Sostenibilità, il 67% delle imprese Pn-Ud vuole investire: la priorità al fotovoltaico

L’interesse a migliorare la propria impresa in termini di sostenibilità è forte da parte delle imprese friulane e i miglioramenti (in termini di risparmi, ma anche di efficienza e reputazione aziendale) si sentono, anche se tra le sfide più difficili da affrontare ci sono i costi delle pratiche e delle tecnologie, spesso ancora troppo elevati. È il quadro che emerge dall’indagine diretta, la prima, che la Camera di Commercio Pordenone-Udine ha promosso tra il 15 e il 25 luglio scorso con metodologia Cawi (Computer assisted web interview). Dal questionario è derivato un primissimo studio, che aiuterà la Cciaa a capire come orientare al meglio le proprie iniziative in tema di sostenibilità e tecnologie per le imprese del territorio, ma permetterà anche di acquisire un quadro analitico delle abitudini delle Pmi in termini di sostenibilità, quadro che potrà dare informazioni confrontabili ripetendolo periodicamente. «L’abbiamo voluto – ha spiegato il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo – in quanto su questo tema non ci sono dati statistici consolidati a disposizione, se non, appunto, quelli che arrivano da rilevazioni dirette come questa, che diventerà la base per le nostre prossime ricerche». Le 133 imprese che hanno risposto sono per il 26,3% dei servizi, 24,1% dell’industria, 18% del commercio, 12,8% dell’agricoltura, 2,3% di turismo, alloggio, ristorazione e 16,5% altri settori. I rispondenti appartengono per il 50,4% alla fascia d’età 51-65 anni, per il 30,1% a quella 36-50, mentre il 10,5% sono under 35 e il 9% sono over 65.

Giovanni Da Pozzo

Entrando nel dettaglio delle risposte, emerge come a seguito dell’adozione di pratiche sostenibili il 58,6% delle aziende ha riscontrato un miglioramento della reputazione aziendale, il 52,6% una riduzione dei costi operativi, il 15,8% un aumento di soddisfazione dei dipendenti, il 6,8% un aumento delle vendite, così come una maggior attrazione di investitori. Il 66,9% dei rispondenti dichiara di aver intenzione di investire in pratiche sostenibili da qui a un anno. In particolare il 48,3% sarebbe intenzionato a investire nel fotovoltaico, il 30,3% in certificazioni ambientali, il 28,1% in bilancio di sostenibilità, il 20,2% nella carbon footprint, il 18% in Lca (Life CycleAssessment) e il 9,9% in altro, come per esempio nell’acquisto di macchinari che riducano l’impatto ambientale (nota: tutte domande con possibilità di risposta multipla).
Il 57,9% dei rispondenti afferma di essere abbastanza informato sulle pratiche sostenibili, mentre il 30,1% lo è poco. Solamente l’8,3% risulta essere molto informato in merito. Allo stesso tempo, la quasi totalità dei rispondenti (il 97%) afferma che sia importante che le aziende adottino pratiche sostenibili (per il 52,6% è abbastanza importante, per il 44,4% lo è molto).

Riguardo agli investimenti in sostenibilità, il 35,3% dei rispondenti indica di aver investito fino in media a 10.000 euro annui, il 18% del totale tra 10.000€ e 50.000 euro, mentre oltre questa soglia ha investito il 12,1%. Tra le principali sfide incontrate dalle aziende nell’implementazione di pratiche sostenibili si rilevano al primo posto i costi elevati (il 72,2% del totale), mancanza di competenze interne (29,3%), resistenza al cambiamento (21,8%) e normative inadeguate (19,5%). Solamente il 3,8% delle imprese segnala mancanza di supporto da parte del management.
In ogni caso, l’83,5% dei rispondenti afferma di aver adottato per la propria azienda politiche o pratiche sostenibili (una percentuale sicuramente elevata vista anche la disponibilità delle imprese di rispondere volontariamente al questionario sul tema). Tra le principali pratiche adottate dalle imprese rispondenti spiccano riduzione del consumo energetico (61,9%), riduzione dei rifiuti (57,5%), riciclo dei materiali (54%), utilizzo di energia rinnovabile (52,2%). Seguono le politiche di lavoro equo e inclusivo, le certificazioni ambientali, la responsabilità sociale d’impresa e l’implementazione di pratiche di economia circolare.
Le motivazioni principali dell’adozione di pratiche sostenibili sono state per il 57,1% la volontà di rimanere competitivi, per il 36,1% le esigenze del management e per il 31,6% la spinta normativa (sempre domande con possibilità di risposta multipla). La maggior parte dei rispondenti, l’88,7% del totale, sarebbe disposta anche a pagare un prezzo maggiore per acquistare un prodotto sostenibile rispetto a uno “tradizionale”.
Nello specifico, il 54,1% pagherebbe fino al 10% in più, il 29,3% tra il 10% e il 30% in più, il 5,3% anche oltre il 30% in più. Tra le principali tecnologie sostenibili da adottare da parte delle aziende emergono le energie rinnovabili (85,7%), le tecnologie di riciclo avanzato (62,4%), i materiali sostenibili (61,7%), i sistemi di gestione dell’acqua (52,6%) e i veicoli elettrici (18%).

