Venti milioni per le imprese travolte dal Coronavirus

di Gi Elle

Oltre all’emergenza sanitaria, ne stiamo vivendo un’altra, di certo non meno importante: è quella economica generata dalla crisi pesantissima che stanno vivendo pressoché tutti i settori produttivi. E a mancare in questa difficilissima fase è la liquidità la cui carenza è stata scatenata dall’assenza pressoché totale di introiti che la maggioranza delle aziende, con attività sospesa, ha dovuto purtroppo registrare.
In soccorso delle imprese colpite dall’emergenza Coronavirus, è pertanto da segnalare l’iniziativa di Civibank che ha appena stanziato un primo plafond di 20 milioni di euro per sostenere il nostro tessuto economico messo a dura prova dal Covid-19. Così, alle misure di sospensione previste dal DL 18/2020 e dall’Accordo Abi per il Credito, si affianca questo fondo a cui potranno accedere – come informa un comunicato – le aziende appartenenti a tutti i settori di attività economica allo scopo di consentire loro, superate le difficoltà contingenti, di ripartire prima possibile. Quando, cioè, saranno allentate le misure di sicurezza che, come è noto, sono state appena prorogate fino al 13 aprile. Vale a dire fino alle festività pasquali.

Michela Del Piero


L’Istituto di credito, guidato da Michela Del Piero, e in costante contatto con i Consorzi di Garanzia Fidi dei nostri territori e con le istituzioni pubbliche, ha inoltre strutturato una squadra di specialisti che ha l’obiettivo di supportare le Filiali, nel trasmettere e veicolare in maniera efficace ai nostri clienti privati, alle imprese ed alla comunità, tutte le misure di sostegno che Regione, Stato e Unione Europea stanno predisponendo. Il plafond rientra, quindi, nell’ambito più ampio degli strumenti di sostegno alle esigenze finanziarie della clientela e dei territori che Civibank sta strutturando anche in coordinamento con le iniziative di Sistema, ed in particolare le nuove linee di garanzia previste dal Fondo Centrale di Garanzia e dai Confidi.
Le 64 filiali della Banca di Cividale in Friuli Venezia Giulia e Veneto – conclude la nota dell’Istituto creditizio – restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito Internet di Civibank sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, Civibank ha stanziato per le imprese in crisi un primo plafond di 20 milioni di euro.

Dalla prima casa al reddito perso: Civibank sospende i mutui

Si amplia il ventaglio di misure di sostegno messo in campo da Civibank per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica in atto. Il Dl 18/2020 (“Cura Italia”) inerente la sospensione dei mutui interviene per gli accadimenti più gravi che possono coinvolgere i mutuatari e le loro famiglie (morte, perdita del lavoro, grave invalidità) tramite il Fondo di solidarietà mutui “prima casa”.
In questo delicato momento esistono altre motivazioni che possono portare a difficoltà temporanee nel pagamento delle rate dei mutui, per questo, al di là dei provvedimenti di legge, la Banca presieduta da Michela Del Piero offrirà ai propri clienti, per motivate ragioni, basate principalmente su un’effettiva momentanea riduzione o assenza di reddito, la possibilità di sospendere temporaneamente il rimborso delle rate dei finanziamenti.
Il periodo di sospensione non esclude il futuro ricorso ad altre forme di aiuto, anche pubblico, che potrà essere messo a disposizione nell’emergenza contingente. E proprio in considerazione dell’emergenza in atto, al fine di assicurare la massima tempestività possibile nella risposta, Civibank intende definire un iter accelerato e semplificato delle procedure di istruttoria delle richieste di sospensione dei finanziamenti per le famiglie, che consentirà di andare ulteriormente incontro alle esigenze dei richiedenti.
Le 64 filiali della Banca di Cividale in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito Internet dell’Istituto sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero.

