Coop Casarsa, da martedì le assemblee. Praturlon: un segnale di fiducia

Una realtà solida e attiva da un secolo: Coop Casarsa, nata nel 1919 come spaccio di paese e ora gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, chiama per la consueta assemblea annuale i suoi oltre 16 mila soci (sono stati 284 i nuovi associati nello scorso anno). Il fondamentale appuntamento per la vita della cooperativa, che di consueto si svolgeva a fine maggio, a causa dell’emergenza Coronavirus è slittato a fine luglio.

Gli appuntamenti sono fissati per martedì 21 luglio, alle 19.30, nella Sala consiliare di Faedis (per i soci della provincia di Udine), giovedì 23 alle 19.30 nella sala del Centro parrocchiale di Francenigo (per i soci della provincia di Treviso) e infine domenica 26 alle 10 al Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia (per i soci della provincia di Pordenone e delle rimanenti province). Le assemblee si terranno nel rispetto delle direttive sul distanziamento sociale e con l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuale. Ai soci che interverranno sarà donato un buono per ritirare un omaggio nei punti vendita.

“Un appuntamento importante – ha commentato il presidente Mauro Praturlon – per analizzare innanzitutto l’andamento del 2019, chiusosi sostanzialmente in pareggio confermando i dati dell’anno precedente, ma anche un segnale di fiducia verso il futuro visto che torniamo a incontrare, seppur rispettando le distanze, i nostri soci. Durante il lockdown siamo stati al loro fianco garantendo a tutta la clientela un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei comuni più grandi che nei paesi più piccoli. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno a favore della clientela garantendo un prezioso servizio: ora cerchiamo di continuare con una nuova normalità”.

La cooperativa è attiva a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e elargito oltre 25 mila euro in donazioni. Somma di fatto già superata nel corso di questa prima parte del 2020, visto che ha donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19.

La sede di Casarsa.

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In copertina, il presidente della cooperativa Mario Praturlon.

Le 233 Pro Loco Fvg in assemblea: un focus sull’impatto economico

Dopo il lockdown è tempo di rivedersi di persona, sempre alla giusta distanza e rispettando le disposizione anti-contagio: il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia recupererà pertanto, domani, 18 luglio, l’assemblea straordinaria inizialmente prevista a marzo nei giorni in cui iniziò l’emergenza Coronavirus. L’appuntamento per i presidenti delle 233 Pro Loco affiliate, o loro delegati, è alle 9.45 nell’area festeggiamenti della Pro Loco Tavagnacco, dove tradizionalmente si tiene la Sagra degli asparagi. Tra i punti all’ordine del giorno, l’approvazione del nuovo statuto del Comitato e del suo regolamento nonché l’attesa presentazione 1° rapporto nazionale “L’impatto delle Pro Loco sulla società e sull’economia italiana” realizzato dalla Cgia Mestre con il focus dedicato ai dati del Friuli Venezia Giulia.
“Un’analisi – spiega il presidente del Comitato, Valter Pezzarini – realizzata sui dati 2018 elaborati nel 2019, ovvero prima che esplodesse l’emergenza Covid-19, ma che rappresenta un fondamentale punto di partenza per provare a lanciare una nuova visione del nostro mondo che anche durante la fase acuta di questa primavera ha saputo dare, con i propri volontari e raccolte fondi per oltre 25 mila euro, un concreto aiuto alle proprie comunità. A inizio giugno, dopo un nostro questionario, 2 Pro Loco su 3 avevano pronosticato la rinuncia a organizzare sagre ed eventi: ora stiamo vedendo che in molte hanno ripensato i propri appuntamenti privilegiando le attività all’aria aperta, rispettando distanze personali e buoni comportamenti anti-virus, anche alla luce delle nuove interpretazioni delle linee guida per organizzare eventi sicuri. Sarà un’estate senza alcuni appuntamenti tradizionali, questo è vero, ma non sarà di certo un’estate vuota. A Tavagnacco ci sarà anche modo di confrontarsi su questo dopo tanto tempo che non ci vediamo di persona e di poter ringraziare la Regione e gli altri enti che ci sostengono e che saranno presenti con i loro rappresentanti istituzionali”.
Tra le prime anticipazioni che si possono fornire sul rapporto della Cgia di Mestre, c’è che il Friuli Venezia Giulia supera la percentuale nazionale di frequentazione da parte dei soci delle Pro Loco di corsi sulla sicurezza: 81% contro 61%, nonché sulla raccolta differenziata dei rifiuti, 100% contro 93%.

