Si è concluso per i ragazzi di Grado e Cormons il campo estivo di Fusine che compie vent’anni. Don Nutarelli: “Grazie ai protagonisti pensando già al 2026”

(g.l.) «Un campo non è solo una vacanza, è un frammento di vita vera, fatta di relazioni, domande, sorrisi, fatica condivisa, passi nella stessa direzione. E questo campo, ancora una volta, è stato possibile grazie a una passione educativa concreta, contagiosa, viva»: è quanto afferma monsignor Paolo Nutarelli a conclusione del campo estivo che ha visto impegnati, a Fusine in Valromana, un centinaio di ragazzi di Grado e Cormons, la cittadina del Collio che ha mantenuto una proficua amicizia con don Paolo, parroco fino alla sua nomina avvenuta pochi anni fa ad arciprete della sua Isola.

«Fusine 2025 finisce oggi, ma non finisce ciò che ha generato nei cuori», ha detto il sacerdote al termine del soggiorno nella bellissima località tarvisiana, famosa per le sue montagne che si specchiano in due laghi stupendi dalle acque cristalline. E ha aggiunto: «Chi ha partecipato lo sa: un campo non è solo una vacanza, è un frammento di vita vera, fatta di relazioni, domande, sorrisi, fatica condivisa, passi nella stessa direzione. E questo campo, ancora una volta, è stato possibile grazie a una passione educativa concreta, contagiosa, viva. Voglio dire grazie agli animatori, ragazzi e ragazze di età, percorsi e storie diverse, che hanno scelto di donare il loro tempo ai più piccoli. Nel tempo delle ferie e delle vacanze, hanno deciso di esserci, con serietà e cuore. E grazie anche a chi ha lavorato dietro le quinte, nelle cucine, nella logistica, nel silenzio operoso di chi serve per amore».
Ed ecco la solida amicizia con il centro collinare. «Quest’anno – ha detto, infatti Donpi (per i suoi ragazzi) – celebriamo anche vent’anni di cammino condiviso tra Grado e Cormons. Vent’anni di collaborazione tra due comunità che credono nei giovani, che scommettono sull’educazione, che sanno camminare insieme. Fusine è il segno visibile di questo sogno comune, che si rinnova ogni estate ma vive tutto l’anno, negli oratori, nelle relazioni, nei piccoli gesti. Grazie a tutti. A chi c’era e a chi ha permesso che ci fosse. Fusine finisce oggi… ma da oggi si comincia a sognare Fusine 2026. Con lo zaino pieno di amore, di gratitudine, e di Vangelo».
Con domenica scorsa, si è dunque conclusa l’edizione 2025 dei campi estivi nell’accogliente località immersa nella millenaria Foresta di Tarvisio, che, come detto, ha coinvolto 98 ragazzi provenienti da Grado e Cormons, accompagnati da una ventina di animatori per turno. Un’esperienza intensa, vissuta tra natura, gioco, silenzi, riflessioni e tanto entusiasmo, che ancora una volta ha mostrato quanto sia fecondo il cammino condiviso tra due comunità. Fusine 2025 è stato ispirato dalle avventure di Indiana Jones e dalla ricerca del Sacro Graal, metafora di una vita vissuta come ricerca del senso profondo, della verità, dell’amicizia autentica, della Fede. Ma soprattutto è stato, come accennato, il campo del ventennale: vent’anni di collaborazione tra due comunità e soprattutto tra due oratori il Ric Cormons e lo Spes Grado, una storia di alleanza educativa che ha saputo generare legami, percorsi ed esperienze.
«Settimane intense ed impegnative, rese possibili – ha osservato infine don Paolo Nutarelli – dalla passione educativa delle persone che le hanno costruite e vissute. Animatori diversi per età e percorsi – studenti, laureandi, lavoratori – uniti da una sola passione: educare con il cuore. Con loro, i volontari della cucina, presenza instancabile e silenziosa, che con dedizione e sorrisi hanno reso ogni giornata più leggera e più buona. Nel tempo delle ferie e delle vacanze, hanno scelto di esserci per i ragazzi, di camminare accanto a loro, di accendere domande, ascoltare sogni, asciugare lacrime, condividere sorrisi. Questa è la bellezza del servizio: donarsi senza riserve, perché “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35). E se oggi Fusine 2025 finisce, non finisce la strada aperta nei cuori. Perché un campo vissuto così può orientare la vita. Perché ciò che si è vissuto resta, forma, trasforma. Questa è Fusine. Questa è la bellezza dei campi. Vent’anni di passione. Vent’anni di storie. Grazie a tutti. E avanti, sempre… con lo zaino carico di amore. Perché da oggi… si inizia a lavorare a Fusine 2026».

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In copertina, una sera di festa attorno al fuoco a Fusine; all’interno, i due gruppi di giovani di Grado e Cormons partecipanti al campo estivo e don Paolo Nutarelli.

Don Claudio Bevilacqua lascia Tarvisio, arriverà da Gemona don Iacoponi

di Giancarlo Martina

TARVISIO – Don Claudio Bevilacqua lascia la Parrocchia di Tarvisio e gli altri incarichi: al suo posto arriverà da Gemona don Alan Iacoponi. E’ stato lo stesso sacerdote ad annunciare la sua rinuncia domenica mattina ai fedeli intervenuti alla celebrazione della Messa dando lettura, a conclusione del rito, della lettera ufficiale dell’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato. Nella missiva il presule afferma che: “Don Claudio Bevilacqua ha rassegnato le dimissioni da parroco di Tarvisio e, di conseguenza, conclude anche il suo compito di amministratore parrocchiale di Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del Predil, Ugovizza e Malborghetto-Valbruna”.
Annunciando quella che è stata una novità davvero inattesa in questo momento per il Tarvisiano e la Valcanale, monsignor Mazzocato nella missiva aggiunge: “E’ una decisione frutto di un dialogo fraterno fra me e don Claudio, durante il quale egli mi ha fatto presente il peso e la fatica che da tempo sentiva gravare su di se”.
A 75 anni, dunque, don Claudio ha deciso di ritirarsi. “Per ben 17 anni – sottolinea ancora l’arcivescovo – si è dedicato al ministero di parroco di Tarvisio al quale si è progressivamente aggiunta la responsabilità di amministratore delegato di tutte le altre parrocchie della Valcanale per la scomparsa, in questi ultimi anni, di don Dionisio Mateucig, di don Giuseppe Morandini ed infine di don Mario Gariup”.

Don Claudio con l’arcivescovo. 

Espressa la personale riconoscenza a don Claudio Bevilacqua “per la sua grande disponibilità che ha sempre avuto nei miei confronti e per la generosità pastorale con cui si è speso a favore della comunità di Tarvisio e della altre comunità”, l’arcivescovo Mazzocato ha anche annunciato che il successore sarà don Alan Iacoponi, un sacerdote di 42 anni nativo della Bolivia ma che opera nella nostra Arcidiocesi, attualmente vicario parrocchiale a Gemona. Don Iacoponi avrà la responsabilità di parroco di Tarvisio, Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del predil, Ugovizza e Malborghetto-Valbruna. “A don Alan – ha spiegato infine l’arcivescovo che verrà a Tarvisio per l’ingresso del nuovo parroco – ho chiesto un compito pastorale alquanto impegnativo e lo ringrazio di cuore per avermi dato immediatamente e con serenità la sua disponibilità. Sarà coaudiuvato dagli altri sacerdoti che operano nelle comunità della Valcanale e dal diacono”.

L’annuncio della partenza di don Claudio Bevilacqua, giunto a Tarvisio nel 2002 proveniente dalle parrocchie di Sedegliano e Coderno dove aveva operato fin dal 1990, non è stata del tutto una sorpresa in quanto il parroco già nel luglio dell’anno scorso aveva comunicato che per problemi di salute non avrebbe potuto proseguire nell’impegnativo incarico ancora a lungo. Il sacerdote si ritirerà, quindi, a Flaibano suo paese di origine.

Il parroco uscente alla benedizione degli autoveicoli a Tarvisio.

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In copertina, don Bevilacqua riceve a Tarvisio monsignor Mazzocato.