Monte Croce Carnico, la soluzione definitiva è vicina: una galleria in quota di 4 chilometri tra Friuli e Carinzia

«La galleria di 4,1 chilometri è la soluzione che risponde meglio alle esigenze del territorio: garantisce sicurezza, continuità del collegamento anche in inverno e tutela il carattere turistico e ambientale del Passo. È la scelta più sostenibile, moderna e condivisa da istituzioni e categorie economiche», ha affermato l’assessore alle Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, Cristina Amirante, al termine dell’incontro tenutosi ieri, nella sede udinese della Regione Fvg, con gli amministratori locali, le categorie economiche, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni De Pozzo, e il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, per fare il punto sul futuro della viabilità al Passo Monte Croce Carnico. Al centro del confronto, l’ipotesi di una nuova galleria transfrontaliera appunto di quattro chilometri o poco più che consentirebbe la permeabilità turistica e culturale tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia anche nei mesi invernali, evitando il transito di mezzi pesanti e risolvendo le criticità geologiche della strada attuale. «Abbiamo escluso l’ipotesi della galleria di base, da 8,5 chilometri, perché troppo costosa e sproporzionata rispetto all’obiettivo. L’opzione su cui c’è massima condivisione è quella del traforo in quota, sostenibile dal punto di vista economico e ambientale», ha precisato Amirante. L’intervento, stimato in 500 milioni di euro, potrebbe essere finanziato fino all’85% con fondi della Banca europea degli investimenti. Entro la fine dell’anno sarà presa la decisione definitiva sulla soluzione progettuale, mentre nel 2026 si punta alla redazione del Progetto di fattibilità tecnico economica anche in collaborazione con la Carinzia.


Una condivisione di intenti e progetti per individuare la soluzione definitiva al problema del Passo di Monte Croce Carnico, direttrice che si conferma primaria per il turismo, le imprese e i cittadini non solo della Carnia, ma di tutto il Friuli Venezia Giulia, che va nella direzione di contrastare il rischio isolamento e spopolamento dell’area montana. La soluzione più plausibile, dunque, pare proprio essere il traforo da 4,1 chilometri, con un costo stimato di 500 milioni, minor impatto ambientale e percorribilità garantita al valico anche in caso di neve. All’incontro era presente anche il presidente della Comunità di montagna della Carnia Ermes De Crignis, oltre a una ventina fra sindaci e rappresentanti delle categorie economiche del territorio.
La scelta definitiva condivisa è apparsa indispensabile e indifferibile, in particolare alla luce di ciò che ha comportato l’evento franoso del dicembre 2023, ossia l’impegno immediato di Regione e Anas con interventi urgenti di messa in sicurezza per consentire la riapertura del valico. Lavori che proseguono e consentiranno un’apertura completa nel periodo più sensibile per il turismo, dopo l’8 agosto, e poi nuovamente momenti di chiusure parziali e totali per il completamento, come da cronoprogramma illustrato dall’assessore Amirante.
«Abbiamo investito 10 milioni di euro come Regione e altri 10 l’Anas – ha affermato Mazzolini, che ha coordinato l’incontro e si è impegnato fin dall’inizio nel portare avanti l’intero percorso di riqualificazione del valico e della sua viabilità –, ma la situazione resta delicata: occorre una soluzione definitiva per una percorribilità in piena sicurezza della strada. Il traforo è strategico, consente apertura del passo tutto l’anno e praticamente non ha impatto ambientale. Questa idea, su cui oggi convergiamo, è nata grazie al lavoro di squadra che vede un impegno transnazionale e la condivisione anche del Governo, Ministero delle infrastrutture in primis. Ringrazio la Camera di Commercio, che ha saputo avviare un percorso con tutte le categorie economiche. Ringrazio tutti i sindaci e la Comunità di montagna. Importante sarà coinvolgere anche l’Europa sul fronte dei finanziamenti dell’opera e continuare l’interlocuzione proficua con la Carinzia, nonché con i nostri parlamentari europei e quelli austriaci». L’assessore Amirante ha quindi confermato che l’obiettivo è definire una scelta entro fine anno: «Il momento è strategico per identificare una soluzione definitiva», ha detto, dettagliando costi, impatti e tempistiche delle tre ipotesi sul tavolo. La galleria di base da 8 chilometri avrebbe costi stimati che superano il miliardo di euro e un forte impatto ambientale. La viabilità alternativa, pur più economica, sarebbe comunque impattante e non risolverebbe i problemi di percorribilità in caso di neve. Il traforo in quota da 4,1 chilometri con cunicolo di sicurezza, per un costo stimato in 500 milioni di euro, appare dunque il percorso più risolutivo e meno impattante. L’intento della Regione, in collaborazione con la Carinzia, è di arrivare entro fine anno, ha detto l’assessore, all’individuazione di una soluzione progettuale da presentare a Roma e Vienna per avviare il partenariato e il reperimento di risorse anche europee.
Dal mondo economico, il presidente della Camera di Commercio Da Pozzo ha ricordato l’importanza dell’opera: «Un anno e mezzo fa abbiamo riunito tutte le categorie economiche provinciali per sottolineare che questa non è solo questione della Carnia, ma dell’intera regione. Il passo è un’infrastruttura transnazionale che riguarda turismo, industria e logistica. Ne avvertono il peso non solo le imprese della montagna, ma anche quelle di Lignano e Grado, come mi hanno testimoniato in prima persona molti operatori economici. La Regione ha dimostrato impegno e visione, ora serve una condivisione totale del territorio e delle categorie per trasformare questa visione in progetto concreto. Un tunnel è fattibile dal punto di vista tecnico e oggi abbiamo un’occasione storica, sapendo di avere anche la disponibilità del Governo».
«La presenza di tanti sindaci e delle categorie dimostra l’importanza dell’opera – ha aggiunto De Crignis –. Siamo partiti in un viaggio che deve intensificarsi, anche per dare ai giovani la speranza di vivere e lavorare in queste zone. Sarà fondamentale cogliere ogni opportunità di finanziamento europeo e collaborare con la Regione, che avrà il compito di definire le scelte definitive». Un segnale forte è arrivato anche dal mondo industriale: «Prima di tutto c’è la sicurezza, ed è positivo che la Regione stia intervenendo con urgenza – ha sottolineato Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine –. Il traforo è un’opera strategica per il rilancio della montagna e dell’intero Friuli. Deve essere realizzata nel minor tempo possibile, perché una viabilità efficiente può contrastare isolamento e spopolamento».
Il messaggio uscito, dunque, dalla sala del Consiglio delle autonomie locali ha trovato convergenza da parte di tutti i partecipanti: istituzioni, enti locali e categorie economiche hanno espresso una visione comune e intendono trasformarla in un progetto concreto, confidando di ridurre al massimo anche i tempi di realizzazione.