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In copertina, il presidente Valter Pezzarini. (Foto Petrussi)

Premiati a Cividale i campioni regionali di automobilismo

Pioggia di riconoscimenti a Cividale, dove sono stati premiati i campioni regionali di automobilismo. Si è, infatti, rinnovata per la sua 37ª edizione, relativa al 2019, la cerimonia di premiazione del Campionato Aci Sport del Friuli Venezia Giulia ospitata nella suggestiva cornice della Locanda al Castello con il tradizionale sostegno di Civibank. Il Campionato, unico nel suo genere, è aperto a tutti i licenziati sportivi della regione che acquisiscono punteggio con i risultati ottenuti nelle gare regolarmente iscritte a calendario di una qualsiasi Autorità sportiva nazionale riconosciuta dalla Federazione internazionale dell’Automobile e che nel 2019 ha registrato il numero di ben 141 iscritti tra tutte le specialità dello sport automobilistico. Sono stati premiati i primi 10 classificati nella specialità conduttori rally, in quella dei navigatori auto moderne e storiche e nella velocità; le prime cinque posizioni della specialità velocità/rally per auto storiche; le prime tre posizioni delle categorie femminile, scuderie, under 23 e della specialità regolarità e le prime tre posizioni della classifica assoluta, per un totale di 56 licenziati regionali.


Ai vertici della classifica assoluta, data dalla somma di punti fra più specialità, troviamo anche quest’anno il navigatore cividalese Denis Piceno che con 14 gare corse nel 2019 in lungo e in largo per l’Italia e l’Europa, affiancando diversi piloti nel Campionato Europeo Auto storiche e nella Mitropa, ha totalizzato il record di 230 punti, staccando di quasi 60 lunghezze l’altro cividalese Rino Muradore. Il quale, portacolori della Scuderia Red White, ha invece preso punti partecipando a quattro rally della Mitropa Historic Cup in Austria, Croazia e Slovenia e nelle due gare in salita regionali Verzegnis-Sella Chianzutan e Cividale-Castelmonte nella categoria auto storiche. Terzo nella classifica assoluta e primo nella Categoria velocità pista e salita il pilota carnico Andrea Crivellaro, anche lui della Red White, che ha collezionato tre vittorie di classe alle salite del Nevegal, Verzegnis e Cividale precedendo il pistaiolo Federico Borret, dell’omonima scuderia triestina, e Denis Molinaro con i colori della scuderia Acu Friuli.
Nella categoria rally si è imposto Alessandro Cepek, della Scuderia Gorizia corse, partecipando a sei gare in Slovenia e Croazia dove è andato sempre a podio ottenendo tre terzi e tre secondi posti di classe. Secondo il sempreverde Fabrizio Martinis della scuderia pordenonese North East Ideas con quattro gare disputate in Italia, tra cui il rally di Piancavallo ed i rally del Friuli, e terzo l’eclettico Andrea Chiuch, della scuderia Forum Julii Historic Club, che conquista il podio grazie alla strabiliante vittoria di classe ottenuta al rally del Friuli.
Nella classifica velocità rally auto storiche il secondo gradino del podio dietro Muradore è ancora una volta appannaggio dell’inossidabile Pietro Corredig, con i colori della scuderia Acu Friuli, grazie ai punti delle gare disputate nel campionato rally europeo Fia in Austria e nei due appuntamenti italiani al rally Alpi orientali e al rally dell’Elba, mentre al terzo posto si insedia il suo collega di scuderia Acu Friuli Andrea Romano con i risultati ottenuti nelle salite di Cividale e di Verzegnis ed al Rally Piancavallo storico.
Nella specialità Cross Country rally domina incontrastato il portacolori della scuderia North East Ideas Andrea Tomasini mentre nella Regolarità auto storiche e moderne, troviamo tra i primi tre piloti Maurizio De Marco, Stefano Valleri e Gianluca Turchet; tra i navigatori prevale invece Susanna Serri davanti a Gianluca Turchet e Gianni Mezzavilla.
Tra le dame, conquista ancora una volta la corona d’alloro Sonia Borghese con i punti ottenuti come navigatrice al fianco di Pietro Corredig e di Rino Muradore, e anche al volante nella gara in salita Cividale-Castelmonte; a seguire Deana Cont, anche lei cimentatasi sia alle note che al volante e la navigatrice Marika Craighero.
Tra gli under 25 si impone Alex Santellani, della North East Ideas, con i punti acquisiti nella specialità conduttori rally, secondo Cristiano Galante, anche lui pilota rally della stessa scuderia, e terza Debora Collini, navigatrice auto moderne.
Ai fini della classifica per le Scuderie regionali, prendendo in considerazione i punteggi acquisiti dai primi quattro piloti di ciascuna Scuderia classificati nelle specialità conduttori rally, velocità, auto storiche velocità e rally, cross country rally, è emersa la cividalese Asd Red White che quest’anno è riuscita scalzare la scuderia Acu Friuli di Udine la quale a sua volta precede la pordenonese North East Ideas.
Apertasi con il saluto del sindaco della città ducale, Stefano Balloch, la cerimonia ha visto la presenza del presidente degli Automobil Club regionali Cristina Pagliara, del fiduciario regionale Aci Sport Sonia Borghese, del presidente dell’Aci di Pordenone, Corrado Della Mattia, e del componente della Commissione Fia Giorgio Croce. Per la prima volta è stato distribuito anche un montepremi in denaro ai vincitori delle classifiche assoluta, rally, regolarità, under 25, storiche e velocità. Oltre a Civibank, hanno sostenuto l’iniziativa l’agenzia Cattolica Assicurazioni di Barbiani e Oro Caffè. Sono pure intervenuti il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, e per la Banca di Cividale Sergio Paroni e Francesca Saher che hanno premiato i vincitori della classifica assoluta.

