Coop Casarsa, Sabrina Francescutti nuova leader che ringrazia Praturlon

Sabrina Francescutti è la nuova presidente di Coop Casarsa, il più grande gruppo della cooperazione di consumo tra quelli con sede in Friuli Venezia Giulia. Laureatasi in legge all’Università di Padova, è avvocato con studio a Pordenone. Vive con la famiglia a San Giovanni di Casarsa, paese di cui è originaria. La nomina è avvenuta martedì nella prima riunione del nuovo consiglio d’amministrazione, dopo le elezioni per il rinnovo che si sono tenute nell’assemblea dei soci di fine maggio.

Il nuovo Cda di Coop Casarsa.


La neo-eletta succede a Mauro Praturlon che dopo 9 anni come consigliere e presidente non era più rieleggibile. Il passaggio di consegne nella sede della storica cooperativa, che ad agosto compirà 103 anni, ha visto Praturlon augurare a Sabrina Francescutti, che era già membro del consiglio uscente, buon lavoro nell’interesse dei soci e delle comunità servite dalla rete di vendita. Presente anche il direttore Stefano Cesarin, con cui la nuova presidente lavorerà a stretto contatto, e il membro del collegio sindacale Patrizio Taiariol. C’è stata anche l’elezione del vice, che subentra all’uscente Cesare Giavi, anche lui non rieleggibile: nuova vicepresidente è Patrizia Mander, già consigliere delegato al distretto soci nella precedente amministrazione.

«Ringrazio il consiglio di amministrazione e i soci per la fiducia – ha affermato la nuova presidente Sabrina Francescutti – e il mio predecessore Praturlon per il lavoro svolto fino ad oggi. Da ex atleta (ha giocato a basket per tanti anni a Casarsa, ndr) so quanto sia fondamentale il gioco di squadra per il raggiungimento degli obiettivi e so di poter contare sulla collaborazione di tutte le persone attive nella Coop, dai consiglieri al collegio sindacale, dal direttore Cesarin a tutti i dipendenti, per costruire insieme il nostro futuro». Futuro che vede il comparto nazionale dei consumi in una situazione delicata segnata dalla pandemia prima e dai conflitti internazionali adesso, con l’aumento dei costi dell’energia, delle materie prime e dei prodotti. «La priorità – ha aggiunto Sabrina Francescutti – sarà quella di tenere costantemente monitorato il mercato, per prendere decisioni precise e rapide nell’interesse della cooperativa e dei suoi soci in un quadro generale molto mutevole. In questo possiamo contare sulla forza ultracentenaria e sulla solidità di Coop Casarsa, che nella sua storia ha già affrontato situazioni complicate tra guerre e crisi economiche. Sarà fondamentale il dialogo con il territorio. Punteremo ancora di più sull’efficientamento energetico dei punti vendita e sulla valorizzazione e sostenibilità della rete vendita».

Con la nomina di Sabrina Francescutti, Coop Casarsa si conferma una realtà in cui le pari opportunità sono un fatto concreto: dal 1998 si tratta della terza presidente donna su cinque presidenti totali. Inoltre, per la prima volta sono donne sia presidente che vicepresidente e la maggioranza del consiglio. «Ma indipendentemente dal genere – ha concluso la neo-presidente – contano le capacità e le competenze e questo nuovo consiglio come quello uscente ne ha molte: un’ottima squadra che farà la sua parte».
Questa pertanto la composizione del nuovo consiglio di amministrazione. Consiglieri rieletti: Sabrina Francescutti (presidente), Patrizia Mander (vicepresidente), Paolo Alberti, Viviana Miotti, Alessia Spaliviero, Cesare Giovanni Zancolò. Nuovi consiglieri Lisa Del Col, Edoardo Fabbro, Daniele Gerolin, Daniela Querin, Gastone Tracanelli. Rieletto contestualmente anche il collegio sindacale, con la conferma di tutti i membri: Alberto Sandrin (presidente), Patrizio Taiariol e Antonio Cancellieri. Sindaci supplenti: Elena Francescutti e Lina Luciana Zongaro.

