano nello stesso anno è aumentato dello 0,7%. Secondo Prometeia, la crescita del Pil in Friuli Venezia Giulia è stata dello 0,8%. Secondo le più recenti previsioni Fmi, la crescita del Pil dell’Italia sarà +0,7% nel 2024. Anche Prometeia prevede per l’Italia una crescita dello 0,7% e se per il Fvg il dato corrispondente, più recente, non è disponibile, va evidenziato che la precedente previsione dava conto di un decimale sopra la media nazionale. Ci si può attendere dunque una conferma in tal senso. Il valore aggiunto in Fvg aumenta grazie alla crescita dei servizi. L’industria è invece stabile e le costruzioni, dopo anni di decisa crescita, segnano un lieve rallentamento. Nel 2024 e nel 2025 sarà sempre il terziario a trainare l’economia regionale, mentre l’industria in senso stretto tornerà a crescere a partire dal 2025. I consumi delle famiglie sono previsti in crescita dello 0,3% nel 2024 in Italia e dello 0,7% in Fvg. Riguardo al Pil, il professor Miani ha invitato a tenere monitorato il comparto delle costruzioni, che sta vivendo ancora un momento positivo molto spinto dalle agevolazioni degli ultimi anni. Agevolazioni che, se non rifinanziate o comunque finanziate in modo diverso, potrebbero comportare pesanti contraccolpi, per il settore in sé ma anche a cascata sull’intera economia, «considerando anche – ha aggiunto – che le dinamiche demografiche non giocano certo a favore del comparto immobiliare».

Credito e imprese – Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento è in crescita e «un altro fattore critico – aggiunge Da Pozzo – ci arriva dal credito alle imprese, in calo in Italia e anche in regione: -5% credito alle imprese in Italia 2022-2023, – 5,2% in provincia di Pordenone e -5,8% in provincia di Udine. In questo panorama, un elemento positivo ci arriva dal fronte delle imprese – aggiunge –. Sebbene il picco di nuove imprese si sia registrato nel 2021, anche nel 2022 e nel 2023 il saldo fra iscrizioni e cessazioni in Fvg resta stabilmente positivo. L’andamento si presenta differenziato fra i settori: le costruzioni continuano a crescere, mentre primario, manifattura e commercio sono in difficoltà. Le attività di alloggio e ristorazione sono in crescita e sono in crescita continua soprattutto i servizi». Crescono poi le società di capitale (+2,3%, +572), sostanzialmente stabili le imprese individuali e in aumento anche le società benefit (+31,4%, +16). Il totale delle imprese registrate al 31 dicembre 2023 in Fvg si attesta a 97.806. Il tasso di crescita complessivo delle imprese registrate in Fvg nel 2023 è +0,34% (+331 imprese in valore assoluto).

Occupazione e “costo” del lavoro – Gli occupati in Friuli Venezia Giulia nel 2023 sono 519.916. Rispetto al 2022 sono sostanzialmente stabili: -601 unità, -0,1% (media italiana +2,1%). Secondo le elaborazioni dei dati Istat, il totale dei servizi segna un + 1,4% di occupati tra ‘22 e ‘23, con quasi 5mila occupati in più (e, di contro, oltre 5,5 mila occupati in meno nell’industria). In sintesi, nel 2023 in Fvg calano gli occupati e i disoccupati mentre aumentano gli inattivi. Dall’analisi incrociata dei report Excelsior-Unioncamere di diverse annualità, emerge inoltre che turismo e ristorazione si confermano i comparti che hanno sempre “fame” di personale, una richiesta che aumenta, come aumenta la difficoltà di reperimento di figure specializzate (sia nel settore sia in professioni legate alle nuove tecnologie e alla manifattura specializzata), che mettono ancora una volta al centro la necessità di adeguare la formazione dei giovani e la formazione continua dei dipendenti, verso sempre maggiori specializzazioni. Il presidente Da Pozzo e l’assessore Bini hanno evidenziato la necessità di intervenire sulla valorizzazione degli stipendi e soprattutto sul costo del lavoro, uno fra i più pesanti in Europa, «che va a pesare tanto sulle imprese quanto sui lavoratori, che si vedono fortemente ridotto il netto in busta paga, con tutte le conseguenze che ciò comporta», ha concluso Da Pozzo.