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In copertina e all’interno tre immagini della premiazione a Cividale.

Coronavirus, in Fvg due Pro Loco su tre rinunciano agli eventi

L’emergenza Coronavirus comporterà annullamenti o perlomeno modifiche sostanziali al programma per almeno due terzi delle manifestazioni organizzate dalle Pro Loco in Friuli Venezia Giulia: questo il risultato del questionario che il Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia ha sottoposto alle sue aderenti. “Durante il lockdown – ha spiegato il presidente regionale, Valter Pezzarini – diverse realtà non hanno potuto organizzare le proprie sagre e altri eventi per i quali magari avevano già avviato la fase organizzativa, sostenendo dei costi. Per le associazioni che, invece, avevano in programma appuntamenti estivi pesa l’incertezza sulle nuove regole di sicurezza sanitaria, sulle quali vogliamo informarle tramite i nostri consulenti. Ma allo stesso tempo il nostro mondo guarda al futuro con ottimismo, studiando nuovi format per gli eventi e dando una mano concreta alle proprie comunità, visto che durante la fase acuta dell’emergenza le Pro Loco hanno donato oltre 25 mila euro e l’impegno dei propri volontari a sostegno della Protezione civile e dei Comuni, rispondendo all’appello che come Comitato avevamo lanciato loro”.

Valter Pezzarini

I DATI – Al questionario hanno risposto una novantina tra Pro Loco e Consorzi di Pro Loco, un campione rappresentativo di gran parte del territorio regionale e con diverse dimensioni in esso, dalle Pro Loco più piccole di borghi dell’area montana ad altre più grandi specialmente della zona collinare e della pianura.
Le difficoltà maggiori sono state evidenziate riguardo l’annullamento o posticipo di eventi e sagre in programma quest’anno, condizione che interessa, come detto, oltre due terzi del campione. Circa un terzo (31) ha espresso difficoltà anche nella gestione ordinaria della vita associativa, in particolar modo sulle assemblee soci (il 78,4% non si sono ancora potute svolgere), presentazione bilanci, gestione uffici d’informazione turistica Iat e del Servizio civile (le cui attività formative, per i giovani interessati, sono state garantite online dal Comitato).
Interrogate riguardo al futuro, sempre quasi due Pro Loco su tre hanno espresso una preoccupazione generale sulla impossibilità a svolgere eventi a causa di norme di sicurezza difficili da osservare e costose. Però 18 di esse hanno invece sostenuto di non avere preoccupazioni, puntando a guardare in positivo visto che le Pro Loco possono ripartire con il sostegno delle proprie comunità nel 2021. Per quanto riguarda il passato, ben l’84,1% ha già annullato uno o più eventi.

LA GENEROSITÀ – Ciononostante le Pro Loco anche durante il lockdown non sono rimaste con le mani in mano: 25 tra quelle che hanno risposto hanno effettuato donazioni per sostenere la Protezione civile e ospedali, per una cifra di oltre 25 mila euro. Il 31,8% sono inoltre state coinvolte in azioni di volontariato: produzione e distribuzione mascherine, aiuto alla Protezione civile, raccolte fondi, prestito attrezzature, promozione di iniziative solidali locali sui propri canali, pulizie di aree comunali, distribuzione di generi alimentari e trasmissione delle Sante Messe sui propri canali social.
Per le Pro Loco con personale dipendente, il 31,6% ha attivato la cassa integrazione e il 40% ha avviato lo smart working da casa. Diverse realtà hanno anche approfittato di questo periodo di pausa per partecipare a corsi formativi online.

I WEBINAR – “Da ultimo – ha aggiunto Pezzarini – abbiamo chiesto se avevano suggerimenti da fornirci e in molte hanno chiesto di fornire chiarimenti sulle responsabilità per gli organizzatori di eventi e di perorare la causa delle Pro Loco e in generale del Terzo Settore presso le istituzioni. In tal senso abbiamo già avviato dei seminari online con i consulenti del Comitato che illustreranno le nuove norme sulla sicurezza sanitaria da rispettare, ai quali le Pro Loco potranno iscriversi gratuitamente: dei webinar a numero chiuso che puntano a chiarire tutti gli eventuali dubbi e a ricordare come sia fondamentale rispettare le direttive, anche per non incorrere in conseguenze legali”.
Dopo quello di ieri, i webinar sono stati programmati anche nelle giornate di domani, giovedì 25, e sabato 27 giugno e vedrà come relatori i tecnici perito industriale Luigi Folin e architetto Enrico Zamparutti, consulenti dello Sportello Sos Eventi Fvg con decennale esperienza negli aspetti legati alla sicurezza delle manifestazioni pubbliche, e l’avvocato Elisabetta Basso, legale e consigliere del Comitato regionale Pro Loco.

