Conto alla rovescia per il Giro in Friuli: sei gli appuntamenti con Dino Persello

(g.l.) Conto alla rovescia, ormai, per l’arrivo del Giro d’Italia in Friuli. E ben sei saranno gli appuntamenti con “Ciclismo è poesia” inerenti l’attesissimo passaggio della “carovana rosa” che il regista, attore e scrittore Dino Persello si appresta a presentare nelle località attraversate dai ciclisti. Il tutto avverrà in prossimità con la 19ma tappa Marano Lagunare-Castelmonte (Madone di Mont) di venerdì 27 maggio. Ecco come Persello racconta la sua passione per questo sport, il ciclismo, «dove chi cade non è per finta».
«Era l’estate del 1958 – rievoca -, avevo 9 anni… e mio padre Pompeo da grande appassionato di ciclismo mi porta con lui alla storica osteria “da Egle” a Dignano, il mio paese, a vedere in televisione (una delle prime in “loco”!) il Campionato del mondo di ciclismo professionisti su strada. Il televisore era lassù, su un alto supporto come era solito ai tempi, e a me ancora piccolo sembrava ancora più in alto!. Si correva a Reims, in Francia, e vinse per distacco Ercole Baldini, detto il “treno di Forlì”, ed i fotogrammi in bianco e nero di quelle immagini li ho ancora a fuoco nella mia mente, al pari della grande scritta: “Abbasso Coppi – Viva Bartali” che campeggiava su una parete del pollaio di casa nostra. Con un padre così, “bartaliano” risoluto, la contaminazione in merito alla passione per il ciclismo si è materializzata fin da subito, rinforzandosi nel tempo fino ai giorni nostri».
«E allora – prosegue Dino Persello – ecco qualche timida apparizione in gare amatoriali, o in memorabili “gite” spesso fuori porta alla ricerca di fantastici percorsi, ma soprattutto le annuali scorribande dolomitiche al seguito dei vari Giri d’Italia… Moser, Saronni, Argentin, Delle Case…, con mogli e amici al seguito. Tutto ciò nel secolo scorso, fin che il “Giro” non approda in modo forte e deciso sulle strade della nostra regione. Enzo Cainero è il “capitano” che porta questo evento ben 16 volte in Friuli Venezia Giulia, negli ultimi 19 anni e a cui va infinito riconoscimento. Lui è quello della transenna umana, unica al mondo: Volontari, Alpini e Protezione civile per mano a difesa degli affascinanti arrivi sulle nostre montagne. Cainero dice spesso: “A questo mondo, tutto si può copiare, tranne un territorio!”. Ecco allora che, “scarabocchiando” qualcosa sulla mia vita e sulle mie passioni, nasce questo “Ciclismo è poesia”, una combinazione di ricordi, emozioni, costume popolare, passioni, affetti per uno sport, il ciclismo, di enorme e storica valenza socioculturale. Il lavoro teatrale per tutto ciò si presenta curioso, peculiare, intimo, divertente, da non perdere». Ecco, dunque, i sei appuntamenti:

Pradielis (Lusevera)  Centro Lemgo, venerdì 20 maggio, ore 20.30
Majano Auditorium comunale, martedì 24 maggio, ore 20.30
Colloredo di Monte Albano  Castello, mercoledì 25 maggio, ore 20.30
Mortegliano piazza Verdi, giovedì 26 maggio, ore 20.30
Carlino piazza San Rocco, venerdì 27 maggio, ore 10.45
Lonzano di Dolegna del Collio Cantina Zorutti, sabato 28 maggio, ore 18

Tutti gli intrattenimenti saranno ad ingresso libero. “Ciclismo è poesia” si avvale anche degli interventi musicali alla fisarmonica del maestro Pasqualino Petris; Bellezza in bicicletta, Bartali, Come sono felice, Pedala…, ecco alcuni brani che lo spettacolo di ulteriore fascino ed eleganza artistica. Buon divertimento!

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In copertina e qui sopra (con Pasqualino Petris) l’attore Dino Persello che si prepara ai sei spettacoli programmati per l’arrivo del Giro d’Italia.

