Scultura rinascimentale in Friuli: a Corno di Rosazzo una mostra dedicata all’artista Carlo da Carona

Carlo da Carona fu il maggiore degli artisti lombardi che operarono in Friuli nel ‘500: una tradizione che affonda le radici in epoca patriarcale e che successivamente fu favorita anche dalla Serenissima. Protagonista assoluto di questa lunga stagione friulana dei maestri cosiddetti “comacini”, l’opera di Carlo da Carona è ancora conservata in tanti luoghi di culto delle diocesi di Udine, Gorizia e Pordenone. Proprio in uno di questi luoghi, la Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di Sant’Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, venerdì 27 settembre, alle ore 18, verrà inaugurata la mostra fotografica che la Società Filologica friulana ha realizzato sull’opera dello scultore lombardo unitamente ad un ponderoso catalogo (“Carlo da Carona in Friuli. Guida alle opere”, 312 pagine), in collaborazione con la Regione Fvg e la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Sarà proprio uno degli autori della pubblicazione, Vieri Dei Rossi, ad illustrare la figura e il patrimonio artistico attribuito allo scultore lombardo nella chiesetta che conserva una sua opera, la statua di San Michele, proprio a ridosso della festa liturgica dedicata all’Arcangelo che sarà celebrata nello stesso tempietto domenica 29 settembre dalla Parrocchia di Corno di Rosazzo.
La mostra sarà visitabile nei pomeriggi del 28 e 29 settembre, dalle 15 alle 18, sotto la guida del volontari del gruppo Fai di Cividale. La statua di San Michele di Visinale risale al 1545 ed è un manufatto emblematico dell’opera del Carona in Friuli. La Basilica di Aquileia, le Pievi di Moggio e Rosazzo, il Duomo di Udine e la Chiesa di Fiumicello sono alcuni dei tanti luoghi di culto che conservano importanti testimonianze dell’artista lombardo. L’iniziativa è promossa dal Circolo culturale Corno e dalla stessa Filologica Friulana con il patrocinio del Comune e della Parrocchia di Corno di Rosazzo.

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In copertina, la statua di San Michele Arcangelo a Sant’Andrat del Judrio.

Da Klagenfurt oggi nella Pieve di Nimis canti religiosi della tradizione austriaca

(g.l.) Alcuni canti della tradizione religiosa d’Oltralpe riecheggeranno oggi, alle 12, nelle antiche navate della Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, a Nimis. Si tratta dell’estemporaneo, quanto graditissimo, omaggio che il Coro “Anna Bild” di Klagenfurt, di passaggio in Friuli e in particolare nel paese pedemontano, ha desiderato offrire alla storica Chiesa matrice e a quanti amano la musica vocale. Come informa In Cunfidenze, il settimanale della Parrocchia, il gruppo è molto conosciuto in Austria oltre che nella sua Carinzia, di cui la città del Drago è il suo bellissimo capoluogo. E merita sicuramente un applauso per aver scelto Nimis per offrire un saggio del suo ricco repertorio, quale originale aperitivo di mezzogiorno. L’ingresso è ovviamente libero.

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In copertina, il campanile del Duomo di Klagenfurt e qui sopra la piazza del Drago.

Dj Tubet e Angelo Floramo divertono con la storia medioevale a Cergneu: quel che resta del Castello sarebbe sede magnifica per eventi sotto le stelle durante l’estate

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ma che bella serata al Castello di Cergneu, fatta di storia, lingua, tradizioni e cultura del nostro Friuli, con frequenti occasioni di lasciarsi andare anche ad appaganti risate, tanto apparivano divertenti i “quadri” del professor Angelo Floramo e le appropriate incursioni in rima di Dj Tubet. Il rapper di Nimis – quanto ci tiene al suo paese! – e lo storico sandanielese, esperto di cose medioevali, hanno infatti dato vita a due ore di vero, sano e rilassante, ma anche colto, spettacolo che ha richiamato un pubblico folto ed entusiasta, non solo per quanto visto e ascoltato (facendosi pure coinvolgere direttamente da Mauro Tubetti), ma anche per la fresca temperatura che circondava i resti del maniero, facendo dimenticare le calure della giornata.