EDIZIONE VIRTUALE – Dopo questi incontri sarà più chiaro quali Pro Loco intendono proseguire nell’organizzazione dei loro eventi con le nuove disposizioni, anche ideando nuovi format e quali invece preferiranno rimandare tutto al 2021. Tra quest’ultime alcune hanno comunque dato appuntamento ai propri affezionati sui social network, dove hanno realizzato delle speciali edizioni virtuali con brindisi a distanza o viaggi tra i ricordi delle foto d’epoca. “Anche noi come Comitato – ha concluso Pezzarini – abbiamo voluto realizzare online un’edizione di Sapori Pro Loco, la nostra festa di maggio col meglio dell’enogastronomia regionale, dando spazio alle fotografie delle edizioni passate, totalizzando un pubblico di oltre 100 mila persone raggiunte sulla nostra pagina Facebook, segno del grande affetto che c’è per la nostra manifestazione”.

Ricordi di Sapori Pro Loco.

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In copertina, il promo dei webinar organizzati dalle Pro Loco.

(Le foto sono di Diego Petrussi)

Con “Wake Up Green” l’economia circolare spiegata dall’Irse

Oltre 15 mila visualizzazioni sui canali social hanno accolto le prime proposte del palinsesto Irse ScopriEuropa Digital. E l’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia rilancia adesso nel segno della sostenibilità attraverso “Wake Up Green”, il nuovo ciclo di Narrazioni digitali sull’economia circolare. Appuntamento nelle giornate del 19, 22, 24 e 26 giugno alle 15.30 sulla pagina Facebook Irse-ScopriEuropa. All’indomani del lockdown che ha allarmato il mondo intero di fronte all’emergenza sanitaria, è necessario rifocalizzare l’attenzione sull’altrettanto urgente emergenza climatica. L’adattamento ai cambiamenti climatici passa attraverso un impegno binario: quello delle città e delle istituzioni che ne regolano il funzionamento, ma anche quello del cittadino e delle sue scelte quotidiane. Due piani altrettanto fondamentali, quello istituzionale e quello individuale, che insieme contribuiscono alla rigenerazione delle nostre abitudini e dei contesti urbani in cui le mettiamo in pratica.

Domani e lunedì prossimo Emanuele Bompan, giornalista ambientale e geografo, parlerà di città circolare, anche detta città resiliente o città verde, cioè capace di adattarsi ai cambiamenti climatici, portando al centro i bisogni del cittadino e proiettandosi verso il futuro. In che misura le nostre città sono circolari e resilienti? Quanto esse si stanno rigenerando? Quali azioni vanno messe in pratica e da dove cominciare? Che cosa sbagliamo nel proiettare le nostre città nel futuro? Ma soprattutto, come muovere concretamente i primi passi verso la rigenerazione e l’adattamento delle aree urbane ai cambiamenti climatici? L’ intervento video di Emanuele Bompan è tratto dal recente intervento all’Irse nell’ambito del corso “Responsabilità Circolare. Rigenerare la città”, assieme all’assessore all’Urbanistica e Pianificazione del Territorio del Comune di Pordenone, Cristina Amirante, e all’Ingegnere Giuseppe Carniello.

Il 24 e il 26 giugno Maddalena Binda, giovane divulgatrice del tema sostenibilità ed economia circolare sui propri canali social e nel proprio blog, attivista nel campo dell’ecologia e, come lei stessa si definisce, cittadina consapevole, spiegherà invece quali sono le sue scelte sostenibili, quelle che contribuirebbero ad una rigenerazione, in termini di circolarità e sostenibilità, della vita quotidiana e di conseguenza di quella della città e del pianeta. Con un approccio che mescola aneddoti di vita quotidiana a fonti scientifiche e dati concreti tratti dalle più autorevoli fonti internazionali, Maddalena porterà un esempio concreto di responsabilità e consapevolezza circolare individuale.

Emanuele Bompan

Ecco i video

Video 1 > 19 giugno ore 15.30

Città circolare – mappare i desideri del cittadino, che cosa vogliamo dalle nostre città?
Emanuele Bompan spinge il cittadino ad interrogarsi su ciò che desidera dalla propria città, e suggerisce alle istituzioni di raccogliere e mappare quelli che sono desideri e bisogni del cittadino stesso: una città dove si respira aria buona? una città meno rumorosa, più verde, con più piste ciclabili e meno automobili? Che cosa vuoi, tu cittadino, dalla città che abiti? La rigenerazione urbana si attua dunque necessariamente a partire da un dialogo tra cittadini consapevoli e istituzioni aperte all’ascolto.