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In copertina, un’immagine del Passo di Monte Croce Carnico dopo la sua riapertura; all’interno, la riunione avvenuta ieri a Udine con l’assessore regionale Amirante e il vicepresidente del Consiglio Fvg Mazzolini.

Teatri dell’Anima, domenica a Cordenons anteprima estiva con musica, natura e giovani. In oltre settecento al festival 2025

Dopo aver incantato il pubblico con l’edizione 2025 e oltre 700 presenze distribuite in tre province del Friuli Venezia Giulia, I Teatri dell’Anima – organizzato da EtaBeta Teatro con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli – torna a far parlare di sé con un’anteprima estiva dell’edizione 2026. Domenica 3 agosto, nella cornice dell’area naturalistica del Vinchiaruzzo, a Cordenons, va in scena un evento speciale ad ingresso gratuito che apre simbolicamente la XII edizione del primo festival teatrale a basso impatto ambientale della regione.
L’edizione appena archiviata ha confermato il valore culturale e ambientale del primo festival teatrale a basso impatto ambientale del Friuli Venezia Giulia. Con oltre 700 presenze che hanno partecipato a spettacoli, passeggiate teatrali, incontri pubblici e performance site-specific, il festival ha attraversato diverse località nelle province di Pordenone, Udine e Gorizia, portando il teatro all’aperto in contesti naturali come risorgive, biotopi e parchi, in un’edizione simbolicamente intitolata “Eco-Logiche”. Sulla scia di questo successo, l’evento di agosto anticipa l’edizione 2026 con un concerto che fonde arte, paesaggio e nuove visioni musicali: protagonista sarà l’Orchestra Con Fuoco, giovane ensemble diretta da Davide Ceccato e nata da un progetto artistico curato da Saltarello Associazione Culturale, che presenta il concerto con il titolo “Concerto per spiritelli in Natura”. Il progetto è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

L’Orchestra – Nata all’interno del Festival Mulino Nicli da una call rivolta a musicisti tra i 15 e i 22 anni, l’Orchestra Con Fuoco è frutto di un percorso artistico collettivo, sperimentale e profondamente innovativo. I suoi componenti provengono da formazioni musicali eterogenee e suonano strumenti anche molto diversi tra loro, oltrepassando i generi e sperimentando linguaggi nuovi. Improvvisazione, conduction, partiture grafiche e simboliche: l’ensemble fa della creazione estemporanea il proprio terreno d’azione, in costante dialogo con i luoghi che lo ospitano. Durante il concerto verranno proposti due lavori originali – “Portraits” e “Musiche sull’acqua” – che spaziano dalla musica d’avanguardia del primo Novecento fino a suggestioni psichedeliche e free-jazz, in un mix sorprendente di intensità e leggerezza.