Uno spettacolo molto apprezzato, appunto, e che meritava d’essere visto. Un grazie riconoscente è andato pertanto, con le parole di Dj Tubet (ma lui stesso si è tanto impegnato), al Comune di Nimis che ha subito fatto proprie, tramite il commissario straordinario Giuseppe Mareschi, le aspirazioni dell’Associazione culturale Cernedum che da anni opera, in maniera appassionata e senza risparmiarsi, per la valorizzazione del Castello: un luogo veramente suggestivo che si presta a meraviglia per queste manifestazioni di rievocazione storica (proprio per far rivivere meglio le atmosfere dell’Età di Mezzo c’erano anche dei figuranti in costume). E che durante la bella stagione – anche perché il luogo è facilmente raggiungibile con una breve “scarpinata” dopo aver lasciato l’auto nella prima borgata di Cergneu – potrebbe prestarsi egregiamente anche per altre proposte sotto le stelle, come piccole rappresentazioni teatrali in “marilenghe” o concerti dedicati alla musica antica, soprattutto medioevale vista la particolarità del contesto. Insomma, un’iniziativa da ripetere e, magari, da arricchire. Uno spunto certamente non trascurabile che potrebbe rivelarsi utile per integrare i programmi culturali di quanti scenderanno in campo la prossima primavera per esprimere la nuova amministrazione comunale.
Alla riuscita manifestazione hanno assicurato il loro apporto anche la Compagnia dei Riservati con Sonia Cossettini e Michele Pucci alla chitarra, gli Acrobati del sole per lo spettacolo di falconeria, la Compagnia teatrale RetroScena, Daria Miani di Telefriuli (cura la trasmissione “Maman” per bambini) e la Pro Loco del Rojale per gli antiche mestieri. Evento, come detto, organizzato dal Comune di Nimis in collaborazione con Cernedum, nell’ambito dell’iniziativa Primis Plus “Storie di multiculturalità: viaggio sensoriale attraverso il prisma delle minoranze”, finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 attraverso la Regione Friuli Venezia Giulia e la Società Filologica Friulana. Alla prossima…

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In copertina e all’interno l’applauditissimo spettacolo proposto da Dj Tubet e Angelo Floramo al Castello di Cergneu.

“Lidrîs”, riscoperta di antichi mestieri: invito lunedì al Mulino Brussolo di Cortale

S’intitola “Aghe, Fûc, Tiere, Aiar: Mistîrs”, in omaggio alla terra friulana, il nuovo progetto de La Compagnia dei Riservati, ciclo di tre eventi – sostenuti dal contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia – che toccheranno, fra lunedì 26 agosto e domenica 6 ottobre, altrettante location del Friuli, il Mulino Brussolo a Cortale di Reana, il Molino Bosa, a Codroipo, e Casa Lucis, a Ribis, nuovamente in Comune di Reana del Rojale.
“Lidrîs”, “radici” del territorio, è il filo conduttore del primo appuntamento, in calendario appunto per lunedì prossimo, alle 18.30: nel Mulino Brussolo Sonia Cossettini e Angelo Floramo, accompagnati dalla fisarmonica di Paolo Forte, proporranno un evento di stoytelling, accompagnato da musica e dalla rievocazione di antichi mestieri: sono previste diverse postazioni (cartoccio, vimini, telaio e lavoro a maglia), che saranno dislocate – a cura della Pro loco del Rojale – nel cortile del mulino, che per l’occasione sarà visitabile. Prenotazioni al link https://www.eventbrite.it/e/991125702657?aff=oddtdtcreator
La seconda tappa, in programma per domenica 22 settembre (in collaborazione con il Comune di Codroipo), spalancherà una finestra proprio sui mulini: alle 10 prenderà il via una biciclettata – a cura della Fiab Medio Friuli, la Federazione italiana ambiente e bicicletta – che porterà fino al molino Bosa, appena restaurato, dove le parole di Sonia Cossettini si intrecceranno con melodie proposte, all’arpa celtica, da Luigina Feruglio,
Sipario sulla rassegna – il 6 ottobre, alle 18, a Casa Lucis di Ribis – con “Gjonde: tradizioni in festa”: protagonisti, assieme a Sonia Cossettini, saranno Marisa Scuntaro, Dj Tubet e il Gruppo Folcloristico di Pasian di Prato. Verranno valorizzati anche i mestieri legati al canto, alla musica e al folclore, grazie ai quali il Friuli è conosciuto in tutto il mondo.

Prenotazioni al link https://www.eventbrite.it/e/991125702657?aff=oddtdtcreator

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In copertina, il suggestivo Mulino Brussolo alimentato dalla Roggia di Udine a Cortale.