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In copertina, il passaggio di consegne tra Mauro Praturlon e Sabrina Francescutti.

 

Alzheimer e presenza dei caregiver: oggi a Palmanova il progetto di sostegno

Tra luglio 2021 e maggio 2022 si è sviluppato sul territorio regionale il progetto “CU.RE-CuraCari in Rete: il sostegno ai caregiver di persone con demenza in Fvg” che ha consentito di rinforzare la rete dei servizi che le Associazioni presenti in Friuli Venezia Giulia mettono a disposizione delle persone con demenza e delle loro famiglie. A causa del complesso ruolo che sono richiamati a ricoprire, i caregiver delle persone con demenza sono particolarmente esposti a stress psico-fisico; da qui l’importanza di offrire loro un facile accesso alle diverse forme di sostegno, affinché cercare aiuto non diventi un’ulteriore fonte di stress. La sfida che il progetto si è posto era quella di definire e sviluppare una rete di servizi diffusa sul territorio regionale con più punti di accesso, in grado di offrire ai caregiver le risposte di cui hanno bisogno, in tempi brevi.
I risultati di questo lungo percorso finanziato dalla Regione Fvg – compresi di dati dell’analisi sui bisogni e la profilazione dei caregiver a livello regionale – verranno presentati in un incontro pubblico in programma oggi, 25 maggio, a Palmanova a partire dalle 10.30 alla sala della Polveriera Napoleonica. Dopo il saluto del sindaco Giuseppe Tellini, la parola alle associazioni. La dottoressa Dorotea De Paoli parlerà della Rete delle associazioni Alzheimer in Friuli Venezia Giulia, seguita dalle dottoresse Antonella Deponte e Rosanna Palmeri che presenteranno i risultati. Seguiranno la testimonianza di un Caregiver, Fortunato Tonin, del gruppo Alzheimer di Codroipo, l‘intervento di Guido De Michielis dell’associazione Alzheimer di Udine e le conclusioni di Maria Teresa Squarcina, presidente della De Banfield. A Moderare Daniela Mannu, di Afap-Pordenone.

Capofila del progetto CU.RE è l’Associazione De Banfield onlus di Trieste che lo ha realizzato con Associazione Familiari Alzheimer Pordenone, Associazione Alzheimer Udine, Associazione Alzheimer Isontino, Associazione Alzheimer Codroipo, Associazione Alzheimer Basso Friuli e Veneto Orientale.

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 In copertina, la dottoressa Antonella Deponte che con la collega Rosanna Palmeri oggi presenterà i risultati del progetto.

 

Lotta al Covid-19, anche in Fvg l’algoritmo che aiuta i medici

La lotta al Covid-19 trova un alleato negli algoritmi digitali: anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato nazionale del settore che in regione conta più di 300 iscritti) usufruirà del nuovo progetto di Net Medica Italia, software house del sindacato nazionale in un progetto in collaborazione con Cittadinanzattiva. Nello specifico, il nuovo programma, analizzando le caratteristiche del paziente, sosterrà nella prescrizione dell’antivirale Paxlovid, attualmente l’unico prescrivibile dai medici di medicina generale secondo le linee guida Aifa. L’algoritmo, interagendo con il database dei medici di medicina generale, supporterà le scelte e ridurrà i rischi di errore per una sanità sempre più personalizzata.