Coronavirus, generosa in Fvg la risposta dei donatori di sangue

“Ringrazio i donatori di sangue del Friuli Venezia Giulia che in pochi giorni hanno garantito il ripristino delle scorte di sangue in tutti gli ospedali della nostra regione”. E’ il messaggio di gratitudine che il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha rivolto – come si legge in una nota Arc – a tutti i generosi donatori attraverso i rappresentanti delle associazioni e delle federazioni dei donatori di sangue della regione, dopo gli appelli lanciati mentre andava intensificandosi l’emergenza da Coronavirus.
Nel corso della videoriunione con l’esponente della Giunta Fedriga sono state illustrate le azioni intraprese dal sistema trasfusionale del Friuli Venezia Giulia per contrastare il calo delle donazioni registrato nelle scorse settimane a causa della crisi Covid-19: in particolare, l’attivazione dell’agenda di prenotazione unica regionale, con la quale ora è possibile fissare la propria donazione in tutti i centri trasfusionali contattando il call center regionale salute (0434223522, dal lunedì al venerdì dalle ore 7 alle ore 19, al sabato dalle 8 alle 14) o la propria associazione. È stato, inoltre, ricordato che la donazione di sangue è sicura e che non esiste rischio di contagio da Coronavirus tramite le donazioni e le trasfusioni: per garantire al massimo la salute dei donatori sono state comunque attivate specifiche precauzioni, tra cui l’accesso contingentato e solo su prenotazione dei donatori ai centri trasfusionali.

Riccardi col presidente Fedriga.

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In copertina, ecco le sacche per la raccolta dei sangue dei donatori.

Dal Fvg subito solidarietà a Zagabria colpita dal sisma

di Gi Elle

Non bastava Coronavirus con tutti i disastri che la pandemia sta creando ovunque. In Croazia domenica si è scatenato pure il terremoto, causando danni ingenti anche a Zagabria, la bellissima capitale. Una calamità che ha suscitato emozione in Friuli Venezia Giulia, riportando la memoria di chi ha una certa età a quel 6 maggio 1976 che devastò una vasta area del nostro territorio. E proprio memore della solidarietà ricevuta quasi 44 anni fa da tutto il mondo, la nostra Regione ha subito offerto il suo aiuto alla vicina nazione della ex Jugoslavia.

Le tende destinate alla Croazia.


Così, ieri sera, grazie alla collaborazione del Reggimento logistico Pozzuolo del Friuli di stanza nella caserma Lesa a Remanzacco, è partita alla volta di Zagabria una colonna di cinque mezzi militari pesanti e uno della Protezione civile Fvg con a bordo dodici militari e due volontari. Sono stati caricate sui mezzi 30 tende per allestire 240 posti letto. Ne ha dato notizia – attraverso una nota Arc – il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, precisando che “lo sforzo in questo momento di emergenza nazionale per il Coronavirus si moltiplica e richiede aggiuntive precauzioni per portare soccorso rispettando tutte le norme di igiene e protezione a tutela dei volontari e militari e delle popolazioni”.
“L’impiego di volontari è stato calcolato e ridotto alle estreme necessità – ha spiegato Riccardi – e si compone di un volontario appartenente al corpo pompieri volontari Trieste di madrelingua croata e di un funzionario della Protezione civile di Palmanova che guidano la missione con dieci militari del Reggimento”. E ha aggiunto: “Anche se la nostra regione sta vivendo l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, il Friuli Venezia Giulia sarà comunque in prima linea verso i territori recentemente colpiti dal sisma che ha interessato la città di Zagabria”.  “Grazie per l’impegno in questa emergenza nell’emergenza. Il Friuli Venezia Giulia, terra che ben conosce la tragedia del terremoto, dimostra ancora una volta la sua forza solidale”,  ha detto l’assessore salutando i volontari e i militari partiti da Palmanova per la missione di aiuto alla popolazione di Zagabria.
Il vice del presidente Massimiliano Fedriga, responsabile appunto della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, già dalla mattinata di domenica si era messo in contatto con le autorità croate al fine di garantire i soccorsi con i quali far fronte alle prime necessità legate all’emergenza conseguente alle due forti scosse di terremoto che hanno interessato Zagabria. “Come è accaduto in passato per altre simili circostanze – ha aggiunto Riccardi -, anche in questo caso la nostra regione, che per prima ha sperimentato il bisogno di avere un supporto tecnico e logistico in caso di emergenza, è pronta a fare la propria parte. Certamente questo è un momento difficile anche per noi, ma non per questo non tendiamo la mano a chi adesso ne ha bisogno“.

