I medici Fimmg del Friuli Venezia Giulia rendono omaggio alle vittime del Covid

Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) ha ricordato ieri la Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Covid, condividendo le parole del segretario nazionale Silvestro Scotti.
«Per i medici di medicina generale il 18 marzo è una data carica di significato, di dolore, ma oggi anche di speranza. Il nostro pensiero va ai tantissimi pazienti che hanno lottato, ma non ce l’hanno fatta. Ma anche ai colleghi che sono stati in prima linea e da medici di famiglia, dopo aver dato tutto, sono divenuti anch’essi pazienti ai quali, purtroppo, abbiamo dovuto dire addio. Il 18 marzo 2020 gli occhi dell’Italia intera furono aperti dall’immagine di decine e decine di mezzi militari che trasportavano via da Bergamo i feretri di centinaia di persone falcidiate dal virus. Le nostre anime, come medici di medicina generale, erano purtroppo già state scosse da quel dolore – ricorda Scotti -. In quei mesi sembrava non esserci una via d’uscita, tutti noi cercavamo di fare il possibile e l’impossibile per rispondere alle centinaia, migliaia, di richieste di aiuto. Senza neanche la possibilità di metabolizzare il dolore per le moltissime perdite e nella consapevolezza che per molti, quella disponibilità, l’imperativo morale di rispettare il giuramento di Ippocrate, sarebbe costato un prezzo altissimo».
Oggi, grazie ai vaccini, i decessi sono infinitamente meno; ma resta la consapevolezza della medicina generale di essere il baluardo al quale è ancorato il diritto alla salute di milioni di italiani. Ed è sempre il segretario generale di Fimmg a ricordare l’impegno dei medici di medicina generale sui quali ricade l’assistenza sanitaria per l’enorme numero di casi, arrivati ormai a quota 13 milioni. «Pazienti ai quali – conclude Scotti – bisogna sempre poter garantire cure di prossimità, nel rispetto delle fragilità e della complessità che necessariamente si lega a molte situazioni di cronicità, soprattutto adesso che dobbiamo e che avremo nuovi presidi terapeutici che vanno sempre di più liberati alla responsabilità del medico rispetto a quella della burocrazia amministrativa».

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In copertina, la rappresentazione grafica del Covid-19 noto anche come Coronavirus.

 

I medici Fvg della Fimmg sono pronti ad assistere i profughi in arrivo dall’Ucraina

Emergenza profughi dall’Ucraina: i medici di medicina generale, compresi quelli in pensione, pronti a dare la propria totale disponibilità. Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) vuole fornire una concreta e fattiva opera professionale-assistenziale nei confronti di un popolo così duramente colpito in quella che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha definito come la crisi di profughi più veloce in Europa dalla Seconda guerra mondiale.

Fernando Agrusti


«Accogliendo con favore la decisione dell’Unione Europea di applicare la direttiva sulla protezione temporanea – spiega il presidente regionale del sindacato dei medici, dottor Fernando Agrusti – la Fimmg mette a disposizione la propria rete capillare e diffusa di medici di famiglia e continuità assistenziale, potenziata anche dalla disponibilità dei medici che hanno lasciato l’attività professionale per raggiunti limiti di età. Diamo quindi disponibilità a concordare con le autorità nazionali e regionali le ulteriori modalità organizzative per una efficace erogazione della indispensabile assistenza medica ai profughi di guerra dell’Ucraina».
Il tutto senza venir in meno nel proprio impegno nella lotta al Coronavirus e all’attenzione ai propri assistiti. «Pur nelle gravi difficoltà causate ancora dalla pandemia Covid-19 – aggiunge Agrusti -, che continua a provocare incrementi enormi dei carichi di lavoro, i medici della Fimmg non vogliono esimersi dal fornire il loro concreto aiuto, nelle normali sedi di erogazione del proprio servizio assistenziale o in sedi apposite delle loro Aggregazioni funzionali territoriali, senza distinzioni o differenza dell’assistenza erogata nei confronti dei propri assistiti».