L’evento – L’appuntamento si terrà nella straordinaria cornice dell’Area naturalistica del Vinchiaruzzo a Cordenons, tutelata a livello europeo e nazionale e oggetto negli anni di un importante lavoro di ripristino ambientale grazie all’impegno di volontari, alunni e insegnanti. Ontani neri, salici bianchi, aceri, pioppi, tigli, querce e una varietà di arbusti tipici delle zone umide fanno di questo spazio un autentico scrigno di biodiversità. Alle ore 17.30, prima del concerto, il pubblico potrà partecipare a una visita guidata a cura dell’Associazione Naturalistica Cordenonese, per scoprire la storia, la flora e il valore ecologico del sito. L’evento, ad ingresso gratuito, si terrà in spazio libero all’aria aperta, nel pieno rispetto dell’ambiente e senza necessità di prenotazione. In caso di maltempo, il concerto si terrà nella sede della Pro Villa d’Arco, via Grizzo (località Villa d’Arco) a Cordenons.

Il bilancio – Intanto, si è chiusa con un bilancio positivo l’edizione 2025 de I Teatri dell’Anima. Come detto, la rassegna, che unisce spettacolo, natura e sostenibilità, ha registrato oltre 700 presenze distribuite tra spettacoli, passeggiate teatrali, incontri pubblici e performance site-specific: il festival ha attraversato diverse località delle province di Pordenone, Udine e Gorizia, portando il teatro all’aperto in contesti naturali come risorgive, biotopi e parchi, in un’edizione intitolata “Eco-Logiche”.
«Il pubblico ha apprezzato in particolare il rispetto dei luoghi e il clima di partecipazione libera e serena – ha affermato il direttore artistico Andrea Chiappori – aperta a vivere la natura con consapevolezza e leggerezza». Tra i momenti più suggestivi di questa edizione, domenica 13 luglio, la passeggiata teatrale al Vinchiaruzzo, un gioiello naturale di Cordenons, spesso sconosciuto persino ai residenti. In otto stazioni dislocate lungo il percorso, attori, allievi e artisti hanno dato voce a racconti ispirati direttamente dal paesaggio, trasformando il parco in un vero teatro naturale, sorprendente per biodiversità e atmosfera. Un evento corale che ha visto la partecipazione de La Bottega dei Sogni di Udine, La Stropula di Monfalcone, Gruppo Teatro Pordenone, Teatro Sagrado e altri interpreti, con la regia di Fabio Comana.
Molto apprezzato anche lo spettacolo “Fiatone… io e la bicicletta”, andato in scena il 28 giugno a Dardago di Budoia. «È stata una dedica poetica e ironica alla bicicletta come mezzo quotidiano di mobilità sostenibile – ha raccontato Chiappori –. Ha fatto sorridere e, forse, ha convinto qualcuno a rispolverare la vecchia bici in garage. Più di qualcuno è arrivato allo spettacolo pedalando, grazie anche alla collaborazione con FIAB Pordenone – Aruotalibera». Un altro momento centrale del festival è stato l’incontro “Pensare sostenibile”, ospitato giovedì 19 giugno nel parco di San Floriano, a San Giovanni di Polcenigo. «Un appuntamento dal tono leggero ma ricco di contenuti – ha spiegato ancora Chiappori – animato da ospiti giovani, competenti e pieni di energia. È stato anche un’occasione preziosa per intrecciare prospettive di collaborazione con altri festival e realtà culturali del territorio».

La sessione invernale – Non è mancata, anche quest’anno, una sessione invernale, con la significativa anteprima dello spettacolo “Genesi del rigenero” di Beppe Allocca. Una narrazione brillante e fuori dagli schemi, che ha affrontato il tema del riciclo nel mondo della moda, lanciando uno sguardo critico e creativo sulla fast fashion. Un lavoro innovativo, capace di portare sul palco uno dei temi ambientali più urgenti con intelligenza e ironia. Tra le novità dell’edizione, anche la valorizzazione del Parco Colonia a San Giorgio della Richinvelda, considerato dagli organizzatori un luogo ideale per ospitare future attività.

Il Festival I Teatri dell’Anima è organizzato da Etabeta Teatro, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, in partenariato con: Erbamil, Associazione Naturalistica Cordenonese, Scuola Sperimentale dell’Attore, Servi di Scena, Mulino ad Arte. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Polcenigo, Talmassons, Budoia, Sagrado, San Giorgio della Richinvelda e Cordenons, e si è svolta in collaborazione con numerose realtà del territorio: Associazione La Marculine, Borgo Creativo, FIAB Pordenone – Aruotalibera, Cooperativa Controvento, Terrae’, NOplanetB, Climax e Associazione Pro Loco Sagrado.