 

 

Il Friuli con i suoi confini oggi a Ginevra. E Dj Tubet canterà nella parlata di Nimis

di Mariarosa Rigotti

Il Friuli, e precisamente la realtà dei suoi confini, soprattutto a Est, al centro dell’attenzione questa sera, 8 dicembre, nell’ambito di un convegno a Ginevra organizzato da The Graduate institute e ospitato alla Maison de la Paix. Nella città svizzera, saranno illustrati anche i contributi di due friulani: Stefano Morandini e Dj Tubet, al secolo Mauro Tubetti. L’evento è inserito nelle celebrazioni per il decimo anniversario della fondazione della Sezione di antropologia e sociologia dello stesso istituto e, come viene anticipato, sarà un’occasione per conoscere le ricerche effettuate sul campo del confine nord-orientale italiano, soprattutto in relazione ai cambiamenti in atto nell’area transfrontaliera. L’appuntamento, in quella che è una delle migliori scuole post-laurea al mondo nel campo delle relazioni internazionali e dello sviluppo economico,
vedrà impegnati ricercatori locali e internazionali a confrontarsi sul tema del progetto di studio, già finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica “National Borders and Social Boundaries in Europe: The Case of Friuli” che ha coinvolto prestigiose realtà partner: Istituto di alti studi internazionali e sullo sviluppo di Ginevra, Università di Lubiana, Università di Udine e la Binghamton University dello Stato di New York.

Stefano Morandini


A Ginevra, come detto, saranno presentati anche i contributi di due friulani: appunto Stefano Morandini, ricercatore dell’istituto, e Dj Tubet, il rapper di Nimis che, come è noto, nelle sue canzoni utilizza la lingua friulana, quella parlata nel suo paese. Entrambi, diversamente da programma, visto il periodo pandemico, non saranno però presenti.  Va sottolineato a proposito del friulano di Tubet, che sarà ascoltato via video, e che pure tutti i ricercatori renderanno plurilingue l’evento: infatti, si esprimeranno ciascuno in una lingua diversa, restituendo al pubblico anni di ricerca, ponendo altresì l’accento su quel nostro confine orientale a cavallo tra Friuli e Slovenia, rappresentato dalla cosiddetta Benecija. Così, «a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, il confine del Friuli Venezia Giulia si fa meno grigio restituendo con le sue storie di frontiera un territorio che è stato: teatro di servitù e occupazioni militari vissute col timore dell’annessione alla Jugoslavia, luogo di sospetti verso slavi e comunisti, controllato da organizzazioni clandestine e scenario di un’industrializzazione mancata».
L’evento, come detto, sarà dunque incentrato sulla realtà dei confini del Friuli e vedrà la partecipazione di illustri relatori per presentare anni di ricerca sul campo. Per cui ci saranno Alessandro Monsutti, che introdurrà la serata (è full professor di antropologia dell’istituto e uno dei massimi esperti di Afghanistan e mobilità migratoria), e Jean-François Bayart, celebre politologo francese, ed ex direttore della ricerca al Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, che si focalizzerà sull’età delle frontiere. Come anticipazione, viene spiegato che «non solo contrasti e tensioni sociali segnano la storia europea lungo le linee di confine, ma la definizione di frontiere rivela anche dinamiche di scambi, contaminazioni, che si articolano in queste aree di congiunzione tra realtà territoriali diverse». E poi il caso particolare del Friuli verrà esposto dallo stesso professor Monsutti «inserendo la storia antropologica contemporanea della nostra regione nel quadro più ampio dei confini nazionali e sociali in Europa».
Inoltre, ci saranno la proiezione e la discussione del documentario “Dietro la Cortina – Praforte: un arcipelago di memorie”, di cui è autore Stefano Morandini, «offrendo così uno spaccato sulla vita di confine tra Italia ed ex-Jugoslavia». Va sottolineato, a tale riguardo, che Morandini è un antropologo visuale e ricercatore sul campo nel progetto del citato istituto, componente del team di ricerca internazionale sui confini nazionali assieme ad Alessandro Monsutti.
A chiudere la conferenza saranno proprio le musiche del Dj Tubet il quale, come è risaputo, è autore di canzoni multilingue anche nel suo recente album “Fin Cumò” ed è apprezzato per la capacità di intrattenere il pubblico con i suoi freestyle. La lingua friulana, per la precisione il friulano nella variante di Nimis, il paese appunto di Tubetti, sarà così sentita anche in un contesto internazionale. E riguardo a questa occasione di far ascoltare i suoi lavori, il cantautore nimense non nasconde la propria emozione: «Sono felicissimo che si ascolteranno le mie canzoni a The Graduate Institute di Ginevra, una delle migliori scuole post-laurea al mondo nel campo delle relazioni internazionali. Sono onorato di poter far ascoltare la lingua friulana in una scuola che ha visto tra i suoi illustri allievi anche l’ex-segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan».