Fernando Agrusti


Net Medica in continuità con quanto già fatto con il progetto “Pri.Sma” in tema di stratificazione dei pazienti in base alla fragilità per l’accesso alla vaccinazione Covid, ha ulteriormente ampliato la possibilità di utilizzo di algoritmi che oggi supportano il medico di medicina generale nella prescrizione appropriata della terapia antivirale, come sottolineato dal dottor Silvestro Scotti (segretario nazionale Fimmg) e da Nicola Calabrese vicesegretario Nazionale Fimmg e presidente Net Medica Italia, ai quali fa eco il segretario regionale dottor Fernando Agrusti.
«Questo nuovo algoritmo ci consente di semplificare il processo di accesso al farmaco, supportando i medici di medicina generale nel percorso di analisi di eleggibilità e nella prescrizione del farmaco. Questo significa che il medico può ora prendere la migliore decisione possibile, considerando ogni dato clinico rilevante in suo possesso», spiega Calabrese. «Di fatto, la medicina generale è pronta ad assumere questa opportunità e ha a disposizione un ulteriore strumento di supporto per essere efficace ed appropriata – aggiunge Scotti -. Portare il processo decisionale e professionale nello studio del medico di famiglia e supportarlo nell’analisi della eleggibilità e delle possibili interazioni farmacologiche che possono limitare o controindicare la prescrizione è un passaggio decisivo, ma soprattutto permette di individuare già prima i pazienti, che qualora contagiati possano avere accesso alla terapia antivirale con abbreviazione dei tempi di accesso alle cure, punto fondamentale nell’uso di queste terapie».
Estremamente complesso e lungo è infatti il percorso necessario all’individuazione dell’eleggibilità del paziente e alla definizione del relativo piano terapeutico. Semplificando non poco: al medico di medicina generale spetta il compito di capire se il paziente è candidabile al trattamento, guardare fattori di rischio (quali ad esempio una patologia oncologica, diabete complicato, obesità o broncopneumopatia), individuare nella storia clinica eventuali fattori di esclusione (come una compromissione renale o epatica severa) e assicurarsi che non ci siano problemi per l’eventuale assunzione di farmaci che possono rappresentare controindicazioni al trattamento.
«Si tratta di uno strumento importante per consentire ai cittadini un accesso facile e sicuro ai farmaci disponibili per la cura del Covid. E, dal nostro punto di vista, è altrettanto fondamentale perché, anche attraverso questi strumenti digitali, si consolida il rapporto di fiducia fra medico di famiglia e cittadino. La digitalizzazione, utilizzata per accorciare i tempi, sburocratizzare le procedure, fornire cure più appropriate e personalizzate, è una grande sfida per il futuro del nostro servizio sanitario e per tutelare i diritti dei pazienti, ovunque risiedano», afferma Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Fimmg e Cittadinanzattiva hanno dunque condiviso su questo tema l’opportunità di perseguire una soluzione tecnologica che fosse di supporto nella scelta più appropriata per affrontare con una modalità quanto più consapevole e orientata i processi di eleggibilità del paziente alla luce del coinvolgimento attivo della medicina di famiglia.

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In copertina, la rappresentazione grafica del Covid-19 conosciuto inizialmente di più come Coronavirus.

Green, aziende friulane e riciclo: mostra fino a domani a Montegnacco

Oggi l’impegno delle aziende nel riciclo – e in generale nel green – è un obbligo, e tutte assolvono all’importante compito di salvaguardare l’ambiente. In Friuli Venezia Giulia, però, già da molti anni ormai sono attive realtà produttive che hanno guardato a quel modello con largo anticipo, come la Preco System; sono imprese e società portate avanti da imprenditori lungimiranti e attenti, che hanno creato sinergie e relazioni virtuose tra loro, andando a costituire un esempio da seguire. Lo ha rimarcato l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ieri mattina ha portato il saluto del governatore e della Giunta tutta all’incontro “Upcycling Land Fvg. Dal rifiuto alla valorizzazione”, evento ideato da Preco System per ripensare il futuro della plastica post-consumo; è una “tre giorni” che ha preso avvio proprio ieri a villa Gallici Deciani, a Montegnacco di Cassacco, per chiudersi domani 21 maggio, con la prima esposizione in Italia di prodotti industriali dei settori industria e arredo urbano.
L’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha ringraziato le aziende presenti al convegno per il lavoro svolto con grande competenza e sensibilità in questo comparto, per il rispetto dell’ambiente e della salute delle persone. Convegni come questo rappresentano occasioni importanti per stimolare un necessario cambio di passo, per favorire la transizione ecologica e per agevolare – anche culturalmente – la modifica delle priorità che ci impone il momento storico (peraltro con tempistiche serrate). L’esponente della Giunta ha fatto notare come la Regione Fvg sia fortemente impegnata, di concerto col ministero della Transizione ecologica, nella messa in rete di una serie di importanti progettualità che riguardano specificatamente il Piano nazionale di ripresa e resilienza per il Friuli Venezia Giulia, con tutte le possibilità correlate allo stesso Pnrr in termini di sviluppo sostenibile. L’assessore ha sottolineato, infine, come il momento attuale sia straordinario dal punto di vista delle risorse finanziarie per una serie di scadenze temporali connesse alla programmazione europea. È partito infatti il nuovo settennato 2021-2027, in ritardo di un anno per la pandemia, e sono ingenti le risorse messe a disposizione per l’Italia – in particolare per la nostra regione – da NextGenerationEu, strumento temporaneo pensato per stimolare la ripresa che costituisce il più ingente pacchetto di misure “di stimolo” mai finanziato in Europa, col fine di ricostruire i Paesi dopo l’emergenza Covid in maniera più ecologica, digitale e resiliente.