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In copertina e all’interno immagini di Dardago e di San Floriano, a Polcenigo, e dell’Orchestra Con Fuoco.

Tarcento, da vent’anni il gemellaggio con Bovec in Slovenia: oggi festa-concerto con i Fisarmonicisti di Massimo Pividori

(g.l.) Conta ormai vent’anni il gemellaggio tra Bovec e Tarcento. Una proficua amicizia, tenuta salda attraverso manifestazioni e incontri, a cominciare dall’annuale “trasferta” del Festival dei Cuori nella cittadina turistica slovena, che sorge ai piedi del monte Canin. Appuntamento bellissimo che verrà ripetuto anche quest’anno, come già annunciato nel programma del folclore internazionale che animerà presto il Friuli Venezia Giulia.
E appunto l’amicizia con Bovec (Plezzo in italiano, Pleç in friulano) sarà sottolineata questo pomeriggio nella sala Diamante di Palazzo Frangipane, la storica sede municipale, dove alle 15.15 ci sarà una festa-concerto del Gruppo Fisarmonicisti Tarcento – Ensemble Flocco Fiori diretto dal maestro Massimo Pividori. La manifestazione beneficia del sostegno del Consiglio regionale Fvg e della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine.

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In copertina, il maestro Massimo Pividori (al centro) con il Gruppo Fisarmonicisti Tarcento; qui sopra, una veduta di Bovec.

Il folclore del Mondo è pronto a “riabbracciare” il Friuli Venezia Giulia: ecco i cinque festival che animeranno l’estate della nostra regione

Il folclore mondiale è pronto ad “abbracciare” nuovamente il Friuli Venezia Giulia, in una carrellata di ben cinque festival internazionali che con centinaia di performers, provenienti da una ventina di Paesi, ravviveranno l’estate in numerose località del territorio regionale. Debutto il 17 luglio, sipario il 31 agosto: la ricchissima stagione 2025 del ciclo di eventi coordinati dall’Unione Gruppi Folcloristici Fvg è stata presentata nella sede udinese della Regione Fvg che sostiene la rassegna. A illustrare nel dettaglio i programmi delle singole manifestazioni, dopo l’introduzione del presidente di Ugf Claudio Degano, sono stati gli organizzatori di ciascuna; presenti pure rappresentanze delle tante municipalità coinvolte, la consigliera regionale Lucia Buna, complimentatasi per il livello e il valore dell’evento, e la consigliera comunale di Udine Stefania Garlatti Costa.

La presentazìone dei festival a Udine.

FOLKLORAMA. A segnare l’avvio dell’intensa serie di appuntamenti sarà la 28ma edizione di Folklorama, promossa dal Gruppo Folcloristico Pasian di Prato, che porterà in Friuli Venezia Giulia artisti da tre Paesi stranieri (Austria, Thailandia e Isole Hawaii), i quali si affiancheranno al gruppo di casa. Le municipalità toccate dal ciclo itinerante di spettacoli saranno Cassacco, San Giorgio di Nogaro, Colloredo di Monte Albano, Pasian di Prato e Campoformido-Bressa.

FOLCLORE GIOVANILE. Seguirà, fra il 25 e il 27 luglio, il 25° Festival Mondiale del Folclore Giovanile, altra radicatissima manifestazione: curata dall’Associazione Folcloristica Giovanile Regionale, animerà le piazze di Cormons, Udine e Pordenone. Protagonisti delle serate, tra musiche, danze, colori e allegria, saranno gruppi provenienti da Bosnia-Erzegovina, Repubblica Ceca, Macedonia del Nord e Italia, insieme alle formazioni giovanili friulane.

AVIANO E PIANCAVALLO. Con i suoi 57 anni di vita il tradizionalissimo Festival Internazionale del Folklore di Aviano e Piancavallo – organizzato dalla Pro Loco di Aviano in collaborazione con il gruppo Angelica – Danzerini di Aviano – è il “veterano” fra le cinque occasioni folcloristiche che si susseguiranno in Friuli Venezia Giulia nelle prossime settimane. Il debutto è atteso per lunedì 4 agosto, la conclusione cadrà nella giornata di Ferragosto; location delle esibizioni degli ospiti, che arriveranno da India, Portorico, Lettonia, Taiwan e naturalmente Italia: saranno Aviano, Piancavallo, Sacile, Barcis e Pordenone.