Grato addio del Rojale a Tarcisio Venuti: in quelle Chiesette votive da Tarcento a Cividale c’è tutto il suo amore per il Friuli

di Giuseppe Longo

In quelle chiesette votive raccontate da Tarcisio Venuti c’è l’essenza del suo amore senza limiti per il Friuli, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Lo scrittore ha infatti dedicato se stesso allo studio, alla ricerca e alla divulgazione della propria terra, quella che Ippolito Nievo, giustamente, definì “piccolo compendio dell’Universo”, a cominciare dal suo Rojale che ieri pomeriggio gli ha rivolto un commosso, riconoscente saluto durante il funerale celebrato nella parrocchiale di Vergnacco. Il maestro aveva 94 anni e sarà ricordato non solo per il suo esemplare impegno come insegnante – che ha formato una foltissima schiera di bambini e ragazzi che oggi gli sono sicuramente riconoscenti -, ma anche, e soprattutto, per l’intensa e feconda attività letteraria con decine di pubblicazioni esibite con orgoglio nelle biblioteche, ma anche su tanti scaffali delle nostre case. Un lavoro ciclopico, meticoloso, messo assieme  durante tutta la vita, tanto che il Comune di Reana del Rojale qualche anno fa per esprimergli orgoglio e gratitudine gli aveva dedicato una bella cerimonia.
Appena appreso della scomparsa, la Società Filologica Friulana gli ha reso doveroso omaggio ricordando che lo storico e studioso di Vergnacco «ha scritto tanto sul nostro Friuli: di storia (con le ricerche tra i documenti degli archivi friulani), di arte (basta soltanto dire delle chiesette delle vallate del Natisone e del Torre), di tradizioni, ma anche qualche pezzo di letteratura». Quindi, viene ricordato con alcuni dei tanti articoli che il defunto ha scritto per le riviste della Filologica stessa. E anch’io desidero ricordarlo portando come esempio, tra le tante e pregiate opere, proprio il libro “Chiesette votive da Tarcento a Cividale”, con fotografie di Agostino Bruschi (Udine, La Nuova Base, 1977), attingendo anche a quanto aveva scritto al riguardo il professor Giuseppe Bergamini, il quale ha ricordato che queste semplici ma tanto amate costruzioni sono «disseminate un po’ dovunque nel territorio, nella pianura come in cima ai colli o nelle valli montane. Opere nella maggior parte riconducibili al periodo gotico o rinascimentale, ma più e più volte rimaneggiate nel tempo, raramente si debbono ad architetti “colti”, essendone di solito ideatori anonimi capimastri locali». «Le chiesette votive furono oggetto di appassionato studio da parte di Giuseppe Marchetti che ad esse dedicò, sulla rivista della Società Filologica Friulana “Sot la nape” una lunga serie di articoli dal 1961 al 1963: articoli che, con l’aggiunta delle parti che ancora restavano manoscritte, dopo la sua morte, furono riuniti in un enciclopedico volume, curato da Gian Carlo Menis, fondamentale per lo studio dell’arte friulana», annota poi Bergamini che prosegue: «L’opera di Tarcisio Venuti (che del Marchetti è stato allievo) prende idealmente le mosse da questa operazione che si era “limitata”, tuttavia, ad una veloce schedatura delle strutture architettoniche». E ancora: «Venuti aveva cominciato ad occuparsi dell’argomento già nel 1966, scrivendo decine e decine di articoli che con una certa continuità erano stati pubblicati sul settimanale udinese “La Vita Cattolica”: quarantadue dei quali costituiscono appunto il presente volume redatto – si badi bene, e la precisazione vale soprattutto se si tien conto del terremoto del 1976 – nell’anno 1974, ancorché per motivi editoriali uscito solo alla fine del 1977».
«Quanto a cultura – si legge ancora nella recensione di Giuseppe Bergamini -, Tarcisio Venuti è quello che si può definire un eclettico: giornalista (direttore di “Int furlane”, foglio “di cultura e di interessi del Friuli”), poeta, studioso di problemi linguistici e di folclore, ma anche di storie locali. Si è accostato solo in un secondo momento al mondo dell’arte, e lo ha fatto con l’entusiasmo che lo contraddistingue in ogni sua azione. Ciò spiega la struttura data dall’autore al suo libro: ad una introduzione generale che prende in esame sotto il profilo della storia, dell’arte e del folclore quella fascia di terra che va da Tarcento a Cividale, fa seguito una rassegna di 42 chiesette (per la verità non tutte votive, non almeno quella di Santo Stefano in Centa a Nimis o la parrocchiale di Porzus) tra quelle esistenti nella zona. Di ognuna di esse si danno esaurienti notizie storiche (spesso di prima mano, tratte da libri parrocchiali, da relazioni di visite pastorali, da documenti custoditi nelle parrocchie e negli archivi di Cividale ed Udine) oltre alla descrizione delle opere d’arte ivi presenti, al ricordo (documentario) di quelle scomparse e all’analisi delle strutture murarie. Ne nasce una schedatura veramente preziosa per ricchezza di contenuti, tale da permettere al lettore di cogliere le componenti artistiche presenti nella zona; che sono, in definitiva, quelle rispondenti al gusto popolare e che, pur rivestendo un loro interesse, molto spesso mal si apparentano con l’arte».
Ricordiamo, infine, che proprio sulla scia di questo prezioso lavoro di Tarcisio Venuti, nel Friuli orientale è nato “Il Cammino delle 44 Chiesette votive”. Il Cammino -informa una nota web – è un percorso circolare di 184 chilometri, suddiviso in 10 tappe, che attraversa nove Comuni: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Insomma, un interessante viaggio nella storia friulana che oggi possiamo riscoprire anche attraverso le meticolose e appassionate ricerche di questo grande figlio del Rojale.