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In copertina, alcuni profughi in partenza dall’Ucraina colpita dalle bombe russe. (Foto Caritas)

 

Donne e conciliazione vita-lavoro in Fvg: cresce l’attenzione delle cooperative

Cresce l’attenzione delle imprese cooperative verso le politiche di genere e le cooperatrici. Lo rende noto Confcooperative, in occasione dell’8 marzo, divulgando i dati di una ricerca condotta dal proprio Ufficio studi su un campione di 87 imprese cooperative del Friuli Venezia Giulia. Il 46 per cento delle cooperative afferma di impegnarsi “molto” o “moltissimo” sul tema della valorizzazione delle diversità di genere. «Solo pochi anni fa – commenta Paola Benini, coordinatrice della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg – una percentuale di questo tipo sarebbe stata impensabile: negli ultimi anni c’è stato un netto passo avanti in termini di sensibilità delle imprese verso la questione. Ciò vale innanzitutto per il mondo cooperativo, dove le donne lavoratrici rappresentano circa il 52 per cento degli addetti. C’è, però, ancora una presenza troppo limitata delle donne ai vertici delle imprese».
Soltanto nel 25 per cento delle cooperative, infatti, le donne rappresentano la maggioranza degli amministratori: il 33 per cento delle cooperative, però, conferma di porsi l’obiettivo di una crescita del numero delle amministratrici nella propria impresa. «Un obiettivo che, però, deve essere confermato da iniziative concrete che vadano in questa direzione», spiega Benini, ricordando altresì che «gli imprenditori e le imprenditrici non possono essere lasciati soli sul tema della conciliazione vita-lavoro. Il problema gravissimo della denatalità, una cura attenta e competente dei nostri bambini e dei nostri anziani, non può e non deve ricadere solo sulle donne e sulle imprese più attente e illuminate. È un tema di benessere sociale e di costruzione del futuro che dovrebbe ossessionare la nostra classe dirigente politica».
Più attenzione alle politiche di genere. Su questo secondo fronte c’è ancora molto lavoro da fare. I dati sono, comunque, incoraggianti: il 51 per cento delle cooperative si sta impegnando per migliorare l’attenzione alle politiche di genere nei processi di selezione del nuovo personale, e il 57 per cento annuncia iniziative per lo sviluppo professionale delle lavoratrici. Sul tema della conciliazione vita-lavoro: il 63 per cento delle cooperative intervistate afferma di voler adottare un’organizzazione del lavoro orientata a favorire la conciliazione e il 50 per cento vuole sensibilizzare tutti i collaboratori sul tema delle pari opportunità. Infine, il 53 per cento delle imprese cooperative intende promuovere un particolare impegno per l’individuazione dei fenomeni di violenza di genere all’interno dell’organizzazione con messa in mora dei responsabili e tutela delle vittime. «Proprio il Friuli Venezia Giulia – ricorda infine Paola Benini – è stato, nel 2019, una delle prime regioni in Italia a dotarsi di un Protocollo tra sindacati e associazioni datoriali per il contrasto alla violenza di genere sui luoghi di lavoro. E una ulteriore spinta all’attenzione per la parità di genere potrà venire dalle clausole inserite nei bandi Pnrr». La parità di genere, infatti, è una delle priorità trasversali anche nei bandi del Pnrr: le imprese beneficiarie dei bandi, a esempio, dovranno promuovere l’assunzione di donne, giovani e disabili per una quota non inferiore al 30 per cento.

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In copertina, Paola Benini coordinatrice della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg.

 

Medici Fvg, sbloccate le indennità per i collaboratori di studio

Due milioni di euro per l’indennità a favore dei medici che hanno assunto un collaboratore di studio: questo quanto accordato dalla Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore, con l’assessorato regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia. Il tutto a vantaggio dei pazienti che potranno contare su servizi duraturi nel tempo.
«Un risultato – ha commentato il presidente regionale del sindacato dei medici, dottor Fernando Agrusti – che sblocca anni di indennità per il personale di studio non corrisposte e che è stato reso possibile grazie al lavoro costante e silenzioso della Fimmg e alla preziosa collaborazione instaurata con l’assessore Riccardo Riccardi. Riteniamo questo un importante risultato ottenuto dal nostro sindacato e crediamo che questo sia un ulteriore passo per la riorganizzazione della medicina di famiglia».
Nel ricordare che le altre sigle sindacali non hanno sottoscritto questo accordo, la Fimmg spiega che la precedenza nell’erogazione dei fondi viene data a chi ha già proceduto all’assunzione del personale negli anni scorsi e che quindi sta già fornendo un servizio al cittadino. «Ma lo stanziamento di questi fondi – ha concluso Agrusti – è tale da permettere di soddisfare le richieste anche di altri medici che assumeranno nei prossimi mesi questo personale. Il tutto a vantaggio della popolazione, che grazie anche a questo intervento vedrà la medicina di famiglia sempre più proiettata verso nuove forme di organizzazione che devono prevedere un lavoro in microteam tra medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, personale infermieristico e amministrativo. Il tutto con la possibilità di avere a disposizione la diagnostica di primo livello (elettrocardiografi, spirometri, ecografi, ndr) per semplificare e migliorare l’assistenza alla popolazione».

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In copertina, il presidente regionale del sindacato dei medici, dottor Fernando Agrusti.

 

Artisti per il sociale, a Palmanova da domani ci sarà la mostra finale

Sarà inaugurata domani, alle 18, a Palmanova, nelle sale espositive della Loggia dei Mercanti, la mostra finale di Co.So! Artisti per il sociale 2021, ultimo importante tassello del progetto artistico curato da Rachele d’Osualdo ed Elena Tammaro dell’Associazione Culturale udinese Etrarte volto a sensibilizzare le comunità del Friuli Venezia Giulia rispetto ai temi della salute mentale, dell’inclusività e del benessere sociale. Durante la mostra, aperta ogni weekend fino al 20 marzo, verranno esposte opere, testi, immagini e video prodotti durante i workshop che hanno coinvolto studenti e persone con disabilità fisica o mentale. Inoltre, in occasione dell’inaugurazione, l’artista udinese Giulia Iacolutti realizzerà una performance aperta al pubblico con attori e attrici del Cantiere dei desideri, associazione teatrale friulana che vede la compresenza di persone diversamente abili.

Co.So!, finanziato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia e supportato dalla Fondazione Friuli, nasce attraverso il coinvolgimento di una fitta rete di professionisti che, per l’edizione 2021-2022, hanno indagato il tema della “cura”: infatti, da fine ottobre si sono susseguiti diversi laboratori che hanno avuto come principale obiettivo l’incontro degli artisti con le comunità locali e le organizzazioni che operano nell’ambito della salute mentale e della disabilità. Tre sono stati gli appuntamenti principali: dal laboratorio di performance e fotografia dell’udinese Iacolutti con l’associazione teatrale Cantiere dei Desideri “Dopamina. Uno studio visivo sugli ormoni dell’amore”, al percorso di avvicinamento alla pittura dell’artista bulgara Anastasiya Parvanova con gli utenti della Comunità Casa Teresa di Aiello sul tema dei “Sogni”. Ultimo, il laboratorio di pittura e scultura dall’artista sloveno Enej Gala dal titolo “Avvistamento”, che ha messo in gioco i ragazzi dell’Istituto Isis Pertini di Monfalcone e Collettiva Giovani (Collettiva 48) sul tema del confine, tra leggende e mitologia, seguendo la tradizione che unisce la comunità italiana e quella slovena. Co.So! ha generato numerosi consensi anche fuori regione, tanto da venir scelto dal Centro Ocse di Trento come best practice in occasione della quarta edizione della Summer School sulle industrie culturali e creative e lo sviluppo locale, spiccando rispetto a progetti diversi provenienti da tutto il mondo.

«Sono orgogliosa delle collaborazioni territoriali che Co.So! ha costruito e consolidato dal 2018 ad oggi – afferma Elena Tammaro, curatrice del progetto e vicepresidente di Etrarte -; la sfida è quella di rafforzare le reti relazionali di piccole comunità mettendo al centro il ruolo attivo dell’artista. La conferma del raggiungimento di questo obiettivo arriva dai feedback di amministratori, cooperative, artisti e tutti i partecipanti alle attività, sia sul territorio regionale che nella vicina Slovenia. La pandemia ha reso ancor più evidente la necessità di realizzare progetti come questo, che diventano strumenti attivi di partecipazione e cultura. Ci poniamo ora l’obiettivo di estendere questo partenariato anche a soggetti privati che possano supportare un’ulteriore crescita».

Tra gli obiettivi più importanti, la necessità di abbattere pregiudizi sociali, il contrasto alla solitudine e all’isolamento delle persone, attraverso un percorso ad “alto impatto sociale ed emotivo”, come lo ha definito Thomas Trino, assessore al Benessere del Comune di Palmanova: «Sono moltissime le persone che stanno affrontando difficoltà emotive, psicologiche e sociali. Questo progetto è riuscito a ripristinare occasioni di condivisione per cittadini e cittadine e ha coinvolto le comunità in veste di protagoniste, soprattutto nella costruzione di significati emotivi. L’educazione all’emotività attraverso l’arte, unita al coinvolgimento dell’intera comunità a partire dalle generazioni più giovani, è un potentissimo strumento di interazione sociale». Oltre alle opere, l’esposizione includerà un’attività dinamica e ludica per i visitatori, a cura di MateâriuM – laboratorio di nuove drammaturgie (progetto dell’Associazione Culturale Servi di Scena di San Daniele).

MOSTRA Co.So! Artisti per il sociale
Quando: dal 4 al 20 marzo, tutti i sabati e le domeniche, 10.30-12.30 e 15- 18
Dove: nelle sale espositive della Loggia dei Mercanti, in Piazza Grande a Palmanova
Ingresso libero senza prenotazione
Come previsto dalle norme vigenti, per i maggiori di 12 anni sarà obbligatorio esibire la Certificazione verde CovidD-19 (Super Green Pass).
Per maggiori informazioni: www.associazionetrarte.it

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini dell’attività artistica.

 

Fvg in movimento, 10 mila passi di salute a Osoppo con l’Anello di San Rocco

«Il progetto “Fvg in movimento” risponde pienamente ad alcune esigenze imprescindibili che la Regione persegue: la centralità della prevenzione, la crescita di una cultura sempre meno “ospedalecentrica” e l’integrazione socio-sanitaria. Per troppo tempo si sono considerate la prevenzione e la diffusione di stili di vita che abbiano al centro la salute della persona due fattori accessori: sono valori in cui negli anni scorsi questo territorio ha creduto troppo tiepidamente e che occorre recuperare con decisione». Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenendo alla presentazione dell’adesione da parte del Comune di Osoppo al progetto “Fvg in movimento. 10 mila passi di salute”, promosso dalla Regione Fvg e realizzato da Federsanità Anci Fvg in collaborazione con la Direzione centrale Salute, il Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine e PromoTurismoFvg.

L’“Anello di San Rocco”, inaugurato nel parco dell’ex colonia elioterapica di Osoppo, è uno dei 59 percorsi – dai monti al mare, in tutta la regione consultabili online al link https://federsanita.anci.fvg.it/progetti – a cui hanno aderito 70 Comuni, tramite la partecipazione a due bandi del 2019 e del 2021. L’anello di Osoppo si sviluppa per circa sette chilometri attorno al colle di San Rocco, permettendo di conoscere aspetti storici e naturalistici di un’area unica al centro del Friuli, l’unità geografica del Campo di Osoppo-Gemona, ovvero una pianura alluvionale circondata completamente da rilievi e contrassegnata da elevata geo e biodiversità.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Luigino Bottoni, con l’assessore comunale alla Sanità Ida Copetti, il presidente di Federsanità Anci Fvg Giuseppe Napoli, per il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale il dottor Lucio Mos, anche in veste di presidente della Società cardiologi dello sport, e il direttore dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese Maurizio Tondolo.
Riccardi, ringraziando i promotori del progetto e i professionisti della sanità – un “capitale umano” su cui è sempre più urgente investire – ha evidenziato come nel Piano regionale della prevenzione al vaglio in questi giorni del Consiglio delle autonomie locali l’attenzione della Regione Fvg per la promozione di stili di vita salubri sia valorizzata e perseguita in sinergia con il territorio.

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In copertina e all’interno due momenti della cerimonia inaugurale all’ex colonia elioterapica di Osoppo.

 

Imprese straniere, sono quasi 13 mila quelle che operano in Fvg (Udine leader)

In Friuli Venezia Giulia sono quasi 13 mila (esattamente 12.777) le imprese straniere: 5.430 nel territorio di Udine, 3.175 in quello di Pordenone, 2.854 nella provincia di Trieste e 1.318 in quella di Gorizia (dati al 30 settembre 2021). Le imprese straniere sono il 12,7% del totale e collocano la regione al quinto posto in una ideale “classifica” nazionale, dove l’incidenza media è del 10,5% e dove troviamo, con maggior percentuale di straniere sul totale delle imprese registrate, la Toscana (14,5%), la Liguria (14,4%), la Lombardia (13,1%) e l’Emilia Romagna (12,8%). Sono i dati rilevati dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha analizzato le imprese definite «straniere», ossia quelle in cui la partecipazione di persone fisiche non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50%, mediando dunque le composizioni di quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da persone straniere. «L’imprenditoria straniera è un fenomeno interessante da monitorare, perché ci insegna a “leggere” con più dettaglio la nostra comunità e l’economia locale – commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo –: si presenta davvero molto vivace e in crescita, con alcune peculiarità per quanto riguarda la nostra regione e i singoli territori».

Cariche nell’impresa. Per «comunità straniera» si intende l’insieme delle persone nate all’estero che detengono almeno una qualifica (socio, socio amministratore…) o sono titolari di almeno una carica (presidente, consigliere delegato…) in un’impresa italiana o straniera. In Friuli Venezia Giulia ci sono 19.541 persone straniere registrate (pari al 12% del totale di quelle straniere registrate in Italia, la media italiana è del 10%), di queste il 29% sono di provenienza Ue e il 71% extra Ue. Ricoprono per il 48% la carica di titolare, per il 39% quella di amministratore e per il 9% quella di socio. Per quanto riguarda la classe d’età, il 46% delle persone straniere registrate ha da 50 a 69 anni e il 44% da 30 a 49 anni.

Le nazionalità imprenditoriali. Considerando le nazionalità prevalenti all’interno delle imprese, curiosamente e a differenza dell’Italia, dove la maggioranza di persone in aziende straniere è rumena, in Friuli Venezia Giulia risultano al primo posto le aziende svizzere, nazionalità prevalente su cui influisce senza dubbio la cosiddetta “immigrazione di ritorno”. La Svizzera registra nell’imprenditoria regionale 1.903 persone, pari al 9,5% del totale delle persone straniere registrate nelle imprese, seguita da Serbia e Montenegro (1.410, 7,0%), Romania (1.337, 6,6%), Cina (1.294, 6,4%) e Albania (1.278, 6,4%). In classifica seguono poi Francia, Germania, Marocco, Kosovo e Serbia, tutte al di sotto del 5% come incidenza percentuale.

I settori. Costruzioni, commercio all’ingrosso e al dettaglio, servizi, alloggio e ristorazione sono i settori prevalenti fra gli imprenditori stranieri in Fvg. Le persone di nazionalità svizzera con quote o cariche d’impresa sono prevalenti sia a Udine sia a Pordenone, con maggiore operatività nel comparto della ristorazione a Udine e nelle costruzioni a Pordenone. In entrambe le province, la seconda nazionalità imprenditoriale è quella albanese e il settore prevalente è quello delle costruzioni. A Gorizia e Trieste a prevalere sono invece imprese di Serbia e Montenegro, mentre la seconda nazionalità prevalente tra le imprese straniere risulta il Bangladesh per Gorizia e la Cina per Trieste.

Specificazioni settoriali. Entrando più nel dettaglio tra i sottosettori, le imprese straniere operano principalmente in lavori di completamento e finitura di edifici (1.681 imprese, 13,2% del totale delle imprese straniere), ristoranti e attività di ristorazione (846 imprese, 6,6%), costruzione di edifici residenziali e non (749, 5,9%), bar ed esercizi simili senza cucina (575, 4,5%), commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa e abbigliamento (456, 3,6%). Seguono i servizi di parrucchieri e altri trattamenti estetici, attività di tinteggiatura e posa in opera di vetri, rivestimento di pavimenti e muri, commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti non classificati e trasporto di merci su strada.

Effetto Covid. Le iscrizioni di imprese straniere hanno continuato a mantenere un saldo positivo anche nel 2019 e addirittura una crescita nel biennio Covid. Tra iscrizioni e cessazioni, la variazione nel 2019 totalizzava +162, mentre nel 2020 ben +243 e nel 2021 addirittura +512. Le imprese italiane hanno registrato invece andamento diverso. Pur se nel 2021 il saldo iscrizioni-cessazioni è tornato positivo (di +130), il 2020 segnava un -637 e il 2019 un -518.

Ue-Extra Ue. L’incidenza di imprese extra Ue sul totale delle straniere è superiore nei territori di Trieste (81%) e Gorizia (79%), è più bassa invece a Pordenone (75%) e a Udine (73%). Il Friuli Venezia Giulia è al decimo posto con un’incidenza di imprese Extra Ue sul totale di quelle straniere registrate pari al 76%, un dato leggermente inferiore a quello medio italiano. A livello provinciale, la provincia di Prato è prima per incidenza di imprese Extra UE sul totale di quelle straniere registrate (95%), dove si concentra una forte presenza cinese.

Forme giuridiche. La maggior parte delle imprese straniere in Fvg è fatta da imprese individuali (73,6%, contro un valore del 52,4% per quelle italiane), seguono le società di capitale (18%, 24,4% le italiane), le società di persone (7,9% contro 21,1%) e altre forme giuridiche (0,5% contro 2,1%).

Femminili, giovanili, artigiane. Tra i territori del Friuli Venezia Giulia l’incidenza delle imprese straniere artigiane, giovanili e femminili è piuttosto omogenea, ma con alcune peculiarità. Quanto alle straniere femminili, vanno da un minimo di 24% del totale delle straniere a Trieste a un massimo di 26,6% in quello di Udine (media Fvg 25,7%). Le imprese straniere giovanili sono più diffuse nel territorio di Trieste (17,4%) e meno diffuse in quello di Udine (11,7%) – media Fvg 13,7%. Trieste raccoglie anche la maggior incidenza di straniere artigiane (46,5%) mentre Gorizia la minore (33,2%), media Fvg 43%. Le imprese straniere risultano dunque di gran lunga più numerose tra quelle giovani e quelle artigiane, rispetto alle italiane: nelle imprese di nazionalità italiana le femminili sono più o meno analoghe, cioè il 22,6%, ma le giovanili sono solo il 6% e le artigiane solo il 25,9%.

Popolazione straniera residente (Italia e Fvg). La popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2021 è 59.236.213 di abitanti. Gli stranieri residenti sono 5.013.215, pari all’8,46% della popolazione totale. La Romania con 1.137.728 residenti in Italia (pari al 22,7% del totale degli stranieri) è la principale nazione, seguono l’Albania con 410.087 (l’8,2%), il Marocco con 408.179 (l’8,1%), la Cina con 288.679 (5,8%) e l’Ucraina con 227.587 (4,5%). Scendendo si trovano poi Filippine, India, Bangladesh, Egitto e Pakistan.
La popolazione residente in Friuli Venezia Giulia a inizio 2021 era di 1.201.510 abitanti. Gli stranieri residenti sono 106.851, l’8,89% del totale. Come per l’Italia, le nazionalità più presenti in Fvg sono quella rumena con 24.966 abitanti (il 23,4% del totale degli stranieri) e albanese con 9.241 (l’8,6%). Seguono la Serbia con 5.621 residenti (5,3%), l’Ucraina con 5.347 (5,0%), il Bangladesh con 5.136 (4,8%) e nell’ordine Marocco, Cina, Croazia, Kosovo e Pakistan.

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In copertina, Giovanni Da Pozzo presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine.

 

Da un anno Coop Casarsa è ad Azzano Decimo. E ora i prodotti del territorio

Primo anno di presenza ad Azzano Decimo di Coop Casarsa, il più grande gruppo cooperativo con sede direzionale in Friuli Venezia Giulia: era infatti il gennaio 2021 quando la cooperativa casarsese rilevò il supermercato di via Verdi dal gruppo cooperativo Alleanza 3.0, facendo salire così a 15 i punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Un cambio di gestione, sempre all’interno del sistema a marchio Coop, che non solo ha visto garantire il servizio della spesa quotidiana alla comunità azzanese ma lo anche migliorato, dato che Coop Casarsa ha investito nel supermercato operando un restyling che tra ridefinizione degli spazi, ampliamento dei servizi ed eliminazione delle barriere architettoniche, ha consegnato a soci e clienti un punto vendita moderno e funzionale. Il tutto garantendo anche i livelli occupazionali.
«Un anno ricco di impegni – spiega il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon -, quello appena trascorso, che ci ha permesso di conoscere la comunità azzanese e di farci conoscere da essa. Anche qui abbiamo proseguito, come negli altri punti vendita, la nostra attenzione al territorio, sponsorizzando la stagione del teatro Mascherini e partecipando alle iniziative contro la violenza sulle donne del nostro gruppo soci. Azzano Decimo è una realtà dinamica di oltre 15 mila abitanti in cui vogliamo sempre più essere al servizio dei cittadini, diversi dei quali si sono associati a Coop Casarsa potendo così usufruire di servizi e offerte. Il punto vendita, così rinnovato, è pronto ad accogliere anche nuovi soci e clienti, garantendo la presenza di una cooperativa di consumo, attenta al benessere sociale, sul territorio comunale e capace di garantire in questo anno i livelli occupazionali come nella precedente gestione».
Tra gli interventi realizzati nei primi mesi di questo anno di gestione da parte di Coop Casarsa, l’apertura di un nuovo ingresso con rimozione delle barriere architettoniche, la ristrutturazione dello spazio interno e dei reparti, l’inserimento di nuove proposte come lo spazio per i farmaci senza prescrizione, il nuovo banco di macelleria con personale che assiste i clienti, il rifacimento del reparto ortofrutta. Il tutto inserendo la nuova grafica e comunicazione come nel resto dei negozi Coop Casarsa.
«Adesso – aggiunge il direttore di Coop Casarsa, Stefano Cesarin – a completamento degli interventi di restyling abbiamo inserito il corner con i prodotti del territorio, rifatto il reparto gastronomia-panetteria-pasticceria e sostituito i frigoriferi murali per surgelati, latticini e salumi con altri più moderni, accessibili e attenti al risparmio energetico, nel rispetto dell’ambiente».

Quello di Azzano Decimo è il più recente dei supermercati di Coop Casarsa, che quest’anno compirà 103 anni ed è presente anche sul territorio provinciale pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis e a in provincia di Treviso a Francenigo.

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In copertina,  ecco lo staff del negozio azzanese della Coop Casarsa.

Nimis, quando la Protezione civile “arriva” nella quotidianità del Covid

di Giuseppe Longo

NIMIS – Non finiremo mai di essere grati a coloro i quali, all’indomani del terremoto del 1976 che devastò mezzo Friuli e che obbligò Nimis a una seconda ricostruzione appena trent’anni dopo l’ultima guerra, decisero di istituire la Protezione civile. Un benemerito servizio di cui il Friuli Venezia Giulia fu in Italia lungimirante apripista, tanto che poi, negli anni, fu creato un po’ ovunque nelle altre regioni dando quindi vita anche al coordinamento nazionale.
Un servizio che è noto a tutti quanto sia importante, anzi insostituibile, in caso di calamità naturali – basti ricordare la terribile alluvione di fine settembre 1991, quando ci fu un Cornappo mai visto che travolse ponti e vigneti – che purtroppo non mancano, specie di questi tempi in cui il meteo pare sempre più impazzito. Ma è anche un servizio che diventa prezioso nella quotidianità attraversata dai problemi pandemici che sembrano proprio non voler finire. La Protezione civile di Nimis si spende senza soste dall’inizio dell’emergenza sanitaria (e sono subito due anni!), fino ai nostri giorni in cui Omicron si è abbattuta come un tornado sulle nostre vite, con un’altissima incidenza dei contagi. I volontari, infatti, sono sempre disponibili – sotto la supervisione del coordinatore Sergio Meinero (che ha preso recentemente il testimone da Renato Zanatta) e del sindaco Gloria Bressani – ad aiutare le persone o famiglie in difficoltà che, fatte prigioniere dalla quarantena, non possono uscire di casa per i servizi essenziali, come andare in farmacia o al supermercato per i beni primari. Loro con gentilezza e rapidità recapitano quanto richiesto, sollevando non di poco coloro che si trovano a fare i conti con la nuova variante. E oltre a questo servizio spicciolo di “buon vicinato”, la Protezione civile di Nimis ha garantito con efficacia e professionalità la propria collaborazione anche al centro vaccinale allestito alla Fiera di Udine, nei capannoni del vecchio cotonificio.

Ricordiamo che nelle scorse settimane, poco prima di Natale, il Gruppo aveva aperto le porte per farsi conoscere e apprezzare, e quindi avvicinare nuovi sostenitori e collaboratori, mostrando la sede e i suoi equipaggiamenti. Inoltre, durante un incontro erano state illustrate tutte le novità sul funzionamento della struttura comunale la cui sede è in via Giacomo Matteotti, di fronte alla ex Latteria. La Protezione civile non ha scopo di lucro, è apolitica e persegue finalità esclusivamente connesse alla solidarietà, alla diffusione della cultura della prevenzione ed alla tutela della popolazione e del suo territorio. Inoltre, coadiuva il sindaco nelle attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza. Possono aderire al Gruppo Pc comunale le persone dai 16 anni – se minorenni, però, previa assunzione di responsabilità da parte dell’esercente la potestà genitoriale e comunque mai impiegate in attività di emergenza – ed anche coloro che aderiscono ad altre associazioni di volontariato. Per potersi iscrivere occorre presentare apposita domanda. Ai volontari sono assicurati formazione, addestramento, anche attraverso esercitazioni periodiche, nonché adeguato equipaggiamento, dispositivi di protezione individuale compresi. Soltanto così formati sono in grado di svolgere appieno la propria attività, di cui i beneficiari – nel caso appunto dei servizi garantiti alle famiglie bloccate dal Covid -, ma anche tutta la comunità sono infinitamente grati.

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In copertina e all’interno volontari della Pc di Nimis al centro vaccinale della Fiera di Udine; qui sopra, davanti alla sede di via Matteotti.

In Fvg vola la fatturazione elettronica: Nordest locomotiva della ripresa Covid

In Fvg vola la fatturazione elettronica e il Nordest traina la ripresa post-Covid, confermandosi ancora una volta locomotiva del Paese. I volumi della fatturazione elettronica parlano chiaro e se a livello nazionale certificano con evidenza la ripartenza – tra gennaio e agosto 2021 l’imponibile Iva da fatturazione elettronica è cresciuto del +20,1% rispetto agli stessi otto mesi del 2020 – mostrano un ruolo da protagonista del Nordest, con il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Trento che si posizionano sul gradino più alto del podio per variazione positiva con un aumento del +28% dell’imponibile Iva rispetto allo stesso periodo del 2020. A dirlo è il report sull’imponibile Iva da e-fattura nelle regioni italiane elaborato dall’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine realizzato sulla base dei flussi informativi estratti dalla banca dati della fatturazione elettronica e, in particolare, dai flussi degli imponibili Iva da inizio pandemia ad agosto 2021.

A livello nazionale a trainare sono stati in particolare i settori “industriali” e “artigianali” delle attività manifatturiere (+29,0%) e delle costruzioni (+33,4%), al contrario di utilities (elettricità, gas e acqua -4,8%), attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (-3,3%) e servizi alla persona, comprensive del comparto artigiano del benessere, parrucchieri e centri estetici (-2%).
A livello territoriale, al primo posto nella classifica regionale si colloca il Friuli Venezia Giulia che, tra gennaio e agosto 2021, ha fatto registrare l’incremento più consistente di imponibile Iva (+28%), rispetto ai primi otto mesi del 2020, al pari della Provincia autonoma di Trento; il Veneto si colloca al 9° posto, con una variazione del +23%, comunque superiore di quasi 3 punti percentuali rispetto alla media nazionale, mentre resta a distanza la Provincia di Bolzano, che cresce, ma “solo” del +15%, restando sotto la media nazionale.
Tornando al Friuli Venezia Giulia, la regione ha toccato il punto più basso dell’imponibile Iva da e-fattura ad aprile del 2020, con una perdita del -48,7% rispetto ad aprile 2019, sotto di quasi dieci punti rispetto alla media italiana che si è fermata a -37,1%, ed è proprio rispetto ai mesi di inizio della pandemia che si osservano le maggiori crescite di e-fatturato: il rimbalzo ad aprile 2021 è stato quasi doppio del crollo nell’anno precedente, +89,6% rispetto -48,7%, che ha consentito il recupero pressoché totale delle perdite subite.

«La forte crescita registrata in Friuli Venezia Giulia nei primi otto mesi del 2021 – spiega il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – è il risultato della energica reazione dell’economia regionale dopo le gravi perdite patite a causa della pandemia e dei lockdown del 2020, quando la regione era finita al penultimo posto della graduatoria delle regioni italiane, con un calo tendenziale annuo di imponibile Iva da fatturazione elettronica pari al -19,9% (-11,1% a livello nazionale). Questa ripresa è il frutto della caparbia capacità di resistenza delle nostre imprese e dell’azione combinata delle misure attuate dal governo nazionale, da quello regionale e dalle amministrazioni locali, una filiera che nell’emergenza ha saputo ancora una volta muoversi con grande efficacia. Ora però – conclude Tilatti – non dobbiamo mollare. La pandemia e i suoi effetti deleteri sull’economia sono ancora il nostro presente. Pesano le incognite che vanno dai lavoratori in quarantena o senza super green pass, il caro di bollette di gas ed energia, la carenza e i pesanti rincari sui prezzi delle materie prime. L’auspicio è che la campagna vaccinale possa fare nuovi, rapidi passi avanti e fermare sul nascere la diffusione di nuove varianti che possono ipotecare la situazione. Ci sono tutte le condizioni per una ripartenza duratura del Paese, complici le importanti risorse messe in campo dal Governo e dall’Europa, su tutte quelle del Pnrr, che costituiscono un’occasione senza precedenti per rilanciare il Paese e l’economia e che vanno spese subito e bene. A queste però vanno affiancate moratorie non meno determinanti ai fini della tenuta e della ripresa per consentire alle aziende un rientro morbido dalle esposizioni finanziarie e dalle scadenze fiscali».

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In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine Graziano Tilatti. (Foto Petrussi)