Radio e bici per scoprire il Friuli: debutta il nuovo programma di Onde Furlane

Ci sono due modalità particolarmente efficaci per scoprire il Friuli: ascoltare la radio e muoversi in bicicletta. MTB Friûl, la nuova trasmissione di Radio Onde Furlane, che comincia domani 29 giugno, si propone di promuovere la pratica di entrambe. Il programma, curato e condotto da Paolo Cantarutti, nasce proprio dall’attenzione peculiare che da sempre la storica “radio libare dai furlans” ha nei confronti del territorio, della cultura e dell’ambiente e dalla consapevolezza circa il crescente interesse del pubblico nei confronti della bicicletta, riconosciuta come mezzo di trasporto sostenibile tanto nella quotidianità quanto nel tempo libero, tra pratica sportiva, svago e turismo.

Paolo Cantarutti


Così, durante l’intero periodo estivo, in modulazione di frequenza sui 90 Mhz, sui 90.2 Mhz, sui 105.6 Mhz e in streaming all’indirizzo www.radioondefurlane.eu , il sabato alle 11 e alle 14 e la domenica alle 14, a cadenza settimanale chi ascolta Onde Furlane avrà la possibilità di conoscere una serie di percorsi a misura di bicicletta e in particolare di mountain bike che attraversano diverse aree del Friuli e talvolta sconfinano verso est, ovest e nord. Accanto alla descrizione degli itinerari, grazie alla collaborazione di Francesco Pascoli dell’associazione MTB Friuli, nel corso di ogni trasmissione ci sarà spazio per informazioni più dettagliate non solo sulle diverse porzioni di territorio da scoprire e visitare, ma anche sugli aspetti tecnici che caratterizzano i diversi tracciati, dai dislivelli alle condizioni di strade, piste e sentieri, con indicazioni specifiche sia sull’equipaggiamento consigliato che sui possibili luoghi dove fare tappa.
In ciascuna delle dieci puntate, che saranno altresì “condite” con selezioni musicali a tema, ci sarà anche una “pillola di conoscenza” dedicata a clima e meteo, caratterizzata dal titolo La cape maltaiade e curata dal geologo e climatologo Enrico Maiero. MTB Friûl fa parte del palinsesto estivo di Radio Onde Furlane, inaugurato lunedì 24 giugno. E la peculiarità della programmazione stagionale, in vigore sino a settembre, risiede nel fatto che il primo appuntamento informativo del mattino è stato spostato dalle 8 alle 9, ora in cui, dal lunedì al sabato, vengono proposti in sequenza la prima edizione del Gjornâl Radio, il Meteo e In dì di vuê, la rassegna stampa internazionale.
Il contenitore del mattino, conseguentemente, prende il via alle 9.45 (e non alle 9.30, come di consueto): al posto di quello che dal lunedì al venerdì è Ator Ator e il sabato è l’approfondimento giornalistico intitolato Dret & Ledrôs l’offerta di Onde Furlane prevede Avenâl, uno spazio che come è esplicitato dalla sua denominazione in friulano si presenta come una “sorgente” continua di informazioni e aggiornamenti, tra cronaca, cultura e società. In questa fascia oraria lo sport continuerà ad essere protagonista il lunedì mattina con Schiribicilu! Sot de lobie. Sono inoltre confermate le rubriche in prima diffusione alle 11, da lunedì a venerdì, a partire da Internazionalitari e Babêl Europe, che si alternano il martedì in quell’orario, e rimane un punto fermo il Ce fâ?, l’agenda quotidiana degli appuntamenti, in onda alle 11.30 e alle 18.30, che nel periodo estivo si arricchisce ulteriormente di contenuti e segnalazioni.

“Ce crodistu di fâ?!”, tournée in Friuli con le repliche del Teatri Stabil Furlan: stasera a Piano d’Arta e domani a Ipplis

“Ce crodistu di fâ?!” in tournée in Friuli. Lo spettacolo, trasposizione in friulano della pièce in lingua frisona “Wat Soesto!” (questo il titolo originale), dopo il successo riscosso al teatro Luigi Bon di Colugna, dove è andata in scena la prima, torna per una serie di repliche ospitate da alcune realtà imprenditoriali del territorio.
TUTTE LE DATE – La produzione del Teatri Stabil Furlan inizierà il suo viaggio in Friuli – grazie all’appoggio dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia, in collaborazione con “Naturalmente da latte friulano” e Compagnia Pier21 – oggi, alle 19, all’azienda agricola Peresson a Piano d’Arta (località Alzeri). Domani invece, sempre alle 19, appuntamento allo spaccio Cospalat Ipplis, in località Casali Braide (Premariacco). A seguire, il 6 luglio, alle 19, lo spettacolo sarà accolto dallo spaccio Cospalat di Enemonzo. L’ultima data in calendario è invece quella di domenica 7 luglio, alle 19, allo spaccio Cospalat di Fontanabona.
LO SPETTACOLO – “Ce crodistu di fâ!” è un monologo in commedia, con battute folgoranti, tradotte, nella versione friulana, da Serena Fogolini. Il protagonista è un coltivatore diretto dei nostri tempi, alle prese con l’antica tradizione contadina del lavoro della terra e con le difficoltà del mondo d’oggi: cambiamenti climatici, lavorativi, burocratici. Temi assai attuali, di spessore, ma proposti senza tralasciare momenti di ironia e riso amaro. Le scene, ricostruite esattamente sul progetto originale, permetteranno una messinscena identica alla versione in lingua frisona, diretta dallo stesso regista Jos Thie, in un rapporto inedito trans-europeo che lega nel lavoro teatrale due lingue minoritarie e due culture che hanno molte cose in comune. Interpreti della versione friulana saranno Federico Scridel e Carla Manzon.

—^—

In copertina, una scena dello spettacolo in programma oggi e domani a Piano d’Arta e a Ipplis.

(Foto Glauco Comoretto)

Il Rojale rende omaggio a “Pre Titute” a 50 anni dalla morte ricordandone l’opera perseguitata nella Cina di Mao

di Mariarosa Rigotti

Dal Friuli, il Rojale ad essere precisi, alla terra di missione, anche in Paesi di persecuzione come la Cina di Mao. È questo il percorso umano e religioso di padre Giovanni Battista Collini, missionario saveriano, che sarà ricordato domenica 9 giugno a 50 anni dalla sua scomparsa. L’appuntamento è, alle 18, nel Parco delle sculture di Vergnacco, mentre in caso di maltempo sarà ospitato nella vicina Chiesa. Infatti, la Parrocchia della località reanese propone una serata culturale proprio in ricordo del sacerdote conterraneo. Intitolata “Ricordando Pre Titute – musiche e poesie su Padre Collini a 50 anni dalla morte”, come viene anticipato, «ripercorrerà l’esperienza missionaria di padre Collini in Cina e in Sierra Leone attraverso brani musicali, poesie e lettura di alcune lettere che il padre missionario aveva inviato ai suoi parenti».
Va ricordato che la serata è curata da don Aldo Castenetto e dai familiari di padre Collini: ci saranno, infatti, Elisa Castenetto al flauto e Mario Castenetto alla marimba, e poi Elena Collini con le sue poesie per dare, evidenzia il sacerdote, «una coloritura teatrale all’evento». E a pochi giorni dalla manifestazione, abbiamo raccolto alcune riflessioni di un nipote di Pre Titute, proprio don Aldo che per prima cosa ricorda, appunto, come si snoderà la serata: «A 50 anni dalla morte di padre Giovanni Battista Collini, chiamato familiarmente “Pre Titute” dai compaesani, la Parrocchia di Vergnacco organizza una serata culturale in suo ricordo. La serata vedrà l’avvicendarsi di musiche, immagini, poesie e narrazioni che faranno da cornice alla lettura di alcuni passi delle lettere che padre Collini ha scritto ai familiari nei suoi 40 anni di missione». E ancora aggiunge che «la serata ripercorrerà, nella forma di un viaggio narrativo, l’esperienza missionaria di padre Collini: la sua vicenda in Cina, durante il periodo della persecuzione dei religiosi da parte di Mao che comportò anche un periodo di reclusione e prigionia per il missionario; e la missione in Sierra Leone, in un contesto totalmente diverso dal precedente, ma non meno impegnativo nel dialogo interculturale e nella lotta per la dignità dei poveri».
Don Castenetto evidenzia anche quanto fatto da “Pre Titute” per la sua terra natale: «La figura di padre Collini è stata centrale e significativa per il Rojale: amato e stimato in patria come nelle terre in cui evangelizzava, il suo ricordo è ancora vivo negli anziani che lo hanno conosciuto direttamente, ma rischia di essere dimenticato dalle nuove generazioni. Penso sia invece importante riportare alla viva memoria una persona che ha saputo donare la sua vita per gli altri e che ha sempre avuto una parola di consiglio e di sapienza per chi lo interpellava». Un’anticipazione anche sulle letture che verranno proposte: «Quello che emerge maggiormente, dalle lettere di padre Collini, è la sua forte spiritualità: una intimità con Dio realmente profonda, da cui il missionario attingeva forza e speranza in ogni momento della vita, sia nei momenti di difficoltà come nei momenti di avventura evangelizzatrice o di dialogo con le culture. Ritengo possa far bene sentire le riflessioni di una persona che è allo stesso tempo “uno di noi”, uomo della nostra terra e della nostra cultura, pieno di riferimenti alla nostra tradizione friulana, contadina, popolare, e allo stesso tempo così aperto verso il mondo e così interamente centrato sull’unica cosa che conta nella vita, il Centro di ogni senso, il Mistero dell’Incarnazione che, solo, può rispondere a ogni domanda in ogni luogo e in ogni tempo. Una fiducia sincera nella Provvidenza permea tutte le lettere, e questa visione della realtà può aiutare gli uomini e le donne d’oggi così travolte dal ritmo frenetico della contemporaneità che rischia di essere privo di riferimenti alla trascendenza».
Infine, viene ricordato che la serata si concluderà con un piccolo momento conviviale a cui tutti sono invitati.