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In copertina e qui sopra tre immagini della partenza ieri sera della colonna.

(Foto Arc Pozzetto)

Emergenza e commercio aperto. Ma da oggi in Fvg nuovo giro di vite

di Gi Elle

Nuovo giro di vite, in Friuli Venezia Giulia, nelle restrizioni individuate per frenare la diffusione del Coronavirus. Il governatore, Massimiliano Fedriga, ha infatti firmato – informa Arc – una nuova ordinanza che dalla giornata odierna, oltre a vietare di uscire per passeggiate o per attività sportive all’aperto, impone ai sindaci la chiusura di tutti i luoghi di aggregazione pubblici o aperti al pubblico, nonché lo stop, ogni domenica, di tutti gli esercizi commerciali di qualsiasi natura, fatte salve le farmacie, le parafarmacie e le edicole. Il testo dell’ordinanza ha validità appunto da oggi 20 marzo fino al 3 aprile, salvo proroghe. Per quanto concerne l’accesso agli esercizi aperti al pubblico, è limitato a un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone.

Ma quanti sono in Italia gli esercizi che continuano a rimanere aperti nell’emergenza sanitaria? Sono mezzo milione quelli commerciali e quelli dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che funzionano in base al decreto del Governo anti-Coronavirus. Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull’intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.
Il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari – come si rileva da una nota diffusa dall’ente camerale di Pordenone-Udine – si trova in Campania (quasi 33mila con 37mila dipendenti), che vanta la maggior rete a livello nazionale di piccoli esercizi commerciali al dettaglio (oltre 19mila), di minimarket (quasi 11mila) e di negozi di prodotti surgelati (633).
Di “taglia” maggiore sono invece gli oltre 25mila esercizi alimentari della Lombardia, seconda per diffusione di punti vendita di questo settore, al cui interno lavorano oltre 82mila dipendenti. Non a caso, questa regione vanta il maggior numero di Ipermercati attivi nel Paese (212 con 23mila dipendenti), ai quali si affiancano 2.100 Supermercati, in cui lavorano 38mila persone. Non mancano, però, anche i negozi di vicinato: quasi 15mila quelli presenti sul territorio con 12mila dipendenti.

Ampia la disponibilità di esercizi commerciali dedicati al cibo e alle bevande anche nel Lazio: oltre 24mila quelli presenti con 44mila dipendenti. Nella regione della Capitale, in cui un po’ tutte le tipologie di vendita alimentare sono rappresentate, si concentra il maggior numero di discount a livello nazionale: 363 con quasi 4mila dipendenti. La regione è anche al secondo posto per diffusione di Ipermercati (90 con quasi 2mila lavoratori) e al terzo posto (dopo Campania e Sicilia) per presenza di Supermercati (oltre 2.500 con più di 21mila lavoratori).A seguire per capillarità di punti vendita alimentari la Sicilia (quasi 21mila con oltre 32mila dipendenti e il primato nazionale per numero di Supermercati) e la Puglia (oltre 18mila e 28mila lavoratori).
La nota della Camera di commercio friulana ricorda, infine, che sfiorano quota 47mila e i 96mila dipendenti le farmacie, parafarmacie e i punti vendita dedicati agli articoli sanitari e per l’igiene ai quali i provvedimenti di contrasto al Coronavirus chiedono di restare aperti al pubblico. I numeri più elevati si trovano in Lombardia, Campania, Lazio, Sicilia e Puglia. La Lombardia ha il numero maggiore di farmacie, la Campania quello delle parafarmacie e di punti vendita di articoli medicali e ortopedici, la Sicilia quelli di prodotti igienico-sanitari.

