Piantiamo più alberi nelle nostre città, chiede Buttrio. E oggi TreeArt chiude

Proprio quando i territori e i boschi del Friuli Venezia Giulia sono tristemente protagonisti di fenomeni di siccità e purtroppo noti episodi di incendi, Buttrio propone la terza edizione di TreeArt, il festival che riunisce scienza, cultura e arte nel segno della sostenibilità e della tutela della biodiversità. Organizzata dal Comune di Buttrio con il contributo della Regione Fvg – la direzione scientifica di Pietro Maroè e la cura artistica di Start Cultura -, la manifestazione riunisce ancora per tutta la giornata odierna artisti, scienziati e divulgatori sul tema della “Foresta Urbana”.

Massimo Cirri con Pietro Maroè.

Sono necessari più alberi nelle nostre città per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e aumentare la biodiversità urbana: questo è il paradigma del festival che, nel corso dell’inaugurazione – aperta dal sindaco Eliano Bassi e dall’assessore alla Cultura Patrizia Minen, e condotta dal conduttore radiofonico e autore Massimo Cirri – ha presentato pubblicamente il “Decalogo della sostenibilità urbana di TreeArt”, esito dei tavoli di lavoro che hanno coinvolto a Buttrio esperti, tecnici, portatori di interesse, cittadini, e perfino tanti bambini.
Nel decalogo di Buttrio emerge, tra l’altro, la necessità del coinvolgimento dei cittadini, con un patto di comunità per la cura del verde urbano, e la creazione di collegamenti dal centro alle periferie con arterie verdi per il recupero delle aree degradate. Obiettivo finale del Decalogo, l’inserimento entro il 2024 di Buttrio nel novero Tree City of the World.
Gran finale del festival, dunque, 31 luglio. Per l’intera giornata sarà ancora possibile visitare la mostra Naturografie, dell’artista toscano Roberto Ghezzi allestita nel Lapidarium di Villa di Toppo Florio, che poi resterà aperta nei weekend fino all’11 settembre. La ricerca di Ghezzi consiste nel posizionamento in luoghi naturali di tele su cui poi agiscono gli agenti atmosferici, gli organismi animali e vegetali che imprimono sulla tela affascinanti campiture materiche che testimoniano la presenza di invisibili micromondi naturali visibili nelle opere. Alle 19 salirà sul palco allestito nel Parco la “The Rhythm & Blues Band” per un concerto che ripercorrerà i brani classici dei più grandi cantanti del R&B: da Otis Redding, a Wilson Pickett, Aretha Franklin e tanti altri.

La mostra di Roberto Ghezzi.

www.treeartfestival.it

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In copertina, un momento dell’inaugurazione del Festival con il sindaco Eliano Bassi e l’assessore alla Cultura Patrizia Minen.

 

 

Pochi medici, ma ci saranno i concorsi. Agrusti grato al presidente Fedriga

Soddisfazione anche in regione da parte della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti) per l’atto di approvazione del fabbisogno di sanitari da formare nel triennio 2022/2025 da parte della Commissione salute delle Regioni. Un fatto che dà una prima risposta contro la carenza di medici di medicina generale sul territorio.
Approvato il fabbisogno, sta ora al Ministero della Salute formulare la proposta di riparto della disponibilità finanziaria per la copertura complessiva delle spese tra le Regioni, che verrà adottata poi in Conferenza Stato-Regioni. Le Regioni potranno a quel punto bandire i singoli concorsi per l’ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale. Pubblicati tutti i bandi regionali, sarà Roma a pubblicare l’avviso nazionale con la data del concorso.

Fernando Agrusti

Silvestro Scotti

«Un accordo – commenta il segretario regionale della Fimmg Fvg, dottor Fernando Agrusti – fondamentale per contrastare la carenza di medici di medicina generale realizzato anche grazie alla disponibilità del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, quale presidente della Conferenza Stato Regioni».
Anche Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, sottolinea con soddisfazione l’atto di approvazione del fabbisogno di sanitari da formare nel triennio 2022/2025 da parte della Commissione salute delle Regioni. «Nella convinzione che non si possa perdere altro tempo prezioso – dice Scotti – ho chiesto un’accelerazione dell’iter necessario alla pubblicazione del bando per il triennio 2022-2025».
Proprio il tema della mancata definizione del fabbisogno del corso di formazione era stato trattato recentemente durante il più ampio e propositivo incontro che il segretario Scotti aveva avuto con il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, il coordinatore della Commissione Salute, Raffaele Donini, e gli assessori al bilancio Davide Carlo Caparini ed Ettore Cinque.

Il governatore Massimiliano Fedriga.

Da mesi Fimmg spinge per arrivare alla pubblicazione del bando che si sarebbe dovuto emettere a febbraio. «Continueremo a fare la nostra parte per sollecitare tutte le parti coinvolte – conclude Scotti – così da arrivare quanto prima al bando. Abbiamo già avuto contatti e assicurazioni di attenzione anche dal Ministro Speranza così da consentire l’accesso alla formazione specifica in medicina generale di quasi circa 2.800 nuovi colleghi, subito pronti a prendersi carico di 1.000 assistiti ciascuno con il supporto di un tutor, così come prevede la nuova normativa. L’approvazione del fabbisogno era essenziale, ma non possiamo fermarci qui se vogliamo fare in modo che sia rispettato il diritto costituzionale di ogni cittadino all’assistenza del medico di famiglia. Dobbiamo assolutamente ottenere un’accelerazione rispetto alle procedure e ai tempi ordinari che, tra bandi regionali e concorso, richiede normalmente circa 7 mesi. Non si può non considerare che in questo periodo il concorso per il corso di formazione non è più solo necessario per iniziare la formazione dei nuovi medici, ma di fatto rappresenta la risposta ai tanti sindaci, cittadini e territori che in carenza di medici di famiglia stanno chiedendo questa risposta assistenziale che rappresenta le fondamenta del nostro Ssn».

Covid, le Usca prorogate
avranno i finanziamenti

Lotta al Covid-19: la giunta della Regione Friuli Venezia Giulia sta per approvare il rifinanziamento delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) fino al 31 dicembre con 800 mila euro. Soddisfazione da parte della Fimmg Fvg. Il segretario regionale dottor Fernando Agrusti: «Grazie al vicepresidente regionale Riccardo Riccardi per aver tenuto conto della nostra proposta di proroga di questo strumento così importante per la lotta al Covid-19, soprattutto considerando la gran parte di popolazione anziana che abbiamo in Friuli Venezia Giulia. In questo modo, potremmo superare questa fase interlocutoria che aveva visto il 30 giugno la scadenza delle Usca in attesa di rifinanziamento. Era una questione di merito che andava affrontata e bene ha fatto la Regione dando pronte risposte in stretta consultazione con noi. I medici di medicina generale sono stati in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria e continueranno a fare il loro dovere, non ci tiriamo di certo indietro in questo momento, collaborando a stretto contatto con le Usca nella gestione dei casi, anche a domicilio».

L’assessore Riccardo Riccardi.

Emergenza incendi, alla Protezione civile 50 mila bottiglie di Goccia di Carnia

Cinquantamila bottiglie di Goccia di Carnia sono a disposizione della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia per i vigili del fuoco e i volontari che lavorano giorno e notte allo spegnimento dei numerosi incendi che stanno devastando la nostra regione.
Una parte delle bottiglie è stata già ritirata, il resto rimane a disposizione nei prossimi giorni: «Goccia è l’acqua di queste montagne, è da sempre un marchio con un legame fortissimo con il nostro territorio – commenta l’amministratore delegato, Samuele Pontisso –, ci sembra quindi naturale e doveroso poter contribuire ad aiutare in minima parte il lavoro di chi è sul campo per salvare la vita di persone, case, animali e natura del Friuli Venezia Giulia».

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In copertina, Samuele Pontisso a Forni Avoltri dinanzi al camion carico di bottiglie.

Tra Pordenone e Casarsa la “tre giorni” dei corregionali all’estero (da 16 Paesi)

“Di sogni, latitudini e generazioni”: questo il titolo del 45° Incontro dei Corregionali all’Estero dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) in programma da 22 al 24 luglio tra Pordenone (luogo di accoglienza degli emigranti che torneranno nella terra d’origine) e Casarsa della Delizia (dove, in omaggio al centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini e del luogo dove lo stesso Ente è sorto nel 1907, si terranno i lavori). Dopo due anni in cui l’emergenza sanitaria ha costretto a una versione online per i corregionali che non potevano raggiungere il Friuli Venezia Giulia, si tornerà finalmente in presenza. In totale ci saranno rappresentanti di 16 Paesi, con alcuni di loro che già in questi giorni hanno esplorato la terra dei propri avi. Si tratta dei partecipanti ai progetti sostenuti dalla Regione “Alla scoperta delle proprie radici 2022” – rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni che vogliono conoscere la terra degli antenati (in collaborazione anche con Ente Friuli nel Mondo, Associazione Giuliani nel Mondo e Unione Emigranti Sloveni) – e “Destinazione Fvg” – destinato alle famiglie.
Dopo essere stati accolti sotto la loggia municipale dal sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, nell’ultima settimana hanno visitato la diga del Vajont, nei luoghi della memoria tra Erto e Casso. Non sono mancate uscite a Udine e a Trieste in Consiglio regionale accolti dal presidente Piero Mauro Zanin e dall’assessore regionale all’immigrazione Pierpaolo Roberti. Inoltre, visite alla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, a Polcenigo, Valvasone, Aquileia, Grado, Barcis, San Vito al Tagliamento e Sesto al Reghena.

«Il titolo scelto quest’anno – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris – raccontando il presente ci permette di non dimenticare il passato e di guardare allo stesso tempo al futuro: accoglieremo nuovamente sia i testimoni dell’emigrazione storica, con i discendenti di seconda e terza generazione, sia le molte persone che ancora oggi continuano a lasciare la regione cercando nuove opportunità professionali e inseguendo sogni di vita. Un mondo, quello dell’emigrazione, raccontato nei suoi versi in lingua friulana anche da Pier Paolo Pasolini, al quale tributeremo omaggio a cento anni dalla nascita. Riabbracciare di persona i nostri amici provenienti da varie parti del mondo sarà quasi un nuovo inizio, dopo le fasi drammatiche dell’emergenza sanitaria, ed è emblematico che lo celebreremo proprio dove la nostra storia è effettivamente iniziata, a San Giovanni di Casarsa nel 1907».
L’Incontro Incontro dei Corregionali all’Estero dell’Efasce gode del patrocinio del Comune di Pordenone e della Città di Casarsa della Delizia ed è sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia giulia, Fondazione Friuli e Bcc Pordenonese Monsile. Sostegno all’accoglienza anche da parte della Camera di commercio di Pordenone Udine.

IL PROGRAMMA

Oggi 22 luglio, alle 17, nella Sala Consiliare del Comune di Pordenone accoglienza dei corregionali all’estero e dei rappresentanti dei Segretariati Efasce (che sono le suddivisioni territoriali di contatto con gli emigranti e sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela, a cui si è aggiunto il più recente negli Emirati Arabi Uniti).

Domani, 23 luglio, l’Incontro vero e proprio con ingresso su invito fino esaurimento posti. Dalle 9.30 nella sala consiliare della Città di Casarsa della Delizia, a Palazzo Burovich de Zmajevich, saluto delle autorità, speech del presidente Gregoris, interviste, testimonianze e video saluti dei corregionali all’estero. Seguirà buffet al ristorante Al Posta. Pomeriggio dedicato alla scoperta delle memorie e itinerari pasoliniani a Casarsa e dintorni.

Domenica 24 luglio, alle 10, nella Chiesa parrocchiale della Santa Croce e della Beata Vergine del Rosario, Messa presieduta dall’aArcidiacono monsignor Dario Roncadin. Seguirà deposizione corona d’alloro al monumento ai Caduti e alle 12.30 alla Casa degli Alpini di San Giovanni il pranzo comunitario. A seguire i saluti e l’appuntamento al prossimo anno.

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In copertina, i nostro corregionali al Castello di Valvasone; all’interno al Consiglio regionale Fvg a Trieste, accolti dal presidente Piero Mauro Zanin.

L’omaggio ai Santi Patroni ad Aquileia una tradizione fortemente sentita

«Una ricorrenza che rappresenta la volontà di mantenere viva una tradizione fortemente sentita nel territorio udinese, ma che ha anche grande significato religioso e storico per l’intero Friuli Venezia Giulia in quanto le figure oggi ricordate sono state scelte quali santi protettori della nostra regione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, a margine della cerimonia che era in programma nella Basilica di Aquileia in occasione dei festeggiamenti dei Santi Ermacora e Fortunato, che ha visto per l’occasione protagonisti i coristi della Cappella Musicale Pontificia Sistina, diretta da monsignor Marcos Pavan, formazione che ha una storia di quasi 1500 anni ed è il più antico coro del mondo in attività. Ad impreziosire la serata musicale è stato anche Josep Solé Coll, primo organista della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e organista per le celebrazioni liturgiche del Pontefice.
La Regione Fvg, con la presenza dell’assessore Zilli, ha voluto testimoniare non solo l’attenzione dell’istituzione alla ricorrenza, ma ribadire anche «il valore delle radici della nostra storia, che si fonda sulla cristianità e sulla Chiesa di Aquileia, di cui Ermacora e Fortunato furono, nel terzo secolo dopo Cristo, rispettivamente il primo vescovo e il suo diacono».
Prima di prendere parte alla serata, l’esponente della Giunta Fedriga ha partecipato anche alla cerimonia di inaugurazione dello Sportel Regjonâl pe Lenghe Furlane – Sede Friûl de Basse, servizio che l’esponente dell’esecutivo ha definito «come un segno di attenzione nei confronti di un territorio in cui la lingua friulana è un elemento di forte appartenenza alle radici, alla nostra storia e all’identità della comunità friulana, che si mantiene salda dentro e fuori i confini regionali».
Lo Sportello Linguistico Regionale per la Lingua Friulana, affidato all’Arlef, eroga servizi di traduzione scritta dall’italiano al friulano e di consulenza linguistica a favore della regione, degli enti regionali, degli enti locali, degli enti strumentali, delle aziende sanitarie e dei concessionari di servizi pubblici, e svolge attività di supporto e consulenza per le attività di politica linguistica.

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In copertina e all’interno immagini della importante cerimonia avvenuta ad Aquileia.

Udine, dalla festa dei Patroni un forte richiamo alla tradizione aquileiese

«Nell’omelia del cardinale Dominique Mamberti ho trovato un forte richiamo alla tradizione aquileiese della Chiesa di questa regione e ai valori della friulanità: è importante questa rinnovata tradizione della festa dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato, soprattutto in questo particolare momento delicato che tutti stiamo vivendo, caratterizzato da un profondo stato di incertezza». Lo ha commentato ieri mattina il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, al termine della Messa solenne, accompagnata dal Cappella musicale Pontificia Sistina, che è stata celebrata in occasione della ricorrenza dei Santi Ermacora e Fortunato, Patroni oltre che dell’Arcidiocesi anche della Città di Udine.

Particolarmente partecipata la Messa in Duomo, presieduta dal cardinale Dominique Mamberti e animata da letture e preghiere nelle quattro lingue del territorio diocesano: italiano, friulano, sloveno e tedesco. Al termine del solenne rito, assieme all’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, il cardinale ha benedetto la città con le reliquie dei Santi Patroni dal sagrato della Cattedrale, auspicando una concordia operosa, l’attenzione ai piccoli e agli anziani e agli ammalati, una premurosa apertura verso l’umanità che in ogni parte del mondo soffre, lotta e spera per un avvenire di giustizia e di pace.
Nel corso dell’omelia, il cardinale aveva richiamato all’importanza di una Chiesa accogliente e aperta come una casa e di uno stile di vita che non annulla il prossimo, ma lo accoglie e ne favorisce l’esistenza, sottolineando come l’esperienza della Chiesa di Aquileia si sia rivelata nella sua essenza, come Chiesa in cui ognuno ha potuto ritrovare se stesso nella sua specificità.
Numerose le autorità che hanno preso parte alla celebrazione, tra gli altri il sindaco Pietro Fontanini, che al termine della benedizione ha rivolto un discorso sul sagrato ai numerosi fedeli intervenuti alla Messa, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, e il prefetto di Udine Massimo Marchesiello.

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In copertina e all’interno alcune immagini della celebrazione dei Patroni a Udine.

(Foto Regione Fvg)

I Cantori del Papa sono ospiti in Fvg per la festa dei Patroni Ermacora e Fortunato

«La proposta culturale in Friuli Venezia Giulia sta crescendo moltissimo ed è un onore ospitare nuovamente, dopo trent’anni la Cappella Musicale Pontificia Sistina con una rassegna che è anche occasione per fare rete tra città che sono simbolo della storia e della cultura religiosa della nostra regione». L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha accolto con queste parole la presentazione della rassegna di sei appuntamenti che la prestigiosa formazione vaticana porterà in Friuli Venezia Giulia in occasione della Festività dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni della Regione Fvg, di Udine e di Aquileia, oltre che della vicinissima Isola di Grado. «La festività dei Santi Patroni un appuntamento molto sentito nelle nostre comunità – ha aggiunto Bini -, un momento denso di cultura, valori e tradizioni, che richiamano la storia di fede su cui si fonda la nostra terra. Per questo la Regione sostiene questa iniziativa, che vedrà protagonista un’istituzione di grande prestigio, che solitamente accompagna le liturgie del Papa».

La Cappella Musicale Pontificia Sistina sarà protagonista di un ciclo di concerti tra oggi e il 15 luglio: questa sera, alle 20.45, ad Aquileia nella Basilica di Santa Maria Assunta; il 13 luglio alle 20.30 nella Cattedrale di Udine; il 14 luglio alle 20.30 a Trieste nella Cattedrale di San Giusto; e infine il 15 luglio alle 20.30 a Spilimbergo nel Duomo di Santa Maria Maggiore. Inoltre, domani la Cappella Pontificia accompagnerà due liturgie proprio in occasione della festività dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato: alle 10.30 sarà a Udine nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata per la solenne Messa Pontificale presieduta dal cardinale Dominique Mamberti, invece alle 20 sarà nuovamente nella Basilica patriarcale di Aquileia per la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze.
La Cappella Musicale Pontificia Sistina, diretta da monsignor Marcos Pavan, ha una storia di quasi 1500 anni ed è il più antico coro del mondo in attività. Attualmente è composta da 24 cantori adulti e da circa 30 ragazzi. Assieme al Coro sarà presente anche Josep Solé Coll, primo organista della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e organista per le celebrazioni liturgiche del Pontefice.
Gli eventi sono organizzati dalla Fondazione Cardinale Domenico Bartolucci, istituzione culturale nata nel 2003, con l’obiettivo di diffondere la musica sacra e in particolare conservare e promuovere l’opera del maestro cardinale Domenico Bartolucci (1917-2003), compositore, accademico di Santa Cecilia e direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina per oltre 40 anni.
Alla presentazione nella sede della Regione Fvg a Udine sono intervenuti, oltre all’assessore regionale Bini, anche Alessandro Biciocchi, segretario generale della Fondazione Bartolucci, i sindaci di Udine Pietro Fontanini, di Aquileia Emanuele Zorino e di Spilimbergo Enrico Sarcinelli, monsignor Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi Udine, monsignor Ettore Malnati, vicario generale dell’Arcidiocesi di Trieste, e il neo presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo.

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In copertina e all’interno tre immagini della Cappella Musicale Pontificia Sistina.

Vicino/lontano mont si apre a Tualis nel ricordo di don Pierluigi Di Piazza

Prende il via oggi, alle 18, a Tualis di Comeglians, la seconda edizione di Vicino/lontano mont, in programma fino al 4 settembre, tra le montagne del Friuli Venezia Giulia, e cioè in Carnia, Canal del Ferro e nelle Valli del Natisone. Una scelta voluta quella di aprire nel nome e nel segno di don Pierluigi Di Piazza con la presentazione della nuova edizione di “Bilal”, potente reportage del giornalista Fabrizio Gatti, a cui è stato assegnato nel 2008 il Premio Terzani e che ha poi ottenuto altri prestigiosi riconoscimenti.

Gatti con Carbonetto, De Filippi e Di Piazza.

A partire da quel viaggio in cerca di una vita migliore compiuto in prima persona dall’autore del libro, proprio nel 2008 al festival vicino/lontano Gatti e Di Piazza, con Gianpaolo Carbonetto e Loris De Filippi, avevano discusso, insieme, dei tanti problemi che l’accoglienza comporta. E quella loro riflessione continuerà a Tualis, paese natale del compianto sacerdote scomparso recentemente, nel dialogo tra Gatti stesso e il fratello di Pierluigi, Vito Di Piazza. “Bilal” – ripubblicato quest’anno in una nuova edizione aggiornata da La nave di Teseo – è il racconto di un viaggio straordinario e insieme un’inchiesta unica al mondo. Per quattro anni Fabrizio Gatti ha cambiato il suo nome in Bilal per trasformarsi in un migrante clandestino e descrivere, da testimone diretto, il dramma di chi si mette in marcia per conquistare una vita migliore al di qua del Mediterraneo. Vita migliore che il Centro di accoglienza Ernesto Balducci, fondato proprio da don Pierluigi Di Piazza, ha sempre cercato di garantire e promuovere, in nome di quello spirito umanitario che troppo spesso viene ignorato se non contrastato. A moderare l’incontro sarà la giornalista Anna Dazzan, mentre il regista, attore e drammaturgo Claudio Moretti darà voce ad alcune pagine del libro. Tradotto in Francia, Germania, Norvegia e Svezia, “Bilal” è stato poi premiato in tutta Europa, vincendo tra gli altri anche lo Human Rights Award 2014 e il premio Ryszard Kapuściński 2021.

Il giornalista Fabrizio Gatti.

L’appuntamento successivo della rassegna è in programma venerdì 15 luglio, alle 20, a Trava di Lauco, dove verrà proiettato “Piccolo Corpo”, opera prima della regista Laura Samani – presente in dialogo con Giorgio Cantoni – che racconta il viaggio di una donna di inizio Novecento verso quella Chiesa della Val Dolais (il Santuario di Trava) dove la sua bimba nata morta poteva sperare, grazie a un miracoloso e unico respiro, di avere un nome per non diventare un’anima perduta nel limbo. Il film ha vinto il David di Donatello 2021.

Il concerto inaugurale di Vicino/lontano mont 2022 – in collaborazione con Carniarmonie e Associazione Topolò – avrà luogo invece giovedì 28 luglio, alle 18.30, a Villa di Verzegnis, nel Prato d’arte Marzona-Art Park, con la Topoloska Minimalna Orkestra, diretta da Antonio Della Marina. A seguire, il drammaturgo e scrittore Carlo Tolazzi e l’antropologo Gian Paolo Gri, nel luogo che fu teatro della vicenda, ripercorreranno una storia incredibile, quella delle indemoniate di Verzegnis. E dopo le Indemoniate, Vicino/lontano mont darà spazio – sempre di giovedì e ancora alle 18 – alle altre tre drammaturgie dedicate alla Carnia da Tolazzi, raccolte quest’anno da Forum ne “Il silenzio e la rivolta”: si parlerà di Portare e delle portatrici carniche (giovedì 4 agosto a Timau); di Resurequie e delle Chiese di “ritorno alla vita” (l’11 agosto a Trava di Lauco); di Cercivento e della vicenda dei “fusilâz” (il 18 agosto nella località tra Sutrio e Ravascletto).

Tualis sulle montagne di Comeglians.

Programma completo www.vicinolontano.it

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In copertina, don Pierluigi Di Piazza al quale renderà omaggio l’odierno incontro.

Tir senza autisti, Confartigianato Udine e Ranstad lanciano un corso formativo

La sirena d’allarme suona già da mesi. A livello nazionale mancano 30mila autisti. Carenza che rischia di frenare la ripresa e che non risparmia il Friuli Venezia Giulia. Tantomeno Udine, la più manifatturiera delle sue province, dove a farsi carico del problema e cercare una soluzione è Confartigianato-Imprese Udine con Ranstad, società leader, a livello mondiale, nei servizi per le risorse umane. Insieme, l’associazione di categoria e la società, si preparano a formare nuovi autisti grazie a un progetto molto articolato il cui obiettivo è appunto quello di riuscire a colmare il pesante gap che oggi esiste tra domanda di addetti alla guida di camion e mezzi pesanti e offerta.
Nel corso di un incontro tenutosi nella sede di Confartigianato, il capo categoria del settore trasporti Stefano Adami, ha infatti rimarcato quanto sia sentito tra gli imprenditori il problema di formare nuovi autisti. «In un quadro economico non certamente facile dove bisogna superare anche ostacoli contingenti quali il caro gasolio, la concorrenza sleale, oltre ai fattori geopolitici conseguenti alla guerra in Ucraina – ha detto Adami – quello della difficoltà di reperimento degli autisti è un fattore di difficoltà ulteriore che dobbiamo cercare di risolvere». Per farlo, Michael Jvanchich, Area Manager Randstad Italia, ha rimarcato l’impegno della società ad investire nel progetto, «sia in termini di organizzativi che finanziari», per reclutare i candidati ed animare la formazione.
I candidati non dovranno sostenere alcuna spesa. Anche per questo l’appello di Confartigianato e Randstad è di farsi avanti subito, contattando gli organizzatori per beneficiare di questa opportunità che garantirà il conseguimento delle patenti per i mezzi pesanti (C – CQC – E). Una qualifica – sottolinea Adami – non facile da ottenere, ma di cui il sistema logistico regionale ha grande necessità. Si tratta, chiosa Jvanchich, «di una prima, ma significativa risposta a questa necessità», anteprima a una futura quanto auspicabile «scuola stabile per la formazione di autisti».

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In copertina, Stefano Adami capocategoria del settore trasporti di Confartigianato.

 

Le Usca per la lotta al Covid-19. Fimmg: proroga almeno fino al 31 dicembre

Prorogare le Usca almeno fino al 31 dicembre in virtù della ripresa del numero dei contagi e della particolarità della popolazione del Friuli Venezia Giulia, con una considerevole parte di persone anziane: questa la proposta alla Regione Fvg da parte della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti. La proposta arriva dopo la scadenza delle Usca, unità speciali di continuità assistenziale che tanto erano state utili nella fase dell’emergenza sanitaria nella gestione domiciliare delle persone positive al Covid-19, anche nei casi di comunità come scuole e aziende in cui il contagio si propagava. Unità che dal 1° luglio sul territorio regionale sono state sostituite dalle Uca (unità di continuità assistenziale) creando però delle problematiche gestionali, dalla definizione dei turni ai compensi per i medici. Non in tutte le regioni italiane si è proceduto in questo modo.
«Come in Emilia Romagna – spiega il segretario regionale Fimmg Fvg, dottor Fernando Agrusti – dove la Regione ha prorogato le Usca sino a fine anno. Una scelta che riteniamo possa essere utile in questo momento in cui vediamo come la diffusione del contagio stia riprendendo forza soprattutto tra la popolazione anziana, che qui in Friuli Venezia Giulia è molto ampia. Siamo nel mezzo di un picco pandemico ed è meglio non abbassare la guardia. In questi mesi di proroga si potrebbe poi aprire un confronto tra medici e amministrazione regionale su come gestire al meglio le unità sia in termini di orari che di retribuzione. I medici di medicina generale sono stati in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria e continueranno a fare il loro dovere, non ci tiriamo di certo indietro: solo chiediamo di non interrompere un sistema che funziona e nel frattempo dialogare sulla gestione della pandemia una volta finita l’emergenza insieme ai vari portatori d’interesse».

Fernando Agrusti

Il “caso” Monfalcone

La Fimmg Fvg, con la sua segreteria provinciale di Gorizia guidata dalla dottoressa Adriana Fasiolo, ha posto l’attenzione su una situazione sanitaria dalla rilevanza nazionale. C’è, infatti, preoccupazione per quanto successo a Monfalcone dove è stato assegnato, vista la carenza di medici, il servizio di continuità assistenziale (meglio nota come guardia medica), per 6 mesi a una cooperativa. Pronto il sostegno anche del sindacato nazionale con Tommasa Maio, segretario nazionale di Fimmg Continuità Assistenziale: “Continuità Assistenziale affidata a privati, chiederemo accesso agli atti. A Monfalcone situazione grave e il rischio di contrarre le prestazioni di assistenza ai cittadini”. «Condividiamo le preoccupazioni della segreteria provinciale Fimmg Gorizia e abbiamo già dato mandato al nostro ufficio legale affinché, tramite un accesso agli atti, si possa fare chiarezza sulle modalità di gestione di un servizio centrale nell’assistenza ai cittadini». Tommasa Maio, segretario nazionale di Fimmg Continuità Assistenziale, commenta così il caso che investe l’ex Guardia Medica (oggi Continuità Assistenziale) sollevato dalla Fimmg di Gorizia e ripreso da diverse testate giornalistiche. Maio chiarisce che «la richiesta di accesso agli atti servirà a comprendere se l’Azienda abbia espletato tutte le procedure previste dalle norme vigenti per l’attribuzione degli incarichi e la copertura del Servizio nell’ambito della Medicina Generale, e quindi nell’ambito del SSN, o vi siano state condotte omissive. Viene da chiedersi: se esiste una reale carenza, come mai una azienda privata riesce a individuare quei medici da destinare al servizio che invece l’azienda sanitaria afferma di non trovare? Se il servizio verrà espletato sempre da medici, mi chiedo perché non si sia provveduto ad assumerli secondo le ordinarie procedure di inserimento nell’ambito del Servizio sanitario nazionale?».
Ad allarmare Fimmg Continuità Assistenziale è anche quanto riportato da autorevoli testate giornalistiche nazionali, che denunciano l’inadeguatezza degli spazi destinati dall’Azienda Sanitaria al servizio di Continuità Assistenziale. «Se dovesse risultare vero che “a Monfalcone l’ambulatorio di Guardia Medica non è a norma per le visite” e che “i pazienti vengono accolti e assistiti nel corridoio”, evidentemente saremmo al cospetto di una situazione gravissima, con evidenti responsabilità dell’Azienda Sanitaria di competenza anche nella mancata individuazione delle strutture che avrebbero dovuto accogliere i cittadini che fino ad oggi si sono rivolti alle sedi per ricevere assistenza». Per Fimmg Continuità Assistenziale è comunque evidente che questa scelta è «il segnale di un fallimento gestionale e della volontà di sottrarsi al confronto sindacale. Una sconfitta per chi dovrebbe garantire il miglior funzionamento della sanità pubblica. Abdicare alle proprie responsabilità, in questo caso, significa soprattutto contrarre il diritto alla salute dei cittadini nell’ambito del Servizio sanitario nazionale». E sarebbe allarmante anche l’ipotesi per la quale il servizio di Continuità Assistenziale, tipicamente di competenza del medico di medicina generale, tramite la cooperativa possa invece in futuro ricadere su altre figure sanitarie e non su medici. «Se così fosse – prosegue il segretario nazionale – qualcuno dovrebbe informare di questa decisione senza precedenti i cittadini di Monfalcone, che rivolgendosi al Servizio per consultare un Medico troverebbero invece un professionista diverso, non medico, legittimato a prestare un’assistenza di diverso livello e diversa capacità di presa in carico e risposta ai loro bisogni. I cittadini di Monfalcone meritano chiarezza».