Sono 200 mila in Fvg senza medico di famiglia: la vicinanza alla Fimmg del sindaco di Udine. Istituito a Roma un tavolo sulle attrezzature diagnostiche

Anche in Friuli Venezia Giulia è stata celebrata la Giornata mondiale del Medico di famiglia. La Fimmg Fvg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti) ha allestito uno stand informativo in centro a Udine dove ha incontrato i cittadini. Tra di loro anche il sindaco del capoluogo friulano Felice De Toni che ha fatto visita ai medici di medicina generale guidati dal segretario regionale dottor Fernando Agrusti.
«È stato un piacere ricevere la visita del sindaco De Toni – ha affermato Agrusti – che con la sua presenza ha rappresentato tutta la cittadinanza e la vicinanza ai medici di medicina generale. Vicinanza che è ben rappresentata anche da un recente sondaggio Ipsos in cui il medico di famiglia ha ricevuto il 70 per cento di giudizi positivi. Se lo si confronta con il dato di giudizi positivi raggiunto nella stessa rilevazione dal Servizio sanitario nazionale, attestatosi su un 45%, risulta evidente come il medico di medicina generale sia il principale punto di riferimento per le persone nella gestione della propria salute. Da questi dati confortanti ripartiamo per le sfide che ci attendono».
Sfide che riguardano, in particolare, la carenza di medici e le nuove frontiere della diagnostica di primo livello negli ambulatori dei medici di famiglia. «In Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto Agrusti – siamo alle prese con un complicato ricambio generazionale come testimoniato dal fatto che a oggi nella nostra regione 200 mila cittadini sono senza medico di famiglia. Il trovare nuovi medici non può prescindere dal rendere attrattiva la nostra professione tra i giovani e quindi fondamentale, secondo noi, sarà il ridurre drasticamente le troppe incombenze burocratiche, favorire la diagnostica di primo livello nei nostri studi e favorire le aggregazioni fra più professionisti come previsto, fra l’altro, anche dal nuovo contratto nazionale».
«Vorremmo – ha concluso Agrusti – essere dotati in maniera sistemica di strumenti quali ad esempio elettrocardiografi, spirometri, ecografi per evitare di spostare dal proprio paese i pazienti fragili o semplicemente anziani. Con la telemedicina si potrebbe poi monitorare nel tempo i pazienti che necessitano di particolare attenzione per poter intervenire tempestivamente in caso di necessità. Nei territori dove questi progetti sono stati sperimentati, la riduzione degli accessi in pronto soccorso o di ricoveri ospedalieri è stata confortante. Inoltre eseguire queste prestazioni per pazienti cronici nei nostri ambulatori potrebbe contribuire a ridurre le liste d’attesa negli ospedali».

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Quello della diagnostica è un tema caldo, visto che si è appena insediato a Roma, al Ministero della Salute, il Tavolo di lavoro per definire l’utilizzo di 235 milioni di euro a valere sulla legge di Bilancio del 2020 per la fornitura delle attrezzature di diagnostica di primo livello ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta. Il Tavolo avrà il compito di definire le modalità operative.
Plauso anche da parte di Fimmg Friuli Venezia Giulia. «Un passaggio fondamentale – osserva il dottor Agrusti – per stimolare dove assente e sviluppare dove attiva, a livello regionale, l’attività di presa in carico dei pazienti cronici, prevista peraltro dal Piano Nazionale della Cronicità del 2016 e più volte recepita negli Accordi Collettivi Nazionali vigenti. Qui in Friuli Venezia Giulia abbiamo già iniziato a svolgere dei primi passi a livello di singoli ambulatori tramite iniziative autonome di medici di medicina generale, ma vorremmo essere dotati in maniera sistemica di strumenti quali a esempio elettrocardiografi, spirometri, ecografi per evitare di spostare dal proprio paese i pazienti fragili o semplicemente anziani. Con la telemedicina si potrebbe poi monitorare nel tempo i pazienti che necessitano di particolare attenzione per poter intervenire tempestivamente in caso di necessità. Nei territori dove questi progetti sono stati sperimentati, la riduzione degli accessi in pronto soccorso o di ricoveri ospedalieri è stata confortante. Inoltre eseguire queste prestazioni per pazienti cronici nei nostri ambulatori contribuirebbe a ridurre le liste d’attesa negli ospedali».
Fa eco il segretario generale nazionale Fimmg, Silvestro Scotti: «Il lavoro che si prospetta risulta complesso e articolato. La nostra volontà comunque è quella di arrivare a una sintesi operativa, che consenta alle regioni di attivare il percorso definito dal Decreto, facilitando le negoziazioni in atto per la definizione degli Accordi Integrativi Regionali previsti dall”Accordo Collettivo Nazionale appena sottoscritto. Il criterio di autonoma organizzazione rappresenta un elemento fondamentale per noi medici di medicina generale liberi professionisti convenzionati e verrà sempre sostenuto anche su questo tavolo».

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti (primo a destra) con i colleghi incontra a Udine il sindaco Felice De Toni.

Sono indispensabili i medici di famiglia. Ma la Fimmg: “Bisogna investire di più”

Oggi, 19 maggio, si celebra la Giornata mondiale del medico di famiglia e anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato nazionale del settore che in regione conta più di 300 iscritti) prende spunto dalla ricorrenza per ricordare quanto sia stata fondamentale la medicina di base durante le fasi più acute dell’emergenza Covid-19 e di come dovrà esserlo anche in futuro attraverso i giusti sostegni. Sostegni che proprio in Fvg, grazie allo sblocco delle indennità per i collaboratori di studio che a marzo Fimmg ha firmato assieme alla Regione, si è iniziato ad adottare. E intanto l’Istituto Piepoli certifica come l’81% dei cittadini riponga fiducia nei medici di medicina generale.

Fernando Agrusti

«Credo che questa giornata possa servire a farci riflettere, a pensare anche solo per un momento a quanto sia importante per la salute di tutti noi il medico di famiglia. Oggi forse più di ieri, a causa del Covid, possiamo capire quanto sia importante proteggere e anzi valorizzare questa istituzione del nostro sistema sanitario», afferma il dottor Silvestro Scotti (Segretario nazionale Fimmg) a cui fa eco il segretario regionale dottor Fernando Agrusti. Senza alcuna retorica, il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale fa il punto su un tema che mai come in questo momento appare in tutta la sua centralità, ma anche nella sua complessità. «Difendere la medicina di famiglia – ricorda infatti – significa proteggere il diritto di ciascuno di scegliere da chi essere seguito nei suoi bisogni di salute nell’arco di una vita e di un rapporto che, diversamente da qualunque altro ambito, si basa sulla conoscenza diretta e su di un solidissimo rapporto di fiducia tra medico e paziente».
Scotti ricorda, poi, che i medici di famiglia sono sempre presenti e lo sono sempre stati, come purtroppo testimoniano più di 370 decessi per Covid, legati a contagi che nella maggior parte dei casi si sono verificati in servizio. «La continuità è una caratteristica fondamentale del nostro lavoro – ricorda Scotti -, così come la prossimità. Il medico di famiglia è quello che trovi a studio, ma che non esiti a chiamare anche il sabato, la domenica o a tarda sera. Non un dipendente, ma un professionista al servizio della salute dei cittadini».

Parole, quelle del segretario nazionale Fimmg, che da un lato sono di ringraziamento ai tanti colleghi presenti sul territorio, e dall’altro vogliono essere di stimolo per chi nelle istituzioni è chiamato a programmare e decidere. «Troppo spesso negli ultimi anni – conclude Scotti – la medicina generale ha dovuto fare da cuscinetto a carenze strutturali ed errori di programmazione che si protraggono da decenni. La nostra soddisfazione è però nella consapevolezza di essere apprezzati dai nostri pazienti, ogni anno di più, come testimonia l’ultimo Tableau de Bord dell’Istituto Piepoli secondo il quale l’81% dei cittadini ripone in noi un’enorme fiducia».