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In copertina e qui sopra  arredi per giardini e parchi realizzati con plastica riciclata in mostra a Villa Gallici Deciani.

Sono indispensabili i medici di famiglia. Ma la Fimmg: “Bisogna investire di più”

Oggi, 19 maggio, si celebra la Giornata mondiale del medico di famiglia e anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato nazionale del settore che in regione conta più di 300 iscritti) prende spunto dalla ricorrenza per ricordare quanto sia stata fondamentale la medicina di base durante le fasi più acute dell’emergenza Covid-19 e di come dovrà esserlo anche in futuro attraverso i giusti sostegni. Sostegni che proprio in Fvg, grazie allo sblocco delle indennità per i collaboratori di studio che a marzo Fimmg ha firmato assieme alla Regione, si è iniziato ad adottare. E intanto l’Istituto Piepoli certifica come l’81% dei cittadini riponga fiducia nei medici di medicina generale.

Fernando Agrusti

«Credo che questa giornata possa servire a farci riflettere, a pensare anche solo per un momento a quanto sia importante per la salute di tutti noi il medico di famiglia. Oggi forse più di ieri, a causa del Covid, possiamo capire quanto sia importante proteggere e anzi valorizzare questa istituzione del nostro sistema sanitario», afferma il dottor Silvestro Scotti (Segretario nazionale Fimmg) a cui fa eco il segretario regionale dottor Fernando Agrusti. Senza alcuna retorica, il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale fa il punto su un tema che mai come in questo momento appare in tutta la sua centralità, ma anche nella sua complessità. «Difendere la medicina di famiglia – ricorda infatti – significa proteggere il diritto di ciascuno di scegliere da chi essere seguito nei suoi bisogni di salute nell’arco di una vita e di un rapporto che, diversamente da qualunque altro ambito, si basa sulla conoscenza diretta e su di un solidissimo rapporto di fiducia tra medico e paziente».
Scotti ricorda, poi, che i medici di famiglia sono sempre presenti e lo sono sempre stati, come purtroppo testimoniano più di 370 decessi per Covid, legati a contagi che nella maggior parte dei casi si sono verificati in servizio. «La continuità è una caratteristica fondamentale del nostro lavoro – ricorda Scotti -, così come la prossimità. Il medico di famiglia è quello che trovi a studio, ma che non esiti a chiamare anche il sabato, la domenica o a tarda sera. Non un dipendente, ma un professionista al servizio della salute dei cittadini».

Parole, quelle del segretario nazionale Fimmg, che da un lato sono di ringraziamento ai tanti colleghi presenti sul territorio, e dall’altro vogliono essere di stimolo per chi nelle istituzioni è chiamato a programmare e decidere. «Troppo spesso negli ultimi anni – conclude Scotti – la medicina generale ha dovuto fare da cuscinetto a carenze strutturali ed errori di programmazione che si protraggono da decenni. La nostra soddisfazione è però nella consapevolezza di essere apprezzati dai nostri pazienti, ogni anno di più, come testimonia l’ultimo Tableau de Bord dell’Istituto Piepoli secondo il quale l’81% dei cittadini ripone in noi un’enorme fiducia».