FESTIVAL DEI CUORI. Poco più giovane di quello appena citato è il Festival dei Cuori®, giunto alla 55ma edizione, come sempre a cura del Gruppo Chino Ermacora. La rassegna si aprirà il 21 agosto e proseguirà fino al giorno 26: in scena gruppi folcloristici dell’Armenia e di Colombia, Ecuador, Kirghizistan, Tahiti e Italia. Nato nel 1965 su intuizione di Vittorio Gritti, l’evento è inserito nei calendari internazionali e affiliato al Cioff (Conseil International des Organisations de Festivals de Folklore et d´Arts Traditionnels), dal quale ha ottenuto il riconoscimento di “Festival Internazionale Cioff®”: decine e decine, negli anni, i Paesi che hanno partecipato alla prestigiosa rassegna, portando in Friuli le proprie culture e tradizioni e diffondendo un appello – attualissimo, nella drammatica contingenza attuale – all’amore, alla fratellanza e alla solidarietà̀, nel rispetto delle direttive emanate dall’Unesco per l’educazione alla pace e alla tolleranza. Il Festival dei Cuori® animerà quest’anno le piazze di Bovec, in Slovenia, Tricesimo, Gemona del Friuli e Udine.

CASTELLO DI GORIZIA. Chiude la densa programmazione il 53° Festival Mondiale del Folklore “Castello di Gorizia”, organizzato dall’Associazione Etnos: al via il 27 agosto, continuerà fino al 31, offrendo animazioni in centro storico, una solenne inaugurazione in piazza Battisti (alle 20.30 del 28 agosto), il 49° Congresso delle tradizioni popolari (il giorno 30) e la 58ma parata folcloristica internazionale nel cuore di Gorizia. “Festival Internazionale Cioff®”, l’evento incarna da sempre un perfetto connubio tra cultura, arte, spettacolo e divertimento, sotto la slogan “Costruiamo ponti fra gli uomini e fra i popoli”, perfettamente in linea con l’obiettivo di “Go!2025” Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura. Gli appuntamenti in calendario hanno ottenuto, ancora una volta, il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Attesi a Gorizia studiosi, gruppi e complessi musicali da Armenia, Austria, Cipro Nord, Croazia, Ecuador, Kyrgyzstan, Papua Nuova Guinea, Slovenia e Italia.

Gruppi esultanti a Gorizia.

Il cartellone completo delle rassegne è consultabile sul sito www.ugf-fvg.org e sulla pagina Facebook UGFFVG.

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In copertina, il Festival dei Cuori di Tarcento giunto alla 55ma edizione.

Pordenonesi nel mondo, si riunisce la Consulta dei Segretariati Efasce. Domani Messa al Beato Odorico prima dei saluti

Oggi, 12 luglio, inizia a Pordenone la due giorni di lavori de “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro”. Si tratta della prima Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. Attesi rappresentanti dell’Ente da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela.

Angioletto Tubaro


«Avremo – spiega il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – un rappresentante per ogni Stato il quale ci illustrerà quale sia la situazione attuale dei corregionali nelle varie parti del Mondo. Da questo stato dell’arte partiremo poi per un’analisi per definire le azioni future riguardo al mantenimento dei rapporti con l’Italia e il Friuli Venezia Giulia e promuovere il ruolo di Efasce nelle varie realtà. La Consulta, prevista nel nuovo Statuto dell’Ente, è un momento davvero fondamentale nella vita di Efasce che, lo ricordiamo, esiste per mantenere il rapporto con i nostri emigranti vivo e fecondo. Grazie, a nome del direttivo, alla Regione Fvg, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone che ci sostengono in questo cammino».
Questo in sintesi il programma. Stamane un primo momento con il saluto delle Istituzioni aperto al pubblico all’Hotel Santin e l’incontro con gli altri corregionali che in questi giorni sono presenti in città partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione. Il resto della giornata sarà dedicato ai lavori a porte chiuse nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domani la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina, corregionali alla scoperta del centro storico di Pordenone.

Montagne senza confini, a Pordenone si conclude questa sera in musica il progetto dedicato all’alpinista Julius Kugy

Si conclude in musica il progetto “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” promosso con vivo successo dalla Storica Società Operaia di Pordenone con la direzione artistica di Eddi de Nadai, attraverso un apprezzato calendario di eventi, tra concerti, conferenze e proposte editoriali, nel territorio del Friuli Venezia Giulia da Pordenone all’area goriziano-isontina protagonista di GO!2025, ai cui temi il percorso si è ispirato, intorno alla figura di Julius Kugy, alpinista, scrittore, botanico, umanista e, per diletto, musicista, emblema delle lingue e culture mitteleuropee tra Otto e Novecento.