La Camera di commercio di Udine.

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In copertina, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

Coronavirus, via libera dalla Regione Fvg al pacchetto anticrisi

Il Friuli Venezia Giulia cerca di fronteggiare i gravi danni causati dal Coronavirus. Ieri il Consiglio regionale ha infatti approvato, all’unanimità, il pacchetto di provvedimenti di natura urgente che la Giunta guidata da Massimiliano Fedriga ha predisposto per sostenere l’economia Fvg in questo momento di pesanti difficoltà provocate dall’emergenza sanitaria in atto. A poco più d’una settimana dalla chiusura dell’Aula di piazza Oberdan a Trieste, la Regione ha attrezzato l’auditorium “Antonio Comelli”, nelle sede di Udine, per consentire all’Assemblea di riunirsi, esaminare e approvare il pacchetto anticrisi.

“Oggi – ha detto il governatore Fedriga, come si legge in una nota Arc – sono state approvate le prime misure per aiutare le imprese e i professionisti, in un momento di estrema difficoltà”. Si tratta di un intervento di 33,4 milioni di euro, “che sono – ha precisato Fedriga – delle misure iniziali. Siamo infatti in attesa delle scelte che farà il Governo attraverso il decreto che emanerà nei prossimi giorni. A quel punto presenteremo al Consiglio regionale un ulteriore provvedimento, che andrà a integrare gli aiuti già stanziati per le nostre realtà produttive”.
Il presidente Fedriga ha poi ricordato come in questo momento sia di fondamentale importanza rispettare le regole sanitarie: rimanere ognuno nelle proprie abitazioni e uscire solamente in caso di estrema necessità, o per motivi lavorativi o esigenze sanitarie. “Nel contempo – ha aggiunto il governatore – è utile sostenere le imprese, affinché, quando l’attuale situazione si risolverà, il nostro sistema produttivo possa ripartire“.
Tra le misure approvate ieri, lo spostamento della scadenza per il pagamento dell’Irap e la proroga di quello delle rate sui prestiti alle aziende concessi dalle finanziarie regionali. “Tutte azioni che hanno l’obiettivo – ha concluso Massimiliano Fedriga – di dare risposta al pesante momento di criticità che sta vivendo il mondo delle imprese del Friuli Venezia Giulia”.

“Oggi la politica e le istituzioni regionali hanno scritto una bella pagina”, ha commentato l’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, relatore del provvedimento. “In questi giorni drammatici – ha evidenziato – la politica ha lavorato unita, con l’obiettivo di produrre un disegno di legge che nasce grazie alla collaborazione di tutti e mette in circuito le prime risorse importanti, in attesa di capire come lo Stato interverrà, mi auguro nelle prossime ore, a favore dell’economia e dei lavoratori dell’Italia”.
Il disegno di legge numero 84 ‘Prime misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da Coronavirus’, ha precisato l’assessore, “interviene principalmente sui settori economici (commercio, turismo e servizi) che hanno risentito nell’immediato dei significativi cambiamenti delle abitudini dei cittadini e delle restrizioni. Ma abbiamo agito – ha concluso Bini – su tutti i settori dell’economia regionale”.

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In copertina, l’intervento del presidente Fedriga che ha accanto gli assessori Barbara Zilli e Sergio Bini.

Camera di Commercio Pn-Ud: mail ingannevoli su indagine Excelsior

In queste settimane, alle Camere di Commercio stanno pervenendo segnalazioni, da parte di imprese e studi professionali, di avere ricevuto, tramite Pec, una comunicazione con oggetto “Questionario Febbraio 2020”. Il testo della mail cita Unioncamere e Anpal, e afferma che si sta realizzando assieme alle Camere territoriali «un monitoraggio – si legge in queste mail – relativo alle previsioni di assunzione per il trimestre febbraio 2020 – marzo 2020». Il testo della Pec ricorda inoltre che «la presente rilevazione fa parte delle indagini con obbligo di risposta previste dal Programma Statistico Nazionale e, rammentandole che la Sua impresa fa parte del campione interessato dalla ricerca, La informiamo che riceve la presente comunicazione perché il questionario di Sua competenza non ci risulta ancora consegnato attraverso i canali previsti».

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine informa, attraverso una nota, che “si tratta di una comunicazione ingannevole, che non riguarda le indagini in corso di Unioncamere. Peraltro, la terza indagine mensile Excelsior del 2020 (previsioni per aprile – giugno 2020), non è stata avviata in Friuli Venezia Giulia, analogamente alle altre regioni del Nord (Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emila Romagna) interessate dalle misure per l’emergenza epidemiologica da Covid-19″.

La Cciaa ricorda infine che, per informazioni sull’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere-Anpal, bisogna fare riferimento sempre il sito https://excelsior.unioncamere.net. In caso di ricezione di comunicazioni dal contenuto dubbio, è possibile contattare, per il territorio di Pordenone e Udine, il Centro Studi – Ufficio Statistica per verificarne l’autenticità (tel. 0432.273200/219, mail statistica@ud.camcom.it).

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

Coronavirus mette in crisi l’economia Fvg: alle Pmi fino a 300 mila euro

Pmi del Friuli Venezia Giulia in gravi difficoltà a causa del Coronavirus, tanto che un pool finanziario formato da Civibank, Friulia e sistema regionale dei Confidi scende in campo per sostenerle. Anche le attività economiche si trovano, infatti, di fronte all’eccezionale emergenza sanitaria che sta colpendo pure il territorio regionale e che potrebbe avere pesanti ricadute negative sulle attività commerciali e di produzione.

Michela Del Piero leader di Civibank.


Pronta è stata pertanto – come informa un comunicato dell’Istituto di credito cividalese, guidato da Michela Del Piero – la risposta di Civibank, di Friulia e del sistema regionale dei Confidi alle esigenze e preoccupazioni manifestate da tutte le categorie economiche, con aiuti immediati e concreti sotto forma di finanziamenti a condizioni di favore e maggior rapidità nei tempi di istruttoria e di erogazione.
L’importo finanziabile è stato quantificato fino ad un massimo di 300 mila euro con tassi di interesse di maggior favore e riduzione delle commissioni. Numerose sono le soluzioni messe in campo dai diversi attori del settore economico regionale – vale a dire, appunto, Civibank, Friulia e sistema Confidi, articolato in Confidimprese Fvg, Confidi Friuli, Confidi Gorizia e Confidi Trieste – per cui ogni impresa potrà scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. Tutte le realtà finanziarie in campo e in particolare le filiali della banca cividalese sono a disposizione per fornire ogni informazione ritenuta necessaria per poter accedere ai benefici messi in atto.
“I provvedimenti rappresentano – sottolinea infine Michela Del Piero – il rinnovato impegno di Civibank nei confronti del territorio in cui opera verso il quale, anche in passato, è intervenuta efficacemente e tempestivamente durante tutti i casi di emergenza che si sono verificati. Se si presenteranno ulteriori esigenze da parte dei comparti produttivi, la Banca valuterà eventuali altri interventi finanziari di sostegno”.

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In copertina, operatore in una immagine tratta da SportelloPMI.it

Coronavirus in Fvg: ecco il punto con Riccardi

A che punto è la diffusione del Coronavirus in Friuli Venezia Giulia? A oggi sono 306 i tamponi effettuati nei territori delle ex quattro Province, 48 dei quali tuttora in corso, 193 le persone attualmente in contumacia domiciliare di cui 23 a Pordenone, 33 a Trieste, 48 a Gorizia e 92 a Udine. I casi risultati positivi sono 13 ai quali si aggiunge un ulteriore caso dubbio per il quale sono in corso ulteriori approfondimenti. Dodici le persone poste in quarantena domiciliare, un solo soggetto è stato ricoverato, ma le sue condizioni, al momento, non destano preoccupazione.

Sono i termini che contraddistinguono – come riferisce una nota Arc – l’aggiornamento fornito in Consiglio regionale dal vicegovernatore del Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, il quale ha informato l’Aula sulla situazione legata alla diffusione del virus e sulle azioni avviate dall’Amministrazione regionale per prevenire e contenere il contagio.
“La Regione – ha spiegato Riccardi – ha avviato un percorso finalizzato alla prevenzione e al contenimento del contagio alcuni giorni prima della diffusione epidemiologica registrata in Lombardia e Veneto, con una prima riunione svolta a Roma il 25 gennaio scorso tra i dipartimenti di prevenzione. Il 27 gennaio scorso segna l’attivazione del 112 quale numero di riferimento per la comunità regionale, presidio subito rafforzato dalla presenza di infermieri professionali che dalle 8 alle 20 hanno filtrato telefonate con un pre-triage capace di prendere in carico la persona e indirizzarla ai medici di medicina generale e, se necessario, agli infettivologi. Sono state, quindi, adottate le procedure di controllo presso l’aeroporto (13.500 i passeggeri monitorati per un totale di 212 giornate di lavoro) e i porti regionali, e avviata un’opera di informazione capillare sul territorio destinata alla cittadinanza con distribuzione di materiale e attivazione del numero verde, agli ordini dei medici di medicina generale, ai pediatri e presso le farmacie. A tutti gli operatori è fornito il kit con i dispositivi di protezione individuale”.

L’assessore alla Salute ha inoltre riferito – informa ancora Arc – che è stato ulteriormente potenziato il 112 che è passato dalle ordinarie 1.500 chiamate al giorno alle oltre 3.300 di domenica 24 febbraio (il numero verde nello stesso giorno ha ricevuto oltre mille chiamate). Personale infermieristico è stato dedicato alle risposte legate all’emergenza coronavirus, consentendo così di non rallentare le chiamate di tipo ordinario senza criticità. Le strutture sanitarie sono pronte ad aumentare, se necessario, il numero di posti letto dedicati alla terapia intensiva che, in tre distinte fasi, da 88, di cui 7 in isolamento, possono estendersi fino a 101 di cui 44 in isolamento. Encomiabile per la Regione il lavoro svolto dagli operatori del Servizio sanitario, della Protezione civile, dei volontari e delle forze dell’ordine, che si sono adoperati senza limiti in un sistema organizzato che, muovendosi sempre in contatto con il comitato operativo nazionale, è risultato capace di fornire risposte alla comunità sia per quanto riguarda le attività ordinarie sia per le richieste legate alla situazione straordinaria venutasi a creare nelle ultime settimane.

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In copertina, l’assessore Riccardi con il direttore generale della Salute Gianna Zamaro. (Foto Arc)

Coronavirus, il Fvg allo Stato: “Aiuti imprese e lavoratori”