 

Impresa turistica, primo rapporto Fvg: domani la presentazione in un webinar

Leggere e interpretare il turismo e dare supporto alle imprese del comparto attraverso l’analisi di dati, anche inediti e raccolti dalle recensioni online dei turisti, elaborati dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine e dalle applicazioni ideate da Isnart, la società del sistema camerale che affianca il comparto turistico italiano nello studio dei nuovi fenomeni e del miglioramento del livello di competitività. Domani 10 maggio, alle ore 11, in un webinar, sarà presentato a imprese e stakeholder il primo rapporto di analisi economico-territoriale del Friuli Venezia Giulia (con doppio focus su Dolomiti Friulane e Grado), partendo dagli indicatori di sintesi forniti dai due “ecosistemi” Turismo Big Data e Mappa delle Opportunità gestiti proprio da Isnart. e dal Centro Studi camerale. Il webinar è realizzato dalla Cciaa Pn-Ud con la Cciaa della Venezia Giulia e rientra nel progetto di “Specializzazione dell’Osservazione Economica per stare vicino alle imprese e ai territori” del progetto Fondo di perequazione 2019-2020 di Unioncamere.
L’incontro online vedrà la partecipazione di Flavia Coccia, coordinatore dei progetti di ricerca Isnart, e di Bruno Bertero, direttore Marketing PromoTurismoFvg per i dati relativi alle presenze turistiche in Friuli Venezia Giulia. Interverrà anche Paola Schneider, presidente Federalberghi Fvg, per aprire i lavori, mentre sui dati Fvg la referente del Centro Studi Cciaa Pn-Ud Elisa Qualizza. A presentare le due destinazioni scelte come focus del percorso saranno il segretario generale della Cciaa Pn-Ud Maria Lucia Pilutti, sulla destinazione Dolomiti Friulane, e Patrizia Andolfatto, direttore Aries, sulla destinazione Grado.

Per partecipare, basta iscriversi gratuitamente entro oggi 9 maggio al link indicato sulla pagina dedicata del sito www.pnud.camcom.it

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In copertina, la sede udinese dell’ente camerale che domani darà vita al webinar sul turismo in Fvg.

Sparkasse, Regione Fvg e ruolo di Friulia: a fine mese assemblea dei soci Civibank

(g.l.) La Regione Fvg non esercita alcuna funzione istituzionale in merito alla decisione di Friulia di pre-aderire all’Opa di Sparkasse su Civibank e reputa corretto, necessario e opportuno non entrare in questioni che interessano il mercato. Al di là dell’assetto proprietario, sul quale la Regione non può e non deve influire, l’interesse dell’Amministrazione è garantire che le realtà bancarie operanti in Friuli Venezia Giulia siano realmente presenti ed efficaci, favoriscano l’occupazione, dimostrino attenzione nei confronti delle famiglie e delle imprese, garantendo collaborazione nella messa in campo degli strumenti esistenti per il supporto alla realtà e all’economia regionale. È questo, in sintesi, il pensiero espresso dall’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, in Consiglio regionale in merito all’acquisizione di Civibank da parte di Sparkasse. L’assessore – informa Arc – ha rimarcato come la Finanziaria regionale presieduta da Federica Seganti, e titolare di quote della Banca di Cividale, abbia già dichiarato che «sarà garantita continuità alla tutela della territorialità della futura attività bancaria, la quale risulterà rafforzata dalle accresciute condizioni dimensionali», che stanno caratterizzando il mondo bancario, offrendo così una prospettiva di costruttiva operatività anche nei prossimi anni. L’esponente della Giunta Fedriga ha ribadito che «l’iniziativa di Sparkasse non risulta singolare e ostile, ma può generare sinergie a favore del territorio con ricadute positive per il Friuli Venezia Giulia». Inoltre, è stato spiegato che la stessa «Friulia ha evidenziato l’assenza di proposte alternative a quella di Sparkasse» e come quest’ultima sia «una realtà dotata di notevole solidità e di un forte radicamento nel Nordest».
Intanto, si è riunita a Milano, presso lo Studio del Notaio Filippo Zabban, l’assemblea dei titolari dei “Warrant Banca di Cividale Spa 2021-2024” che ha deliberato – come informa una nota di Civibank – l’approvazione delle modifiche al regolamento dei Warrant stessi, volte a consentire i trasferimenti eseguiti nel contesto di offerte pubbliche di acquisto aventi per oggetto proprio questi titoli. Non ha invece raggiunto il quorum costitutivo, previsto a termini di legge e di statuto, l’assemblea ordinaria dei soci prevista in prima convocazione, nello stesso sito, per cui la riunione si terrà in seconda convocazione il 25 maggio prossimo, alle ore 9, nello stesso luogo.