Capitolo certificazioni: solamente il 17,3% delle imprese rispondenti ha ricevuto riconoscimenti o certificazioni per le pratiche sostenibili. Allo stesso tempo, solo il 4,5% delle imprese ha pubblicato un bilancio di sostenibilità che ha l’obiettivo di informare gli stakeholder dei risultati economici, sociali e ambientali generati dalle imprese nello svolgimento delle proprie attività.
Riguardo alle scelte di acquisto, il 70,7% dei rispondenti dichiara di averle a volte modificate a favore di aziende più sostenibili. I valori etici condivisi risultano essere la principale motivazione per la scelta di un’azienda sostenibile (66,9%), seguono la qualità del prodotto o servizio (56,4%), certificazioni di sostenibilità (17,3%), prezzo competitivo (12,8%), opinioni di amici/famiglia (4,5%). Inoltre, nell’ambito della sostenibilità, il 73,7% ritiene che l’utilizzo di materiali riciclati sia uno degli aspetti più importanti nella scelta di un prodotto o servizio, seguono le condizioni di lavoro equo (61,7%), l’impatto sociale positivo (48,9%), il benessere degli animali (42,9%) e l’impronta di carbonio (30,8%).
La metà dei rispondenti dichiara di aver partecipato a iniziative ed eventi legati alla sostenibilità (il 49,6% del totale). Tra i temi più richiesti da trattare nei corsi di formazione le aziende chiedono in particolare bilancio di sostenibilità (54,9%), Comunità Energetiche Rinnovabili ( 39,1%), normative (39,1%), economia circolare (33,1%), carbon footprint(28,6%), seguono LCA, eco design e rendicontazione non finanziaria. Quasi la metà delle imprese rispondenti, inoltre, sarebbe interessata ad aderire alla Comunità Energetica Rinnovabile della Camera di Commercio di Pordenone-Udine (il 49,6%).

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In copertina, l’installazione di pannelli fotovoltaici su una copertura.