—^—

In copertina, l’assessore Bini con il presidente Da Pozzo; all’interno, due momenti dell’incontro nella sede udinese della Camera di Commercio.

Ottimo esito per Open Dialogues 2024 a Udine: sempre sold out le quattro sedi del forum diretto da Federico Rampini

Due giornate di dibattiti sempre sold out, con oltre 600 presenze a occupare tutti i posti a sedere nelle quattro sedi in cui si sono sviluppati. Superate anche le mille e 500 visualizzazioni del live streaming, che restano sul canale YouTube della Camera di Commercio Pordenone-Udine su opendialogues.eu/diretta, a disposizione anche di chi vorrà vederli (o rivederli) d’ora in avanti. Sono alcuni numeri che raccontano del grande interesse riscosso da Open Dialogues for the Future, il forum voluto e organizzato dalla Cciaa Pn-Ud con la collaborazione di The European House – Ambrosetti e la direzione scientifica di Federico Rampini, che ha animato Sala Valduga, la sede della Fondazione Friuli, il Salone del Parlamento del Castello e la Chiesa di San Francesco.

«Siamo molto soddisfatti di com’è andata – commenta il presidente Cciaa, Giovanni Da Pozzo –. Se già la prima edizione era stata seguitissima, quest’anno siamo andati davvero oltre le attese, con una grande attenzione rivolta alla quarantina di relatori, molti dei quali internazionali, tra analisti, docenti, imprenditori e autorità che ci hanno permesso, con il coordinamento del nostro direttore Rampini, di dare un contributo autorevole e qualificato al dibattito sull’attualità geopolitica e l’economia globale. Con queste premesse e con le tante richieste che ci sono pervenute, ci mettiamo subito al lavoro per l’edizione 2025 di una manifestazione che quest’anno si è aperta ulteriormente alla città, grazie al supporto prezioso di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, nonché il patrocinio di Ministero delle imprese e made in Italy e Unioncamere».
Tanti i temi e gli approfondimenti al centro dell’analisi dei diversi panel: dalle guerre in Ucraina e in Medioriente al conseguente fronte caldo nel Canale di Suez, dalle politiche economiche delle grandi potenze come Usa e Cina alle difficoltà del mercato tedesco, con digressioni che hanno riguardato anche i tanti Paesi cruciali che quest’anno andranno a elezioni (partendo dall’Europa), fino agli altri mercati che stanno sempre più spostando gli equilibri mondiali, dall’India al Brasile ai Paesi arabi. Infine, partecipatissimo il dibattito conclusivo, anche quest’anno dedicato ai giovani e a come cambia il mondo del lavoro e delle professioni, immerso in cambiamenti tecnologici, rapidissimi, e sociali, incontro in cui sono intervenuti attivamente molti giovani studenti «infondendoci ottimismo e speranza per il futuro, nonostante le grandi complessità che si trovano e troveranno ad affrontare», conclude Da Pozzo.

Open Dialogues 2024 ha avuto come media partner RAI e TVR FVG, Corriere della Sera, Ansa Fvg, Messaggero Veneto e Telefriuli.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini degli incontri organizzati a Udine dalla Camera di Commercio presieduta da Giovanni Da Pozzo.

A Udine Open Dialogues for the Future: l’obiettivo su geopolitica e geoeconomia

Al via Open Dialogues for the Future 2024. Stamane, a Udine, è cominciato l’atteso confronto a più voci sui temi caldi della geopolitica e della geoeconomia, pronto a coinvolgere una trentina fra analisti ed esperti internazionali, autorità, docenti e imprenditori, per capire meglio che cosa sta accadendo nel mondo e quali sono (e saranno) i riflessi sulla realtà italiana e del Fvg il particolare. L’evento è voluto e organizzato dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine in collaborazione con The European House-Ambrosetti ed è coordinato dal giornalista e saggista Federico Rampini in qualità di direttore scientifico. «Un forum – sottolinea il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo – che si apre alla città e al territorio grazie al sostegno della Regione Fvg, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli, e con il patrocinio del Ministero delle imprese e made in Italy e Unioncamere. Tutte istituzioni che ci accompagnano e ci aiutano ad affermare Udine e il Fvg come luogo ideale di dialogo, proiezione internazionale e futuro, riempiendo di significati la strategica posizione in cui si trova la nostra regione e che le conferisce la propensione a un ruolo importante nello scenario europeo e globale».


