Efasce Pordenone, Angioletto Tubaro (già sindaco di Casarsa) raccoglie il testimone di Gino Gregoris che resta in consiglio

Angioletto Tubaro è il nuovo presidente di Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti), che dal 1907 aiuta i corregionali e i loro discendenti emigrati nel mondo. La nomina è avvenuta a Pordenone durante la prima riunione del nuovo consiglio direttivo, eletto durante l’assemblea ordinaria dello scorso 24 gennaio. Tubaro ha ricevuto il testimone da Gino Gregoris, presidente uscente in carica dal 2019, che però rimane consigliere. Il consiglio ha inoltre confermato quale vicepresidente Luisa Forte mentre Claudia Viol è la nuova segretaria succedendo a Vera Turrin, la quale ha ricevuto l’incarico speciale per le pratiche di cittadinanza e rapporti con il personale della Curia della Diocesi di Concordia Pordenone. Il Comitato esecutivo oltre che da Tubaro, Forte e Viol è composto dai consiglieri Daniela Francescutto e Diego Comuzzi.
Laureato in Giurisprudenza e coniugato, Tubaro risiede a Casarsa della Delizia, città di cui è stato sindaco nei periodi 1990-1995 e 2007-2012. Già dirigente dell’Ater Pordenone, nella sua carriera è stato anche assessore della Provincia di Pordenone nel periodo 1997-2007. Consigliere dell’Efasce uscente, nelle citate elezioni – a cui hanno partecipato 230 votanti compresi gli esponenti dei Segretariati che hanno potuto votare dall’Estero – è stato il più votato con 161 preferenze.


«Ripartiamo – ha affermato il neopresidente – dal programma con cui ci siamo presentati alle elezioni e che è in continuità con quanto realizzato dal consiglio uscente. Al presidente Gregoris un grande grazie per il suo impegno in anni non facili, contraddistinti in primis dalla pandemia e in cui l’attività di Efasce, grazie al gran lavoro svolto, è rinata. Lavorerò insieme non solo con il Comitato esecutivo ma con tutto il consiglio, in cui ogni membro è importante per portare avanti specifici progetti. I corregionali sparsi nel mondo sono un tesoro inestimabile per la nostra realtà pordenonese e regionale. Mantenere vivo il loro legame con la terra d’origine è per noi un dovere ma anche una grande opportunità, visti la ricchezza culturale e lo scambio di conoscenze che con loro abbiamo ogni volta che ci incontriamo. Proseguiremo nell’opera di rafforzamento della rete di contatti con i nostri Segretariati all’Estero nel duplice impegno di preservare la memoria dei protagonisti dell’emigrazione storica e di coinvolgere sempre più gli emigranti del nuovo millennio. Fondamentale il rapporto con i nostri partner istituzionali della Regione, Comune di Pordenone, Fondazione Friuli, Diocesi di Concordia Pordenone, Camera di Commercio di Pordenone Udine, i Comuni del territorio e Bcc Pordenonese Monsile che ci sostengono nei nostri progetti e con i quali siamo pronti a progettare il futuro».
Questo, dunque, il consiglio direttivo al completo: Angioletto Tubaro, Luisa Forte, Gino Gregoris, Elena Marzotto, Vera Turrin, Didier Regini, Diego Comuzzi, Claudia Viol, Fernanda Colussi, Daniela Francescutto, Giuseppe Gaiarin. Il nuovo collegio dei Revisori dei conti è composto da Alberto Bidin, Federico Borean e Giorgio Zerio.
«Sono stati cinque anni davvero intensi – ha afferma il presidente Gregoris, nel fare un bilancio della sua esperienza – nei quali asnsieme al direttivo uscente, ai nostri uffici e al rapporto con i nostri Segretariati sparsi per il mondo abbiamo posto le basi per l’Efasce del futuro. Il tutto con il fondamentale sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e della Fondazione Friuli, Camera di Commercio di Pordenone Udine e della Bcc Pordenonese Monsile, oltre ai Comuni del territorio. Non va dimenticato lo storico legame con la Diocesi di Concordia Pordenone, che ci ospita nella sua Curia. Questo nostro ente nacque nel 1907 a San Giovanni di Casarsa della Delizia per iniziativa di un gruppo di sacerdoti e di laici quale Segretariato dell’Emigrazione. Lo scopo era quello di aiutare, nelle diverse fasi del loro viaggio compresi gli aspetti burocratici, gli emigranti che partivano dalle nostre terre. Dopo 118 anni questa vicinanza ai discendenti di chi è partito allora come anche ai protagonisti della nuova emigrazione, specialmente giovani, non è venuta meno».
Il presidente uscente ha sfogliato l’album dei ricordi. «L’Incontro con i corregionali del 2020 – ha raccontato Gregoris – che riuscimmo comunque a fare in Fiera a Pordenone nonostante la pandemia, collegandoci online con chi non poteva essere presente e avendo alcuni ospiti dai Paesi europei che erano comunque riusciti ad essere con noi. Un bell’esempio di resilienza come anche, sempre online, i corsi di italiano e cultura friulana per i discendenti dei nostri emigranti o le interviste effettuate sempre online a diversi dei corregionali partiti per l’estero e che si son messi in luce a livello professionale o le ricette della tradizione locale proposte con un interessante videoblog. E, poi, la gioia di poter di nuovo ospitare i corregionali a partire dall’estate del 2022, con i progetti di recupero delle proprie radici sostenuti dalla Regione con visita ai borghi da cui sono partiti i loro avi, come anche la felicità di andare a trovarli non solo in Europa, ma anche in Sudamerica assieme al vescovo di Concordia Pordenone Giuseppe Pellegrini o a Dubai per la nascita del primo Segretariato Efasce in Asia».
Il tutto senza dimenticare l’approvazione del nuovo Statuto. «Approvato all’unanimità nell’aprile del 2023 – ha aggiunto Gregoris – e che ha confermato lo spirito del nostro Ente, facendo anche nascere la nuova Consulta dei Segretariati la quale potenzia il dialogo tra questi e l’Ente stesso. Il tutto con lo sguardo rivolto al futuro. Rimarrò comunque all’interno dell’Efasce per dare il mio contributo – ha concluso il leader uscente – al nuovo presidente Tubaro scelto dal nuovo direttivo in questa fase di passaggio di consegne: continueremo questo lavoro di squadra sempre per il bene dei nostri corregionali».