Bando sicurezza, dalla Cciaa Pn-Ud 500 mila euro alle piccole imprese friulane

Ammonta a 500 mila euro il plafond del “bando sicurezza”, contributo che la Camera di Commercio Pordenone-Udine mette a disposizione delle Pmi del territorio di Udine, con fondi del proprio bilancio, per abbattere le spese per l’acquisto di telecamere, di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso o ancora di sistemi di video-allarme antirapina in grado di interagire direttamente con gli apparati in essere presso le sale e le centrali operative. Come si legge nel bando, già pubblicato sul sito www.pnud.camcom.it, sono ammesse esclusivamente le spese relative all’acquisto e l’installazione di beni nuovi di fabbrica, che dovranno essere installati nella sede o unità operativa individuata dal richiedente, fatturate pagate a partire dal 1° luglio 2024 e prima della presentazione della domanda, che va inoltrata alla Cciaa a partire dalle ore 9 di lunedì 19 agosto ed entro il prossimo 31 ottobre.
«Una città e un territorio in sicurezza – commenta il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, che ieri ha partecipato in Regione alla conferenza stampa con l’assessore Pierpaolo Roberti e il collega presidente Cciaa Vg Antonio Paoletti – sono la condizione di base affinché anche l’economia possa operare in modo sano, corretto e produttivo. Con questa convinzione e alla luce della recente escalation di gravi fatti di cronaca, ci siamo subito messi a disposizione delle forze dell’ordine direttamente coinvolte e delle istituzioni tutte per fare la nostra parte, in sinergia e accordo con la corposa azione messa a punto dall’amministrazione regionale, di cui, in aggiunta alla nostra iniziativa, saremo parte attiva con i nostri uffici. Ringraziamo l’assessore Roberti e il presidente Fedriga, che confermano un’ottima collaborazione con i territori e con il mondo produttivo. Per quanto possibile, vogliamo concretamente aiutare a ristabilire un clima di normalità nel nostro capoluogo, risultato che possiamo ottenere solo lavorando tutti insieme».
Come detto, il bando è già pubblicato, con tutta la modulistica, sul sito www.pnud.camcom.it. L’intensità percentuale massima di contributo ammonta all’80% della spesa sostenuta dall’impresa. Il contributo minimo è di mille euro e saranno esclusi i progetti con spesa ammissibile inferiore a 1.250 euro (al netto dell’Iva). Il contributo massimo per progetto è di 3mila euro. Le domande vanno inviate dalle sole imprese con sede destinataria dell’iniziativa finanziabile nella provincia di Udine esclusivamente via Posta elettronica certificata (Pec) e inoltrata all’indirizzo pec camerale contributi.ud@pec.pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pn-Ud Giovanni Da Pozzo.

Sicurezza, da Cciaa Pn-Ud presto il bando per strumenti di videosorveglianza a favore delle piccole imprese

Un bando della giunta camerale a favore delle Pmi, in particolare di commercio, pubblici esercizi e artigianato, per dotarsi di strumenti di videosorveglianza, la richiesta ai rappresentanti di Parlamento e Governo di un aumento della dotazione organica delle forze dell’ordine sulla città per potenziare il presidio del territorio e la massima disponibilità da parte dei rappresentanti di categoria e dell’ente camerale a fare la propria parte, collaborando con tutte le istituzioni, con l’obiettivo di dissipare il clima di insicurezza che sta aumentando in città a seguito del ripetersi di gravi eventi. Sono gli impegni garantiti all’incontro convocato dal presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo assieme al prefetto Domenico Lione e ai rappresentanti di tutte le associazioni di categoria e dei consumatori.

«Oltre ad esprimere la nostra vicinanza alla famiglia dell’imprenditore ucciso, Shimpei Tominaga – ha rimarcato Da Pozzo –, vogliamo ribadire che noi tutti ci siamo e vogliamo operare al meglio, in quanto la sicurezza è un valore per tutti. Ed è un valore in particolare per l’economia, per le nostre imprese, per quelle della nostra città, che solo in sicurezza possono dare il loro contributo alla crescita della comunità e aiutare la città e il territorio a essere vivibili e frequentabili senza paura». Da Pozzo ha anticipato che la Camera commissionerà un’indagine su sicurezza e legalità nel capoluogo, «per avere dei dati che ci permettano di fare considerazioni corrette e mettere in campo ulteriori azioni mirate». Il presidente camerale ha anche criticato l’ordinanza di restrizione alla vendita di alcolici, evidenziando come non sia risolutiva «in quanto non ci sia un nesso causa-effetto e vada comunque a impattare su una categoria che è oggi qui insieme alle altre a garantire la massima disponibilità alla collaborazione per contrastare, come possibile, ogni forma di abuso».
Sul punto è intervenuto nello specifico Giovanni Pigani, rappresentante pubblici esercizi di Confcommercio Udine, ribadendo come l’ordinanza vada a colpire sempre la stessa categoria senza distinzioni, mentre «noi esercenti siamo i primi a voler lavorare in condizioni di sicurezza – ha rimarcato Pigani – e spesso siamo “sentinelle” sul territorio a disposizione e in supporto alle forze dell’ordine». Su questa linea, d’accordo con il prefetto, si darà avvio a un progetto di collaborazione che, da un lato, si basi sul rafforzamento di figure come i poliziotti e i carabinieri di quartiere – questione di cui si interesserà il prefetto stesso – e, dall’altro, faccia in modo che i commercianti possano avere più diretta capacità di informare e fare segnalazione di situazioni di pericolo alle forze dell’ordine. Il prefetto ha anche invitato Pigani ad avviare un dialogo con il Comune per la miglior gestione dell’Ordinanza, impegno che Pigani ha garantito da subito.
«Dialogheremo con il Comune – ha concluso Da Pozzo – anche per chiedere un’intensificazione dell’impegno della polizia municipale come presidio di sicurezza nelle zone del centro e in quelle più delicate e anche una miglior illuminazione in alcune zone, una piccola cosa ma comunque importante per la prevenzione, assieme alle altre misure, come le telecamere pubbliche. Sappiamo che le forze dell’ordine, in questo momento, come ci ha spiegato il prefetto, stanno dando il massimo, ma confidiamo che con l’impegno di tutti, ognuno per la sua parte, potremo contribuire a riportare la città a livelli di sicurezza accettabili e a scongiurare nuovi episodi gravi».