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In copertina, Tarcisio Venuti in un’immagine abbastanza giovanile: il maestro si è spento infatti a 94 anni, ieri i funerali a Vergnacco.

Il friulano (anche nella variante di Nimis) con Dj Tubet va in onda sulla Tv austriaca

di Mariarosa Rigotti

La lingua friulana, anche nella variante di Nimis, grazie a Dj Tubet è stata applaudita protagonista in un recente programma della Tv austriaca: si tratta del documentario intitolato “La diversità linguistica nella regione alpino-adriatica” (Sprachenvielfalt im Alpen-Adria-Raum” ) proposto sul canale della televisione pubblica Orf 2, prodotto dalla sede di Klagenfurt, il capoluogo della Carinzia, e curato da Iris Hofmeister. Un lavoro che ha focalizzato l’attenzione anche sull’uso della “marilenghe” in Friuli e a Udine in particolare.

Una ricca carrellata sui Paesi contermini in questo documentario che ha dedicato la parte finale proprio alla lingua friulana, rilevata in molti aspetti della vita quotidiana quali: istituzioni, cartellonistica, media, editoria e musica. Così, a rappresentare la “marilenghe” ci sono William Cisilino (direttore dell’Agenzia regionale per la lingua friulana), Roberto Buttus (artigiano esperto di produzione e riparazione di strumenti a fiato a San Vito al Torre) e appunto il nimense Dj Tubet – al secolo Mauro Tubetti – con il suo rap friulano. E a tale proposito va sottolineato che la decisione dell’Orf di inserire un segmento dedicato alla lingua friulana nasce dall’interesse per il progetto didattico “Un glimuç di peraulis”, condotto nel 2023 dal Museo etnografico del Friuli con l’ufficio per la lingua friulana del Comune di Udine, che vedeva protagonista proprio il rapper ed educatore di Nimis. Va aggiunto che nel documentario di Orf 2 ci sono anche Daria Miani e Federica Angeli di “Maman”, la nota trasmissione per l’infanzia che va in onda su Telefriuli; Stefania Garlatti-Costa, consigliere delegato a identità friulana e plurilinguismo del Comune di Udine; i periodici “La Patrie dal Friûl” e “La Vôs dai Furlans”, All’Allegria, famosa osteria di via Grazzano, a Udine, oltre a scorci del capoluogo friulano e dei fiumi Tagliamento e Fella. Va anche ricordato che le riprese udinesi sono state girate nella primavera scorsa al Museo etnografico del Friuli, grazie alla collaborazione tra Orf, Civici Musei e il citato l’Ufficio per la Lingua Friulana della città capoluogo.