Relatori e autorità si distribuiranno sui quattro “palcoscenici” scelti quest’anno per ospitare il forum, ciascuno contraddistinto da un macrotema e un colore, utile anche come indicazione logistica per muoversi nel centro storico della città. Ecco i luoghi e il programma nel dettaglio.
Come detto, si è partiti stamane nel “blu” di Sala Valduga: dopo i saluti del padrone di casa Da Pozzo, assieme al sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e al presidente della Regione Massimiliano Fedriga, di cui sarà trasmesso un videomessaggio, il dibattito sarà moderato da Filippo Malinverno di The European House Ambrosetti e vedrà confrontarsi Arduino Paniccia (Asce), Germano Dottori (Limes), Serena Giusti (Ispi e Sant’Anna Sssa), Florence Gaub (Nato Defense College) e Hongda Fan (University of California Berkeley) sulle dinamiche del nuovo ordine mondiale, per poi concentrarsi sul ruolo dell’Europa, con l’intervento iniziale del ceo di Enit Ivana Jelinic e il dibattito fra il direttore Rampini e Gilles Gressani (Direttore, Le Grand Continent), con il videomessaggio di Ana Palacio (già ministro degli Esteri della Spagna). Trasferimento quindi in Fondazione Friuli (in “giallo”) per un pomeriggio moderato da Luca Piana, vicedirettore Economia Gruppo Nem, e introdotto dal presidente della Fondazione Morandini e dal videomessaggio del ministro delle imprese e Made in Italy Adolfo Urso: dalle prospettive per l’economia globale tra tassi e nuove misure protezionistiche – con interventi di Rampini, Nilanjan Ghosh (Observer Research Foundation) e Atanas Pekanov (Austrian Institute of Economic Research) – si passerà al focus sulla Germania. A introdurlo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e quindi Susanne Welter, console tedesco a Milano. Il dialogo sul mercato germanico vedrà come protagonisti Heiner Flassbeck (già segretario di Stato alle finanze) e Marcus Kerber (ex Segretario di Stato agli Interni) e si concentrerà poi sulle esperienze imprenditoriali “di casa”, con Paolo Fantoni (ceo Fantoni) e Renato Mascherin (vicepresidente Brovedani Group).

Federico Rampini


Domani si parte dall’“arancione” in Castello: una mattinata dedicata agli Stati Uniti, con focus sui rapporti economici con il Fvg. Nella prima parte, dopo i saluti di apertura del vicesindaco Alessandro Venanzi e del presidente Unioncamere Andrea Prete, è in programma la lectio magistralis di Rampini seguita da video-contributi di ospiti come David Petraeus (ex direttore Cia) e Dante Roscini (Harvard Business School), intervistati dallo stesso Rampini. A seguire, con gli ospiti internazionali David Gram (ceo di Diplomatic Rebels) e Robert Allegrini (presidente della National Italian American Foundation) interverranno anche Luigino Pozzo (Pmp Industries) e Lydia Alessio-Vernì (Regione Fvg). Pomeriggio dell’8 gran finale, nel “verde” di San Francesco. Il saluto introduttivo spetterà ancora al vicesindaco Venanzi, seguito da un intervento di apertura affidato al videomessaggio del commissario europeo per l’innovazione Iliana Ivanova. Grazie alla presenza di imprenditori innovativi come Alessandro Tommasi (fondatore Will Media) e Virginia Tosti (cofondatrice start2impact University) e, in collegamento, di Serenella Sferza (codirettrice programma MIT-Italy) e Niccolò Calandri (ceo di 3bee), dedica al futuro e ispirazione per chi del futuro sarà protagonista: i giovani. Infine, le conclusioni della manifestazione, che spetteranno all’assessore regionale alle attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, nonché ovviamente a Da Pozzo e a Rampini.