Domani all’ente camerale
Open Day per le imprese
che puntano all’estero

Domani, 1° luglio, dalle 14.30 alle 17 circa, la Camera di Commercio Pordenone-Udine e Promos Italia presentano l’offerta di servizi per supportare le imprese del territorio di Udine nei loro processi di export. A seguire si terranno incontri “one to one” tra le aziende e gli esperti di Promos Italia. Tra i servizi proposti da Promos Italia ci sono la ricerca di controparti estere, la formazione, servizi digitali, nonché percorsi sulla finanza e sostenibilità Esg. La partecipazione all’Open day è gratuita per tutte le pmi del territorio udinese fino a esaurimento dei posti disponibili. Ci si iscrive sul sito www.pnud.camcom.it

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In copertina e all’interno immagini dell’incontro a Udine sui problemi della sicurezza.

Questione sicurezza a Udine, la Cciaa convoca le categorie per venerdì

Il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, ha convocato per venerdì 28 giugno, alle 14, nella sede camerale di Udine, in piazza Venerio, un incontro con tutte le categorie economiche per discutere insieme sulla questione sicurezza in città, anche alla luce dei recenti gravi episodi che si sono verificati nel capoluogo friulano.

Nuovi istruttori e domande – Come è noto, la Camera di commercio Pordenone-Udine ha indetto un bando di concorso pubblico per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di otto persone, che saranno inquadrate come “Istruttori” secondo il Contratto collettivo Funzioni locali: le domande vanno presentate entro giovedì prossimo. I candidati che avranno superato l’esame e saranno assunti andranno a ricoprire diversi profili, che si concentreranno in particolare in due aere. Opereranno cioè in qualità di “Istruttore servizi per la promozione e lo sviluppo della competitività delle imprese, la valorizzazione del turismo, l’orientamento al lavoro e l’e-government” e “Istruttore servizi anagrafici e di regolazione del mercato”. Le prime figure saranno chiamate a gestire, per esempio, attività di finanziamento e sostegno economico alle imprese del territorio tramite contributi camerali e regionali in delega, nonché attività di sostegno alle imprese in materia di digitalizzazione. Nel secondo profilo rientreranno invece gli istruttori chiamati a collaborare nella gestione dei servizi amministrativi e certificativi afferenti alle anagrafi dell’Ente, di quelli relativi alle attività abilitative ed ispettivo-sanzionatorie. Il bando, con tutti i requisiti e le disposizioni relative alla partecipazione, è stato pubblicato nelle News all’Albo camerale online e nella sezione Amministrazione Trasparente-Bandi di concorso del sito istituzionale www.pnud.camcom.it. Il titolo di studio richiesto per la partecipazione è il diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Le domande, come detto, potranno essere presentate in modalità digitale sulla base del format proposto dalla piattaforma raggiungibile dal link presente sul sito entro e non oltre le ore 23.59 del 27 giugno, pena l’esclusione dalla selezione.

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio friulana Giovanni Da Pozzo.