E proprio alla sua epoca è dedicato il concerto “Paesaggi musicali ai tempi di Julius Kugy” di oggi, 3 luglio, alle 20.45 nel Convento di San Francesco a Pordenone, che vedrà protagonista il duo formato dal soprano croato Tamara Ivaniš Zaplatić, vincitrice del Concorso di Canto Cameristico “Seghizzi” 2024, e Tjaša Šulc Dejanović, pianista slovena docente al Conservatorio di Maribor, con un repertorio che proporrà all’ascolto molti degli autori che proprio in quel periodo storico, e specialmente nell’area centro-orientale dell’Europa, hanno lasciato traccia della loro arte.
In programma, accanto a noti brani di autori quali Grieg, Mahler, Richard Strauss, Hugo Wolf, ma anche di Cesare Augusto Seghizzi e di Paolo Tosti, si potranno apprezzare pagine di compositori sloveni e croati, e di compositrici europee di notevole interesse, quali la croata Dora Pejačević (1885-1923) e la belga Eva Dell’Acqua (1856-1930).
Di stampo mitteleuropeo anche il curriculum delle due musiciste: Tamara Ivaniš Zaplatić, nata a Varaždin, in Croazia, ha compiuto i suoi studi presso l’Università della Musica e delle Arti Performative di Vienna e al Mozarteum di Salisburgo, interpretando già ruoli di primo piano in produzioni liriche in Austria, Ungheria, Croazia. Tjaša Šulc Dejanović, nata a Maribor in Slovenia, ha compiuto i suoi studi all’Università di Zagabria nella classe di Ksenija Kos, e successivamente in Italia presso l’Accademia Musicale Santa Cecilia di Bergamo sotto la guida di Konstantin Bogino. Con un’avviata carriera concertistica internazionale da solista e camerista (in Germania, Croazia, Slovenia e in Cina), è docente di pianoforte al Conservatorio di Maribor.

Il concerto, che si inserisce nella programmazione dell’Estate a Pordenone, è realizzato con il sostegno del Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, della Regione Friuli Venezia Giulia, di Fondazione Friuli, ITAS Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, in collaborazione con l’Associazione Corale Goriziana C.A. Seghizzi.
Ingresso libero.
Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram

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In copertina, il soprano Tamara Ivaniš Zaplatić; all’interno, la pianista Tjaša Šulc Dejanović protagoniste a Pordenone.

Anche Coop Casarsa: no al boicottaggio dei prodotti israeliani (“decida il consumatore”), sì agli aiuti per Gaza

Boicottare prodotti in ragione della loro provenienza è un diritto dei consumatori in base alle proprie opinioni e sensibilità, ma non spetta farlo alle imprese. Per cui Israele non fa eccezioni alla policy di Coop nazionale, come ribadito nella riunione della Presidenza di Ancc (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) di cui fa parte anche Coop Casarsa, la più grande cooperativa di consumo tra quelle con sede centrale in Friuli Venezia Giulia. Quindi niente boicottaggio di prodotti israeliani ma anche allo stesso tempo disponibilità a raccogliere aiuti per la popolazione di Gaza come atto concreto di aiuto.

Sabrina Francescutti


«Le sofferenze della popolazione civile nel conflitto in corso nella Striscia di Gaza – ha dichiarato la presidente di Coop Casarsa, avvocato Sabrina Francescutti – non possono lasciare nessuno indifferente. Ma questa non comporta l’attivazione di azioni di boicottaggio di prodotti in ragione della loro provenienza. Per Coop Casarsa è importante garantire la libertà di scelta dei consumatori, clienti e soci, che hanno valori, opinioni e sensibilità inevitabilmente diverse e tutte ugualmente rispettabili. Per tale motivo la nostra cooperativa è del tutto allineata con la policy di Coop nazionale e del Consorzio Sait di Trento, a cui aderiamo da alcuni mesi, e lascerà liberi i propri soci e clienti nella scelta dei prodotti da acquistare».
«Rivolgiamo un appello urgente al Governo italiano perché ci si adoperi con il massimo impegno a riaprire i corridoi umanitari verso la Striscia di Gaza – afferma, inoltre, Ernesto Dalle Rive presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) –. È questa la condizione indispensabile per avviare una imponente raccolta di cibo e altri aiuti su cui le cooperative di consumatori dichiarano sin da ora la loro completa disponibilità, confidando anche in una analoga mobilitazione di tutta la moderna distribuzione». Raccolta di aiuti a cui Coop Casarsa ha già deciso di aderire.

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In copertina, un’immagine della sede centrale di Coop Casarsa.