Video 2 > 22 giugno ore 15.30

Città circolare – mappare i flussi di materia e adottare misure circolari concrete
Emanuele Bompan spiega che per muoversi in direzione di un’economia circolare, il secondo passo da compiere è mappare i flussi di materia in città. È fondamentale conoscere quali materie prime entrano e sono presenti in città, quanto e come vengono consumate e “digerite” sotto forma di rifiuti. Quanto il cittadino consuma e qual è il livello di spreco, quanti materiali possiede che potrebbero essere trasformati, riciclati, riutilizzati. E infine, quanta attenzione viene prestata al verde pubblico. Se l’epidemia da Coronavirus ci ha colto impreparati, sui cambiamenti climatici sappiamo benissimo quali sono gli scenari futuri, perciò dobbiamo iniziare a pianificare adesso per poterci adattare ad essi. E’ necessario dunque che istituzioni come il Comune, diano il buon esempio in termini di responsabilità circolare e che chi rappresenta i cittadini agisca per primo pianificando e adottando misure circolari concrete.

Video 3 > 24 giugno ore 15.30

A proposito di “plastic free”, oltre i soliti slogan
Maddalena Binda affronta il tema plastica, cercando di andare oltre i soliti slogan sul “plastic free”: in vista dell’iniziativa Plastic Free July, si parla di alternative alla plastica e del perché la plastica rappresenta un problema per il nostro pianeta. Utilizzo delle risorse, inquinamento dei mari, microplastiche e basso tasso di riciclo nel mondo, quantitativi di plastica che i paesi occidentali hanno mandato e mandano nei paesi asiatici. Quali sono i provvedimenti dell’Ue sulla plastica monouso? Fino ad arrivare a scelte quotidiane concrete e adottabili da tutti: utilizzo della borraccia, prendere l’acqua alle fontanelle, prestare attenzione quando si fa la spesa, provare le alternative solide agli shampoo e balsami, eccetera.

Video 4 > 26 giugno ore 15.30

L’impatto delle nostre scelte alimentari: sprechi, stagionalità e dieta vegetariana
Maddalena Binda: qual è l’impatto delle nostre scelte alimentari sul pianeta e come possiamo ridurlo senza tuttavia dover stravolgere la nostra dieta? Non solo dieta vegetariana e vegana, ma anche riduzione dello spreco alimentare e perché privilegiare la stagionalità di frutta e verdura e il chilometro zero.
Oltre ad alcuni dati significativi sull’alimentazione e sulle scelte alimentari sostenibili, anche qualche aneddoto di vita quotidiana, che possa fare chiarezza su come cercare un compromesso tra la maniera in cui abbiamo sempre mangiato e quella in cui dovremmo mangiare per fare del bene al nostro pianeta.

I video saranno pubblicati sulla pagina Facebook Irse – ScopriEuropa il 19, 22, 24 e 26 giugno 2020 alle 15.30. Saranno visualizzabili in seguito anche sul sito dell’IRSE, sull’IGTV del profilo Instagram IRSE-ScopriEuropa e sul Canale YouTube Cultura Pordenone.

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In copertina e qui sopra Greta e attivisti durante una manifestazione a difesa dell’ambiente.

Le sagre possono ripartire, ma come? Lo spiegherà il Comitato Pro Loco Fvg

di Gi Elle

In Friuli Venezia Giulia anche le sagre e le manifestazioni all’aperto, in genere, hanno riavuto il tanto auspicato via libera, al termine del lunghissimo lockdown imposto dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. Per cui durante l’estate potranno essere nuovamente organizzati i tradizionali appuntamenti che, in molti casi, rappresentano anche un indubbio richiamo turistico per i centri che li propongono ma, come ricaduta, pure per l’intera regione della quale indubbiamente concorrono a valorizzare l’immagine. Si può dunque ripartire, a condizione, però, che venga rispettato il rigido protocollo di regole atte a salvaguardare da una malaugurata ripresa dei contagi. Per questo, sono stati pensati per gli organizzatori degli incontri formativi online con professionisti del settore sicurezza, oltre a un indispensabile supporto normativo tramite lo sportello Sos Eventi. Il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia – che ha sede a Villa Manin di Passariano – è, infatti, pronto per fornire tutto l’aiuto necessario alle sue aderenti che sono intenzionate a organizzare sagre ed eventi nelle prossime settimane, sempre all’insegna del rispetto delle regole, che sono ancor di più fondamentali in questa fase di ridimensionamento della grave crisi causata dal Covid-19.