Economia Fvg, la Banca d’Italia e il suo report stamane all’ente camerale a Udine

La Banca d’Italia presenterà anche in Sala Valduga a Udine i risultati del rapporto annuale “Economie regionali – Friuli Venezia Giulia”. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Pordenone-Udine, è in programma per stamane, 14 giugno, alle 11. Come è noto, la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico ed economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale con i Rapporti regionali. In tal modo l’Istituto intende contribuire ad accrescere, sul territorio, la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente camerale Giovanni Da Pozzo e del direttore della sede di Trieste di Banca d’Italia Marco Martella, presenteranno il rapporto Paolo Chiades e Daniel Mele, economisti della divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede triestina di Banca d’Italia.
«Siamo felici che Banca d’Italia abbia accettato il nostro invito a presentare il loro interessante report anche a Udine, estendendo così il contatto diretto con le realtà imprenditoriali e di categoria di questo territorio e nella sede della Cciaa, “casa” di oltre 70mila imprese che animano, rendono vitale e fanno crescere la nostra regione», evidenzia Da Pozzo.

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In copertina, particolare della facciata della sede della Banca d’Italia a Trieste.

Excelsior Fvg, in giugno 10.810 assunzioni trainate dal turismo. Da Pozzo: bene anche le costruzioni

Sono 10.810 le assunzioni programmate dalle imprese, a giugno, in Friuli Venezia Giulia, che diventano 28.190 nell’intero trimestre giugno-agosto. La richiesta è in lieve calo rispetto a giugno 2023 (-350 figure, -3,1%) e al corrispondente trimestre (-310 figure, -1,1%). A trainare i nuovi contratti di lavoro è ancora il turismo e più in generale il settore variegato dei servizi (con 7.580 contratti offerti a giugno e quasi 20mila previsti nel trimestre), mentre sono 2.370 a giugno i lavoratori ricercati dal comparto manifatturiero (5.880 nel trimestre). Nel mese, registrano dinamiche molto positive le costruzioni (+17,8%) con quasi 900 assunzioni previste (2.400 nel trimestre) e il commercio (+16,9%). In flessione, invece, il comparto dell’industria (-13,5% di assunzioni previste). Sono queste le elaborazioni del Bollettino Excelsior realizzate per il Friuli Venezia Giulia dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, diffuse ieri in contemporanea alla pubblicazione del bollettino nazionale che registra mese per mese il fabbisogno, a livello occupazionale, delle imprese italiane.
«Anche vista la stagione, il turismo si conferma il comparto che offrirà le maggiori opportunità di impiego», commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, con circa 2.500 lavoratori ricercati nel mese e 6.400 nel trimestre, seguito dai servizi alle imprese (2.240 nel mese e quasi 6mila nel trimestre) e dal commercio (1.500 nel mese e poco meno di 4.000 nel trimestre).
Sono circa 5.700 le assunzioni per cui le imprese hanno dichiarato di aver incontrato difficoltà nel reperire il profilo adatto: il 52,5% dei profili sono dunque complessi da trovare, con un +1,2% di difficoltà rispetto al 2023 e addirittura + 19.4% di difficoltà rispetto al 2029. Tra le professioni tecniche e a elevata specializzazione spiccano per difficoltà di reperimento, come ormai abituale negli ultimi anni, gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni con l’82,2%, ma anche tecnici della salute (80,8%) e tecnici in campo ingegneristico (80,5%). Per le professioni commerciali e nei servizi le figure più difficili da reperire sono quelle relative a professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (64%), seguono gli operatori della cura estetica (63,2%). Infine, tra le figure degli operai specializzati e i conduttori di impianti si distinguono i fabbri ferrai costruttori di utensili (89%) e gli operai specializzati nell’installazione e manutenzione di attrezzature elettriche/elettroniche (80,5%).
Per una quota pari al 21% le imprese prevedono di assumere personale immigrato e il 35,1% delle assunzioni a giugno interesserà giovani con meno di 30 anni. I giovani sono richiesti soprattutto nelle aree commerciali e della vendita (il 43% delle figure richieste), così come nelle aree tecniche e della progettazione (il 38,8%).
Sotto il profilo territoriale, il Mezzogiorno registra una dinamica positiva consistente (+3,8mila su giugno e +19mila sul trimestre) grazie al contributo, in particolare, di costruzioni e commercio; la flessione del manifatturiero penalizza le altre aree geografiche, soprattutto il Nord Est (complessivamente -4,4mila nel mese e -10,3mila nel trimestre); più stabili, sempre rispetto ad un anno fa, Nord Ovest e Centro.