Grado, domani con il Fai di Trieste a Barbana (che si prepara al “Perdon”) tra i preziosi ex voto del Santuario mariano

(g.l.) Un Santuario tra storia, fede e natura: è quello di Barbana, in mezzo alla stupenda Laguna di Grado, che si appresta a ricevere una visita del Fai per ammirare gli ex voto conservati all’interno della Chiesa mariana che la prima domenica di luglio riceverà il tradizionale pellegrinaggio con le barche in occasione dello storico “Perdon de Barbana”. La delegazione Fai di Trieste ha, infatti, organizzato per domani, 20 giugno, una speciale visita in uno dei luoghi più antichi e simbolici del Friuli Venezia Giulia: partenza alle 14.40 dall’imbarcadero della Schiusa. Da ricordare che Barbana è un’isoletta con più di millequattrocento anni di storia che continua a parlare, in silenzio, a chi sa ascoltare. Non è solo un sito turistico, ma un vero “luogo della gratitudine”, immerso nella natura e nella memoria.

Il quadro di Josef Maria Auchentaller.


I pescatori sono l’anima ed il cuore delle più antiche e radicate tradizioni di Grado: il forte carattere di indipendenza e la libertà che li caratterizza, e ancor di più il forte senso religioso che li anima, sono le testimonianze vive del passato isolano. Attraverso queste testimonianze, domani si andrà pertanto a scoprire l’isola di Barbana che, oggi, sempre più si va identificando come un luogo dove il “visitatore” decide di trovare spazio per le proprie meditazioni e riflessioni. Particolare attenzione verrà data, appunto, alla visita degli ex voto conservati all’interno del Santuario, che raccontano ancora oggi uno spaccato particolare della società locale. Tra questi, l’ex voto dipinto dall’artista viennese Josef Maria Auchentaller, nel 1925, a ricordo del salvataggio in mare, durante una tremenda tempesta, di 315 pescatori e 56 barche avvenuto lo stesso anno: l’Isola di Grado aveva pregato intensamente l’intercessione della Madonna di Barbana.
Barbana è luogo di culto mariano, quest’anno anche giubilare – la “porta santa”, come si ricorderà, era stata aperta il primo maggio dall’arcivescovo Carlo Redaelli -, ma è anche un incantevole sito naturalistico immerso nel suggestivo ambiente lagunare. Dopo la visita a Barbana, il Fai proporrà un altro appuntamento a Grado il 27 giugno prossimo con una visita alla chiesetta del Sacro Cuore di via Roma, uno dei tesori nascosti, e quindi poco conosciuti, dell’Isola del Sole.

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria a questo link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/barbana-un-santuario-tra-storia-fede-e-natura-34150/ Contributo richiesto di 15€ per gli iscritti FAI e 20€ per i non iscritti, comprensivo del traghetto a/r. Ritrovo ore 14.40 presso l’imbarcadero in Riva Sebastiano Scaramuzza – Partenza con il vaporetto alle ore 15.00, rientro con partenza da Barbana ore 17.30
In loco possibilità di iscriversi al FAI o rinnovare. Per informazioni: trieste@delegazionefai.fondoambiente.it, tel.3482436200. Per aggiornamenti seguire i contatti social su Facebook: FAI Friuli Venezia Giulia e Instagram: @fai.fvg

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In copertina, una suggestiva immagine dell’isoletta di Barbana nella laguna.

Cinebike è al gran finale (oggi e domani) sul Collio: a Capriva teatro di strada e a Cormons “Fantozzi” che compie 50 anni

Sta per concludersi la terza edizione di “Cinebike”, il festival itinerante che dall’11 al 20 giugno ha portato, e porterà, nel cuore del Friuli Venezia Giulia cinema all’aperto, escursioni in bicicletta, concerti e incontri dedicati alla cultura slow e al turismo sostenibile. Dopo aver attraversato Palmanova e Aquileia, Cinebike si prepara al suo gran finale nel territorio del Collio-Brda, con un ricco programma che unisce spettacolo e natura, sempre nel segno della bicicletta come simbolo di mobilità sostenibile.
Oggi, 19 giugno, Cinebike arriva a Capriva del Friuli, dove alle 18.30, nel parco comunale (Piazza Vittoria 1) andrà in scena “Giro della piazza”, lo spettacolo di teatro di strada firmato Madame Rebiné. Un evento pensato per tutta la famiglia, con tre protagonisti che si cimentano in un percorso ciclistico tanto insidioso quanto divertente, tra acrobazie e comicità. In caso di maltempo lo spettacolo si terrà nella palestra comunale di via Dante 3.
Domani, 20 giugno, gran finale a Cormons, in piazza XXIV Maggio, con la proiezione speciale di “Fantozzi” (1975) di Luciano Salce, un omaggio al ragioniere più famoso del grande schermo. La serata, realizzata in collaborazione con Ciclocinema, sarà alimentata a pedali, in perfetta sintonia con lo spirito sostenibile del festival. A introdurre la proiezione sarà il compositore Fabio Frizzi, autore delle celebri musiche del film.
Tutte le proiezioni, oltre ad essere ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, sono completamente autosufficienti dal punto di vista energetico, grazie al Solar Cinema, un progetto a cura di Euganea Movie Movement, che accumula energia solare per alimentare lo schermo.