“Le linee guida della Conferenza delle Regioni e Province autonome e l’ordinanza numero 16 del presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ha spiegato il presidente delle Pro Loco regionali, Valter Pezzarini – forniscono le regole alle quali le associazioni dovranno attenersi, tra il fondamentale rispetto del distanziamento sociale e dell’utilizzo dei sistemi di protezione individuale. Abbiamo pensato di istituire una serie di incontri online con i nostri consulenti in tema di sicurezza, ai quali le Pro Loco potranno iscriversi gratuitamente: dei webinar a numero chiuso che puntano a chiarire tutti gli eventuali dubbi e a ricordare come sia fondamentale rispettare le direttive, anche per non incorrere in conseguenze legali. Inoltre, per tutti gli enti del Terzo settore del Friuli Venezia Giulia organizzeremo incontri simili attraverso lo Sportello Sos Eventi, offrendo la nostra disponibilità e collaborazione anche al Centro servizio volontariato (Csv), come già avvenuto negli scorsi mesi”.

Un aspetto va rimarcato in questa fase di lavoro per tornare alla normalità: ogni Pro Loco è libera di decidere come comportarsi riguardo agli eventi di sua competenza. “C’è chi ha espresso intenzione di confermare la propria sagra estiva – ha concluso Pezzarini – e chi invece ha già posticipato l’evento al 2021: noi siamo al fianco sia delle une che delle altre realtà, puntando a informare completamente sulle regole sanitarie che vanno rigorosamente rispettate. Sarà poi valutazione della singola Pro Loco, una volta informata su tutto, decidere se proseguire con l’organizzazione. Già eravamo un mondo orientato alla professionalità e alla qualità nella gestione degli eventi: ma deve essere chiaro a tutti che la singola Pro Loco è garante. nonché responsabile a livello penale, del rispetto della sicurezza sanitaria nel confronto di visitatori e operatori volontari della propria manifestazione. Per questo vogliamo tutelare le nostre associate con una corretta e completa informazione“.

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In copertina, Valter Pezzarini e qui sopra Villa Manin (durante Sapori Pro Loco) dove ha sede il Comitato Fvg. 

(Foto Petrussi)

Ripresa da Covid in Fvg: un artigiano su tre può chiedere gli aiuti

Uno ogni tre artigiani del Friuli Venezia Giulia ha il codice Ateco “giusto” per ottenere il contributo a fondo perduto messo in campo dalla Regione Fvg a titolo di parziale ristoro dei danni causati alle imprese dall’epidemia di Covid-19. L’Ufficio Studi di Confartigianato-Imprese Udine ha individuato, infatti, quasi 8.800 aziende iscritte all’Albo artigiano, pari al 31,5% del totale, la cui attività principale rientra tra quelle selezionate per accedere al finanziamento che varia da un minimo di 500 a un massimo di 4.000 euro a seconda del settore produttivo.
Su un totale di 27.853 imprese iscritte all’Albo artigiano, risultano ammesse ai contributi 8.787, un po’ meno di un’impresa artigiana su tre; restano al momento fuori dalla sfera dei beneficiari 19.066 imprese appartenenti a settori tra i quali figurano edilizia, impianti, trasporti conto terzi e Ict. Dal punto di vista provinciale, la percentuale di artigiani ammessi ai contributi è leggermente più alta nell’area della Venezia Giulia (Gorizia 36,2% e Trieste 33,7%), rispetto al Friuli (Udine 30,8% e Pordenone 30,1%). Al primo posto per incidenza di artigiani ammessi ci sono il comparto del benessere e dei servizi alla persona. Acconciatori, estetiste e odontotecnici tra gli altri che vedono ammesse al contributo ben il 99% delle attività, seguono con percentuali sopra l’80% i settori delle autoriparazioni e manutenzioni meccaniche (97%), la moda (91,2%) e l’artigianato artistico (85,4%).

«Si tratta di un segnale importante e concreto, un primo provvedimento che la Regione ha messo sul piatto a favore di artigiani, ma anche di commercianti, esercenti e operatori del turismo per andare a coprire almeno una parte delle spese impreviste e dei danni patiti dalle imprese a causa dell’emergenza sanitaria – afferma il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, Graziano Tilatti -. Purtroppo non tutti i settori trovano spazio nell’elenco delle attività ammesse in questa prima tranche. Penso ad esempio alla filiera del legno-arredo, all’impiantistica e all’edilizia che non ne fanno parte. Per questo motivo – continua Tilatti – se si libereranno altre risorse chiediamo alla Regione di impiegarle per dare un po’ d’ossigeno alle imprese con codici Ateco rimasti esclusi da questa prima tornata di contributi».
Esaurito l’effetto “click day” del primo giorno, le imprese che non hanno ancora presentato domanda hanno tutto il tempo per farlo – come già annunciato – fino al prossimo 26 giugno. Confartigianato ricorda che gli uffici dell’associazione sono a disposizione delle imprese per informazioni e supporto e che non ci vogliono particolari requisiti per accedere al “bonus” salvo essere in possesso di uno dei Codici Ateco indivituati dalla Regione Fvg. «A differenza di analoghi provvedimenti nazionali, non è necessario che l’impresa abbia subito un calo del fatturato e neppure che sia rimasta chiusa durante tutto o parte del periodo dell’emergenza, anche se alcuni requisiti minimi vanno rispettati, come l’essere in regola con la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro o non trovarsi in una situazione economica compromessa già alla fine del 2019», sottolinea il presidente dell’associazione che plaude al meccanismo dei contributi in conto capitale. «Molto più diretto ed efficace per le imprese, che soffrono in gran parte una crisi di liquidità, rispetto a quello del credito d’imposta che fin qui è stato privilegiato dal governo nazionale», aggiunge Tilatti.