—^—

In copertina, padre Giovanni Battista Collini di cui ricorrono 50 anni dalla morte.

Il Giro d’Italia è in arrivo in Friuli: stasera Dino Persello e I Petris a Cussignacco

(g.l.) Siamo finalmente entrati nell’attesissima settimana del Giro d’Italia che il 24 maggio farà vivere al Friuli tante emozioni con la tappa, che si annuncia storica, Mortegliano-Sappada. E stasera Dino Persello, continuando con i suoi spettacoli sintonizzati sulla grande “corsa rosa”, approderà a Cussignacco, popolosa frazione di Udine dalla forte e orgogliosa identità, dove l’appuntamento è in programma alle 20.45 nella sala teatrale Criscuolo di via Veneto (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti). La serata, accompagnata dalle fisarmoniche e dai violini de I Petris, è organizzata in collaborazione con il Comune di Udine e con il Club cittadino del Panathlon International.
«Da Variano di Basiliano nel Medio Friuli a Cavazzo Carnico nella Conca tolmezzina, fino alla Val del Lago nella bella piazza di Alesso di Trasaghis, si sono tenuti gli ultimi tre appuntamenti con “Ciclismo è Poesia”. Un grande grazie a queste tre comunità speciali – afferma Persello – che si sono rivelate accoglienti, organizzate e disponibili, tanto da lasciare un importante segno in questo consistente cammino inerente lo sport del ciclismo. Spettatori, poi, particolarmente interessati ed entusiasti di fronte allo svilupparsi del lavoro teatral-musicale, con simpatiche ed importanti testimonianze, vedi “Libertà è Partecipazione” del grande maestro Giorgio Gaber. Hanno vinto lo spirito di appartenenza, lo stupendo territorio friulano, i sorrisi, le riflessioni e le emozioni del pubblico. “Ciclismo è Poesia” si sta sempre di più rivelando una significativa rappresentazione capace di comunicare messaggi e intimità, attraverso una narrazione e un accompagnamento musicale di alto profilo artistico» .
Settimana da finale “alla grande”, dunque: oggi, come detto, a Cussignacco, domani a Barazzetto di Coseano, ex Collegio, sabato 25 maggio a San Daniele, ex Monte di Pietà, il giorno successivo alla tappa gustando ancora le emozioni del suo passaggio in Friuli. Tutti gli appuntamenti sono, come detto, alle ore 20.45.

—^—

In copertina, Dino Persello con il fisarmonicista Pasqualino Petris.

Sono già caldi i motori per il Giro d’Italia: Dino Persello dà il via alle nove tappe del suo Tour che intreccerà ciclismo e poesia

(g.l.) Dalla “Fieste de Patrie dal Friûl” al Giro d’Italia, 107ma edizione. E così ben nove saranno gli appuntamenti inerenti al passaggio della “carovana rosa” in Friuli che il regista, attore e scrittore Dino Persello si appresta a presentare nelle località della provincia udinese interessate da questo evento sportivo di caratura internazionale. Il tutto ruoterà attorno alla 19ma tappa, la Mortegliano-Sappada, di venerdì 24 maggio che attraverserà i comprensori territoriali di ben 24 Comuni, tutti in Provincia di Udine.
Da settimane, dunque, Dino Persello sta scaldando i motori – anzi, li ha già ben caldi! – per la nuova edizione di “Ciclismo è poesia”, questo attesissimo Tour primaverile che riaccende la sua grande passione per per uno sport, il ciclismo appunto, nel quale – come osserva – «Chi cade non è per finta!». I primi appuntamenti: venerdì 3 maggio a Rodeano Alto (Rive d’Arcano) a villa Minini, in via Carpacco, alle ore 20.45 e sabato 4 maggio a Comeglians, sala teatrale Alpina, in piazza De Antoni, alle 20.30.
«Era l’estate del 1958 avevo 9 anni – racconta l’autore sandanielese nato tra i sassi del Tagliamento -, e mio padre Pompeo da grande cultore di questo sport, mi porta con lui alla storica osteria “Da Egle” (oggi purtroppo chiusa) a Dignano, il mio paese, a vedere in televisione, una delle prime in loco, il Campionato mondiale di ciclismo professionisti su strada. Il televisore era lassù, su un alto supporto come era solito a quei tempi, e a me ancora piccolo sembrava ancora più… in alto! I fotogrammi in bianco e nero di quelle immagini li ho ancora perfettamente a fuoco nella mia mente, al pari della grande scritta “Abbasso Coppi – Viva Bartali”, che campeggiava su una parete di casa nostra. Trasmissione della passione perfettamente riuscita quindi fin da bambino, che mi accompagna tutt’oggi, dopo incontri, avventure, partecipazioni, circostanze innumerevoli. Il ciclismo per me, soprattutto oggi, è una meravigliosa, affascinante metafora di vita. Un grande, grandissimo affresco popolare, in una società, come quella attuale, che “macina” ogni cosa alla velocità della luce. Ma secondo il mio parere, nello sport della bicicletta, la memoria è insieme passato e futuro!».
All’interno di “Ciclismo è Poesia”, Dino Persello aprirà un’importante e sobria finestra su chi in questi ultimi vent’anni ha portato per ben 18 volte il Giro nella nostra regione: Enzo Cainero, il Capitano che ha conosciuto e con il quale ha collaborato, tracciandone prestigio e personalità. Nel contempo, darà merito anche al suo successore, il gemonese Paolo Urbani, che con grinta e saggezza sta portando avanti l’eredità del grande Enzo. E al riguardo degli ormai prossimi spettacoli Persello anticipa che “Ciclismo è Poesia” sarà una combinazione di ricordi, emozioni, passioni, affetti per uno sport di enorme e storica valenza socio-culturale. «Ad accompagnarmi – conclude l’attore-regista friulano – durante la rappresentazione le fisarmoniche e i violini de “I Petris”, con brani inerenti lo scorrere del racconto emozionale, tenendo conto che la catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi!».
E dopo i primi appuntamenti di venerdì e sabato prossimi, appunto a Rodeano Alto e a Comeglians, ecco tutto il programma che vedrà protagonisti Dino Persello e i Petris nei successivi sette incontri:
# Sabato 11 maggio – San Giacomo di Ragogna, Biblioteca Comunale, Via Roma – ore 20.45.
# Mercoledì 15 maggio – Variano (Basiliano), Casa ex Vicinia, Piazza Patriarcato – ore 20.45.
# Venerdì 17 maggio – Cavazzo Carnico, Area retro Municipio (In caso di cattivo tempo Sala Consiliare), ore 20.45.
# Sabato 18 maggio – Alesso (Trasaghis), Piazza I° Maggio – ore 18 (In caso di cattivo tempo, Sala Consiliare Trasaghis).
# Martedì 21 maggio – Cussignacco (Udine), Sala Teatrale “Criscuolo”, Via Veneto – ore 20.45.
# Mercoledì 22 maggio – Barazzetto (Coseano) Parco ex Collegio (In caso di cattivo tempo, interno ex Collegio), Via del Collegio – ore 20.45.
# Sabato 25 maggio – San Daniele del Friuli, Monte di Pietà – ore 20.45.

—^—

In copertina, l’attore e regista Dino Persello che ora si tuffa nel suo amato ciclismo.

 

Calcio, i cent’anni della Sas Casarsa: alla scoperta del pallone senza cuciture ideato dai nostri emigrati in Argentina

Il calcio moderno deve dire grazie al Friuli: si deve infatti all’emigrazione friulana in Argentina il pallone senza cuciture, che permise una pratica più sicura per i calciatori. Un esemplare di questo mitico pallone è in mostra in questi giorni di “Sagra del Vino” a Casarsa della Delizia nel Centro comunitario parrocchiale, all’interno della magnifica mostra che racconta i 100 anni della locale squadra di calcio Sas Casarsa, con il racconto dei suoi protagonisti in campo da Pier Paolo Pasolini a Bryan Cristante, attuale centrocampista della Roma e della Nazionale. Per raccontare questa epopea calcistica è in arrivo un evento per i più giovani.
“L’invenzione del pallone moderno” è un racconto per adulti e bambini che venerdì 3 maggio, alle 18, permetterà di conoscere questa bellissima storia di emigrazione e sport all’interno della mostra. Al termine dell’evento ci sarà l’estrazione delle maglie della Nazionale per i ragazzi under 21 presenti. L’evento è inserito nel calendario del festeggiamenti per i 100 anni della Sas Casarsa.
Antonio Tosolini proveniva da una famiglia originaria di Felettano di Tricesimo (e la nipote Mabel Bunzli ne sta tramandando la storia), Luis Romano Polo, da una di Forni di Sotto, e il terzo componente del gruppetto degli inventori, Juan Valbonesi, era di origini piemontesi: questi i protagonisti della grande invenzione risalente agli anni ’30 del secolo scorso.

—^—

In copertina, il pallone “rivoluzionario” in mostra alla Sagra del vino di Casarsa.

Industria udinese in lutto per Benedetti. Da Pozzo: un manager lungimirante che era profondamente legato al suo Friuli

«Gianpietro Benedetti è stato un esempio del valore della nostra imprenditoria: manager lungimirante e di visione, tanto alla guida del gruppo Danieli quanto alla guida degli industriali udinesi, profondamente legato al Friuli e al suo sviluppo. In rappresentanza della Camera di Commercio Pordenone-Udine, con la voce di tutta l’economia del territorio, assieme al segretario generale e all’intero consiglio camerale, mi unisco nel cordoglio per la sua scomparsa alla famiglia e alla grande squadra del Gruppo Danieli, che con le sue capacità ha saputo condurre e che ci rappresenta in tutto il mondo». E’ quanto ha affermato il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, appena venuto a conoscenza della scomparsa di Gianpietro Benedetti. Il capitano d’industra friulano è morto infatti ieri, all’età 81 anni. Generale il cordoglio in tutta regione.

—^—

In copertina, Gianpietro Benedetti scomparso ieri all’età di 81 anni.

Addio all’ex questore Pietro Comelli: originario di Torlano, a Udine i funerali

di Giuseppe Longo

Era partito da Torlano, ma poi aveva fatto tanta strada, sempre a servizio dello Stato, meritando generale apprezzamento in tutti i prestigiosi incarichi ricoperti a Trieste e nel suo Friuli, ma anche in Emilia Romagna. Si è spento, a 80 anni, all’ospedale “Santa Maria della Misericordia” in seguito all’aggravamento delle condizioni di salute, il dottor Pietro Comelli, dirigente generale della Polizia ed ex questore di Udine, originario appunto di una nota famiglia della frazione di Nimis. I funerali saranno celebrati lunedì pomeriggio, alle 17, nella Chiesa parrocchiale udinese di Sant’Andrea, a Paderno, dove domani, alle 18.30, sarà invece recitato il rosario in suo suffragio.
«Il dottor Piero Comelli classe 1943 – ricorda Giordano Biserni, presidente dell’Asaps – aveva frequentato il primo corso della gloriosa accademia del Corpo delle Guardie di Ps. A seguire, dal 1973 al 1999, Comelli ha percorso vari ruoli di vertice nei ranghi della Polizia di Stato. Funzionario preparato e assai stimato. Integerrimo in ogni qualifica e grado che ha rivestito specie a tutela della sua Polizia Stradale dove ha trascorso molti anni nella sua carriera, concludendo da direttore del Caps di Cesena. Poi è stato nominato questore di Forlì e di Udine dove risiedeva. Le condoglianze dell’Asaps alla moglie Renata e la figlia Cristina».
Pietro Comelli, laureatosi in scienze politiche all’Università di Padova, durante la sua presenza alla guida della Questura di Udine dovette affrontare anche momenti molto difficili, come quello dell’attentato di viale Ungheria, la tristemente famosa strage di Natale del 1998, quando pianse la morte di tre giovani poliziotti. Inoltre, in quegli anni era in piena attività anche Unabomber, il criminale dei tubi esplosivi sulle spiagge friulane, del quale si è tornato a parlare in questi ultimi mesi in seguito alla riapertura delle indagini.

—^—

In copertina, Pietro Comelli nella sua uniforme: si è spento a 80 anni.

Quelle ragazze legate a… un filo di seta nelle filande: Dino Persello riapre una importante pagina di storia dignanese

(g.l.) Dino Persello, non è una novità, ha il pallino per la storia in genere. Se poi questa indaga e racconta il passato del nostro Friuli va letteralmente a… nozze. Come nel caso di questo nuovo lavoro teatrale ambientato nella sua Dignano che fa ricordare a chi è avanti con gli anni e conoscere ai giovani il passato delle filande in riva al Tagliamento, quando l’allevamento del baco da seta era una importante realtà. Ricordo delle filande, dunque, ma soprattutto di quelle ragazze e giovani donne che a frotte, con grandi sacrifici, si recavano negli stabilimenti per la lavorazione dei preziosi fili sericei.

Le giovani nelle filande dignanesi.

Dino Persello

S’intitola, infatti, “Filanderis dal Friul… a contavin di ches frutis leadis a un fil di sede…” la nuova rappresentazione che Dino Persello ha dedicato, appunto, al proprio amato paese d’origine, e che propone un percorso storico-musicale nella tradizione delle filande nel Comune di Dignano. Protagonista della parte musicale una celebrità locale, il “Grop Corâl Vidulês”, diretto dal maestro Mauro Vidoni, mentre autore del testo, voce recitante e regia è lo stesso Persello. Inoltre, accompagnamento con pianoforte di Sara Gugliuzzo e con le percussioni di Annamaria Del Bianco. L’appuntamento è fissato per domani, 23 febbraio, alle 20.30, nel Centro di aggregazione giovanile di Villanova di San Daniele, proprio a due passi da Dignano.

I bozzoli del baco da seta.

«Apriremo una ricca pagina di storia friulana – ha sottolineato Dino Persello – per cui sono certo che l’invito sarà raccolto da molti. In ogni caso, se non venite – si rivolge ai suoi concittadini, ma ovviamente anche a tutti coloro che sono invitati a partecipare (anche perché, come sempre, lo spettacolo è gratuito) -, e dopo vi racconteranno di un evento importante, non sarà colpa nostra, ma soltanto vostra!». E, allora, perché non raccogliere questo invito?

Il “Grop Corâl Vidulês”.

Alla scuola d’infanzia e dell’obbligo le iscrizioni per la lingua friulana: nel 2023 era stata massiccia l’adesione

Si sente sempre più spesso parlare di vantaggi linguistici, cognitivi e culturali di un’educazione plurilingue. Il Friuli, in tal senso, offre una grande opportunità, grazie all’insegnamento della lingua friulana a scuola. Una scelta che l’anno scorso ha trovato l’adesione del 79% delle famiglie.
Contestualmente all’iscrizione alla scuola dell’infanzia, dell’obbligo primaria e secondaria di primo grado (cioè elementari e medie) – informa l’Arlef -, a partire da domani, 18 gennaio (e fino al 10 febbraio), i genitori potranno infatti scegliere di aderire all’insegnamento del friulano per tutta la durata del ciclo scolastico dei propri figli. Il percorso didattico è di almeno 30 ore di studio all’anno e non sottrae tempo ad altre materie. La legge prevede, infatti, che sia inserito nel 20% del curriculum individuato dalle scuole in autonomia. La scelta da parte dei genitori di avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana andrà espressa al momento dell’iscrizione online sul portale del Miur www.istruzione.it/iscrizionionline (nel caso della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado) o su un modulo cartaceo (nel caso della scuola dell’infanzia). Ci si può rivolgere anche alla segreteria della scuola per maggiori delucidazioni.
Avere la possibilità di apprendere e utilizzare più lingue per comunicare (come l’italiano e il friulano) – sottolinea ancora l’Arlef – è una vera e propria risorsa cognitiva di cui fare tesoro. Crescere con più lingue già dalla tenerissima età, infatti, permette di imparare con maggior facilità altre lingue, come l’inglese, ma non solo. Le evidenze scientifiche dimostrano come i bambini bilingui maturano una maggiore capacità di apprendimento e velocità di comprensione, maggiori abilità logico-matematiche e creative, e ancora, si adattano con più naturalezza ai cambiamenti, oltre ad avere una più ampia apertura verso l’altro. E poi c’è la salute del cervello. In chi parla più lingue si mantiene giovane ed elastico, ritardando i rischi di demenza e Alzheimer.