Il report Banca d’Italia
sarà presentato a Udine

La Banca d’Italia presenterà anche a Udine, in Sala Valduga, i risultati del rapporto annuale “Economie regionali – Friuli Venezia Giulia”. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Pordenone-Udine, è in programma per venerdì 14 giugno, alle 11. Come è noto, la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico ed economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale con i Rapporti regionali. In tal modo, l’Istituto intende contribuire ad accrescere, sul territorio, la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente camerale Giovanni Da Pozzo e del direttore della sede di Trieste di Banca d’Italia, Marco Martella, presenteranno il rapporto Paolo Chiades e Daniel Mele, economisti della divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede triestina di Banca d’Italia. «Siamo felici che Banca d’Italia abbia accettato il nostro invito a presentare il loro interessante report anche a Udine, estendendo così il contatto diretto con le realtà imprenditoriali e di categoria di questo territorio e nella sede della Cciaa, “casa” di oltre 70mila imprese che animano, rendono vitale e fanno crescere la nostra regione», evidenzia Da Pozzo. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili, previa registrazione sul sito Cciaa www.pnud.camcom.it. Per informazioni: Telefono 0432.273224 e segreteriagenerale@pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente dell’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo.

Agenda di mandato, partita la prima consultazione pubblica alla Cciaa Pn-Ud: il questionario è disponibile online

Per la prima volta la Camera di Commercio Pordenone-Udine sottopone la sua “Agenda di mandato” ossia il suo programma pluriennale a una consultazione pubblica, in vista della sua approvazione, il prossimo luglio, da parte del Consiglio camerale. Cittadini, imprenditori, liberi professionisti o enti pubblici: tutti possono partecipare alla consultazione, che l’ente ha voluto attivare da ieri al 17 giugno per fare in modo che la sua azione per il mandato 2024-2028 sia quanto più possibile condivisa e partecipata.
Il “come” è facilissimo ma di grande importanza per l’ente. Sul sito www.pnud.camcom.it è già possibile accedere al questionario, che può essere compilato da chiunque sul territorio di Pordenone e Udine in pochi minuti. «Pochi minuti, ma per noi molto preziosi – spiega il presidente Giovanni Da Pozzo –: le indicazioni che riceveremo saranno tutte valutate e prese in considerazione e potranno andare ad arricchire al meglio le scelte che guideranno la nostra azione nei prossimi quattro anni».
Il presidente ha fatto dunque appello a «chiunque voglia dire la sua e fornirci utili indicazioni» ad andare sul sito e a compilare la scheda, che prevede anche alcune risposte aperte dove poter dare suggerimenti liberi. Il questionario è suddiviso in tre macrosezioni tematiche che corrispondono ad altrettante linee strategiche: sviluppo e competitività del territorio, sostegno e competitività delle imprese, efficienza e competitività dell’ente. Al primo gruppo fanno riferimento per esempio le azioni per rafforzare l’attrattività del territorio dal punto di vista culturale e turistico, ma anche per promuovere la tutela e regolazione del mercato e la giustizia alternativa. Il secondo gruppo fa riferimento ad attività varie, fra cui il supporto alle imprese con interventi di sostegno economico o l’accompagnamento delle imprese nella transizione digitale ed ecologica o ancora azioni per semplificare e sburocratizzare gli adempimenti a loro carico. Infine nel terzo gruppo troviamo, fra l’altro, azioni per migliorare l’efficienza e la semplificazione dei processi interni, rafforzare e integrare la comunicazione e l’immagine del gruppo Cciaa.

Per info, oltre al sito, è possibile contattare l’ufficio relazioni con il pubblico: urp@pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Pn-Udine Giovanni Da Pozzo.

Mediazione, duecento casi l’anno alla Cciaa Pn-Ud con un trend in costante aumento (anche degli accordi)

Sono più di 200 l’anno i procedimenti gestiti dall’Organismo di mediazione della Camera di Commercio Pordenone-Udine e il trend è in costante aumento: sono cresciute del 24% dal 2021 al 2023. Nel 2023 la mediazione è stata oggetto della riforma Cartabia, che da un lato ha ampliato le materie in cui è obbligatorio avvalersi di questo procedimento prima di agire davanti al giudice, includendone molte di interesse diretto per le imprese (franchising, contratti di rete…), dall’altro modificandone il procedimento e dunque nel complesso favorendo un effettivo uso dello strumento a favore di una giustizia partecipativa che possa essere frutto della scelta delle parti in causa, con un notevole risparmio di tempo e costi in capo alle parti rispetto alla giustizia ordinaria.
Accanto alla mediazione, l’arbitrato è tradizionalmente l’altro strumento che le Cciaa offrono alle imprese per una soluzione dei conflitti alternativa alla giustizia ordinaria. La differenza principale fra i due istituiti è che l’arbitrato si conclude comunque con un giudizio: il collegio arbitrale o l’arbitro decidono chi ha ragione e chi ha torto, mentre nella mediazione, come detto, sono le parti a discutere, guidate dal mediatore, per arrivare a un accordo che ponga fine alla controversia (oppure a decidere che questo accordo non è possibile). Proprio per promuovere maggiormente lo strumento dell’arbitrato, che comunque presenta significativi vantaggi per le parti in termini di tempo e permetterebbe di sgravare ulteriormente il peso sulla giustizia ordinaria, la Cciaa Pn-Ud ha promosso, come annunciato, un webinar specifico, nel quale sono stati anche illustrati i contenuti della convenzione che, dal primo gennaio di quest’anno, l’ente camerale friulano ha attivato con la Camera arbitrale di Milano proprio per la gestione integrata degli arbitrati. Una scelta che risponde alla volontà di rilanciare lo strumento, attraverso la collaborazione con la in-house della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che opera nel settore fin dal 1985 e gestisce con grande esperienza e qualificazione quasi la metà di tutti gli arbitrati italiani, avendo stipulato analoghe convenzioni con diverse altre Camere anche vicine al Fvg, come Treviso-Belluno, Padova, Venezia-Rovigo e Bologna.
«La volontà della Cciaa Pn-Ud – spiega a margine dell’incontro il presidente Giovanni Da Pozzo – è entrare in un network di sicura qualità e notorietà nazionale offrendo alle imprese e ai professionisti del territorio l’esperienza di Camera arbitrale Milano, con un regolamento conosciuto e adottato anche in territori vicini e disponibile in versione multilingue. Acquisiamo così anche la possibilità di promuovere lo strumento e fare formazione per consulenti di imprese, imprese e altri utilizzatori con un respiro nazionale».
Il legame con il territorio resta comunque prevalente, in quanto in Cciaa Pn-Ud continua a esserci un referente specifico cui rivolgersi per questa materia, gli atti di avvio della procedura e comunque tutti gli atti che possono essere depositati in forma cartacea si possono depositare anche in Camera di Commercio, così come le sedute arbitrali, che possono essere svolte anche in Cciaa. La nomina dell’arbitro è di competenza della Camera arbitrale Milano, ma è stato costituito un comitato scientifico con una sezione territoriale di competenza per i territori di Udine e Pordenone con il compito di segnalare a Cam professionisti idonei per il singolo caso a essere nominati in qualità di arbitri.
Tornando alla mediazione, l’Organo camerale informa che i dati dell’ultimo triennio ci indicano che anche la percentuale delle mediazioni concluse con accordo è in costante aumento per arrivare nel 2023 al 22% del numero delle mediazioni avviate. La percentuale, comunque, elevata del numero dei mancati accordi non va vista come un disvalore in assoluto: le parti, infatti, hanno avuto occasione di vedersi e di confrontarsi sulle questioni che le contrappongono. L’accordo potrebbe anche maturare in un secondo momento, spiegano in Cciaa.

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Le procedure arbitrali per una soluzione snella delle controversie: oggi webinar

La gestione di procedure arbitrali e conciliative è tra le competenze “storiche” delle Camere di commercio: questi strumenti hanno grandi potenzialità per una soluzione snella dei conflitti di carattere economico. Per questo la Camera di Commercio Pordenone-Udine ha siglato una convenzione sull’arbitrato con la Camera arbitrale di Milano, prima istituzione ad aver introdotto in Italia i servizi di risoluzione alternativa delle controversie. Per oggi, alle 14.30, la Cciaa ha organizzato un incontro online rivolto a imprese, avvocati, commercialisti e consulenti di impresa, per un aggiornamento sull’arbitrato e sulla nuova operatività. Nel corso dell’incontro saranno presentati i contenuti della convenzione con le opportunità che ne derivano. Interverranno il presidente Giovanni Da Pozzo per un saluto introduttivo, il direttore generale della Camera arbitrale di Milano (Cam) Stefano Azzali, l’avvocato Sara Forni, responsabile del servizio arbitrato alla Cam, e l’avvocato Vittorio Pisapia, di Fivelex studio legale e tributario. La partecipazione è gratuita previa iscrizione sul sito www.pnud.camcom.it e dà diritto a un credito formativo da parte dell’Ordine degli avvocati per i suoi iscritti.

Efficientamento energetico
e sostenibilità d’impresa

Un corso dai risvolti molto concreti sull’“Efficientamento energetico e la sostenibilità d’impresa”. Promosso dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, fornirà a tutti gli interessati una comprensione completa di strategie e pratiche per migliorare l’efficienza energetica negli edifici, con focus sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer) e sugli strumenti di sostenibilità. Sarà suddiviso in tre moduli e si comincia il 6 giugno (l’orario è sempre 14-18), ma le adesioni vanno inviate entro giovedì 30 maggio. Nel primo modulo, giovedì 6 giugno, si illustreranno i principi cardine sull’efficientamento energetico di edifici e processi in ambito terziario, industriale e civile, con focus su involucro, impianti e normative. Nel secondo modulo, giovedì 11 luglio, si approfondiranno il funzionamento delle Cer e i meccanismi di incentivazione, anche presentando business plan di casi pilota. Il terzo modulo si terrà giovedì 19 settembre e proporrà una panoramica sullo sviluppo sostenibile e delle logiche Esg, sul ruolo dei diversi attori della transizione energetica ed ecologica, nonché gli strumenti a disposizione delle imprese per intraprendere un percorso di sostenibilità.
I docenti sono degli esperti Mauro Pozzi (impiantistica industriale), Carlo Pennati (processi energetici), Matteo Moncecchi (architetture di rete, mercati e regolazione), Enrico Weber (rischio climatico e gestione risorse naturali), Federico Giudici (soluzioni e percorsi di decarbonizzazione), Fabio Armanasco (generazione distribuita e sistemi energetici). Il costo è di 290 euro. Referente è Daniela Morgante, che può essere contattata per info allo 0432.273218 o alla mail daniela.morgante@pnud.camcom.it. Per aderire basta compilare il modulo sul sito www.pnud.camcom.it nella sezione “corsi di formazione” entro il 30 maggio.

Industria udinese in lutto per Benedetti. Da Pozzo: un manager lungimirante che era profondamente legato al suo Friuli

«Gianpietro Benedetti è stato un esempio del valore della nostra imprenditoria: manager lungimirante e di visione, tanto alla guida del gruppo Danieli quanto alla guida degli industriali udinesi, profondamente legato al Friuli e al suo sviluppo. In rappresentanza della Camera di Commercio Pordenone-Udine, con la voce di tutta l’economia del territorio, assieme al segretario generale e all’intero consiglio camerale, mi unisco nel cordoglio per la sua scomparsa alla famiglia e alla grande squadra del Gruppo Danieli, che con le sue capacità ha saputo condurre e che ci rappresenta in tutto il mondo». E’ quanto ha affermato il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, appena venuto a conoscenza della scomparsa di Gianpietro Benedetti. Il capitano d’industra friulano è morto infatti ieri, all’età 81 anni. Generale il cordoglio in tutta regione.

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In copertina, Gianpietro Benedetti scomparso ieri all’età di 81 anni.