Famiglie in difficoltà e minori: c’è una proficua sinergia tra le cooperative Acli

Unire le forze per rispondere con ancora più energia ai bisogni del territorio, in particolare per quanto riguarda i minori e giovani di famiglie in difficoltà: dopo il periodo di collaborazione degli ultimi anni tra le due realtà, la cooperativa Laboratorio Scuola ha fatto confluire le proprie attività nella cooperativa sociale Acli di Cordenons. Una scelta che permette ai 21 dipendenti di Laboratorio Scuola di continuare la propria attività all’interno della cooperativa pordenonese e di proseguire così in un utile servizio per le comunità di Pordenone e Maniago in questo periodo in cui l’emergenza Covid-19 sta acuendo difficoltà economiche e psicologiche nelle famiglie.

“Si tratta di una fusione operativa – ha spiegato la presidente di Laboratorio Scuola, Agnese Francescato, che è anche direttrice della cooperativa Acli – che rappresenta l’evoluzione della stretta collaborazione attivata in questi ultimi anni. Insieme, continueremo a gestire le nostre due strutture di accoglienza a Pordenone e Maniago”. “D’ora in poi – ha aggiunto Gianni Coral, presidente della cooperativa Acli -, potremo sviluppare all’interno della nostra cooperativa le attività rivolte ai minori e alle famiglie con fragilità educative e relazionali”.

A Maniago è attivo il Centro Minori e Famiglie (MiFa), un servizio diurno a favore di minori e famiglie residenti nel territorio dell’Unione Territoriale Intercomunale delle Valli e delle Dolomiti Friulane, in collaborazione con i Servizi Sociali dell’Uti stessa. Attraverso una relazione supportiva le famiglie sono sostenute nel loro ruolo educativo e nella relazione genitori-figli, individuando le risorse ed implementando le capacità empatiche di accudimento del proprio figlio.
A Pordenone è attivo il gruppo appartamento CasaMia, che dà risposta ai bisogni dei minori che vivono presso famiglie in difficoltà o multiproblematiche. Bambini in situazione di disagio e difficoltà per i quali è impossibile, anche solo temporaneamente, rimanere presso la propria famiglia d’origine per decisione del Tribunale per i minorenni regionale.
Sempre a Pordenone è attivo pure il gruppo appartamento ComeTe, che può accogliere fino ad un numero di 9 minori di età compresa tra i 12 e i 17 anni, con possibilità di permanenza fino ai 21. Ospita solo adolescenti femmine: qui si opera per la cura, la crescita e l’autonomia della ragazza che dove è possibile ha modo di entrare in contatto con la famiglia d’origine attraverso le “visite protette”.

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In copertina, la sede della cooperativa Acli di Cordenons.

Coop Acli Cordenons in prima linea durante l’emergenza

La cooperazione è resiliente per definizione, capace di adattarsi alle esigenze concrete delle comunità al cui servizio opera. L’emergenza Covid-19 ha portato la Cooperativa sociale Acli di Cordenons, aderente a Confcooperative Pordenone, a promuovere azioni concrete a favore della cittadinanza (a partire dai soggetti fragili) sul territorio del Friuli occidentale, e non solo, dedicandosi con attenzione alle sue fasce più deboli, sia proseguendo i servizi consueti che proponendone di nuovi.
Con il supporto dell’Associazione Acli di Pordenone Aps, ha intrapreso sul territorio del Maniaghese e del Pordenonese attività di sostegno a quei cittadini impossibilitati a raggiungere gli ambulatori e i poliambulatori per recuperare le prescrizioni mediche e prenotare visite specialistiche, nonché a fare la spesa. Grazie al contributo di Coop Alleanza 3.0, con la quale è stato stilato un accordo, nelle province di Gorizia e Pordenone, gli operatori della cooperativa provvederanno alla consegna della spesa per i cittadini in difficoltà. Il tutto senza dimenticare le proprie attività consuete, con alcune di esse che sono state portate avanti attraverso la comunicazione a distanza dove è impossibile garantire il contatto fisico per le disposizioni sanitarie. Le socie-lavoratrici stanno inoltre donando il loro tempo per produrre camici monouso per l’assistenza domiciliare.
“In queste settimane – ha spiegato il presidente Gianni Coral – Cooperativa Acli ha garantito continuità nei servizi che tutelano e promuovono la salute: infatti l’accompagnamento e il trasporto delle persone in trattamento dialitico, gli interventi di assistenza domiciliare, il servizio residenziale per i disabili della comunità alloggio “Casa Padiel” di Aviano, le attività a favore dei soggetti con svantaggio psichico non si sono mai fermati. Anche nelle sue forme più “sfumate” – telefonate, messaggi, videochiamate – il contatto con l’altro in difficoltà è continuato: si pensi ai minori e agli adulti con disabilità costretti al domicilio. Con questo slancio Cooperativa Acli confida di poter essere nell’immediato futuro ancor più partner solidale della sua comunità: ad esempio, sostenendo la rete provinciale delle farmacie per la consegna a domicilio dei farmaci”.
“Esempi preziosi – ha aggiunto Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – di come la cooperazione sociale sia sempre fondamentale per garantire i collegamenti tra persone fragili e loro famiglie con la comunità di cui sono parte. L’emergenza attuale rischia di rendere ancora più pesante l’isolamento: il poter contare sugli operatori di Coop Acli come delle altre cooperative è fondamentale per tanti cittadini sul territorio”.

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In copertina, due socie della Coop Acli mentre confezionano camici.