Il Cammino di Sant’Antonio (da Gemona a Padova) unisce storia e sviluppo locale. Bini: piacciono tanto i percorsi religiosi

«Questo progetto si distingue per la capacità di fare rete, collegando territori e secoli di storia. Per questo rivolgo un plauso al Comune capofila, Gemona del Friuli, e a tutte le istituzioni coinvolte per la lungimiranza e la competenza con cui è stato portato avanti, tanto da essere ad oggi il primo cammino devozionale in Italia interamente percorribile sia a piedi sia in bici». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo ieri nella sede della Regione Fvg a Udine alla presentazione del nuovo Cammino di Sant’Antonio, itinerario di oltre 250 chilometri che unisce a piedi e in bicicletta l’omonimo Santuario gemonese — il più antico luogo di culto al mondo dedicato al Santo — con la Basilica di Padova. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Gemona Roberto Revelant, il rettore dell’Universita di Udine, Roberto Pinton, e frate Giovanni Battista Ronconi, guardiano del Santuario Antoniano.

Ufficialmente riconosciuto nel Catalogo dei Cammini Religiosi Italiani dal Ministero del Turismo e nel registro Cammini Fvg, il percorso si sviluppa in 11 tappe, di cui 5 in Friuli Venezia Giulia e 6 in Veneto, lungo un cammino di fede che vanta 800 anni di storia. Il nuovo tragitto si inserisce pienamente nelle strategie regionali di promozione del turismo lento e sostenibile, valorizzando il patrimonio culturale e naturalistico locale e generando opportunità per l’economia dei territori attraversati.
«La Regione è a fianco di iniziative come questa – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga – perché rappresentano un forte elemento di valorizzazione e promozione del territorio, attraverso una forma di turismo, quella legata all’attività lenta e all’aria aperta, sempre più richiesta e apprezzata». Come spiegato dall’assessore, la Regione già nel dicembre del 2016 ha costituito la Rete dei cammini del Friuli Venezia Giulia, con itinerari da percorrere a piedi di interesse storico, culturale, religioso, naturalistico, ambientale, paesaggistico, enogastronomico. Al momento sono 7 i percorsi riconosciuti nell’elenco dei Cammini Fvg; oltre a quello di Sant’Antonio ci sono anche la Romea Strata (cammino internazionale che attraversa 8 Stati e arriva a Roma); il Cammino delle 44 chiesette votive delle Valli del Natisone; il Cammino Celeste (che collega luoghi di culto mariani tra Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia); il Cammino delle Pievi in Carnia; il Cammino di San Cristoforo (tra Livenza e Tagliamento); la Via Flavia (da Muggia ad Aquileia).
«Questi 7 cammini – ha ricordato Bini – hanno accesso a contributi dedicati e dal 2022 è attivo un tavolo tecnico con tutti i 7 gestori per coordinare le attività di promozione e comunicazione comuni». I dati a disposizione della Regione confermano l’appeal di questo settore. «Nel 2024 – ha precisato infatti Bini – le credenziali rilasciate ai pellegrini che attraversano i sette cammini riconosciuti in Friuli Venezia Giulia hanno registrato un incremento del 15 per cento rispetto all’anno precedente, a testimonianza della crescente attrattività di questo segmento turistico».

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In copertina, il Santuario Antoniano di Gemona; all’interno, l’incontro a Udine presieduto dall’assessore regionale Bini.

(Foto Regione Fvg)

Jonathan Milan e Fabrizio Fontanot ciclista e compositore: Tarcento li ha scelti per il Premio Epifania 2025

