Joibe Grasse, oggi Radio Onde Furlane ricorda la rivolta del 1511 con vari focus discutendo su lavoro, scuola, salute, ambiente, digitale e violenza di genere

Già da diversi anni, Radio Onde Furlane celebra con una programmazione dedicata una delle giornate più significative della storia del Friuli. Si tratta del 27 febbraio, l’anniversario dell’avvio della più grande rivolta popolare friulana, nel 1511, conosciuta anche con il nome di “riviel de Joibe Grasse”. La sollevazione, soprattutto nelle campagne, fu caratterizzata dalla rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali e proprio per questa ragione viene ricordata anche da Onde Furlane come Zornade Furlane dai Dirits (Giornata Friulana dei Diritti). Anche nel 2025 la ricorrenza sarà un’occasione per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli con una programmazione speciale, diffusa in gran parte del Friuli sui 90 Mhz, in Carnia sui 90.2 Mhz e sui 105.6 Mhz e in streaming, ovunque ci sia una connessione Internet, all’indirizzo www.radioondefurlane.eu

Una festa a Radio Onde Furlane.


Il palinsesto di oggi sarà introdotto alle 8 da Carli Pup, presidente di Informazione Friulana, la cooperativa editrice di Onde Furlane, e da Mauro Missana, direttore dell’emittente. Alle 8.30 l’attenzione sarà puntata sul diritto alla salute con un approfondimento a cura di Giorgia Zamparo, che si confronterà sul tema con il medico Guglielmo Pitzalis. Seguirà, alle 9, il primo spazio dedicato ai diritti linguistici, in cui Carli Pup farà il punto della situazione della comunità slovena con Antonio Banchig, presidente provinciale della SKGZ di Udine. I diritti nel mondo digitale saranno al centro della conversazione, dalle 9.30 alle 10, tra Mauro Missana e Giorgio Jannis. L’ora successiva sarà dedicata alle mobilitazioni popolari per l’ambiente, prima (dalle 10 alle 10.30)
con un focus sulla questione del progetto di polo logistico di Porpetto, di cui parleranno Pauli Cantarut e Roberto Movio del Comitato “No Polo Logistico”, e poi (dalle 10.30 alle 11) con un aggiornamento sulle azioni a difesa del Tagliamento, con Mauro Missana che raccoglierà le testimonianze di Aldevis Tibaldi del Comitato per la vita del Friuli rurale e della geologa Antonella Astori.
Il diritto all’istruzione è il tema affrontato da Caterina Giau, alle 11, con il docente dell’Università di Udine e direttore del Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli dello stesso Ateneo (Cirf), Gabriele Zanello, e la studentessa del liceo “Jacopo Stellini” di Udine, Aurora B. Si parlerà di diritti linguistici, con riferimento alla comunità friulana, dalle 11.30 alle 12, con Carli Pup, Donato Toffoli, componente del Comitato tecnico scientifico dell’Arlef, e Marco Stolfo, ricercatore dell’Università di Torino.
Dalle 12 alle 12.30 l’approfondimento, curato da Margherita Cogoi, sarà dedicato ai diritti dei lavoratori e in particolare al tema del caporalato, di cui parleranno la segretaria della Flai Cgil del Friuli Occidentale, Dina Sovran, e la rappresentante dell’associazione Terra!, Maria Panariello. Seguirà, con inizio alle 12.30, un programma dedicato ai diritti delle donne e al contrasto alla violenza di genere, a cura di Linda Zennaro, con la partecipazione della direttrice del centro antiviolenza IoTuNoiVoi di Udine, Alice Boeri, e dell’educatrice Chiara Cussigh.
Dalle 13 sarà protagonista la musica friulana e internazionale, mentre alle 14 si ricorderà la Joibe Grasse del 1511 con la lettura storica a cura di Barbara Minen. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 19, i vari approfondimenti della mattinata saranno riproposti in replica. Dalle 19 alle 20 Giorgio Cantoni affronterà il tema dei diritti e delle rivolte in musica con un’edizione speciale della sua rubrica settimanale, “Tunnel”. A seguire, la Zornade continua con tanta musica friulana e internazionale.

Dalla Giornata friulana dei diritti alla Bandiera dell’Arlef ai Comuni

Quella di domani, 27 febbraio, è una data importante nella storia del Friuli. In quel giorno del 1511, giovedì grasso, prese avvio la più grande rivolta popolare friulana, il “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, assunse un carattere di rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali friulane. Per questa ragione, ormai da un po’ di anni, Radio Onde Furlane ha scelto di celebrare il 27 febbraio come “Zornade Furlane dai Dirits” (Giornata friulana dei diritti). Anche nel 2021 per la “radio libare dai furlans” quell’anniversario sarà l’occasione per ricordare quei fatti e per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli, in Friuli e altrove nel mondo, con una programmazione speciale, tra selezioni musicali a tema e rubriche di approfondimento. In particolare, per quest’anno, la programmazione dell’intera giornata sarà dedicata al rapporto tra pandemia e diritti e al modo in cui la diffusione del Covid-19, la sua gestione e il suo contrasto hanno influito sull’esercizio dei diritti fondamentali, in Friuli ed altrove in Europa e nel mondo. La giornata sarà introdotta alle 9 dal direttore responsabile dell’emittente, Mauro Missana, e dal caporedattore, Carli Pup.

La rivolta friulana del 1511.

A partire dalle 9.30 l’attenzione sarà puntata in primo luogo su diritti, lavoro e pandemia, questione affrontata in uno speciale curato e condotto da Mauro Missana, in cui è previsto un confronto a più voci su questo tema particolarmente complesso e articolato. A seguire, dalle 10.30 saranno affrontati altri temi chiave e saranno dedicati spazi specifici alle diverse declinazioni del rapporto tra diritti fondamentali e pandemia, a partire dallo speciale a cura di Paolo Cantarutti dedicato a diritti, pandemia, istruzione ed educazione. Seguirà, alle 11, lo speciale condotto da Giorgia Zamparo riguardante diritti, pandemia e salute, che a sua volta lascerà spazio alle 11.30 all’impatto della pandemia su giovani e anziani, argomento affrontato nello speciale dedicato a diritti, pandemia e società curato e condotto da Margherita Cogoi.
Tra le 12 e le 13 ci saranno altri due approfondimenti, dedicati rispettivamente ai diritti civili e ai diritti linguistici ai tempi del Covid-19. il primo è affidato alla conduzione di Carli Pup, mentre il secondo, con inizio alle 12.30, è curato da Marco Stolfo. Seguirà, alle 13, lo speciale curato e condotto da Marta Savorgnan, in cui il tema generale del rapporto tra pandemia e diritti sarà declinato in relazione con l’ambiente.
Dalle 13.30 alle 14 sarà lasciato spazio alla musica e nella mezz’ora successiva sarà protagonista la storia, con la voce di Barbara Minen che rievocherà la rivolta della Joibe Grasse del 1511, mentre dalle 15 alle 16 è prevista una puntata speciale di Tunnel, la rubrica curata e condotta da Giorgio Cantoni, per l’occasione dedicata ai diritti in musica.
Dalle 16 alle 19 saranno riproposti gli speciali già presentati durante la mattinata, con un ordine diverso: si comincerà dal programma di Mara Savorgnan sull’ambiente, seguito da quelli di Marco Stolfo e Carli Pup, rispettivamente dedicati ai diritti linguistici e ai diritti civili, e quindi dagli approfondimenti su società, salute e istruzione, a cura di Margherita Cogoi, Giorgia Zamparo e Paolo Cantarutti. Dalle 19 alle 20 il tema dei diritti in musica sarà affrontato da Gabriella Mattioli all’interno di una puntata speciale de La Gabi teRAPia, al quale farà seguito al replica dello speciale dedicato al lavoro, a cura di Mauro Missana. Dalle 21 alle 23,la Zornade Furlane dai Dirits si chiuderà in musica con le selezioni a tema di Adrianus e Checo Tam, all’interno di una puntata speciale di Indigo/Symphony of Silence. Il tutto sarà proposto sulle frequenze di Radio Onde Furlane – i 90 Mhz in gran parte del Friuli e i 90.200 Mhz in Carnia – e sarà diffuso in tutto il mondo in streaming (www.ondefurlane.it/player). La programmazione della Zornade Furlane dai Dirits potrà essere seguita anche su tablet, smartphone, iPad e iPod attraverso la App, che permette a chiunque e dovunque di ascoltare la “radio libare dai furlans”.

Radio Onde Furlane.

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La bandiera del Friuli storico.

Sta per cominciare la consegna delle bandiere del Friuli ai Comuni che ne hanno fatto richiesta. L’iniziativa promossa dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane è stata accolta con entusiasmo dalle amministrazioni locali che in occasione del prossimo 3 aprile, giornata in cui si celebra la “Fieste de Patrie dal Friûl”, potranno così vestire a festa i propri Comuni. L’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, nei mesi scorsi, ha contattato tutti i Comuni friulani mettendosi a loro disposizione per la distribuzione del vessillo – ufficialmente riconosciuto con legge regionale – che riporta, in campo azzurro, la celebre aquila araldica d’oro con le ali spiegate. «La risposta dei sindaci è stata molto positiva – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino -. La macchina organizzativa è già in moto da un po’ e a breve cominceremo con la distribuzione, che terminerà in tempo per poter celebrare tutti insieme il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro i luoghi simbolo della Patria». La bandiera del Friuli è il settimo vessillo più antico d’Europa (1334). La sua origine risale ai tempi del Principato patriarcale di Aquileia, detto anche Patria del Friuli o Stato patriarcale friulano, il quale dal 1077 al 1420 governò come Stato sovrano il Friuli e a periodi alterni altri territori. L’esemplare più celebre e antico del vessillo patriarcale è esposto nel Museo del Duomo di Udine. L’iniziativa dell’Arlef arriva un anno dopo i festeggiamenti “virtuali” del 2020: «Quella passata è stata una festa diversa dal solito – ha spiegato infine Cisilino -, ma che ci ha mostrato tutta la straordinaria passione, il sentimento di unione e identità dei friulani». Seppur nel segno di #iorestoacasa, così come richiedeva il momento che stavamo vivendo, in moltissimi hanno risposto all’appello lanciato dall’Arlef, tanto che sono state ben oltre 500 le foto di bandiere giunte all’Agenzia da ogni angolo del Friuli, ma anche dai friulani fuori regione e dall’estero».

Eros Cisilino presidente Arlef.

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In copertina, la Joibe Grasse del 1511 illustrata da Luigino Peressini.