Ginevra e il suo lago.

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In copertina, ecco il Dj Tubet con la bandiera del Friuli storico.

Quell’ultimo incontro sul Tagliamento: Paroni ricorda a Nimis Nadia Orlando

(g.l.) Grazie al giornalista Daniele Paroni, sarà rievocata questa sera a Nimis una delle tragedie più dolorose che hanno colpito il Friuli negli ultimi anni: l’uccisione avvenuta quattro anni fa di Nadia Orlando, la giovane di Vidulis con tanta gioia e voglia di vivere, di farsi una famiglia, di guardare giustamente al suo futuro, fatto di serenità e certezze. Come già annunciato, il libro che ripercorre questa drammatica vicenda sarà presentato alle 20.30, nel salone delle ex scuole Elementari in via Matteotti, e rientra fra le numerose manifestazioni che in questi giorni punteggiano anche la nostra regione nell’ambito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che ricorreva proprio ieri, 25 novembre.

Daniele Paroni…

Parteciperanno alla serata Andrea Orlando e Antonella Zuccolo, genitori di Nadia, Mariella Zanier, mamma di Lisa Puzzoli (giovane mamma uccisa nel 2012 a Basiliano), Massimiliano Ortolan, vicequestore aggiunto dirigente della Squadra mobile di Udine, Teresa Dennetta, del Punto di ascolto anti-mobbing di Udine, e il consigliere regionale Edi Morandini. L’incontro è stato organizzato dall’amministrazione comunale di Nimis, tramite l’assessorato alla cultura retto da Serena Vizzutti, assieme alla Pro Loco e alla Biblioteca civica.
«A tutte le donne che non ce l’hanno fatta, a coloro che non hanno atteso il secondo schiaffo e a tutti gli uomini che hanno capito la grandezza delle donne», esordisce nel suo drammatico racconto, nel libro “Ultimo appuntamento sul Tagliamento”, il direttore di Telefriuli, dedicandolo appunto alla ventunenne del paese in riva al grande fiume, in Comune di Dignano, uccisa il 31 luglio del 2017 dall’ex fidanzato di Muzzana del Turgnano, paese della Bassa friulana a pochi chilometri da Latisana. Un anno fa, dopo essere stato condannato in appello a 30 anni di reclusione, Francesco Mazzega si è suicidato, portando con sé tanti interrogativi, quegli stessi che molti altri uomini non hanno sciolto dopo aver ucciso le loro compagne.
Come già riferito, il libro di Daniele Paroni – giornalista che recentemente aveva dedicato una bella puntata dello storico programma “Lo scrigno” alla vendemmia di Nimis – è stato patrocinato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia proprio perché rievoca una delle vicende più dolorose che hanno turbato il nostro Friuli, lanciando un monito pressante: basta con questi efferati atti di violenza! Il femminicidio, che purtroppo continua a insanguinare l’Italia a ritmi vertiginosi, è una piaga terribile che deve scomparire. Per cui va combattuta con tutte le forze che abbiamo a disposizione. Anche quella rappresentata da un libro rievocativo come questo e che Nimis conoscerà appunto questa sera.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, Green pass obbligatorio.

… e il suo libro.

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In copertina, il volto sempre sorridente di Nadia Orlando la giovane di Vidulis uccisa nel 2017.