Questa produzione dell’Orf Landesstudio Kärnten ha avuto l’obiettivo «mettere al centro le esperienze delle persone che vivono all’incrocio di tre culture e che apprezzano i vantaggi di questa vicinanza multiculturale». Cosi, con la telecamera, Iris Hofmeister «visita persone che, per vari motivi, hanno trovato una “nuova” casa nelle regioni vicine e che condividono le loro esperienze. Per molti, il plurilinguismo è parte della vita quotidiana, indipendentemente dalle loro radici linguistiche e culturali. La lingua unisce, muove e apre nuove opportunità in un mondo del lavoro senza confini».
Il documentario ha avuto anche lo scopo di esplorare «come la lingua dell’amore porti alcuni a stabilirsi altrove e a fondare una famiglia, mentre la lingua dei ricordi rende indimenticabili le vacanze d’infanzia al mare. La lingua delle tradizioni facilita la trasmissione culturale». E «anche dal punto di vista culinario, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l’amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole».
Infine, una sottolineatura legata al contemporaneo: «La regione dell’Alpe Adria ha una storia comune ricca e non sempre pacifica, ma le crisi attuali in altri Paesi fanno emergere l’importanza della non violenza per una “regione di pace Alpe-Adria” come proposto dagli scienziati». Anche dal punto di vista gastronomico, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l’amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole. Da aggiungere che il documentario è disponibile online su Orf On al link: https://on.orf.at/video/14237294/unterwegs-beim-nachbarn-sprachenvielfalt-im-alpen-adria-raum

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In copertina, Dj Tubet durante la registrazione; all’interno, altre immagini delle riprese avvenute a Udine.

Sipario sul “Villacher Kirchtag” festa folcloristica più famosa d’Austria nella quale si sente spesso parlare friulano

di Giuseppe Longo

VILLACH – E ora arrivederci al 2025, all’80ma edizione. Domenica è calato il sipario sul “Villacher Kirchtag”, la grande sagra patronale della città carinziana, ma anche la più famosa festa focloristica dell’Austria intera che richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, molti dei quali anche dalla nostra regione. Tra la folla che sabato sera riempiva le principali vie cittadine, con chioschi, bancarelle che offrono i caratteristici cuori di marzapane o pan speziato e orchestrine tipiche, come nell’Hauptplatz, o le attrazioni del luna park nelle strade contermini, era infatti frequente sentir parlare friulano o veneto, ma anche italiano in genere. La festa comincia, infatti, nella piazza allungata che, dal ponte sulla Drava, sale verso la bellissima Hauptpfarrkirche di Sankt Jakob – cioè la Parrocchiale di San Giacomo, la cui memoria ricorreva il 25 luglio -, occupa la super-gremita piazza del Municipio, il Rathaus, dove è allestito anche il tradizionale Baum, l’albero della festa, e si estende nelle altre vie del centro storico, fino a ridiscendere verso il lungofiume, superato il quale si accede al quartiere più moderno, quello che porta alla stazione ferroviaria, dominato dallo slanciato campanile di Sankt Nikolai, che è proprio dirimpettaio allo stabilimento della Villacher, dal quale in questa settimana festaiola è uscita così tanta birra da far “concorrenza” alla stessa Drava, tributaria del Danubio dopo un viaggio di quasi 750 chilometri cominciato alle sorgenti che zampillano dalle Tre Cime di Lavaredo nei pressi di Dobbiaco. La bionda spumeggiante è infatti la vera regina della festa, sia bevuta semplicemente da sola sia sorseggiata per accompagnare i tradizionali salsicciotti di maiale sbollentati in acqua o cotti alla griglia (Bratwurst), che li rende ancora più gustosi, o un panino Kaiser farcito con una generosa fetta di Leberkäse aromatizzata con senape e una grattatina di Kren che ti “commuove”: uno starnuto e una lacrimuccia, infatti, non mancano mai. Birra, insomma, che scorre “a fiumi” come alla Oktoberfest di Monaco o alla Cannstatter Volksfest di Stoccarda, alla quale risalgono bellissimi ricordi della mia infanzia, nei primi anni Sessanta.