Tornando al report dell’Ufficio studi, l’importo medio per artigiano ammesso a contributo è pari a 1.062 euro, più alto in provincia di Pordenone (1.099 euro), più basso a Trieste (1.029 euro). Nei comparti, il contributo medio è più alto nell’alimentare (ristorazione per asporto, gelaterie e pasticcerie 1.400 euro), seguono i servizi e terziario (comprese le palestre, 1.378), e – sempre sopra i mille euro – il benessere e servizi alla persona (1.333).

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In copertina, il presidente degli artigiani Fvg Graziano Tilatti.

Gli studenti del Ceconi superstar alla finale di Junior Achievement

Il Friuli Venezia Giulia si è fatto valere anche quest’anno alla finale nazionale di Junior Achievement, che si è tenuta, per la prima volta in modo “virtuale” online, lo scorso 5 giugno. Ben tre progetti d’impresa delle scuole udinesi erano in corsa per il premio italiano e il Ceconi, già risultato vincitore del Premio Impresa 4.0, conferito da JA Italia e da ABB Italia, gruppo specializzato nel settore dell’energia e l’automazione, ha ricevuto in finale anche la menzione speciale “Engineering”, una delle cosiddette competenze Steam richieste agli studenti e focus di questa edizione di JA. Steam aggiunge la A di Arte, ad indicare la componente umana, alle più note discipline Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica).

Gli studenti (oltre 11 mila quelli coinvolti in Italia) hanno avuto la possibilità di candidare le proprie idee attraverso progetti che sono stati valutati sulla base dei alcuni criteri: aderenza al tema digitale, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il periodo di lockdown non ha fermato ragazzi, docenti e volontari d’azienda, che hanno continuato a lavorare da remoto in modo efficace e ben coordinato.
Il Premio Impresa 4.0, attraverso percorsi didattici innovativi e l’aiuto di volontari qualificati, mira a creare una maggiore consapevolezza sul mondo del digitale, ora più che mai imprescindibile nel panorama lavorativo contemporaneo.

Il progetto vincitore dell’edizione 2020 si chiama Eagle Entry ed è stato realizzato, come detto, dalla mini-impresa AMA Ja-Italia dell’Ipsia Ceconi. Si tratta di un sistema di controllo accessi rapido ed efficiente, applicabile al settore dell’organizzazione di eventi come concerti, eventi sportivi e culturali dove è indispensabile garantire sicurezza, efficienza e rapido smaltimento delle code, facendo leva sulle tecnologie digitali per offrire servizi aggiuntivi a clienti ed organizzatori. Una tecnologia che appare particolarmente utile, peraltro, in questo momento di ripartenza dopo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.
Gli studenti del Ceconi erano presenti in finale assieme ai “colleghi” del Malignani, che arrivavano con ben due progetti già risultati vincitori della competizione interregionale.

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In copertina,l’Ipsia Ceconi di Udine visto dal lato della roggia.

Controllo di accessi e code: premiato progetto del Ceconi

Il Friuli Venezia Giulia si aggiudica un nuovo premio di Junior Achievement (JA) “Impresa in Azione”, grazie alla mini-impresa creata dagli studenti del Ceconi di Udine a cui è appena stata comunicata la vittoria della terza edizione del Premio Impresa 4.0, conferito da JA Italia e da ABB Italia, gruppo specializzato nel settore dell’energia e l’automazione. Gli studenti hanno avuto la possibilità di candidare le proprie idee attraverso progetti che sono stati valutati sulla base dei alcuni criteri: aderenza al tema digitale, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il Premio Impresa 4.0 mira, attraverso percorsi didattici innovativi e l’aiuto di volontari qualificati, a creare una maggiore consapevolezza sul mondo del digitale, ora più che mai imprescindibile nel panorama lavorativo contemporaneo.
Il progetto vincitore dell’edizione 2020 si chiama Eagle Entry ed è stato realizzato, come detto, dalla mini-impresa AMA Ja-Italia dell’Ipsia Ceconi. Si tratta di un sistema di controllo accessi rapido ed efficiente, applicabile al settore dell’organizzazione di eventi come concerti, eventi sportivi e culturali dove è indispensabile garantire sicurezza, efficienza e rapido smaltimento delle code, facendo leva sulle tecnologie digitali per offrire servizi aggiuntivi a clienti ed organizzatori. Una tecnologia che appare particolarmente utile, peraltro, in questo momento di ripartenza dopo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.
Gli studenti del Ceconi si uniranno così ai “colleghi” del Malignani, già vincitori della competizione interregionale, alla Biz Factory “virtuale” di Milano, il 5 giugno. In quell’occasione riceveranno il premio, durante la finale nazionale di Impresa in Azione, in cui si “affronteranno” tutti i progetti italiani risultati vincitori nelle sessioni locali per vincere il titolo di Migliore Impresa JA 2020.