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In copertina, Angioletto Tubaro con Gino Gregoris; all’interno, il nuovo consiglio direttivo dell’Efasce Pordenone.

Chievolis oggi si illumina per Natale abbracciando gli emigranti pordenonesi con presepi, storie e musica gospel

Chievolis di Tramonti di Sopra, piccolo borgo immerso nelle Dolomiti Friulane, si prepara a vivere un Natale davvero speciale che unisce le generazioni e riduce le distanze. Oggi, 15 dicembre, si terrà infatti un evento dedicato ai suoi abitanti, vicini e lontani, con un focus particolare sull’emigrazione e sulle tradizioni locali. Perché per Chievolis l’emigrazione è stata una parte fondamentale della sua storia: molti abitanti hanno lasciato il borgo alla ricerca di una vita migliore, portandolo però con sé in un pezzo del cuore. L’iniziativa, promossa da Efasce Pordenonesi nel mondo e dalla Società Operaia di Chievolis, prevede una giornata ricca di appuntamenti: dalla Messa animata dal coro “InCanto” alla passeggiata tra i vicoli adornati dai presepi artigianali, fino alla videoconferenza con gli emigranti all’estero e al concerto gospel conclusivo. Un evento sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
«Quest’anno vogliamo celebrare il Natale come un momento di incontro e di condivisione, unendo le nostre radici con lo sguardo rivolto al futuro – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris -. L’emigrazione è stata ed è ancora una parte importante della nostra storia regionale e vogliamo onorare coloro che hanno lasciato la propria terra per cercare fortuna altrove, mantenendo però vivo il legame con la loro terra d’origine. Sarà molto emozionante il concerto del coro gospel perché molti dei brani che canteranno sono dedicati anche ai nostri emigranti, per celebrare l’universalità del Natale e il valore di sentirsi a casa, ovunque ci si trovi».
Il programma prevede alle ore 15.30 la Messa allietata dalle voci del coro “InCanto” di Fiume Veneto. A seguire, una passeggiata tra i vicoli di Chievolis per ammirare i presepi artigianali che si concluderà con la benedizione nella piazzetta del paese. Alcuni presepi sono un richiamo al tema dell’emigrazione e al legame con la terra natia. Alle ore 17.30, la breve lezione “Storie di Emigrazione e Radici” nella sede della Società Operaia. Maria Grazia Toneatti racconterà al pubblico i sacrifici e la speranza degli emigranti che hanno portato il Friuli nel mondo. Alle 18, la videoconferenza con gli Emigranti corregionali che vivono all’Estero. Grazie all’Efasce Pordenonesi nel mondo e alla Società Operaia di Chievolis con la collaborazione dell’associazione “Amici di Tamarat”, sarà possibile interagire con chi vive lontano, condividendo racconti di vita e il forte legame con il borgo.
A seguire, Davide Ermacora, studioso del folclore friulano, accompagnerà il pubblico in un viaggio tra folclore e credenze popolari friulane: un tuffo affascinante nelle storie degli esseri soprannaturali che abitano l’immaginario del Friuli. Alle 19.30, un momento conviviale con un brindisi natalizio e di seguito alle 20.45, il coro gospel “Revelation Gospel Project” di Casarsa della Delizia si esibirà nella Chiesa parrocchiale di Chievolis. Le loro voci potenti e coinvolgenti accompagneranno in un viaggio musicale attraverso le tradizioni afroamericane.

Bartolomeo di Panigai, il gesuita geografo venerdì sera in un filmato a Pravisdomini

Alla riscoperta di un illustre friulano che svolse un ruolo importante nell’era delle grandi esplorazioni geografiche. Venerdì 18 ottobre, alle 21, nella Sala consiliare del Municipio di Pravisdomini – con entrata libera – si terrà la prima proiezione de “La Grande Linea” documentario storico–culturale dedicato a padre Bartolomeo di Panigai. Originario proprio di Pravisdomini – località caratterizzata dal celebre palazzo della nobile famiglia e dove la piazzetta è a lui dedicata (con il nome di Bortolo) -, Bartolomeo è stato una personalità poliedrica del 18° secolo. Fu infatti gesuita, matematico, fisico, cartografo, geografo, astronomo, naturalista, diplomatico, giurista, retore, filosofo e teologo. Il suo massimo incarico nel 1750, quando tracciò in Sudamerica i confini (la grande linea per l’appunto) tra Impero spagnolo e Impero portoghese. L’opera audiovisiva è stata ideata da Diego Comuzzi, Mara Gobbo e Loris Tesolin. Gli autori hanno voluto riportare alla luce questo personaggio oggi quasi dimenticato, le cui idee e azioni hanno avuto influenze sulla storia dell’Europa, dell’America Latina e in generale della civiltà occidentale.

IL PROGETTO – «Siamo lieti – ha affermato il presidente di Efasce, Gino Gregoris – di essere parte di questo progetto, valorizzando una figura “ante litteram” di Pordenone nel mondo che si è fatto onore come molti altri emigranti nostri corregionali dopo di lui. Gli autori del documentario, con il loro lavoro, ci ricordano che la storia non è solo un insieme di date e vicende, ma è pure la narrazione della nostra identità, delle nostre tradizioni, delle persone che hanno reso la nostra terra speciale. È un patrimonio inestimabile che in questo modo possiamo custodire e tramandare alle nuove generazioni».
«Un progetto – gli ha fatto eco Alvaro Cardin, presidente dell’Accademia San Marco – di vasto respiro che abbiamo sostenuto con piacere e che ripercorre avvenimenti di un periodo fondamentale nella costruzione della civiltà occidentale. La vita di padre Bartolomeo fu anche un primo contatto tra le nostre terre e il Sudamerica, poi punto di arrivo per molti nostri corregionali i cui discendenti ancora oggi vivono laggiù».
«Nel ringraziare l’Accademia e l’Efasce per quest’opera che valorizza il nostro territorio – ha aggiunto il sindaco di Pravisdomini, Davide Andretta – desidero sottolineare come Panigai sia ancora oggi un punto culturale importantissimo della nostra zona. Il bellissimo Palazzo Panigai-Ovio è tutt’ora impregnato di quella secolare storia di cui Padre Bartolomeo ha scritto pagine memorabili: basti pensare che sul suo lavoro ancora oggi certi confini sono tracciati. Grazie al documentario vi è la possibilità di approfondire una figura che esporta il nome del nostro Comune addirittura ben oltre i confini nazionali ed è evidente che per l’Amministrazione Comunale di Pravisdomini ciò è un vanto».

L’OPERA – Gli autori Diego Comuzzi, Mara Gobbo e Loris Tesolin spiegano come il documentario, della durata di 45 minuti, sia stato realizzato unendo parti selezionate del copioso carteggio intercorso tra padre Bartolomeo e la famiglia con le riprese dei luoghi originali delle vicende narrate (Argentina, Brasile, Rio delle Amazzoni, Comunità indigene, Venezia, Lisbona, Istanbul e Cividale). La sceneggiatura è stata scritta utilizzando quasi integralmente i passaggi originali tratti da documenti ed epistole di Bartolomeo, conservati nell’Archivio di Stato di Udine.
“Padre Bartolomeo – spiegano gli autori – è figlio delle nostre terre e lo percepiamo proprio leggendo le sue lettere, personali e intime. Anche se aristocratico, appartiene comunque a un mondo contadino e agreste, decisamente lontano dalle maniere dell’urbe: per questo ci appare convincente e credibile. Divulgare la sua storia, alle nostre genti e ai nostri giovani, ci sembra un atto dovuto”.
La trama del documentario si sofferma anche su altri eventi peculiari, quali la complessità tecnica della demarcazione, la delicata questione delle Riduzioni degli indigeni Guaranì in Paraguay (raccontata nel celebre film The Mission), l’espulsione dei gesuiti da molti regni europei e dalle loro colonie e, successivamente, la soppressione della Compagnia di Gesù.

La serata è organizzata grazie alla collaborazione tra Comune di Pravisdomini, Accademia San Marco di Pordenone ed EFASCE (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti), con l’importante sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, ITAS Assicurazioni, Unsic FVG, Villa Maria Spumanti e Unipromos ETS.

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In copertina, la chiesetta di Panigai di Pravisdomini che appare nel documentario.

Raccontare il Friuli con il mosaico: da oggi dieci opere di William Bertoia esposte a Parigi con Efasce Pordenone

“La mosaïque du Friûl à Paris – Raccontare il Friuli attraverso il mosaico”: oggi e domani le opere del maestro mosaicista William Bertoia, originario di Valvasone Arzene, saranno protagoniste nella capitale francese. A rendere possibile questo prezioso momento d’incontro grazie all’arte sarà l’Efasce – Pordenonesi nel Mondo che nel contesto della mostra di Bertoia ha organizzato anche un convegno, dei laboratori di mosaico e un incontro con i corregionali che vivono e lavorano in Francia. Sostengono il progetto la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Fondazione Friuli. La mostra si terrà nella Librairie Italienne Tour de Babel, specializzata in volumi di autori italiani, situata in Rue du Roi de Sicile. Sarà visitabile fino al 10 novembre
«Un’iniziativa – afferma il presidente di Efasce, Gino Gregoris, assieme alla vicepresidente Luisa Forte che sta seguendo nel dettaglio il progetto – che ci rende particolarmente orgogliosi, visto che non solo il mosaico è una delle grandi eccellenze del Friuli Venezia Giulia ma è anche stato protagonista della storia dell’emigrazione friulana. Proprio Parigi è stata infatti una delle mete più illustri, con le sue committenze destinate a importanti luoghi pubblici e grandi palazzi privati. E poter fare questo omaggio alla nostra storia grazie alla collaborazione con un grande artista come William Bertoia rende ancora più importante questo momento in cui promuoveremo la cultura friulana e ovviamente quella italiana a Parigi, incontrando al contempo i nostri corregionali che là vivono e lavorano».
Al centro della mostra 10 opere – le quali sono sia riproduzioni di importanti quadri che reinterpretazioni o nuove creazioni – tutte realizzate totalmente in mosaico da parte di Bertoia. Si tratta di una serie di lavori che Bertoia ha intrapreso al momento della pensione, dopo aver dato vita durante la sua carriera a stupendi mosaici in Italia e all’Estero con la ditta Friul Mosaic di San Martino al Tagliamento, fino al capolavoro della cupola di Nostra Signora di Aparecida, il più grande Santuario mariano del mondo che si trova nello Stato di San Paolo in Brasile. Inoltre, Bertoia è autore di diversi libri, romanzi e saggi tra cui “Meraviglie del Mosaico – viaggio nella storia dell’arte musiva”. Impegnato da anni in varie forme di volontariato, ha avviato gratuitamente all’arte del mosaico numerosi giovani in Sud America.

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In copertina, il maestro mosaicista William Bertoia protagonista a Parigi.

Pordenone, una festosa accoglienza ai corregionali di Efasce giunti in visita alle bellezze Fvg nella terra dei loro padri

Alla fine avranno visitato varie località del Friuli Venezia Giulia – tra le quali quelle da cui partirono i loro avi – la trentina di corregionali all’estero provenienti da 4 Paesi accolti da Efasce-Pordenonesi nel Mondo con i progetti Alla ricerca delle proprie radici (dedicato ai giovani) e Destinazione Friuli Venezia Giulia (per le famiglie) provenienti da Brasile, Canada, Stati Uniti e Uruguay. A Pordenone hanno vissuto l’avvio ufficiale del loro soggiorno che durerà fino al 18 luglio. I progetti sono sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dallo stesso Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli e con realizzati coinvolgendo anche l’Eraple regionale. Ad accoglierli nel municipio di Pordenone durante il loro primo giorno di visita l’onorevole Emanuele Loperfido, a nome del Comune di Pordenone, membro del direttivo di Efasce. Loperfido ha portato un saluto carico di emozione e amicizia. «Queste iniziative sono estremamente importanti – ha affermato – poiché permettono ai discendenti di scoprire e riscoprire i luoghi e le radici dei loro avi, consolidando così i rapporti con la nostra terra, potenziando la nostra lingua all’estero, stringendo legami culturali e talvolta anche commerciali, generando grande beneficio per tutti. Insomma, un esempio concreto di integrazione e amicizia». A seguire il Comune ha donato ai partecipanti una pubblicazione sulla città.

Si tratta del clou dell’attività estiva dell’Efasce, che ogni anno ospita i corregionali in questo tour che porterà i partecipanti anche a visitare la sede del Consiglio regionale a Trieste, dopo aver fatto tappa a Polcenigo, Sacile, Vajont, Poffabro (dove ci sarà anche lo spettacolo di Efasce Brasile in lingua friulana Il puls e il pedoli con la consegna del libretto al sindaco Sandro Rovedo, mentre l’attrice Marta Riservato farà la lettura scenica dopo una breve introduzione di Dani Pagnucco sulle “parlate del friulano”), Spilimbergo con la Scuola Mosaicisti, incontrando anche i vari sindaci e amministratori nelle località citate. E poi Redipuglia, Cividale, Udine, Villa Manin, Aquileia, San Vito al Tagliamento e Sesto al Reghena per poi avere il momento conclusivo con la consegna dei diplomi di partecipazione a Pordenone prima della partenza. Ad accompagnarli il presidente di Efasce Gino Gregoris e la vice Luisa Forte assieme ad Elena Marzotto, alla guida Simonetta De Paoli e ai membri della segreteria e del consiglio.
«Ogni anno come fosse la prima volta – afferma il presidente Gregoris – rimaniamo colpiti dalle emozioni che ci trasmettono questi amici provenienti da oltreoceano, i quali spesso vedono per la prima volta i luoghi raccontati loro dai propri genitori o nonni. Questi progetti sono preziosi per rinsaldare antichi legami e fare nuove amicizie. Tutti, quando ripartono, sentono ancora di più il Friuli Venezia Giulia come la loro terra d’origine. Di solito accompagnavamo la loro visita all’Incontro con i corregionali all’Estero, momento di riflessione che invece abbiamo deciso questa volta di vivere in maniera diffusa con una serie di convegni di approfondimento direttamente nei Paesi in cui vivono a lavorano i nostri corregionali: siamo appena tornati dalla Spagna e dalla Romania, mentre nel 2023 eravamo stati nel Regno Unito, Francia e Sudamerica. Altri convegni seguiranno».
I corregionali nel corso degli ultimi mesi hanno seguito dei corsi di lingua italiana e su cultura e storia del Friuli Venezia Giulia, coordinati dalla professoressa Elena Marzotto (che ha condotto anche un corso di conversazione) e tenuti dalle professoresse Adriana Parisi e Daniela Turchet e dal professor Marco Coral. Anche questi corsi sono stati finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli.

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In copertina e all’interno alcune immagini della visita dei giovani corregionali Efasce nel palazzo municipale di Pordenone.

Guerra in Ucraina, dibattito a Bucarest con i friulani della Romania. Armanaschi rappresentante nella Consulta Efasce

Grande successo a Bucarest, all’hotel International, per il convegno organizzato da Efasce – Pordenonesi nel mondo sul tema “Vivere ai margini di un conflitto” con la relazione del professor Guglielmo Cevolin, docente universitario di diritto costituzionale pubblico e presidente del gruppo studi storici Historia. Per l’Efasce sono intervenuti la vicepresidente Luisa Forte ed il consigliere Angioletto Tubaro, portando il saluto del presidente Gino Gregoris. Hanno partecipato all’incontro i rappresentanti di ben 13 Segretariati (articolazione territoriale dell’Efasce nel mondo) romeni, discendenti della storica emigrazione friulana in questo Paese iniziata alla fine dell’800 e proseguita fino alla vigilia della seconda guerra mondiale.


Anche durante il lungo periodo della dittatura comunista – durante la quale era proibito mantenere i contatti con l’Italia – i corregionali del Friuli Venezia Giulia hanno saputo conservare la propria identità, lingua e cultura. Contatti che sono stati ripresi, con la caduta della Cortina di ferro, all’inizio degli anni Novanta tramite il consigliere Efasce Pergiorgio Zannese.
Anche di questo si è discusso nel convegno, al quale hanno inoltre partecipato Gianni Calderone, presidente Com.It.Es (Comitati degli Italiani all’estero) della Romania e Cesare Insinsola del Patronato Inas/Cisl di Bucarest. La relazione del professor Cevolin – che ha analizzato l’attuale stato del conflitto in Ucraina e i rapporti all’interno di Nato e Ue di Italia e Romania anche a fronte di possibili escalation – è stata molto apprezzata e ha dato spunti per un intenso dibattito. Nella seconda parte della giornata di lavori ha avuto luogo un proficuo dialogo con i Segretariati nel corso del quale è emersa la volontà di dare continuità all’esperienza delle comunità friulane in Romania coinvolgendo le giovani generazioni. Inoltre, sono stati trattati alcuni problemi contingenti quali la riacquisizione della cittadinanza italiana alla quale i nostri connazionali hanno dovuto rinunciare durante il periodo comunista.
Infine, è stato illustrato il nuovo statuto dell’Efasce, in particolar modo il ruolo della Consulta dei Segretariati. Con l’occasione Giulio Armanaschi, che da oltre trent’anni anima e coordina l’attività dei segretariati rumeni, è stato indicato rappresentante della Romania nella Consulta.

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In copertina e all’interno immagini del convegno Efasce tenutosi in Romania.

Memorie di un emigrante, soldato e riformista: domani a Casarsa il diario di Gioacchino Marino Francescutti

In un libricino ha raccontato, in prima persona, la sua storia, la sua infanzia trascorsa nella campagna friulana, l’esperienza di soldato, i suoi viaggi di emigrante da San Giovanni di Casarsa fino in America speranzoso di condizioni di vita migliori. Un diario passato poi al nipote il quale, dopo averlo custodito gelosamente, ora ha deciso di condividere con tutti questa preziosa testimonianza dell’emigrazione dal Friuli verso il mondo.
Sarà presentato domani, alle 20.30, a Casarsa nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich “Gioacchino Marino Francescutti. Memorie di un emigrante, soldato e riformista”, edito da Efasce – Pordenonesi nel mondo quale seconda uscita della sua collana di diaristica “Testimoni” (sostenuta dalla Regione Fvg, Fondazione Friuli e Bcc Pordenonese Monsile). L’evento è in collaborazione con la Città di Casarsa della Delizia.
A raccontare la figura di Francescutti sarà proprio il nipote, Gioacchino Francescutti, già vicesindaco e attuale consigliere comunale, che ha permesso la conservazione delle memorie dello zio, scritte in prima persona con uno stile vivido e ricco di spunti di riflessione. Un’esistenza segnata dalle esperienze forti della guerra e dell’emigrazione, fino alla decisione di tornare stabilmente nella sua San Giovanni, che lui chiama “terra dei fiori e del sole”. “America ricca di moneta ma povera di umanità, vale più un giorno nella terra dei fiori e del sole che mille anni nella terra della carne a volontà”, scrisse infatti nel suo diario.
A dialogare con Gioacchino Francescutti sarà Elena Marzotto che assieme alla vicepresidente di Efasce Luisa Forte ha curato il volume. La stessa Forte interverrà per presentare il progetto editoriale “Testimoni Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”. Interventi di saluto a cura del sindaco Claudio Colussi e del presidente di Efasce Gino Gregoris. Ingresso libero.

FamigliAmo, molto prezioso
il servizio di preaccoglienza

La conclusione dell’anno scolastico 2024-25 porta anche la fine del servizio di preaccoglienza nelle scuole dell’Istituto comprensivo di Casarsa della Delizia da parte dei volontari dell’associazione FamigliAmo. Si tratta di 26 volontari, chi da più o meno tempo pensionato o veterani del servizio, che a turno quotidianamente in questi mesi hanno accolto ragazze e ragazzi che arrivano di buon orario nella scuola primaria di Casarsa e San Giovanni e alla secondaria di primo grado di Casarsa. Un modo per aiutare le famiglie che non avrebbero la possibilità di accompagnare i figli a scuola all’orario di apertura. Il presidente Pietro Fabris coadiuvato da Sonia Tonnellotto, Nadia Bottiglia e Mara Colussi dal 2018 coordinano questo gruppo di volontari, che per la fine dell’attività si è ritrovato per una serata in compagnia.
“Un contributo davvero prezioso – ha affermato il sindaco Claudio Colussi – quello che ogni giorno i volontari di FamigliAmo danno all’intera comunità, garantendo un servizio importante in ambito scolastico con disponibilità, gentilezza e attenzione alle esigenze dei più giovani. A nome dell’Amministrazione comunale ringrazio loro e l’associazione per quanto d’importante fanno con grande generosità”.
Da ricordare come FamigliAmo svolga anche una serie di iniziative per le famiglie in collaborazione con il Progetto giovani e l’Amministrazione comunale e più recentemente di come si sia concretizzata la collaborazione con la scuola materna Sacro Cuore di Casarsa.

Scuola, bilancio positivo
per il sostegno pomeridiano

Si è chiuso l’anno scolastico 2023-2024 con un bilancio positivo per il Ssep ovvero il Servizio di Sostegno Socio Educativo Pomeridiano che ha coinvolto ben 80 minori del Comune di Casarsa della Delizia. Il servizio, in carico al Servizio Sociale dell’ambito territoriale “Tagliamento”, è affidato alla Cooperativa Sociale “Il Piccolo Principe” con la collaborazione dell’Istituto Comprensivo Pier Paolo Pasolini, del Comune di Casarsa e dell’associazione di volontariato Il Noce.
Le attività di doposcuola sono state festeggiate con un grande momento di incontro multicolore per gli studenti delle scuole primarie e delle scuole medie frequentanti il servizio, le loro famiglie ma anche gli insegnanti referenti, l’assessore alla politiche sociali, il presidente del Noce, gli educatori e i volontari. I bambini delle scuole primarie hanno avuto la possibilità di giocare a tennis e a bocce al centro sportivo di Casarsa, mentre gli alunni delle medie si sono ritrovati nella sede del Progetto Giovani, per giocare a piccoli tornei di giochi in scatola o giochi sportivi nel giardino del centro di aggregazione.
“Anche quest’anno abbiamo voluto festeggiare insieme a tutti i nostri ragazzi e ai loro genitori, la fine del doposcuola – ha affermato Luigino Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa nonché coordinatore del Servizio -. Ringraziamo di cuore le associazioni locali di bocciofila e di tennis che hanno permesso ai nostri bambini di sperimentare questi due bellissimi sport e cogliamo anche l’occasione per ringraziare i tanti volontari, quest’anno più di una trentina, che si sono dati da fare per aiutarci in questo servizio così importante per la nostra comunità”.
Il Ssep (Sostegno Socio Educativo Pomeridiano) è un servizio storico per la comunità casarsese: attivato dall’associazione Il Noce 38 anni fa è diventato in seguito un servizio comunale con la compartecipazione di servizi sociali, scuole, cooperativa e associazione ed ha l’obiettivo di sostenere e supportare i ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali. Quest’anno scolastico, sono stati 80 gli iscritti al servizio ovvero 43 alunni delle scuole primarie e 37 delle scuole secondarie di primo grado. Il servizio si è svolto per le scuole primarie nella sede dell’associazione di volontariato Il Noce e nella sede del Centro sociale in via Mantegna a San Giovanni nei pomeriggi di martedì e giovedì e il sabato mattina (per gli studenti a tempo pieno). Per le scuole secondarie di primo grado, il doposcuola si è svolto 3 giorni a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) sempre in entrambe le sedi. Oltre alle quattro educatrici, vi è un coordinatore e i tanti volontari che si avvicendano nei pomeriggi con i bambini.
“La festa finale è stato un bellissimo momento di condivisione – ha aggiunto Cesarin – e le famiglie, come da tradizione, hanno potuto partecipare al concorso “Un mondo in tavola”. Ogni anno viene chiesto alle famiglie di preparare un piatto tipico che così viene assaggiato da tutti per conoscere meglio, anche attraverso il cibo, le diverse tradizioni e culture. È stata anche l’occasione per salutare i ragazzi che hanno frequentato la terza media – ha concluso -, augurandogli di volare in alto. Qualcuno di loro aveva le lacrime agli occhi perchè per lui si chiudeva la sua frequentazione al Ssep e questo è indice del valore e del vissuto di questi ragazzi. Un segnale che ci ha molto commosso e reso orgogliosi: significa che questi bambini e ragazzi si trovano davvero bene e hanno avuto un’ottima esperienza e risposta da questo servizio”.

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In copertina, la bella fotografia d’epoca con cui si presenta il diario del casarsese Gioacchino Marino Francescutti.

Vivere ai margini di un conflitto: oggi un convegno di Efasce Pordenone a Bucarest

Com’è la situazione dei corregionali del Friuli Venezia Giulia nell’Est Europa, area al centro di tensioni internazionali ora acuitesi ulteriormente con la guerra in Ucraina? “Vivere ai margini di un conflitto” è il convegno che Efasce – Pordenonesi nel mondo ha organizzato a Bucarest per oggi 22 giugno. L’evento si terrà all’Hotel International e vedrà la partecipazione di autorità rumene e italiane, nonché di esponenti della comunità di corregionali residenti in Romania (appartenenti principalmente all’emigrazione storica friulana che fino alla prima metà del Novecento ebbe questo Paese come una delle mete di approdo).

Luisa Forte e Gino Gregoris

La delegazione, partita da Pordenone, è guidata dalla vicepresidente Efasce Luisa Forte e dal consigliere Angioletto Tubaro, assieme a Guglielmo Cevolin – professore aggregato di Istituzioni di Diritto pubblico e vicedirettore del Master in Intelligence and Emerging technologies dell’Università di Udine, nonché presidente di Historia LiMes Club Pordenone Udine Venezia – che terrà la prolusione principale del convegno.
«Un momento di approfondimento – ha affermato il presidente di Efasce, Gino Gregoris – che analizzerà le ripercussioni socio-economiche del conflitto russo-ucraino sulla Romania, con particolare attenzione all’area est e nord-est del Paese, dove sono presenti numerosi Segretariati Efasce». «Seguirà un dibattito – ha aggiunto Luisa Forte – su come i discendenti degli emigrati pordenonesi stiano vivendo questa situazione. Dialogando con i presidenti dei Segretariati analizzeremo la situazione attuale e le prospettive future nel quadro dei mutati scenari socio-politici».
Inoltre, sarà presentato il nuovo Statuto Efasce che prevede la Consulta dei Segretariati: per essa sarà designato il rappresentante per la Romania. Conclusione dei lavori a cura del consigliere Angioletto Tubaro, mentre l’organizzazione è a cura del referente locale Efasce Giulio Armanaschi, il quale porterà il saluto iniziale mentre l’introduzione ai lavori, prima dell’analisi del professor Cevolin, sarà della vicepresidente Luisa Forte.

Efasce di Madrid e Barcellona dalla transizione ecologica al digitale. Boer e Rambaldini sono i nuovi leader

Luca Boer, originario di Tamai di Brugnera, è il nuovo presidente del Segretariato di Madrid, mentre Andrea Rambaldini, di Prata di Pordenone, è il nuovo presidente del Segretariato di Barcellona: questa la nuova organizzazione in Spagna di Efasce – Pordenonesi nel Mondo che proprio a Barcellona ha tenuto a fine aprile un convegno assieme ai corregionali espatriati del Paese Iberico intitolato “Vivere e lavorare in Europa nel tempo della transizione ecologica e digitale: l’esperienza in Spagna”. Al termine dei lavori sono avvenute le nomine dei due presidenti.

“Il convegno – ha raccontato Gino Gregoris, presidente Efasce – è stato l’occasione per riflettere sul concetto di “migrante”, superando la visione tradizionale di persona che si sposta solo per necessità e ragionando sul nuovo termine di espatriati. Si è invece valorizzato il concetto di migrante come individuo che si trasferisce all’estero per diverse ragioni, tra cui l’esperienza personale, scolastica e professionale. La nostra attenzione si è concentrata in particolare sull’Europa e sui giovani, considerando la generazione Erasmus come propulsore per la creazione di un’unità di valori e propositi europei”.
“Abbiamo quindi ragionato – ha aggiunto Luisa Forte, vicepresidente Efasce – di come oltre all’assistenza sociale e culturale, Efasce sia sempre più una rete di opportunità, esperienze e formazione per i corregionali all’estero. L’obiettivo è quello di creare relazioni stabili con enti istituzionali, enti culturali, educativi e business school sul territorio. L’evento ha permesso di avviare un dialogo costruttivo e di gettare le basi per una sempre più stretta collaborazione con i nostri referenti in Spagna”.


I Segretariati sono l’articolazione dell’Efasce all’estero e nell’occasione è stata presentata anche la Consulta dei Segretariati, previsto dal nuovo Statuto dell’Ente. Luca Boer, come detto originario di Tamai di Brugnera, è Ceo di una azienda che opera nelle consulenze nell’ambito della trasformazione digitale delle aziende. Vive in Spagna da quasi trent’anni. Andrea Rambaldini, appunto originario di Prata di Pordenone, è commercialista in ambito contabile e fiscale. Dopo oltre dieci anni di lavoro a Londra per importanti società di revisione contabile, trasferito in Spagna da circa due anni. Per la Spagna è anche il referente della Consulta dei Segretariati.
Insieme a loro è intervenuta, per raccontare la propria esperienza in Spagna, Daniela Scarabino. Originaria di Pordenone, è Booking & Company manager di una delle più importanti compagnie teatrali spagnole. Vive in Spagna da vent’anni. Al convegno presenti corregionali espatriati di Barcellona e Madrid. In collegamento da Murcia Maria Chiara Ponga originaria di Trieste, ma i cui genitori vivono a Cordenons, e da Santa Cruz Tenerife Lucio Marrone, campione di hockey a rotelle e già giocatore del Pordenone, oggi amministratore di due aziende, consigliere del Comites e del Consolato di Arona.

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In copertina, Gino Gregoris con Luca Boer; all’interno, i partecipanti al convegno Efasce, il presidente con Andrea Rambaldini e corregionali in Spagna.

Alluvioni in Brasile, Efasce Pordenone avvia una raccolta di fondi per aiutare i friulani del Rio Grande do Sul

I loro avi erano partiti da Pordenone e dal resto del Friuli occidentale in cerca di una nuova vita, ora loro hanno perso tutto: grave la situazione nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, a causa di una serie di alluvioni che hanno portato a centinaia di morti e dispersi, milioni di sfollati e danneggiamenti, con molte cittadine ancora isolate. Qui, terra storicamente di emigrazione dal Nordest d’Italia, vivono tanti nostri corregionali, diversi dei quali parlano il “talian”, lingua locale riconosciuta dallo Stato e basata su veneto e friulano.


Con loro il presidente di Efasce – Pordenonesi nel Mondo, Gino Gregoris, si è prontamente messo in contatto attraverso Argel Rigo, coordinatore Efasce per il Brasile, e scrivendo loro un commosso messaggio. Efasce ha anche avviato una raccolta fondi per rispondere alle esigenze dei corregionali che hanno bisogno ora di diverse cose. Per cui chi volesse contribuire può versare un contributo al c/c intestato a: Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti Iban IT56S0835612500000000009175 Causale: “Alluvionati Brasile RS”. Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile.
«State affrontando una immane tragedia e noi vi siamo vicini con il cuore e con il pensiero – ha affermato Gregoris scrivendo ai corregionali in Brasile -. Vogliamo essere vicini a voi cari amici dell’Efasce, ma anche a tutta la popolazione che in questo momento sta soffrendo per la perdita dei loro cari, delle loro case e del loro lavoro. Mi consola soltanto il fatto che, dai vostri messaggi che ho letto, ho capito che la speranza è ancora viva, ma ancora più viva è la forza ed il coraggio di ricominciare a lavorare e lottare per superare questo momento così difficile. Vi scrivo in concomitanza con il 6 maggio, anniversario del terremoto che nel 1976 ha colpito il nostro Friuli. Colpito ma non battuto. Con la volontà, la tenacia, la forza dei friulani siamo riusciti a ricostruire la nostra amata terra. Sono sicuro che voi, discendenti di questo popolo e discendenti delle genti venete, troverete la forza per lasciarvi alle spalle questo doloroso momento». Altri messaggi di sostegno sono arrivati dal Segretariato Efasce di Montevideo-Uruguay, Segretariati in Argentina e dagli altri Segretariati del Brasile.

 Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti Iban IT56S0835612500000000009175 Causale: “Alluvionati Brasile RS”. Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile.

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In copertina e all’interno immagini delle zone alluvionate in Brasile.