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In copertina, la sede centrale di Civibank.

Solidarietà, incontro con i rifugiati ucraini nel Primo maggio di Udine

Il Friuli Venezia Giulia è solidale con il popolo ucraino travagliato dagli orrori della guerra scatenata dalla Russia. E molti sono gli ucraini che vivono in questa regione o che vi sono arrivati dopo lo scoppio del conflitto, trovando una calorosa ospitalità. Quella che sarà loro dimostrata anche domani mattina a Udine, dove si vivrà un Primo maggio all’insegna della solidarietà senza confini. A partire dalle 10.30, nel parco Brun di piazzale Chiavris è annunciato infatti un Incontro con i rifugiati ucraini. Con l’Associazione culturale Ucraina-Friuli, collaborano Comune di Udine, Giangio Garden, Gruppo comunale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Gruppi alpini di Udine Est, Forni Avoltri, Ludaria di Rigolato e Tolmezzo, e Club per l’Unesco di Udine.

Medicina generale, anche la Fimmg Fvg plaude all’Accordo collettivo nazionale

Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore, presieduto in regione da Fernando Agrusti) plaude al via libera all’Accordo collettivo nazionale giunto da Roma in Conferenza Stato-Regioni. Come dichiarato dal segretario generale Fimmg, Silvestro Scotti, si tratta di «un’intesa unanime da parte delle Regioni che mette fine ai dubbi sul convenzionamento per una medicina di famiglia sempre più efficace ed efficiente». «Una decisione unanime – ha aggiunto – che sposa la ferma convinzione espressa da sempre di avere una medicina generale di prossimità al cittadino, efficace ed efficiente grazie al suo rapporto di convenzione, che valorizza l’autonomia e la massima duttilità dell’assistenza erogata ai pazienti».

Fernando Agrusti, Fimmg Fvg

Le Regioni confermano con questa Intesa il punto contrattuale di riferimento per l’area della medicina generale. «Serviranno ora le risorse economiche e umane – ha sottolineato Scotti – anche per sostenere un contenuto di professionalità in area medica, ma soprattutto per sburocratizzare il sistema e realizzare una giusta suddivisione dei carichi dei lavori con personale amministrativo e sanitario che sia di supporto ai medici di famiglia attraverso un finanziamento specifico». In questo senso Fimmg si affianca alle Regioni rispetto alla richiesta di maggiori risorse, specificamente destinate, così da consentire all’Acn di avere un compimento pieno a latere di progetti legati al Pnrr; con il preciso intento di preservare domiciliarità, prossimità e fiduciarietà come valori assoluti di un Servizio sanitario nazionale che descriva offerte di uguaglianza dalla grande metropoli al piccolo comune. «Tutto questo – ha detto ancora il segretario generale Fimmg – grazie alla professionalità dei medici di famiglia che proseguono a svolgere, e la firma di ieri lo sancisce in modo inequivocabile, un lavoro determinante nel quadro del loro rapporto di convenzione».
Su questa strada, che all’unanimità tra le Regioni ha visto superare l’incostante dibattito sulla dipendenza, è forte la determinazione di Fimmg ad affiancare le Regioni stesse al fine di ottenere i necessari finanziamenti per le risorse umane, in relazione ad esempio alle premialità per gli obiettivi variabili destinati alla medicina generale o anche a potenziare la funzione spoke degli studi sul territorio.
«Il ruolo unico che viene proposto – conclude Scotti – può dare soluzione anche alla carenza dei medici con la possibilità di un’evoluzione diretta del medico di continuità assistenziale in funzioni fiduciarie non più a ore, bensì a quota capitaria con percorsi che permettano di sburocratizzare anche l’accesso alla funzione di medico di famiglia sempre più carente sui territori per la mancata programmazione e la sempre più diffusa demotivazione; riteniamo che quindi questa Intesa debba essere il volano fiduciario per chi sceglie questa funzione del Ssn e speriamo che le progettualità e gli investimenti in tal senso di Governo e Regioni lo dimostrino dando contenuto ai contenitori del Pnrr».