Sono molto gravi le ripercussioni del Coronavirus sul tessuto economico del Friuli Venezia Giulia, tanto che la Regione cerca di correre ai ripari chiedendo allo Stato l’estensione degli ammortizzatori sociali e, più in generale, di misure straordinarie di sostegno per le imprese e i lavoratori al fine di contenere e arginare le ricadute dell’emergenza sanitaria. È questo, in estrema sintesi, quanto l’Amministrazione Fvg ha chiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con una nota ufficiale firmata dall’assessore al Lavoro, Alessia Rosolen, illustrata questa mattina in sede di Tavolo regionale di Concertazione. Nel contempo, ha rivolto al Governo centrale anche un’ulteriore richiesta: allargare alle Regioni che applicano l’ordinanza sul Coronavirus i tavoli convocati alla presenza di organizzazioni sindacali e parti sociali. La Regione Fvg – come informa una nota Arc – ha voluto anche sottolineare le motivazioni di questa comunicazione: tenuto conto delle competenze normative e amministrative delle materie prese in esame, ogni singola norma può essere emanata solo dal Governo centrale e tutte le azioni possono partire da Roma e dalle istituzioni nazionali. Non è possibile, infatti, prescindere dalla consapevolezza degli effettivi margini di intervento di ogni singolo soggetto istituzionale. Pertanto, non si tratta solo di un problema di risorse che – ovviamente – deve essere posto, ma anche di strumenti concreti.

Norme subito operative

Alla luce dell’eccezionalità della situazione che viene monitorata in tempo reale, la Regione ha inoltre evidenziato la necessità che ogni misura di sostegno alle imprese e ai lavoratori, anche tramite l’estensione dei vigenti ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro – in corso di definizione da parte del Governo -, trovi immediata applicazione anche nel Friuli Venezia Giulia.
Attraverso un costante raccordo con le parti sociali, l’Amministrazione regionale ha già avuto modo di verificare, inoltre, le pesanti ricadute che l’emergenza in oggetto sta determinando sull’intero tessuto economico del Friuli Venezia Giulia, tali da richiedere interventi immediatamente attuativi di sostegno straordinario. La Regione rimane quindi a disposizione, in ossequio al principio di leale collaborazione fra le istituzioni della Repubblica, per ogni consultazione ritenuta utile al fine della pronta attuazione sul territorio regionale delle misure richieste per affrontare la crisi in atto.

Non solo le “zone rosse”

Ma non solo. Il governatore Massimiliano Fedriga ha chiesto che il Governo inserisca tutte le Regioni nel riparto dei fondi straordinari per l’emergenza Coronavirus e non limiti i provvedimenti alle cosiddette “zone rosse”. E questo alla luce dei danni all’economia legati alla situazione di allarme che ha investito indistintamente tutti i settori produttivi del Paese.
È pertanto non solo opportuno bensì imprescindibile, secondo l’Amministrazione regionale, che le misure di sostegno al tessuto economico e sociale non vengano indirizzate esclusivamente alle aree dove si sono registrati i casi di Coronavirus, ma a tutti quei territori che hanno pagato e stanno continuando a pagare le conseguenze del grave contesto di crisi che l’intera comunità nazionale sta suo malgrado attraversando.

Guai a notizie infondate

Chi diffonde irresponsabilmente notizie infondate legate al Coronavirus, attraverso i canali di comunicazione e i social, sarà denunciato all’autorità giudiziaria e perseguito secondo le prescrizioni di legge. Questo il concetto espresso dal vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. L’Amministrazione Fvg sta compiendo ogni sforzo possibile, come ha sottolineato l’assessore, per gestire un fenomeno complesso e non c’è bisogno di comportamenti che alimentino immotivate preoccupazioni, atteggiamenti ingiustificabili e incoscienti che purtroppo si stanno moltiplicando in queste ore. Oltre a generare inutili apprensioni e inquietudini, le “notizie fai da te” e il ripetersi di allarmi infondati stanno inoltre aumentando la pressione sul sistema regionale che sta gestendo l’emergenza. Come informa ancora l’Arc, l’Amministrazione regionale sta operando nella massima trasparenza e tiene costantemente informati i cittadini sul lavoro svolto, confermando che al momento non c’è alcun caso in Friuli Venezia Giulia risultato positivo al tampone. La Regione ha infine ribadito che solo la Protezione civile, con il Servizio sanitario regionale, è l’autorità deputata a rilasciare informazioni e aggiornamenti sul tema. Ogni altra fonte è da ritenersi non attendibile.

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In copertina, l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen.