Sesto al Reghena, grande musica per la Memoria con il Trieste Tartini Ensemble ricordando la tragedia dei Lager

Memoria, dialogo, responsabilità: il teatro Burovich di Sesto al Reghena ha ospitato ieri sera il toccante concerto per il Giorno della Memoria del Trieste Tartini Ensemble, sulle note di due quintetti per pianoforte e fiati tra i più celebri di Mozart e Beethoven. Un evento realizzato dall’Amministrazione comunale grazie alla collaborazione con l’Ensemble Serenissima all’interno di Fvg International Music Meeting – Tracce e Visioni.
Il rapporto musica classica e Giorno della Memoria – come ha ricordato il sindaco Zaida Franceschetti, presente assieme all’assessore alla cultura Elisa Coassin e al consigliere comunale Riccardo Pasqualis – è molto stretto visto che la musica nei campi di concentramento e di sterminio, i Lager, fu spesso un ordine dall’alto, ma che allo stesso tempo fu anche una forma di resistenza, non armata ma ostinata.
Parole condivise dal direttore dell’Ensemble Serenissima Mario Zanette nel presentare i bravissimi docenti del Conservatorio “Giuseppe Tartini”: Pietro Milella all’oboe, Davide Teodoro al clarinetto, Andrea Caretta al corno, Sergio Lazzeri al fagotto e Reana De Luca al pianoforte.

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In copertina e all’interno, due immagini del bellissimo concerto di ieri sera presente il sindaco Zaida Franceschetti.

Bruno Fabretti e il suo triste diario di deportato: dopo Mortegliano la mostra di Luca d’Agostino a San Giorgio di Nogaro

(g.l.) «Quello che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo», scrisse Anna Frank, simbolo con il suo famoso “Diario” della Shoah, che opportunamente ricordiamo nell’odierno Giorno della Memoria. E proprio oggi torniamo a rievocare anche la drammatica esperienza di Bruno Fabretti, l’ex internato di Nimis scomparso nel 2023 alle soglie del secolo, del quale si è appena conclusa la molto apprezzata mostra allestita nel Municipio di Mortegliano dal fotografo Luca d’Agostino, con l’organizzazione del Circolo culturale Chiarisacco.


E ora la triste vicenda umana dell’ex deportato più famoso del Friuli, che parlò dei Lager nazisti a migliaia di studenti – proprio per creare nelle giovani generazioni una coscienza affinché tutto questo non possa accadere di nuovo -, rivivrà anche a San Giorgio di Nogaro, nell’attesa che possa essere proposta anche a Nimis, il paese dov’era nato nel 2023 e dove aveva avuto la fortuna di ritornare vivendovi poi fino alla morte.
“La vita di Bruno Fabretti: un ponte generazionale e sociale per una comunità inclusiva” è, dunque, la proposta che verrà presentata venerdì 31 gennaio, a San Giorgio di Nogaro, nella cornice di Villa Dora, storico edificio che fu testimone del passaggio delle due guerre mondiali anche nella Bassa Friulana. L’appuntamento è alle 11.30, nella sala conferenze, dove ci sarà l’incontro con le classi terze della Scuola secondaria di Primo grado “Nazario Sauro”. Ma la mostra sarà allestita all’Infopoint sangiorgino già dal 29 gennaio e potrà essere visitata fino al 7 febbraio. La esposizione proporrà le riproduzioni del diario che Fabretti scrisse dopo la Liberazione – corredandolo anche di incisive illustrazioni -, quando decise di affidare alla carta, affinché ne rimanesse traccia, la sua testimonianza su quanto vissuto a Lodz, Dachau, Neuengamme, Bergen Belsen e Buchenwald.


Ecco, allora, tutti i protagonisti della importante iniziativa assieme al ricordato Luca d’Agostino, peraltro cittadino di San Giorgio: coordinamento e lettura di Giuliano Bonanni, momenti musicali a cura della Domus Musicae di Mortegliano curati da Giuseppe Tirelli che era legato da un lungo vincolo di amicizia con lo stesso Fabretti: Giovanni Di Lena violino, Andrea Valent fisarmonica, Nicola Tirelli tastiere e Giuseppe Tirelli contrabbasso. Il tutto avviene in collaborazione con l’assessorato all’istruzione e all’inclusione sociale del Comune di San Giorgio di Nogaro. Parole e musica, dunque, per non dimenticare, ma per far sì, come scrisse Anna Frank e perorò per decenni Bruno Fabretti, che quanto accaduto non accada di nuovo. Guai, infatti, fosse così. Perché si potrebbe amaramente concludere che la storia non ha insegnato nulla!

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In copertina, una espressiva immagine di Bruno Fabretti morto quasi centenario; all’interno, i familiari all’inaugurazione della mostra di Mortegliano e il suo curatore Luca d’Agostino.

Memoria, ricordi a Tricesimo e a Udine: Auschwitz, Giorgio Nissim e Gino Bartali

Giorni di celebrazioni in Friuli per ricordare l’Olocausto e gli orrori della Seconda guerra mondiale affinché siano di monito per lo spegnimento dei conflitti in atto e per la ricerca di una pace duratura. Tra oggi e domani si segnalano, pertanto, incontri a Tricesimo e a Udine.

TRICESIMO – In occasione del Giorno della Memoria, questo pomeriggio, alle 17, nella sala consiliare di Tricesimo sarà presentato “Auschwitz. Un ritorno”. Si tratta del documentario di Benedetto Parisi che racconta il famoso Lager polacco liberato il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche.

UDINE – Domani 30 gennaio, alle ore 18, nell’aula Pier Paolo Pasolini a Palazzo di Toppo Wassermann, via Gemona 92 a Udine, sarà presentato “Giorgio Nissim. La storia di un eroe ebreo toscano durante la Seconda guerra mondiale”. Nell’ambito del Giorno della Memoria, con l’omaggio a Giorgio Nissim sarà ricordato anche il grande Gino Bartali, a cura di Gianna Maria Tavoschi con letture di Andreina Tonello e canzoni eseguite da Piero Nissim. L’incontro è organizzato dall’Associazione dei Toscani in Friuli Venezia Giulia.

Entrambe le iniziative di commemorazione di quei tragici eventi beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

 

Oggi l’Anpi di Carlino e Marano ricorda la Strage di Marzabotto

di Silvio Bini

In occasione del Giorno della memoria, la sezione Anpi di Carlino-Marano Lagunare, presenta “La strage di Marzabotto“, incontro con Ferruccio Laffi, sopravvissuto all’eccidio avvenuto sull’Appennino Bolognese. In quel tragico evento, nell’ultimo giorno di settembre, del 1944, Ferruccio, allora sedicenne, perse il padre, la madre, due fratelli e altri parenti. In pochi giorni i tedeschi, comandati da Walter Reder, sterminarono quasi 800 persone, donne, anziani e bambini.
All’incontro, che si terrà a Carlino, oggi 25 gennaio, alle 17, nella sala dell’ex latteria, sarà presente anche il presidente dell’Associazione Familiari vittime di Marzabotto, Gian Luca Luccarini, mentre porteranno un saluto Dino Spanghero, presidente regionale dell’Anpi, e il sindaco Loris Bazzo. L’invito è per tutti i cittadini di Carlino e della vicina Marano Lagunare.

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In copertina, Ferruccio Laffi, sopravvissuto alla Strage di Marzabotto, in Emilia.