Agrusti: i giovani medici
hanno voglia di lavorare

«I giovani medici di medicina generale dimostrano grande passione e voglia di lavorare: semmai la vera sfida è fornire loro gli strumenti per farlo a fronte di carichi di lavoro che con la pandemia sono letteralmente esplosi», ha detto il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale della Fimmg (sindacato che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti), commentando la recente indagine su campione nazionale della Fnomceo (Federazione nazionale dell’Ordine dei medici) per la quale un terzo dei dottori lavora senza entusiasmo sognando la pensione. Un dato che ha scatenato molte discussioni coinvolgendo i medici under 40. «Ma io alla presentazione della ricerca la scorsa settimana a Roma c’ero – prosegue Agrusti – e assicuro che tra noi addetti ai lavori i dati emersi dalla rilevazioni sono stati subito inquadrati nella giusta prospettiva, ovvero un richiamo a un maggior sostegno alla categoria che dopo due anni di gestione della situazione sanitaria sta soffrendo di burn out da carico di incombenze dettate dal Covid-19. Sostegno che proprio qui in Friuli Venezia Giulia, grazie allo sblocco delle indennità per i collaboratori di studio che a marzo abbiamo firmato insieme alla Regione, abbiamo iniziato a fare. Ma occorre proseguire ulteriormente su questa strada: è necessaria una rivoluzione riorganizzativa che auspichiamo si realizzi con i fondi del Pnrr e che si possa dare ai medici di medicina generale la serenità per operare con la dovuta professionalità».
Con i medici under 40 Agrusti lavora ogni giorno e può garantire che nelle nuove leve la passione per la professione è sempre viva. «Faccio loro da tutor durante i tirocini nel mio studio – continua – e vedo tanta voglia di imparare e mettersi al servizio del paziente. Siamo fortunati ad avere giovani così attenti e pronti anche a utilizzare le nuove attrezzature diagnostiche basate molto sull’innovazione digitale. Ecco, fornire loro questi strumenti in maniera strutturale senza aspettare che sia il singolo medico a doverseli procurare è una delle sfide per supportare la loro passione per la professione, visto che la medicina territoriale non è solo il futuro ma il presente della nostra realtà».
La situazione non è facile e i numeri lo raccontano chiaramente. «Vista la carenza di medici – conclude Agrusti – data dalla pandemia e dai pensionamenti, qui in Friuli Venezia Giulia un medico di medicina generale può trovarsi a seguire fin dal principio da 1500 fino a 1800 pazienti. Per questo la Fimmg sottolinea che non è un problema generazionale ma di carichi di lavoro aumentati fino a 15 ore di fila a giornata, senza che da parte dei nostri medici non sia venuto mai meno il rispondere al proprio compito in supporto ai dipartimenti di prevenzione. Siamo quindi vicini ai nostri giovani, che vantano formazione e passione per seguire i pazienti del Friuli Venezia Giulia».

 