Udine e Friuli polo di formazione tecnica: borse di studio camerali per due Its

Udine e il Friuli, area con una vocazione quasi naturale alla formazione tecnica e con la capacità di diventare polo attrattivo e altamente specializzato per istituti come gli Its, gli istituti tecnici superiori. La Camera di Commercio Pordenone-Udine, per voce del suo presidente Giovanni Da Pozzo, è convinta che la strada già imboccata sia con iniziative consolidate e di successo sia con novità importanti – come l’avvio in questi giorni dell’Its ad Amaro –, sia quella giusta. Tant’è che l’ente ha già deciso di avviare delle borse di studio per sostenere la partecipazione dei giovani a queste realtà formative polispecialistiche, partendo proprio dall’Its carnico e dall’Its Malignani di Udine. «Come Camera abbiamo voluto impegnare prime risorse per supportare i giovani che decidono di intraprendere questa strada, indiscutibilmente significativa per l’economia del nostro territorio e non solo», afferma Da Pozzo, specificando che si tratta di 50 mila euro complessivi che saranno erogati in forma di mille euro a borsa di studio. «Peraltro – aggiunge – il nuovo Its di Amaro, frutto della collaborazione tra Fondazione Altoadriatico e Carnia Industrial Park, va a dare una risposta importante a un’area della montagna friulana, quindi ha anche questa ulteriore accezione meritoria, integrando una predisposizione all’innovazione che si sta sempre più radicando nelle imprese della zona e specificamente del parco industriale».
Ma il presidente camerale ha in mente una specializzazione territoriale che ben può abbracciare tutto il Friuli, «dove le nostre aziende sono alla continua e sempre più spesso difficoltosa ricerca di figure tecniche specializzate da inserire in organico e far crescere, figure nel vastissimo campo del digitale, della meccatronica, delle tecnologie legate all’industria, ma anche all’agricoltura, dell’energia, della sostenibilità», conferma Da Pozzo, citando i dati delle rilevazioni periodiche Unioncamere-Excelsior. «Secondo le elaborazioni di queste rilevazioni, realizzate dal nostro Centro studi camerale in settembre – ricorda Da Pozzo –, in confronto con lo stesso periodo del 2019, le entrate previste nel mondo del lavoro ad esempio per gli specialisti in informatica sono cresciute del 75%». E analogamente accade per progettisti, ingegneri e professioni assimilate (+42,9%), per gli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (+41,1%), per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione del (+6%), con aumento crescente nella difficoltà di reperimento. «Senza poi parlare dell’esigenza del personale per servizi altamente specializzati della ristorazione e del turismo – puntualizza Da Pozzo –, altro comparto fondamentale della nostra economia dove anche ci sarebbe molto da fare in termini di formazione specializzata».
In tal senso, Da Pozzo rimarca come una delle idee per la trasformazione del quartiere fieristico di Martignacco possa configurarsi come ulteriore area logistica qualificata per essere sede di un’area di formazione tecnica specialistica e di tutti i settori. «Il Friuli – conclude il presidente – può diventare un polo attrattivo e un punto di riferimento per tutta la regione e oltre. Sono occasioni importanti, queste, per investire davvero nel futuro, produrre competenze qualificate, intensamente ricercate dall’impresa e destinate a diventare sempre più fondamentali per un’economia che vuole crescere e farlo bene, con consapevolezza ed eccellenza».

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo. (Foto Petrussi)

Lingue minoritarie, il Friuli protagonista alla conferenza dell’Ecca a Trento

Il Friuli protagonista all’European Charter Classroom Activities di Trento. La città ha infatti ospitato la conferenza conclusiva dell’Ecca che ha visto la partecipazione di una rappresentanza giunta anche dalla nostra regione, oltre che ovviamente da Trentino (ladino, mòcheno e cimbro), Frisia (frisone), Comunità valenziana (catalano) e Romania (magiaro). Il progetto, cofinanziato dal Network to Promote Linguistic Diversity, rete paneuropea con sede a Bruxelles che opera nel campo delle politiche linguistiche, è nato nel 2019 con l’obiettivo di sviluppare un percorso didattico volto ad approfondire i punti che si ritrovano nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Ha fatto interagire numerose regioni, interessando scuole e alunni, da un lato, università e partner istituzionali, dall’altro.

Per il Friuli sono state coinvolte alcune classi dell’Istituto “Magrini Marchetti” di Gemona, dell’Istituto comprensivo di San Daniele e di quello di Tolmezzo. Di rilievo anche il coinvolgimento dell’Università degli studi di Udine: dal 3 al 19 maggio scorsi il Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli e il Dipartimento di Scienze Giuridiche avevano organizzato un seminario intitolato “Tutela delle minoranze e diritti linguistici in Europa: la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie” rivolto agli studenti che dopo cinque lezioni hanno sostenuto una prova finale.

Inizialmente, in dodici mesi, l’Ecca avrebbe dovuto coinvolgere alcuni studenti (e i loro docenti) in una serie di scambi linguistici e culturali. A causa del perdurare dell’emergenza sanitaria, e dopo un iniziale posticipo, sono stati annullati definitivamente. Nonostante ciò, il progetto è proseguito e ha consentito alle classi interessate di produrre diversi materiali. Gli studenti hanno partecipato al contest “Cosa significa per te la tua lingua, adesso e nel futuro?”, a conclusione del quale è stata creata una serie di video che hanno messo in risalto le specifiche caratteristiche delle regioni partecipanti. Sono poi state tradotte le attività scolastiche dall’inglese alle cinque lingue delle regioni. Con lo scoppio della pandemia è stato prodotto un poster contenente una serie di indicazioni per prevenire la diffusione del virus, tradotto nelle lingue regionali e contenente le illustrazioni del fumettista trentino Fabio Vettori, e delle apposite mascherine, spedite a insegnanti e ragazzi. I partner frisoni hanno creato le lezioni Ecca, un volantino e una mappa delle lingue minoritarie rappresentate dal Npld. La conferenza conclusiva di Trento è stata un’occasione per presentare e favorire la massima diffusione e conoscenza dei materiali prodotti (a livello scolastico e accademico), dell’esperienza realizzata e delle attività implementate. Ma è stato anche un modo per porre le basi a future collaborazioni, nella speranza di poter riproporre e sviluppare totalmente le attività inizialmente pianificate.

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In copertina, ecco una bella immagine del centro storico di Trento che ha ospitato il meeting europeo.

Con le “vecchie signore” della strada sulle colline moreniche del Friuli

Una domenica con le auto storiche sulle colline moreniche del Friuli. Il Club friulano veicoli d’epoca (Cfve) chiude, infatti, in bellezza la stagione con il tradizionale raduno “Colori d’autunno” che per il 2021 coinvolge il territorio collinare a nord di Udine. Così, il 10 ottobre una trentina di auto d’epoca dei collezionisti iscritti al club presieduto da Italo Zompicchiatti si ritroveranno alle 9.30 presso la sede sociale di via Feletto 72 per procedere in direzione di Fagagna, dove i partecipanti saranno accolti nel museo di Cjase Cocel, una bellissima abitazione rurale del 1600 adibita a preservare i valori della civiltà contadina in Friuli prima dell’avvento della meccanizzazione. Un percorso suggestivo attende poi le “vecchie signore” che attraverseranno il territorio delle colline moreniche e i dintorni di San Daniele. Non mancherà una degustazione enogastronomica al ristorante Costantini di Collalto immersa nei colori d’autunno del Friuli collinare.
Veicoli di varia produzione ed epoca, ma tutti rigorosamente conservati e iscritti Asi, animeranno questa iniziativa per una giornata all’insegna della sana amicizia saldata dalla comune passione per il collezionismo di pregiate vetture.

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In copertina alcune auto d’epoca durante un raduno e qui sopra il museo di Cjace Cocel a Fagagna.

Addio a Franco Delle Vedove per dieci anni sindaco di Premariacco

di Giuseppe Longo

La comunità di Premariacco, ma idealmente anche il Friuli, perché tanti lo conoscevano e lo apprezzavano, hanno dato ieri pomeriggio un commosso saluto a Franco Delle Vedove che per dieci anni fu sindaco del Comune alle porte di Cividale, intrecciando l’impegno politico-amministrativo con quello di responsabile dell’Enasarco di Udine. Delle Vedove è morto, a 73 anni, per l’aggravamento delle sue condizioni di salute, dopo aver purtroppo contratto, come hanno informato le cronache, quel maledetto virus che ha seminato lutti e sofferenza anche in questa nostra regione.
Appassionato di politica e pubblica amministrazione, oltreché profondamente legato alla sua Premariacco, era stato primo cittadino appunto per due mandati, dal 1985 al 1995. Ed è proprio in quegli anni che ebbi modo di conoscerlo. Poi le occasioni d’incontro si sono sempre più rarefatte, ma nell’estate 2020, a distanza ravvicinata, ho avuto la felice opportunità di rivederlo per ben due volte: a una serata di friulanità da Paolo Rodaro a Spessa e a una manifestazione delle Città del vino a Orsaria. E l’affabilità subito riemersa, in compagnia di un buon bicchiere dei Colli orientali, ha d’un tratto cancellato quei lunghi anni in cui ci eravamo persi di vista. Poi mi aveva onorato offrendomi la sua “amicizia” su Facebook.
Con Franco Delle Vedove se n’è andato un uomo competente, gentile e sempre disponibile con gli altri. “Propit un vêr e braf furlan”, avevo scritto in un breve saluto sulla sua pagina Fb appena saputo della sua morte così repentina. E avvenuta prematuramente, purtroppo, come quella della moglie scomparsa due anni fa, lasciando in un grande dolore i figli Michela e Massimo. Ai quali però, come pure a Premariacco e a tutti coloro che l’hanno conosciuto, resta un luminoso ricordo.

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In copertina, una bella immagine che ricorda Franco Delle Vedove.

Il “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa” oggi fa tappa (online) in Friuli

Farà tappa, seppur online, in Friuli, il 12° “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa” e arriverà esattamente oggi 9 dicembre, alle 15, sulla piattaforma Zoom. La tappa friulana è organizzata dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che da anni ha attivato al suo interno il Comitato imprenditoria femminile. Che oggi, dopo l’accorpamento, è composto da imprenditrici rappresentanti di tutti i settori produttivi ed espressione di entrambi i territori.
Il gruppo, quest’anno, ha anche organizzato una serie di corsi online rivolti proprio alle imprenditrici, su temi utili ad affrontare le difficoltà causate dall’emergenza sanitaria sul lavoro e sull’impresa guidata da donne. In questo momento storico di grandi sconvolgimenti e smart working, viene infatti richiesto di apprendere nuove competenze e non solo di tipo tecnico. Proprio su questo verterà la tappa del Giro e si rifletterà con le relatrici sulla realtà di oggi e del prossimo futuro: in un mondo in cui il lavoro è e sarà sempre più diffuso e agile, per vivere e lavorare meglio sarà necessario imparare a comunicare in modo efficace negli spazi digitali. Meeting, incontri coi clienti, allineamenti interni, webinar sono alcuni dei momenti in cui vanno esercitate questa capacità, incrociando aspetti tecnici e soft skill.

Introdurranno i lavori Maria Lucia Pilutti, segretario generale Cciaa Pn-Ud, Tiziana Pompei, vicesegretario generale Unioncamere, Dusolina Marcolin, presidente Commissione Regione Fvg per le pari opportunità. Quindi la presidente del Comitato camerale Cécile Vandenheede parlerà degli obiettivi del Comitato e delle attività svolte quest’anno e si entrerà poi nel vivo del tema del webinar, “Accorciare le distanze. Comunicare in modo efficace con un video. Parlare in pubblico quando il pubblico non c’è”, con Giovanna Tinunin e Patrizia Daneluzzo, di Dof consulting Udine.

Il “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa” è un’iniziativa promossa da Unioncamere e dai Comitati per l’imprenditoria femminile attivi nelle Camere di Commercio italiane. Le tappe in Italia sono 10 e mirano a informare le imprenditrici e a offrire strumenti formativi a chi aspira a diventarlo, dando visibilità alle dinamiche che riguardano l’occupazione femminile e al tema delle pari opportunità.
Per la partecipazione è necessaria la registrazione, iscrivendosi allo short link https://bit.ly/GiroDonneImpresaPnUD

Per informazioni: Segreteria Comitato: telefono 0432 273508, 0434 381602, e-mail: segreteria.comitato@pnud.camcom.it

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In copertina, ecco la sede udinese,  in piazza Venerio, della Cciaa Pn-Ud.

Il Friuli artigiano si rimette in moto: riaperte 2.673 aziende

di Gi Elle

Il Friuli finalmente riparte e anche l’artigianato prova a rimettersi in moto dopo il lunghissimo di blocco, che ha causato danni enormi all’economia della nostra regione. Ieri, in provincia di Udine, sono state riaperte infatti 2.673 imprese, con 5.583 addetti, che risultavano completamente sospese o potevano operare solo parzialmente. Lo ha fatto sapere Confartigianato-Imprese Udine che ha fornito i dati elaborati dal proprio Ufficio studi su rilevamenti Unioncamere-Infocamere. Nel dettaglio, si tratta di 1.633 imprese artigiane che sono rimaste completamente sospese per tutta la fase di lockdown. Queste aziende, che fanno riferimento soprattutto a mestieri dei servizi alla persona, danno lavoro a 2.852 addetti, di cui 1.127 dipendenti.
Da ieri sono riaperte al pubblico anche 368 imprese dell’alimentare, ossia 208 take away e 160 pasticcerie e gelaterie, che potevano operare solo per asporto o con consegna a domicilio e in cui sono occupati 1.173 lavoratori di cui 681 dipendenti. Si aggiunge un bacino potenziale di 672 imprese artigiane, con 1.558 addetti, dei comparti artistico, moda e arredo casa, che finora, per un’errata interpretazione governativa – ha sottolineato Confartigianato-Imprese Udine – potevano vendere solo su internet o per corrispondenza, mentre da ieri hanno potuto riaprire le botteghe anche per la vendita-diretta al dettaglio.
«Con la fine del lockdown – afferma il presidente Confartigianato-Imprese Udine e Fvg, Graziano Tilatti – inizia la sfida della ripartenza, ci aspettiamo di lavorare in un clima di serena collaborazione con le autorità ispettive, che hanno il compito di controllare certo ma anche di sostenerci in questo momento difficile, perché solo insieme potremo riuscire a rilanciare il Paese. Noi imprese ci metteremo la nostra consueta voglia e capacità di fare, alle istituzioni chiediamo di sostenerci e di pagare rapidamente le casse integrazioni,perché più di tutto abbiamo bisogno che i consumi ripartano, che i cittadini tornino a spendere e che lo facciano qui da noi. A loro chiediamo – ha concluso – di avere fiducia nell’artigiano di prossimità, di privilegiare i consumi a chilometro zero».

Ieri mattina, in occasione della riapertura, sono stati girati a Udine due video all’interno del salone di parrucchieri “Studio moda capelli”. In uno parla il presidente Tilatti, nell’altro il titolare del salone Ivan Penz. Possono essere scaricati entrambi al primo link riportato qui sotto; al secondo, invece, ci sono alcune immagini, girate sempre nella mattinata di ieri, all’interno dello stesso salone, con i primi clienti, e alla gelateria Gusto Antico, di via Cividale. Questi i link:

https://wetransfer.com/downloads/37aae114e81845a49492707ae416685320200517145349/4a4a53e9c50d455f123790464190bb8420200517145419/ee5aec

https://wetransfer.com/downloads/7238b3d5aa65050dbbb24c59ef0a079920200518081732/2aaf2b8337f070c3f1cc7acabcda4cee20200518081750/7896fc

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In copertina e qui sopra il presidente Tilatti e parrucchieri a distanza di sicurezza in rispetto delle norme.

(Foto Petrussi)

Coronavirus, via libera ai primi 400 mila euro per le imprese friulane

Prima importante risposta economica per far fronte in Friuli ai grossi problemi causati dalla pandemia di Coronavirus. La giunta della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, presieduta da Giovanni Da Pozzo, ha infatti varato il “Bando credito straordinario Covid”. Per sostenere le imprese favorendo l’accesso al credito, in collaborazione con i Consorzi Garanzia Fidi, l’ente ha dunque dato il via libera, nella seduta di questo pomeriggio, a un primo stanziamento di urgenza di 400 mila euro. L’intervento economico viene garantito tramite l’abbattimento delle commissioni di garanzia rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia che le aziende richiedano per ottenere un credito straordinario necessario ad affrontare l’emergenza.
L’agevolazione concedibile per ciascuna impresa consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale del 100%, delle spese sostenute. Il contributo massimo è pari a mille euro per richiedente. Le domande saranno presentabili a partire dal 31 marzo e fino al 31 luglio.
“Si tratta di piccoli contributi, ma sono subito a disposizione delle imprese e speriamo possano essere d’aiuto – ha spiegato Da Pozzo –. Ci siamo adoperati, assieme agli uffici, per rendere più agevole possibile la presentazione delle domande da parte delle imprese, semplificando al massimo il carico burocratico”. Le aziende dovranno infatti presentare solo le delibere di ottenimento del finanziamento e della garanzia, con l’attestazione del pagamento. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni e il plafond è stato ricavato in via d’urgenza grazie alla revisione di alcune poste del bilancio camerale e a risparmi di spesa.
“In giunta abbiamo fatto questo primo passo, ma sicuramente ne seguiranno altri nelle prossime settimane – ha confermato il presidente Da Pozzo –: siamo di fronte a una situazione eccezionale e di grandissima complessità, ma saremo in prima linea. Siamo tutti impegnati, assieme al nostro personale, per riorganizzare il lavoro in modo da essere di maggior servizio possibile alle imprese che si rivolgeranno a noi, anche rendendo rapide tutte le liquidazioni”.

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In copertina, il presidente della Camera di commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo.