Foresta dei Giusti, oggi Maniago ricorda Gino Strada il medico di Emergency che soccorreva le vittime dei tanti conflitti

Meno di quattro anni fa, il 13 agosto 2021, si spegneva in Francia Gino Strada, una delle personalità più autorevoli nel dibattito intorno alle guerre del nostro tempo e alle conseguenze che i conflitti comportano per la popolazione civile: medico cardiochirurgo, aveva scelto di specializzarsi poi nella chirurgia traumatologica proprio per potersi prendere cura delle vittime delle guerre e operare personalmente nella medicina d’urgenza. Dopo lunghi anni spesi in prima linea con il Comitato internazionale della Croce Rossa nelle aree di conflitto aveva infine fondato Emergency, nel 1994, assieme alla moglie Teresa Sarti, con l’obiettivo primario di portare un’assistenza medica eccellente e gratuita a tutte le vittime dei conflitti e delle mine antiuomo. Il suo impegno umanitario non è stato dimenticato, e torna adesso al centro del progetto della Foresta dei Giusti in Friuli Venezia Giulia”, ideato e promosso da Damatrà onlus con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura.
In collaborazione con il Comune e la Biblioteca Civica di Maniago, il prossimo appuntamento è in calendario oggi, 24 aprile, alle 10, nel giardino della Biblioteca, dove un Bagolaro sarà intitolato a Gino Strada. Nell’ambito del progetto, infatti, gli alberi della Memoria vengono intitolati a persone esemplari del mondo, i “Giusti”, che ci aiutano a promuovere i valori della sostenibilità e i diritti dei cittadini del mondo. Alla intitolazione parteciperanno 42 studenti delle classi 4^ e 5^ delle Scuole Primarie, che in questi mesi hanno preso parte al progetto insieme ai loro insegnanti. L’intitolazione, proposta nell’ambito dell’articolato cartellone “La memoria del legno 2025”, è aperta alla partecipazione del pubblico. Gli studenti racconteranno al pubblico la storia di Gino Strada e tutti, grazie all’uso di smartphone e cuffie audio, potranno ascoltare le storie di chi si prende cura delle foreste in Friuli Venezia Giulia, racconti che diventeranno un podcast a cura dei giovani artisti di Invasioni creative, online dal mese di giugno sul sito https://lamemoriadellegno.damatra.com

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Gino Strada nasce il 21 aprile del 1948 a Sesto San Giovanni. A 18 anni sa già che vuol diventare medico e si iscrive alla facoltà di Medicina dell’Università Statale di Milano. Si laurea nel 1978 e nel 1988, si indirizza verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Per affinare le tecniche cardiopolmonari e della medicina d’urgenza si trasferisce negli Stati Uniti, alle università di Stanford ed Pittsburgh. Successivamente si sposta all’Harefield Hospital del Regno Unito e dopo qualche anno al Groote Schuur Hospital di Città del Capo, in Sudafrica. Tra il 1989 e il 1994 Gino lavora con il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: in Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Angola, Somalia e Bosnia-Erzegovina. Queste esperienze le racconterà nel libro Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra (Feltrinelli, 2000). Nel 1994, con il bagaglio di conoscenze ma anche di orrori accumulati nel corso dei suoi viaggi nei teatri di crisi, insieme alla prima moglie, Teresa Sarti, e ad altri amici fonda l’associazione Emergency. Emergency è pensata come entità indipendente da chiunque, opera innanzitutto in Ruanda, durante il genocidio. Il team si sposta, poi, in Iraq, Cambogia e nel 1998 in Afghanistan. Nel 1999 Gino Strada fonda la prima clinica di Emergency nel mondo e, in particolare, allestisce un centro chirurgico per vittime di guerra ad Anabah, nella Valle del Panshir. La sua fama di medico in Afghanistan è molto forte, tanto da concedergli un’autorevolezza con tutti, compresi i talebani. Quando nel marzo 2007, nei dintorni di Kabul viene sequestrato il giornalista Daniele Mastrogiacomo, Gino è uno dei mediatori con i rapitori, per favorire la sua liberazione. Nel corso degli anni Emergency aprirà in Afghanistan altri tre ospedali, un Centro di maternità e una rete di oltre 40 posti di primo soccorso. Nel 2009 la moglie di Gino Strada, Teresa Sarti muore e dopo un anno la presidenza di Emergency passa alla loro figlia, Cecilia. Negli anni successivi Gino Strada comincia a lavorare per l’apertura del Centro Salam di cardiochirurgia, in Sudan, il primo Centro di cardiochirurgia totalmente gratuito in Africa. Nel 2014 si reca in Sierra Leone, dove Emergency è presente dal 2001, per l’emergenza ebola. Muore improvvisamente il 13 agosto 2021 mentre si trova a Honfleur, in Francia, all’età di 73 anni, a causa di problemi cardiaci. La sua scomparsa non ha frenato le attività di Emergency, che proseguono nel suo nome.

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In copertina, il medico Gino Strada che stamane viene ricordato a Maniago.

Ora Casarsa è più cardioprotetta con il nuovo defibrillatore di San Giovanni

A San Giovanni di Casarsa si è completato l’iter per l’installazione del nuovo defibrillatore in un’area accessibile a tutti nelle sede dell’associazione Laluna. Il dispositivo, donato dall’amministrazione comunale, renderà ancora più cardioprotetto il territorio di Casarsa della Delizia. Questo nuovo defibrillatore ora si trova esposto sotto il porticato di ingresso alla comunità alloggio Cjasaluna in via Runcis e sarà al servizio di tutta la comunità. «Vogliamo che la Laluna – ha spiegato il presidente Francesco Osquino – diventi sempre più un punto di assistenza per il benessere e la sicurezza dei cittadini. Crediamo si debba sostenere la campagna per la presenza e l’utilizzo di defibrillatori nei luoghi pubblici come quella portata avanti sia dalla nostra amministrazione comunale di Casarsa della Delizia, che ringraziamo ancora una volta per la donazione, che dall’onorevole Roberto Novelli relatore alla Camera insieme all’onorevole Mara Lapia della legge 116/2021 sulla diffusione dei defibrillatori. Per questo abbiamo scelto di posizionare il nostro in un punto di facile accesso a tutta la comunità di San Giovanni che vorremmo ne potesse beneficiare così come ai tanti visitatori che animano i nostri spazi».
Salvavita moderni con un sistema in grado, una volta staccati, di connettersi con un operatore della centrale del Suem e guidare passo dopo passo il cittadino che lo sta usando, sono fondamentali salvavita in caso di infarto. Infatti, la defibrillazione precoce può anche quadruplicare la sopravvivenza oltre a ridurre significativamente le gravi conseguenze neurologiche legate alla privazione di ossigeno che il cervello subisce durante l’arresto cardiaco (il quale rimane, in Italia, una delle principali cause di morte, con il 34,8% dei decessi). «La tecnologia ci mette a disposizioni defibrillatori di ultima generazione – ha concluso Erika Biasutti, direttrice de Laluna -, abbiamo scelto di installarne uno, proprio convinti che sia importante, come associazione che opera in questo territorio, fare la nostra parte per il “bene” della nostra comunità e perché crediamo sia importante promuovere una cultura della prevenzione e volta alla sensibilizzazione sull’importanza del primo soccorso».

Ricordo di Gino Strada
fondatore di Emergency

A Casarsa della Delizia si ricorderà a quattro mesi dalla scomparsa il fondatore di Emergency, Gino Strada, con una serata a sostegno della stessa associazione umanitaria, in cui riflettere su dove va il mondo e capire se ci sono persone interessate per formare, anche in Friuli Venezia Giulia, un gruppo di sostegno per sostenerne le attività solidali. Appuntamento venerdì 10 dicembre, alle ore 20, con ingresso libero al teatro comunale Pier Paolo Pasolini con un approfondimento iniziale grazie alla presenza, direttamente dalla sede nazionale, di Paola Feo, responsabile coordinamento volontari di Emergency e don Pierluigi Di Piazza, direttore del centro di accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano. Intervistati dal giornalista Giuseppe Ragogna racconteranno al pubblico il loro modo di essere al fianco del prossimo. A seguire il concerto dell’EmFaber Band, realtà musicale friulana nata proprio per raccogliere fondi per Emergency e omaggiare al contempo le canzoni senza tempo di Fabrizio De Andrè. La compagnia teatrale L’Oca Selvaggia di Casarsa curerà delle letture di approfondimento mentre una documentazione fotografica “Testimonianze sull’attività di Emergency” sarà allestita in collaborazione con il Circolo Fotografico F64 della Pro Casarsa.

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In copertina, il nuovo defibrillatore installato nella sede dell’associazione Laluna a San Giovanni di Casarsa.