Villach – che da sempre ha un legame speciale con il Friuli, a cominciare dalla vicina Tarvisio, e con Udine in particolare – conta poco più di 60 mila abitanti ed è la seconda città della Carinzia dopo Klagenfurt, capoluogo del Land. Ma questa popolazione durante i giorni della sagra risulta praticamente quintuplicata, e forse anche più, tanta è la gente che vi arriva da ogni angolo dell’Austria e appunto dall’Italia, richiamata da un modo di fare festa molto frizzante e tradizionale tipico della gente d’Oltralpe, la quale partecipa con i bellissimi abiti tipici: Dirndl e belle camicette per ragazze e donne, Lederhosen, i pantaloni di cuoio – rigorosamente corti in questa stagione -, per giovanotti e uomini. In Austria, infatti, il costume della tradizione è il “vestito della festa” per eccellenza e tutti lo indossano con orgoglio. Per cui alla sagra c’era veramente uno sfoggio di questi abiti che superava di gran lunga quelli che noi usiamo comunemente.

Cominciato domenica 28 luglio sotto una pioggia fastidiosa, che ha rovinato l’avvio dei festeggiamenti, per il “Villacher Kirchtag” quella di sabato scorso è stata la giornata principale, anche se tutta la settimana è stata molto frequentata, essendo anche numerose le proposte disseminate nelle varie giornate. La penultima però, grazie a un tempo veramente splendido, caldo ma gradevole, è quella che ha richiamato il maggior pubblico anche perché quella è, tradizionalmente, la giornata delle grandi parate in costume con gruppi folcloristici che giungono da tutto il Paese e numerose Bande musicali che, con le loro note gioiose, esaltano il clima allegro della sagra del Patrono: ce n’erano anche dalla Slovenia, dall’Ungheria e dal Friuli Venezia Giulia, con la Filarmonica di Turriaco. E una volta passato il festoso corteo, ha preso il posto degli ottoni la musica delle orchestrine dislocate soprattutto nella Hauptplatz, accanto ai chioschi di birra e Würstel. Tanti coloro che si fermavano ad ascoltare le briose interpretazioni che a molti mettevano il solletico ai piedi. Grande ovunque l’affollamento, dalla piazza principale che dal ponte sale verso il centro con la Hauptpfarrkirche – sotto il campanile anche il “villaggio” italiano con il prosciutto di San Daniele – alle strade contermini o parallele, tradizionalmente riservate a quelli che, alla Fiera di Santa Caterina, siamo soliti chiamare “baracconi”, e che offrivano ogni sorta di attrazione, da quelle più semplici come le pesche a punti (che comunque fanno vincere sempre qualcosa) ai castelli incantati che mettono i brividi, dagli autoscontri alle “giostre” spericolate, che fanno mancare il respiro, alla grande ruota panoramica che offre una stupenda visione della città, ancora più suggestiva con le luci della sera.

E proprio nella notte di domenica è sceso il sipario sul “Villacher Kirchtag” 2024, una festa che val bene una gita anche di breve durata nella città della Drava. Anche perché per raggiungere da Udine la Carinzia basta poco più di un’ora, grazie all’autostrada Alpe Adria realizzata dopo il terremoto di 48 anni fa. E poi, oltre alla sagra stessa, per la quale possono bastare un paio d’ore o poco più, perché non approfittare per un’uscita sui piccoli ma bellissimi laghi – Faaker e Ossiacher -, circondati da magnifici boschi che invitano a una rigenerante passeggiata. E per chi desidera spingersi più a est, sul Wörthersee, lo stupendo lago di Velden e di Klagenfurt, sul cui lato meridionale c’è l’amato Santuario di Maria Wörth. E dalla sua graziosa penisoletta, attraverso una panoramica strada che costeggia il lago per una ventina di chilometri, si arriva proprio alla “città del Drago” che ha un fascino tutto suo. Insomma, “Villacher Kirchtag”, ma non solo…

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In copertina e all’interno alcune immagini del “Villacher Kirchtag” la bellissima sagra.

Cinemambulante questa sera arriva in piazza del Pozzo a Collerumiz sulle tracce dell’antica via Julia Augusta