Come partecipare – L’evento è sold out per la partecipazione in presenza, ma tutte le sessioni saranno trasmesse in live streaming (e subito di seguito rivedibili anche in differita) dal canale YouTube della Cciaa Pn-Ud (UP! Economia – YouTube), visualizzabile anche sul sito ufficiale dell’evento, cioè precisamente su www.opendialogues.eu/diretta. Sui canali social della Camera di Commercio e di Ambrosetti sarà inoltre possibile consultare materiale fotografico e video delle giornate: Per la Camera: Instagram, Facebook, e LinkedIn e per Ambrosetti: X e LinkedIn

Media partner – Open dialogues for the Future 2024 ha come media partner la Rai Fvg e Tgr Fvg, Corriere della Sera nonché Ansa Fvg, Messaggero Veneto e Telefriuli.

—^—

In copertina, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo.

Lavori sui Tauri, mezzi pesanti penalizzati in Austria: a rischio l’economia friulana. Da Udine partono preoccupati appelli

Nuovi divieti di circolazione per i mezzi pesanti, in vigore da oggi alle 13, per i lavori sull’autostrada dei Tauri. E forte preoccupazione per l’economia friulana, autotrasporto in primis, che si vede fortemente (e nuovamente) penalizzata su quello che è uno dei principali collegamenti tra Europa settentrionale e meridionale. I divieti per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate risultano in vigore proprio da oggi, 26 gennaio, fino al 30 marzo, «penalizzando direttamente il sistema dell’autotrasporto Fvg, in transito attraverso Tarvisio, ma di conseguenza anche le nostre imprese produttrici, per cui inevitabilmente si innalzeranno tempi e costi sull’asse fondamentale Italia-Germania, Germania che è nostro primo partner commerciale, verso cui ci sono già difficoltà dovute al momento complesso che l’economia tedesca sta vivendo. Senza contare i tanti focolai aperti a livello geopolitico internazionale che rendono sempre più difficile la circolazione delle merci», afferma il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, che interviene subito sulla delicata questione, andando a rafforzare l’azione delle categorie, promossa da Massimo Masotti, capogruppo Trasporti e Logistica in Confindustria Udine, e da Denis Durisotto, consigliere camerale e presidente Gruppo Trasporti Confapi Fvg.

Giovanni Da Pozzo


Il presidente Da Pozzo si è immediatamente attivato, mettendosi in connessione anche con Uniontrasporti, consortile in house di Unioncamere e delle Camere di commercio, per rafforzare un’azione che la società aveva già avviato per problematiche di simile prominenza sul fronte del Brennero e che ora si estendono dunque anche alla “porta” commerciale d’ingresso e uscita friulana.
E se pure sul Brennero, aggiunge Masotti, «ci sono alcune alternative che permettono comunque alle merci di transitare, come la Rola, autostrada viaggiante, dalla parte friulana al momento non ce ne sono. Ovviamente, i lavori sui Tauri sono importanti e si devono fare, ma il divieto di circolazione è entrato in vigore oggi (26 gennaio) per oggi, estendendosi poi a domani e quindi a ogni venerdì e sabato fino a fine marzo. È chiaro come ciò lasci nell’incertezza i nostri trasportatori, che si trovano in mezzo a questa situazione, e a tutte le imprese che non hanno avuto praticamente alcun preavviso. I camion che caricano questa mattina in Belgio, domattina arriveranno a confine a Salisburgo e si troveranno bloccati, con tutto ciò che ne consegue. Tanto in termini di tutela del lavoro dei nostri autotrasportatori, quanto di tempi e costi per tutte le imprese», aggiunge Masotti, che ribadisce di essersi «già attivato con i miei omologhi a livello nazionale, in Italia ma anche direttamente con i colleghi austriaci, che ci hanno risposto sollecitamente, essendo preoccupati anch’essi, in quanto il divieto, pur se penalizza noi maggiormente, riguarda pure loro, per le giornate del sabato».

Massimo Masotti

Denis Durisotto

«Questa situazione – aggiunge Durisotto – ci mette in ginocchio, per la questione in sé ma anche perché non c’è stato che un preavviso minimo, quando invece le nostre imprese hanno bisogno di pianificare con settimane di anticipo le proprie attività e le rotte commerciali. Sono dunque molto preoccupato, in particolare per i trasportatori regionali, e siamo in prima linea come categorie per attivare un’azione congiunta per ridurre un disagio che si aggiunge a una situazione già compromessa su questi snodi fondamentali per la nostra economia. Vedasi il caso di Suez che già di per se provoca un incremento dei costi di trasporto che vanno a danno non solo delle imprese del settore, nelle varie modalità, ma anche di tutto il sistema manifatturiero sia in import che in export. Questo inconveniente si aggiunge a quelli già esistenti sul Brennero e non è possibile che ogni pretesto, da parte austriaca, anche se con qualche fondamento, si riverberi in maniera così sproporzionata sui traffici internazionali dell’Italia, come da sempre accade».