(Foto Alice Durigatto)

Si consiglia di arrivare in bicicletta per vivere appieno lo spirito del festival.
Programma completo e aggiornamenti su: www.cinebikefest.it

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In copertina, Paolo Villaggio mentre interpreta il ragionier Ugo Fantozzi (1975).

A Grado domani torna la Mytho Sunset Run la corsa che invita scoprire le bellezze naturalistiche della Laguna

Grado è pronta a ospitare nuovamente la Mytho Sunset Run. La corsa, seconda edizione, in programma domani, 7 giugno, è un evento sportivo promozionale organizzato da Asd Niù Team che punta alla promozione del running e del territorio isolano. Sull’onda del successo di Mytho Marathon andata in scena lo scorso 5 ottobre, si tratta di un’inedita corsa a passo libero lungo un percorso che punta alla valorizzazione del patrimonio naturalistico della città turistica, portando i runners a scoprire le affascinanti valli da pesca e la meravigliosa laguna. Un evento fortemente legato al binomio sport e beneficenza, rafforzato dalla partnership con l’Associazione Lucyland Aps che ha lo scopo di raccogliere fondi per la realizzazione di Lucyland il primo parco giochi inclusivo del Friuli Venezia Giulia. Un progetto fortemente voluto da Lucia, una ragazza colpita da un tumore il cui ultimo desiderio era stato quello di regalare ai bambini un posto dove potessero giocare senza barriere.
«Dopo il successo della Mytho marathon dell’anno scorso – afferma l’assessore comunale allo sport Maurizio Toso -, siamo orgogliosi di ospitare quest’anno un nuovo format di evento in un suggestivo percorso naturalistico immerso negli splendidi scenari della nostra laguna. La proposta sta attirando un numero straordinario di partecipanti da tutta Europa, segnale che eventi di questo tipo che uniscono sport, passione e bellezza del territorio rappresentano un’occasione per promuovere uno stile di vita sano ed attivo ma anche per valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale della nostra Isola. Un sentito ringraziamento agli organizzatori, ai volontari e alle forze dell’ordine che renderanno possibile la manifestazione con il loro impegno e dedizione».

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La nuova Bandiera Blu

La bellezza del mare ha fatto meritare a Grado la 37ma Bandiera Blu. La cerimonia di consegna dell’importante riconoscimento – presieduta dal sindaco Giuseppe Corbatto – si terrà sabato 14 giugno, alle ore 11, in Largo Pier Paolo Pasolini, sul Lungomare retrostante il Municipio.

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Accanto alla corsa/marcia aperta a tutti, che prenderà il via alle 18 presso il Residence Punta Spin, ci sarà spazio anche per gli appassionati del Nordic Walking che completeranno il ricco programma di appuntamenti partecipando alla Mytho Nordic Walking, prova dimostrativa di questa disciplina sportiva organizzata in collaborazione con la Scuola Italiana di Nordic Walking che partirà dal centro di Grado (piazza Biagio Marin, di fronte al Municipio), alle 19, e si concluderà al Residence Punta Spin, e che quindi consentirà di valorizzare ogni singola parte della città lagunare. All’evento prenderanno parte ben tre squadre croate a conferma del grande appeal internazionale della manifestazione reso ancora più interessante dalla bellezza del percorso gradese.
Al momento è già stata abbondantemente superata quota 800 iscritti, ma gli organizzatori puntano a superare quota 1000 tra atleti e marciatori presenti alla Sunset Run e al Nordic Walking, senza contare i numerosi familiari e accompagnatori, gran parte incentivati dalla possibilità di pernottare a Grado con delle tariffe convenzionate. Grande attenzione verrà riservata all’ecosostenibilità sensibilizzando gli atleti alla salvaguardia dell’ambiente adottando accorgimenti ed iniziative sostenibili che permetteranno alla manifestazione di essere totalmente green. Per chi intendesse iscriversi sul posto, il servizio segreteria sarà operativo domani, dalle 15 alle 17.45, al Residence Punta Spin; chi invece preferisce farlo online il sito di riferimento è www.mythomarathon.it

www.mythomarathon.it

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In copertina e all’interno immagini della prima edizione della corsa nel 2024.

(Foto Petrussi)