La salute è (ancora) un diritto? Domani viaggio con Cirri su Rai3

La salute è (ancora) un diritto? Tutti ce lo siamo chiesti nelle settimane più intense della crisi pandemica Covid-19. Mentre le terapie intensive erano sull’orlo del collasso, e gli italiani in lockdown sull’orlo di una crisi di nervi, migliaia di medici e infermieri che abbiamo applaudito dai balconi e definito eroi con il loro coraggio e la loro tenacia hanno contribuito, anche a costo della vita, a farci pensare che sì, la salute in Italia sia effettivamente un diritto, tutelato dalla carta costituzionale e, nei fatti, dal Servizio sanitario nazionale istituito per legge il 23 dicembre 1978. Che in un anno garantisce 23.600.000 accessi al pronto soccorso, 53 milioni di giornate di degenza e 579 milioni di ricette.
Da tempo un cittadino qualunque, Massimo Cirri – nella vita psicologo ma anche ideatore e conduttore di un programma cult della radio italiana, Caterpillar, in onda su Rai Radio2 – aveva iniziato ad interrogarsi su questa straordinaria macchina, il Servizio sanitario nazionale, che fornisce cure, assistenza, accertamenti, medicine a tutti e senza chiedere denaro. Una malattia grave, di quelle che interrogano sulla vita e sulla morte, ha attraversato Massimo. È stato curato bene, è guarito. È tornato a fare il suo lavoro di conduttore radiofonico. Quest’anno Massimo Cirri, come tutti, ha trascorso mesi chiuso in casa, mentre medici e infermieri si spendevano senza sosta per salvare vite. Offrendo, così come prima del virus, prestazioni completamente gratuite a cittadini che non devono esibire coperture assicurative o bancomat per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute e alle cure.

Massimo Cirri

Ma da dove arriva questa visione del mondo? Ce lo racconta il documentario “Quello che serve. Un viaggio nelle radici del Servizio sanitario nazionale”, in onda in anteprima su Rai3 domani 29 maggio alle 23.15, scritto da Massimo Cirri con Chiara D’Ambros che firma la regia, condotto dallo stesso Cirri attraverso dialoghi e visite in molte sedi della sanità pubblica, da Milano a Ravenna a Padova, Vicenza, Recoaro e Schio, attraversando un appassionato Nord-Est che prima del Coronavirus scendeva in piazza per difendere il Servizio sanitario dalle politiche di esternalizzazione e privatizzazione. Interrogandosi sulla natura, sui presupposti e sulla portata del Servizio sanitario nazionale, Massimo Cirri incontra Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Michael Marmot, Giacomo Grasselli, anestesista rianimatore e coordinatore delle terapie intensive della Lombardi. E intervista gli operatori dell’elisoccorso di Ravenna, che ti vengono a prendere in 8 minuti al costo di 3 euro e mezzo all’anno a cittadino. Visita il Centro cardiochirurgico d’eccellenza di Padova, ritrova le due oncologhe dell’Istituto Tumori che lo hanno curato – per dir loro della gratitudine –, conversa con due infermiere, un’ostetrica e una mamma che si ricorda com’era prima, quando il Servizio sanitario nazionale non c’era: figure che definiremmo “ordinarie” della sanità di ieri e di oggi, e che subito ci sembrano straordinarie per impegno e umanità.

Alla ricerca delle radici profonde del Ssn, Cirri ritrova poi una donna coraggiosa, Tina Anselmi, ritrova Aldo Aniasi e una Repubblica partigiana, ci permette di scoprire piccoli grandi esempi dello straordinario capitale umano che incarna il valore profondo di questa risorsa pubblica. Ci porta così a ragionare su un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, nessuno escluso: un Ssn a lungo dimenticato, dato per scontato, minacciato ma anche difeso strenuamente quando attaccato nelle sue prerogative di servizio pubblico. Riscoperto nel difficile periodo di pandemia. Ma riusciremo a ricordarcelo, dopo? Il viaggio nel Servizio Sanitario Nazionale è scandito dalle musiche di Stefano Bollani. Altan firma l’immagine portante del documentario e la compagnia di danza Arearea le coreografie.

ECCO CHI SONO

Massimo Cirri

Psicologo, conduttore radiofonico, scrittore e autore teatrale. È nato il 27 dicembre 1958 a Carmignano, in Toscana. Inizia la sua attività radiofonica negli anni ’80 a Radio Popolare, parallelamente a quella di psicologo. Dal 1997 lavora a Radio2, dove crea Caterpillar, il programma che ha lanciato “M’illumino di meno”, e di cui è ancora conduttore. Nel 2007 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della Città di Milano.

Chiara D’Ambros

Film Maker, collabora con Report Rai3, dal 2017. Autrice e regista teatrale e radiofonica per Rai Radio2 e Radio3, dal 2010. Nata il 22 aprile 1978 a Valdagno, consegue nel 2009 un dottorato in Sociologia presso l’Università di Padova. Collabora dal 2014 con la testata online Globalist. Co-autrice di AAV storia di una B.rava R.agazza”, spettacolo vincitore della prima edizione del Premio Dante Cappelletti, nel 2004. Autrice e regista del documentario “Deai, Incontri. Un viaggio in Giappone”, 2016.

QUEL CHE SERVE. UN VIAGGIO NELLE RADICI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
IN ONDA: Rai 3, venerdì 29 maggio ore 23.15
di Chiara D’Ambros e Massimo Cirri, regia di Chiara D’Ambros, con Massimo Cirri
e con Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Micheal Marmot e molti operatori del Servizio sanitario nazionale.

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In copertina, Massimo Cirri mentre incontra i medici in un ospedale.