(g.l.) Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono i titolari del prestigioso riconoscimento epifanico di Tarcento, il “cavalierato del Friuli”.  «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», ha sottolineato ieri mattina l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale sono stati comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 del Premio Epifania, illustrazione che si è tenuta nella sede di Udine della Regione Fvg.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Con l’esponente della Giunta Fedriga, erano presenti anche il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente della Pro Loco Tarcento Nazareno Orsini, l’assessore Arcella Gea per il Comune di Udine, Stefania Garlatti-Costa per Ente Friuli nel mondo, Alberto Bergamin per Fondazione Carigo e Amos D’Antoni in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
«La Regione Friuli Venezia Giulia fa parte della Commissione per l’assegnazione del Premio ed è un orgoglio rappresentare i premiati unitamente al calendario di iniziative legate all’Epifania Tarcentina 2025: insieme a Gemona del Friuli, con la Messa del Tallero, e a Cividale del Friuli, con la Messa dello Spadone, Tarcento è capitale dell’Epifania del nostro territorio – ha ricordato Barbara Zilli. Eventi dalle radici profonde, non solo ricchi di fascino e non solo un’occasione per la valorizzazione e promozione dei nostri comuni, ma anche importanti espressioni della friulanità che contraddistinguono le nostre comunità. L’impegno dell’amministrazione comunale e della Pro Loco e dei tanti volontari coinvolti nelle manifestazioni, comunicano alla collettività un forte senso di appartenenza: sono iniziative fondamentali per trasmettere in maniera viva e concreta, con passione e autenticità, i valori della friulanità ai nostri giovani». La cerimonia di consegna del Premio Epifania 2025 si terrà durante una serata programmata per il 4 gennaio prossimo, antivigilia epifanica, al Teatro Margherita di Tarcento.

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In copertina, l’assessore regionale Barbara Zilli e qui sopra gli intervenuti alla presentazione del Premio Epifania 2025.

Arturo Malignani ed Ettore Majorana nel nuovo thriller fantascientifico (domani Studio Celiberti) di Davide Borgobello

Arriva in libreria, sulle principali piattaforme digitali, “Crossroads Hotel”, l’attesissimo thriller fantascientifico firmato da Davide Borgobello, che conferma il suo talento nel creare trame dense di mistero, colpi di scena e riflessioni profonde. Il romanzo, tra i vincitori del bando nazionale “Per Chi Crea”, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Siae, che destina il 10% dei compensi per “copia privata” a supporto della creatività e della promozione culturale, sarà presentato ufficialmente domani, 20 dicembre, alle ore 18, nello Studio Celiberti, in Via Fabio di Maniago,  a Udine, alla presenza dell’autore (a causa del numero limitato di posti, è richiesta la prenotazione inviando una mail a distribuzione@kappavu.it). “Crossroads Hotel” sfida i confini del tempo e dello spazio, intrecciando il reale con l’immaginario in una narrazione avvincente e stratificata. Attraverso personaggi tormentati e una trama che si dipana tra eventi storici e suggestioni visionarie, il romanzo invita i lettori a interrogarsi sul significato delle scelte umane e sui legami invisibili che attraversano la storia.
Fulcro della narrazione è la misteriosa città di Darsenna, teatro di avvenimenti che sfuggono alla logica e che coinvolgono personaggi complessi e sfaccettati: un parroco misterioso, un poliziotto caduto in disgrazia, un giovane barista al suo ultimo giorno di lavoro. E attorno a loro, figure enigmatiche come Ettore Majorana e Arturo Malignani, che intrecciano il proprio destino con quello della città e dell’inquietante “Crossroads Hotel”, dove ogni risposta sembra aprire nuove domande. Ettore Majorana, il grande fisico (con Enrico Fermi nel celeberrimo gruppo dei “Ragazzi di Via Panisperna”), scomparso nel 1938 in circostanze mai chiarite, è al centro di uno degli enigmi irrisolti più affascinanti e misteriosi della storia italiana. Arturo Malignni, inventore e pioniere udinese, famoso per aver rivoluzionato la tecnologia dell’illuminazione, arricchisce il romanzo con la sua figura visionaria e innovatrice, legata a sorprendenti intrecci con il tempo e la scienza.
Con una scrittura densa e suggestiva, Borgobello accompagna il lettore in un viaggio tra scienza, storia e speculazione, costruendo un puzzle narrativo che tiene incollati fino all’ultima pagina. L’universo narrativo di “Crossroads Hotel” non si limita alle pagine del libro, ma si espande attraverso un articolato progetto multimediale. I lettori possono infatti esplorare la città immaginaria di Darsenna attraverso un sito web dedicato (https://www.crossroadshotel.it/darsenna/), pagine social (su Facebook e Instagram è in atto una campagna promozionale innovativa che rende Darsenna tangibile grazie alla produzione di immagini realistiche della città, generate con intelligenza artificiale) e contenuti, appunto, multimediali che arricchiscono l’esperienza del romanzo. Video esclusivi, storytelling interattivo e ambientazioni virtuali consentono di immergersi nel mondo di Darsenna. Attraverso un livello di gioco creato nel metaverso The Sandbox e ai progetti collegati si offre al lettore una prospettiva nuova e coinvolgente sulla narrazione. Un’idea innovativa che combina letteratura e tecnologia per creare un dialogo continuo con i lettori.