RaccontaEstero 2021, i giovani premiati dal concorso indetto da Irse Pordenone

Festeggia la sua 20ma edizione il Concorso RaccontaEstero 2021 – indetto da Irse-ScopriEuropa, servizio gratuito che da anni orienta i giovani nella scelta e nell’organizzazione di esperienze formative in Europa e oltre. Il bando, che si è chiuso in gennaio, chiedeva come sempre di raccontare una significativa esperienza di viaggio all’estero – lavoro, volontariato, studio, tirocinio, avventura – senza superare le 3000 battute spazi inclusi, allegando una breve sintesi in inglese e una foto significativa, come valore aggiunto. Anche in questa edizione moltissimi giovani e giovanissimi hanno voluto condividere la propria esperienza di viaggio all’estero. Gli 80 racconti pervenuti provengono da Abruzzo (1), Basilicata (1), Calabria (1), Campania (5), Emilia Romagna (8), Friuli-Venezia Giulia (19), Lazio (5), Lombardia (6), Marche (3), Piemonte (8), Puglia (4), Sardegna (2), Toscana (3), Trentino-Alto Adige (5), Umbria (1), Valle d’Aosta (1), Veneto (7). La cerimonia di premiazione oggi, 28 aprile, alle 18.30 in prima visione sui canali Facebook, Instagram e Youtube Irse.

Edoardo Taddia

Una commissione ha selezionato i 15 racconti vincitori, dieci nella categoria over 20 e cinque nella categoria under 20: ai vincitori sono stati assegnati premi in denaro per nuove esperienze di mobilità internazionale. I racconti vincitori verranno pubblicati nell’inserto Omnibus del mensile culturale Il Momento (numero di marzo-aprile 2022), con il titolo Le chiavi del futuro. Oltre ai 15 racconti premiati, altri sono stati segnalati dalla Commissione come meritevoli di pubblicazione e si potranno leggere in rete nel sito dell’IRSE www.centroculturapordenone.it/irse e nell’inserto Omnibus del mensile Il Momento, nel numero estivo di Luglio-Agosto 2022. Ed ecco i vincitori: il 1° Premio over 20 va a Rokiatou Emanuela Doumbia, 27 anni, di Trento, per “Identità a colori” dalla sua tesi di laurea in Senegal: il racconto di una “figlia dell’Italia meticcia, una 2G Afroitaliana nata negli anni ’90, nell’era della pace sociale, del sogno fallito della multiculturalità”. In un caldo autunno Rokiatou Emanuela Doumbia riabbraccia il “suo” Senegal …Secondo Premio a Maritza Vecchies, 38 anni, di Prata di Pordenone per “Viaggio in Georgia, ritorno al futuro”: una trasferta che ha insegnato come vivere in pace e armonia con la natura, anziché conbatterla. Nella sezione under 20 primo Premio a Edoardo Taddia, 19 anni, di Castello D’Argile (BO) per “Potevo, quindi dovevo” sull’esperienza Exchange Student in Canada, un viaggio per vivere l’emozione del primo semestre al’estero, tutto solo. Secondo Premio a Enrico Zonta, 19 anni, di Pordenone per “Tulipani, freddo e aerei”, student life a Groningen, Olanda: nel faticoso periodo della ripresa dal covid, un’esperienza insieme a studenti stranieri, coetanei, in una rasserenante cittadina del nord. Tutti i premiati sul sito Irse Pordenone.

Spiega Eleonora Boscariol, Responsabile del Servizio ScopriEuropa dell’Irse: «I vincitori di RaccontaEstero 2021, sono ragazzə che da tempo detengono le chiavi di uno spazio comunitario che è lo Schengen, e ne stanno facendo un uso così intelligente da credere che meritino anche le chiavi della politica, dell’imprenditoria, della sanità e dell’educazione che vogliamo per il futuro dell’Europa. Hanno tutti gli strumenti necessari: l’istruzione, la curiosità, il coraggio, le idee, lo spirito critico e il senso della collettività. Ma soprattutto, hanno quella cosa che chi oggigiorno occupa gli spazi di potere, ha perso per ragioni anagrafiche: la giovinezza, motore di entusiasmo, cambiamento positivo e sguardo lungimirante, fondamentale in ogni epoca storica, forse ora più che mai. Dare loro Le chiavi del futuro, significa compiere un gesto di fiducia e lasciare che abbiano voce in capitolo sulle sfide dell’attualità, ascoltare le loro storie e interessarsi alla loro opinione, lasciare che siano loro a cercare quelle soluzioni che gli adulti, troppo spesso, non trovano».

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In copertina, Rokiatou Emanuela Doumbia, 27 anni, di Trento, alla quale va  il 1° Premio over 20 del concorso dell’Irse.