—^—

In copertina, ecco un’immagine dell’autostrada dei monti Tauri in Austria.

In Fvg 331 imprese in più nel 2023. Continua il traino dei servizi e l’edilizia figura tra le attività più dinamiche

Più imprese di costruzioni, più imprese dei servizi, in particolare attività professionali, scientifiche e tecniche, immobiliari e finanziarie-assicurative. In calo le imprese nell’agricoltura, nella manifattura e nel commercio. In Friuli Venezia Giulia le imprese crescono dello 0,34% nel 2023 (331 imprese in più) e i dati indicano in crescita, o comunque stabili, tutti i territori: Trieste +1,59% (+249 imprese nell’anno), Gorizia +0,54% (+52), Pordenone +0,09% (+22), Udine +0,02% (+8). Nel Nord Est le imprese hanno registrato un +0,47% rispetto al 2022 (con Trentino Alto Adige +1,02% e Veneto +0,49%), in Italia in media crescono dello 0,70%.
«In uno scenario economico caratterizzato da inflazione, crescenti tensioni geopolitiche su più fronti e rapidissimi cambiamenti tecnologici, il saldo 2023 per le imprese del Fvg resta quindi positivo», commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che evidenzia comunque come questo andamento non sia evidente però in tutti gli ambiti di attività: infatti, la maggior parte delle 331 imprese registrate in più negli ultimi dodici mesi opera in soli due macro-settori, ossia le costruzioni e, tra i servizi, le attività professionali, scientifiche e tecniche.
Queste alcune delle evidenze che emergono dai dati InfoCamere sull’andamento della demografia delle imprese nel 2023, il focus per il Friuli Venezia Giulia è stato elaborato dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.
In Friuli Venezia Giulia il più dinamico, in termini di crescita imprenditoriale, è il comparto delle costruzioni che, nonostante l’incertezza sulle prospettive dei bonus legati al mondo dell’edilizia che ha caratterizzato il 2023, alla fine degli scorsi dodici mesi ha contato 268 imprese in più rispetto al 2022 al netto delle cancellazioni d’ufficio (+1,80%). «Che i servizi siano trainanti negli ultimi anni è un dato che viene confermato anche in questa ricerca», aggiunge il presidente Da Pozzo, citando i numeri positivi registrati dalle imprese nel campo delle attività professionali, scientifiche e tecniche che a fine 2023 presentano un aumento significativo di 133 imprese (+3,15%), trainate da un “boom” nelle divisioni di pubblicità e ricerche di mercato e della consulenza aziendale e amministrativo-gestionale. Alla crescita hanno contribuito anche le attività immobiliari, che a fine 2023 contano 83 imprese in più dell’anno precedente (+1,53%) e quelle finanziarie e assicurative (+55 imprese, +2,45%).
A fronte di questi risultati positivi, i settori più tradizionali continuano a segnalare un restringimento della platea delle imprese. Per il commercio, il 2023 si è chiuso con una riduzione complessiva di 280 attività (-1,36% su base annua). Nell’agricoltura, il bilancio di fine anno evidenzia una riduzione complessiva di 164 imprese (-1,28%) mentre la manifattura presenta una perdita complessiva di 64 imprese (-0,63%). Una performance per quest’ultimo settore che tocca tutti comparti con l’eccezione della crescita delle imprese di riparazione, manutenzione e installazione di macchine ed apparecchiature.
La lettura dei dati dal punto di vista delle forme organizzative delle imprese conferma il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale, in atto ormai da anni. L’intero saldo positivo del 2023 è spiegato dalla crescita delle società di capitale: 572 in più in termini assoluti, pari al +2,25%. Le imprese individuali, che rappresentano più della metà dello stock di imprese esistenti, sono stabili e fanno registrare in termini relativi un +0,05%, in calo invece le società di persone (-257 imprese nel periodo, -1,39%) e le altre forme giuridiche.

—^—

In copertina, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.