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In copertina, ecco la sede dell’Ipsia Ceconi in via Manzoni a Udine.

Coronavirus travolge l’artigianato Fvg: previsti danni per 1,2 miliardi

Un miliardo e 200 milioni di euro di perdita a livello regionale, 600 milioni nella sola provincia di Udine. E’ quanto stimano di perdere le imprese artigiane nel 2020 secondo un sondaggio online promosso dall’ufficio studi di Confartigianato Udine che ha coinvolto, tra il 22 e il 27 maggio, 161 imprese rappresentative di tutti i settori. «Abbiamo voluto indagare come sta andando la ripresa a una settimana dal via della Fase 2 – spiega il presidente di Confartigianato Udine e Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti -. Il dato più preoccupante che emerge da questa fotografia è quello relativo alla previsione sul fatturato. Stando a quanto dichiarato dalle imprese, infatti, la perdita in termini di volumi d’affari per il 2020 in provincia di Udine sarà di ben il 35% quest’anno, che tradotto in euro significa 600 milioni in meno rispetto al 2019 e ben 1,2 miliardi se proiettiamo il dato a livello Fvg, con un calo medio di oltre 40mila euro per azienda».
«Ci eravamo illusi che l’effetto della pandemia potesse essere più contenuto e invece questi dati ce lo mostrano in tutta la sua gravità – prosegue Tilatti -. Non possiamo che prenderne atto e rimboccarci ancor più le maniche, fiduciosi e determinati a tenere la barra dritta. Con due obiettivi: il primo è quello di tenere in vita le imprese, il secondo trovare nuovi canali di sviluppo. Per far questo dovremo anzitutto capire quale sarà il futuro modello economico e sulla base di quello mettere in campo misure adatte. Bene quelle varate fin qui, ma non possiamo pensare che bastino strumenti pensati per un mondo che non c’è più – conclude il presidente degli artigiani -, dobbiamo essere capaci di guardare oltre, di immaginare un nuovo sistema e accompagnarlo con misure innovative».

Tornando al sondaggio, la perdita accomuna tutti i settori dell’artigianato che soffrono però gli effetti del Covid-19 con pesi diversi. Stando alle risposte date, sono le imprese del comparto artistico e moda a patire di più, con una perdita di fatturato nell’ordine della metà rispetto all’anno scorso (-49%), seguono quelle attive nei settori di manifatture e subforniture (-44%), autoriparazioni e trasporti (-43%) e dagli impiantisti (-42%). Viceversa, il calo più contenuto si registra nell’alimentare (-24%). La perdita è legata ai settori, ma anche alla durata del lockdown, molto diversa a seconda del business aziendale. Il 64% degli artigiani aveva infatti già riaperto prima del 18 maggio, il 30% – comprese le realtà che potevano operare solo per asporto o a domicilio – ha riaperto dal 18 maggio, il 4% – pari a 7 casi – non ha ancora riaperto in parte per via del mercato completamente azzerato dall’emergenza, in parte per la necessità di adeguarsi alle nuove misure di sicurezza.
Tra chi ha potuto riaprire già prima del 18 maggio, il calo percentuale di fatturato registrato da inizio emergenza ad oggi, rispetto al normale giro d’affari, è stato pari al 46%, mentre per le aziende che hanno appena riaperto, la perdita, calcolata sui primi giorni di ritorno alla normalità, si attesta al 34%. Rari i casi di incremento della clientela che riguardano in particolare gli acconciatori. Parrucchiere, ma anche estetiste e in generale i servizi alla persona sono state nelle ultime settimane le attività più attese tanto che alla riapertura si sono trovate a gestire carichi di lavoro straordinari tali da indurre 3 aziende su 4 (73%) a prolungare temporaneamente gli orari di apertura e 6 su 10 a incrementare il numero di giornate lavorative (60%).

Il settore dell’alimentazione è quello dove più frequentemente la riapertura al pubblico è stata accompagnata da un aumento della gamma di prodotti e servizi offerti alla clientela, strategia scelta dall’83% delle imprese del comparto e che complessivamente ha riguardato un’impresa su 4 (25%). I maggiori costi per garantire la salute e la sicurezza dei clienti in questa fase di emergenza sono stati scaricati sul prezzo finale da un artigiano su dieci (10%), la maggioranza assoluta degli imprenditori (57%) ha scelto di non aumentare i prezzi, con una contrazione dei margini di profitto. Il 33% non ha ancora ritoccato i prezzi, ma sta ancora valutando la sostenibilità economica di questa scelta.

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In copertina, il presidente degli artigiani Fvg Graziano Tilatti.