Lo schermo itinerante di Cinemambulante continua il suo viaggio per la nona edizione della rassegna che porta il cinema all’aperto nei piccoli centri del Friuli, riscoprendo il piacere di ritrovarsi davanti ad uno schermo. Oggi fa tappa a Collerumiz di Tarcento: appuntamento alle 18 in piazza del Pozzo per la passeggiata cinenaturalistica e picnic “Sulle tracce della via Julia Augusta a Collerumiz” con il regista Martin Turk e la guida naturalistica Nicola Ceschia.
Nella splendida cornice di Collerumiz, in una semplice e piacevole passeggiata, si scopre un territorio ricco di storia e bellezze naturalistiche dove tra freschi boschi e preziosi prati stabili un tempo passava la via romana Julia Augusta che collegava Aquileia all’antica regione del Norico. Alle 21 in piazza del Pozzo proiezione all’aria aperta di “Don’t Forget to Breathe” di Martin Turk (2019), alla presenza del regista. Klemen, quindici anni, vive con il fratello maggiore Peter e la madre single in una cittadina rurale slovena. La loro routine, fra il campo da tennis o i bagni nel fiume, viene interrotta dall’inattesa storia d’amore di Peter con la sua splendida coetanea Sonja, che scatena in Klemen una serie di emozioni contrastanti.
Preceduto dal corto girato in pellicola di Annalisa Doriguzzi. Nei mesi scorsi, infatti, i Comuni hanno ospitato altrettanti giovani registi che in questi piccoli centri hanno trovato “residenza” e lavorato per realizzare un corto in pellicola: si tratta di giovani professionisti under35 provenienti da diverse regioni del Centro-nord Italia e che, in ogni serata della rassegna, potranno mostrare alla comunità il “ritratto in pellicola” del comune che li ha accolti.

Informazioni utili. L’ingresso ai film è libero fino ad esaurimento posti disponibili e non è soggetto a prenotazione. Le passeggiate e i picnic hanno, invece, posti limitati con prenotazione su cinemambulante.eventbrite.com
Sono previste delle sedute, ma è consigliato portare una coperta per i picnic e le proiezioni.
I menù dei picnic, realizzati da Mamm Ciclofocacceria di Udine, sono vegetariani ed è sempre possibile chiedere una versione vegana.

Per info:
eventi@videomante.it
Pagine FB Cinemambulante e IG @cinemambulante_fvg

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In copertina e all’interno due serate con il Cinemambulante in Friuli e una passeggiata.

Il Cinemambulante arriva a Palmanova e a Capriva con passeggiate e pic-nic

Lo schermo itinerante di Cinemabulante è ormai in viaggio per la nona edizione della rassegna che porta il cinema all’aperto nei piccoli centri del Friuli, riscoprendo il piacere di ritrovarsi davanti ad un grande schermo. Il secondo appuntamento è per domani a Palmanova: alle 18 partenza dalla Biblioteca per la passeggiata cinenaturalistica “In natura sui bastioni” e picnic (in collaborazione con Mamm Ciclofocacceria di Udine) con l’attore Roberto Abbiati e la guida naturalistica Michele Germano. L’insolita natura che assedia la fortezza di Palmanova e che ha scelto i bastioni della città stellata come luogo del suo sviluppo è un’ulteriore e inaspettate preziosità del sito patrimonio Unesco. Alle 21, nel giardino della biblioteca Civica Muradore (Via Loredan, 1), proiezione all’aria aperta “Io vivo altrove!” di Giuseppe Battiston (2023) alla presenza dell’attore Roberto Abbiati: due amici stanchi delle rispettive vite fuggono dalla città e intraprendono l’avventura della vita in campagna. Liberamente ispirato al romanzo ‘Bouvard e Pécuchet’ di Gustave Flaubert. Preceduto dal corto in pellicola di Tommaso Ferrara.
Il giorno successivo, 20 luglio, Cinemabulante si sposta a Capriva del Friuli con passeggiata cinenaturalistica e picnic (partenza alle 18 dal Panificio Iordan in Piazza Vittoria, 16) per scoprire “Acque e vino: i paesaggi di Capriva” in compagnia della regista Claudia Brignone e della guida naturalistica Nicola Ceschia. In un percorso ad anello, di circa sei chilometri, si esplora la zona dei laghetti rossi, passeggiando tra boschi e vigneti immersi nel paesaggio del Collio alla scoperta di storie di vino, flora e fauna locale.
Alle 21, nel parco comunale di Capriva (Piazza Vittorio, 1), proiezione all’aria aperta di “La Villa” di Claudia Brignone (2019) alla presenza della regista. Il film è ambientato a Scampia, Napoli: pochi sanno che nel cuore del quartiere, tra alti palazzoni e distese di cemento, c’è un grande parco pubblico: “La Villa Comunale”, un’oasi naturale, in cui le persone si incontrano alla ricerca di uno spazio di libertà. Preceduto dal corto girato in pellicola di Luigi Chiapolino.

Informazioni utili: l’ingresso ai film è libero fino ad esaurimento posti disponibili e non è soggetto a prenotazione. Le passeggiate e i picnic hanno posti limitati con prenotazione su cinemambulante.eventbrite.com
Sono previste delle sedute, ma è consigliato portare una coperta per i picnic e le proiezioni.
Tutti i menù dei picnic (realizzati da MAMM Ciclofocacceria di Udine, tranne per l’appuntamento del 20 luglio a cura del panificio Iordan di Capriva) sono vegetariani ed è sempre possibile chiedere una versione vegana.

Per info: eventi@videomante.it
Pagine FB Cinemambulante e IG @cinemambulante_fvg

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In copertina e all’interno immagini del cineambulante ad Aquileia e a Talmassons e di una passeggiata naturalistica.

Tutto il Friuli in bicicletta nella nuova proposta estiva di Radio Onde Furlane

come osservavamo la scorsa settimana, ci sono due modalità particolarmente efficaci per scoprire il Friuli: ascoltare la radio e muoversi in bicicletta. Mtb Friûl, la nuova trasmissione di Radio Onde Furlane, in programmazione il sabato alle 11 e alle 14 e la domenica alle 14, si propone di promuovere la pratica di entrambe. Il programma, curato e condotto da Paolo Cantarutti, nasce proprio dall’attenzione peculiare che da sempre la storica “radio libare dai furlans” ha nei confronti del territorio, della cultura e dell’ambiente e dalla consapevolezza circa il crescente interesse del pubblico nei confronti della bicicletta, riconosciuta come mezzo di trasporto sostenibile tanto nella quotidianità quanto nel tempo libero, tra pratica sportiva, svago e turismo.


Così, durante l’intero periodo estivo, in modulazione di frequenza sui 90 Mhz, sui 90.2 Mhz, sui 105.6 Mhz e in streaming all’indirizzo www.radioondefurlane.eu, a cadenza settimanale chi ascolta Onde Furlane avrà la possibilità di conoscere una serie di percorsi a misura di bicicletta e in particolare di mountain bike che attraversano diverse aree del Friuli e talvolta sconfinano verso est, ovest e nord. Accanto alla descrizione degli itinerari, grazie alla collaborazione di Francesco Pascoli dell’associazione Mtb Friuli, nel corso di ogni trasmissione ci sarà spazio per informazioni più dettagliate non solo sulle diverse porzioni di territorio da scoprire e visitare, ma anche sugli aspetti tecnici che caratterizzano i diversi tracciati, dai dislivelli alle condizioni di strade, piste e sentieri, con indicazioni specifiche sia sull’equipaggiamento consigliato che sui possibili luoghi dove fare tappa. In ciascuna delle dieci puntate, che saranno altresì “condite” con selezioni musicali a tema, ci sarà anche una “pillola di conoscenza” dedicata a clima e meteo, caratterizzata dal titolo La cape e je maltaiade e curata dal geologo e climatologo Enrico Maiero.
Mtb Friûl fa parte del palinsesto estivo di Radio Onde Furlane. La peculiarità della programmazione stagionale, in vigore sino a settembre, risiede nel fatto che il primo appuntamento informativo del mattino è stato spostato dalle 8 alle 9, ora in cui, dal lunedì al sabato, vengono così proposti in sequenza la prima edizione del Gjornâl Radio, il Meteo e In dì di vuê, la rassegna stampa nternazionale.
Il contenitore del mattino, conseguentemente, prende il via alle 9.45 (e non alle 9.30, come di consueto): al posto di quello che dal lunedì al venerdì è Ator Ator e il sabato è l’approfondimento giornalistico intitolato Dret & Ledrôs l’offerta di Onde Furlane prevede Avenâl, uno spazio che come è esplicitato dalla sua denominazione in friulano si presenta come una “sorgente” continua di informazioni e aggiornamenti, tra cronaca, cultura e società. In questa fascia oraria lo sport continuerà ad essere protagonista il lunedì mattina con Schiribicilu! Sot de lobie. Sono inoltre confermate le rubriche in prima diffusione alle 11, da lunedì a venerdì, a partire da Internazionalitari e Babêl Europe, che si alternano il martedì in quell’orario, e rimane un punto fermo il Ce fâ?, l’agenda quotidiana degli appuntamenti, in onda alle 11.30 e alle 18.30, che nel periodo estivo si arricchisce ulteriormente di contenuti e segnalazioni.