A Udine domani nello studio Celiberti innovativo evento dedicato a Pasolini

Il prestigioso studio udinese del maestro Giorgio Celiberti, gloria dell’arte regionale – e non solo – contemporanea, diventa palcoscenico di un appassionante e innovativo evento su Pier Paolo Pasolini, “PPP: doppia prospettiva”: l’appuntamento è per domani 31 ottobre, alle 18, con ingresso libero (ma previa prenotazione a federicasansevero@gmail.com: 70 i posti disponibili). Lo spettacolo chiude il progetto “Dos Doi Due in Uno”, proposto nell’ambito della rassegna udinese “Estate in città” e finanziato dal Comune di Udine; “PPP: doppia prospettiva” sarà poi replicato a Pasian di Prato il 4 novembre (alle ore 21, in auditorium), con il finanziamento del Comune, e a Remanzacco il 6 novembre (alle 21, nell’auditorium De Cesare), nel caso nell’ambito del progetto “Avamposto – We are standing on the edge”, finanziato dal bando regionale per le iniziative culturali dei giovani 2025 e finalizzato a reinventare il modo di raccontare la storia del Friuli Venezia Giulia nel secondo dopoguerra, trasformando eventi complessi come l’eccidio di Porzûs e la strage di Peteano in un’esperienza teatrale immersiva e interattiva. Allo scopo è stato reclutato un gruppo di ragazzi che seguiranno una formazione storica e teatrale su argomenti che collocano il Friuli al centro della storia nazionale e internazionale.

LO SPETTACOLO. C’è la questione irrisolta della morte di uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento al centro dello spettacolo-conferenza con musica dal vivo firmato da Federica Sansevero (sul palco insieme alla musicista Cristina Spadotto) e Valentina del Toso, che mettono a confronto due ipotesi nettamente diverse ma complementari: quella espressa dal pittore Giuseppe Zigaina nel saggio “Pasolini e la morte” (dove si sostiene che il letterato avrebbe pianificato la propria fine, “costruendola” come il suo ultimo capolavoro e lasciando, nelle proprie opere, indizi al riguardo, da interpretare) e quella, invece, di un omicidio legato a questioni politiche. La prima – tesi quasi esoterica, significativa anche perché immerge nel mondo sperimentale e simbolico di Pier Paolo Pasolini, documentando nel contempo come soffrisse per molteplici traumi subiti – sarà appoggiata e sviluppata da Sansevero, la seconda da Valentina del Toso.

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In copertina e all’interno due immagini dello spettacolo in programma domani.

Bellissima festa a Udine per i 25 anni della Maratonina che piace sempre più. Ancora una volta il Kenya sovrano incontrastato

Ancora una volta Kenya sovrano incontrastato. E’ stato nuovamente il Paese africano, regno dei campioni della corsa, a dominare la classifica della 25ma Maratonina Internazionale Città di Udine, aggiudicandosi l’intero podio maschile. A trionfare nell’edizione 2025 della velocissima mezza organizzata dall’Associazione Maratonina Udinese, svoltasi nella mattina di ieri, è stato Vincent Momanyi, che con la sua prestazione (1h03’11”) ha svettato sui più forti competitor fra i 1200 concorrenti, numero in forte crescita (così come la partecipazione dall’estero) rispetto a quello delle edizioni precedenti. A breve distanza di tempo dal vincitore, ha tagliato il traguardo Simon Dudi Ekidor, che ha fermato il cronometro a 1h03′ 20″. Terza posizione per Rodgers Maiyo, che ha percorso l’itinerario di gara – apertosi in piazza I Maggio e chiusosi, come di consueto, in via Vittorio Veneto – in 1h03’46”. Tra le donne la miglior performance è stata quella di Rahel Daniel, dell’Eritrea, che ha bruciato i 21.097 chilometri della mezza udinese in 1h13’46”. Argento per Mercy Jebichii, dal Kenya (1h18’48”), terza posizione sul podio per Betelhem Tenaw (Etiopia), che ha chiuso la prova in 1h20’03”.
Ottimi pure i tempi dei friulani Francesco Nardone, classificatosi decimo (1h07’33”), e a Mariangela Stirngaro (1h26’50”): per loro il Premio Faustino Anzil, riconoscimento introdotto per onorare la memoria del compianto professor Faustino Anzil, figura di primo piano dello sport regionale e nazionale – nel suo ruolo di decano dei preparatori atletici del Friuli Venezia Giulia – nonché assessore, proprio con le deleghe all’istruzione e allo sport, in Comune di Udine: Anzil fu, tra l’altro, uno dei più convinti sostenitori del “progetto Maratonina di Udine”.

I due vincitori della Maratonina di Udine.

IL PRESIDENTE DELL’AMU. Nelle parole del presidente dell’Associazione Maratonina Udinese, Paolo Bordon, il compiacimento per l’esito di un’edizione da incorniciare, «quasi da record»: «Eccellente – commenta – il riscontro delle iniziative proposte nel pomeriggio di sabato: la partecipazione è stata davvero forte, confermando il trend alla crescita progressiva registrato negli ultimi anni. Per noi questo momento comunitario che coinvolge le famiglie è la fase più bella del fine settimana della Maratonina: una presenza così alta ha rappresentato un ottimo preludio alla mezza maratona, che a sua volta ha registrato un considerevole aumento di iscritti, superando quota 1300. Rivolgo un plauso e un ringraziamento – conclude – ai tantissimi volontari che vigilano sulla buona riuscita dell’evento e naturalmente alle forze dell’ordine e del soccorso, impegnate lungo tutto il tracciato di gara per garantire massimi standard di sicurezza».

IL NUOVO PREMIO. Il riconoscimeno appena istituito e voluto dall’Ente Friuli nel Mondo per gratificare i due concorrenti friulani (maschio e femmina) arrivati da più lontano è stato assegnato a Lindo Juaraci Franceschini (dal Brasile) e a Benedetta Montich, dalla Gran Bretagna. Un premio speciale, infine, è stato conferito a due atleti che hanno partecipato a tutte e 25 le edizioni della Maratonina, Massimo De Bellis e Antonella Parrella.
Milleduecento gli atleti al via, in netta prevalenza (910) uomini. Allo start anche due runner dell’Associazione Maratonina Udinese che hanno partecipato a tutte le 25 edizioni, Antonella Parrella e Massimo De Bellis. In testa, per numero di partecipanti, la provincia di Udine (con 441 iscritti); l’analisi delle iscrizioni per regione vede svettare il Friuli Venezia Giulia (592), seguito dal Veneto (130); erano presenti anche corridori dalla Sicilia e dalla Calabria, oltre che da numerose altre regioni italiane. Quanto alla partecipazione estera, la Maratonina di Udine 2025 ha attirato runner da Austria, Kenya, Regno Unito, Serbia, Spagna, Polonia, Ungheria, Brasile e Canada. I corridori più giovani sono stati Michele Bergagnini e Victoria Zotova, classe 2006; il più attempato Flavio Milano, del 1947. E proprio oggi ha festeggiato il compleanno sul tracciato di gara Nicola Novello, del 2003.
Presenti alla partenza il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni (che ha poi partecipata alla StraUdine, conclusa in 1h20′) e l’assessore allo sport Chiara Dazzan: da entrambi i complimenti allo staff organizzatore della tre giorni di sport, «una festa per la città: è questa – hanno dichiarato – la Udine che vogliamo vedere». Speaker, come sempre, Paolo Mutton, che ha intrattenuto il pubblico con la cronaca dell’appassionante gara.

LA SALITA DEL CASTELLO. L’intenso weekend della 25ma Maratonina Internazionale Città di Udine si è aperto con la sfida agonistica della cronoscalata a invito maschile e femminile “Salita del Castello”: a segnare il record di velocità sulla rampa che porta in cima al colle è stato Samuele Anzil, dell’Atletica Malignani Libertas, con il tempo di un minuto e 1:09.180; seconda posizione per Giovanni Lops (Trieste Atletica), con 1:09.190, medaglia di bronzo per Giacomo Ieracitano (1:10.200), a sua volta in forza all’Atletica Malignani. Fra le donne si è distinta Mirian Sartor, dell’Atletica Ponzano (1:28.420); sul podio anche Laura Pavoni, dell’Atletica Malignani Libertas (argento, grazie alla sua prestazione da 1:33.900) e Francesca Gariup, dell’Atletica Malignani, terza con 1:35.620.

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Giuliano il “maratoneta”

Non ha più la verde età, ma alla Maratonina non sa rinunciare. Ecco Giuliano Gemo, socio del Club per l’Unesco di Udine con delega allo sport, durante le premiazioni con il sindaco Alberto Felice De Toni e la presidente Renata Capria D’Aronco. Tanti i complimenti per Giuliano il “maratoneta”. Anche quello di 2017-26.friulivg.it

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MINURUN DESPAR E CORSA CON IL CANE. Il pomeriggio di sabato, svoltosi come sempre alla presenza di un folto pubblico, è stato scandito dallo spettacolo della 22^ Minirun Conad (oltre 450, numero in forte crescita rispetto allo scorso anno, i bambini che si sono sfidati su un percorso di 1 km) e della simpaticissima Corsa con il Cane: gli iscritti all’edizione 2025 della prova in compagnia degli amici a quattro zampe hanno superato il centinaio. Entrambe le gare sono partite da piazza Libertà, sviluppandosi poi nel cuore del centro storico. Nella Minirun il gruppo più numeroso fra i 27 iscritti, con 63 baby-corridori, è stato quello di Keep Moving; secondo team in classifica per entità quello dell’Uccellis di Udine (59 atleti), terzo (con 34 bambini) quello del Comune di Campoformido, che ha voluto sostenere le iscrizioni di tutti coloro che desideravano partecipare alla Minurun. Il partecipante giunto da più lontano è arrivato da Cordoba, Argentina: sul podio Santino Radevich.
Nella competizione in compagnia degli amici a quattro zampe a conquistare la prima posizione è stato Alessandro Nitri, con il meticcio Iago; secondo Gustavo Melo, con il levriero Aurora, terzo Massimo Cantarutti, che teneva al guinzaglio il labrador Viola. Premio simpatia internazionale, quest’anno: i due Golden retriever, Greg e Gary, che hanno conquistato il pubblico correndo con la maglietta della 25^ Maratonina arrivavano dagli Usa: erano al seguito dei padroni, in servizio ad Aviano da qualche mese e innamorati del Friuli; il riconoscimento per il gruppo più numeroso è invece spettato a Dreamdust’s World.

PREMIO SPECIALE AL MAESTRO GIORGIO CELIBERTI. In apertura della cerimonia di premiazioni della Corsa con il Cane e della Minirun il presidente dell’Associazione Maratonina Udinese, Paolo Bordon, ha consegnato un premio speciale all’artista di fama internazionale Giorgio Celiberti, che 25 anni fa, in occasione della prima Maratonina Città di Udine, aveva realizzato la medaglia per la gara. «Sono emozionato e commosso: è meraviglioso trovarsi fra tutti questi bambini, in un’atmosfera che trasmette allegria, gioia, vita», ha dichiarato il maestro fra gli applausi.

IL SUCCESSO DELLA STRAUDINE. Partecipatissima, come sempre, la StraUdine Città Fiera Mega InterSport, che ha ricalcato, su un circuito di 10 km, l’itinerario di gara della Maratonina (con start e traguardo negli stessi punti della mezza, in piazza I Maggio e in via Vittorio Veneto): 650 gli atleti cimentatisi nella non competitiva. Record di giovinezza fra i partecipanti per una bimba nata lo scorso giugno e già portata in gara da un genitore, di anzianità per Giuliano Gemo, classe 1941. Primo gruppo per numero di iscritti quello del Pozzuolo Basket, secondo AMV, terzo MostroRun.

QUALCHE NUMERO. Oltre 400 persone, tra volontari e forze dell’ordine, hanno prestato servizio sull’itinerario della Maratonina; il Lions Club Udine Duomo ha messo a disposizione uno staff medico coordinato dal dottor Giovanni Castaldo, e tanti operatori della Croce Rossa Italiana hanno vigilato sulla sicurezza della due giorni di sport. Sul tragitto della mezza udinese l’AMU ha posizionato oltre 1000 transenne. Sette bancali di acqua erano a disposizione degli atleti lungo il tragitto e al ristoro finale. Come già negli anni scorsi le sacche gara consegnate ai partecipanti alla Maratonina erano all’insegna del green, in cotone, nel solco dell’impegno dell’AMU alla sostenibilità. La stessa logica ha guidato la scelta dei bicchieri e del materiale (inclusi piattini e posate) utilizzato nei punti ristoro: tutto compostabile. L’iniziativa si avvale del supporto di Eco Fvg.

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In copertina e qui sopra due belle immagini dell’affollatissima partenza della gara in piazza I Maggio sotto il Castello di Udine.

(Foto Agnese Dini)

Omaggio di grandi artisti a Pasolini a 50 anni dalla morte: la “colomba della pace” di Celiberti a San Giovanni di Casarsa

A San Giovanni di Casarsa, fino al 24 giugno, negli spazi del Centro comunitario parrocchiale, è visitabile la mostra “I giorni che volano via come ombre. Omaggio a Pasolini”, che vede protagonisti tre grandi nomi dell’arte contemporanea friulana: Giorgio Celiberti, Cesare Serafino e Angelo Toppazzini. I tre artisti erano presenti oggi all’inaugurazione e il maestro Celiberti, ricordando la grande figura del poeta e regista, ha disegnato una “colomba della pace” per tutta la comunità di Casarsa regalandola al sindaco Claudio Colussi, il quale ringraziando ha sottolineato il valore di questa mostra così illustre. Un’altra opera è stata donata alla Par San Zuan tramite il suo presidente Marco Francescutti.
È intervenuto, portando il suo saluto, anche il presidente del Centro studi Pasolini Marco Salvadori, il quale ha anticipato alcune delle iniziative legate al cinquantesimo dalla morte del poeta. Il consigliere comunale delegato ad eventi e associazioni ha illustrato il progetto di questa mostra, mentre il critico Boris Brollo ne ha spiegato gli intenti artistici.  L’esposizione è stata voluta e sostenuta dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Par San Zuan e la Parrocchia di San Giovanni Battista.

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In copertina, Giorgio Celiberti mentre disegna la “colomba della pace”; all’interno, il grande artista con i colleghi Cesare Serafino e Angelo Toppazzini, autorità e ospiti a San Giovanni di Casarsa.

Arte contemporanea, omaggio a Pasolini con opere di Celiberti, Serafino e Topazzini a San Giovanni di Casarsa dove oggi parte la storica “Fiesta di San Zuan”

L’omaggio di grandi artisti a Pier Paolo Pasolini, nell’anno in cui ricorre il 50° anniversario dalla morte, arricchisce l’edizione 2025 della tradizionale “Fiesta di San Zuan” a San Giovanni di Casarsa. Da oggi al 24 giugno, negli spazi del Centro comunitario parrocchiale, sarà visitabile la mostra “I giorni che volano via come ombre. Omaggio a Pasolini”, che vede protagonisti tre grandi nomi dell’arte contemporanea friulana: Giorgio Celiberti, Cesare Serafino e Angelo Topazzini. L’esposizione è stata voluta e sostenuta dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Par San Zuan e la Parrocchia. L’inaugurazione ufficiale si terrà domani, alle 19, alla presenza del critico d’arte Boris Brollo.
«Siamo orgogliosi di ospitare nel nostro Comune questa mostra – afferma il sindaco Claudio Colussi – la quale racconta grazie alla firma di tre maestri la ricchezza artistica che da sempre caratterizza il nostro territorio friulano. Un tributo a Pasolini reso realtà grazie alla sensibilità di tre grandi dell’arte contemporanea regionale, tutti insieme per la prima volta a San Giovanni in un contesto come quello della sagra che permetterà a molte persone di avvicinarsi alle loro opere». «La mostra, partendo dal doveroso omaggio a Pasolini in questo anno dedicato alla sua memoria – aggiunge il consigliere comunale delegato alle associazioni ed eventi, Antonio Deganutti – è anche un invito alla scoperta della bellezza e alla riflessione attraverso l’arte. Inoltre, rappresenta un motivo in più per visitare San Giovanni nei giorni della festa patronale, ricca di proposte a partire, per l’appunto, da quelle artistiche. Grazie alla Par San Zuan per aver curato la preparazione e la logistica della mostra».


Il percorso espositivo propone un dialogo visivo e poetico tra tre linguaggi pittorici differenti ma profondamente intrecciati: le opere materiche e simboliche di Celiberti, i paesaggi intensi e lirici di Serafino e l’energia dinamica e strutturata di Topazzini. Una narrazione per immagini che rende omaggio non solo alla pittura contemporanea friulana, ma anche alla figura di Pier Paolo Pasolini, poeta, intellettuale e regista che trascorse gli anni della sua giovinezza proprio tra Casarsa e San Giovanni, dove compose le prime opere di poesia e prosa. Come detto, la mostra sarà visitabile fino al 24 giugno nei locali parrocchiali durante gli orari di apertura dei festeggiamenti. Ingresso libero.
Da oggi al 24 giugno San Giovanni di Casarsa accoglie, dunque, la “Fiesta di San Zuan”, la storica sagra organizzata dalla Par San Zuan con il sostegno del Comune di Casarsa della Delizia, della Parrocchia di San Giovanni, delle realtà associative locali a partire dalla Pro Loco e di numerosi sponsor. Palcoscenico della manifestazione sarà il Centro comunitario parrocchiale dove verranno proposti oltre cinquanta eventi tra musica, cultura, sport e enogastronomia. L’edizione 2025 assume un valore ancora più speciale per due ricorrenze. Lo scorso gennaio, infatti, la Par San Zuan, con il suo presidente Marco Francescutti e i tanti volontari, ha ricevuto il Diploma Humanitas, riconoscimento all’impegno civico e culturale sul territorio. Inoltre, quest’anno si celebra il 30° anniversario del Bivacco Elidio Francescutto, il cui ricordo sarà rinnovato con un’escursione commemorativa alla casera domenica 7 settembre.

Pier Paolo Pasolini


Grande protagonista sarà come sempre la musica, con un cartellone che spazia dal rock al ballo liscio con alcune tra le band e le orchestre più seguite: Toys Planet Queen (7 giugno), gli Absolute 5 (13 giugno), Exes (20 giugno), Stefano e i Nevada (21 giugno) e Gimmy e i Ricordi (22 giugno). Tra i concerti più attesi, il 19 giugno andrà in scena lo “X Music Festival – Generazioni in musica”, evento speciale per i trent’anni del Progetto Giovani, realizzato con L’Arte della Musica all’interno della rassegna “Note Sconfinate”. Non mancheranno neppure le esibizioni delle scuole di ballo come quelle della “Scuola di ballo dei campioni” di San Vito al Tagliamento e Oasi Danza di Casarsa.
Diverse anche le proposte culturali. Oltre all’evento di punta, con la mostra d’arte “I giorni che volano via come ombre. Omaggio a Pier Paolo Pasolini”, di cui si è detto all’inizio, martedì 10 giugno, alle ore 21, spazio al teatro con lo spettacolo “Intrigo Internazionale” della compagnia dell’Oca Selvaggia, con la partecipazione del coro Vocal Pop “Voci D’Accordo” e dalla Band Acustica. Un altro momento da segnare in agenda è giovedì 12 giugno, alle 21, all’interno del Duomo, si terrà la seconda edizione del Festival Giovanni Fabris. Intitolato “Speranza: tra fede e carità”, l’evento ruoterà attorno al tema del Giubileo 2025.
Anche lo sport e le attività all’aperto avranno un ruolo centrale. Domenica 8 giugno, dalle 9 alle 19, si correrà la staffetta 10x1h “Sport e Donazione”, promossa dall’Avis di Casarsa-San Giovanni. Il 15 giugno è attesa la 36ª edizione della storica marcia non competitiva “Vieni e Cammina”, con quattro nuovi percorsi di 6, 8, 12 e 18 km che attraverseranno rogge, campagne e, per la prima volta, anche l’area dell’aeroporto militare “Francesco Baracca”. Domenica 16 ci sarà invece l’Agritour, la cicloturistica tra le campagne con soste gastronomiche organizzata in collaborazione con la sezione locale della Coldiretti.
Ricca, poi, l’offerta enogastronomica che va dagli gnocchi al frico con polenta, dalle grigliate di carne e pesce alle specialità austriache, oltre a pizze, panini e birre artigianali. Ci sarà anche un degustazione guidata di vini autoctoni con la Fisar Pordenone mercoledì 18 giugno alle 20 “Suoni divini: Friuli Venezia Giulia e Umbria nel calice e nell’armonia”.
II gran finale si terrà martedì 24 giugno, giorno del Patrono. La giornata si aprirà alle 19 con la Messa in onore di San Giovanni, seguita alle 20 da una cena argentina di beneficenza a base di asado, birra artigianale, organizzata dal Gruppo Scout Agesci in ricordo di Marco e Giulia, a sostegno della scuola dell’infanzia Jop. Alle 21.30 seguirà l’estrazione della tombola, mentre a chiudere in bellezza la festa sarà, alle 23, lo spettacolo pirotecnico, in collaborazione con Pro Casarsa.

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In copertina, la solenne facciata del Duomo di San Giovanni di Casarsa vestita a festa.

Niente odio ma perdono e voglia di vivere in quei diari dai Lager di Bruno Fabretti: la mostra di Luca d’Agostino allestita a Mortegliano sarà replicata anche a Nimis

di Giuseppe Longo

MORTEGLIANO – «Con mio padre l’odio non ha mai avuto partita vinta», ha detto fra commossi applausi Beppino Fabretti, l’ultimogenito dell’ex internato di Nimis spentosi l’anno scorso sulla soglia del secolo. Verissime le parole del figlio e che trovano conferma in quanto il padre ha sempre fatto, fin dal suo ritorno dalla Germania, per «ricordare perdonando perché viva la pace», come ha voluto scrivere anche sulla lapide posta sul cippo dedicato alle vittime dei Lager costruito nel lontano 1989 accanto al monumento ai Caduti di tutte le guerre del suo paese.

Presente la madre ultranovantenne, Licia, e le sorelle Anna, Bruna e Carmen, Giuseppe ha infatti preso la parola per portare il saluto della famiglia alla bellissima, ed emozionante, cerimonia di inaugurazione della mostra con gli inediti diari dai campi di prigionia del commendator Bruno Fabretti, allestita dal fotografo Luca d’Agostino nell’atrio del Municipio, proprio sotto il campanile più alto d’Italia, con la regia di Giuseppe Tirelli. Ha voluto essere presente anche l’artista Giorgio Celiberti, commosso per le parole pronunciate nei vari interventi a ricordo del deportato più famoso del Friuli, ma anche memore di quanto visto nel campo di Terezín, a pochi chilometri da Praga, che tanto ha influito sulla sua vita ma anche sulla propria arte. E del grande pittore e scultore udinese si ammirano ancora alle pareti della Casa comunale i suoi quadri con quei cuori palpitanti che parlano tanto di pace e serenità. Esattamente in sintonia con il modo di pensare di Fabretti il quale, dopo tutto, nonostante le indicibili sofferenze, ripeteva convinto che la «vita è bella». Lui stesso, infatti, aveva voluto che le note di Nicola Piovani risuonassero dall’organo del Duomo di Nimis quando la sua salma sarebbe stata accompagnata all’ultima dimora. E così la colonna sonora del pluripremiato film di Roberto Benigni è stata fra gli ultimi brani suonati anche dal quartetto Domus Musicae. Sì, perché Bruno Fabretti, pur avendo tanto sofferto nei campi di concentramento mentre il suo paese veniva dato alle fiamme, aveva avuto la fortuna di ritornare a casa, tra i propri affetti, vivendo appunto una vita bella grazie alla pace, alla libertà, alla democrazia, al benessere di cui anch’egli ha potuto fruire dopo le tragedie della Seconda guerra mondiale. Una stagione di speranza e di progresso, alimentata non dall’odio per quanto accaduto, bensì dal perdono. Dalla voglia continua di guardare sempre avanti, con fiducia.

Molto apprezzata, dunque, la mostra fotografica dal titolo Parole e Musica per un Domani “La vita di Bruno Fabretti: un ponte generazionale e sociale per una comunità inclusiva”, prodotta dal Circolo culturale Chiarisacco con partner l’Associazione culturale Le Colone, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia ed alla collaborazione dei Comuni di San Giorgio di Nogaro e di Nimis.C ome detto, Bruno Fabretti, testimone diretto dei campi di prigionia e dei Lager nazisti, si è spento il 13 luglio del 2023 a quasi 100 anni. Nato a Nimis, aveva vissuto, giovanissimo, momenti terribili durante la Seconda Guerra Mondiale. Partigiano combattente, dopo essere stato catturato dai tedeschi nel settembre del ’43, aveva affrontato la prigionia in diversi campi di concentramento tra cui Lodz, Dachau, Neuengamme, Bergen Belsen e Buchenwald. Nel suo libro, “Per non dimenticare. Diario di un deportato nei Lager nazisti di Dachau, Neuengamme, Buchenwald”, Fabretti aveva raccontato la crudeltà e l’orrore dei campi di prigionia. Aveva compreso l’importanza di non lasciare che i ricordi svanissero nel silenzio e si impegnò anche nella promozione della memoria storica e nella diffusione dei valori di democrazia, tolleranza e pace, con centinaia di incontri nelle scuole incontrando migliaia di ragazzi. La mostra fotografica raccoglie le riproduzioni di alcune pagine dello straordinario diario che lo stesso ex internato scrisse ed accompagnò con disegni propri subito dopo la liberazione.
Ha fatto gli onori di casa il sindaco Roberto Zuliani, mentre il contenuto della mostra è stato illustrato dal suo curatore, Luca d’Agostino appunto. Oltre che dallo stesso Tirelli, che ha ricordato pure la sua lunga amicizia con Bruno Fabretti. Ha preso la parola anche il consigliere regionale Mauro Di Bert (presenti i colleghi Massimo Moretuzzo e Massimiliano Pozzo), oltre a monsignor Giuseppe Faidutti, arciprete di Mortegliano. Mentre una toccante testimonianza è stata portata dai genitori di Lorenzo, lo studente morto a 18 anni proprio l’ultimo giorno di stage in un’azienda del vicino Comune di Pavia di Udine. Una tragedia che è stata affiancata a quella vissuta da Bruno Fabretti, ma con uno spirito positivo che guarda a quella luce che c’è sempre in fondo a un tunnel oscuro e che deve aiutare a superare le difficoltà, anche le più gravi, che la vita ci mette davanti sul nostro cammino.
La mostra, volutamente allestita nell’atrio del Municipio, proprio perché ogni giorno luogo di passaggio di tante persone – e aperta con un intervento alla fisarmonica di Sebastiano Zorza -. proseguirà fino al 25 gennaio prossimo. Al termine, è stato espresso l’auspicio è che la stessa possa essere esposta anche a Nimis, nel paese natale di Bruno Fabretti. La civica amministrazione allora guidata dal sindaco Giorgio Bertolla aveva, infatti, concesso il proprio patrocinio alla importante iniziativa. Ora, in attesa delle prossime elezioni, il Comune è retto dal commissario Giuseppe Mareschi, il quale ha assicurato che la mostra, appena possibile, potrà essere replicata nel paese pedemontano, magari coinvolgendo i ragazzi delle scuole. Ed è quello che avrebbe sicuramente voluto anche Bruno Fabretti, perché per lui parlare ai giovani era una ragione di vita.

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In copertina, la moglie con i figli dinanzi ai diari del marito e padre Bruno Fabretti; all’interno, il concerto di Domus Musicae, il saluto del sindaco Roberto Zuliani, l’intervento del fotografo Luca d’Agostino, curatore della mostra, monsignor Giuseppe Faidutti con l’artista Giorgio Celiberti, il saluto del consigliere regionale Mauro Di Bert. E quindi Giuseppe Fabretti mentre ringrazia per la bella iniziativa, il fisarmonicista Sebastiano Zorza e il saluto di Giuseppe Tirelli. Infine, ancora due immagini dei familiari dell’ex internato.

Giulietta e Romeo, rievocazione a Udine nello studio di Giorgio Celiberti che lancia un appello per la pace nel mondo

di Marco Morandini

UDINE – Forse era proprio il luogo più adatto per celebrare la Festa degli innamorati lo studio del grande artista friulano Giorgio Celiberti, a Udine, dove il Maestro crea le sue opere ma le propone anche agli appassionati. Un evento rievocativo del mito di Romeo e Giulietta che, come evidenziano documenti scoperti di recente, ha origini friulane e che è stato occasione per segnare un’altra tappa verso il riconoscimento della vera storia dei due innamorati, un amore reciso dallo scoppio di una guerra alla quale partecipò anche l’ufficiale veneto Luigi da Porto, autore del libretto della tragedia, che ispirò anche lo scrittore inglese William Shakespeare, e innamorato della giovane nobildonna friulana Lucina Savorgnan, alias Giulietta.

All’interno dello studio udinese è così stata rievocata la vicenda dei due innamorati, conclusasi con Lucina andata in sposa a un altro e Luigi reso invalido nel corso di una battaglia a Manzano, nei pressi del capoluogo friulano, in un territorio conteso con le truppe austroungariche. Si è trattato di una festa condotta da Laura Zanelli, presidente dell’Associazione Romeo e Giulietta in Friuli, organizzata con la collaborazione dell’Associazione Corte degli artisti presieduta da Massimo Donati, il quale nella rievocazione ha impersonato il ruolo di Romeo.
Svoltasi in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, con l’Associazione culturale La Riviera friulana presieduta da Carlo Morandini e con l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio (Arga Fvg), l’incontro ha dato modo a Giorgio Celiberti di rivolgere un vibrato appello per la pace nel mondo. Un messaggio che avrà echi lontani perché l’artista friulano è molto conosciuto nel mondo (le sue opere sono infatti presenti, tra l’altro, in Canada, in Giappone, in Australia), anche perché nei quadri e nelle sculture sono due i segnali dominanti: l’amore, simboleggiato da cuori stilizzati che si riflettono di tela in tela e richiamano il sentire dell’artista, e l’umanità ferita, dalle ingiustizie, dalle guerre e dai conflitti che non smettono di infiammare parti diverse del globo.

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In copertina e all’interno immagini della rappresentazione alla quale ha assistito, nel suo studio, anche l’artista Giorgio Celiberti assieme a un folto pubblico.

Incontro con Giorgio Celiberti oggi a Udine assieme al Mulino a Nordest

(g.l.) Incontro con Giorgio Celiberti oggi, 17 novembre, alle 18, in via Fabio di Maniago 15, a Udine. L’iniziativa è del circolo culturale Il Mulino a Nordest. L’artista Carlo Stragapede guiderà gli ospiti nello studio dell’anziano Maestro, dove si potrà dialogare con lui, e nel caveau dove vengono custoditi i dipinti più importanti degli anni giovanili. Collabora il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.
Giorgio Celiberti è nato a Udine nel 1929 e ha rivelato la sua vena artistica fin da piccolissimo cominciando da subito a dipingere e a soli 19 anni ha partecipato alla Biennale di Venezia, era il lontano 1948, la prima del dopoguerra. A partire dagli anni Sessanta si è dedicato molto proficuamente anche alla scultura, esponendo le sue opere in grandi manifestazioni in Italia e all’estero. Poco più di un mese fa, durante una cerimonia a Udine, Giorgio Celiberti aveva ricevuto dalle mani dell’assessore regionale Sergio Emidio Bini il Premio Midolini alla carriera.

Prenotazione obbligatoria (massimo 30 persone) a Luciana Variola al numero 339.1244284.

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In copertina, l’artista Giorgio Celiberti mentre riceve dall’assessore regionale Bini il Premio Midolini alla carriera.