Davide Borgobello, nato a Gemona del Friuli nel 1989, pubblica la sua prima raccolta di racconti nel 2008. Si diploma in sceneggiatura cinematografica alla Roma Film Academy, dove si dedica alla scrittura e alla produzione audiovisiva. Dal 2016 torna in Friuli, dove sperimenta con successo diversi linguaggi narrativi, dal cortometraggio alla narrativa. Il suo primo romanzo, “Le verità degli incubi” (2022), ha riscosso ampi consensi di critica, vincendo il premio “Narrativa indipendente” e arrivando finalista al Giallo Festival di Bologna. Nel 2023 pubblica la raccolta “Dove tutto rimane. Racconti di un futuro già passato”, con Kappa Vu Edizioni, confermandosi una delle voci più interessanti della narrativa contemporanea italiana.

Kappa Vu Edizioni, casa editrice indipendente friulana attiva da oltre trent’anni, si distingue per l’attenzione alla valorizzazione di autori locali e temi legati alla storia, alla cultura e alla società del territorio. Con un catalogo che spazia dalla narrativa alla saggistica, Kappa Vu si conferma un punto di riferimento per i lettori alla ricerca di opere di qualità e dal forte radicamento culturale.

Il libro di Davide Borgobello, oltre che in libreria, è sulle principali piattaforme digitali e in pre-order al sito della Kappa Vu Edizioni (https://shop.kappavu.it/KV/prodotto/crossroads-hotel/).

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In copertina, lo scrittore gemonese Davide Borgobello autore del thriller fantascientifico.

Gemona onora Sant’Antonio di Padova nel Santuario più antico. Barbara Zilli: è un simbolo della ricostruzione

«Nella ricorrenza di Sant’Antonio da Padova, patrono di Gemona del Friuli, la comunità rinsalda la propria appartenenza al territorio nei valori della fede cristiana. Un momento spirituale, devozionale e culturale importante quello che abbiamo vissuto oggi nel Santuario più antico consacrato al Santo, uno dei simboli della ricostruzione post-terremoto». Lo ha sottolineato l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, che ieri mattina ha partecipato alla Messa solenne celebrata nella Chiesa di Sant’Antonio, a Gemona, in occasione dei festeggiamenti per il Santo protettore della cittadina pedemontana.
Con l’esponente dell’Esecutivo Fedriga, tra gli altri anche il sindaco di Gemona Roberto Revelant, diversi amministratori comunali della zona e il custode del Santuario, fra Giovan Battista Ronconi. A officiare il rito cristiano è stato il definitore padre Saverio Biasi e hanno concelebrato i sacerdoti della Collaborazione pastorale della Pedemontana, con i confratelli sacerdoti del Santuario.
«Un momento di festa come sempre molto atteso, per la comunità di Gemona del Friuli, la ricorrenza del Santo patrono: un’occasione per stare insieme ripercorrendo nella preghiera l’antica tradizione di questi luoghi sacri, consacrati nel 1248 – ha fatto notare Barbara Zilli, che è pure gemonese -. È da questa cittadina, peraltro, che si stacca il Cammino dedicato a Sant’Antonio, un percorso alle radici della fede che unisce il nostro Friuli a Padova. Il tracciato, inaugurato ufficialmente nel 2021, vede ogni anno migliaia di fedeli calcare i passi del Santo».

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In copertina, l’assessore regionale Barbara Zilli con il sindaco Roberto Revelant; all’interno, due immagini del Santuario antoniano gremito.